{"id":1118,"date":"2010-10-25T06:38:10","date_gmt":"2010-10-25T06:38:10","guid":{"rendered":"http:\/\/pro.ovh.net\/~emillena\/it\/?p=1118"},"modified":"2016-04-03T23:04:51","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:51","slug":"krishnamurti-cosa-deve-cambiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/krishnamurti-cosa-deve-cambiare\/","title":{"rendered":"Krishnamurti: cosa deve cambiare?"},"content":{"rendered":"<p>Conversazione\u00a0 con David Bhom<\/p>\n<p>Krishnamurti : cosa deve cambiare?<\/p>\n<p>Questa domanda rimane un interrogativo. Questione insolubile dall\u2019esterno, che si deve mantenere viva in s\u00e9. Perch\u00e9 \u00e8 impressionante constatare il modo con cui siamo portati a trovare ogni sorta di spiegazione e di rimedi a una situazione che si giudica negativa come se le nostre reazioni fossero il mezzo pi\u00f9 sicuro di preservare l\u2019integrit\u00e0 della nostra \u201c buona salute\u201d psicologica e della nostra esistenza. Krishnamurti chiama continuamente i suoi\u00a0 interlocutori (e i lettori) all\u2019azione, su di un altro registro. Non si pu\u00f2 vedere il nostro disordine interiore e la violenza che ne risulta. Allora cosa \u00e8 che deve cambiare? Cosa potr\u00e0 far cambiare l\u2019uomo in se stesso? Lo iato permane fintantoch\u00e9 non abbiamo coscienza di noi stessi. Il cambiamento che vi proponiamo qui fa parte di una trasmissione su France-culture del dicembre 1983.<\/p>\n<p>Domanda: Siamo preoccupati per il modo in cui la situazione attuale potrebbe evolvere.<br \/>\nKrishnamurti :La domanda posta riguarda il caso attuale del mondo, il suo futuro e quello dell\u2019umanit\u00e0. Dove ci conduce questo, vero? La situazione del mondo attuale \u00e8 imperante; che cosa cambier\u00e0 l\u2019uomo divenuto cos\u00ec immorale, cos\u00ec violento, completamente indifferente a ci\u00f2 che accade attorno a lui; cosa far\u00e0 mettere fine a tutto questo? Che cosa potr\u00e0 farlo cambiare in se stesso? Quella \u00e8 la vera domanda, no?<\/p>\n<p>D.\u00a0 Si.<\/p>\n<p>K. : Ci sono pi\u00f9 o meno violenza e anarchia. Piuttosto pi\u00f9 che meno. Gli uomini sono diventati amorali, realmente corrotti nel senso pi\u00f9 profondo di questo termine. Che cosa li aiuter\u00e0 a cambiare? Che cosa spinger\u00e0 l\u2019uomo a trasformarsi completamente? E\u2019 il vero problema, \u00e8 di questo che mi si chiede di parlare, vero?<\/p>\n<p>Si.<\/p>\n<p>K.: Si, \u00e8 quello che ci si domanda, veramente. Le religioni hanno tentato di cambiare l\u2019uomo e fino a qui non ci sono riuscite. Esse lo hanno un po\u2019 modificato e, nelle religioni stesse, la relazione umana \u00e8 stata stravolta; un gruppo si \u00e8 contrapposto all\u2019altro, i protestanti contro i cattolici, voi lo sapete. E lo stesso accade in Asia e altrove. La violenza aumenta. Le nazioni acquistano armi, gli uni dagli altri, la Francia, l\u2019Inghilterra, la Germania, gli Stati Uniti da una parte parlano di pace e dall\u2019altra preparano la guerra.\u00a0 Ecco la situazione attuale, la divisione nazionale, religiosa e psicologica dell\u2019uomo E ci si domanda come si possa rimediare a questo caos Gli uomini di scienza hanno aiutato, tanto o poco, all\u2019armonia, all\u2019accordo degli uomini tra di loro? Alla cooperazione, ad una maggiore civilizzazione nel senso profondo del termine? Non l\u2019hanno fatto.<\/p>\n<p>Maurice Wilkins : Non molto.<\/p>\n<p>K. : Se tutti gli uomini di scienza si unissero per rifiutare le guerre, non ce ne sarebbero. Se tutti i preti cattolici dichiarassero la scomunica a quelli che si arruolano alle armi, non ci sarebbero guerre. Ma sembra che altri interessi entrino in tutto quello.\u00a0 Allora, che facciamo? Voi che siete un uomo di scienza, io che sono\u2026.chi sono? Non so, poco importa.<\/p>\n<p>La scienza ha, con la sua conoscenza aiutato l\u2019uomo a trasformarsi? I saperi scientifici, biologico, psicologico l\u2019hanno poco o tanto aiutato in quel senso? Tante nozioni sono state accumulate; tutto questo pu\u00f2 essere d\u2019aiuto? O la situazione dell\u2019uomo ora \u00e8 senza speranza? non posiamo crederlo, sicuramente.<\/p>\n<p>David Bohm : Credo che ci sia stata una grande speranza nella possibile trasformazione dell\u2019uomo con il sapere. Questo \u00e8 iniziato tanto tempo fa ed \u00e8 arrivato al suo apogeo nel 19\u00b0 secolo con la teoria del progresso. Ma ora gli uomini non hanno pi\u00f9 illusioni, sono disincantati.<\/p>\n<p>K. : Sono senza illusioni, cinici, non credono in niente. Allora, che facciamo?<\/p>\n<p>D. B.: In effetti \u00e8 di questo che parliamo.<\/p>\n<p>W. : Penso che la scienza, per certi aspetti, ha aiutato alla padronanza del mondo naturale e questo ha dato certe aperture psicologiche alle programmazioni dell\u2019intelligenza umana. Ma esse sono\u00a0 state molto superficiali e, d\u2019altra parte,\u00a0 hanno contribuito al caos e alla violenza.<\/p>\n<p>K. : In modo molto importante. Dunque i politici non pi\u00f9 dei preti non risolveranno niente attraverso il mondo. E tutta la letteratura non ha risolto i problemi dell\u2019uomo. Allora, che faremo?<\/p>\n<p>D. B. : ci sono persone per le quali non c\u2019\u00e8 soluzione, ma voi lo rifiutate.<\/p>\n<p>K. : No, penso che ci sia una soluzione, deve essercene una.<\/p>\n<p>D. B. : Si. Perch\u00e9 dite che deve essercene una?<\/p>\n<p>K. :Siamo abbastanza intelligenti, passabilmente attenti, capaci di osservare ci\u00f2 che ci circonda. E se i nostri bambini, e i vostri e tutti gli altri devono essere soppressi, a cosa serve tutto questo? Le bombe atomiche, a neutroni, e tutto il resto\u2026<\/p>\n<p>D. B. : Si, ma come potrebbe esserci una soluzione? Sappiamo tutti che ne vogliamo una.<\/p>\n<p>K. : Credo, l\u2019evoluzione dei fatti \u00e8 abbastanza evidente.<\/p>\n<p>D. B. : Come verr\u00e0 fuori?<\/p>\n<p>W. Non si potr\u00e0 dire che la soluzione o almeno uno dei suoi aspetti \u00e8 stato indicato nelle religioni e ancora meno da certe dottrine politiche. Ma la difficolt\u00e0 \u00e8 stata negli elementi dei dogmi, di fede.<\/p>\n<p>K. : la fede e tutto quello.<\/p>\n<p>W. Se si trasformasse il tutto in forza negativa\u2026. Sembra che il problema essenziale sia trovare una via d\u2019uscita dal senso dell\u2019unit\u00e0 particolare di ogni chiesa e da certe inclinazioni incarnate nelle religioni. E preservare nello spirito umano la creativit\u00e0 per cui non sia costretto nella fede e nei dogmi.<\/p>\n<p>K. : Ma \u00e8 imprigionato. Prendete tutte le religioni del mondo, sono tutte chiuse, tutte condizionate dalla loro propaganda, il loro proselitismo; non entriamo nei dettagli. Allora, il problema \u00e8 proprio l\u00ec: un essere umano condizionato in quel modo, pu\u00f2 cambiare? Si deve accettare il fatto che il condizionamento umano \u00e8 inevitabile, che si potrebbe tutt\u2019al pi\u00f9 modificarlo, migliorarlo un po\u2019; \u00e8 quello che ora si cerca di fare? L\u2019accettazione del condizionamento, credo che sia uno degli errori fatali. Accettiamo tutto.<\/p>\n<p>D. B. : Penso che alla gran parte delle persone non sembri di avere altra possibilit\u00e0. Bisogna accettare il sapere e provare a migliorarlo, ad espanderlo. Credo che , in generale, sia questo ci\u00f2 che la gente pensa. Non \u00e8 possibile nient\u2019altro. Ma, intanto, potete farci capire come sarebbe possibile qualcosa d\u2019altro?<\/p>\n<p>K. : Cosa pu\u00f2 fare un essere umano, fondamentalmente, per cambiare?<\/p>\n<p>D. B. : Si. Ora, vedete, scartate implicitamente il sapere che avete detto prima. Dite che il sapere pu\u00f2 includere le conoscenze religiose, scientifiche, politiche, mediche, sociali. Ora se voi escludete tutto quello\u2026<\/p>\n<p>K. : Ma l\u2019uomo pu\u00f2 escludere quello?<\/p>\n<p>D. B. : Si, \u00e8 possibile?<\/p>\n<p>K. : La mia intelligenza, la mia mene devono accettare la totale negazione di tutto quello? Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un grande elemento di paura in tutto ci\u00f2.<\/p>\n<p>D.B. : Non solo di paura, ma anche, penso che la maggior parte delle persone senta che niente pu\u00f2 essere fatto senza un certo sapere.<\/p>\n<p>K. : Il sapere \u00e8 certamente necessario. Ho bisogno di sapere per avere una specializzazione. Se voglio essere carpentiere mi occorre una grande conoscenza del legno, degli strumenti di cui mi servo. Ma la conoscenza psicologica \u00e8 necessaria?<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Krishnamurti e noi<\/p>\n<p>(Revue Aurores. No 37. Novembre 1983)<\/p>\n<p>Va bene essere soli. Queste poche parole bastano a porci davanti ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 da fare. Il movimento del pensiero non \u00e8 un atto. Quando non interviene siamo soli e consciamente liberi da quel movimento possiamo vedere e intendere cio\u00e8 agire.<\/p>\n<p>Nel secondo capitolo del suo giornale, Krishnamurti ci fa partecipi, indirettamente, della sua straordinaria attitudine all&#8217;indipendenza nei confronti del movimento del pensiero. Quella attitudine l&#8217;ha condotto ad un atteggiamento\u00a0 interiore ed \u00e8 questa esperienza quella a cui tenta di farci partecipare da pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni. Mary Lutyens, amica d&#8217;infanzia di Krishnamurti, scrive alla fine del suo libro: &#8220;pertanto fondamentalmente la sua unica preoccupazione non \u00e8 cambiata dopo che l&#8217;Ordine della Stella \u00e8 stato sciolto: rendere gli uomini psicologicamente liberi. Egli sostiene che la libert\u00e0 non nasce che da una trasformazione totale della mente umana e che ogni individuo ha la capacit\u00e0 di cambiare radicalmente, non in qualche momento futuro, ma istantaneamente. Egli non ha mai perso la gioia che gli \u00e8 venuta all&#8217;inizio degli anni trenta ed \u00e8 quella gioia che desidera condividere.&#8221;<\/p>\n<p>Cos\u00ec, ci conviene raggiungerla nella solitudine, l\u00ec dove tutto pu\u00f2 essere visto, ci conviene essere risvegliati ad una stessa intelligenza in un mondo comune.<\/p>\n<p>Ma raramente siamo pronti. Invece siamo sempre pronti\u00a0 ad avere delle idee su ci\u00f2 che ci conviene o su ci\u00f2 che dovrebbe convenire agli altri. Se aderiamo all&#8217;insegnamento di Krishnamurti,( insegnamento, parola che esito a usare) noi vi aderiamo completamente. Dopo aver letto molte volte tutti i suoi libri, e averlo seguito per decine d&#8217;anni, certi non avranno nemmeno capito e visto ci\u00f2 che deve essere visto una sola volta. Sarebbe troppo comodo indietreggiare in rapporto a questo soggetto, perch\u00e9 qui il soggetto siamo noi.<\/p>\n<p>La nostra natura abituale ci porta a vivere attraverso la nostra memoria o\u00a0 ci\u00f2 che essa ha\u00a0 depositato, il passato, che Krishnamurti chiama anche la tradizione. E non vogliamo accettare che un immenso sapere, davanti alla rottura istantanea alla quale egli si augura che renderci presente non \u00e8: pi\u00f9 utile che non sapere niente del tutto.<\/p>\n<p>Restiamo scossi negativamente al suo appello quando condanna la tradizione passando a lato di ci\u00f2 che avrebbe potuto provocare,per un istante, l&#8217;accesso all&#8217;apertura creativa, alla nostra vera natura d&#8217;uomo.Pertanto tutti i saperi, compresi i pi\u00f9 sacri, possono risolvere la crisi temporale della nostra coscienza?<\/p>\n<p>Nel mondo attuale sentiamo bene il ruolo che possono e devono assumere i troppo rari Krishnamurti sensibilizzandoci ad una coscienza altra. Siamo abbastanza adulti e responsabili per poter entrare in quel processo puramente alchemico e portare una trasformazione che diventa indispensabile?<\/p>\n<p>trad: L.S.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conversazione\u00a0 con David Bhom Krishnamurti : cosa deve cambiare? 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