{"id":167,"date":"2010-09-06T08:24:54","date_gmt":"2010-09-06T08:24:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=167"},"modified":"2016-04-03T23:06:34","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:34","slug":"non-si-puo-essere-liberi-domani-di-eric-baret","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/non-si-puo-essere-liberi-domani-di-eric-baret\/","title":{"rendered":"Non si pu\u00f2 essere liberi domani di Eric Baret"},"content":{"rendered":"<p><strong>3\u00e8me Mill\u00e9narie n. 51<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>E.B: Un incontro non \u00e8 che un gioco. Giocare \u00e8 essenziale. Per divertirsi. Bisogna essere dei bambini, cio\u00e8 liberi dalla storia, dalla pretesa di sapere qualcosa, di essere qualcosa o di diventare qualcosa. Non ho nessuna risposta, non sono una biblioteca. Giocare potrebbe essere ascoltare se stesso. Se una sensazione, un\u2019emozione, un pensiero sorgono, esprimerlo. Io faccio lo stesso, la natura delle cose \u00e8 un movimento, sonorit\u00e0. Essere libero da ogni sapere; se no non si gioca, si lavora. E\u2019 troppo tardi per lavorare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Ma se non si sa giocare, forse apprendere a giocare \u00e8 un lavoro?<\/strong><\/p>\n<p><strong>E.B.: Tutti sappiamo giocare, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 che quello. Voi non credete veramente alle vostre storie, al vostro passato, al vostro futuro. Nel vostro ascolto, non potete credere ai vostri parenti che vi hanno detto che siete nati alla tale data, alla societ\u00e0 che vi dice che morirete nei prossimi quaranta anni, non potete credere al vostro conto in banca.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Si pu\u00f2 affermare di prendersi per il proprio conto in banca, per la propria vitalit\u00e0, per la propria intelligenza, per la propria forza. Ma profondamente, non si crede a questo. E\u2019 per questo che, ogni sera, abbandonate tutte queste credenze e vi lasciate andare al sonno profondo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E\u2019 la vera gioia della giornata. Se ci credeste davvero, non potreste dormire, non potreste morire ogni sera. La storia di essere qualcosa sorge ed \u00e8 meraviglioso che sia cos\u00ec: sorge perch\u00e9 se ne ha bisogno. Quando avete paura, quando desiderate, \u00e8 la vostra porta sulla libert\u00e0, \u00e8 la vostra porta sul non essere niente. Per cattiva abitudine, si respingono queste porte e ci si dice: \u201cDevo liberarmi dalla paura, dall\u2019inquetitudine, diventare libero, saggio. Devo diventare\u2026 domani\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ecco la grande miseria, volere diventare, volere essere libero: quando non avr\u00f2 pi\u00f9 paura, quando non sar\u00f2 pi\u00f9 come questo, come quello. E\u2019 sofferenza. Ma anche questa pretesa, voi la lasciate ogni sera. A un certo momento, si scopre il meccanismo. Finch\u00e9 pretendete, soffrite. Quando non pretendete niente, c\u2019\u00e8 tranquillit\u00e0. La tranquillit\u00e0 \u00e8 sempre adesso, non dipende da niente. Non avete bisogno di diventare, di imparare, di studiare, di purificarvi; avete bisogno di fermarvi di pretendere di essere qualsiasi cosa. E\u2019 quello che fa un bambino! L\u2019oggetto si presenta, il bambino \u00e8 l\u00e0. L\u2019oggetto lo lascia, \u00e8 su un altro oggetto. A un certo momento, si vede quanto il rinvio fa soffrire. Volete essere libero domani, volete trasformarvi, calmarvi, fare <em>Yoga<\/em>, andare in India, in Cina, diventare buddista, diventare\u2026 E\u2019 difficile dormire quando si vuole diventare. Prima o poi, capite che non c\u2019\u00e8 niente da diventare. Qualcosa, o piuttosto niente, succede, \u00e8 il diventare che passa. Non si pu\u00f2 cercare di essere come un bambino: questa \u00e8 una tendenza da adulto! Volere comprendere un bambino! Non c\u2019\u00e8 niente da capire!&#8230; C\u2019\u00e8 solamente ascolto, senza avere la pretesa d\u2019essere qualcos\u2019altro, d\u2019essere separato da ci\u00f2 che si sente. Voi ascoltate. Il vostro vicino spacca la testa di sua moglie contro un muro, voi ascoltate il rumore della testa che si spacca, ascoltate la vostra reazione, la vostra indignazione, trovate questo molto violento e avete voglia di spaccare la sua testa contro il muro, perch\u00e9 la violenza \u00e8 inammissibile. Vi rendete conto che siete violento come lui ed \u00e8 per questo che non sopportate la sua violenza. Basta ascoltare, come un bambino. E\u2019 gratuito, non dovete andare a dei seminari per impararlo. Nessun libro ve lo pu\u00f2 insegnare: \u00e8 il vicino, quando spacca la testa di sua moglie che ve lo insegna, perch\u00e9 \u00e8 la vostra realt\u00e0 del momento. E\u2019 quello che dovete ascoltare, perch\u00e9, \u00e8 quello che succede; questo non impedisce l\u2019azione, sicuramente!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quando c\u2019\u00e8 ansia, \u00e8 questo l\u2019oggetto di meditazione. Quando c\u2019\u00e8 gelosia \u00e8 questa l\u2019<em>Istha Devata<\/em>. Non avete bisogno d\u2019andare in India, questo \u00e8 sempre con voi. E\u2019 gratuito, non vi porta niente: non diventate liberi, non diventate saggi, non diventate niente. C\u2019\u00e8 unicamente tranquillit\u00e0. Non \u00e8 la vostra, non \u00e8 nella vostra tasca. Giocare \u00e8 nell\u2019istante. Domani, la paura viene di nuovo: voi dite grazie, perch\u00e9 non \u00e8 altro da voi stessi. Questa paura \u00e8 di nuovo il vostro ascolto, la vostra verit\u00e0, d\u2019istante in istante. Non si pu\u00f2 essere liberi per sempre, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 che l\u2019istante. Ed \u00e8 un gioco senza partecipante. Non c\u2019\u00e8 che il gioco, nessuno gioca.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Non ho domande, ma vorrei proprio vivere pi\u00f9 intensamente. Quando avete cominciato a parlare, ho sentito una tranquillit\u00e0 che si installava. Ma avete parlato dell\u2019infanzia e della intuizione del bambino a diverse riprese. Pi\u00f9 il discorso continua meno mi sento bene quando vi sento parlare, perch\u00e9 l\u2019intuizione del bambino non l\u2019ho conosciuta. L\u2019ho conosciuta in modo molto furtivo, ed \u00e8 ora che la scopro. Parlare del bambino per me \u00e8 difficile. Ho l\u2019impressione di fare il cammino inverso, di non aver conosciuto l\u2019infanzia senza pensieri e di conoscere ora cos\u2019\u00e8 l\u2019infanzia. Questo mi spiace molto. Pi\u00f9 vi sento, pi\u00f9 sento la collera, perch\u00e9 le cose non sono arrivate nel momento in cui bisognava che ci fossero.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E.B: La collera \u00e8 quello che c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 vivo in voi, d\u2019essenziale. Qui ed ora. Ascoltate, la sentite, siete libero. Ritornare all\u2019infanzia \u00e8 un concetto. L\u2019infanzia \u00e8 ora; lasciate che la vostra storia abbia avuto un\u2019infanzia. Se provate a evitare questa collera, perch\u00e9 vi impedisce cos\u00ec di fare qualsiasi cosa, \u00e8 un rimandare. Datevi a ci\u00f2 che sentite adesso, che \u00e8 ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 prezioso in voi. Come lo sapete? Lo sentite adesso. Non c\u2019\u00e8 che l\u2019essenziale che appare. Lasciate che questo vi riempia. Ecco la tranquillit\u00e0. Non potete liberarvi domani, n\u00e9 tra un secondo. Non avete nient\u2019altro da fare. Voi sentite. E\u2019 questa l\u2019infanzia, non cercatela nel passato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sentire vuol dire amare, dire si. La persona non pu\u00f2 che dire no. Quando amate, quando vi amate, amate tutto. L\u00ec non pu\u00f2 esserci collera. La collera \u00e8 una vecchia storia che vuol far credere che c\u2019\u00e8 stato qualcosa di falso nella vostra vita. La buona notizia \u00e8 che non c\u2019\u00e8 mai stato niente di falso nella vostra vita. La vostra vita \u00e8 perfetta. Quello che \u00e8 successo quando eravate giovane, era perfetto. Perch\u00e9 tutto \u00e8 perfetto quando non ci sono storie, che le cose dovrebbero essere in altro modo, che Dio ha fatto un piccolo errore nella vostra vita e che bisogna provare a correggerlo. No. Tutto quello che \u00e8 capitato, vi porta a essere completamente libero nell\u2019istante. Non c\u2019\u00e8 niente da rettificare; non si pu\u00f2 avere senso di colpa, rimorso. Tutto era perfettamente giusto, tranne nella vostra storia, che la vita dovrebbe essere questo o quello. Si tratta di essere completamente qui.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questa sera avete sentito tranquillit\u00e0 perch\u00e9 avete ascoltato. Vi siete ascoltati; \u00e8 la vostra tranquillit\u00e0, non c\u2019\u00e8 nient\u2019altro. Non \u00e8 all\u2019esterno. Non ci sono situazioni che portano alla tranquillit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Quando vi ascolto, c\u2019\u00e8 una parte di me che ha voglia di giocare. Mi viene da dire: che senso ha ascoltare, provare a essere libero, che senso ha?<\/strong><\/p>\n<p><strong>E.B.: Esattamente!<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>D: Il seguito \u00e8: in ogni modo sto per morire, lo sento. A che serve tutto questo?<\/strong><\/p>\n<p><strong>E.B.: Questo voi lo pensate, non lo sentite. Non potete sentire la morte. La morte \u00e8 un pensiero. Quando dite: \u201c\u00e8 inutile fare qualsiasi cosa\u201d voi sentite, \u00e8 la vostra natura profonda; essere senza dinamismo. Potete sentire che \u00e8 inutile venire qui perch\u00e9 la vostra natura profonda non \u00e8 da nessuna parte. Ma non potete sentire che c\u2019\u00e8 la morte davanti a voi. Questo \u00e8 un concetto, una storia. Avete assunto questo concetto, con quello d\u2019essere nato, di avere un nome. Lo fabbricate ad ogni istante. Non avete che a liberarvi di quello per essere tranquillo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Essere un bambino vuol dire non avere la pretesa di essere una qualsiasi cosa. Voi sentite l\u2019immagine della morte; non pu\u00f2 essere che una immagine ed \u00e8 la vostra porta verso la tranquillit\u00e0. Lasciatela venire, andate a vedere ci\u00f2 che succede in voi. Diventa un sentire. La morte, lei, \u00e8 nella gola, nel petto, nel ventre. L\u2019accogliete e andate a vedere che questo non si pu\u00f2 mantenere. E\u2019 faticoso pensare. Ma quando accogliete qualcosa, non resta che l\u2019essenziale: \u00e8 l\u2019accoglienza. Ci\u00f2 che accogliete, non ha importanza. E\u2019 per questo che in India, pu\u00f2 essere <em>Ganesh<\/em> o <em>Kali<\/em>; non importa. E\u2019 la celebrazione che \u00e8 importante, ci\u00f2 che si celebra non \u00e8 che un pretesto. E\u2019 l\u2019accogliere che conta. Ci\u00f2 che si accoglie \u00e8 una decorazione. Voi avete la fortuna di accogliere il concetto della morte: \u00e8 il vostro <em>Ishta Devata<\/em>, il vostro oggetto di meditazione. Non in vostro oggetto di concentrazione, non voler comprendere, voler condurre al vostro livello l\u2019immensit\u00e0: questo \u00e8 orgoglio. Non c\u2019\u00e8 nient\u2019altro da comprendere nell\u2019essenziale. Voi ascoltate, non c\u2019\u00e8 nessuno che scelga, non c\u2019\u00e8 niente, niente che \u00e8 ascoltato; c\u2019\u00e8 ascolto. E\u2019 questa la meditazione. Il momento in cui volete cacciare il pensiero della morte, c\u2019\u00e8 agitazione. Ci\u00f2 che si presenta \u00e8 esattamente ci\u00f2 che \u00e8 necessario. E\u2019 il vostro dono. Allora voi dite <span style=\"text-decoration: underline;\">si<\/span>. Non concettualmente, ma profondamente, nel senso che voi siete questo <span style=\"text-decoration: underline;\">si<\/span>. E\u2019 la vostra natura e l\u00ec non c\u2019\u00e8 storia. Non avete niente da fare per questo, tranne vedere che si sta costantemente facendo\u2026 Se faceste meditazione, se studiaste le <em>Karikas<\/em> di <em>Gaudapada<\/em>, se mangiaste pi\u00f9 germogli\u2026; ognuno ha le sue fantasie. Ma \u00e8 sempre domani e questo non funziona. Potete avere meno paura dei gatti, ma la paura \u00e8 sempre l\u00ec. Perch\u00e9\u00a0 essere una qualunque cosa, \u00e8 avere paura.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>D: Parlate di leggerezza e io vi trovo di una pesantezza terribile (risa). Mi dico che c\u2019\u00e8 qualcosa che ho voglia di cogliere in ci\u00f2 che dite. Mi dico che ci deve essere una coesistenza tra pesantezza e leggerezza.<\/p>\n<p><strong>E.B.: Questa pesantezza \u00e8 un\u2019impressione. Quando andate a un concerto, a volte i musicisti sembrano scuri. Quando andate a vedere una competizione di arti marziali, chi d\u00e0 il colpo di piede o il colpo di coda, pu\u00f2 a volte fare un grido o una smorfia. Il corpo si esprime in diversi modi, la tranquillit\u00e0 pu\u00f2 prendere tante forme. A un certo\u00a0 momento, non avete pi\u00f9 storia su queste codificazioni. Ci sono molti modi di sorridere. Ci sono molti modi di piangere. Se la vostra leggerezza diventa pesante, in qualche situazione, \u00e8 che non \u00e8 seria. Era una leggerezza psicologica. La leggerezza, se si vuole usare questa parola, \u00e8 questo sentire ci\u00f2 che si presenta nell\u2019istante, \u00e8 tutto quello che si pu\u00f2 avere per sempre. E\u2019 un sentire non concettuale. Non si potr\u00e0 mai avere qualcos\u2019altro e non c\u2019\u00e8 mai stato nient\u2019altro. Ma se gli avvenimenti vi rendono pesante, \u00e8 che questa leggerezza \u00e8 psicologica, dipende dalle circostanze.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un giorno vedrete profondamente che tutto ci\u00f2 che dovete fare vi affatica. Sarete troppo affaticati per far qualsiasi cosa, compreso\u00a0 essere leggeri, compreso essere tristi. Vedrete che tutto questo \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 che viene solo quando pretendete di avere una storia, avere un passato e un futuro. Ecco una maturazione che non dipende da un qualunque fare e che non dipende dal tempo. Allora la parola maturazione \u00e8 falsa. Evitate di volerla capire, perch\u00e9 non si pu\u00f2 comprenderla che nel tempo e questo \u00e8 un errore: la maturazione \u00e8 nell\u2019istante. Siete costretti a questa maturazione. Il solo ritardo possibile \u00e8 di provare a essere maturi, con il pensiero, con l\u2019azione o con l\u2019emozione. E\u2019 un sacco senza fondo. Voi volete diventare pi\u00f9 saggi tutti i giorni, pi\u00f9 liberi tutti i giorni: \u00e8 una miseria continua. Voi ritardate costantemente l\u2019essenziale. A un certo punto, non cercate pi\u00f9 di essere meno questo e pi\u00f9 quello, di essere senza paura, di essere senza desiderio: non cercate niente. Si pu\u00f2 chiamare una forma di rispetto, un rispetto per la realt\u00e0, per quello che \u00e8 nel momento. E\u2019 il rispetto per l\u2019essenziale. L\u2019essenziale non \u00e8 qualcosa che \u00e8 nascosto dietro l\u2019apparenza, come le belle storie indiane. L\u2019essenziale \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 l\u00ec, ci\u00f2 che voi sentite nel momento. Non c\u2019\u00e8 niente altro che questo. Non c\u2019\u00e8 niente da capire, non c\u2019\u00e8 semplicemente niente. E\u2019 questo che si riflette come leggerezza, che apparentemente sorge quando le situazioni si accordano alla vostra ideologia e che apparentemente scompare quando le situazioni non corrispondono al vostro piano per l\u2019umanit\u00e0. A un certo punto, smettete di prendervi per Dio e di volere risolvere i problemi dell\u2019umanit\u00e0 o i vostri, perch\u00e9 sono gli stessi. Nei due casi si tratta di una storia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Praticamente, potete offrirvi dei momenti nella giornata, come a un semaforo rosso, per qualche istante, non \u00e8 un problema di tempo, non c\u2019\u00e8 tempo l\u00ec, dove smettete di credere di essere una donna, un uomo, un cane, un dromedario, di avere parenti, dei figli, un lavoro, un\u2019intelligenza, una comprensione e vi date a quello che c\u2019\u00e8. Pu\u00f2 essere un ginocchio, un fracasso, un odore, quello che c\u2019\u00e8 nel momento, senza voler trarre nulla. Quello \u00e8 l\u2019essenziale, la bellezza. Questa disponibilit\u00e0 si espander\u00e0 nella vostra vita, fino al momento in cui voi volete quello che c\u2019\u00e8, perch\u00e9 ci\u00f2 che c\u2019\u00e8, \u00e8 quello che deve esserci. E\u2019 la totalit\u00e0. Allora la leggerezza \u00e8 vera; e non pu\u00f2 essere pesante. L\u2019espressione di questa leggerezza pu\u00f2 essere terrificante se necessario. Ma \u00e8 una\u00a0 leggerezza. Quando il gatto taglia la gola al topo, \u00e8 la stessa leggerezza, se la si guarda senza storia. Ma se avete una storia, allora, secondo se state dalla parte del gatto o del topo, \u00e8 una cosa drammatica o meravigliosa. Ma se non \u00e8 assolutamente niente, se non si ha un\u2019ideologia che concerne il modo in cui deve essere il mondo, se non si ha la vanit\u00e0 di voler migliorare la creazione. Questo non impedisce di muovervi! A volte assistete con meraviglia allo spettacolo del gatto che tortura il topo, a volte darete un colpetto sul naso del gatto. Uno non \u00e8 migliore dell&#8217;altro. Non decidete: non \u00e8 un gatto cattivo, non \u00e8 un povero topolino. Il topo, se qualcuno non gli spacca la testa, va\u00a0 a mangiare qualcun\u2019altro. La natura della vita \u00e8 l\u2019azione. Il corpo si muove, il corpo contempla, il corpo batte sul muso del gatto: \u00e8 la stessa cosa. Non c\u2019\u00e8 una storia dove sappiate meglio di Dio ci\u00f2 che deve essere. Come sapete che dovete battere sul naso del gatto? Battete sul naso del gatto. Come sapete che dovete assistere all\u2019esecuzione del topo? Assistete all\u2019esecuzione del topo. Non c\u2019\u00e8 meglio o meno bene, tranne se si vive in modo ideologico. In questo caso, dieci ani dopo, penserete a questo povero topo massacrato dal gatto. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 meno di una libert\u00e0, \u00e8 una pretesa, \u00e8 faticoso. Tutto ci\u00f2 che dipende da qualcosa, \u00e8 una pretesa. Non c\u2019\u00e8 causa e effetto, tranne nella nostra storia. Non c\u2019\u00e8 niente da pensare l\u00ec dentro, il pensiero non pu\u00f2 comprendere. Ascoltate, dimenticate. Rimane la leggerezza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Traduzione di Luciana Scalabrini<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9narie n. 51 \u00a0 E.B: Un incontro non \u00e8 che un gioco. Giocare \u00e8 essenziale. Per divertirsi. Bisogna essere dei bambini, cio\u00e8 liberi dalla storia, dalla pretesa di sapere qualcosa, di essere qualcosa o di diventare qualcosa. Non ho nessuna risposta, non sono una biblioteca. Giocare potrebbe essere ascoltare se stesso. 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