{"id":1260,"date":"2010-11-05T16:26:02","date_gmt":"2010-11-05T16:26:02","guid":{"rendered":"http:\/\/pro.ovh.net\/~emillena\/it\/?p=1260"},"modified":"2016-04-03T23:04:50","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:50","slug":"trasformazione-del-conoscere-secondo-rudolf-steiner-e-g-i-gurdjieff","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/trasformazione-del-conoscere-secondo-rudolf-steiner-e-g-i-gurdjieff\/","title":{"rendered":"Trasformazione del conoscere, secondo Rudolf Steiner e G.I. Gurdjieff"},"content":{"rendered":"<p>3emillenaire n\u00b097\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sezione Documenti.<\/p>\n<p>A partire dalla testimonianza autobiografica di R. Steiner, presenteremo un aspetto dell&#8217;insegnamento di G.I. Gurdjieff relativo a ci\u00f2 che chiama&#8221;il nutrimento d&#8217;impressione&#8221;. Attraverso il risveglio dei nostri sensi potremmo percepire il mondo com&#8217;\u00e8,&#8221;obbiettivamente&#8221;.<\/p>\n<p>Le epistemologie hanno presentato un problema insolubile.: percepiamo il mondo soggettivamente. Sebbene per molti intellettuali in questo inizio del 21\u00b0 secolo il mondo non avrebbe nessuna oggettivit\u00e0 o realt\u00e0 oggettiva.<\/p>\n<p>Per Gurjieff la situazione \u00e8 differente: il nostro stato di coscienza ordinario non \u00e8 adatto ad una coscienza oggettiva. E Steiner indica nella sua autobiografia che egli scopr\u00ec con una &#8220;attenzione fino ad allora sconosciuta&#8221; la percezione contemplativa del mondo sensibile ad un&#8217;et\u00e0 pi\u00f9 avanzata rispetto agli altri uomini. Da qui non ci fu\u00a0 in lui\u00a0 confusione tra la percezione sensibile e i processi di pensiero- cio\u00e8 nessun apprendimento soggettivamente inconscio del mondo. E&#8217; in quel senso che testimonia, anche lui una percezione &#8220;obbiettiva &#8220;del mondo.<\/p>\n<p>&#8220;Un&#8217;attenzione fino ad allora sconosciuta ,portata su dati sensibili,si svegli\u00f2 in me. Cominciavano ad assumere importanza dei dettagli; avevo l&#8217;impressione che il mondo dei sensi dovesse svelarmi cose che lui solo poteva chiarire.\u00a0 Consideravo come un ideale apprendere a\u00a0 conoscerlo per mezzo dei dati che lui stesso forniva, spogliati da ci\u00f2 che l&#8217;uomo vi aggiunge col suo pensiero o per qualche altra facolt\u00e0 psichica del suo essere intimo. Mi avvidi che attraversavo una crisi umana, ad un&#8217;et\u00e0 ben pi\u00f9 avanzata che negli altri uomini. Ma vidi anche che quello comportava per la vita dell&#8217;anima delle conseguenze determinate. Trovai che quelli che passano presto dall&#8217;attivit\u00e0 psichica, nel mondo dello spirito all&#8217;esperienza del mondo fisico non arrivano a toccare nella loro purezza n\u00e9 l&#8217;uno\u00a0 n\u00e9 l&#8217;altro. Confondono continuamente e in un modo tutto istintivo le percezioni sensibili che hanno delle cose con i dati che l&#8217;anima trae dallo spirito e impiega tra altri elementi nella rappresentazione degli oggetti esterni. Quanto a me, trovavo nell&#8217;esattezza rigorosa dell&#8217;osservazione sensibile l&#8217;accesso ad un mondo tutto nuovo. Un&#8217;attitudine oggettiva, spogliata da ogni sentimento personale riguardo al sensibile, faceva presentire dei segreti che la contemplazione in spirito ignorava.&#8221;<\/p>\n<p>R. Steiner precisa poi che quella attitudine all&#8217;obbiettivit\u00e0 lo radica nell&#8217;osservazione di s\u00e9.&#8221; L&#8217;influenza sulla via dell&#8217;anima si faceva sentire tanto pi\u00f9 quanto pi\u00f9 si manifestavano quei progressi anche nell&#8217;ambito della vita umana. Dirigevo la mia capacit\u00e0 di osservazione verso la contemplazione semplice ed oggettiva dei fenomeni della vita interiore. Evitavo accuratamente di criticare le azioni degli uomini e di lasciarmi influenzare nei loro riguardi da simpatia e da antipatia, volendo semplicemente lasciare agire su di me l&#8217;uomo cos\u00ec com&#8217;\u00e8 &#8220;.<\/p>\n<p>La coscienza di s\u00e9, nel senso dato da quel termine da Gurjieff,associato ad una attenzione oggettiva, spogliato da ogni processo meccanico (cerebrale) di pensiero o di ogni proiezione mentale soggettiva, permette lo sviluppo dell&#8217;ottava d&#8217;impressione che conduce al mondo spirituale. La percezione senza giudizio del mondo sensibile diventa allora il vettore della coscienza.&#8221;Da che non pensavo pi\u00f9 all&#8217;essere essenziale del mondo sensibile,dice Steiner ma che lo contemplavo semplicemente, un&#8217; enigma nasceva alla realt\u00e0 (&#8230;.) vidi ben presto che una tale osservazione del mondo conduce veramente nel mondo spirituale.Essa permette di uscire interamente da se stessi e di ritornare al mondo spirituale con una facolt\u00e0 di osservazione pi\u00f9 grande.&#8221;<\/p>\n<p>La &#8220;conoscenza oggettiva&#8221;non \u00e8 un processo di pensiero ma un atto contemplativo.Con questo atto di attenzione puro, non crediamo pi\u00f9 ai miraggi del mentale,o allo studio intellettuale; noi allora camminiamo in una investigazione vivente e cosciente del mistero della nostra esistenza.<\/p>\n<p>&#8220;Tutto questo ebbe per conseguenza che mi diedi con ardore non ad uno studio teorico e intellettuale, ma all&#8217;esperienza immediata degli enigmi dell&#8217;universo. Per farmi una idea giusta del mondo, non cessavo nella mia meditazione, di evocare questi pensieri: ho davanti a me il mondo e i suoi misteri.Vorrei conoscerli.Ma la soluzione dell&#8217;enigma\u00a0 si presenta sotto la forma d&#8217;una formula teorica. Ora gli enigmi , ero obbligato ad ammetterlo, non si risolvono per mezzo dei pensieri. Questi conducono l&#8217;anima sul cammino della verit\u00e0 , ma non confermano la verit\u00e0 stessa. Nel mondo reale nasce un mistero; la sua apparenza vi \u00e8 sensibile; la sua soluzione \u00e8 ugualmente\u00a0 gi\u00e0 data nella realt\u00e0. Accade qualcosa che \u00e8 fenomeno o essere e che rappresenta la soluzione cercata.&#8221;<\/p>\n<p>Quel cammino conduce ad una trasformazione del nostro modo di conoscere che non oscilla pi\u00f9 tra certezza e incertezza, perch\u00e9 dell&#8217;ordine dell&#8217;essere e della volont\u00e0 d&#8217;essere.<\/p>\n<p>&#8220;Sentivo che l&#8217;elemento intellettuale della mia vita passata cedeva in qualche modo il passo alla volont\u00e0.Perch\u00e9 quello fosse possibile, era necessario che la volont\u00e0 potesse astenersi da ogni soggettivit\u00e0 arbitraria nel corso del lavoro della conoscenza.Il volere aumentava nella misura in cui diminuiva il predominio delle idee e il volere si caricava anche della conoscenza spirituale, che prima era stata l&#8217;appannaggio quasi esclusivo dell&#8217;intelligenza.&#8221;<\/p>\n<p>La conoscenza oggettiva \u00e8 una forza creatrice che partecipa al divenire del mondo.Quel nuovo modo di conoscere partecipa direttamente alla creazione del mondo.Potenzialmente, ciascuno di noi ne \u00e8 il creatore fino a che non ci siamo risvegliati a noi stessi perch\u00e9 noi siamo intimamente la soluzione dell&#8217;enigma cosmico.La conoscenza fu per me ci\u00f2 che non si rapporta esclusivamente all&#8217;uomo, ma all&#8217;essere e al divenire del mondo.<\/p>\n<p>Mi diceva ancora questo : l&#8217;universo intero, al di fuori dell&#8217;uomo \u00e8 un enigma,l&#8217;enigma cosmico propriamente detto e l&#8217;uomo ne \u00e8 lui stesso la soluzione.<\/p>\n<p>Questo mi permetteva di pensare: l&#8217;uomo \u00e8 ad ogni istante capace di dire qualcosa di quel mistero universale, ma ci\u00f2 che dice non pu\u00f2 contenere la soluzione che nella misura in cui lui stesso, in quanto uomo, \u00e8 giunto a conoscersi.&#8221;<\/p>\n<p><strong>L&#8217;accesso alla vera conoscenza deriva da una attitudine devozionale, da una coscienza di s\u00e9, attenzione vacante libera da ogni proiezione mentale.<\/strong><\/p>\n<p>Secondo Gurjieff \u00e8 con il centro emozionale superiore, risvegliato con la conoscenza di s\u00e9, che l&#8217;uomo pu\u00f2 accedere al centro intellettuale superiore, che d\u00e0 accesso all&#8217;enigma cosmico o mistero universale. La nostra conoscenza dell&#8217;universo giunge allora alla realt\u00e0, diventa obbiettiva, liberata dai processi di concettualizzazione che ci fanno apprendere il mondo soggettivamente sotto forma di modelli o di immagini illusorie.<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;uomo non \u00e8 l&#8217;essere che crea per s\u00e9 il contenuto della conoscenza, dice Steiner, ma quello che prepara la sua anima affinch\u00e9, parzialmente, il mondo vi possa vivere, come sulla scena il suo essere e il suo divenire. Se non vi avesse la conoscenza il mondo resterebbe inesplorato.<\/p>\n<p>In questa viva comprensione della realt\u00e0 del mondo trovavo sempre pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di proteggere la conoscenza umana contro quella concezione errata con la quale l&#8217;uomo crea un&#8217;immagine pi\u00f9 o meno precisa dell&#8217;universo. Con me l&#8217;uomo porta il suo aiuto nella costruzione e nella creazione del mondo, non \u00e8 solo l&#8217;imitatore di qualche modello di cui il mondo potrebbe passare senza per questo essere meno perfetto.&#8221;<\/p>\n<p>La coscienza intellettuale ordinaria, il centro intellettuale inferiore, non \u00e8 adatto a entrare nella realt\u00e0 del mondo, o a lasciarsi toccare da lei. Vedere l&#8217;apparizione dei nostri processi soggettivi \u00e8 relativamente evidente; e d&#8217;altronde ciascuno riconosce oggi che apprendiamo il mondo soggettivamente. Ma vedere la possibilit\u00e0 di trascendere questo modo di conoscenza limitato \u00e8 molto pi\u00f9 difficile tanto pi\u00f9 che fa appello ad una reale creativit\u00e0.Steiner indica spesso, nei suoi scritti e nelle sue conferenze, che l&#8217;accesso alla vera conoscenza deriva da un&#8217;attitudine devozionale.Questa preziosa indicazione si aggiunge a quella di Gurjieff che precisa che l&#8217;accesso al centro intellettuale superiore passa per il centro emozionale superiore, cio\u00e8 per la coscienza di s\u00e9. La coscienza di s\u00e9 non \u00e8 la coscienza di un qualcosa che ci mancherebbe ma \u00e8 una attenzione vuota libera da ogni proiezione mentale che d\u00e0 alla nostra sensibilit\u00e0 la possibilit\u00e0 di risvegliarsi da se stessa.<\/p>\n<p>A cura di Luciana Scalabrini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3emillenaire n\u00b097\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sezione Documenti. A partire dalla testimonianza autobiografica di R. 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