{"id":1851,"date":"2011-01-04T17:10:55","date_gmt":"2011-01-04T17:10:55","guid":{"rendered":"http:\/\/pro.ovh.net\/~emillena\/it\/?p=1851"},"modified":"2016-04-03T23:04:29","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:29","slug":"che-cosa-ce-dietro-la-nostra-personalita-apparente-di-andre-dumas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/che-cosa-ce-dietro-la-nostra-personalita-apparente-di-andre-dumas\/","title":{"rendered":"Che cosa c&#8217;\u00e8 dietro la nostra personalit\u00e0 apparente? di Andr\u00e9 Dumas"},"content":{"rendered":"<p>Viviamo alla superficie del nostro essere.<\/p>\n<p>William JAMES<\/p>\n<p>La psicologia \u00e8 stata a lungo un capitolo della filosofia metafisica, un insieme di speculazioni astratte per le facolt\u00e0 dell\u2019anima; quelle speculazioni basate unicamente sull\u2019introspezione, sull\u2019autoanalisi , non conducevano mai pi\u00f9 lontano del punto di partenza e in quelle condizioni si poteva considerare come il geniale e fine detto della filosofia l\u2019aforisma di Cartesio \u201dpenso dunque sono\u201d.<\/p>\n<p>Da quando la psicologia scientifica ha sostituito\u00a0 alle speculazioni metafisiche il metodo sperimentale, studiando le malattie della personalit\u00e0, della memoria, ecc., si scopre che sotto la personalit\u00e0 superficiale detta cosciente, conosciuta da Cartesio, si nasconde qualcosa che si \u00e8 chiamato inconscio, pi\u00f9 tardi subconscio, il cui ruolo \u00e8 apparso sempre pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>Occorre rilevare la necessit\u00e0 di\u00a0 non incepparsi davanti alle parole, ma di andare al di l\u00e0. Non \u00e8 qualcosa che \u00e8 inconscio, ma il nostro me superficiale che \u00e8 inconscio rispetto all&#8217;esistenza di quel qualcosa. E se questo \u00e8 nascosto, comprendere che cosa \u00e8 sotto o dietro \u00e8 necessario, e capire che ingloba la coscienza ordinaria, e il nostro piccolo me di tutti i giorni.<\/p>\n<p>\u00c9mile Cou\u00e9, quel grande precursore, scrive: \u201c L\u2019inconscio dirige il fisico e il morale. E\u2019 lui che presiede al funzionamento di tutti i nostri organi, perfino della pi\u00f9 piccola cellula con l\u2019intermediazione dei nervi\u201d.<\/p>\n<p>E indicava che l\u2019azione dell\u2019inconscio, che Freud ha bene illustrato, \u00e8 all\u2019origine di molte turbe: \u201c La nevrastenia, le fobie, la cleptomania e certe paralisi sono il risultato dell\u2019inconscio sull\u2019essere fisico o morale\u201d<br \/>\nCou\u00e9, come Freud, ha usato la parola inconscio per designare l\u2019aspetto nascosto del nostro essere.\u00a0 Ma gi\u00e0 nel 1873 il dott. Li\u00e9bault mostrava con forza che le manifestazioni inconsce sono anche attivit\u00e0 del me, che \u00e8 pi\u00f9 teso di come lo insegnava la psicologia classica: \u201cBisogna dirlo, il me non \u00e8 ridotto alla forma ristretta di ci\u00f2 che cade sotto la coscienza nel momento in cui la si esamina, ma \u00e8 soprattutto e con ragione rappresentato da tutti i materiali psichici\u00a0 delle nostre conoscenze, bench\u00e9 inavvertiti nella memoria ; essi hanno una reale esistenza, poich\u00e9 si possono far ripetere con uno sforzo; ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere, fino a che ha solo una coscienza latente per conservare fissamente quei materiali. C\u2019\u00e8 nella mente, dice\u00a0 Cudworth, una folla di cose che si hanno senza accorgercene. Il geometra addormentato ha la sua scienza intera: teoremi, problemi e figure. Il musicista nel sonno non perde la memoria dei canti imparati. Ogni idea resta fissata nella memoria con una varia coscienza, o senza quella non ci sarebbe: solo la coscienza di quella idea \u00e8 permanente, non interrotta e non dubitiamo della sua esistenza\u201d.<br \/>\nQuel me \u00e8 esteso non solo nel passato, con tutte le acquisizioni allo stato latente, ma in tutte le parti dell\u2019organismo che si potrebbero credere inaccessibili alla coscienza. Il dott Li\u00e9bault ne citava degli esempi, molto prima che delle esperienze scientifiche realizzate con gli yogi avessero visto la possibilit\u00e0 di sottomettere la vita organica all\u2019ambito cosciente del me.\u00a0 \u201c In certe malattie infiammatorie delle ossa, delle cartilagini, dei tendini, ecc. , si sentono dolori che non erano stati mai provati prima e che hanno origine da nervi reputati generalmente insensibili, che portano allora alla coscienza sensazioni che presuppongono necessariamente una sensibilit\u00e0 anteriore, sebbene inconscia al me attivo\u201d.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 dimostrativi ancora sono gli effetti prodotti dalla suggestione sui tessuti della vita vegetativa: \u201c Quando il pensiero cosciente vi riproduce movimenti, emorragie, secrezioni , stati malati, guarigioni, ecc., non \u00e8 che il me ostruisce e ostruiva gi\u00e0 quelle regioni profonde?\u2026 Il pensiero, sottomesso o no all\u2019occhio della coscienza ordinaria, \u00e8 dunque dappertutto\u201d<\/p>\n<p>Il nostro me \u00e8 dunque onnipresente in tutte le attivit\u00e0 dell\u2019organismo; la sua onnipresenza si manifesta nelle circostanze dove lo si considera assopito, oscurato, assente, nella distrazione, nel sonno, nel sogno.<\/p>\n<p>Il cosiddetto subconscio non \u00e8 costituito solo da una zona passiva della personalit\u00e0 che ubbidisce alle suggestioni, che registra le impressioni e conserva i ricordi, ma da una zona attiva, creatrice, da cui sorgono ispirazioni d\u2019ordine intellettuale, lampi di genio, che si impongono al sapiente, al filosofo , all&#8217;artista, allo scrittore. Si citano spesso molti esempi.<\/p>\n<p>Shopenhauer diceva che i postulati filosofici si erano formati in lui nei momenti in cui la sua volont\u00e0 era come addormentata, dove la sua mente non seguiva una direzione prevista e dove la sua persona era come estranea all\u2019opera.<\/p>\n<p>Goethe ha dichiarato, a proposito del suo romanzo Werther, che l\u2019ha scritto \u201c quasi inconsciamente, come un sonnambulo\u201d, e che se ne meravigliava lui stesso, leggendolo.<\/p>\n<p>A Paul Val\u00e9ry che aveva sviluppato delle considerazioni sull\u2019attivit\u00e0 spirituale subconscia nella creazione artistica e letteraria, il fisico Paul Langevin assicur\u00f2 che tali circostanze si manifestano in ogni specie di creazione, in particolare nella creazione scientifica: \u201cOgni volta che si pensa con intensit\u00e0 e che in qualche modo si \u00e8 preparato il lavoro subconscio, questo prosegue\u00a0 da solo e qualcosa avverte quando \u00e8 terminato. Ho dei ricordi molto vivi\u00a0 di choc interiori che prevenivano che a un dato momento la questione si sarebbe risolta e che non c\u2019era che da esprimere consciamente il risultato, potendo anche differire quella operazione.\u00a0 Nel mio ricordo sono quei momenti quelli che portano le vere gioie intellettuali, quelle della fecondazione\u201d.<\/p>\n<p>Si conoscono molti scrittori ed artisti in cui l\u2019attivit\u00e0 creativa si \u00e8 manifestata nel sonno: La Fontaine che compose in sogno la favola dei due piccioni; Tartini, che in sogno suon\u00f2 sul suo violino Il Diavolo, una sonata meravigliosa e risvegliatosi di colpo la scrisse; Voltaire che sogn\u00f2 un canto completo della \u201cHenriade\u201d, che altrimenti non avrebbe scritto; Cartesio che ricevette in sogno l\u2019ispirazione per il suo Discorso sul metodo.<\/p>\n<p>L\u2019esistenza di quella zona nascosta del nostro me \u00e8 confermata dalle scoperte dell\u2019ipnosi, della psicologia del profondo, della psicanalisi e della metapsichica o\u00a0 para-psicologia.<\/p>\n<p>E\u2019 la coscienza subliminale di Fr\u00e9d\u00e9ric Myers, il Criptopsichismo di Charles Richet, l\u2019Ospite sconosciuto di Maurice Maeterlinck, la Subcoscienza superiore di Gustave Geley, o il Surconscio di Aurobindo.<br \/>\nEsiste una memoria integrale, indistruttibile, come lo testimoniano quelli che, sfuggendo per poco all\u2019asfissia o all\u2019annegamento, hanno visto svolgersi in pochi secondi il film della loro vita nei minimi dettagli. Lo conferma la neurologia che constata che, anche nelle amnesie profonde, come nella demenza senile, ci\u00f2 che \u00e8 dimenticato pu\u00f2 riapparire, per esempio sotto l\u2019influenza di una emozione. Perch\u00e9, come dice il dott, Jean Delay nella sua opera Le malattie della memoria: \u201cI ricordi non sono distrutti, sono solo scomparsi\u201d.<br \/>\nIl sapiente Oliver Lodge ha paragonato l\u2019importanza relativa della nostra personalit\u00e0 apparente e della nostra individualit\u00e0 totale ad un iceberg la cui parte pi\u00f9 importante \u00e8 nascosta sotto l&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Certe particolarit\u00e0 del linguaggio esprimono una grande intuizione: la parola persona deriva dal latino persona, che designava la maschera utilizzata dagli attori del teatro antico. La nostra personalit\u00e0 apparente, o cosciente e che lo \u00e8 cos\u00ec poco, non \u00e8 in effetti che una maschera che nasconde il nostro vero io, l\u2019ospite sconosciuto,che \u00e8 ben pi\u00f9 vasto, pi\u00f9 ricco, pi\u00f9 potente e cosciente della nostra personalit\u00e0 piccola e debole, il cui equilibrio \u00e8 continuamente minacciato dalle turbe del nostro organismo.<br \/>\nE\u2019 solo il nostro piccolo me apparente e superficiale che pu\u00f2 essere alterato da una\u00a0 lesione cerebrale, dall\u2019ubriachezza o dal delirio febbrile; \u00e8 quel piccolo me, la maschera che \u00e8 distrutta dalla morte e non l\u2019individualit\u00e0 profonda e vera.<\/p>\n<p>Quella conclusione \u00e8 avvalorata dalle ricerche del dott. Eugene Osty, dopo lunghe esperienze di anni: \u201cNon \u00e8 pi\u00f9 questione di considerare l\u2019essere umano un aggregato di meccanismi produttori di pensieri. L\u2019evidenza s\u2019impone: siamo davanti ad una fonte dinamo- psichica da cui emanano manifestazioni di una potenza illimitata. Al di l\u00e0 del conscio si trova la propriet\u00e0 di trasformare la materia vivente, di renderla amorfa, di esteriorizzare il corpo, di farne nuove forme viventi ( ectoplasmi). Al di l\u00e0 del conscio si trova la propriet\u00e0 di\u00a0 percepire l\u2019impercettibile, di conoscere l\u2019inconoscibile. Si scoprono nelle profondit\u00e0 dell\u2019essere umano gli attributi con cui i filosofi hanno forgiato il concetto \u2013Dio = potenza creatrice e conoscenza fuori dallo spazio e dal tempo.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019opposizione scientifica classica alla tesi\u00a0 del dott Osty era fondata sul parallelismo psico- fisiologico, sul carattere dipendente e debole della nostra personalit\u00e0, sulla sua subordinazione\u00a0 al buon funzionamento del sistema nervoso. Ma gli studi sul nostro me profondo e le sue straordinarie possibilit\u00e0 modificano totalmente i dati del problema.<\/p>\n<p>Quando si ammette l\u2019esistenza nell\u2019essere vivente di tali potenze nascoste e si \u00e8 obbligati a paragonarle a qualit\u00e0 divine, non c\u2019\u00e8 un gran cammino teorico da percorrere per ammettere l\u2019esistenza di quella fonte dinamo- psichica di cui parla il dott. Osty.<br \/>\nE\u2019 la conclusione a cui giunge il dott Gustave Geley: \u201c Poich\u00e9 l\u2019essere subconscio non \u00e8 funzione attuale dell\u2019organismo e ne \u00e8 indipendente, deve per forza preesistere e sopravvivere a questo organismo.<br \/>\nIl dott Geley va ancor pi\u00f9 lontano. Constatando che nell\u2019essere esistono elementi psichici che sono stati acquisiti alla coscienza attuale da vie sensoriali, e altri che non sono stati acquisiti dall\u2019attuale coscienza, \u00e8 portato a concludere\u00a0 che questi provengono da coscienze anteriori alla coscienza attuale. In questo modo formula la teoria delle vite successive come modo di evoluzione spirituale.<\/p>\n<p>\u00ab L\u2019esame minuzioso di tutti i fatti ancora non spiegati dalla psicologia classica nell\u2019ambito della psicologia normale e anormale ci consente di concludere avvalorando la presenza nell\u2019essere di principi dinamici e psichici d\u2019ordine superiore, indipendenti dal funzionamento dei centri nervosi, preesistenti e che sopravvivono al corpo, sottomessi ad una evoluzione correlativa all\u2019evoluzione organica.\u00bb (L\u2019essere subconscio).<\/p>\n<p>Carl Gustave Jung\u00a0 ha scritto: \u201c La mia vita \u00e8 la storia di un inconscio che ha compiuto la sua realizzazione. Tutto ci\u00f2 che sta nell\u2019inconscio vuole divenire avvenimento e la personalit\u00e0, anch\u2019essa, vuole esprimersi a partire dalle sue condizioni inconsce e sentirsi vivere in totalit\u00e0.\u201d Il pensiero del grande psicanalista ed esploratore dell\u2019anima umana mi ispira la seguente riflessione come conclusione (provvisoria): il Loto, che nella mitologia hindu ed egiziana d\u00e0 nascita alle divinit\u00e0, non sarebbe il simbolo della nostra personalit\u00e0 apparente, che, come il fiore che sboccia alla superficie dell\u2019acqua, affonda le sue radici nelle profondit\u00e0 e da l\u00ec attinge la sua vita?<\/p>\n<p>A cura di luciana scalabrini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viviamo alla superficie del nostro essere. 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