{"id":1076,"date":"2010-10-19T06:00:04","date_gmt":"2010-10-19T06:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/pro.ovh.net\/~emillena\/it\/?p=1076"},"modified":"2016-04-03T23:05:00","modified_gmt":"2016-04-03T23:05:00","slug":"il-cammino-della-speranza-di-martin-buber","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/il-cammino-della-speranza-di-martin-buber\/","title":{"rendered":"Il cammino della speranza di Martin Buber"},"content":{"rendered":"<p>15\/10\/2010<\/p>\n<p>(Revue Aurores. No 45. luglio-agosto 1984)<\/p>\n<p>Il movimento cassidico, fondato dalle comunit\u00e0 ebraiche dell\u2019Europa orientale da Baal-chem-tor(1700-1760) si \u00e8 ingrandito e si \u00e8 trasmesso oralmente e per iscritto di generazione in generazione. Come un figlio postumo, Martin Buber ha ripetuto a sua volta la vecchia storia che appare nuova. Presentiamo qui un estratto di \u201cCammino dell\u2019uomo secondo l\u2019insegnamento cassidico\u201d di Martin Buber. Libera traduzione di Marguerite Fr\u00e8mont.<\/p>\n<p>\u00abColui che vuole stabilire qualche cosa, deve cominciare con lo stabilire il suo proprio essere\u00bb<\/p>\n<p>Zohar<\/p>\n<p>DOVE sei? Per essere stato calunniato e deferito alle autorit\u00e0\u00a0 da uno dei principali mitnagdim che riprovava la sua dottrina e le sue vie,\u00a0 Rabbi Shn\u00e8our Zalman, il Ray di Guer, era stato in prigione a San Pietroburgo e aspettava di essere chiamato in tribunale, quando ricevette nella sua cella la visita del capo della gendarmeria. Assorto in meditazione,Rabbi Zelman non si distrasse per quella visita. Vedendo il viso calmo del prigioniero tutto immerso nella serenit\u00e0 e in una splendida potenza, l\u2019ufficiale indovin\u00f2 qual era la qualit\u00e0 di quel detenuto, si mise a parlare con lui e non tard\u00f2 a fargli domande su dei punti che egli stesso, gran lettore delle sante scritture, non aveva risolto.<\/p>\n<p>\u00abE cosa bisogna comprendere, domand\u00f2, quando Dio, l\u2019onnisciente, chiama Adamo e gli dice :Dove sei?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAnche voi, rispose Rabbi Zalman, siete convinto che la Scrittura sia eterna e che abbracci ogni tempo, ogni generazione, ogni individuo?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSi, lo credo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAllora, riprese lo Tsaddik, pensate che Dio chiami tutti i momenti ogni uomo e gli domandi :Dove sei? Nel tuo mondo da tanti giorni, tanti anni, dove sei?\u00bb<\/p>\n<p>Si, \u00e8 quello che Dio domanda\u2026 e per esempio dice: ecco che sei in vita da 46 anni, dove sei?\u00bb<\/p>\n<p>Intendendo dire la cifra esatta della sua et\u00e0, l\u2019altro fece finta di conservare la sua calma e grid\u00f2 \u201cbravo\u201d battendo sulla spalla il Rabbi, ma la paura fece tremare il suo cuore.<br \/>\nChe accade in questo racconto?<\/p>\n<p>Di primo acchito ci ricorda le storie talmudiche in cui un romano e un pagano domandano a un saggio ebreo il parere su di una contraddizione di un passaggio\u00a0 della Bibbia ed hanno una risposta che non solo chiarisce la contraddizione apparente, ma contiene una personale rimostranza.<\/p>\n<p>Poi constatiamo che il racconto cassidico \u00e8 differente dalla storia talmudica perch\u00e9 la risposta ricevuta \u00e8 su di un altro piano rispetto alla domanda.<\/p>\n<p>L\u2019ufficiale scopre una contraddizione nel mondo della credenza giudaica: gli ebrei riconoscono Dio onnisciente, ma le domande che la Bibbia gli fa sono quelle di qualcuno che non sa e attende una risposta. Dio cerca Adamo che si nasconde e gli domanda dove si trovi; cos\u00ec non lo sa; si pu\u00f2 nascondere davanti a lui, dunque non \u00e8 onnisciente!<\/p>\n<p>Tuttavia, invece di spiegare il passaggio della Bibbia riguardo a quella contraddizione, il Rabbi, partendo da quel tema, coglie l\u2019occasione per fare realizzare all\u2019ufficiale la sua mancanza di responsabilit\u00e0 di fronte alla sua anima.<br \/>\nNelle controversie talmudiche c\u2019\u00e8 il pi\u00f9 delle volte, oltre alla spiegazione, la rimostranza; in questa storia il capo della gendarmeria interroga il Rabbi sul passaggio del racconto biblico sul peccato di Adamo e ci\u00f2 che Rabbi risponde vuol dire: tu stesso sei Adamo, \u00e8 a te che Dio chiede dove sei. Nell\u2019occasione non gli d\u00e0 la spiegazione sul passaggio contraddittorio, ma in verit\u00e0 la risposta rivela nello stesso tempo la situazione di Adamo che Dio interroga e quella degli uomini di ogni luogo ed ogni tempo. Il capo deve rimarcare, nel momento in cui si rende conto che la questione lo concerne, ci\u00f2 che quello significa, se Dio domanda dove sei. Indifferentemente da quello cui la domanda \u00e8 posta. Se Dio interroga cos\u00ec, non \u00e8 per sapere qualcosa dall\u2019altro, qualcosa che non sapeva, ma per suscitare un sentimento nell\u2019uomo, a condizione che quella domanda arrivi al cuore, che l\u2019uomo la lasci arrivare al suo cuore.<\/p>\n<p>Adamo si nasconde per non essere obbligato a rendere conto, per sfuggire alla coscienza delle proprie responsabilit\u00e0; si nasconde come ognuno di noi, perch\u00e9 ognuno \u00e8 Adamo e si trova nella situazione di Adamo.<\/p>\n<p>Per non vedere in cosa ha sbagliato, l\u2019uomo ha trasformato la sua vita in una specie di rimpiattino e, imbrogliandosi davanti a Dio, a forza di ingannarsi ancora, tutto finisce per imbrogliarsi in lui fino all\u2019assurdo.<\/p>\n<p>Una nuova situazione si crea, tanto che, da un inganno all\u2019altro, di giorno in giorno diventa sempre pi\u00f9 dubbioso. L\u2019uomo non pu\u00f2 sfuggire all\u2019occhio di Dio, ma , a forza di volere nascondersi a lui, ha finito per nascondersi a se stesso. Oscuramente in lui cerca qualcosa, ma gli \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile ritrovarsi; allora gli arriva la voce: \u201dDove sei?\u201d; essa vuole distruggere il gioco di nascondino, mostrargli dov\u2019\u00e8, risvegliare in lui la grande volont\u00e0 di uscirne. Ora tutto dipende dall\u2019inclinazione dell\u2019uomo e dal modo in cui affronter\u00e0 la questione.<\/p>\n<p>Senza dubbio, ognuno, come il capo della storia, tremer\u00e0 nel suo cuore quando la sentir\u00e0, ma il nascondino solito lo aiuter\u00e0 a dominare quella emozione, tanto pi\u00f9 che la voce non si sente come una tempesta minacciosa, ma come un mormorio dolce e leggero che \u00e8 facile ignorare. Tant\u2019\u00e8 vero che la vita dell\u2019uomo\u00a0 non cambier\u00e0; egli potr\u00e0 ottenere enormi successi, provare tante soddisfazioni, acquistare straordinari poteri, la sua vita sar\u00e0 vana, fino a che egli non si presenter\u00e0 davanti alla Voce.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Adamo comparve davanti a lei, conobbe la confusione, confess\u00f2 di essersi nascosto, tutto pot\u00e9 ricominciare. La presa di coscienza \u00e8 l\u2019inizio della realizzazione della vita umana, a condizione che permetta di sentire la voce e di tenerne conto, perch\u00e9 esiste un\u2019altra presa di coscienza, questa infruttuosa che non porta da nessuna parte se non all\u2019auto-tortura, alla malinconia, alla disperazione.<\/p>\n<p>Quando Rabbi Zalman arrivava alla spiegazione della scrittura, al passaggio dove Giacobbe raccomanda al suo servo: \u201dSe mio fratello Esa\u00f9 ti domanda: da dove vieni? Dove vai? Chi sei?(Genesi XXXII,17) diceva ai suoi allievi:\u201d \u201cOsservate bene queste domande; sono simili alle parole dei saggi, osserva tre cose: sappi da dove vieni, dove vai e davanti a chi sei responsabile; ma fai ben attenzione che non sia Esa\u00f9 che ti fa le domande. Esa\u00f9 pu\u00f2 anche farle e con loro recare malinconia, perch\u00e9 \u00e8 una domanda demoniaca che\u00a0 scimmiotta la domanda di verit\u00e0. Quella di dio, la si riconosce da ci\u00f2 che aggiunge: da dove sei non c\u2019\u00e8 via d\u2019uscita. Questa presa di coscienza pervertita non conduce\u00a0 verso la vita, ma al ciclo senza speranza, dove non \u00e8 possibile nessuna sopravvivenza e che \u00e8 sostenuta solo dalla forza dell\u2019orgoglio e della menzogna.<br \/>\ntrad:L.S<\/p>\n<p>Condividere\/Inviare ad un amico<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>15\/10\/2010 (Revue Aurores. 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