{"id":1353,"date":"2010-11-12T02:57:07","date_gmt":"2010-11-12T02:57:07","guid":{"rendered":"http:\/\/pro.ovh.net\/~emillena\/it\/?p=1353"},"modified":"2016-04-03T23:04:50","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:50","slug":"il-capovolgimento-di-betty","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/il-capovolgimento-di-betty\/","title":{"rendered":"Il capovolgimento di Betty"},"content":{"rendered":"<p>Il capovolgimento(da 3emillenaire:\u00a0\u00a0 testimoni di risveglio)<\/p>\n<p>Betty<\/p>\n<p>Il risveglio fu un capovolgimento, una rottura drastica dove ogni istante \u00e8 completo in se stesso, senza relazione con ci\u00f2 che l\u2019ha preceduto o che lo seguir\u00e0, lasciando il posto ad un mondo sempre fresco, nuovo e vivo\u2026<\/p>\n<p>Betty testimonia nel testo presentato qui il suo risveglio spontaneo. La domanda sulla sua esistenza sulla terra l\u2019ha accompagnata durante tutta la sua vita, fino al suo risveglio, ma non ha seguito nessuna via spirituale specifica, nessun maestro, nessuna religione o filosofia.<br \/>\nHa provato a sperimentare ci\u00f2 che era vero in ci\u00f2 che leggeva o in quelli che incontrava. Il risveglio fu un capovolgimento, una drastica rottura. Betty vive in Qu\u00e9bec e incontra le persone che la vita mette sul suo cammino.<\/p>\n<p>Note per il lettore: ecco in un primo tempo il racconto completo del momento in cui Betty ha rotto il suo sistema di pensiero, l&#8217;iconografia le \u00e8 specifica, non \u00e8 un sogno, ma un&#8217;esperienza vissuta in modo lucido.<br \/>\nIn un secondo tempo, alla fine del testo, il racconto \u00e8 presentato di nuovo accompagnato da commenti scritti da Betty che aiutano a comprenderne la simbologia.<\/p>\n<p>St\u00a0 Jean sur Richelieu 6 ottobre 2008, il capovolgimento.<\/p>\n<p>Sono le cinque del mattino del 6 ottobre 2008. Dormo profondamente nel mio appartamento di\u00a0 St. Jean sur Richelieu, grande periferia di Montr\u00e9al in Qu\u00e9bec. Dormo ma parallelamente vivo un enorme capovolgimento. Dalla mia pi\u00f9 tenera infanzia, la mia fase di risveglio del mattino avviene in due tempi. Prima di tutto prendo coscienza della mia situazione interna, poi domando al mio corpo di attivarsi, di risvegliarsi. Il tutto succede in qualche secondo, passo ogni mattina per quelle due fasi di avviamento secondo un meccanismo\u00a0 ben lubrificato che fa parte di me e sono completamente a mio agio con quel processo.<br \/>\nMa questa mattina tutto va di traverso. Il mio processo di risveglio non risponde pi\u00f9, cerco di prendere coscienza di ci\u00f2 che mi circonda all\u2019interno, qualcosa impedisce il risveglio del corpo. Sono in piena lucidit\u00e0, sono cosciente, ma non arrivo ad aprire gli occhi, sento un forte disagio, come se soffocassi \u201cE\u2019 cos\u00ec, mi dico, sto morendo, mi manca l\u2019aria, ho una crisi cardiaca\u201d .Ma non sento nessun panico, sono in grado di misurarne l\u2019intensit\u00e0, accetto con calma e lascio andare. Mi lascio scivolare ed abbandono senza rimorso tutto ci\u00f2 che \u00e8 stata la mia vita, il mio corpo, tutto ci\u00f2 che era Betty.<\/p>\n<p>Nel momento in cui mi lascio scivolare, mi ritrovo a lato del mio letto a guardare il mio corpo soffrire. Ho delle convulsioni e mi dico:\u201d non \u00e8 possibile soffrire\u00a0 cos\u00ec\u201d Constato questa cosa che sussulta e soffre vicino a me, ma non mi identifico con questo, non ho nessuna emozione, guardo semplicemente. Allora ecco. E\u2019 semplice, sto morendo e l\u2019accetto , mi lascio andare alla morte in modo sereno, niente lotta, niente proteste, niente, solo osservazione di una situazione . \u201dAndiamo! Sono pronta\u201d.<\/p>\n<p>La scena cambia bruscamente.<br \/>\nRiassumo: c\u2019\u00e8 il mio corpo allungato sul letto che soffre, c\u2019\u00e8 un primo me che osserva quel corpo e che nello stesso tempo guarda due altri me che si fronteggiano nella sala da pranzo. Siamo quattro a intervenire nello stesso tempo, un io che fa da perno e che percepisce un io che soffre, un io che \u00e8 tutto emozione e un io razionale e autoritario e tutto in una percezione globale, il tutto che fa parte di me. Non \u00e8 un osservatore che prende le distanze, no, tutto \u00e8 incluso e nello stesso tempo distinto e identificabile.<br \/>\n.<\/p>\n<p>Il me perno guarda il me emotivo e constata una grande concentrazione di dolore, il me emotivo si lamenta:\u201d non ne posso pi\u00f9 di cercare sempre di sapere chi sono e a non riuscirci mai\u201d. Molte lacrime, un dolore intollerabile: \u201csono sola,nessuno si occupa di me, l\u2019infanzia \u00e8 stata difficile, ma sono sopravvissuta e continua ancora\u00a0 questa prigione malgrado il mio accanimento a voler uscire di l\u00e0, non ci riuscir\u00f2 mai&#8221;<br \/>\nIl me razionale in faccia, all\u2019altro lato della tavola, dito puntato contro il me emotivo: \u201cTaci, smetti di piangere, basta!\u201d Avanza minacciando, c\u2019\u00e8 esasperazione, quasi violenza nella sua voce:\u201d E\u2019 un ordine!\u201d.<br \/>\nIl me perno guarda il corpo agitarsi dolorosamente e si dice:\u201d E\u2019 cos\u00ec, il corpo sta morendo , non pu\u00f2 sopportare questa esperienza\u201d, e curiosamente non si sente coinvolto.<br \/>\nIl me emotivo \u00e8 sfinito, allo stremo, senza forza, senza reazione, l\u2019elastico che gli permette di ritornare alla calma \u00e8 teso al massimo, vicino alla rottura. E\u2019 al limite della perdita di controllo. E\u2019 talmente terrorizzato dagli ordini dati dal me razionale che si mette a rimpicciolire, ho la sensazione che il mio corpo diminuisca e percepisco la mia incapacit\u00e0 a reagire.<br \/>\nOra il mio corpo misura circa sei pollici, 20 centimetri, non ha pi\u00f9 forza, diventa come gelatina, cade per terra e\u00a0 batte il viso contro il pavimento di legno. Sento il rumore della testa che batte a terra con un rumore sordo.<\/p>\n<p>Abbandono, depongo le armi sapendo che \u00e8 la fine, sento la morte che mi prende. E\u2019 la seconda sensazione di morte, la prima era unicamente fisica, mentre questa \u00e8 emotiva. E\u2019 la persona che soffre, che vuole dirigere, che vuole sopravvivere a tutti i costi e non si lascia imporre in alcun modo di morire.\u00a0 E\u2019 quella che mercanteggiava con Dio. Nello stesso tempo moriva anche la ragazzina lamentosa che non aspirava che alla pace, la parte intoccabile, la parte che preservavo da me stessa e che nessuno poteva raggiungere.<br \/>\nSento che mi dissolvo, \u00e8 l\u2019ultimo respiro di Betty, abbandono totalmente e mi dico: \u201d\u00e8 la fine\u201d. Mi sento pesantemente\u00a0 schiacciata.<\/p>\n<p>E l\u00e0 tutto si capovolge; non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un me emotivo, pi\u00f9 un me razionale, pi\u00f9 un corpo che soffre, proprio una coscienza totale.<br \/>\nCammino nella stanza e scoppio di gioia, grido:\u201d sono questa gioia\u201d. Ho difficolt\u00e0 a contenere questo stato meraviglioso. Guardo all\u2019esterno e sento l\u2019universo, la luce mi penetra. Sono ci\u00f2 che vedo, ma anche l\u2019aria che respiro.<br \/>\nCammino, sono in movimento come quell\u2019onda che mi attraversa, non posso stare ferma.<br \/>\nPrendo coscienza che non sono pi\u00f9 un corpo, non sono pi\u00f9 questo involucro limitato, il mio piccolo corpo da niente non pu\u00f2 contenere questa energia fenomenale. Ecco perch\u00e9 mi muovo, \u00e8 troppo potente perch\u00e9 possa restare ferma, constato che non potrei contenere quella energia dentro il mio corpo, tutto esplode<\/p>\n<p>Ora vedo il mio corpo di circa 30 anni, vestito in jeans seduto su di una piccola sedia di scuola, la testa china dalla parte destra. Gli occhi sono aperti, ma sono senza vita, come gli occhi vitrei di un morto, \u00e8 meno vivo di una pianta. Mi rivolgo a lui dicendo: \u201cSono cos\u00ec contenta di vederti, sono cos\u00ec contenta di non essere pi\u00f9 associata a te, responsabile di te \u201c. Avanzo verso il mio corpo e lo tocco; sento che \u00e8 vivo, che funziona, ma non sono pi\u00f9 associata a lui, lo vedo, ma non sono pi\u00f9 io. Constato che mi sono sbagliata su me stessa, pensavo di essere un corpo da cui tutto partiva, ogni pensiero, ogni azione, ma non era vero, era un robot che programmavo secondo i miei pensieri.<\/p>\n<p>Nello spazio di un secondo faccio il punto della situazione, sono cosciente del mio corpo disteso sul letto che trema e soffre, sono cosciente del mio razionale e del mio emotivo, ma non sono pi\u00f9 questo, il mio perno \u00e8 emerso e si \u00e8 trasformato in questa vasta coscienza, la percezione \u00e8 diretta, nessun pensiero per classificare il tutto e direttamente constato che\u00a0 non posso sopportare quello e urlo: \u201cAh! Ah! Ah!!!\u201d Sono quel grido, non sono il mio corpo che urla di terrore, sono il grido in tutta la sua\u00a0 ampiezza, in tutta la sua vibrazione.<br \/>\nCi\u00f2 che vi dico \u00e8 che sono la voce, sono la totalit\u00e0 di ci\u00f2 che mi attornia, non ho limiti, se dirigo la mia coscienza su qualcosa, sono quella cosa, sono unita a tutto. E\u2019 irreversibile, la vecchia Betty non esiste pi\u00f9, il mio vecchio modo di funzionare \u00e8 sparito e sto sperimentando qualcosa di radicalmente nuovo. Con quel grido, il vecchio meccanismo ha provato a rianimarsi, non funziona pi\u00f9 niente, il mio vecchio modo di pensare \u00e8 rotto per sempre.<\/p>\n<p>Guardo ancora il mio corpo sulla sedia, constato che \u00e8 inerte, che non fa niente da solo e vedo a che punto la follia ci spinge a torturare quella cosa secondo le nostre allucinazioni, secondo le nostre costruzioni mentali. Il corpo \u00e8 neutro, non ha uno stato d\u2019animo e io non sono un corpo, sono il tutto e ne sono integralmente cosciente dai trecentosessanta gradi del mio nuovo campo visivo.<\/p>\n<p>Passeggio di nuovo nella stanza, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un continuo movimento, niente \u00e8 stabile, niente su cui fermarsi, tutto si muove, tutto vibra costantemente. I mobili sono scomparsi, vedo i muri e il soffitto fatti di una materia spugnosa azzurrina viva, non vedo come potreste vedere voi coi vostri occhi, constato e sono, e tutto quello accade di minuto in minuto come piccole sequenze che nascono e muoiono. Ho coscienza che non vedo pi\u00f9 nello stesso modo. Provo a far parlare il corpo e sento come un\u2019eco, come una voce distorta, incomprensibile, la visione \u00e8 cambiata, il suono della mia voce non \u00e8 pi\u00f9 percepito, non sono pi\u00f9 il mio corpo, va tutto bene, non mi preoccupa nulla, niente panico.<br \/>\nGuardo i muri azzurrini che scompaiono lentamente, l\u2019appartamento \u00e8 scomparso, sono fuori, inondata di luce, in un dolce calore. Ho davanti a me una catena di montagne e sul fianco di una delle montagne vedo sfilare in un colore scialbo, come un acquerello, l\u2019ologramma degli avvenimenti della mia vita; le immagini sono piene di vita, fanno parte di me, ma non mi toccano sul piano emotivo. Mi sento unita a quell\u2019ologramma, ma non mi sento toccata.<br \/>\nI miei sensi si compattano e divengono un\u2019unica percezione. I miei sensi non sono pi\u00f9 divisi, io sono il suono, il colore, la forma, niente \u00e8 limitato, tutto \u00e8 pieno, completo. Cammino dolcemente con leggerezza, mi sento libera e in pace.<br \/>\nRitorno vicino al letto e vedo il mio corpo che dorme dolcemente. Niente pi\u00f9 stress, niente pi\u00f9 dolore\u00a0 Ho appena avuto uno sconvolgimento e nel nuovo stato continuo la mia esperienza<\/p>\n<p>Mi ritrovo su una strada di campagna e vedo una piccola panetteria; \u00e8 mattina,\u00a0 presto. Sento l\u2019odore del pane che si spande. Entro nel negozio e vedo che ci sono persone che fanno la coda per essere servite. Passo davanti a tutti e dico:\u201d Ero io la prima\u201d ridendo per scherzare.<br \/>\nMi volto e vedo un uomo, il Ges\u00f9 della mia infanzia, una lunga tunica, gli occhi blu e la barba. Non vedo che i suoi occhi. Il suo sguardo prende tutto il posto e sento il mio vecchio concetto di tutto l\u2019amore del mondo, quel desiderio di ricerca dell\u2019amore infinito.\u00a0 La bambina\u00a0 devota si sente umile di fronte a quella forza, quella purezza, quella bellezza, quella immagine di Dio. Ges\u00f9 mi guarda, mi sorride e scompare dolcemente nella luce. Sento che con quella scomparsa una folla di personaggi mistici anche scompare definitivamente.<br \/>\nUna signora alla cassa mi dice:\u201d Ecco i vostri pani\u201d \u2026Mi sento in imbarazzo, ho l\u2019impressione di aver preso il posto di qualcun altro, lei mi dice: \u201cMa no, \u00e8 qui per te.\u201d E mi d\u00e0 il pane. Mi d\u00e0 la mano e io le do ci\u00f2 che ho nella mia: un cuore di cioccolato nero. Guardo fuori,\u00a0 \u00e8 immenso e cos\u00ec affascinante.<\/p>\n<p>(a cura di<\/p>\n<p>L. Scalabrini)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il capovolgimento(da 3emillenaire:\u00a0\u00a0 testimoni di risveglio) Betty Il risveglio fu un capovolgimento, una rottura drastica dove ogni istante \u00e8 completo in se stesso, senza relazione con ci\u00f2 che l\u2019ha preceduto o che lo seguir\u00e0, lasciando il posto ad un mondo sempre fresco, nuovo e vivo\u2026 Betty testimonia nel testo presentato qui il suo risveglio spontaneo. 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