Risvegliarsi dallo stato di veglia – 2 parte di Jean Bouchart Orval
La viva immaginazione chiamata bhavana supera in profondità e in potenza la concentrazione o la meditazione (dhyana), che si fissano a degli oggetti precisi separati e, almeno nello stadio iniziale, implicano una dualità tra soggetto concentrato e l’oggetto scelto.
Infatti bhavana ( il cui senso letterale si riferisce al fatto d’esistere) è a mezza strada tra il pensiero concettuale a due poli (vikalpa) e la indicibile intuizione (nirvikalpa) della realtà, di cui non si può dire nulla. Mentre la lentezza è propria della meditazione, bhavana è caratterizzata da una velocità che non lascia nessuno spazio alla riflessione. In essa non ci sono oggetti chiaramente definiti, solo una potente energia pura. Mentre nei riflessi egotici si tenta ancora di scegliere, qui si è scelti.