{"id":149,"date":"2010-09-04T21:02:41","date_gmt":"2010-09-04T21:02:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=149"},"modified":"2016-04-03T23:06:41","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:41","slug":"il-mito-del-controllo-di-se-seconda-parte-di-albert-low","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/il-mito-del-controllo-di-se-seconda-parte-di-albert-low\/","title":{"rendered":"Il mito del controllo di s\u00e8  seconda parte di Albert Low."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/low3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-151\" title=\"Albert Low\" src=\"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/low3-182x300.jpg\" alt=\"Albert Low\" width=\"182\" height=\"300\" \/><\/a>3\u00e8me Millenarie n. 65 \u2013 Traduzione di Luciana Scalabrini \u2013 seconda parte<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Il ruolo della sofferenza.<\/span><\/p>\n<p>Questa pu\u00f2 continuare a lungo. Dopodich\u00e9 vedr\u00f2 la situazione: o sopporter\u00f2 uno stress indicibile per la mole di lavoro impossibile di cui dovr\u00f2 caricarmi, o mi ritirer\u00f2 completamente nell\u2019immaginazione fino a diventare pazzo.<\/p>\n<p>Allora, per stabilizzare la situazione cominciamo a <span style=\"text-decoration: underline;\">maturare<\/span>. La maturit\u00e0 significa per me che riconosciamo di non potere rivendicare d\u2019essere il centro del mondo, indipendentemente dalla nostra sensazione di essere o no il centro del mondo. Accettiamo perci\u00f2 un compromesso incorporando nella nostra vita il dolore d\u2019essere esclusi dal mondo.<\/p>\n<p>Questo dolore si manifesta nella depressione, l\u2019ansia, la collera, il furore ecc. La nostra vita consiste nel mantenere e sopportare un certo livello di sofferenza. Manteniamo questo livello <span style=\"text-decoration: underline;\">facendo della sofferenza una parte della sensazione di s\u00e9<\/span>.<\/p>\n<p>Con il tempo, essendo la sofferenza una sensazione molto pi\u00f9 forte delle altre, diventa il modo principale attraverso cui accentuiamo la sensazione di s\u00e9. Oggi siamo chiusi nella sofferenza. Per sbarazzarcene, dobbiamo lasciar andare la sensazione di s\u00e9, ma in questo caso dovremo soffrire. E\u2019 il classico cerchio vizioso, non c\u2019\u00e8 modo d\u2019uscirne. Gurdjieff diceva che l\u2019ultima cosa che la gente abbandona \u00e8 la sofferenza.<\/p>\n<p>Quello che diremo aiuta a capire perch\u00e9.<\/p>\n<p>Mi rendo conto che le mie parole semplificano al massimo i numerosi aspetti della condizione umana. Perci\u00f2 possono sembrare un p\u00f2 ciniche. Non ho intenzione di ignorare le diverse implicazioni di ci\u00f2 che significa essere umano o essere cinico, una sorta di masochismo spirituale. Vorrei solo tracciare uno schema generale per affrontare la nostra questione.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Gli errori commessi nella pratica.<\/span><\/p>\n<p>Perch\u00e9 praticare? All\u2019inizio, speriamo di avere di nuovo l\u2019impressione di controllare la nostra vita, cio\u00e8 di accentuare questa impressione, ma senza lo stress e la sofferenza del passato. Speriamo di diventare capaci, come direbbe M.Eliade, d\u2019essere il centro del mondo senza sforzo, speriamo di tornare in Paradiso. Poi ci danno un esercizio, come seguire il nostro respiro. Una grande importanza \u00e8 data al verbo \u201cseguire\u201d. Diciamo ai principianti: \u201cCi sono molti errori che farete: il primo sar\u00e0 provare a controllare il respiro, il secondo \u00e8 osservare la respirazione\u201d. Il primo errore, voler controllare, si fa quando si comincia la pratica con la speranza che ci aiuter\u00e0 a ritornare in Paradiso, cio\u00e8 a ritrovare la sensazione di controllare senza sforzo. Il secondo, osservare semplicemente la respirazione, ci permette di astrarci dal dolore dell\u2019esistenza. E\u2019 un p\u00f2 come quando si guarda un film troppo violento. Diminuiamo la nostra identificazione con ci\u00f2 che succede dicendoci: \u201cnon \u00e8 che un film\u201d. Nello stesso modo ci ritiriamo dalla vita, ci teniamo lontano, al di sopra delle questioni dell\u2019esistenza, dicendoci che non \u00e8 che un sogno o un\u2019illusione\u2026 Molti cosiddetti maestri lo fanno. In pi\u00f9 si commette un altro errore differente: invece di seguire la respirazione, si segue l\u2019idea di seguire la respirazione. Si sogna o si immagina di praticare.<\/p>\n<p>Se i primi due sono errori di \u201clavoro\u201d quest\u2019 ultimo \u00e8 un errore d\u2019 \u201cimmaginazione\u201d. Spesso le persone amano l\u2019idea della visualizzazione, come sentire una corrente d\u2019amore, di pace, di andare e venire. Tutto ci\u00f2 non fa che accrescere l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019immaginazione e la pratica \u00e8 una perdita di tempo, o peggio ancora incoraggia a ritirarsi nell\u2019immaginazione.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">La pratica \u00e8 come una battaglia.<\/span><\/p>\n<p>Ma ecco, ci dicono di seguire la nostra respirazione. Perch\u00e9 questa insistenza sul seguire la respirazione, perch\u00e9 insistere sul farlo senza scopo n\u00e9 aspettative? Perch\u00e9 possiamo <span style=\"text-decoration: underline;\">lasciare andare la sensazione di controllare.<\/span> Si pu\u00f2 dire cos\u00ec: vivere per un istante senza la sensazione di s\u00e9. Significa che la pratica va nella direzione opposta ai nostri desideri naturali. Se seguiamo davvero la nostra respirazione e ci si dice sempre che \u00e8 la direzione in cui andare, allora dobbiamo abbandonare la sensazione di avere il controllo. \u201cQuesto\u201d respira, come \u201cquesto\u201d cammina, parla, mangia ecc. E per\u00f2 vogliamo continuare ad avere la sensazione di controllare. S\u2019ingaggia una lotta tra il nostro desiderio di avere il controllo e quello di lasciar andare la nostra sofferenza. Pi\u00f9 grande \u00e8 la nostra fede nella possibilit\u00e0 di un controllo senza la sensazione d\u2019avere il controllo, situazione in cui <span style=\"text-decoration: underline;\">io<\/span> sono lo <span style=\"text-decoration: underline;\">strumento<\/span> e <span style=\"text-decoration: underline;\">non l\u2019autore<\/span>, pi\u00f9 facile sar\u00e0 la pratica. E\u2019 qui che l\u2019insegnamento diventa importante. Ci si dice che \u201cQuello\u201d \u00e8 sotto controllo. I cristiani lo chiamano Dio, i buddisti la natura di Buddha, i vedantici il S\u00e9 o l\u2019\u201cIo sono\u201d. Qualunque sia il suo nome, \u00e8 al di l\u00e0 di essere qualcosa, al di l\u00e0 dell\u2019essere o non essere, e perci\u00f2 al di l\u00e0 del bisogno della sensazione di s\u00e9.<\/p>\n<p>Quando si lavora su un <em>koan<\/em> come: \u201ccom\u2019\u00e8 il mio viso prima della nascita dei miei genitori? (Chi sono io?)\u201d, si lavora per permettere a \u201cQuello\u201d di avere il controllo senza il bisogno della sensazione di avere il controllo, d\u2019intervenire. Devo dire che la parola \u201cQuello\u201d \u00e8 utile qui solo come procedimento grammaticale. Non c\u2019\u00e8 \u201cQuello\u201d, come diceva il sesto patriarca <em>Zen Hui<\/em> <em>Meng<\/em>: \u201cAll\u2019inizio, non c\u2019era nulla\u201d<\/p>\n<p>Molti cristiani lavorano con me sul <em>koan<\/em> \u201csia fatta la tua volont\u00e0\u201d. All\u2019inizio per molti Dio, la natura di Buddha ecc, sono\u00a0 sinonimi di \u201cio\u201d e la pratica prosegue lungo l\u2019antico modo d\u2019essere. In realt\u00e0, \u201csia fatta la tua volont\u00e0\u201d, deve essere interpretata come \u201cla mia volont\u00e0 deve essere fatta\u201d. E di tanto in tanto, se la persona \u00e8 sincera, affiora una certa verit\u00e0. Se possiamo lasciare esprimere questa verit\u00e0 nell\u2019istante, dir\u00e0: \u201cnon \u00e8 necessario che controlli il fatto di controllare\u201d oppure \u201c\u00e8 giusto per Dio, la natura di Buddha ecc. \u201cavere il controllo\u201d.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 una lotta. Appaiono sempre dei pensieri per dissipare la tensione che arriva durante la lotta. Spesso si \u00e8 cos\u00ec persi in questi pensieri che ci si scoraggia e ci si domanda se vale la pena di fare questo sforzo. Inoltre, quando si \u201cprogredisce\u201d nella pratica, si diventa pi\u00f9 ansiosi, pi\u00f9 depressi, pi\u00f9 collerici o pi\u00f9 tesi. E\u2019 evidente, dal momento che si realizza che progredire nella pratica significa rinunciare sempre di pi\u00f9 alla sensazione di avere il controllo. Queste\u00a0 tensioni e pensieri negativi appaiono allora nello sforzo di ristabilire\u00a0 la sensazione di s\u00e9. Si comincia a rimettersi in discussione davvero: \u201cpi\u00f9 pratico, pi\u00f9 \u00e8 viva, a un certo livello, la mia sofferenza\u201d.<\/p>\n<p>Non sorprende allora che la percentuale di rinnovamento dei praticanti sia molto, molto importante. Ho parlato a migliaia di persone e migliaia hanno iniziato un pratica. Ma al centro Zen di Montr\u00e9al non abbiamo che duecento membri al massimo, e, tra loro almeno la met\u00e0 non ci sar\u00e0 entro un anno, e, tra quelli che resteranno, un\u2019altra met\u00e0 ci avr\u00e0 lasciato tra cinque anni.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Sofferenza, sofferenza.<\/span><\/p>\n<p>Per\u00f2, lontani dallo scoraggiamento, questa constatazione \u00e8 rassicurante, perch\u00e9 lascia affiorare una autenticit\u00e0 nella nostra azione. E\u2019 triste veder partire queste persone mentre soffrono. Ci vorrebbe un mezzo per dare loro \u201csolo la speranza, o la disperazione sta nella scelta tra il rogo e il rogo, d\u2019essere salvati dal fuoco con il fuoco\u201d come scrive T.S. Eliot, o ancora \u201cse sapeste come soffrire, avreste il potere di non soffrire\u201d come \u00e8 detto nell\u2019Inno di Ges\u00f9 apocrifo.<\/p>\n<p>Ma se si pu\u00f2 parlare molto, non si pu\u00f2 fare molto per l\u2019altro: si pu\u00f2 portare il cavallo all\u2019abbeveratoio, ma non si pu\u00f2 farlo bere. Per salvare la vostra vita, dovete perderla. Significa che dovete perdere la sensazione di voi stessi e l\u2019impressione di controllare. Ritornando alla respirazione, senza lamentarsi, senza protestare, senza identificarsi alla sconfitta o alla riuscita, si perde progressivamente il controllo e si permette al \u201cVero S\u00e9\u201d i manifestarsi. E\u2019 una lotta che si deve condurre senza giudizi, senza la sensazione di andare da qualche parte. Giovanni della Croce diceva \u201cnon sperate perch\u00e9 la speranza sarebbe sperare nella cosa sbagliata\u201d. Si potrebbe dire:\u201d non aspettate qualcosa, perch\u00e9 aspettereste la cosa sbagliata\u201d. Una delle cose migliori per aiutarsi \u00e8 di lavorare con un maestro autentico. Se non ne conoscete, leggete dei libri, andate a conferenze, che rinnoveranno la fede in \u201cQuello\u201d, in Dio, in Buddha. Un\u2019altra via \u00e8 di lavorare con un gruppo, come partecipare a un ritiro, dove si \u00e8 obbligati ad affrontare se stessi,ad affrontare l\u2019immaginazione e le sue conseguenze. Che la pratica sia cristiana, buddista, sufi o ind\u00f9, una vera pratica deve essere molto dura, cercare un insegnamento o un insegnante che faccia il lavoro per voi o che vi lasci credere che potete salire in Paradiso facilmente, \u00e8 perdere tempo prezioso.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Allora perch\u00e9 praticare?<\/span><\/p>\n<p>Le persone che restano davvero sulla via, in particolare quelle che \u201csentono\u201d la loro vera natura e che prendono coscienza della sicurezza, dell\u2019amore e della libert\u00e0 meravigliosa che porta l\u2019apertura a ci\u00f2 che \u00e8, non hanno alcun dubbio. Anche\u00a0 se paradossalmente avessero grande difficolt\u00e0 a dir quello che hanno conquistato grazie alla loro pratica. Quando siete malato, desiderate molto sentirvi meglio, ma quando state bene, seguite il vostro cammino. Non state a dire:\u201dsono felice, non sono pi\u00f9 ammalato!\u201d Potete farlo per un momento, ma presto o tardi, lasciate andare tutto questo. Il Maestro Zen Dogen diceva che una persona risvegliata non sa di esserlo. Qual \u00e8 il prezzo? Lasciatemi citare Eliot di nuovo.\u00a0 Diceva che \u00e8 \u201cuna condizione di semplicit\u00e0 completa. Costando meno di niente\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3\u00e8me Millenarie n. 65 \u2013 Traduzione di Luciana Scalabrini \u2013 seconda parte Il ruolo della sofferenza. Questa pu\u00f2 continuare a lungo. Dopodich\u00e9 vedr\u00f2 la situazione: o sopporter\u00f2 uno stress indicibile per la mole di lavoro impossibile di cui dovr\u00f2 caricarmi, o mi ritirer\u00f2 completamente nell\u2019immaginazione fino a diventare pazzo. 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