{"id":155,"date":"2010-09-06T08:14:28","date_gmt":"2010-09-06T08:14:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=155"},"modified":"2016-04-03T23:06:41","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:41","slug":"la-grazia-di-eric-baret","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/la-grazia-di-eric-baret\/","title":{"rendered":"La grazia di Eric Baret"},"content":{"rendered":"<p><strong>3\u00e8me Mill\u00e9narie n.59<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Dopo aver fatto l\u2019esperienza di un certo silenzio, l\u2019essere umano vorrebbe rimanere stabile nello stato di lucidit\u00e0, ma osserva che non \u00e8 possibile. Per questo si mette a leggere le scritture, a incontrare i saggi. Forse studia per anni, con un grande guru, medita, pratica il <em>pranayama<\/em>, <em>yoga<\/em>, modifica l\u2019alimentazione, le sue abitudini, in breve, comincia quella che si chiama <em>sadhana<\/em>\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma la mia esperienza e quella dei miei amici dimostrano chiaramente, che malgrado tutto, si arriva presto ad uno stato di saturazione e sembra che si ristagni per degli anni, o dei decenni. Come se la sete non fosse estinta. Forse si \u00e8 trascurato qualcosa di essenziale? Potrebbe essere la cosiddetta \u201cgrazia\u201d? E cosa \u00e8 la grazia? Da dove viene? Come si muove? Ci\u00f2 di cui possiamo parlare, ci\u00f2 che possiamo capire, che proviene da qualche parte, non possiamo chiamarla grazia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La grazia, secondo la Tradizione, non si basa su nessuna situazione oggettiva. Viene da sola, attraverso lei stessa. Non pu\u00f2 venire da nessuna parte, salvo dal cuore. Non viene da nessuna attivit\u00e0, non pu\u00f2 essere compresa dalla mente umana limitata. Non si pu\u00f2 allora dire niente, tranne questo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Per tornare all\u2019inizio della domanda, avete fatto osservare giustamente che si ha dapprima l\u2019intuizione e poi la <em>sadhana<\/em>. <\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019intuizione non consiste nel vedere la nostra vera natura, che \u00e8 impossibile, perch\u00e9 non si tratta di qualcosa di cui si possa mai fare l\u2019esperienza: si tratta dell\u2019intuizione di ci\u00f2 che noi siamo. Vediamo molto chiaramente i nostri meccanismi, la nostra arroganza, le nostre paure, le nostre limitazioni, senza nessun dinamismo, per non cambiare nulla. Si affronta questo fatto: \u00e8 un atto d\u2019umilt\u00e0. Constatare il fatto, ci\u00f2 che non siamo, \u00e8 ci\u00f2 che in Oriente si chiama l\u2019intuizione di ci\u00f2 che siamo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questo deve essere visto chiaramente, perch\u00e9 la maggioranza ha la fantasia di voler pensare o visualizzare l\u2019intuizione di ci\u00f2 che non siamo. <\/strong><\/p>\n<p><strong>La <em>sadhana<\/em> non c\u2019\u00e8 mai stata, per il fatto che, almeno nella tradizione scivaita del Kashmir, non vi porta da nessuna parte, perch\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 apparso senza nessuna causa, senza nessuna <em>sadhana <\/em>non pu\u00f2 venire da una causa. La prima intuizione \u00e8 apparsa senza essere sollecitata, niente pu\u00f2 farla tornare. E\u2019 la vita che decide ogni processo. La tradizione del Kashmir vede nella <em>sadhana<\/em> una espressione di questa intuizione. Altrimenti \u00e8 lo <em>yoga <\/em>in senso dinamico che \u00e8 nel fondo di questo pensiero stupido, di questa fantasia democratica, secondo la quale il meno pu\u00f2 raggiungere il pi\u00f9. <\/strong><\/p>\n<p><strong>La <em>sadhana<\/em> \u00e8 l\u2019arte di esprimere il pi\u00f9 nel meno, sul piano del corpo e della mente. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ecco perch\u00e9 l\u2019Oriente considera tutte le arti come una <em>sadhana<\/em>: la danza, la poesia, l\u2019arte della guerra, l\u2019arte dell\u2019amore. In India, la musica \u00e8 una <em>sadhana <\/em>per un musicista. Per un servitore, \u00e8 l\u2019attivit\u00e0, per una vedova, \u00e8 la vita solitaria. Tutte le modalit\u00e0 della vita possono essere una <em>sadhana<\/em>, come una convinzione che la vita non consiste nel fare, conquistare, o ottenere nulla.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 che \u00e8 arrivato attraverso la grazia, non pu\u00f2 ritornare che attraverso di lei. C\u2019\u00e8 stato un momento di disponibilit\u00e0, l\u2019evidenza \u00e8 apparsa. Ma lo <em>yoga sadhana<\/em> non pu\u00f2 mai ricondurvi ad essa. Il risveglio dell\u2019energia e tutti questi piccoli fenomeni sono delle espressioni della coscienza a livello del corpo e della mente. Il piano dei fenomeni non pu\u00f2 raggiungere la coscienza, ma pu\u00f2 essere illuminato attraverso di lei: voi realizzate che il vostro corpo e la vostra mente non vivono all\u2019altezza della vostra comprensione e delle vostre convinzioni. Realizzate a qual punto l\u2019aggressivit\u00e0, la paura e il desiderio riempiono di strategie tutta la struttura del corpo e della mente. Allora, permettete consciamente al vostro corpo mentale di riflettere questa intuizione, e ci\u00f2 vuol dire apertura, scoperta dello spazio interno. Ancora una volta, l\u2019aspetto tecnico non \u00e8 l\u00ec per creare questa apertura, \u00e8 impossibile; questo fa parte della via progressiva. Si tratta di realizzare che non siamo aperti. Sentite fino a che punto il vostro corpo \u00e8 teso e tacete. In questo silenzio, le tensioni corporee si svelano e si riferiscono al silenzio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vi rendete conto di quanto la vostra mente viva in un atteggiamento volitivo, di quanto viva nelle paure e nelle strategie. Senza giudicare, senza commentare, tacete. Nessuno richiede di amare o no questo, n\u00e9 di pensare che dovreste essere diverso. Vivete con il fatto. Vivo nell\u2019arroganza, nella pretesa, tutto ha il suo posto in me, chiaramente. Non provo ad essere diverso domani. Vivo con le mie limitazioni. In questo stesso momento, quando si \u00e8 chiaramente aperti al fatto, la limitazione si va lentamente dissolvendo nella apertura.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non ci si pu\u00f2 dirigere deliberatamente verso uno stato di apertura; non si pu\u00f2 che constatare che questo stato \u00e8 bloccato. Permettere dunque al vostro corpo mentale di diventare pi\u00f9 aperto a questa convinzione, che non potete raggiungere niente e che state per morire completamente stupidi. Forse morirete tra un istante, allora non avete il tempo di raggiungere o di compiere una qualunque cosa. Nella <em>sadhana <\/em>vivete con la sensazione che morirete tra un minuto. \u00a0Non c\u2019\u00e8 perci\u00f2 nessuna strategia; l\u2019attivit\u00e0 \u00e8 compiuta per la stessa gioia di compierla.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Se vi si dice che morirete tra due minuti, che fate? Non fate niente. Non chiamate nessuno, non pensate a niente, non fate che gioire completamente della vista, della sensazione, dell\u2019odorato, dell\u2019udito. E\u2019 l\u2019ultimo secondo della vostra vita; siete in questa bellezza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E\u2019 in questo spirito che si compie la <em>sadhana<\/em>. Vi sedete con la gioia di sedervi, praticate lo <em>yoga<\/em> per la gioia dello <em>yoga<\/em>, cantate per la gioia di cantare. Non c\u2019\u00e8 tempo, la vita \u00e8 troppo bella e passa troppo in fretta, per aver il tempo di compiere qualsiasi cosa. La pi\u00f9 piccola intenzione (come fare <em>yoga <\/em>perch\u00e9 domani starete meglio)<em> <\/em>non funzioner\u00e0, morirete prima che vada meglio. Non si pu\u00f2 fare che adesso. Andate al <em>satsang<\/em> perch\u00e9 attira ora. Vi date allo <em>yoga<\/em> perch\u00e9 la grazia vi tocca. Praticate il tiro con l\u2019arco, cantate, ma mai con l\u2019intenzione di arrivare a qualcosa. Tutto si compie per la sua propria bellezza. La vostra vita diventa la vostra <em>sadhana<\/em>. Non c\u2019\u00e8 niente nelle situazioni; esse hanno la loro propria bellezza, quando non domandiamo loro altro che quello che sono. Vivete in modo funzionale, senza scopo, senza intenzione. E\u2019 il messaggio della <em>Gita<\/em>, quando <em>Krishna<\/em> domanda a <em>Arjuna<\/em> di fare il suo dovere e di non ascoltare le sue pretese e le sue avversioni. Combattere i suoi parenti e i suoi maestri sul campo di battaglia di <em>Kurukshetra<\/em> non ha nessun significato particolare. Allora <em>Arjuna <\/em>lo fa perch\u00e9 deve essere fatto. Non c\u2019\u00e8 alcun futuro, alcuna intenzione; agisce in modo funzionale, molto semplicemente. Ecco cos\u2019\u00e8 la <em>sadhana<\/em> dal punto di vista della Tradizione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Sembra che una tale grazia cada spesso su persone che non l\u2019hanno mai cercata attivamente. Ci sono persone pi\u00f9 qualificate di altre per ricevere la grazia o cade a caso sulle povere persone che non sono diffidenti?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Se sembra cadere a caso sulle persone, \u00e8 perch\u00e9 non osserviamo bene. Le persone che vivono nella grazia, quelli che si chiamano maestri (poco importa quello che si vuol dire come questa parola) pu\u00f2 sembrare che abbiano vissuto una vita molto semplice, ma penso che sia la loro umilt\u00e0, o la nostra mancanza di chiarezza che ce li fa vedere cos\u00ec. E\u2019 anche la nostra mancanza di chiarezza che ce li fa vedere cos\u00ec.\u00a0 E\u2019 anche la nostra mancanza di chiarezza che fa si che non vediamo la leggerezza delle persone che, secondo le nostre fantasie, sembrano qualificate per la grazia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quelli che fanno grossi sforzi nella loro <em>sadhana<\/em> non vivono che in un divenire. Non fanno che vivere nella tensione, nella sete di divenire qualcosa, di diventare liberi. Nel desiderio, non c\u2019\u00e8 posto per altro. Desiderare di essere libero, essere ricco, essere bello, possedere un\u2019auto rossa, \u00e8 esattamente la stessa cosa. Le poche persone che hanno avuto l\u2019audacia di descrivere la discesa della grazia hanno tutte detto che in quel momento erano semplicemente silenziose e tranquille. Jean Klein guardava degli uccelli sulla Marina Drive, a Bombay. Virgil s\u2019\u00e8 reso conto che non aveva nessuna urgenza di fare qualunque cosa. La grazia tocca unicamente nei momenti di non-sapere, di non-pretesa. Non pu\u00f2 mai toccare in un momento d\u2019aspettativa, d\u2019attesa, in un momento dinamico. Chiunque avanzi verso la grazia, non pu\u00f2 che incontrare i suoi propri limiti. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Per quelli che hanno l\u2019umilt\u00e0 di sentire quanto sono indegni di ricevere la grazia (perch\u00e9 vivono solo nella pretesa) e che realizzano la loro incapacit\u00e0 di fermare il dinamismo, questa visione chiara \u00e8 in s\u00e9 la grazia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non arriva niente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quando credo che, perch\u00e9 praticolo <em>yoga<\/em>, perch\u00e9 medito, perch\u00e9 faccio questo o quello, dovrei ricevere la grazia, non faccio che vivere nella mia pretesa. Certo, in un senso molto profondo, tutto \u00e8 la grazia: cercare la grazia e cercare il denaro sono sottesi dalla grazia. Non dobbiamo cambiare le nostre vite: se si desidera praticare lo <em>yoga<\/em>; se si desidera guadagnare del denaro, si dovr\u00e0 andare avanti. Osserviamo semplicemente che le nostre motivazioni derivano dalla nostra propria mancanza di chiarezza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A un certo momento, non si domanda pi\u00f9 niente all\u2019attivit\u00e0. Si compie da sola. La grazia non \u00e8 altro che questa evidenza. Non consiste nel vedere un elefante bianco o nel contemplare la figura di <em>Vishnu<\/em>; consiste nel vedere le nostre pretese. Non si pu\u00f2 essere altro che questo. E\u2019 la visione ultima. Voler vedere Dio \u00e8 un fantasia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Ma allora qual \u00e8 il valore degli sforzi? C\u2019\u00e8 una differenza tra passare il tempo con gli amici e guardare la televisione ed essere <em>sattvici<\/em>, vivere in un contesto molto puro e leggere le scritture? Questo fa una differenza in pi\u00f9 dei conti?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Solo per chi proietta. Tutti i valori sono i nostro valori. Maharaj viveva in un contesto molto <em>tamasico<\/em>, mangiava carne\u00a0 e beveva in libert\u00e0. Certi vivono negli <em>ashram<\/em> e sono molto puri, ma vivono nella paura e nell\u2019attesa. Allora, le cose non hanno alcun valore. Per il vicino di un musicista, suonare il piano cinque ore al giorno \u00e8 uno sforzo, ma per il musicista non lo \u00e8 affatto. Se lo \u00e8, non \u00e8 un musicista.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chi pratica lo <em>yoga <\/em>e sa di praticare lo <em>yoga<\/em>, non fa <em>yoga<\/em>. Lo <em>yoga<\/em> non lascia nessun posto al sapere, non \u00e8 che un sentire. Se vedete che fate uno sforzo per meditare, allora questo non ha senso. A un certo momento, lo sforzo \u00e8 guardare la televisione, non meditare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le cose vengono naturalmente. Certi cibi vi attirano pi\u00f9 di altri, certi amici vi attirano pi\u00f9 di altri, certe musiche pi\u00f9 di altre, certi spazi pi\u00f9 che altri. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Tutto questo \u00e8 del tutto funzionale e nessuna preferenza \u00e8 superiore ad un\u2019altra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per tante persone, il campo di battaglia \u00e8 il luogo della grazia; \u00e8 la che realizziamo la loro paura e di quale stoffa sono davvero fatti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per altri, \u00e8 quello dove meditano. Ma il luogo della grazia \u00e8 quello della non-volizione, della non-pretesa. Quando pretendiamo di fare degli sforzi, quando pretendiamo di essere gli autori dell\u2019azione, non c\u2019\u00e8 posto alcuno per la grazia. Convinto che non c\u2019\u00e8 autore dell\u2019azione, mi ricordo di praticare lo <em>yoga<\/em> o no. Mi accontento di assistere a quello. Se faccio <em>yoga<\/em> faccio <em>yoga<\/em>; se non lo faccio, non lo faccio. Come posso cambiare la mia vita? Non posso cambiare nulla. Osservo che sono chiamato\u00a0 vivere sull\u2019Himalaya, a vivere in un albergo, in un dancing. Pensare che \u00e8 meglio l\u2019uno piuttosto che l\u2019altro, non ha assolutamente alcun senso. Non sono che stili di vita diversi. Abbiamo bisogno tutti di incontri differenti per arrivare alla maturit\u00e0. Per questo, certi hanno bisogno di meditare, mentre altri hanno bisogno di darsi alla droga o di andare in guerra. Le nostre pretese di essere gli autori delle azioni, ci chiudono ad ogni grazia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non c\u2019\u00e8 nessun autore dell\u2019azione tranne il Signore stesso. Quando vedo questo, io non sono niente; non c\u2019\u00e8 che il Signore. Allora si pu\u00f2 dire che c\u2019\u00e8 l\u2019intuizione della grazia. Pretendere che dovrei essere altrove che in un campo di concentramento, mostra un commento, un giudizio. Per Jaques Lusseyrand, Buchenwald fu la grazia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Vedo che tutte le domande che si possono fare si possono ridurre a una sola. In tutte le domande, l\u2019idea del desiderio di fare qualcosa, ritorna;cosa ne pensate?<\/strong><\/p>\n<p><strong>R: Certamente! Sono passato di l\u00ec con il mio insegnante; aveva risposto a tutte le mie domande. Non c\u2019erano pi\u00f9 domande, ma questo movimento di energia sorgeva ancora per farmi domandare, anche se sapevo che non potevano esserci risposte. Infatti, gli domandavo di farmi tacere, era chiarissimo. La sola risposta era tacere. Ma questo non pu\u00f2 succedere con la volont\u00e0, solo con la maturit\u00e0. Vedo chiaramente che non posso comprendere al di l\u00e0 del mio livello di comprensione, che pensare viene solo dalla pretesa d\u2019essere capace di pensare e d\u2019essere capace di comprendere con il pensiero.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quando si vive costantemente con la comprensione che il pensiero non pu\u00f2 condurre a ci\u00f2 che \u00e8 al di l\u00e0 del pensiero, che il sentire non pu\u00f2 condurre al di l\u00e0 del sentire, rimane ci\u00f2 che Maitre Eckart ha descritto come l\u2019umilt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E\u2019 lo spazio in cui lo stesso Dio deve essere il luogo e l\u2019agente di ci\u00f2 che \u00e8. Ma finch\u00e9 lo voglio, non lo posso avere\u2026 perch\u00e9 pretendo di non averlo. Quando domando a un maestro che fare, pretendo che questo non sia fatto. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Questa pretesa mi tiene lontano dalla mia autenticit\u00e0, dalla mia risonanza, che \u00e8 ci\u00f2 che sono.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Si dovrebbe vivere ancora e ancora in questa risonanza, si dovrebbe sentirla e formularla in modi diversi, finch\u00e9 essa\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 sia evidente come tale e cessi il desiderio di domandare. Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 niente da domandare. Quando non domandate, l\u2019energia non si disperde verso fuori e essa si pu\u00f2 svegliare in un silenzio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma \u00e8 importante realizzare che ogni domanda ritorna in fondo a una: \u201ccosa posso fare?\u201d e la risposta e che non c\u2019\u00e8 niente che si possa fare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Si deve vivere dunque in questa evidenza,\u00a0 la chiarezza verr\u00e0 sotto forma di umilt\u00e0. Io non posso vincere, allora smetto di lottare. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Fintanto che ho la pi\u00f9 piccola idea che se facessi questo potrei vincere, se andassi laggi\u00f9 succederebbe questo, se non vivessi cos\u00ec, se non facessi cos\u00ec ecc., succederebbe questo, nego la mia autenticit\u00e0, nego ci\u00f2 che \u00e8 adesso. Vivo secondo questa autenticit\u00e0. L\u2019impulso di domandare, che \u00e8 alla radice di ogni attivit\u00e0 nella vita, pu\u00f2 solo essere quello che \u00e8: un riflesso della verit\u00e0. Ecco perch\u00e9 la domanda \u00e8 una espressione della risposta: essa viene dalla sua origine.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9narie n.59 \u00a0 D: Dopo aver fatto l\u2019esperienza di un certo silenzio, l\u2019essere umano vorrebbe rimanere stabile nello stato di lucidit\u00e0, ma osserva che non \u00e8 possibile. Per questo si mette a leggere le scritture, a incontrare i saggi. 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