{"id":1057,"date":"2010-10-17T15:37:19","date_gmt":"2010-10-17T15:37:19","guid":{"rendered":"http:\/\/pro.ovh.net\/~emillena\/it\/?p=1057"},"modified":"2016-04-03T23:05:00","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:00","slug":"un-buddismo-profondo-per-il-mondo-moderno-di-s-c-kolm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/un-buddismo-profondo-per-il-mondo-moderno-di-s-c-kolm\/","title":{"rendered":"Un buddismo profondo per il mondo moderno di S.C.Kolm"},"content":{"rendered":"<p>13\/09\/2010<\/p>\n<p>UN BUDDISMO PROFONDO PER IL MONDO MODERNO  una conversazione con S.C.Kolm<\/p>\n<p>(Rivista Aurores. No 39. gennaio 1984)<\/p>\n<p>\u201cIl buddismo profondo \u00e8 ancora sconosciuto nel mondo moderno\u201d dice Serge-Cristoph Kolm in un\u2019opera di pi\u00f9 di 600 pagine,\u201d Le Bonheur-libert\u00e9 \u201c, pubblicato in Presses Universitaires de France.<\/p>\n<p>Per accedere a questo buddismo avanzato, l\u2019autore \u00e8 andato in Asia, alle sorgenti della tradizione, dove ha potuto ricevere oralmente gli insegnamenti.<\/p>\n<p>E\u2019 perci\u00f2 conoscendo la materia che afferma che oggi il buddismo \u00e8 esattamente il rimedio di cui il mondo moderno ha bisogno. Portando la conoscenza dello psichismo, delle attitudini filosofiche e dei metodi pratici di auto-formazione Kolm pensa che il buddismo pu\u00f2 salvare la libert\u00e0, grazie al superamento dell\u2019individuo da se stesso.<\/p>\n<p>Aurores : Il vostro libro ha per titolo: \u00abLe Bonheur \u2013 libert\u00e9\u00bb. Di quale libert\u00e0 si tratta?<\/p>\n<p>Serge-Christophe Kolm : La questione della libert\u00e0 \u00e8 al centro del libro. IL buddismo si definisce in rapporto alla felicit\u00e0, ma la libert\u00e0 sembra essere per il buddismo una condizione essenziale.. Tuttavia il titolo non \u00e8 il migliore per un libro sul buddismo profondo, perch\u00e9 la libert\u00e0 e la felicit\u00e0 sono dei concetti e la concezione buddista centrale di quei concetti non \u00e8 quella dell\u2019occidente. Invece di libert\u00e0 bisognerebbe mettere liberazione, e invece  di felicit\u00e0, non dolore o non sofferenza. Il buddismo ha una visione dinamica della libert\u00e0(moksa) e la questione della felicit\u00e0 \u00e8 vista all\u2019inizio come forma negativa, per la diminuzione  delle sofferenze, del dolore, della pena, dell\u2019insoddisfazione, dell\u2019angoscia, ecc. che il buddismo chiama dukkha. Il buddismo si definisce come la diminuzione della sofferenza fino all\u2019estinzione totale(nirvana) . Dice che chi arriva a diminuire profondamente e durevolmente la sua pena \u00e8 buddista, anche se non ha mai sentito parlare del budda. Ma aggiunge che \u00e8 praticamente impossibile senza la conoscenza dei mezzi concettuali e pratici che il buddismo reca a questo scopo.<\/p>\n<p>La liberazione in questione \u00e8 evidentemente per il buddismo la liberazione interiore, cio\u00e8 la liberazione rispetto ad una serie di fenomeni psichici, mentali, spirituali incontrollati all\u2019interno di ognuno di noi, che nella maggior parte dei casi sono immessi dalla cultura. Queste sono le illusioni secondo il buddismo e sono d\u2019origine culturale. La libert\u00e0 passa per la liberazione dalle illusioni, dalle false coscienze, dai desideri e dagli attaccamenti e da tutte le sorgenti interne dell\u2019infelicit\u00e0 sotto diverse forme.  La liberazione interiore \u00e8 una condizione necessaria perch\u00e9 tutte le altre liberazioni siano reali e diminuiscano effettivamente la sofferenza, invece di  aumentarla come spesso fanno. Ma le diverse scuole buddiste offrono un menu di posizioni un po\u2019 differenti. Certe sono per l\u2019estinzione, o piuttosto la non nascita di tutti i desideri come obbiettivo finale, altre preconizzano di non lasciar  nascere i desideri che non si possono realizzare, o la cui soddisfazione porterebbe inconvenienti troppo gravosi, altre ancora suggeriscono di far nascere desideri che si possono soddisfare, a condizione di essere del tutto coscienti di ci\u00f2 che accade, di essere presenti al loro nascere ed alla loro estinzione, per approfondire la comprensione dei meccanismi psichici e mentali nel momento in cui si creano.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 \u00e8 il valore centrale del mondo moderno. I filosofi che hanno trovato un senso alla nostra storia l\u2019hanno vista come progresso verso la libert\u00e0 che conquista poi diversi ambiti: libert\u00e0 civiche e politiche, libert\u00e0 di pensare (scienza), libert\u00e0 di cambiare (economia), libert\u00e0 di sentire e di giudicare, libert\u00e0 collettiva, la democrazia, etc. Chi si libera cos\u00ec \u00e8 l\u2019individuo. Ma egli resta prigioniero dei suoi desideri, dei suoi attaccamenti, impulsi, illusioni culturali, processi mentali inconsci e incontrollati. Questo \u00e8 l\u2019ambito nuovo che la libert\u00e0 deve ora conquistare. E\u2019 arrivata a questo limite. L\u2019occidente \u00e8 ignorante in questa nuova conquista. Proceder\u00e0 dunque per tentativi ed errori che saranno lenti e dolorosi,  perch\u00e9 questo nuovo campo di battaglia \u00e8 la stessa sensibilit\u00e0 dell\u2019uomo. A meno che non si renda conto che dei saggi l\u2019hanno preceduto di 25 secoli su questa via, i buddisti avanzati. Le conoscenze psicologiche uniche, le posizioni filosofiche radicali, i metodi spirituali estremamente elaborati e le esperienze dirette dell\u2019essere(buddhi,samadi)sono esattamente le cose di cui l\u2019occidente ha bisogno Per questo ho voluto trasmettere all\u2019occidente in questo libro le basi di quella conoscenza.<\/p>\n<p>A: La libert\u00e0 di cui parlate non si conquista con convenzioni e leggi. Richiede un lavoro interiore tutto particolare. Si pu\u00f2 pensare che questa questione individuale non pu\u00f2 avere un effetto sulla societ\u00e0, se non \u00e8 fatta da un numero di individui abbastanza importante.<\/p>\n<p>S.-C. K. :Effettivamente la libert\u00e0 interiore non pu\u00f2 essere conquistata che da se stessi, fino ,dice il buddismo, a rendersi conto che \u201c se stesso\u201d non esiste. Questo \u00e8 il cuore del buddismo.<\/p>\n<p>Il lavoro su di s\u00e9, i cui momenti intensi sono la meditazione ha tre effetti che si integrano a vicenda: ci si conosce meglio, ci si trasforma e si guarisce dalla sofferenza.<\/p>\n<p>La trasformazione dell\u2019uomo \u00e8 necessaria al miglioramento della societ\u00e0 ed \u00e8 la condizione preliminare. Non averlo capito \u00e8 il dramma maggiore del nostro tempo. Per questo molti dei nostri progressi non servono gran che. Certo, molte persone hanno visto che bisognava cambiare l\u2019uomo. Non paliamo di quelli che hanno provato a farlo con la forza, contro la libert\u00e0 e contro la felicit\u00e0 con crimini sanguinosi. Ma coloro che sono sinceri  hanno pensato che  bastava cambiare le condizioni esteriori dell\u2019individuo. Ora, queste condizioni di una persona sono dapprima le altre persone. Era perci\u00f2 un\u2019impossibilit\u00e0 logica e da quell\u2019errore discendono i maggiori drammi del nostro secolo. L\u2019unica soluzione \u00e8 la trasformazione libera di ciascuno, non intervenendo gli altri che per dare consigli sul modo di conoscere e di educare la propria mente.<\/p>\n<p>A: Sembra che diciate che nel buddismo c\u2019\u00e8 una sorta di rigore scientifico, che pu\u00f2 perfettamente adattarsi alla nostra mentalit\u00e0 e predisporci cos\u00ec ad una comprensione, ad un radicamento pi\u00f9 profondo e facilitarci la sua adozione.<\/p>\n<p>Semplicemente il suo ambito \u00e8 il mentale, precisamente quello dove la scienza moderna non ha nulla da dire (nonostante i balbettii degli psicanalisti e dei filosofi che riscoprono in modo maldestro dei piccoli elementi  di ci\u00f2 che il buddismo sa da molto tempo). Ma quella differenza di campo \u00e8 di enorme importanza, anche per il metodo: il conoscente e il conosciuto sono la stessa cosa. Riuscita, quella conoscenza si confonde col conosciuto, c\u2019\u00e8 la fusione tra i due, \u00e8 un aspetto importante della non-dualit\u00e0. Allora  la conoscenza non \u00e8 pi\u00f9 un accumulo di sapere, ma la coscienza della coscienza, una super &#8211; coscienza, chiamata risveglio(buddhi) Conoscenza scientifica e conoscenza spirituale diventano la stessa cosa. Si raggiungono qui i due sensi della parola esperienza.<\/p>\n<p>A. :Secondo lei, si pu\u00f2 dire che in occidente l\u2019avanzare della liberazione comincia a vincere l\u2019individuo al livello della mente?<\/p>\n<p>S.-C. K. :Molti motivi rendono necessario quel progresso in occidente, e molte persone lo sentono, senza per\u00f2 sapere ancora come realizzarlo, ci\u00f2 che mi ha spinto a scrivere il libro. Anzitutto le persone vogliono diminuire la loro sofferenza, la loro angoscia, il loro generale malessere, e non si otterr\u00e0 niente di duraturo e reale  in questa via senza il progresso di coscienza  e di conoscenza. Questo finir\u00e0 per essere compreso! Del resto, si \u00e8 visto, la liberazione \u00e8 il senso della nostra storia e la liberazione spirituale \u00e8 quella che dobbiamo realizzare ora. Infine, la scienza ci ha reso curiosi, e dopo gli elettroni, le galassie e le molecole verr\u00e0 ben il momento dove si vorr\u00e0 infine sapere sul serio quel che succede in quella che ci importa di pi\u00f9, la nostra mente, cio\u00e8 scoprire il buddismo.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 che si scoprir\u00e0 stupir\u00e0 l\u2019occidente: \u00e8 che in fondo al s\u00e9 non c\u2019\u00e8 niente. Il s\u00e9 non esiste. Non \u00e8 che un\u2019illusione che siamo abituati ad avere. Non esiste che un flusso di fatti, psichici e altri, legati da influenze causali tra loro e<\/p>\n<p>con altre(dharmas). E\u2019 il non- s\u00e9 (anatta), la vacuit\u00e0(sounyata) dell\u2019essere(bhava). E lasciare  questa ignoranza(avidya) e questa illusione, risvegliarsi a questa verit\u00e0 con la ragione e il sentimento \u00e8 la condizione necessaria all\u2019estinzione di ogni sofferenza. Poich\u00e9 se \u201cio soffro\u201d pu\u00f2 aver delle ragioni, tutte queste sofferenze hanno una causa comune, che \u00e8 che sono io che soffro. Rendetevi conto che non \u00e8 che un sogno e la sofferenza non esiste pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il che non vuol dire che sia facile, soprattutto nelle nostre societ\u00e0 dominate dall\u2019ego. Situazione straordinariamente paradossale, poich\u00e9 il nostro individualismo non viene, all\u2019origine\u2026dal buddismo. Infatti \u00e8 lui che, sul piano sociologico, e non psicologico e ontologico, ha creato l\u2019individuo come entit\u00e0 autonoma in rapporto alla sua cultura sociale, come altra cosa da un semplice membro, un ingranaggio, osolo un rappresentante  della nostra societ\u00e0. Quell\u2019idea che permette di parlare dell\u2019uomo in s\u00e9, dell\u2019uguaglianza degli uomini, etc., \u00e8 passata nella filosofia ellenistica, soprattutto nello stoicismo, che l\u2019ha trasmessa al cristianesimo divenuto grazie a lei la prima religione universale. Poi fino a noi, ma noi abbiamo eretto a metafisica ci\u00f2 che non era all\u2019origine che liberazione sociale. Da qui il nostro egocentrismo doloroso, il cui rimedio \u00e8 esattamente il ritorno alle sorgenti.<\/p>\n<p>A.: Se questo corrisponde a una realt\u00e0, si pu\u00f2 pensare che ci\u00f2 che la nostra filosofia non ha chiaramente mostrato, la scienza e la psicologia moderne potrebbero scoprirlo\u2026<\/p>\n<p>S.-C. K. : Le antiche filosofie mediterranee a tutta prima erano molto migliori delle moderne per questo: eudemonismo, autoformazione, metodi di meditazione, etc.. In pi\u00f9 certe filosofie e terapie moderne cominciano a intravedere ci\u00f2 di cui si tratta. Ma la psicologia moderna senza introspezione n\u00e9 meditazione non pu\u00f2 scoprire che qualche fatto secondario e di basso livello.<\/p>\n<p>A. :  Cosa intendete per conoscenza quando dite questa parola? Per essere chiari, non potremmo distinguere da una parte ci\u00f2 che si potrebbe chiamare il sapere, cio\u00e8 tutte le informazioni ricevute accumulate nella memoria e dall\u2019altra parte una conoscenza che \u00e8 fatta di esperienze interiori coscienti, che si avvicinano piuttosto ad un riconoscimento?<\/p>\n<p>S.-C. K. :  Lo scopo \u00e8 la conoscenza di s\u00e9. Quando parlo di conoscenza trasmissibile, parlo dell\u2019informazione su fatti e strutture dello psichismo e su metodi spirituali precisi destinati a prenderne coscienza e ad influenzarli. Ma non si pu\u00f2 trasmetterne esattamente n\u00e9 il riconoscimento n\u00e9 la sensazione. E per il buddismo, lo scopo finale non \u00e8 la conoscenza in nessun senso; essa non \u00e8 che un mezzo per guarire dalla malattia dell\u2019ego<\/p>\n<p>A. :   Come via di guarigione e per una conoscenza dell\u2019anima, il buddismo propone qualcos\u2019altro oltre all\u2019introspezione?<\/p>\n<p>S.-C. K. :Ce n\u2019\u00e8 tutta una serie e l\u2019introspezione \u00e8 una parte. Lo scopo degli esercizi spirituali non \u00e8 solo guardare come si funziona, ma piuttosto creare in s\u00e9  una certa esperienza. Il samadi, il satori, le diverse forme d\u2019illuminazione non hanno altro scopo che creare un\u2019 esperienza in s\u00e9. Ogni buddismo propone ed utilizza differenti modi di fare quelle esperienze. Per esempio, nello Zen la filosofia e l\u2019analisi vengono dopo la conoscenza intuitiva diretta, soprattutto delle  diverse forme di vacuit\u00e0. Mentre un\u2019altra forma di buddismo comincia con la meditazione e una serie di giochi d\u2019attenzione. Altre ancora anti-Zen in un certo senso, cominciano con la ragione speculativa elaborata.. Ma alla fine tutti si ritrovano sapienti, unificati, senza illusioni, assai coscienti e totalmente calmi. E queste diverse vie sono pi\u00f9 o meno appropriate alle diverse persone.<\/p>\n<p>I diversi esercizi spirituali buddisti sono sempre giochi molto  elaborati con i diversi aspetti dell\u2019attenzione: il suo oggetto, la sua intenzione, la sua intensit\u00e0, la sua durata, la sua chiarezza o purezza, il suo carattere volontario o no, etc. Uno dei caratteri essenziali \u00e8 la dualit\u00e0 o la non- dualit\u00e0. La dualit\u00e0 consiste nel credere che c\u2019\u00e8 un s\u00e9o una coscienza che osserva un\u2019altra cosa. Questo \u00e8 un\u2019illusione. La coscienza di qualcosa non \u00e8 che una cosa tra le altre. E la coscienza di questo \u00e8 l\u2019abolizione dell\u2019io.<\/p>\n<p>Certi filosofi hanno cercato di supportare quella evidenza supponendo l\u2019esistenza di un io trascendentale al di l\u00e0 del conosciuto o perfino del conoscibile. Allora \u00e8 metafisica e non psicologia. Su queste questioni il Budda aveva una posizione molto netta: rifiuta di prendere posizione, risponde con un nobile silenzio, questo non interessa. Tranne quando quelle ipotesi si trasformano in credenza o in una realt\u00e0 che conduce l\u2019uomo ad attitudini dolorose. E l\u2019illusione della realt\u00e0 dell\u2019io \u00e8 la pi\u00f9 grave, specialmente nelle nostre societ\u00e0 superindividualiste.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>13\/09\/2010<\/p>\n<p>UN BUDDISMO PROFONDO PER IL MONDO MODERNO  una conversazione con S.C.Kolm<\/p>\n<p>(Rivista Aurores. No 39. gennaio 1984)<\/p>\n<p>\u201cIl buddismo profondo \u00e8 ancora sconosciuto nel mondo moderno\u201d dice Serge-Cristoph Kolm in un\u2019opera di pi\u00f9 di 600 pagine,\u201d Le Bonheur-libert\u00e9 \u201c, pubblicato in Presses Universitaires de France.<\/p>\n<p>Per accedere a questo buddismo avanzato, l\u2019autore \u00e8 andato in Asia, alle sorgenti della tradizione, dove ha potuto ricevere oralmente gli insegnamenti.<\/p>\n<p>E\u2019 perci\u00f2 conoscendo la materia che afferma che oggi il buddismo \u00e8 esattamente il rimedio di cui il mondo moderno ha bisogno. Portando la conoscenza dello psichismo, delle attitudini filosofiche e dei metodi pratici di auto-formazione Kolm pensa che il buddismo pu\u00f2 salvare la libert\u00e0, grazie al superamento dell\u2019individuo da se stesso.<\/p>\n<p>Aurores : Il vostro libro ha per titolo: \u00abLe Bonheur \u2013 libert\u00e9\u00bb. Di quale libert\u00e0 si tratta?<\/p>\n<p>Serge-Christophe Kolm : La questione della libert\u00e0 \u00e8 al centro del libro. IL buddismo si definisce in rapporto alla felicit\u00e0, ma la libert\u00e0 sembra essere per il buddismo una condizione essenziale.. Tuttavia il titolo non \u00e8 il migliore per un libro sul buddismo profondo, perch\u00e9 la libert\u00e0 e la felicit\u00e0 sono dei concetti e la concezione buddista centrale di quei concetti non \u00e8 quella dell\u2019occidente. Invece di libert\u00e0 bisognerebbe mettere liberazione, e invece  di felicit\u00e0, non dolore o non sofferenza. Il buddismo ha una visione dinamica della libert\u00e0(moksa) e la questione della felicit\u00e0 \u00e8 vista all\u2019inizio come forma negativa, per la diminuzione  delle sofferenze, del dolore, della pena, dell\u2019insoddisfazione, dell\u2019angoscia, ecc. che il buddismo chiama dukkha. Il buddismo si definisce come la diminuzione della sofferenza fino all\u2019estinzione totale(nirvana) . Dice che chi arriva a diminuire profondamente e durevolmente la sua pena \u00e8 buddista, anche se non ha mai sentito parlare del budda. Ma aggiunge che \u00e8 praticamente impossibile senza la conoscenza dei mezzi concettuali e pratici che il buddismo reca a questo scopo.<\/p>\n<p>La liberazione in questione \u00e8 evidentemente per il buddismo la liberazione interiore, cio\u00e8 la liberazione rispetto ad una serie di fenomeni psichici, mentali, spirituali incontrollati all\u2019interno di ognuno di noi, che nella maggior parte dei casi sono immessi dalla cultura. Queste sono le illusioni secondo il buddismo e sono d\u2019origine culturale. La libert\u00e0 passa per la liberazione dalle illusioni, dalle false coscienze, dai desideri e dagli attaccamenti e da tutte le sorgenti interne dell\u2019infelicit\u00e0 sotto diverse forme.  La liberazione interiore \u00e8 una condizione necessaria perch\u00e9 tutte le altre liberazioni siano reali e diminuiscano effettivamente la sofferenza, invece di  aumentarla come spesso fanno. Ma le diverse scuole buddiste offrono un menu di posizioni un po\u2019 differenti. Certe sono per l\u2019estinzione, o piuttosto la non nascita di tutti i desideri come obbiettivo finale, altre preconizzano di non lasciar  nascere i desideri che non si possono realizzare, o la cui soddisfazione porterebbe inconvenienti troppo gravosi, altre ancora suggeriscono di far nascere desideri che si possono soddisfare, a condizione di essere del tutto coscienti di ci\u00f2 che accade, di essere presenti al loro nascere ed alla loro estinzione, per approfondire la comprensione dei meccanismi psichici e mentali nel momento in cui si creano.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 \u00e8 il valore centrale del mondo moderno. I filosofi che hanno trovato un senso alla nostra storia l\u2019hanno vista come progresso verso la libert\u00e0 che conquista poi diversi ambiti: libert\u00e0 civiche e politiche, libert\u00e0 di pensare (scienza), libert\u00e0 di cambiare (economia), libert\u00e0 di sentire e di giudicare, libert\u00e0 collettiva, la democrazia, etc. Chi si libera cos\u00ec \u00e8 l\u2019individuo. Ma egli resta prigioniero dei suoi desideri, dei suoi attaccamenti, impulsi, illusioni culturali, processi mentali inconsci e incontrollati. Questo \u00e8 l\u2019ambito nuovo che la libert\u00e0 deve ora conquistare. E\u2019 arrivata a questo limite. L\u2019occidente \u00e8 ignorante in questa nuova conquista. Proceder\u00e0 dunque per tentativi ed errori che saranno lenti e dolorosi,  perch\u00e9 questo nuovo campo di battaglia \u00e8 la stessa sensibilit\u00e0 dell\u2019uomo. A meno che non si renda conto che dei saggi l\u2019hanno preceduto di 25 secoli su questa via, i buddisti avanzati. Le conoscenze psicologiche uniche, le posizioni filosofiche radicali, i metodi spirituali estremamente elaborati e le esperienze dirette dell\u2019essere(buddhi,samadi)sono esattamente le cose di cui l\u2019occidente ha bisogno Per questo ho voluto trasmettere all\u2019occidente in questo libro le basi di quella conoscenza.<\/p>\n<p>A: La libert\u00e0 di cui parlate non si conquista con convenzioni e leggi. Richiede un lavoro interiore tutto particolare. Si pu\u00f2 pensare che questa questione individuale non pu\u00f2 avere un effetto sulla societ\u00e0, se non \u00e8 fatta da un numero di individui abbastanza importante.<\/p>\n<p>S.-C. K. :Effettivamente la libert\u00e0 interiore non pu\u00f2 essere conquistata che da se stessi, fino ,dice il buddismo, a rendersi conto che \u201c se stesso\u201d non esiste. Questo \u00e8 il cuore del buddismo.<\/p>\n<p>Il lavoro su di s\u00e9, i cui momenti intensi sono la meditazione ha tre effetti che si integrano a vicenda: ci si conosce meglio, ci si trasforma e si guarisce dalla sofferenza.<\/p>\n<p>La trasformazione dell\u2019uomo \u00e8 necessaria al miglioramento della societ\u00e0 ed \u00e8 la condizione preliminare. Non averlo capito \u00e8 il dramma maggiore del nostro tempo. Per questo molti dei nostri progressi non servono gran che. Certo, molte persone hanno visto che bisognava cambiare l\u2019uomo. Non paliamo di quelli che hanno provato a farlo con la forza, contro la libert\u00e0 e contro la felicit\u00e0 con crimini sanguinosi. Ma coloro che sono sinceri  hanno pensato che  bastava cambiare le condizioni esteriori dell\u2019individuo. Ora, queste condizioni di una persona sono dapprima le altre persone. Era perci\u00f2 un\u2019impossibilit\u00e0 logica e da quell\u2019errore discendono i maggiori drammi del nostro secolo. L\u2019unica soluzione \u00e8 la trasformazione libera di ciascuno, non intervenendo gli altri che per dare consigli sul modo di conoscere e di educare la propria mente.<\/p>\n<p>A: Sembra che diciate che nel buddismo c\u2019\u00e8 una sorta di rigore scientifico, che pu\u00f2 perfettamente adattarsi alla nostra mentalit\u00e0 e predisporci cos\u00ec ad una comprensione, ad un radicamento pi\u00f9 profondo e facilitarci la sua adozione.<\/p>\n<p>Semplicemente il suo ambito \u00e8 il mentale, precisamente quello dove la scienza moderna non ha nulla da dire (nonostante i balbettii degli psicanalisti e dei filosofi che riscoprono in modo maldestro dei piccoli elementi  di ci\u00f2 che il buddismo sa da molto tempo). Ma quella differenza di campo \u00e8 di enorme importanza, anche per il metodo: il conoscente e il conosciuto sono la stessa cosa. Riuscita, quella conoscenza si confonde col conosciuto, c\u2019\u00e8 la fusione tra i due, \u00e8 un aspetto importante della non-dualit\u00e0. Allora  la conoscenza non \u00e8 pi\u00f9 un accumulo di sapere, ma la coscienza della coscienza, una super &#8211; coscienza, chiamata risveglio(buddhi) Conoscenza scientifica e conoscenza spirituale diventano la stessa cosa. Si raggiungono qui i due sensi della parola esperienza.<\/p>\n<p>A. :Secondo lei, si pu\u00f2 dire che in occidente l\u2019avanzare della liberazione comincia a vincere l\u2019individuo al livello della mente?<\/p>\n<p>S.-C. K. :Molti motivi rendono necessario quel progresso in occidente, e molte persone lo sentono, senza per\u00f2 sapere ancora come realizzarlo, ci\u00f2 che mi ha spinto a scrivere il libro. Anzitutto le persone vogliono diminuire la loro sofferenza, la loro angoscia, il loro generale malessere, e non si otterr\u00e0 niente di duraturo e reale  in questa via senza il progresso di coscienza  e di conoscenza. Questo finir\u00e0 per essere compreso! Del resto, si \u00e8 visto, la liberazione \u00e8 il senso della nostra storia e la liberazione spirituale \u00e8 quella che dobbiamo realizzare ora. Infine, la scienza ci ha reso curiosi, e dopo gli elettroni, le galassie e le molecole verr\u00e0 ben il momento dove si vorr\u00e0 infine sapere sul serio quel che succede in quella che ci importa di pi\u00f9, la nostra mente, cio\u00e8 scoprire il buddismo.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 che si scoprir\u00e0 stupir\u00e0 l\u2019occidente: \u00e8 che in fondo al s\u00e9 non c\u2019\u00e8 niente. Il s\u00e9 non esiste. Non \u00e8 che un\u2019illusione che siamo abituati ad avere. Non esiste che un flusso di fatti, psichici e altri, legati da influenze causali tra loro e<\/p>\n<p>con altre(dharmas). E\u2019 il non- s\u00e9 (anatta), la vacuit\u00e0(sounyata) dell\u2019essere(bhava). E lasciare  questa ignoranza(avidya) e questa illusione, risvegliarsi a questa verit\u00e0 con la ragione e il sentimento \u00e8 la condizione necessaria all\u2019estinzione di ogni sofferenza. Poich\u00e9 se \u201cio soffro\u201d pu\u00f2 aver delle ragioni, tutte queste sofferenze hanno una causa comune, che \u00e8 che sono io che soffro. Rendetevi conto che non \u00e8 che un sogno e la sofferenza non esiste pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il che non vuol dire che sia facile, soprattutto nelle nostre societ\u00e0 dominate dall\u2019ego. Situazione straordinariamente paradossale, poich\u00e9 il nostro individualismo non viene, all\u2019origine\u2026dal buddismo. Infatti \u00e8 lui che, sul piano sociologico, e non psicologico e ontologico, ha creato l\u2019individuo come entit\u00e0 autonoma in rapporto alla sua cultura sociale, come altra cosa da un semplice membro, un ingranaggio, o solo un rappresentante  della nostra societ\u00e0. Quell\u2019idea che permette di parlare dell\u2019uomo in s\u00e9, dell\u2019uguaglianza degli uomini, etc., \u00e8 passata nella filosofia ellenistica, soprattutto nello stoicismo, che l\u2019ha trasmessa al cristianesimo divenuto grazie a lei la prima religione universale. Poi fino a noi, ma noi abbiamo eretto a metafisica ci\u00f2 che non era all\u2019origine che liberazione sociale. Da qui il nostro egocentrismo doloroso, il cui rimedio \u00e8 esattamente il ritorno alle sorgenti.<\/p>\n<p>A.: Se questo corrisponde a una realt\u00e0, si pu\u00f2 pensare che ci\u00f2 che la nostra filosofia non ha chiaramente mostrato, la scienza e la psicologia moderne potrebbero scoprirlo\u2026<\/p>\n<p>S.-C. K. : Le antiche filosofie mediterranee a tutta prima erano molto migliori delle moderne per questo: eudemonismo, autoformazione, metodi di meditazione, etc.. In pi\u00f9 certe filosofie e terapie moderne cominciano a intravedere ci\u00f2 di cui si tratta. Ma la psicologia moderna senza introspezione n\u00e9 meditazione non pu\u00f2 scoprire che qualche fatto secondario e di basso livello.<\/p>\n<p>A. :  Cosa intendete per conoscenza quando dite questa parola? Per essere chiari, non potremmo distinguere da una parte ci\u00f2 che si potrebbe chiamare il sapere, cio\u00e8 tutte le informazioni ricevute accumulate nella memoria e dall\u2019altra parte una conoscenza che \u00e8 fatta di esperienze interiori coscienti, che si avvicinano piuttosto ad un riconoscimento?<\/p>\n<p>S.-C. K. :  Lo scopo \u00e8 la conoscenza di s\u00e9. Quando parlo di conoscenza trasmissibile, parlo dell\u2019informazione su fatti e strutture dello psichismo e su metodi spirituali precisi destinati a prenderne coscienza e ad influenzarli. Ma non si pu\u00f2 trasmetterne esattamente n\u00e9 il riconoscimento n\u00e9 la sensazione. E per il buddismo, lo scopo finale non \u00e8 la conoscenza in nessun senso; essa non \u00e8 che un mezzo per guarire dalla malattia dell\u2019ego<\/p>\n<p>A. :   Come via di guarigione e per una conoscenza dell\u2019anima, il buddismo propone qualcos\u2019altro oltre all\u2019introspezione?<\/p>\n<p>S.-C. K. :Ce n\u2019\u00e8 tutta una serie e l\u2019introspezione \u00e8 una parte. Lo scopo degli esercizi spirituali non \u00e8 solo guardare come si funziona, ma piuttosto creare in s\u00e9  una certa esperienza. Il samadi, il satori, le diverse forme d\u2019illuminazione non hanno altro scopo che creare un\u2019 esperienza in s\u00e9. Ogni buddismo propone ed utilizza differenti modi di fare quelle esperienze. Per esempio, nello Zen la filosofia e l\u2019analisi vengono dopo la conoscenza intuitiva diretta, soprattutto delle  diverse forme di vacuit\u00e0. Mentre un\u2019altra forma di buddismo comincia con la meditazione e una serie di giochi d\u2019attenzione. Altre ancora anti-Zen in un certo senso, cominciano con la ragione speculativa elaborata.. Ma alla fine tutti si ritrovano sapienti, unificati, senza illusioni, assai coscienti e totalmente calmi. E queste diverse vie sono pi\u00f9 o meno appropriate alle diverse persone.<\/p>\n<p>I diversi esercizi spirituali buddisti sono sempre giochi molto  elaborati con i diversi aspetti dell\u2019attenzione: il suo oggetto, la sua intenzione, la sua intensit\u00e0, la sua durata, la sua chiarezza o purezza, il suo carattere volontario o no, etc. Uno dei caratteri essenziali \u00e8 la dualit\u00e0 o la non- dualit\u00e0. La dualit\u00e0 consiste nel credere che c\u2019\u00e8 un s\u00e9o una coscienza che osserva un\u2019altra cosa. Questo \u00e8 un\u2019illusione. La coscienza di qualcosa non \u00e8 che una cosa tra le altre. E la coscienza di questo \u00e8 l\u2019abolizione dell\u2019io.<\/p>\n<p>Certi filosofi hanno cercato di supportare quella evidenza supponendo l\u2019esistenza di un io trascendentale al di l\u00e0 del conosciuto o perfino del conoscibile. Allora \u00e8 metafisica e non psicologia. Su queste questioni il Budda aveva una posizione molto netta: rifiuta di prendere posizione, risponde con un nobile silenzio, questo non interessa. Tranne quando quelle ipotesi si trasformano in credenza o in una realt\u00e0 che conduce l\u2019uomo ad attitudini dolorose. E l\u2019illusione della realt\u00e0 dell\u2019io \u00e8 la pi\u00f9 grave, specialmente nelle nostre societ\u00e0 superindividualiste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>13\/09\/2010 UN BUDDISMO PROFONDO PER IL MONDO MODERNO una conversazione con S.C.Kolm (Rivista Aurores. 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