{"id":1864,"date":"2011-01-06T03:25:15","date_gmt":"2011-01-06T03:25:15","guid":{"rendered":"http:\/\/pro.ovh.net\/~emillena\/it\/?p=1864"},"modified":"2016-04-03T23:04:29","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:29","slug":"limpossibile-domanda-secondo-la-visione-penetrante-di-jiddu-krishnamurti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/limpossibile-domanda-secondo-la-visione-penetrante-di-jiddu-krishnamurti\/","title":{"rendered":"L&#8217;impossibile domanda-secondo la visione penetrante di Jiddu Krishnamurti"},"content":{"rendered":"<p>3e mill\u00e9naire, n\u00b0 96<\/p>\n<p>\u201cIl desiderio \u00e8 una forza straordinaria nella nostra vita. Lo si sopprime, lo si fugge, si cambiano le attivit\u00e0 del desiderio, lo si razionalizza, vedendo come appare e qual \u00e8 la sua sorgente.<\/p>\n<p>Dunque, osserviamo il movimento del desiderio. Non diciamo che bisogna sopprimerlo, fuggirlo o sublimarlo, qualsiasi sia il senso di questa parola\u201d.<\/p>\n<p>Il meccanismo di fuga, di paura di fronte al desiderio, del desiderio di fronte alla paura, della paura della paura sono descritti non per costruire una teoria, ma piuttosto per gettare qualche luce su un percorso che noi immaginiamo, che sogniamo, in mancanza di viverlo pienamente: l\u2019osservazione dell\u2019emozione.<\/p>\n<p>In effetti: voglio guardare ci\u00f2 che \u00e8. Mi accorgo per esempio che sono avido, ma questo non cambia niente. L\u2019avidit\u00e0 \u00e8 un sentimento e ho guardato questo sentimento come avidit\u00e0. La parola non \u00e8 la cosa; ma forse sto confondendo la parola e la cosa. \u00c8 molto complesso; forse \u00e8 la parola che suscita il sentimento.<\/p>\n<p>La mente pu\u00f2 liberarsi dalla parola, e osservare? La parola riveste nella mia vita una tale importanza ai miei occhi! Sono schiavizzato dalle parole? Sapendo per\u00f2 che la parola non \u00e8 la cosa\u2026 La parola ha preso una tale importanza che\u00a0 \u00e8 pi\u00f9 per me che una realt\u00e0 effettiva?<\/p>\n<p>Il sentimento \u00e8 il presente, riconosciuto attraverso l\u2019intermediazione\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 della parola fondata sul passato; perci\u00f2 io vivo costantemente nel passato.<br \/>\nIl passato sono io.<br \/>\nOra, il passato \u00e8 il tempo; dunque il tempo sono io. L\u2019io dice: \u201cnon devo andare in collera perch\u00e9 il mio condizionamento mi ha insegnato: non bisogna essere avido, non bisogna arrabbiarsi\u201d.<br \/>\nIl passato sta dicendo al presente ci\u00f2 che bisognerebbe fare. Posso perci\u00f2 osservare l\u2019avidit\u00e0 in quanto fatto, senza il passato? Si pu\u00f2 procedere all\u2019osservazione dell\u2019avidit\u00e0 senza darle un nome, senza essere intrappolato dalla parola, avendo capito che la parola pu\u00f2 suscitare il sentimento, e che, se la parola suscita il sentimento, allora la parola, cio\u00e8 io, io che sono il frutto del passato, mi comando di non arrabbiarmi?<br \/>\n\u00c8 possibile guardare ci\u00f2 che \u00e8 senza io, cio\u00e8 senza l\u2019osservatore?<br \/>\nPosso osservare l\u2019avidit\u00e0, la sensazione, poi la sua soddisfazione e la sua azione senza l\u2019osservatore che \u00e8 il passato?<\/p>\n<p>La base di una vera osservazione \u00e8 posta. Si pu\u00f2 osservare senza l\u2019osservatore che condiziona ci\u00f2 che vede?<\/p>\n<p>\u201cL\u2019osservazione deve essere libera, senza direzione, senza motivo per potere comprendere il movimento del desiderio. Il desiderio proviene dalla sensazione. La sensazione \u00e8 il contatto, la visione. Allora il pensiero crea un\u2019immagine a partire da questa sensazione; quel movimento del pensiero \u00e8 l\u2019origine del desiderio\u201d.<br \/>\nComprendiamo lucidamente ci\u00f2 che \u00e8 un\u2019immagine?<br \/>\nCi\u00f2 che \u00e8 vedere attraverso le immagini, vedere l\u2019avidit\u00e0, la collera, la paura, l\u2019agitazione, la tristezza, l\u2019angoscia, l\u2019invidia, la gelosia\u2026<\/p>\n<p>L\u2019emozione non \u00e8 un\u2019immagine, ma la sento, la percepisco, l\u2019osservo, identificata al processo di proiezione condizionato che etichetta automaticamente quell\u2019emozione in positivo, quell\u2019altra in negativo.<br \/>\nCon un minimo di onest\u00e0 la prova \u00e8 evidente, perch\u00e9 \u201cse si \u00e8 totalmente liberi da tutte le immagini, allora non si sarebbe pi\u00f9 n\u00e9 feriti n\u00e9 turbati\u201d.<\/p>\n<p>Non lo si sarebbe pi\u00f9 del tutto, nemmeno un po\u2019\u2026 Questa nota, che noi l\u2019accettiamo o no, senza una vera domanda, non rende forte l\u2019osservatore?<\/p>\n<p>L\u2019osservazione non \u00e8 l\u2019introspezione<\/p>\n<p>Scoprire le nostre paura e i loro movimenti subconsci, scoprire i desideri e le paure che ci portano di illusione in illusione, \u00e8 una via di liberazione che possiamo presentire ad un certo momento della nostra vita.<br \/>\nSolamente, come andremo a iniziare questa scoperta: sistematicamente, con una investigazione minuziosa o a caso secondo l\u2019ispirazione, da un momento all\u2019altro e secondo l\u2019occasione?<\/p>\n<p>Krishnamurti sorprende con le sue proposizioni, invita ad \u201capprendere, osservare, sentire come guardare\u201d e ricorda che \u201cse si esercita la lucidit\u00e0, se diventa un\u2019abitudine, allora diventa dolorosa e noiosa; ma la lucidit\u00e0 non pu\u00f2 essere l\u2019oggetto di una ricerca, non pu\u00f2 essere controllata, non si pu\u00f2 trasformare in una disciplina ed \u00e8 questa la sua bellezza (\u2026)<\/p>\n<p>Se voi provate ad essere lucido per sradicare la collera, la gelosia, il senso di possesso o qualsiasi cosa, questo diventa penoso. Una tale lucidit\u00e0 non \u00e8 la lucidit\u00e0. Non \u00e8 che un processo di introspezione, che tenta di diventare qualcosa. Nella lucidit\u00e0 non c\u2019\u00e8 divenire, ma semplicemente l\u2019osservazione, una silenziosa osservazione.<\/p>\n<p>Non \u00e8 l\u2019introspezione, descritta da Krishnamurti, che noi esercitiamo e che siamo pronti a esercitare di nuovo, ancora e ancora?<br \/>\nL\u2019emozione che accade non \u00e8 nominata, come l\u2019abbiamo visto adesso, e di conseguenza percepita faccia a faccia, senza apertura, acchiappata al colletto con una attenzione tesa?<\/p>\n<p>La conoscenza di s\u00e9 attraverso l\u2019introspezione non \u00e8 una via di risveglio, essa indurisce il ricercatore, \u00e8\u00a0 sofferenza psicologica.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019introspezione porta alla frustrazione, a dei conflitti, poich\u00e9 in essa \u00e8 implicato un desiderio di cambiamento, mentre la lucidit\u00e0 \u00e8 uno stato nel quale non c\u2019\u00e8 n\u00e9 condanna, n\u00e9 giustificazione, n\u00e9 identificazione, perci\u00f2 c\u2019\u00e8 comprensione; e in questo stato di lucidit\u00e0 passiva e vivace non c\u2019\u00e8 n\u00e9 sperimentatore n\u00e9 l\u2019oggetto dell\u2019esperienza\u201d.<br \/>\nPer l\u2019esempio della collera, Krishnamurti esplicita cos\u00ec la trasformazione lucida di ci\u00f2 che \u00e8:<\/p>\n<p>\u201cc\u2019\u00e8 una distanza quando esiste un centro di condanna, di giustificazione, il censore; distinto dal fatto, da ci\u00f2 che \u00e8.<br \/>\nQuando non c\u2019\u00e8 centro, nessun censore, c\u2019\u00e8 una distanza tra s\u00e9 e il fatto? Esiste una distanza? Guardate, io sono in collera. La collera \u00e8 una reazione, so che sono in collera. \u00c8 una cosa che \u00e8 fuori di me. Io non dico io sono in collera, ma dico \u201cio sono la collera\u201d.<\/p>\n<p>Quando posso dire io sono la collera non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 distanza. C\u2019\u00e8 ci\u00f2 che \u00e8. Ma dall\u2019istante in cui voi dite io sono in collera c\u2019\u00e8 una distanza; e da questo momento cerco di coprire questa distanza volendo agire sul fatto.<br \/>\nMa, quando mi rendo conto che sono io stesso la collera, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio che mi permette di fare qualsiasi cosa, non c\u2019\u00e8 che il fatto. E dall\u2019istante in cui c\u2019\u00e8 quello che c\u2019\u00e8, esso prende un\u2019importanza immensa, il mezzo di sbarazzarsene non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Per conseguenza ci\u00f2 che \u00e8 subisce una trasformazione completa nell\u2019istante in cui non esiste pi\u00f9 questa distanza generata dal censore\u201d.<\/p>\n<p>Non ci sono mezze misure, Krishnamurti \u00e8 spesso molto chiaro su questo punto, \u00e8 la comprensione diretta, la lucidit\u00e0, la visione penetrante dei limiti inerenti al nostro modo introspettivo di osservare che fa il grande salto; \u00e8 la \u201crivoluzione del silenzio\u201d.<\/p>\n<p>Dall\u2019energia alla vacuit\u00e0<\/p>\n<p>Vogliamo osservare l\u2019emozione come qualcosa che bisognerebbe vedere per liberarsene.<\/p>\n<p>Su questa base, la nostra vita interiore si \u00e8 distinta in oggetti percepiti e soggetti che percepiscono. Sentiamo questi oggetti come reali e soffriamo di non poterli dissolvere e di esserne alla merc\u00e9. Nel punto stesso di sentirci senza energia, sfiniti dalle lotte interne di cui ignoriamo molto spesso l\u2019esistenza. \u00c8 la frammentazione della nostra coscienza che fabbrica questo mondo di pensieri e di emozioni conflittuali, che dissipa l\u2019energia naturale che ci \u00e8 data.<\/p>\n<p>\u201cPer osservare ci\u00f2 che \u00e8, ci vuole dell\u2019energia; ce ne vuole per osservare\u2026 non importa cosa, qualsiasi cosa. Ora, tutte quelle frammentazioni di cui siamo fatti sono delle divisioni di quell\u2019energia. Il \u201cme\u201d e il \u201cnon me\u201d, la collera e la non collera, la violenza e la non violenza, tutto quello sono delle frammentazioni dell\u2019energia.<br \/>\nOra, se un frammento prende autorit\u00e0 sugli altri, abbiamo un\u2019energia che funziona coi frammenti (\u2026): non c\u2019\u00e8 che energia e frammentazione. Questa energia \u00e8 frammentata dal pensiero, e questa \u00e8 la via del condizionamento\u2026<br \/>\nLa coscienza \u00e8 dunque la totalit\u00e0 delle frammentazioni dell\u2019energia; e, come abbiamo detto, uno di quei frammenti \u00e8 l\u2019osservatore, il me, quella scimmia che \u00e8 incessantemente agitata.<\/p>\n<p>La mente pu\u00f2 vedere quel movimento nella sua totalit\u00e0 e senza il centro che dice \u201cio lo vedo\u201d?<br \/>\nPerch\u00e9 dall\u2019istante in cui c\u2019\u00e8 un centro, questo diventa un agente di divisione?<br \/>\nL\u2019io e il non io, ci\u00f2 che \u00e8 in voi, il pensiero, ha costruito quell\u2019io col suo desiderio, il suo impulso a trovare una sicurezza, una salvaguardia. In questa sede di sicurezza ha diviso l\u2019energia in me e non me e attraverso quella stessa si tuffa nella insicurezza. La mente pu\u00f2 vedere tutto questo nel suo intero? Non lo pu\u00f2 dal momento in cui c\u2019\u00e8 un frammento che fa l\u2019osservatore\u201d.<\/p>\n<p>Krishnamurti non indica le tappe successive e non parla di progressione: \u201csi tratta di vedere nel suo intero\u201d, vedere ci\u00f2 che \u00e8 in una relazione pura senza condizionamento, senza relazione d\u2019osservatore a oggetto osservato perch\u00e9: \u201cvivere senza confrontare ci solleva da un fardello molto pesante\u201d.<\/p>\n<p>Una volta liberati dal fardello della comparazione, dall\u2019imitazione, dal conformismo, dall\u2019adattamento, dalla modificazione, vi trovate allora in faccia a ci\u00f2 che \u00e8.<br \/>\nIl conflitto non appare che quando si prova a fare subire qualcosa a ci\u00f2 che \u00e8, che sia una trasformazione, una modificazione, un cambiamento, una censura, una eliminazione, o ancora che cerchiate di fuggire.<br \/>\nMa se avete la visione penetrante di ci\u00f2 che \u00e8, allora il conflitto cessa; voi restate solamente in presenza di ci\u00f2 che \u00e8\u201d.<\/p>\n<p>Lo stato della mente che ha la visione penetrante \u00e8 la vacuit\u00e0 totale.<br \/>\nLa libert\u00e0 suppone una vacuit\u00e0 per osservare. Questa vacuit\u00e0 vi d\u00e0 la visione penetrante di ci\u00f2 che \u00e8 la violenza, non delle diverse forme della violenza, ma della natura e della struttura integrale della violenza; l\u2019azione sulla violenza \u00e8 dunque immediata, si \u00e8 totalmente liberi dalla violenza.<\/p>\n<p>L\u2019impossibile apertura si pu\u00f2 realizzare?<\/p>\n<p>Questa visione penetrante, perch\u00e9 senza separazione, non si richiude evidentemente su di un oggetto emozionale percepito. Perch\u00e9 ogni oggetto emozionale, ogni emozione manifestata no esiste che nella frammentazione della coscienza, l\u00e0 dove un osservatore la nomina, la riconosce.<br \/>\nSi pu\u00f2 vedere senza giudicare, la mente totalmente aperta? Si pu\u00f2 vedere la totalit\u00e0 della coscienza emozionale? L\u2019indagine ci porta ai limiti dell\u2019oggettivit\u00e0 e del ragionevole convenzionale..<br \/>\nNon crediamo pi\u00f9 all\u2019osservazione frontale, alla caccia alle emozioni perturbatrici, alla tranquillit\u00e0 come rimedio, al sollievo sistematico, alle buone volont\u00e0 interiori di fronte alle cattive emozioni, al soggetto che diverr\u00e0 cosciente, alla prossima liberazione, all\u2019esercizio della lucidit\u00e0, all\u2019esperienza che bisognerebbe fare\u2026<br \/>\nL\u2019impossibile domanda \u00e8 alle nostre porte\u2026<\/p>\n<p>Krishnamurti non conduce l\u2019indagine verso qualcosa da vedere, ma interroga l\u2019 investigatore arrivato a maturit\u00e0, interroga la mente che scopre l\u2019ampiezza del suo condizionamento e che non sa pi\u00f9 troppo come osservare.<\/p>\n<p>\u201c Non ci poniamo mai una domanda impossibile, ci domandiamo sempre ci\u00f2 che \u00e8 possibile. Se vi fate una domanda impossibile la vostra mente deve trovare la risposta in termini dell\u2019impossibile, non in funzione del possibile. Ma se dite: \u201c\u00e8 possibile\u201d, abbandonate(\u2026)<br \/>\nLa domanda impossibile \u00e8 questa; \u201c la mente pu\u00f2 vuotarsi del conosciuto?\u201d La mente stessa, non siete pi\u00f9 voi che la vuotate. Questo \u00e8 impossibile. Se fate la domanda con il pi\u00f9 intenso ardore, la pi\u00f9 grande gravit\u00e0, con passione, voi scoprirete.<br \/>\nMa se dite\u201d oh! \u00c8 possibile\u201d restate in panne.\u201d<\/p>\n<p>La domanda impossibile \u00e8 il vettore di una tutt\u2019altra dimensione.<br \/>\nE\u2019 la risultante di un cammino divenuto impossibile, di un modo d\u2019osservazione giunto al suo termine. Questo traguardo \u00e8 la comprensione spontanea e incredibile \u201c\u00a0 che\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019osservatore \u00e8 la cosa osservata\u201d., che l\u2019osservatore della paura \u00e8 la paura, che l\u2019osservatore del desiderio \u00e8 il desiderio\u2026 che l\u2019osservatore dell\u2019emozione \u00e8 l\u2019emozione e che non \u00e8 fuori dal processo frammentato dell\u2019energia emozionale, perch\u00e9 \u00e8 un elemento di quel processo, \u00e8 il processo stesso.<\/p>\n<p>La paura, l\u2019ansia, l\u2019emozione non esistono che nella frammentazione dell\u2019energia in osservatore\/osservato. E\u2019 un punto cruciale ; non si tratta di credere in \u201c un osservazione senza osservatore\u201d, non frammentario, globale, per farne un nuovo dogma ed idealizzarne l\u2019esistenza.<\/p>\n<p>D\u2019altronde la mente seria di un vero ricercatore non potrebbe crederci. Possa la sua ricerca condurre\u00a0 a questo ultimo punto di chiarimento!<\/p>\n<p>a cura di l. scalabrini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3e mill\u00e9naire, n\u00b0 96 \u201cIl desiderio \u00e8 una forza straordinaria nella nostra vita. Lo si sopprime, lo si fugge, si cambiano le attivit\u00e0 del desiderio, lo si razionalizza, vedendo come appare e qual \u00e8 la sua sorgente. Dunque, osserviamo il movimento del desiderio. 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