{"id":1684,"date":"2010-12-18T05:06:08","date_gmt":"2010-12-18T05:06:08","guid":{"rendered":"http:\/\/pro.ovh.net\/~emillena\/it\/?p=1684"},"modified":"2016-04-03T23:04:38","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:38","slug":"da-maometto-alleta-delle-riforme-di-jean-chevalier","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/da-maometto-alleta-delle-riforme-di-jean-chevalier\/","title":{"rendered":"Da Maometto all&#8217;et\u00e0 delle riforme di Jean Chevalier"},"content":{"rendered":"<p>Il terzo libro della \u201cstoria delle credenze e delle idee religiose\u201d\u00a0 di Mircea Eliade segue i due precedenti, dedicati rispettivamente al periodo dall\u2019et\u00e0 della pietra ai misteri Eleusini e da Gautama Budda al trionfo del Cristianesimo. Il prof. Jean Chevalier fa una relazione di questa lettura e pi\u00f9 specialmente del terzo libro.<\/p>\n<p>Uno dei grandi meriti do Mircea Eliade \u00e8 aver valorizzato, riguardo al pensiero contemporaneo, il linguaggio mitologico che era stato relegato nell\u2019ambito delle stravaganze. Egli \u00e8 un inventore di senso secondo un\u2019accezione scientifica del termine, cio\u00e8 non che immagini che esista fuori di lui ci\u00f2 che non esiste\u00a0 fuori dalla propria immaginazione, ma ci\u00f2 che svela un senso pre-esistente, forgia lo strumento della scoperta e scopre un filone nella miniera. E\u2019 uno degli iniziatori\u00a0 dell\u2019ermeneutica comparativa. Che cosa di pi\u00f9 ingegnoso, in effetti, della sua interpretazione del&#8221;colimbo cosmogonico\u201d delle mitologie nordiche euro &#8211; asiatiche, che prefigura gi\u00e0 il dualismo gnostico con la trasformazione del servitore, dell\u2019intermediario, del demiurgo in rivale, in avversario, in demone, per spiegare le imperfezioni della creazione e le degradazioni della morte? Attraverso le differenze\u00a0 di millenni e di territori si disegnano le linee di forza dell\u2019inquietudine e della creativit\u00e0 umane, manifestando una parentela profonda sotto l\u2019opacit\u00e0 delle coscienze.<\/p>\n<p>Non \u00e8 restando al livello delle generalizzazioni facili che Mircea Eliade si mostra un incomparabile scopritore di senso. Esamina i miti,le credenze fin nei dettagli, non trascurando nessun tratto che possa sollecitare l\u2019intervento dell\u2019ermeneuta, per smascherare il suo ruolo particolare in un insieme tradizionale. La somma di erudizione\u00a0 incorporata in quella Storia delle Credenze e delle Idee religiose\u00a0 \u00e8 veramente prodigiosa! La cosa pi\u00f9 stupefacente \u00e8 il risultato, che, lontano dall\u2019assomigliare\u00a0 solo ad una sapiente combinazione, costituisce una intelligente esplorazione delle profondit\u00e0, un fascio di luce su ci\u00f2 che giustamente \u00e8 stato chiamato \u201c la coscienza degli antichi e l\u2019inconscio dei moderni\u201d. Siamo lontani\u00a0 da un James George Frazer, con le sue ingenue e superficiali generalizzazioni.<br \/>\nSi capisce che un\u2019opera di quella estensione, composta quasi da solo da Micea Eliade, presenta qualche inesattezza. Senza dubbio perch\u00e9 sono gi\u00e0 conosciuti meglio, l\u2019autore passa pi\u00f9 rapidamente sui caratteri specifici del cristianesimo e dell\u2019islam che, per esempio, sull\u2019iniziazione sciamanica. La storia istituzionale tiene nel libro terzo pi\u00f9 posto dell\u2019interpretazione delle credenze e dei riti. Ma dallo stesso racconto, dal carattere degli eventi e dalla cronologia, l\u2019autore riesce a spiegare l\u2019universo simbolico in cui si inscrive. Il movimento della storia riflette l\u2019evoluzione delle coscienze o mostra la loro stretta correlazione, come ad esempio la simbolica della morte, espressa dalla nuova arte funeraria, dopo la grande peste del quattordicesimo secolo.\u00a0 Ogni manifestazione pu\u00f2 essere percepita come una immagine del mondo e una\u00a0 coscienza inconscia,conferendole un senso che va oltre le apparenze.<\/p>\n<p>Commentando un pensiero di sant Agostino, Roma non perirebbe se i romani non perissero, Mircea Eliade mostra che \u00e8 la qualit\u00e0 degli uomini che assicura il valore e la permanenza delle istituzioni e non il contrario.<\/p>\n<p>Da qui il primato dello spirito, quando si profila un ordine sul caos delle contingenze. Il panorama di dieci secoli di vita religiosa che va dalle religioni dell\u2019Eurasia alle tibetane, che comprende il cristianesimo, l\u2019islam e il giudaismo, dall\u2019et\u00e0 medievale fino ai tempi moderni, sarebbe una sfida se non fosse dominata da quella idea direttrice\u00a0 illustrata da esempi precisi e numerosi. Sicuramente degli specialisti avranno da dire su certi dettagli, segnaleranno qualche irregolarit\u00e0 o contesteranno il metodo.\u00a0 Una immensa somma di conoscenze, una continua cura di un\u2019ermeneutica delle profondit\u00e0, ecco ci\u00f2 che rende in ogni caso affascinante e istruttiva la lettura dell\u2019opera. La storia delle religioni vi appare come un confronto continuo, nell\u2019intimit\u00e0 della coscienza umana, tra l\u2019intensit\u00e0 del desiderio di vivere e il tempo distruttore impietoso, mentre emerge la vita della materia e degli dei, la vita che lotta contro la morte. In quella storia tumultuosa si mescolano l\u2019intuitivo, l\u2019immaginario, il rivelato, in una matassa che l\u2019intelligenza si sforza di dipanare, cos\u00ec come ne testimonia in modo brillante l\u2019opera di Mircea Eliade.<br \/>\nJean Chevalier<\/p>\n<p>MIRCEA ELIADE:qualche libro<\/p>\n<p>Techniques du Yoga \u2013 Gallimard, 1948<\/p>\n<p>Le Mythe de l\u2019Eternel Retour \u2013 Gallimard 1949, nouvelle \u00e9dition revue et augment\u00e9e, 1969.<\/p>\n<p>Trait\u00e9 d\u2019Histoire des Religions \u2013 Payot 1949, nouvelle \u00e9dition, 1979<\/p>\n<p>Le Chamanisme et les techniques archa\u00efques de l\u2019extase \u2013 Payot, 1951, \u00e9dition revue et augment\u00e9e 1977.<\/p>\n<p>Images et Symboles \u2013 Gallimard, 1952<\/p>\n<p>Le Yoga. Immortalit\u00e9 et Libert\u00e9 \u2013 1954 Payot 1954, nouvelle \u00e9dition revue et augment\u00e9e 1968, 1977<\/p>\n<p>Forgerons et Alchimistes \u2013 Flammarion, 1956<\/p>\n<p>Mythes, r\u00eaves et myst\u00e8res \u2013 Gallimard, 1957<\/p>\n<p>M\u00e9phistoph\u00e9l\u00e8s et l\u2019Androgyne \u2013 Gallimard 1962<\/p>\n<p>Patanjali et le Yoga \u2013 Edition du Seuil, 1962<\/p>\n<p>Aspects du Mythe \u2013 Gallimard, 1963<\/p>\n<p>Le sacr\u00e9 et le profane \u2013 Gallimard, 1965<\/p>\n<p>De Zalmoxis \u00e0 Gengis-Khan \u2013 Payot, 1970<\/p>\n<p>La Nostalgie des origines \u2013 Gallimard 1970<\/p>\n<p>Religions australiennes \u2013 Payot, 1972<\/p>\n<p>Fragments d\u2019un journal \u2013 Gallimard, 1973<\/p>\n<p>Occultisme, sorcellerie et modes culturelles Gallimard,<\/p>\n<p>Numerose\u00a0 le edizioni di Mircea Eliade in italiano.<\/p>\n<p>A cura di l. scalabrini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il terzo libro della \u201cstoria delle credenze e delle idee religiose\u201d\u00a0 di Mircea Eliade segue i due precedenti, dedicati rispettivamente al periodo dall\u2019et\u00e0 della pietra ai misteri Eleusini e da Gautama Budda al trionfo del Cristianesimo. 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