{"id":1535,"date":"2010-11-27T04:07:07","date_gmt":"2010-11-27T04:07:07","guid":{"rendered":"http:\/\/pro.ovh.net\/~emillena\/it\/?p=1535"},"modified":"2016-04-03T23:04:39","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:39","slug":"connettersi-a-se-stessi-di-marianne-dubois","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/connettersi-a-se-stessi-di-marianne-dubois\/","title":{"rendered":"Connettersi a se stessi di Marianne Dubois"},"content":{"rendered":"<p>Da 3emillenaire\u00a0 n\u00b0 97<\/p>\n<p>Connettersi a se stessi<\/p>\n<p>3emillenaire:\u00a0 Viviamo abitualmente nello stato di coscienza di veglia dove l\u2019ego domina. In questo stato, le relazioni umane sono conflittuali e la nostra percezione dell\u2019ambiente \u00e8 molto attenuata o inesistente. Quando ci rendiamo conto di questa situazione, pu\u00f2 risvegliarsi in noi un\u2019aspirazione a connetterci col tutto.<\/p>\n<p>M. D.: la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 connettersi a se stessi. Connettendoci veramente a noi stessi, ci leghiamo al Tutto e oltrepassiamo le frontiere dell\u2019ego.<\/p>\n<p>D. : all\u2019inizio della vostra nuova vita interiore, quando avete scoperto quello stato di presenza, avete provato ancora dei momenti di dubbio?<\/p>\n<p>M.D. : posso dirvi dopo ventidue anni, la coscienza di \u201cquello\u201d non mi ha mai lasciato. Per\u00f2 possono essere vissuti nello stesso tempo, almeno per me, differenti livelli. Si tratta di restare costantemente presente a se stesso perch\u00e9 l\u2019ego sia osservato. In questo modo esso non pu\u00f2 ingannarci, n\u00e9 prendere il potere, n\u00e9 farci prigionieri.<\/p>\n<p>D.:\u00a0\u00a0 ma ci sono dei momenti in cui ci troviamo nella negativit\u00e0\u2026<\/p>\n<p>M.D. : la sola cosa da non perdere di vista \u00e8 la \u201cpresenza\u201d, ma a volte ci cattura l\u2019oblio. Se resto con questo centro, questo punto che \u00e8 la scelta dell\u2019anima e la via pi\u00f9 importante della mia vita, sono invasa da un\u2019onda di gioia.<\/p>\n<p>Basta dunque ricordarsi, e la gioia \u00e8 l\u00ec che sgorga immediatamente come una grande fiamma ribollente.<\/p>\n<p>D. : ci\u00f2 che ci ha molto toccato \u00e8 quando voi dite che bisogna amare il mostro che \u00e8 in noi.<br \/>\nQuesto sembra assolutamente giusto.<\/p>\n<p>M.D. : \u00e8 proprio amando il mostro che si fa l\u2019unit\u00e0 con se stessi e che si ritrova la presenza,\u00a0 essendo in accordo con tutto ci\u00f2 che \u00e8, che sia negativo o positivo\u2026<\/p>\n<p>D. : \u00e8 l\u2019accettazione\u2026.<\/p>\n<p>M.D. : \u00e8 pi\u00f9 di questo, \u00e8 l\u2019accogliere ci\u00f2 che \u00e8 veramente senza mentirsi.<\/p>\n<p>D. : noi abbiamo a volte l\u2019impressione di avere trovato la chiave del risveglio, ma nel lavoro su di s\u00e9 succede che non si trova pi\u00f9 la porta o non si riesce a girare la chiave nella serratura.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, l\u2019altra volta ho scoperto una chiave. Ho scoperto che io da sola ero una compagnia di teatro. Ho visto tra i componenti della compagnia : la gelosa, la possessiva, l\u2019ansiosa, la maldicente, la paurosa\u2026Ho visto anche che certi personaggi compativano gli altri.<br \/>\nE quando ho scoperto questo, ho avuto uno scoppio di risa interiore. Cos\u00ec per qualche giorno ho lavorato con questa chiave. Quando un personaggio arrivava, provavo a riconoscerlo e mi sono resa conto che c\u2019era libert\u00e0 di osservazione. Ma questo percorso non \u00e8 durato che un po\u2019 di tempo e mi sono ritrovata di nuovo presa nei meandri della negativit\u00e0. E non avevo nemmeno quella piccola chiave che mi permetteva di aprire il mio teatro.<\/p>\n<p>M.D. : quando voi guardate veramente senza giudicare le cose negative come uno stato di fatto che si contempla con amore, non \u00e8 pi\u00f9 un problema e attuate l\u2019unit\u00e0. Con ogni piccola cosa che vi disturba, voi fate l\u2019unit\u00e0. E finalmente vi sentirete perfettamente libera perch\u00e9 si rigettano certi aspetti di se stessi che ci dividono. Quando si presenta il giudizio, c\u2019\u00e8 la divisione. Io non amo questo in me, quindi lo allontano, ma il problema \u00e8 sempre l\u00ec, \u00e8 una parte di se stessi. E quando potete reintegrare questa parte di voi stessi,\u00a0 ritrovate l\u2019unit\u00e0 interiore. Sviluppando la visione interiore, la coscienza mostra come rifiutiamo certe cose e come ne accogliamo altre. Quando noi accogliamo tutto, sullo stesso piano, senza giudicare, siamo allora nell\u2019unit\u00e0. Non so se questo vi dice qualcosa.<\/p>\n<p>D. : si, ma nei momenti di negativit\u00e0 ho molta difficolt\u00e0 a ritrovare questa unit\u00e0.<\/p>\n<p>M.D. : amate quello che vi disturba! In questo approccio propongo un piccolo lavoro. E\u2019 un lavoro molto semplice che si pu\u00f2 esercitare con la paura, la negativit\u00e0, con tutto ci\u00f2 che ci disturba. Non abbiamo tutti la capacit\u00e0 di praticarla da soli e per questo possiamo praticarla insieme. Avete una cosa che vi disturba particolarmente?<\/p>\n<p>Interlocutrice : si, la gelosia e la possessivit\u00e0.<\/p>\n<p>M.D. : allora prendiamo una frase di partenza. La frase giusta deve esattamente corrispondere al problema : mi sento gelosa e possessiva. Mettete questa frase all\u2019esterno e la guardate da pi\u00f9 lontano. Voi andrete ora a dirmi tutte le conseguenze che questa frase implica nella vostra vita. Vedete chiaramente quali ne sono le conseguenze. Questo vi rende infelice?<\/p>\n<p>Interlocutrice : si sicuramente!<\/p>\n<p>M.D. : questo vi mette nel giudizio? Dico questo a titolo di esempio.<\/p>\n<p>Interlocutrice : questo mi allontana dal mio centro e mi taglia dagli esseri che mi sono cari e io non accetto questa situazione.<\/p>\n<p>M.D. : si , sono nella divisione in rapporto a questo. Riflettendoci bene, vedete qualche altra cosa?<br \/>\nQuesto vi mette in una specie di avidit\u00e0 ? Guardate bene come funziona\u2026questo vi porta a cosa?\u2026<\/p>\n<p>Interlocutrice : quando visualizzo la frase all\u2019esterno di me, constato che la situazione non ha tanto impatto su di me, perde la sua intensit\u00e0.<\/p>\n<p>M.D. : la frase perde dunque il suo veleno, se si pu\u00f2 dire\u2026.<\/p>\n<p>Interlocutrice : esattamente, ma la frontiera \u00e8 sottile perch\u00e9 ho tendenza a riportare questo all\u2019interno. E\u2019 vero che \u00e8 meglio metterla all\u2019esterno\u2026<\/p>\n<p>M.D. : \u00e8 necessaria la neutralit\u00e0. Guardiamo senza giudizio, constatando, ecco \u00e8 questo, n\u00e9 bene n\u00e9 male, \u00e8 questo! Con quello sguardo neutro, vedete molte pi\u00f9 cose, mentre nel giudizio la realt\u00e0 vi sfugge. Se voi dite \u201c mi sento gelosa e possessiva\u201d, la gelosia e la possessivit\u00e0 sono diminuite?<\/p>\n<p>Interlocutrice : con quello sguardo esteriore effettivamente \u00e8 molto meno forte. E\u2019 anche una costruzione di immagini\u2026..<\/p>\n<p>M.D. : si, il mentale \u00e8 attivo. \u201cIo non dovrei\u201d viene soprattutto dal giudizio.<\/p>\n<p>Interlocutrice : attraverso quel giudizio che viene in me, immagino che gli altri mi giudichino.<\/p>\n<p>M.D. : questo vi rende dunque dipendente dallo sguardo degli altri, \u00e8 una delle conseguenze\u2026C\u2019\u00e8 qualche cosa ancora? Forse la situazione vi impedisce di comunicare? Forse vi chiude in voi stessa?<\/p>\n<p>Interlocutrice : quando resta all\u2019esterno, c\u2019\u00e8 una certa libert\u00e0 riguardo a questo e non mi sento toccata.<\/p>\n<p>M.D. : non siete identificata.<\/p>\n<p>Interlocutrice : ma quando la metto dentro, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 comunicazione con gli altri e con me stessa.<\/p>\n<p>M.D. : ci si taglia dalle proprie radici, dall\u2019essenziale\u2026questo vi divide da ci\u00f2 che \u00e8 importante.<br \/>\nQuando vedete le cose a distanza, le vedete molto meglio perch\u00e9 non le giudicate\u2026..e gi\u00e0 esse si riducono\u2026<\/p>\n<p>Se ora pensate che avete visto tutte le conseguenze di quella frase di partenza, raccogliete tutto insieme: questa frase e tutte le sue conseguenze. E ora potete anima, corpo, mente, dire a ci\u00f2 : \u201cIo ti amo, tu sei una parte di me, ti riprendo nel mio cuore a un altro piano di coscienza, l\u00e0 dove tu puoi dissolverti\u201d.<br \/>\nC\u2019\u00e8 dunque in quel movimento verso l\u2019esterno e c\u2019\u00e8 ora il movimento di ritorno verso l\u2019interno, ma ad un altro piano, sul piano della luce, l\u00e0 dove la sofferenza pu\u00f2 annientarsi.<\/p>\n<p>Interlocutrice : sento molta tranquillit\u00e0\u2026<\/p>\n<p>M.D. :\u00a0 se ci arrivate \u00e8 molto semplice: tutta la parte alta del corpo si distende e si sente liberata da un grosso peso. Potete praticare questo con tutte le paure, anche con la paura della morte. Si tratta semplicemente di realizzare l\u2019unit\u00e0 con ci\u00f2 che \u00e8,di accogliere anche ci\u00f2 che non piace.<\/p>\n<p>Interlocutrice: ho anche sentito l\u2019amore che circolava tra di noi nella stanza.<\/p>\n<p>M.D. : si perch\u00e9 alla fine \u00e8 l\u2019amore che scioglie tutto ci\u00f2 che consideriamo come dei difetti. Tuttavia se quella liberazione non si sente nel corpo \u00e8 che le conseguenze non sono state viste abbastanza chiaramente o alcune tra loro sono state dimenticate.<\/p>\n<p>Questa conoscenza di s\u00e9 richiede molto rigore nell\u2019osservazione. Si tratta di guardarsi veramente e questo non \u00e8 sempre gradevole, soprattutto se siamo ancora nel giudizio. Quando non c\u2019\u00e8 giudizio la visione si rischiara.<\/p>\n<p>(a cura<\/p>\n<p>di L. Scalabrini )<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da 3emillenaire\u00a0 n\u00b0 97 Connettersi a se stessi 3emillenaire:\u00a0 Viviamo abitualmente nello stato di coscienza di veglia dove l\u2019ego domina. In questo stato, le relazioni umane sono conflittuali e la nostra percezione dell\u2019ambiente \u00e8 molto attenuata o inesistente. Quando ci rendiamo conto di questa situazione, pu\u00f2 risvegliarsi in noi un\u2019aspirazione a connetterci col tutto. M. 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