{"id":1655,"date":"2010-12-13T21:11:18","date_gmt":"2010-12-13T21:11:18","guid":{"rendered":"http:\/\/pro.ovh.net\/~emillena\/it\/?p=1655"},"modified":"2016-04-03T23:04:38","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:38","slug":"pascal-e-teilhard-di-paul-chouchard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/pascal-e-teilhard-di-paul-chouchard\/","title":{"rendered":"Pascal e Teilhard di Paul Chouchard"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 facile opporre questi due grandi studiosi francesi. Fisico e matematico contro paleontologo, pessimista contro ottimista, apostolo di fronte alle insufficienze della scienza, dell\u2019ordine dei corpi e anche delle menti, dei soli valori veri che sono dell\u2019ordine della carit\u00e0\u00a0 contro profeti dei valori spirituali della materia, che ci scopre \u201cun universo pieno d\u2019amore nella sua evoluzione\u201d,ecc.<br \/>\nNonostante l\u2019esattezza di una tale descrizione, si minimizza la profonda affinit\u00e0 dei due geni francesi, una parentela che certe divergenze nascondono. Pascal, Teilhard. Cosa sono se non due scienziati appassionati di scienza, due credenti cristiani, di pi\u00f9, due mistici.<\/p>\n<p>Pienamente immersi nell\u2019ambiente scientifico del loro tempo: inizio dell\u2019ateismo scientifico dell\u2019era galileiana coi libertini, apparente trionfo di quell\u2019ateismo razionalista o marxista con il 20\u00b0 secolo e il preludio della conquista del cosmo.<\/p>\n<p>Avendo compreso tanto l\u2019uno che l\u2019altro che \u00e8 ridicolo opporre la scienza a Dio, appartenendo\u00a0 simultaneamente e pienamente ai due mondi ostili della scienza e del cristianesimo, hanno la stessa cura di impedire che la scienza serva ai nemici della religione. Bisogna mostrare ai credenti di non lasciarsi incantare dalle novit\u00e0 della scienza fino a dimenticare l\u2019essenziale, la loro anima e Dio. L\u2019essenziale in Pascal come in Teilhard, se non ci si attiene all\u2019opera strettamente scientifica, \u00e8 una apologetica. Ma non si tratta di un\u2019apologetica tradizionale o di una filosofia; un teologo enumera freddamente le prove razionali. L\u2019apologetica di Pascal e di Teilhard \u00e8 una visione, una testimonianza vissuta. Non ci mettono in equazione\u00a0 il Dio dei\u00a0 filosofi\u00a0 e dei sapienti, loro vogliono metterci davanti una Presenza, un amore, il Dio di Ges\u00f9 Cristo. Tutti e due hanno incontrato una Persona e soffrono di vederci distratti da tutti quei divertimenti mondani che non sono l\u2019unico essenziale.<\/p>\n<p>Cosa importa che per l\u2019uno sia la improvvisa e folgorante illuminazione di una notte di fuoco , mentre per l\u2019altro sia la tristezza\u00a0 di un giovanetto davanti al ferro che arrugginisce a condurlo attraverso la vocazione sacerdotale a contatto diretto con quell\u2019Assoluto d\u2019amore nella presenza eucaristica che illumina le lacerazioni sanguinanti di Verdun e lo fa cantare \u201c il Cristo nella materia\u201d e \u201cl\u2019Inno alla materia\u201d e qualche anno dopo \u201cla Messa sul mondo\u201d del deserto della Manciuria. Quello cui sono sensibili i due scienziati non \u00e8 una vaga armonia panteista,, inesistente anima del mondo, \u00e8 al vero Dio personale e d\u2019amore. Cuore, amore, fuoco , quelle parole care ai mistici per esprimere l\u2019inesprimibile, si ritrovano nella loro pelle. Ma, come gli autentici mistici, quell\u2019incontro con Dio, non li fa dimenticare la terra.<\/p>\n<p>Si \u00e8 fatta giustizia di un Pascal che abbandona la scienza per chiudersi nel misticismo, cosiddetto rifugio di un malato. Mai Pascal smette di interessarsi della scienza e se consacr\u00f2 le sue ultime forze alla sua fede, non \u00e8 per scrivere un testo di spiritualit\u00e0, ma le sue riflessioni di sapiente cristiano che ama la scienza e non vuole che essa snaturi l\u2019uomo. Il cuore di Pascal \u00e8 la dimensione completa dell\u2019uomo che non esclude per nulla la ragione: ci dice che \u00e8 col cuore che si osserva la bellezza dei numeri e dei teoremi. Al razionalista orgoglioso e supponente, cos\u00ec fiero del suo sapere\u00a0 di cui ignora i limiti, non conviene ricordargli che a volte il buon senso ne sa pi\u00f9 della ragione? Cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 stupefacente di vedere uno scienziato ateo\u00a0 che si entusiasma per le propriet\u00e0 spirituali della materia e rifiuta logicamente di attaccarsi alla loro origine metafisica!<br \/>\nNessuno al contrario nega che Teilhard sia prima di tutto scienziato e per\u00f2, anche lui, ci rivela che il passato di cui \u00e8 specialista come paleontologo non lo interessa che perch\u00e9 gli permette di\u00a0 prevedere l\u2019avvenire. D\u2019accordo con San Paolo, ci dice il suo disgusto per tutto quel brulichio superficiale della materia, del multiplo, che \u00e8 precisamente l\u2019oggetto della scienza. Un disgusto limitato, \u00e8 vero, poich\u00e9 lo studio di quel superficiale gli \u00e8 necessario come via di accesso alle realt\u00e0 profonde.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, abbiamo in Pascal e Teilhard due scienziati credenti, che distinguono ci\u00f2 che \u00e8 della scienza e che \u00e8 della fede, respingono le conclusioni concordatarie, rifiutano di separare la loro vita in due, quella rottura che confessava cos\u00ec dolorosamente Pasteur. Nessun fideismo,\u00a0 vago sentimentalismo religioso che cade facilmente sotto la critica materialista. Essi hanno incontrato il vero Dio e vivono della fede dogmatica cattolica, ma hanno saputo vedere che la concezione scientifica e la concezione religiosa si accordano perfettamente, che la fede \u00e8 una posizione pi\u00f9 logica per uno scienziato che l\u2019ateismo.<\/p>\n<p>Pessimista, il giansenista, il malato Pascal: pu\u00f2 veramente essere pessimista quando ha trovato la sorgente della pace? Ma come essere pienamente ottimista davanti alle sofferenze degli uomini, che sono il frutto sia della loro ignoranza che dei loro peccati. Come non soffrire quando non si pu\u00f2 comunicare il segreto d\u2019armonia di cui si vive tra scienza e fede? Ges\u00f9 \u00e8 morto per noi e i libertini l\u2019ignorano, mentre giansenisti e gesuiti si odiano tra loro. Ottimista Teilhard de Chardin? Scienziato realista, conosceva tutte le disarmonie del mondo, anche se le spiegava con la loro maturazione. Avrebbe accettato l\u2019assurdo sartriano, se non avesse avuto la certezza di Dio. Profeta della societ\u00e0 ideale, la noosfera , che proponeva al nostro libero sforzo, non ne parlava, perch\u00e9 temeva la sconfitta dell\u2019uomo. Non lavorava a unire scienza e cattolicesimo, perch\u00e9 temeva il suicidio di un\u2019umanit\u00e0 atea che perde il gusto di vivere. E soprattutto , lui che aveva la vocazione di unire quei due mondi ostili del materialismo scientifico e della Chiesa, come non avrebbe atrocemente sofferto di non arrivarci, di non riuscire a convincere di ci\u00f2 di cui viveva. I suoi migliori amici condividevano le sue vedute sull\u2019avvenire terrestre dell\u2019uomo che persisteva\u00a0 nell\u2019ateismo e l\u2019antidogmatismo; quanto alla Chiesa sembrava soprattutto sensibile al pericolo delle sue prospettive per la fede tradizionale. L\u2019ottimismo di Teilhard, nato tra\u00a0 le lacerazioni di Verdun, \u00e8 la speranza cristiana che, davanti alla croce, \u00e8 sicura della resurrezione. Il giovane gesuita sa gi\u00e0 che quell\u2019opera dell\u2019umanesimo scientifico cristiano che gli \u00e8 cara e che gli appare necessaria al mondo e alla Chiesa non potr\u00e0 passare nel suo vivo che nella clandestinit\u00e0.<br \/>\nPascal, Teilhard. Due testimoni del Cristo che sono stati nella Chiesa due arditi militanti che non sono stati sempre compresi e ali quali la posterit\u00e0 rende giustizia.<\/p>\n<p>Non si ritrovano ugualmente per il loro valore letterario, ma anche perch\u00e9 si pu\u00f2 esitare a dar loro l\u2019appellativo restrittivo di filosofi. Pascal appartiene\u00a0 al tesoro del classicismo, Teilhard non ci entra, lui che si \u00e8 qualificato, per il suo stile ammirevole, poeta, il che \u00e8 un ammirevole modo di negare il valore intellettuale dei suoi scritti.<\/p>\n<p>E per\u00f2, dopo aver mostrato che sono opposti, non\u00a0 cadiamo nell\u2019errore di considerarli troppo simili. Ci sono due famiglie di spiritualisti, quelli che trovano lo spirito nell\u2019immanente della materia e quelli che credono necessario preservare la purezza dello spirito separandosene. Qui ancora non dobbiamo essere troppo schematici. Cartesio che separa l\u2019anima dal corpo fino a darle un organo di inserzione, la ghiandola pineale e che \u00e8 caduto nell\u2019errore degli animali- macchine, ha, d\u2019altra parte, abbracciato la posizione pi\u00f9 giusta di una semplice distinzione del materiale e dello spirituale senza localizzazione dell\u2019anima. Il suo \u201c trattato delle passioni\u201d l\u2019obbliga a pi\u00f9 realismo psicosomatico, posizione abbastanza incompatibile\u00a0 con la pura spiritualit\u00e0\u00a0 del \u201c cogito\u201d. Al contrario Tommaso\u00a0 d\u2019Aquino che si era abbandonato\u00a0 al realismo unitario di Aristotele, ha saputo dare alla sua anima incarnata nell\u2019unit\u00e0\u00a0 del composto le varie dimensioni richieste dallo spiritualismo.<\/p>\n<p>Gli scienziati cristiani si dividono in due famiglie. Non ci si meraviglia se Pascal, fisico del17\u00b0 secolo, specialista di un ambito scientifico lontano dallo spirito sia pi\u00f9 sensibile alle separazioni dei diversi ordini che alla loro unit\u00e0. Testimonia che c\u2019\u00e8, al di fuori della scienza, un altro ambito e che non bisogna che la\u00a0 scienza ci renda ciechi. , ci impedisca di accedervi. Nella sua fisica e nella sua matematica niente\u00a0 gli parla d\u2019amore e di Ges\u00f9 Cristo se niente vi si oppone.<\/p>\n<p>Tutto al contrario, il biologo del 20\u00b0 secolo che definisce l\u2019uomo la gemma di un\u2019evoluzione di complessit\u00e0 che, essendo crescita del cervello, \u00e8 per questo stesso fatto progresso di pensiero, di coscienza, di libert\u00e0, di personalizzazione, non saprebbe separare la materia dallo spirito. Rifiutando la posizione di Cartesio professa con Tommaso d \u2018Aquino l&#8217;unit\u00e0 umana e l&#8217;analogia dei diversi livelli d&#8217;organizzazione della materia inanimata negli animali e nell&#8217;uomo. Conoscendo il Dio amore come cristiano e meditando contemporaneamente come scienziato, che crede all\u2019evoluzione, non pu\u00f2 ignorare la perfetta unit\u00e0 dei punti di vista di scienza e di fede. Non ci sono due ambiti, quello della materia e quello dello spirito, ci sono due modi di approccio degli stessi esseri, la fenomenologia scientifica materiale che \u00e8 conoscenza del grado di organizzazione degli esseri e la metafisica.<\/p>\n<p>Per Pascal l\u2019amore non \u00e8 per niente del mondo perch\u00e9 lo spirito dell\u2019uomo non \u00e8 del mondo e l\u2019immensit\u00e0 degli spazi infiniti\u00a0 lo angoscia. Per Teilhard l\u2019uomo, persona e amore che \u00e8 la gemma della creazione evolutiva, basta questo a postulare un Dio creatore personale e amore, tutti gli esseri avendo un grado crescente di organizzazione , dall\u2019inanimato all\u2019uomo. L\u00e0 dove san Tommaso parla di informazione, Teilahrd parla di amorizzazione. E\u2019 lo stesso segreto d\u2019amore che si esprime sempre pi\u00f9 tra gli atomi, le cellule e gli uomini. L\u2019angosciante universo\u00a0 delle galassie \u00e8 un universo adorabile, perch\u00e9 \u00e8 pieno d\u2019amore; il Cristo, che \u00e8 venuto un giorno a inserirsi con l\u2019incarnazione, il Cristo uomo- Dio, diventa il Cristo dinamico dell\u2019evoluzione, il Cristo universale che ci attira al punto omega, fine della storia. L\u2019inserzione storica e naturale del divino sotto la dogmatica cattolica nell\u2019aspetto scientifico della storia cosmica \u00e8 un\u2019ulteriore prova della verit\u00e0 pi\u00f9 completa del cattolicesimo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec quella apologetica che voleva Pascal, Teilhard, grazie ai progressi della biologia ha potuto realizzarla meglio. Anche lui sa che il soprannaturale \u00e8 di un ordine tutto diverso, ma questo altro ordine pu\u00f2 mostrarlo immanente all\u2019ordine di qui, che \u00e8 una crescita d\u2019amore\u00a0 verso e attraverso il Dio d\u2019amore. Invece di dire solo: c\u2019\u00e8 altro oltre la scienza, pu\u00f2 mostrarci che la scienza stessa postula quell\u2019altra cosa, che \u00e8 totalmente impotente a vedere nella sua totale dimensione.<\/p>\n<p>La differenza tra Pascal e Teilhard non \u00e8 n\u00e9 solo una differenza d\u2019epoca, n\u00e9 una competenza scientifica differente, essa \u00e8 soprattutto in quella differenza essenziale di prospettiva che ha permesso\u00a0 la conoscenza dell\u2019evoluzione biologica. Pascal era in un cosmo fisso dove il fenomeno umano appariva estraneo. Al contrario Teilhard\u00a0 ci presenta la visione moderna di un universo in cosmogenesi culminante nel fenomeno umano, un terzo polo, quello della complessit\u00e0, a lato dello infinitamente grande e dello infinitamente piccolo. Che importa l\u2019esistenza eventuale di altre vie, di altre umanit\u00e0 extraterrestri che bisogner\u00e0 integrare nella concezione; ci\u00f2 che \u00e8 importante per noi \u00e8 sapere che il mondo ha un senso. Tutto si trasforma non per caso , ma in modo significativo, orientato, qualsiasi siano i meccanismi e anche se caso e selezione vi giocano un ruolo.<\/p>\n<p>La visione pascaliana \u00e8 un confronto tra l\u2019uomo e Dio dove la storia e il sociale\u00a0 non hanno un gran posto, dove la salvezza individuale non concerne l\u2019avvenire del mondo, con il cosmo inerte, testimone indifferente della nostra vita.\u00a0 AL contrario la cosmogenesi teilhardiana fa constatare il cambiamento evolutivo: l\u2019universo \u00e8 nelle nostre mani, siamo responsabili della creazione. E\u2019 perci\u00f2 impossibile separare la salvezza individuale dalla costruzione dell\u2019umanit\u00e0, l\u2019edificazione di una citt\u00e0 terrestre, infrastruttura della citt\u00e0 di Dio. Noi ci salviamo, ossia ci spiritualizziamo, spiritualizzando il mondo e dipende dal nostro sforzo, qualunque sia la nostra opera, che, glorificata alla fine dei tempi, passi su di un altro piano dell\u2019essere o al contrario, avendo perduto\u00a0 la glorificazione sia una distruzione apocalittica .\u00a0 Miseria e grandezza dell\u2019uomo, sia per Pascal che per Teilhard; ma nella visione teilhardiana l\u2019importanza e la responsabilit\u00e0 del \u201ccalamo pensante\u201d,\u00a0 appare molto pi\u00f9 grande, poich\u00e9 non si tratta pi\u00f9 di lui, ma del mondo, questo mondo dove \u00e8 venuto a vivere, soffrire, morire e resuscitare Ges\u00f9 per salvarci.<\/p>\n<p>( a cura di L.S.)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 facile opporre questi due grandi studiosi francesi. 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