{"id":1815,"date":"2010-12-28T10:07:46","date_gmt":"2010-12-28T10:07:46","guid":{"rendered":"http:\/\/pro.ovh.net\/~emillena\/it\/?p=1815"},"modified":"2016-04-03T23:04:29","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:29","slug":"conoscersi-per-superarsi-di-robert-linssen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/conoscersi-per-superarsi-di-robert-linssen\/","title":{"rendered":"Conoscersi per superarsi di Robert Linssen"},"content":{"rendered":"<p>Le dottrine segrete del buddismo tibetano sono dominate da una preoccupazione fondamentale: vedere, vedere prima. Quella vista penetrante \u00e8 la base essenziale del buddismo in generale e dello Zen in particolare.\u00a0 Il termine Zen\u00a0 che impieghiamo \u00e8 imperfetto; sarebbe pi\u00f9 esatto parlare di Ch\u2019an, di cui Bodhidharma, Seng-Tsang, Hui-Neng, ecc. erano i pi\u00f9 illustri rappresentanti.<\/p>\n<p>L\u2019arte della vista giusta consiste nel discernere la realt\u00e0 al di l\u00e0 delle apparenze. E questo si applica tanto all\u2019ambito fisico che all\u2019ambito mentale.<\/p>\n<p>Abbiamo spesso evocato l\u2019aspetto illusorio del mondo materiale che si offre ai nostri occhi sotto le apparenze di solidit\u00e0, di continuit\u00e0. Oggi tutti sanno che la materia non \u00e8 continua.<\/p>\n<p>Essa \u00e8 composta di atomi in cui esistono spazi considerevoli. La variet\u00e0 dei costituenti intra- nucleari, neutroni, iperoni, pioni, neutrini da una parte, gli elettroni planetari e i campi dall\u2019altra, devono essere considerati manifestazioni differentemente polarizzate di una sola e stessa energia.<\/p>\n<p>La discontinuit\u00e0 non \u00e8 solo una propriet\u00e0 della materia. Essa si applica anche alla coscienza, che non \u00e8 continua. L\u2019impressione di continuit\u00e0 risulta da una mancanza di attenzione da parte nostra. E\u2019 la sovrapposizione straordinariamente rapida e complessa dei pensieri che d\u00e0 alla nostra vita interiore l\u2019impressione di solidit\u00e0 e di continuit\u00e0. Non c\u2019\u00e8 un pensatore- entit\u00e0, ci dice Krishnamurti.<\/p>\n<p>Esiste solo una successione rapida di pensieri. Lo svolgimento dei pensieri non \u00e8 continuo. Ci sono tra i pensieri dei vuoti interstiziali. In quei momenti di silenzio, l\u2019attivit\u00e0 mentale \u00e8 inesistente e ci \u00e8 data la possibilit\u00e0 dell\u2019esperienza spirituale.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 parlato di quel che precede molte volte. Niente \u00e8 pi\u00f9 essenziale. Ogni ricerca in un\u2019altra direzione \u00e8 futile.<\/p>\n<p>Vedere giusto \u00e8 smascherare la commedia che il me\u00a0 gioca a se stesso e agli altri.\u00a0 Con la via penetrante\u00a0 dobbiamo liberarci dall\u2019attaccamento e dall\u2019identificazione. Non ci si addestra artificialmente al distacco con la conquista cosciente delle virt\u00f9 insegnate nelle religioni organizzate. Il distacco vero deriva dallo sguardo penetrante.<\/p>\n<p>Questo ci svela il carattere illusorio del me.<\/p>\n<p>Come percepire\u00a0 il carattere illusorio del me senza avere una conoscenza della Realt\u00e0? Perch\u00e9 \u00e8 evidente che non possiamo conoscere la Realt\u00e0, che \u00e8 lo sconosciuto totale, il fiorire creatore di ogni istante presente.<\/p>\n<p>Non ci si domanda niente di impossibile. Basta essere pienamente attenti. Anche adesso, dove si svolge la nostra vita quotidiana. Se non possiamo conoscere la Realt\u00e0, possiamo in ogni caso conoscerci meglio. Possiamo scoprire in noi stessi il fatto che la nostra avita interiore \u00e8 una successione incessante di pensieri nascenti e incompiuti. Ad ogni momento si presentano pensieri nel campo della mente. Appena sono percepibili, altri si presentano, non gli permettiamo mai di terminare la loro corsa<\/p>\n<p>Perch\u00e9? Come pu\u00f2 succedere che cos\u00ec pochi esseri siano capaci di osservare attentamente i loro pensieri? Come succede che\u00a0 cos\u00ec poche persone arrivino a scoprire la discontinuit\u00e0 della propria coscienza?<\/p>\n<p>Esiste una forza oscura, ma onnipotente che ci impedisce di vederci come siamo. Siamo indiscutibilmente agiti da un istinto di conservazione. Senza di lui non saremmo in questo mondo.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che fu un aiuto pu\u00f2 ad un certo punto diventare un impedimento. L\u2019istinto di conservazione si manifesta in noi con una avidit\u00e0, con un desiderio di durare, con una paura di perderci , con la sete di provarci in quanto entit\u00e0 distinte. Una parte di noi stessi, cacciata nelle profondit\u00e0 della coscienza personale, sa perfettamente che, se ci fosse data la possibilit\u00e0 di essere in un solo istante di fronte ad un vuoto interstiziale tra due pensieri, la falsit\u00e0 del me diventerebbe evidente a tal punto che la coscienza personale non tarderebbe a dissolversi.<\/p>\n<p>Ora, il vecchio uomo in noi non vuole quella dissoluzione.<\/p>\n<p>La sovrapposizione rapida e complessa delle operazioni mentali non \u00e8 solo un caso. Essa \u00e8 la manifestazione dell\u2019istinto di conservazione del me che coi suoi stratagemmi procura solidit\u00e0 psicologica.<\/p>\n<p>Ci \u00e8 perfettamente possibile, con l\u2019esercizio di una attenzione profonda, suscitare in noi la forza che fa evidenziare l\u2019attivit\u00e0 mentale.<\/p>\n<p>Vediamo e sentiamo al tempo stesso la spinta responsabile dell\u2019apparizione dei nostri pensieri. Quell\u2019urto si pone nelle pieghe pi\u00f9 profonde della coscienza. Quando abbiamo compreso e sentito che quella forza\u00a0 \u00e8 intimamente legata all\u2019istinto di conservazione dell\u2019io, \u00e8 possibile liberarcene. La liberazione non viene da un rigetto o da un atto di volont\u00e0. La visione\u00a0 del falso come tale \u00e8 liberatrice. Insistiamo sul fatto che a dispetto delle apparenze non \u00e8 questione di una teoria sottile, ma di esperienza viva. La spinta che fa apparire i pensieri \u00e8 l\u2019essenza stessa del nostro egoismo, delle nostre violenze, delle nostre avidit\u00e0. Se fossimo attenti, scopriremmo che tutti i nostri pensieri, qualsiasi siano, stupidi, banali, o altri, sono la manifestazione di questa spinta.<\/p>\n<p>Domanda: dite che il falso, essendo visto\u00a0 come tale, quella visione \u00e8 liberatrice. Come potete sapere che il falso \u00e8 falso se non conoscete la realt\u00e0? Cos\u2019\u00e8 la realt\u00e0?<\/p>\n<p>Risposta: Della realt\u00e0 non pu\u00f2 essere detto niente. \u201c Chi ne parla non la conosce, chi la conosce non ne parla\u201d, ci dicono i taoisti. La realt\u00e0 di cui parlate si pone su un altro piano e non ha niente in comune con i nostri\u00a0 giudizi di valore relativi al bene e al male, al falso e al vero.\u00a0 La realt\u00e0 non si situa\u00a0 nelle categorie di opposizione di bene e di male, o di vero o di falso. Insisto sempre sul fatto\u00a0 che nella giusta attenzione non ci sono giudizi di valore e d\u00e0 un esempio l\u2019immagine taoista dello specchio. Lo specchio vede tutto, ma non prende niente, non condanna niente, non giudica niente, non accumula niente. E\u2019 interamente disponibili\u00a0 a quello che si presenta a noi nell\u2019istante. Dobbiamo essere cos\u00ec, interamente attenti all\u2019istante, senza scelta, senza avidit\u00e0, senza desiderio di diventare qualcosa o qualcuno.<\/p>\n<p>D.\u00a0\u00a0\u00a0 Chi vede e chi dissolve il me?<\/p>\n<p>R.\u00a0\u00a0\u00a0 Ecco la\u00a0 domanda fondamentale che mi permetter\u00e0 di colmare le lacune inevitabili contenute in quello che precede. Certo, non \u00e8 il me che pu\u00f2 dissolvere il me. Il me, come dice Krishnamurti, non \u00e8 che ignoranza, condizionamento. E\u2019 la lucidit\u00e0 del Reale che dissolve il me e non il me che si dissolve da solo per un atto di disciplina. Il me non \u00e8 che uno strumento, o meglio, in un certo senso la coscienza si s\u00e9 \u00e8 l\u2019ostacolo. Quando cessa l\u2019ostacolo, La Realt\u00e0 si manifesta.<\/p>\n<p>Ho molto insistito sul fatto che nell\u2019attenzione giusta dobbiamo essere come lo specchio, cio\u00e8 non prendere niente, non giudicare niente, non condannare niente, non approvare niente. Ho anche messo in evidenza la necessit\u00e0 di morire a noi stessi, di liberarci dai nostri automatismi passati, dai meccanismi abituali della memoria. Se ci riflettete profondamente, arriverete ad una attenzione libera da ogni memoria, da ogni confronto, da ogni riferimento al passato, da ogni scelta, da ogni condanna, da ogni approvazione, non \u00e8 pi\u00f9 in modo specifico la vostra attenzione. Essa \u00e8 pi\u00f9 esattamente\u00a0 quella della Realt\u00e0 in voi.<\/p>\n<p>E\u2019 falso immaginarsi che sia necessario conoscere la Realt\u00e0 al fine che essa possa operare in voi. Voi siete la Realt\u00e0, ma non lo sapete. Poi, non potrete mai conoscere la Realt\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 inconoscibile. Essa \u00e8 l\u2019ignoto, \u00e8 interamente nuova ad ogni istante. Se la Realt\u00e0 fosse conoscibile, la conoscenza che avremmo di lei farebbe parte delle costruzioni mentali di cui \u00e8 urgente che ci sbarazziamo.<\/p>\n<p>Con la via della conoscenza ordinaria possiamo scoprire che l\u2019universo esteriore non \u00e8 che un\u2019apparenza. Possiamo anche scoprire\u00a0 che il me \u00e8 anche lui un\u2019apparenza. Numerosi sono quelli che cadono nel dualismo facendo quella constatazione.<\/p>\n<p>Si dicono: poich\u00e9 il mondo esteriore \u00e8 un mondo di apparenze, la Realt\u00e0 si trova all\u2019interno o al di l\u00e0 di questo. Molte persone tendono a dividere il mondo in due aspetti opposti: il reale e l\u2019irreale. Questo pu\u00f2 sembrare esatto, ma questo modo di vedere \u00e8 falso. La realt\u00e0 \u00e8 sia il mondo manifestato che l\u2019apparenza del mondo manifestato. Certi diranno che \u00e8 il vuoto. Sebbene ci avviciniamo ad una visione pi\u00f9 chiara delle cose, la parola vuoto resta sempre una parola e , come tale, inadeguata. Perch\u00e9 sappiamo molto bene che quel vuoto di qualit\u00e0 e di propriet\u00e0 familiari \u00e8 in realt\u00e0 una Pienezza d\u2019amore e di coscienza pura.<br \/>\nIl Budda disse:\u201d Un ignorante dice tutto \u00e8, un altro ignorante dice niente \u00e8. Ma per chi conosce secondo saggezza dice non c\u2019\u00e8 n\u00e9 essere n\u00e9 non essere.\u201d<\/p>\n<p>Per terminare, diremo che esiste un qualcosa di fondamentale, come direbbe Carlo Suar\u00e8s, un qualcosa che non pu\u00f2 essere conosciuto, ma che pu\u00f2 essere vissuto. Perch\u00e9, contrariamente a quello che pensiamo, conoscere la Realt\u00e0 non \u00e8 viverla , ma rinnegarla. Vivere la Realt\u00e0 \u00e8 morire ad ogni conoscenza. Questo stato non \u00e8 infra- intellettuale, come dicono nemici dello Zen come Robert Kemp e Arthur Koestler. Si tratta della pi\u00f9 alta forma di intelligenza: lucidit\u00e0 mentale senza idea, senza simbolo e Pienezza d\u2019Amore.<\/p>\n<p>( a cura di L.S.)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le dottrine segrete del buddismo tibetano sono dominate da una preoccupazione fondamentale: vedere, vedere prima. Quella vista penetrante \u00e8 la base essenziale del buddismo in generale e dello Zen in particolare.\u00a0 Il termine Zen\u00a0 che impieghiamo \u00e8 imperfetto; sarebbe pi\u00f9 esatto parlare di Ch\u2019an, di cui Bodhidharma, Seng-Tsang, Hui-Neng, ecc. erano i pi\u00f9 illustri rappresentanti. 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