{"id":1487,"date":"2010-11-17T09:34:02","date_gmt":"2010-11-17T09:34:02","guid":{"rendered":"http:\/\/pro.ovh.net\/~emillena\/it\/?p=1487"},"modified":"2016-04-03T23:04:49","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:49","slug":"quando-la-visione-e-la-non-visione-di-dominique-casterman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/quando-la-visione-e-la-non-visione-di-dominique-casterman\/","title":{"rendered":"Quando la visione \u00e8 la non- visione di Dominique Casterman"},"content":{"rendered":"<p>INEDITO\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 13-11-2010<\/p>\n<p>La storia si svolge nell\u2019ottavo secolo della nostra era in un gran monastero, da qualche parte in Cina. Gli amanti\u00a0 del Chan conoscono bene questa storia dove quelli che si chiamano \u201cvecchi Maestri\u201d erano cinesi. Tra loro si trova l\u2019insegnamento puro del Ch\u2019an.<\/p>\n<p>\u00ab Il quinto patriarca Hung Jen aveva\u00a0 riconosciuto in In Hui Neng un uomo che aveva perfettamente realizzato il risveglio. Sperava segretamente che questo sarebbe stato il suo successore. Ma restava una grande difficolt\u00e0 da risolvere. Hui Neng non era che un semplice laico. Illetterato, senza erudizione. Hung Jen, uinto patriarca, era il capo di un grande monastero dove vivevano cinquecento monaci letterati. La maggior parte di loro erano imbevuti della pretesa superiorit\u00e0 data dall\u2019erudizione. Certi desideravano la successione del quinto Patriarca.<\/p>\n<p>Hung Jen, perfettamente cosciente dei dati delicati del problema, sugger\u00ec a Hui Neng di presentarsi al monastero come semplice laico che cercava un lavoro. Poteva mondare e battere il riso destinato ai monaci, nel\u00a0 granaio dell\u2019edificio Ci\u00f2 che fece immediatamente.<\/p>\n<p>A quel punto il quinto Patriarca annunci\u00f2 solennemente ai cinquecento monaci che vivevano sotto la sua direzione che desiderava che desiderava nominare un successore. Dichiar\u00f2 che\u00a0 colui che gli avesse presentato una stanza o un poema che esprimesse perfettamente lo spirito del Ch\u2019an, sarebbe stato designato istantaneamente\u00a0 suo successore, sesto Patriarca..<\/p>\n<p>Il monaco Shen Hsiu, il pi\u00f9 sapiente della congregazione, compose i versi seguenti:<\/p>\n<p>\u00abIl corpo \u00e8 l\u2019albero di Bodhi<\/p>\n<p>E lo spirito \u00e8 paragonabile ad uno specchio chiaro posato sul supporto.\u00a0 Ripuliamolo costantemente<\/p>\n<p>E non lasciamo che nessuna polvere si accumuli su di lui. \u00bb<\/p>\n<p>Questa stanza non fu tuttavia approvata da Hung Jen. Il quinto Patriarca stim\u00f2 che non fosse l\u2019espressione di una illuminazione spirituale autentica.<\/p>\n<p>Mentre tutti i monaci del monastero discutevano fra loro i versi di Shen Hsiu, Ui Neng domand\u00f2 a uno di mostrargli l\u2019iscrizione che si trovava sul muro\u00a0 della sala delle assemblee. Essendo illetterato, non giunse a decifrarlo e preg\u00f2 un monaco di leggerglielo. Dopo aver ascoltato attentamente la poesia di Hsen Hsiu, Hui Neng si fece accompagnare durante la notte e dett\u00f2 i versi seguenti:<\/p>\n<p>\u00ab La saggezza non conosce nessun albero che possa crescere<\/p>\n<p>E lo specchio non riposa su nessun supporto.<\/p>\n<p>Dall\u2019inizio non esiste niente<\/p>\n<p>Dove la polvere potrebbe accumularsi?<\/p>\n<p>Il giorno dopo i monaci stupefatti seppero della poesia di Hui Neng. Certi la presero insolente.<\/p>\n<p>La notte seguente il quinto Patriarca gli diede la tazza e la veste di Bodhidarma; questi erano considerati i simboli della trasmissione spirituale di cui il sesto Patriarca doveva essere il portatore. Hui Neng lasci\u00f2 il monastero nella notte in gran segreto. Fece poi molti viaggi nel corso dei quali arriv\u00f2 a dare al Ch\u2019an la pienezza del suo splendore.<\/p>\n<p>Il testo di Hui Neng evoca chiaramente la distinzione tra lo stato di spirito di colui che crede, osserva un oggetto indipendente dallo spettatore e colui che vede e ci\u00f2 che \u00e8 visto sono due entit\u00e0 separate; e l\u2019atto puro di vedere, dove la visione non \u00e8 affatto il riflesse nello specchio di un oggetto come se\u00a0 colui che vede\u00a0 non avesse niente di comune con quell\u2019oggetto. Hui Neng suggerisce nettamente la visione che l\u2019illuminazione, il risveglio, al contrario, unisce colui che vede e la cosa vista nella piena coscienza dell\u2019atto di vedere che \u00e8 non- visione di un oggetto visto da un soggetto distinto e indipendente.<\/p>\n<p>La distinzione fatta da Hui Neng concerne, da una parte, l\u2019osservazione di un oggetto indipendente dall\u2019osservatore dove ci\u00f2 che \u00e8 visto e chi vede sono entit\u00e0 separate e, d\u2019altra parte, l\u2019atto puro di vedere, che\u00a0 \u00e8 considerato da certi autori\u00a0 come rivoluzionario nel pensiero Zen. Notiamo che la fisica quantistica insiste sull\u2019idea che l\u2019osservatore \u00e8 inseparabile dalla cosa osservata. Esso partecipa alla costruzione di una realt\u00e0 osservabile, di cui la descrizione resta estranea all\u2019ideale di obbiettivit\u00e0 assoluta della fisica classica<\/p>\n<p>Credere che il risveglio consista nel vedere, con l\u2019aiuto della mente ripulito dalla sua polvere, l\u2019ultima Realt\u00e0 come un fatto oggettivo, che si riflette nello specchio brillante dell\u2019intelletto, \u00e8 rimanere prigioniero del processo che consiste nel considerarsi come un ricercatore di un tesoro abituale visto come l\u2019oggetto ultimo della nostra ricerca. Dopo aver cercato,\u00a0 \u00e8 meglio fermarsi, perch\u00e9 smettendo di cercare si trova la presenza di ci\u00f2 che si cerca, Ci\u00f2 che \u00e8.<br \/>\nUn monco che voleva sapere come entrare nella via della verit\u00e0 and\u00f2 un giorno da Gensha. \u201cSenti il mormorio del ruscello?, domand\u00f2 Geshua. \u201d Si, rispose il monaco \u201dE\u2019 una via per entrare nella verit\u00e0, disse il Maestro.<\/p>\n<p>Un\u2019altra storia\u2026\u201d quando Hyakoujo decise di scegliere chi gli sarebbe succeduto, convoc\u00f2 due dei suoi discepoli pi\u00f9 fedeli e , mostrando loro una brocca come in genere portano i buddisti, disse loro:\u201d Non chiamatela brocca, ma ditemi che cos\u2019\u00e8(rifiuto dell\u2019oggettivazione convenzionale). Il primo discepolo rispose: \u201dNon si pu\u00f2 dire che sia un pezzo di legno (oggettivazione col negativo). Il Maestro non fu soddisfatto della risposta. Il secondo monaco si avvicin\u00f2 a sua volta, fece cadere la brocca con un colpetto, poi se ne and\u00f2 tranquillamente senza dire una sola parola. Fu designato successore di Hyakoujo.<\/p>\n<p>Ancora una volta questi episodi del pensiero Zen mostrano bene che il risveglio spirituale \u00e8 precisamente il risveglio della coscienza alla sua Realt\u00e0, da che ha sollevato il velo delle apparenze. La coscienza non si risveglia a dei contenuti nuovi che sarebbero riflessi oggettivi del mondo o l\u2019ultima realt\u00e0, poich\u00e9 non c\u2019\u00e8 un mentale brillante di fronte ad una realt\u00e0 umana osservabile. I contenuti della coscienza, le apparenze sono tante occasioni con le quali la coscienza pu\u00f2 scoprirsi\u00a0 ed essere presente a se stessa, cio\u00e8 a Quello che \u00e8. L\u2019io allora ha solo una funzione sociale, \u00e8 un sistema costruito dal mentale per negoziare con l\u2019ambiente. Non \u00e8 che\u00a0 si debba identificare la nostre immagine e i nostri interessi particolari al tutto, al punto da sottomettervi tutto il resto. L\u2019essenziale \u00e8 la creazione spontanea di coscienza, l\u2019istante soggettivo all\u2019intersezione dell\u2019osservatore e della cosa osservata. Viviamo nella credenza che c\u2019\u00e8 una coscienza separata dai suoi contenuti; oggettiviamo la soggettivit\u00e0 per creare l\u2019illusione di una realt\u00e0. Coscienza e contenuto, soggetto e oggetto, osservatore e cosa osservata sono una sola e stessa realt\u00e0 nell\u2019atto dell\u2019invenzione del mondo. La coscienza crea le condizioni della soperchieria delle apparenze per rivelarsi a lei stessa sollevando il velo delle illusioni.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 facciamo corpo con l\u2019universo, proviamo a\u00a0 delineare la storia cosmica per meglio comprendere chi siamo. L\u2019immaginazione creatrice, quella degli scienziati e dei poeti, degli artisti, dei filosofi, dei mistici, di tutti quelli\u00a0 che cercano di comprendere il senso della loro presenza nel mondo, rivela l\u2019unit\u00e0 relazionale e il fondo comune dell\u2019infinita diversit\u00e0 e complessit\u00e0 dell\u2019universo. L\u2019estremo dell\u2019immagine simbolica che \u00e8 l\u2019immaginazione creativa risveglia nella nostra coscienza, forse per l\u2019effetto dei contrari, la perfetta simmetria originale, la vacuit\u00e0. Quando il mentale lascia la briglia, si sente bene che il vuoto chiama la diversit\u00e0, il divenire richiama l\u2019essere , il tempo richiama l\u2019eternit\u00e0, il nulla richiama la forma, il cosmo richiama l\u2019individuo. E\u2019 qualche altra cosa della Presenza? E\u2019 altra cosa dalla Coscienza?<\/p>\n<p>(a cura di L. Scalabrini)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>INEDITO\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 13-11-2010 La storia si svolge nell\u2019ottavo secolo della nostra era in un gran monastero, da qualche parte in Cina. Gli amanti\u00a0 del Chan conoscono bene questa storia dove quelli che si chiamano \u201cvecchi Maestri\u201d erano cinesi. Tra loro si trova l\u2019insegnamento puro del Ch\u2019an. \u00ab Il quinto patriarca Hung Jen aveva\u00a0 riconosciuto in In [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[89],"tags":[158,171],"class_list":["post-1487","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-casterman-dominique","tag-realizzazione","tag-zen"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1487","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1487"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1487\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1487"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1487"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1487"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}