{"id":1197,"date":"2010-11-03T14:02:09","date_gmt":"2010-11-03T14:02:09","guid":{"rendered":"http:\/\/pro.ovh.net\/~emillena\/it\/?p=1197"},"modified":"2016-04-03T23:04:51","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:51","slug":"quellarte-dove-la-mano-ascolta-di-amadou-hampate-ba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/quellarte-dove-la-mano-ascolta-di-amadou-hampate-ba\/","title":{"rendered":"Quell&#8217;arte dove la mano ascolta di Amadou Hamp\u00e2t\u00e9 B\u00e2"},"content":{"rendered":"<div>17\/09\/2010<\/div>\n<p>(Revue Aurores. N<sup>o<\/sup> 39. Janvier 1984)<\/p>\n<p>\u00abTutto parla, tutto \u00e8 parola, dice la vecchia Africa, tutto cerca di comunicarci.<\/p>\n<p>Uno stato d&#8217;essere misteriosamente arricchente.<\/p>\n<p><em>Di una famiglia Pepla marabutica e guerriera, <\/em>Amadou Hamp\u00e2t\u00e9 B\u00e2 <em>(1901-1991) ricevette un insegnamento di tradizione orale ricca in racconti mitici e iniziatici. Parallelamente il suo maestro Terno Bokar gli diede l&#8217;insegnamento sufi della via Tidjaniya. <\/em>Amadou Hamp\u00e2t\u00e9 B\u00e2<em> \u00e8 l&#8217;autore di molti articoli o opere sull&#8217;Africa.Notiamo qualche libro importante: Kaidara, Lo strano destino di Wagrin, Vita e insegnamento di Tierno Bockarenseignement de Tierno Bokar, il saggio Bandiagara (Seuil). Il testo che segue \u00e8 stato oggetto di una comunicazione approfondita in occasione di un colloquio internazionale organizzato dall&#8217;Unesco nel 1974 sul tema&#8221; L&#8217;artista nella societ\u00e0 contemporanea&#8221;. Ricordiamo\u00a0 che Hampat\u00e9 Ba \u00e8 fondatore dell&#8217;istituto delle Scienze di Bamako e membro anziano del Consiglio esecutivo dell&#8217;Unesco. Su Amadou Hampat\u00e9 Ba: <a href=\"http:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Amadou_Hamp%C3%A2t%C3%A9_B%C3%A2\" target=\"_blank\">http:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Amadou_Hamp%C3%A2t%C3%A9_B%C3%A2<\/a> <\/em><\/p>\n<p>Il contenuto che mettiamo nelle parole\u00a0 arte e artista e il posto particolare che hanno nella societ\u00e0\u00a0 moderna non corrispondono affatto alla concezione africana tradizionale. L&#8217;arte non era separata dalla vita. Ricopriva tutte le forme di attivit\u00e0, ma dando loro un senso. Per l&#8217;Africa antica, la visione dell&#8217;Universo era una visione religiosa e globale e le azioni, particolarmente\u00a0 di creazione, vi erano raramente, se non mai, compiute senza ragione, senza intenzione e senza preparazione rituale adeguata. Non c&#8217;erano, come nella societ\u00e0 moderna, il sacro da una parte e il profano dall&#8217;altra. Tutto era legato, perch\u00e9 tutto riposava sul sentimento profondo dell&#8217;unit\u00e0 della vita, dell&#8217;unit\u00e0 di ogni cosa in seno all&#8217;Universo sacro dove tutto era interdipendente e solidale.<\/p>\n<p>Ogni azione, ogni gesto era tenuto a mettere in gioco le forze invisibili della vita. La tradizione bambara (popolo del Mali) considera quelle forze come i molteplici aspetti del S\u00e9 o Grande Potenza creativa primordiale, lei stessa aspetto dell&#8217;Essere Supremo.<\/p>\n<p>In un tale contesto, gli atti, essendo generatori di forze, non potevano che essere rituali per non turbare l&#8217;equilibrio\u00a0 delle forze sacre dell&#8217;universo, di cui l&#8217;uomo, secondo la tradizione, era sensato essere a sua volta, generatore e garante.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 artigianali( lavoratori del ferro, del legno, tintori etc.) non erano perci\u00f2 considerate come semplici occupazioni\u00a0 utilitarie, domestiche, economiche, estetiche e ricreative. Erano funzioni legate al sacro e con un ruolo preciso in seno alla comunit\u00e0<\/p>\n<p>Al limite, per quella Africa antica tutto era arte, dal momento che c&#8217;era conoscenza, di qualsiasi ordine, e mezzi e metodi per metterla in opera.<\/p>\n<p>L&#8217;arte non era solo la scultura, la pittura, etc., ma tutto l&#8217;insieme\u00a0 di ci\u00f2 che l&#8217;uomo faceva (si diceva letteralmente l&#8217;opera della mano) e di ci\u00f2 che poteva concorrere a formare l&#8217;uomo stesso.<\/p>\n<p>L&#8217;insieme delle attivit\u00e0 creative era tanto pi\u00f9 sacro quanto pi\u00f9 il mondo dove viviamo era creduto non essere che una pozza, l&#8217;ombra di un altro mondo, un mondo superiore considerato misterioso che non si pu\u00f2 localizzare\u00a0 n\u00e9 nel tempo n\u00e9 nello spazio.<\/p>\n<p>Le anime e i pensieri degli uomini sono relegati a quella pozza. Esse vi percepiscono forme e impressioni, che maturano poi nel loro spirito e si esternano, si manifestano, con le loro mani e le loro parole.<\/p>\n<p>Da qui l&#8217;importanza della mano dell&#8217;uomo, considerata come un utensile\u00a0 che riproduce, sul piano materiale, o piano delle ombre, ci\u00f2 che l&#8217;essere ha percepito in un&#8217;altra dimensione.<\/p>\n<p>La bottega dell&#8217;artigiano tradizionale, iniziato alle conoscenze generali e occulte\u00a0 ereditate dagli antichi, non \u00e8 un atelier ordinario, ma un santuario dove non si entra che dopo aver compiuto riti di purificazione molto precisi.<\/p>\n<p>Ogni strumento dell&#8217;opera \u00e8 il simbolo di una delle forze di vita, attive o passive, all&#8217;opera nell&#8217;universo e non pu\u00f2 essere manipolata che in un certo modo e pronunciando parole sacramentali.<\/p>\n<p>Nel suo atelier- santuario, l&#8217;artigiano tradizionale ha perci\u00f2 coscienza , non solo di fare un lavoro o di confezionare un oggetto, ma di produrre, analogicamente e occultamente, l&#8217;atto creatore iniziale e con quello di partecipare all&#8217;atto stesso della vita.<\/p>\n<p>E&#8217; la stessa cosa per le altre attivit\u00e0\u00a0 artigianali. Nelle antiche societ\u00e0 tradizionali, dove la nozione di profano non esisteva, per cos\u00ec direper niente, le funzioni artigianali non erano esercitate per denaro o per guadagnarsi la vita, ma corrispondevano a funzioni sacre, a vie iniziatiche, di cui ciascuna veicolava un insieme di conoscenze segrete pazientemente trasmesse di generazione in generazione.<\/p>\n<p>Queste conoscenze si riagganciavano sempre al mistero dell&#8217;unit\u00e0 cosmica principale, di cui ogni mestiere era come un riflesso, un&#8217;espressione particolare. La molteplicit\u00e0 dei mestieri artigianali scendeva dalla molteplicit\u00e0 stessa\u00a0 dei possibili rapporti\u00a0 dell&#8217;uomo con il cosmo, che rappresentava il grande habitat di Dio.<\/p>\n<p>Se l&#8217;arte dell&#8217;artigiano \u00e8 legata ai misteri del fuoco e della trasformazione della materia, l&#8217;arte del tessitore, lui, \u00e8 legato al mistero del ritmo e della parola creatrice, che si dispiega nel tempo e nello spazio.<\/p>\n<p><strong>Una espressione delle forze cosmiche.<\/strong><\/p>\n<p>Nei tempi antichi, non solo il mestiere, o l&#8217;arte era considerata una espressione incarnata delle forze cosmiche sotto un aspetto particolare, ma anche come un un mezzo per entrare in relazione con loro. Per timore di mescolare imprudentemente forze\u00a0 che possono essere incompatibili e per le conoscenze segrete in seno al lignaggio, i diversi gruppi\u00a0 furono spinti a esercitare l&#8217;endogamia con i numerosi tab\u00f9 sessuali.<\/p>\n<p>Si vede come le filiere iniziatiche o ramificazioni della conoscenza, diedero poco a poco nascita , con l&#8217;endogamia, a sistemi particolari\u00a0 delle caste\u00a0 dell&#8217;antica regione del Bafour( nome dato un tempo alla regione della savana che si estendeva dal Senegal al lago Tchad). Queste caste godono di uno statuto speciale in seno alla societ\u00e0.<\/p>\n<p>Veniamo alla classe intermedia che ci interessa pi\u00f9 particolarmente qui, quella degli artigiani che si chiamano, in bambara, i Nyamakalaw e che\u00a0 si designano in francese con artigiani, uomini dell&#8217;arte, o uomini di casta.<\/p>\n<p>\u00abC&#8217;\u00e8 la guerra e il nobile hanno fatto prigioniero, dice l&#8217;adagio, ma \u00e8 Dio che ha fatto l&#8217;artigiano.\u00bb.<\/p>\n<p>Per l&#8217;origine sacra o occulta della sua funzione, il Nyamamakala, in nessun caso, pu\u00f2 divenire servo ed era dispensato dal dovere della guerra assunto dai nobili.<\/p>\n<p>Ogni categoria di artigiani, o Nyamalakaw,\u00a0 costituiva non solo una casta, ma una scuola iniziatica. Il segreto dell&#8217;arte vi era gelosamente conservato e\u00a0 strettamente trasmesso di generazione in generazione.<\/p>\n<p>Gli artigiani erano essi stessi attenuti\u00a0 ad un modo di vita ereditaria, con obblighi e proibizioni, per trattenere in loro le qualit\u00e0 e le facolt\u00e0 richieste dalla loro arte. Non si ripeter\u00e0 mai abbastanza che l&#8217;Africa antica non si pu\u00f2 capire se non attraverso un apprendimento occulto e religioso dell&#8217;universo, dove tutto \u00e8 forza vivente\u00a0 e dinamica, dietro le apparenze\u00a0 delle cose e degli esseri.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziazione insegnava la scienza dell&#8217;approccio di quelle forze che, in s\u00e9, non sono\u00a0 n\u00e9 buone n\u00e9 cattive, come l&#8217;elettricit\u00e0, ma che bisognava saper affrontare nelle condizioni richieste per non\u00a0 provocare corto circuiti\u00a0 o incendi devastanti.<\/p>\n<p>Non dimentichiamo che la prima cura era di non perturbare l&#8217;equilibrio delle forze dell&#8217;universo, di cui il primo uomo, Maa era stato garante dal suo Creatore, come i suoi discendenti dopo di lui.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ora in cui tanti pericoli minacciano il nostro pianeta, per la follia e l&#8217;incoscienza degli uomini, la questione posta qui dal vecchio mito bambara non ha perduto niente, mi sembra, della sua attualit\u00e0.<\/p>\n<p>Dopo gli artigiani vengono i tessitori tradizionali, anche loro detentori di un&#8217;alta tradizione iniziatica. I tessitori iniziati del\u00a0 Bafur non lavorano che la lana e i motivi decorativi delle loro coperte\u00a0 o dei delle loro tappezzerie hanno tutti un significato molto preciso, riallacciandosi al mistero dei numeri e della cosmogonia.<\/p>\n<p>Si trovano ancora artigiani del legno, che fabbricano oggetti rituali e specialmente le maschere. Tagliano loro stessi il legno di cui hanno bisogno. La loro iniziazione \u00e8 perci\u00f2 legata alla conoscenza dei segreti del legno e dei vegetali. Quelli che fabbricano le piroghe devono inoltre essere iniziati ai segreti dell&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Vengono poi i lavoratori\u00a0 del cuoio che spesso hanno la fama di stregoni e infine sempre tra i Nyamakalaw, la casta tutta speciale degli animatori pubblici, djeliw in bambara, pi\u00f9 conosciuti in Francia come\u00a0 stregoni<\/p>\n<p>Stregoni da una parte , musicisti, cantanti, ballerini, e narratori, dall&#8217;altra ambasciatori o emissari incaricati di mettersi nelle grandi famiglie, poi i cultori di genealogie e di storia. Le indico qui a grandi linee senza entrare\u00a0 nei dettagli.<\/p>\n<p>Gli stregoni non corrispondono ad una iniziazione di casta, ma possono appartenere, individualmente, a societ\u00e0 iniziatiche particolari. Ma essi non sono meno Nyamakalaw, perch\u00e9 manipolano una delle pi\u00f9 grandi forze forze capaci di agire sull&#8217;anima umana: la parola.<\/p>\n<p>Mentre i nobili, per tradizione sono tenuti al pi\u00f9 grande riserbo, nel gesto come nella parola,\u00a0 gli stregoni in questo ambito godono di tutti i diritti. Diventano la bocca dei nobili e i loro intermediari e da qui viene il loro posto nella societ\u00e0.<\/p>\n<p>Il Nyamakalaw, artigiano della materia o della parola, trasformatore degli elementi naturali,\u00a0 creatore di oggetti e di forme, teneva nella societ\u00e0 africana un posto a parte. Soddisfaceva ad \u00a0 una alta funzione di intermediari tra i mondi visibili e la vita quotidiana.<\/p>\n<p>Grazie a loro, gli oggetti usuali o rituali non erano oggetti ordinari ma dei ricettacoli di potenza.\u00a0 Erano il pi\u00f9 sovente destinati a celebrare la gloria di Dio e degli antenati, a aprire il seno della gran madre terra o a materializzare delle impressioni che l&#8217;anima dell&#8217;addetto o dell&#8217;iniziato prendeva dalla parte nascosta del cosmo e che il linguaggio non sapeva esprimere chiaramente.<\/p>\n<p><strong>\u00abDio l&#8217;ha messa nel suo ventre\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Nel mondo sacro tradizionale, la fantasia non esisteva. Non si realizzava un&#8217; opera con la fantasia, per caso o per capriccio. o non importa in quale stato. L&#8217;opera aveva uno scopo, una funzione, e l&#8217;artigiano doveva essere in uno stato interiore che corrispondesse al momento in cui la realizzava. A volte cadeva in uno stato di trance,poi, quando ne usciva, creava.<\/p>\n<p>Si diceva allora che l&#8217;opera veniva da lui. Era considerato uno strumento, un agente di trasmissione.\u00a0 Si diceva, a proposito della sua opera:\u00a0 &#8220;Dio l&#8217;ha messo nel suo ventre&#8221; o ancora&#8221; Dio l&#8217;ha utilizzato per realizzare una bella opera&#8221;<\/p>\n<p>L&#8217;arte era\u00a0 infatti una religione, una partecipazione alle forze della natura di vita, un modo di essere presente al mondo visibile e invisibile.<\/p>\n<p>L&#8217;artigiano doveva porsi in uno stato\u00a0 d&#8217;armonia interiore prima di intraprendere il suo lavoro perch\u00e9 quella armonia passasse\u00a0 nel doppio sottile dell&#8217;oggetto e avere la virt\u00f9 di emozionare chi l&#8217;avrebbe guardata.<\/p>\n<p>Per questo doveva procedere\u00a0 ad abluzioni speciali e recitare litanie che lo mettessero in condizioni, in qualche modo. Una volta realizzato\u00a0 lo stato cercato, compiva il suo lavoro e gli comunicava\u00a0 la sua vibrazione interiore.<\/p>\n<p>Scolpendo, facendo, , tracciando segni geometrici\u00a0 sul cuoio, tessendo motivi simbolici\u00a0 materializza ed esteriorizza quella bellezza interiore che \u00e8 in lui, in tal modo\u00a0 che quella bellezza, quella vibrazione passa nel doppio sottile dell&#8217;oggetto e continua\u00a0 a catturare l&#8217;attenzione dello spettatore, attraverso i secoli. Tutto il segreto \u00e8 l\u00ec.<\/p>\n<p>\u00abUna cosa che non ha suscitato in te la bellezza, dice l&#8217;adagio, non pu\u00f2 suscitare la bellezza in un altro quando la guarda\u00bb.<\/p>\n<p>La creazione artistica era dunque la manifestazione esterna di una visione di bellezza interiore che per la tradizione antica non era altro che il riflesso della bellezza cosmica. Ecco perch\u00e9 l&#8217;arte non aveva prezzo, quello non si poteva pagare.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 dire di certe statue che esse sono belle nel senso estetico del termine, e per\u00f2 ci rimandano pi\u00f9 che un bel quadro,perch\u00e9\u00a0 l&#8217;opera \u00e8 il supporto di una potenza\u00a0 che pu\u00f2\u00a0 attirare come impressionare, secondo l&#8217;intenzione che \u00e8 stata messa in lei.<\/p>\n<p>Si incontra a volte all&#8217;improvviso un cerchio di statue di Komo ( una delle grandi scuole iniziatiche del popolo bambara in Mali) che sembrano uscire dalla terra.<\/p>\n<p>Lo choc che provocano,\u00e8 cos\u00ec forte,\u00a0 che a meno d&#8217;essere iniziati al loro senso o adeguatamente preparati, il primo impulso \u00e8 quello di fuggire.<\/p>\n<p>L&#8217;oggetto pu\u00f2 anche servire da strumento per la trasmissione di una\u00a0 conoscenza con i simboli\u00a0 di cui \u00e8 portatore, come le tappezzerie i cui segni possono essere decifrati , o le tavole scolpite i cui tratti geometrico hanno un senso preciso etc.<\/p>\n<p><strong>Un obl\u00f2 per contemplare il cosmo.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;opera d&#8217;arte quale che sia la sua forma, plastica o d&#8217;espressione, \u00e8 considerata dagli africani tradizionali come un obl\u00f2 attraverso il quale si pu\u00f2 contemplare l&#8217;orizzonte infinito del cosmo.<\/p>\n<p>Ci si possono vedere delle cose a seconda del grado del proprio sviluppo. Chi vede pu\u00f2 contemplare il mondo dell&#8217;occulto.<\/p>\n<p>L&#8217;arte profana, ben rara per la verit\u00e0 nei tempi antichi, non differiva dall&#8217;arte religiosa che per il fatto che l&#8217;oggetto profano non era consacrato.\u00a0 Si dice che non era carico.Non si pu\u00f2 negare per esperienza, che un oggetto\u00a0 rituale essendo stato consacrato,\u00a0 ed essendo servito non produce pi\u00f9 la stessa impressione , per un essere sensibile, che un oggetto non consacrato.<\/p>\n<p>L&#8217;arte profana era considerata l&#8217;ombra dell&#8217;arte sacra. Ne era la parte visibile per i non iniziati. Succedeva per esempio che si facessero copie di maschere per il Kot\u00e8, o teatro tradizionale.Va da s\u00e9 che l&#8217;arte profana\u00a0 si \u00e8 soprattutto sviluppata dall&#8217;epoca coloniale\u00a0 e che \u00e8 diventato raro scoprire un oggetto autentico e carico.<\/p>\n<p>Da che una maschera \u00e8 consacrata nella tradizione di Komo, per esempio, o presso i Dogon, non si doveva pi\u00f9 vederla fuori.\u00a0 Era nascosta agli occhi non preparati e stavano nella sua scatola di legno o nella caverna delle maschere,dai Dogon.<\/p>\n<p>Certe maschere dogon sono cos\u00ec cariche e cos\u00ec sacre che non le si fanno uscire che ogni sessanta anni per la grande cerimonia del Sigui.<\/p>\n<p>La conclusione di tutto quello \u00e8 che l&#8217;arte tradizionale africana non era gratuita e che riempiva una funzione capitale in seno alla comunit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>La maggioranza delle opere artistiche plastiche o d&#8217;espressione comportavano molti livelli di significato: un senso religioso, un senso di divertimento ed un senso educativo.<\/p>\n<p>Bisognava dunque imparare ad ascoltare: i racconti, gli insegnamenti, le leggende, o a riguardare gli oggetti, a molti livelli.E&#8217; questa in realt\u00e0 l&#8217;iniziazione, la conoscenza profonda di ci\u00f2 che \u00e8 insegnato attraverso la natura stessa e le apparenze<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che \u00e8 insegna con una parola muta. La forma \u00e8 linguaggio. L&#8217;essere \u00e8 linguaggio. Tutto \u00e8 linguaggio.<\/p>\n<p>Amadou Hamp\u00e2t\u00e9 B\u00e2<\/p>\n<p>Extrait \u00abLe Courrier\u00bb de l\u2019Unesco, F\u00e9v. 1976<\/p>\n<p>trad:Luciana Scalabrini<\/p>\n<div>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.addtoany.com\/share_save#url=http%3A%2F%2Fpro.ovh.net%2F%7Eemillena%2Fblog%2F%3Fp%3D4684&amp;title=Cet%20art%20o%C3%B9%20la%20main%20%C3%A9coute%20par%20Amadou%20Hamp%C3%A2t%C3%A9%20B%C3%A2&amp;description=Cet%20art%20o%C3%B9%20la%20main%20%C3%A9coute%20par%20Amadou%20Hamp%C3%A2t%C3%A9%20B%C3%A2\">Partager\/Envoyer \u00e0 un ami<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>17\/09\/2010 (Revue Aurores. No 39. Janvier 1984) \u00abTutto parla, tutto \u00e8 parola, dice la vecchia Africa, tutto cerca di comunicarci. Uno stato d&#8217;essere misteriosamente arricchente. 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