{"id":1844,"date":"2011-01-04T07:59:03","date_gmt":"2011-01-04T07:59:03","guid":{"rendered":"http:\/\/pro.ovh.net\/~emillena\/it\/?p=1844"},"modified":"2016-04-03T23:04:29","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:29","slug":"la-percezione-immediata-globale-di-robert-linssen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/la-percezione-immediata-globale-di-robert-linssen\/","title":{"rendered":"La percezione immediata globale di Robert Linssen"},"content":{"rendered":"<p>Gli specialisti del cosiddetto risveglio improvviso evocano spesso la necessit\u00e0 di una maggior attenzione chiara del Presente. Facile dare\u00a0 un\u2019adesione intellettuale alla formulazione di una tale esigenza, ma pochissime persone si danno la pena di comprendere le implicazioni a livello sperimentale.<\/p>\n<p>Troppo spesso gli insegnamenti detti della \u201dvia improvvisa\u201d(come quelli di Krishnamurti, del Ch\u2019an o Zen vero) non sono compresi che a livello verbale, di cui non cessano per\u00f2 di denunciare la superficialit\u00e0.<\/p>\n<p>Molte persone mi fanno la domanda: \u201cChe cos\u2019\u00e8 la via improvvisa? Che significa la parola improvvisa?. La risposta permetter\u00e0 di porre esattamente le implicazioni del risveglio interiore e di conseguenza della percezione globale immediata.<br \/>\nGli istruttori di quella via in India, in Cina, in Tibet paragonano il sogno e la coscienza di veglia, che ci \u00e8 familiare\u00a0 da una parte, e dall\u2019altra tra coscienza di veglia e lo stato di Risveglio integrale e naturale. Quando una troppo grande intensit\u00e0 si produce nel dolore, una visione di un incubo o un piacere nel corso del sogno, chi dorme si sveglia in un istante. Accede subito allo stato di veglia.<\/p>\n<p>Per gli istruttori della via improvvisa, esiste lo stesso rapporto e la stessa distanza tra il sogno e il risveglio familiare e tra il risveglio normale e il risveglio integrale e naturale. E \u00e8 in uno stesso modo che una certa intensit\u00e0 nel risveglio familiare e cosiddetto normale liberi istantaneamente il ricercatore dei condizionamenti di quel risveglio e gli riveli lo stato naturale del Risveglio integrale. Questa intensit\u00e0 \u00e8 quella della percezione globale immediata. Essa \u00e8 istantanea.<\/p>\n<p>Le implicazioni di ci\u00f2 che sta per accadere cos\u00ec rapidamente sono enormi. Cerchiamo di segnalarne qualcuna. Anzitutto vediamo in che e perch\u00e9 le nostre percezioni non sono mai globali e immediate.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non sono immediate?<br \/>\nPerch\u00e9 le energie della nostra attenzione non sono mai presenti al presente. Ciascuno conosce la risposta paradossale che un maestro zen diede agli allievi che gli chiedevano il segreto del suo metodo: \u201cQuando ho fame mangio\u201d. Vedendo gli allievi delusi: \u201cQuando mangiate, dov\u2019\u00e8 il mentale? E\u2019 presente alla circostanza o pensate a un piacere o a un peso passato, o ancora la vostra immaginazione si proietta nell\u2019avvenire verso un piacere o una sofferenza?<br \/>\nIl lato immediato della percezione implica una convergenza di tutte le energie della nostra attenzione in ogni istante presente. La nostra attenzione non realizza mai una tale convergenza. Le energie della nostra attenzione sono in uno stato di continua distrazione. Da una parte, restando attaccate al passato, dall\u2019altra proiettandosi nel futuro.<\/p>\n<p>Dal punto di vista pratico \u00e8 indispensabile rendersi conto che abbiamo ad ogni momento della vita quotidiana dei mucchi di pensieri che non sono in rapporto con la vita che viviamo. In un primo tempo sar\u00e0 necessario accorgerci di essere distratti, passo elementare, a cui abbiamo accennato spesso; ma il termine \u201cimmediato\u201d implica significati ben pi\u00f9 profondi.<\/p>\n<p>Le nostre percezioni non sono immediate soprattutto perch\u00e9 non siamo fisicamente e psicologicamente che un risultato di processi di memoria le cui origini si situano dalla nascita dell\u2019universo. Questa sorprendente affermazione \u00e8 conforme alla realt\u00e0. Era enunciata negli insegnamenti antichi( Prajna paramita, Sutra dell\u2019India). E\u2019 interamente confermata dalla scienza moderna( Processo di neghentropia dello spazio- tempo psichico, codice genetico della biologia e dell\u2019embriologia 1981).<\/p>\n<p>Come dice Krishnamurti, non siamo che dei \u201cpacchetti di memoria\u201d. Abbiamo commentato gi\u00e0 le implicazioni di quell\u2019enunciato lapidario\u00a0 che ci sembra di primo acchito sconcertante; non ripeteremo in dettaglio le osservazioni fatte. Semplicemente ricordiamo che portiamo in noi in forma riassunta , integrata, di tutte le memorie di tutti gli eventi della storia dell\u2019universo. Il cervello umano costituisce la cristallizzazione, la condensazione e la materializzazione di tutte le energie di tempi, di memorie. Non \u00e8 che un ologramma che riflette le informazioni\u00a0 dello spazio-\u00a0 tempo. Abbiamo commentato questo in un\u2019opera recente.( la mutazione spirituale del terzo millennio e le opere di David Bohm e Karl Pribram).<\/p>\n<p>In breve, senza saperlo e senza rendercene conto, siamo tutti dei miliardari del tempo e della memoria. \u201c Il vecchio uomo\u201d di cui parlano le scritture \u00e8 un miliardario di memoria. Ha attraversato miliardi di nascite, di fioriture, di morti, di riuscite, di sconfitte, di gioie, di sofferenze. Va da s\u00e9 che un tale processo, la cui esistenza risale a dodici o quattordici miliardi di anni, non cessa in un istante. Al contrario!<\/p>\n<p>La manifestazione pi\u00f9 evidente delle forze d\u2019inerzia enormi di quella abitudine di memorie il cui simbolo \u00e8 vecchio uomo, \u00e8 l\u2019agitazione mentale. In ogni istante presente si proietta l\u2019abitudine del passato. L\u2019intero problema si pu\u00f2 riassumere cos\u00ec: da una parte, i livelli psichici e fisici della costituzione umana sono interamente sotto il dominio del passato di cui sono la materializzazione, dall\u2019altra il livello del Reale, al livello spirituale, \u00e8 un Presente sempre rinnovato.<\/p>\n<p>Il passato e le sue condensazioni nell\u2019essere umano \u00e8 meccanico, ripetitivo, abituale, conflittuale. La realt\u00e0 ultima dell\u2019essere umano, di natura spirituale \u00e8 non meccanica, non ripetitiva, in -temporale, a- causale.<\/p>\n<p>Segnaliamo che la pi\u00f9 alta mistica si trova qui totalmente confermata\u00a0 dalla pi\u00f9 alta fisica (chiamata fisica gnostica in opposizione alla fisica razionalista detta fisica fossile).<\/p>\n<p>Il riassunto che sar\u00e0 esposto ha contro di lui un aspetto unicamente speculativo, intellettuale e metafisico. Tenteremo ora di mostrarne le conseguenze pratiche ed evidenti tali che ciascuno potr\u00e0 constatarlo mettendo pi\u00f9 attenzione ai processi del suo proprio pensiero, dei suoi atti, delle sue motivazioni profonde.. Riassumendo, le nostre percezioni non sono immediate perch\u00e9 esse sono veramente stregate dalla forza d\u2019inerzia delle memorie del passato.<\/p>\n<p>La percezione immediata implica una disponibilit\u00e0 perfetta al Presente. Ci domanda di essere \u201c nuovi nell\u2019istante nuovo\u201d, perch\u00e9 ogni istante, a livello pi\u00f9 reale, \u00e8 nuovo. Essa esige la realizzazione di una trasparenza interiore, di una agilit\u00e0 della mente, di un ordine, di una chiarezza e di un silenzio interiore molto lontano dal chiasso permanente dei pensieri.<\/p>\n<p>Abbiamo mostrato altrove che il pensiero non \u00e8 che memoria. Non c\u2019\u00e8 pensiero senza parola o pi\u00f9 parole, coscienti o inconsce. Non c\u2019\u00e8 pensiero senza un\u2019immagine o pi\u00f9 immagini, chiare o confuse, coscienti o inconsce. Pensieri e immagini che sono stati registrati anteriormente nei nostri neuroni cerebrali. Non sono che memorie. Il pensiero funziona in modo totalmente meccanico: per deduzione o per induzione.<\/p>\n<p>Queste sono le ragioni per cui Krishnamurti non esita a dichiarare ci\u00f2 che scandalizzer\u00e0 coloro che hanno deificato il pensiero: \u201c il pensiero non \u00e8 l\u2019intelligenza\u201d. Dal punto di vista pratico siamo per la maggior parte chiusi nel processo del pensiero , della memoria. Come dice Krishnamurti \u201c la nostra vita interiore non \u00e8 che una marcia sterile che va dal conosciuto al conosciuto.<\/p>\n<p>Ad ogni istante dei pensieri si presentano nel campo della nostra mente, sotto forma di parole, di immagini. Molto spesso\u00a0 non sono stati scelti di proposito per rispondere adeguatamente alle circostanze. Sono pensieri che Freud e Zweig chiamano pensieri intrusi. Insomma, sono l\u00ec, come tanti echi costanti, automatici, rapidi del passato la cui ombra maschera la chiarezza del Presente, come dice bene il nostro amico Ren\u00e9 Fou\u00e9r\u00e9.<br \/>\nAffrontiamo ora l\u2019essenziale del tema. Per quale ragione si produce costantemente e con la rapidit\u00e0 del lampo il sorgere dei pensieri, delle parole, delle immagini? Qual \u00e8 l\u2019origine di quel processo, che nomina tutto ci\u00f2 che vediamo, ci\u00f2 che sentiamo, le nostre emozioni, le nostre paure, piaceri e collere?<\/p>\n<p>Se rispondiamo a questa domanda, siamo in grado di chiarire il problema dell\u2019assenza di percezione immediata. L\u2019origine di quel processo \u00e8 sempre lo stesso: la memoria. L\u2019enorme rete di memorie di cui siamo il risultato ha fatto di noi dei vegliardi di dodici o quattordici miliardi di anni. Il processo di memoria funziona secondo una certa abitudine di durata, di continuit\u00e0. Quella abitudine non vuole finire. Quella rete di abitudini\u00a0 si \u00e8 presa per un\u2019entit\u00e0, non vuole abdicare, vuole continuare. Lei ha orrore del silenzio interiore perch\u00e9 il silenzio interiore la mette in pericolo.<\/p>\n<p>Il vecchio uomo sa molto bene che la coscienza non \u00e8 continua, sa che ci sono momenti di silenzio tra i pensieri. Ma sa che il vero silenzio interiore metterebbe fine al suo regno. Evita questo ad ogni costo. In altri termini, l\u2019agitazione mentale, l\u2019estrema rapidit\u00e0 dei nostri processi di verbalizzazione non sono altro che riflessi di auto difesa del vecchio uomo o dell\u2019ego, per salvaguardare la sua continuit\u00e0.<br \/>\nNiente \u00e8 pi\u00f9 normale per il fatto che l\u2019istinto di conservazione della specie illustra tutta la storia dell\u2019evoluzione, \u00e8 normale che, essendo stato memorizzato tutto, formando la rete di memorie il vecchio uomo, sia impregnato di istinto di conservazione, o desiderio di durata o paura di perdersi. La sua strategia vuole che ci sentiamo a nostro agio e che continuiamo la nostra vita forniti delle nostre certezze, del conosciuto, del gi\u00e0 visto. L\u2019inconscio profondo e il conscio hanno orrore dell\u2019ignoto.<\/p>\n<p>Tutto quello che vediamo e sentiamo \u00e8 immediatamente nominato, messo in categorie, paragonato, valutato in funzione del conosciuto dalle esperienze passate. Ci chiudiamo cos\u00ec senza renderci conto nel circolo vizioso dell\u2019abitudine, della meccanicit\u00e0, della continuit\u00e0, del tempo. Sono l\u00ec, agli occhi dei risvegliati, gli elementi del nostro sogno. Infatti noi siamo \u201csognati e agiti\u201d dalle energie accumulate nel passato.<\/p>\n<p>Krishnamurti ci domanda spesso: credete che sia assolutamente necessario nominare rosa una rosa? Egli ci suggerisce la realizzazione di una attitudine di attenzione in cui non intervengono pi\u00f9 giudizi di valore, paragoni, preferenze, repulsioni.<\/p>\n<p>I<\/p>\n<p>Dice: \u00ab La percezione senza parole, senza pensiero \u00e8 un fenomeno dei pi\u00f9 strani. Quella percezione \u00e8 pi\u00f9 affilata, non solo nel cervello, ma in tutti i nostri sensi. Non \u00e8 una particolarit\u00e0 frammentaria del mentale o una manifestazione delle emozioni. Le si pu\u00f2 dare il nome di percezione totale .<\/p>\n<p>Percepire senza che esista chi percepisce nella meditazione \u00e8 comunicare con tutta la altezza e la profondit\u00e0 dell\u2019immensit\u00e0.\u00bb. (Alle soglie del silenzio)<\/p>\n<p>La meditazione per\u00f2 pu\u00f2 esistere se gli occhi sono aperti e si \u00e8 circondati da oggetti d\u2019ogni sorta; ma questi oggetti non hanno nessuna importanza. Li si vede ma non c\u2019\u00e8 nessun processo di riconoscimento.\u00bb.<\/p>\n<p>In quella meditazione c\u2019\u00e8 la pi\u00f9 grande beatitudine, che non ha alcun rapporto col piacere. E\u2019 quell\u2019estasi che d\u00e0 agli occhi, al cervello, al cuore una qualit\u00e0 di innocenza.\u00bb.<\/p>\n<p>Leggiamo pi\u00f9 oltre nella stessa opera questo frammento che chiarisce e conferma le nostre osservazioni:<\/p>\n<p>\u00ab Un curioso aspetto della meditazione \u00e8 che nessun avvenimento \u00e8 trasformato in esperienza. E\u2019 l\u00e0, come una stella nel cielo senza che la memoria se ne impadronisca o la scelga, senza che passi per l\u2019abituale processo del riconoscimento o della reazione in funzione della preferenza o dell\u2019avversione. Una reazione \u00e8 sempre ripetitiva, la si trae dalla stessa banca della memoria.\u00bb. (Siamo noi a sottolineare tra i testi riprodotti).<\/p>\n<p>Riassumiamo ci\u00f2 che \u00e8 stato detto fino ad ora: le nostre percezioni non sono mai totalmente immediate,\u00a0 in seguito all\u2019azione molto importante della rete delle memorie che paralizza ogni possibilit\u00e0 di adeguatezza al rinnovarsi di ogni circostanza dei momenti presenti. Le manifestazioni pi\u00f9 evidenti, visibili e costanti di quella rete di memorie non si limitano al processo costante di verbalizzazione, di riconoscimento, di paragone, di scelta.<\/p>\n<p>Saremmo incompleti omettendo la presenza costante dell\u2019immagine che ciascuno ha di se stesso, come degli esseri e delle cose. La rapidit\u00e0 del sorgere dell\u2019immagine che abbiamo degli esseri e delle cose, come di quello del processo di verbalizzazione, risulta\u00a0 da una causa identica.<\/p>\n<p>Quella rapidit\u00e0 avviene automaticamente per il cammino privilegiato e le associazioni che si sono prodotte nell\u2019enorme rete dei nostri neuroni e delle nostre memorie. L\u2019esistenza di quei cammini privilegiati contribuisce a darci dei fatti nuovi e attuali una immagine anteriore condizionata dall\u2019incontro di quei fatti, persone, oggetti, o avvenimenti nel passato. In altre parole siamo inclini a vedere cose, esseri, oggetti, non nella loro attualit\u00e0 presente, ma attraverso immagini che quei fatti, oggetti, persone hanno determinato in noi nel passato.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la manifestazione dell\u2019istinto di conservazione del vecchio uomo, il miliardario delle memorie e del tempo che non vuole abdicare, che vuole continuarsi, che resiste alla pulsione creatrice costituendo l\u2019ultima realt\u00e0 degli esseri, delle cose nell\u2019universo.<br \/>\nIndipendentemente da tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato ricordato, aggiungeremo che la percezione non solo non \u00e8 immediata, ma anche non globale. Perch\u00e9?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 siamo psicologicamente degli esseri divisi, frammentati. Non percepiamo che col nostro cervello e il nostro mentale. La percezione globale implica uno stato di attenzione in cui interviene un elemento affettivo fondamentale. Quell\u2019elemento \u00e8 del tutto estraneo ad ogni sensibilit\u00e0 sentimentale.<\/p>\n<p>La percezione globale implica la realizzazione di uno stato d\u2019amore profondo. Quella qualit\u00e0 d\u2019amore rivela in modo diretto e oltre il mentale il senso dell\u2019intensit\u00e0 del Presente. L\u2019eterno presente di cui si parla molto \u00e8 solo una parola.\u00a0 Non \u00e8 che una ipotesi sterile se il silenzio interiore del pensiero non ci ha rivelato l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019amore vero. A quel livello si rivela l\u2019esigenza di un vissuto autentico. La percezione globale immediata implica un equilibrio tra la ragione e l\u2019amore. Corrisponde al pensiero- sentire di Krishnamurti.<\/p>\n<p>L\u2019uomo del XX secolo \u00e8 incline a dare una supremazia allo sviluppo intellettuale; la nostra educazione ha messo in seconda linea le facolt\u00e0 affettive. Questo pu\u00f2 sfociare in una situazione disastrosa. Sono molti gli uomini di scienze che ci ricordano che \u201dla funzione crea l\u2019organo\u201d. Di conseguenza l\u2019abuso delle funzioni intellettuali nel corso di generazioni pu\u00f2 finire in uno sviluppo mostruoso del cervello.<\/p>\n<p>Potrebbe apparire una triste umanit\u00e0 fatta di scimmie sapienti il cui sapere enciclopedico paralizzerebbe ogni conoscenza vera per il fatto che quest\u2019ultima implica un aspetto superiore dell\u2019amore.<\/p>\n<p>E\u2019 opportuno ricordare ci\u00f2 che Krishnamurti disse a questo proposito: \u201cUn cuore senza amore \u00e8 simile ad un fiume che non ha pi\u00f9 acqua per bagnare le sue rive\u201d. La percezione globale immediata implica dunque un elemento affettivo superiore che ci sfugge per quasi tutto il tempo.<\/p>\n<p>Da notare che, dal punto di vista della sperimentazione, la sede della coscienza\u00a0 \u00e8 percepita nel cervello nella maggioranza degli esseri umani. Quando si realizza uno stato di percezione globale immediata la localizzazione del centro della coscienza totale si disloca verso il plesso solare. Certe scuole orientali lo situano nell\u2019Hara, a cui si riferisce spesso lo Zen giapponese.<\/p>\n<p>La pratica dello judo, dell\u2019aikido soprattutto, ci mostrano il fondamento con la riscoperta di una saggezza istintiva del corpo umano ,che \u00e8 stata perduta\u00a0 in seguito alla nostra iper- intellettualit\u00e0. Von Durkeim ha dedicato allo studio dell\u2019Hara numerose opere che meritano di essere studiate: riflettono un aspetto complementare di quelli che abbiamo sommariamente evocato, che riguardano la percezione globale immediata.<\/p>\n<p>E\u2019 opportuno porre una riserva: lo spostamento del centro della coscienza nel plesso solare \u00e8 una conseguenza del risveglio interiore. La pratica di una conseguenza indiretta\u00a0 del risveglio non pu\u00f2 automaticamente portare al risveglio. Il processo non \u00e8 reversibile.<br \/>\nIl saggio farebbe subito la domanda: \u201cchi\u201d pratica \u201ccosa\u201d? \u201cchi\u201d vuole raggiungere \u201ccosa\u201d\u2019? Tocchiamo un punto fondamentale della pratica che precisa la differenza di approccio tra la via improvvisa e le vie progressive.<br \/>\nNon \u00e8 questione di perderci tra le varie scuole filosofiche con le relative discussioni. Vogliamo semplicemente che il lettore prenda coscienza in se stesso e da s\u00e9 del processo del suo pensiero, del potere che le memorie del passato esercitano sulla sua coscienza presente e sia in grado di realizzare veramente la percezione globale immediata con le ricchezze inestimabili di forza, di luce interiore e d\u2019amore che essa comporta.<br \/>\nRobert LINSSEN<\/p>\n<p>Meditazioni<\/p>\n<p>Quando il nostro sguardo si posa su di una tavola, vediamo una superficie liscia. Il legno ci sembra immobile, compatto, omogeneo.<\/p>\n<p>La fisica ci insegna che una superficie non esiste. La superficie \u00e8 un fenomeno di interferenze condizionato dalla posizione di un osservatore e dalla scelta della sua osservazione. Niente \u00e8 immobile, tutto si muove continuamente. Vuoti importanti come quelli tra le stelle, con le dovute proporzioni, esistono tra gli atomi.<\/p>\n<p>A toccarlo, questo marmo sembra solido. La fisica mostra che le particelle non sono che onde, senza nessuna solidit\u00e0. E&#8217; un fenomeno condizionato tra un osservatore e una osservazione particolare.<\/p>\n<p>a cura di luciana scalabrini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli specialisti del cosiddetto risveglio improvviso evocano spesso la necessit\u00e0 di una maggior attenzione chiara del Presente. 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