{"id":1364,"date":"2010-11-13T04:06:01","date_gmt":"2010-11-13T04:06:01","guid":{"rendered":"http:\/\/pro.ovh.net\/~emillena\/it\/?p=1364"},"modified":"2016-04-03T23:04:50","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:50","slug":"ramn-maharshi-la-sua-realizzazione-di-se-e-la-sua-accessibilita-di-douglas-harding","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/ramn-maharshi-la-sua-realizzazione-di-se-e-la-sua-accessibilita-di-douglas-harding\/","title":{"rendered":"Ramana Maharshi, la sua realizzazione di S\u00e9 e la sua accessibilit\u00e0  di Douglas Harding"},"content":{"rendered":"<p>23-10 &#8211; 2010<\/p>\n<p>Ramana Maharshi , la sua realizzazione di S\u00e9 e la sua accessibilit\u00e0 di Douglas Harding<\/p>\n<p>\u00ab La realizzazione di s\u00e9 non \u00e8 accessibile che ai pi\u00f9 adatti\u2026Bisogna essere capaci di sacrificare tutto alla verit\u00e0. La completa rinuncia \u00e8 il criterio di questa attitudine. La Grazia divina \u00e8 essenziale per la Realizzazione\u2026 Essa non \u00e8 concessa che al ricercatore fervente o yogi vero, che ha fatto una dura lotta e incessante sul cammino della libert\u00e0.<\/p>\n<p>\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026<\/p>\n<p>Tutti gli uomini vedono Dio in ogni momento, ma non lo sanno\u2026 io vedo ci\u00f2 che deve essere visto\u2026..io non vedo che ci\u00f2 che gli altri vedono, niente di pi\u00f9<\/p>\n<p>Il S\u00e9 si impone sempre con la sua evidenza\u2026Il S\u00e9 sempre presente si realizza senza sforzo. Voi siete gi\u00e0 realizzati\u2026Il S\u00e9 \u00e8 presente nell\u2019esperienza di ciascuno ad ogni istante.<\/p>\n<p>Niente \u00e8 pi\u00f9 semplice che essere il S\u00e9, non domanda n\u00e9 sforzo, n\u00e9 aiuto.<\/p>\n<p>Volete, per favore, rileggere le due serie di citazioni e per favore osservare a che punto si contraddicono in modo evidente, almeno in apparenza?<br \/>\nContinuamente, leggendo gli scritti dei saggi, si incontrano questi due messaggi: la realizzazione di S\u00e9 \u00e8 la cosa pi\u00f9 semplice al mondo e la pi\u00f9 difficile! La liberazione \u00e8 la ricompensa di un lavoro lungo , costante ed assiduo e nello stesso tempo va tutto in un altro modo: \u00e8 assolutamente naturale, sempre presente, senza richiedere sforzi! La mia identit\u00e0 vera si impone a me ora , con una luminosa evidenza, in tutta semplicit\u00e0. Basta che osi invertire l\u2019orientamento abituale della mia attenzione e che esamini il luogo che occupo; e, aggiungono, questa visione non \u00e8 accessibile che alle rare persone che ne sono capaci!<br \/>\nRamana Maharshi non \u00e8 il solo a confrontarci continuamente con questa completa contraddizione, con questo paradosso. Questa difficolt\u00e0 \u00e8 presente in tutte le grandi tradizioni mistiche del mondo.<br \/>\nTra i contemporanei, Sri Nisargadatta Maharaj ci dice che la liberazione richiede un duro lavoro e, l\u2019istante dopo, che noi non siamo trattenuti che da un solo ostacolo, che consiste nel pretendere che non siamo liberati.<br \/>\nDobbiamo proseguire la nostra ricerca per vedere se \u00e8 possibile che vi siano delle contraddizioni cos\u00ec evidenti e come arrivarci. Ma all\u2019inizio osserviamo gli effetti della contraddizione sui lettori e gli uomini religiosi. Ci sono tre reazioni:<\/p>\n<p>(1) \u00a0 La prima reazione, la pi\u00f9 comune consiste nel non prendere sul serio che i passaggi che sembrano dirci che l\u2019illuminazione o liberazione non \u00e8 accessibile, e ignorare ciecamente gli altri passaggi, quelli che insistono sulla sua accessibilit\u00e0 qui e ora, che me ne creda degno o no. Per giustificare quel movimento di arretramento in presenza di testi indiscutibili, la scusa spesso addotta \u00e8 l\u2019umilt\u00e0: \u201c Io non sono illuminato\u201d; questo si dice con un tono dimesso e si d\u00e0 a intendere che non sono tutti modesti! In effetti sarebbe pi\u00f9 onesto dire: \u201c Per ogni sorta di motivo sono fermamente risoluto a ignorare e perfino a negare con forza la mia illuminazione attuale e sempre presente.E, per quel che mi riguarda, credo assurde le parole del mio maestro che dicono il contrario.<\/p>\n<p>(2)\u00a0\u00a0 In certi lettori e devoti c\u2019\u00e8 una seconda reazione, che va nella direzione contraria: non prendono sul serio che gli insegnamenti che fanno risaltare il carattere immediato e evidente del S\u00e9, e ignorano con molta leggerezza quelli che ricordano il prezzo che occorre pagare. In questo caso la scusa generalmente addotta \u00e8 pressappoco questa: poich\u00e9 in tutti i modi l\u2019illuminazione \u00e8 la nostra vera natura, non c\u2019\u00e8 niente da fare , niente pratiche continue, nessun lavoro spirituale. E il risultato di questa attitudine \u00e8 che , anche se si ha effettivamente intravisto la propria Vera Natura, si continua a vivere nella vecchia vita , quella dell\u2019identificazione illusoria con la nostra natura umana. La nostra visione interiore occasionale diventa largamente inefficace.<br \/>\n(3)\u00a0\u00a0 La terza reazione \u00e8 quella dell\u2019umilt\u00e0 autentica, la sola che testimonia un reale rispetto per il maestro, la sola degna di un vero ricercatore spirituale, che consiste nel dare un\u2019importanza uguale alle due facce dell\u2019insegnamento, a riconoscerne le sue contraddizioni. Senza partito preso e senza discussioni capziose, questo uomo lavora tenacemente alla loro riconciliazione, non tanto in teoria , ma piuttosto nell\u2019attualit\u00e0 e nel concreto della pratica quotidiana. E\u2019 di questo precisamente che parleremo nel seguito di questo articolo.<br \/>\nPer cominciare, che cos\u2019\u00e8 la realizzazione del S\u00e9? Quale \u00e8 , nella sua espressione pi\u00f9 diretta, quella esperienza di cui si parla, in un modo molto paradossale, che \u00e8 assolutamente accessibile e gratuita su semplice domanda e che ci costa un occhio della testa e che esige tutto? Si tratta di vedere chiaramente che non sono il mio corpo, la mia mente, il mio passato, il mio futuro, le mie paure ecc. Voi lo avete detto : io non sono questo. Realizzare se stesso \u00e8 percepire che in questo posto dove sono, non c\u2019\u00e8 niente che assomigli a una cosa, niente forma, niente limiti, nessun contenuto, ma unicamente quella indescrivibile Realt\u00e0 che, molto inadeguatamente, chiamiamo Coscienza, dove io sono, oppure la Sorgente, oppure il Centro silenzioso di ogni cosa.<br \/>\nIl fatto che non \u00e8 necessario nessun tempo per raggiungere l\u2019Assenza\/ Presenza che io sono, potrebbe portarmi a credere che questa realizzazione non richieda nessun lavoro, che non implichi alcun processo, che non si produca nulla che mi abbia reso capace di vedere il S\u00e9. In un senso questo \u00e8 vero ; in un altro senso \u00e8 interamente falso. Questa visione che si porta verso il soggetto, pur essendo istantanea e semplice, implica necessariamente la rinuncia a tutte le cose con le quali ci siamo identificati, a tutte le cose. Non si tratta di quella forma ordinaria di abnegazione nel rinunciare al \u201c cattivo \u201c per attaccarsi al \u201c bene \u201c. Non \u00e8 questione di questa morte che , nel senso abituale del termine, segna il passaggio dalla materia organica alla inorganica. E\u2019 uno spogliarsi totale ed una morte totale che mi fa discendere profondamente, molto al di sotto dell\u2019ultimo atomo di materia , fino alla inesauribile Sorgente di Tutto.<br \/>\nOra, di tutte le avventure quello spogliarsi, quella morte dai molteplici aspetti, quell\u2019annullamento \u00e8 l\u2019impresa pi\u00f9 difficile, la pi\u00f9 terrificante e mortifera, che vogliamo riconoscerlo o no. Si\u00a0 prova\u00a0 difficilmente un terrore pi\u00f9 grande di quello di scomparire senza lasciar traccia. Bisogna cercare in questo terrore ( pi\u00f9 o meno riconosciuto ) la vera ragione per la quale tanti di noi non arrivano a prendere in considerazione e nemmeno a vedere le parole che proclamano la nostra illuminazione sempre presente. In queste condizioni, e non \u00e8 da meravigliarsi, abbiamo una paura blu di ci\u00f2 che potremmo scoprire volgendo il nostro sguardo, non pi\u00f9 verso il mondo, ma verso colui che lo vede. Abbiamo un bel sapere che il terrore colpisce chi esita al limite dell\u2019Abisso e che dopo avere scavalcato il terrificante limite, saremo liberati da ogni paura; niente da fare. La maggioranza di noi si ritrae prontamente dal vuoto spaventoso che ha appena intravisto.<br \/>\nMa certi sono spinti o sollevati da un vento favorevole che li porta al di l\u00e0 del confine. Quelli sono i beneficiari della Grazia di cui parla Ramana Maharshi. Che ne siano coscienti o no, sono pronti a sacrificare tutto per la Verit\u00e0. Il tuffo che ci\u00a0 attrae verso una morte certa e senza ritorno, non pu\u00f2 che apparici nello stesso momento come estremamente facile e estremamente difficile. Sappiamo tutti in che senso \u00e8 facile gettarsi nel vuoto dall\u2019alto della torre Eiffel e in che senso \u00e8 difficile. Il precipizio della nostra vera natura \u00e8 molto simile. Il precipizio si vede chiaramente, \u00e8 senza ritorno, molto vicino in effetti e forse affascinante. Basta un salto e passiamo al di sopra del limite: si va nell\u2019Abisso senza il minimo sforzo. Ramana Maharshi ha dunque ragione di insistere dicendo da una parte che la Realizzazione di S\u00e9 non esige sforzo, che essa \u00e8 nostra in ogni modo; e d\u2019altra parte che ci spoglia di tutto.<br \/>\nHo numerosi amici che hanno superato il confine, che vedono chiaramente( o in ogni caso che sanno vedere quando lo vogliono) che il luogo che occupano \u00e8 nei fatti non- occupato. E per\u00f2, essi non hanno vissuto fin qui il terrore dell\u2019Abisso e nemmeno l\u2019agonia di una morte totale. Parlo di amici\u00a0 che hanno fatto la capriola, che sono caduti nel Vuoto con un minimo di sforzo, di resistenza o di paura, non appena gli fu loro indicato. Soggetti della Grazia divina, sicuramente! Sono dei privilegiati, quelli per i quali la Realizzazione di S\u00e9 \u00e8 pienamente accessibile, e che in pi\u00f9\u00a0 si trovano dispensati da ogni pura, da ogni sforzo, di tutto o parte della \u201clotta dura e incessante\u201d di cui parla Ramana Maharshi?<\/p>\n<p>No! Nessuno supera il precipizio una volta per tutte, e nessuno muore per sempre. Si tratta\u00a0 ancora e ancora di tuffarsi in quel Vuoto spaventoso; e suppongo che alla fine dei conti o molto in fretta alla fine se non al principio, ciascuno debba vivere un\u2019agonia e un terrore che non si lasciano n\u00e9 anticipare n\u00e9 descrivere.Paradossalmente, si potr\u00e0 trovare nell\u2019estrema paura il segreto di un\u2019assoluta assenza di paura, e ci\u00f2 non significa che la prova possa essere evitata o ridotta. Dubito pi\u00f9 certamente ancora che si possa evitare o ridurre la disciplina che ci porta, momento per momento, attraverso i mesi, gli anni e i decenni, fino alla rinuncia completa. Dobbiamo attenerci ad una pratica senza remissione fin tanto che non ci resta sotto i piedi una pulce\u00a0 di terra o un\u2019ombra di supporto.<\/p>\n<p>Il Maharshi insiste sulla necessit\u00e0 di stabilizzare la Realizzazione di S\u00e9. E certamente c\u2019\u00e8 un mondo di differenza tra chi tiene costantemente presente la Verit\u00e0 e colui che la perde di vista la maggior parte del tempo. Comunque sia, l\u2019Abisso \u00e8 l\u2019Abisso e il Vuoto ignora i gradi. Sperimentarlo per poco che sia, \u00e8 sperimentarlo esattamente come tutti i Saggi l\u2019hanno sperimentato, poco importa se lo sperimentatore ha poca pratica o se la sua esperienza \u00e8 breve. Il S\u00e9 veglia su ci\u00f2 che possa essere visto male, questa \u00e8 la sua natura. E la sua natura \u00e8 di essere sempre e totalmente accessibile. La fallibilit\u00e0, le paure, i dubbi, gli accecamenti, della natura umana non saprebbe aspirare alla\u00a0 perfezione di ci\u00f2 che gi\u00e0 siamo. Il Maharashi lo dice incessantemente: l\u2019ultima Verit\u00e0 \u00e8 che non \u00e8 questione di raggiungere il S\u00e9, questo significherebbe che il S\u00e9 non \u00e8 qui ed ora\u2026 Voi siete gi\u00e0 il S\u00e9. La Realizzazione \u00e8 comune\u00a0 a tutti\u2026 lo stesso dubbio Sono capace di realizzarmi?, o il sentimento Non sono realizzato, ecco i veri ostacoli\u201d.<\/p>\n<p>Nonostante quelle parole incoraggianti, potete far valere a giusto titolo che la Grazia \u00e8 indispensabile per permettervi di superare i vostri dubbi, portando alla vostra realizzazione sempre presente. Si, ma questa non \u00e8 una scusa per restare l\u00ec, ben cosciente che il limite da superare , nella pigra attesa del colpetto della grazia divina- con la ferma speranza che non accadr\u00e0 adesso! Abbiate almeno il coraggio di gettare un\u2019occhiata al di l\u00e0 del limite del mondo. Il Maharashi afferma: \u201d E\u2019 veramente come quando si guarda il\u00a0 vuoto, fissamente.\u201d. Per il momento, nella vostra esperienza, non siete niente, assolutamente niente, tranne lo spazio vuoto in cui si presentano sul fondo del foglio questi caratteri di stampa? Guardate e osservate se il Vuoto vi \u00e8 accessibile o nascosto. Per scoprire se siete i felici beneficiari della Grazia divina, tutto il coraggio che vi occorre \u00e8 volgere il vostro sguardo verso voi stessi, ora, senza pensieri, n\u00e9 pregiudizi, n\u00e9 immaginazioni, con l\u2019apertura di un bambino piccolo.<\/p>\n<p>Se vedete che mai vi siete trovati l\u00ec, in piedi\u00a0 al confine del crinale disperante dello stato di cosa e dello stato\u00a0 umano, ma che voi siete sempre stati, siete e sarete sempre quel Vuoto immenso, l\u2019Abisso di Sat-Chit-Ananda, allora voi non siete pi\u00f9 semplicemente il beneficiario della Grazia. Voi siete la Grazia stessa.<br \/>\n(a cura<br \/>\ndi L. Scalabrini)<\/p>\n<p>* Condividere con un amico &#8211; Inviare ad un amico<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>23-10 &#8211; 2010 Ramana Maharshi , la sua realizzazione di S\u00e9 e la sua accessibilit\u00e0 di Douglas Harding \u00ab La realizzazione di s\u00e9 non \u00e8 accessibile che ai pi\u00f9 adatti\u2026Bisogna essere capaci di sacrificare tutto alla verit\u00e0. La completa rinuncia \u00e8 il criterio di questa attitudine. La Grazia divina \u00e8 essenziale per la Realizzazione\u2026 Essa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[158],"class_list":["post-1364","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-harding-douglas","tag-realizzazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1364","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1364"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1364\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1364"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1364"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1364"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}