{"id":1879,"date":"2011-01-11T03:51:24","date_gmt":"2011-01-11T03:51:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=1879"},"modified":"2016-04-03T23:04:29","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:29","slug":"fisica-del-2000-metafisica-tra-2000-anni-una-vera-filosofia-di-aime-michel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/fisica-del-2000-metafisica-tra-2000-anni-una-vera-filosofia-di-aime-michel\/","title":{"rendered":"Fisica del 2000, metafisica tra 2000 anni, una vera filosofia di Aim\u00e9 Michel"},"content":{"rendered":"<p>Socrate, abbiamo appreso \u201cfece discendere la filosofia dal cielo sulla terra\u201d. Avendo proposto l\u2019uomo come misura di tutte le cose, la saggezza dopo di lui prese l\u2019uomo come primo oggetto, spesso unico oggetto.<\/p>\n<p>O Socrate dalla bocca d\u2019oro! Non ha scritto niente e per\u00f2 duemila e cinquecento anni dopo il suo precetto rimane recepito fedelmente: l\u2019uomo, l\u2019uomo, sempre l\u2019uomo, anche quando lo si distrugge o si immagina che lo si distrugga, o che lo si restituisca al \u201cmondo minerale\u201d, come Levi-Strauss. Dimentichiamo il nome del saggio contemporaneo autore di questa parola forte:\u00a0&#8221; la Natura mi rompe le scatole\u201d.<br \/>\nLa natura annoiava sicuramente Socrate, il cittadino che non una volta si sposta per vedere il mare, che non esce da Atene che per compiere, come dice, il dovere di soldato. Fece dunque discendere la filosofia sulla terra. Ma discendere da dove? A cosa pensavano gli uomini prima di non pensare che a se stessi?<br \/>\nAlla legge primordiale. All\u2019universo. Allo spazio celeste. All\u2019origine delle cose. Alla loro fine. Al significato dell\u2019essere. Al cambiamento. Al tempo. All\u2019infinita molteplicit\u00e0 dei mondi.<\/p>\n<p>E\u2019 Talete, il pi\u00f9 vecchio dei presocratici che personifica meglio quei tempi primitivi. Talete che, uscito la notte a contemplare gli astri, cadde, dice, in un pozzo. Talete che, secondo Aristotele, diceva : \u201cIl mondo \u00e8 pieno di dei\u201d. Talete ancora che, secondo Aristotele e\u00a0 Ippia, attribuiva la vita stessa alle cose inanimate e citava come argomento le propriet\u00e0 della calamita\u00a0 e dell\u2019ambra(dell\u2019ambra ionizzata per sfregamento che attira o respinge gli oggetti leggeri).<\/p>\n<p>Oppure \u00e8 Anassimandro, \u00a0altro presocratico di Mileto, che crede che una sostanza unica che chiama illimitata \u00e8 la sorgente di tutte le cose. Dopo Simplicio, Anassimandro insegnava che\u00a0 &#8220;gli opposti si trovano all\u2019inizio nella sostanza primordiale, senza confini, e poi si differenziano\u201d.<\/p>\n<p>Un altro, Anassimene di Mileto, precisa, secondo Ippolito, che \u00a0\u201cdalla sostanza primordiale deriva tutto ci\u00f2 che \u00e8, \u00e8 stato e sar\u00e0, compresi gli dei e il divino\u201d.<br \/>\nLa vita \u00e8 inerente alla materia? E\u2019 lei che cambia nello stesso tempo di ci\u00f2 che \u00e8 mosso? Guthrie, uno degli storici pi\u00f9 recenti, del pensiero greco, dice che queste domande non cessano di tormentare i grandi spiriti fino a Socrate.<\/p>\n<p>Verso il 450 dunque\u00a0 \u201cla filosofia scende dai cieli sulla terra\u201d. Poi \u00e8 Dio che discende sulla terra: crocifissione. L\u2019umanit\u00e0 continua. Quattro secoli pi\u00f9 tardi, l\u2019ultimo saggio greco, Hierocle, insegna per l\u2019ultima volta la legge primordiale: onora\u00a0 gli dei immortali, nell\u2019ordine che fu loro assegnato dalla legge.<\/p>\n<p>Hierocle sa di essere l\u2019ultimo, che il suo mondo sta per finire. A Costantinopoli ha visto da vicino il mondo nuovo che gi\u00e0 lo sostituisce. Arretrato per il suo insegnamento pagano e condannato alla flagellazione, prende in mano il suo sangue che cola e lo mostra al magistrato cristiano: \u201cTieni, bevi, Ciclope che mangi la carne umana!\u201d. E\u2019 un verso di Omero che l\u2019altro senza dubbio non conosceva nemmeno.<\/p>\n<p>Parlando di Socrate, Hierocle paragona i suoi ragionamenti ai dadi che cadono sempre\u00a0 sul piede da qualunque parte li si getti. La parola della fine dell\u2019antichit\u00e0 \u00e8 un supremo sforza di coscienza per il rigetto della fascinazione socratica. Ma a che serve ormai esorcizzare Socrate, anch\u2019esso dimenticato?<\/p>\n<p>\u00ab Contempliamo per un momento le tenebre illimitate dove accade l\u2019atto di creazione. Ondeggiamo in uno spazio dove il tempo non esiste ancora poich\u00e9 non ci sono movimenti. La materia fa apparire il movimento, con lui il tempo. Questo spazio \u00e8 il fondo immobile\u00bb<\/p>\n<p>A un discorso cominciato cos\u00ec, si sente la risposta sarcastica di Socrate, il suo scoppio di risa: \u201cPrima conosci te stesso\u201d. E come una eco, il sogghigno della filosofia moderna. Ma Pitagora, Anassimandro, Talete,\u00a0 Eraclito, Xenofane, loro, avrebbero avuto qualcosa da ridire. L\u2019autore di questo scritto \u00e8 un presocratico ben riconoscibile. Crede che ci si possa giustamente interrogare sull\u2019inizio delle cose, sulla legge primordiale, sull\u2019assoluto.<\/p>\n<p>Si chiama Itzhak Bentov, \u00e8 americano, gli interessa poco filosofare, essendo ingegniere: inventa apparecchi di biologia e di medicina. Bentov: uno sconosciuto che nessun filosofo legger\u00e0, nemmeno in America. Sono trent\u2019anni che Koesstler annuncia la morte della filosofia professionale, suicidata alla roulette socratica o cartesiana, e la sua resurrezione tra i sapienti. Ebbene, \u00e8 cos\u00ec! Ho citato Bentov. Potrei nominarne\u00a0 venti altri, forse cento, tutti scienziati, tutti ignorati dalla filosofia\u00a0 scolastica ( e reciprocamente). Hanno improvvisamente sentito insieme, senza conoscersi, nello stesso momento, \u201cnei meravigliosi anni\u00a0 settanta\u201d, come dice uno di loro, il bisogno di spiegare come vedono il mondo, l\u2019uomo nel mondo, la relazione tra la scienza e la coscienza, della fisica quantica e della mente.\u00a0\u00a0 E\u2019 una fioritura e tanto pi\u00f9 interessante perch\u00e9 tutti quegli uomini e donne appartengono\u00a0 ad almeno tre generazioni. Certi potrebbero essere miei genitori, altri miei figli. C\u2019\u00e8 stata maturazione, a volte molto lunga, a volte iniziata in pieno\u00a0 &#8220;trionfalismo\u00a0 razionale\u201d negli anni venti. Grandi spiriti si facevano gi\u00e0 quelle domande quando io cominciavo a leggere, e quello si sa un mezzo secolo pi\u00f9 tardi.<\/p>\n<p>\u00abLa mia ambizione di fare una teoria dell\u2019universo risale ai tempi in cui studiavo i matematici a Princeton nel 1927\u00a0 &#8220;confessa A.M. Young che aspetter\u00e0 il1976 per pubblicare due libri\u00a0 che riassumono i risultati\u00a0 delle sue meditazioni. Nell\u2019intervallo, ha, tra le altre cose, inventato l\u2019elicottero Bell. Perch\u00e9 ha atteso, come gli altri, \u201c i meravigliosi anni settanta \u201c?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 allora che la scienza modello, la scienza materialista per eccellenza, in breve, la fisica &#8211; sviluppando, secondo la sua logica matematica e sperimentale, un percorso che risale all\u2019inizio del secolo ha\u00a0 esploso nell\u2019universo miracolo e magia.<\/p>\n<p>In quell\u2019universo certi fisici, come il francese Costa de Beauregard, aveva penetrato fin dagli anni cinquanta. Ma ci\u00f2 che essi dicevano era talmente nuovo, talmente impressionante, talmente ingiurioso nei confronti del buon senso, che venti anni di discussione non furono loro troppi per farsi capire. Non \u00e8 che all\u2019inizio degli anni settanta che i loro colleghi cominciarono a prendere sul serio, poi ad esaminare attentamente le loro ragioni, infine a convenire che la fisica era arrivata alla sua ora di verit\u00e0. Tutti ormai non \u201cpensano che a questo\u201d.<\/p>\n<p>Spiego ora di che si tratta. Non ho bisogno di essere fisico, sebbene la sorgente sia nella fisica. I fisici stessi si sono dati la pena di dire in un linguaggio comune le grandi idee che li ispirano.\u00a0 E anche che l\u2019universo che ora esplorano \u00e8 lui stesso uscito dalla fisica, senza abbandonarla, per ritrovare le intuizioni fondamentali dell\u2019anima, quelle verso cui la scienza,\u00a0 il genio greco alla nascita si era spontaneamente rivolto per tentare di percepirvi gli ultimi segreti. Dopo una deviazione\u00a0 di pi\u00f9 di venti secoli nei quali la scienza, per essere pura, aveva abbandonato l\u2019uomo\u00a0 alle dispute contraddittorie dei filosofi, eccola che, avendo spinto la purezza ai limiti, si vede costretta\u00a0 a spezzarli ed a prendere infine l\u2019uomo in conto nei suoi calcoli.\u00a0 Con una coincidenza in cui ogni pitagorico vedrebbe il compimento della legge primordiale a cui nulla sfugge, la riscoperta della scienza con l\u2019uomo arriva nel momento stesso in cui le cosiddette scienze umane\u00a0 si lamentano di non avere pi\u00f9 oggetto, essendo l\u2019uomo, dicono, restituito a causa loro alla trivialit\u00e0 del sasso. Giustamente il sasso \u00e8 dei fisici. E i fisici dicono: \u201cNo\u201d.\u00a0 L\u2019uomo reso ai fisici ritrova con loro ci\u00f2 di cui li si voleva privare: la sua essenza spirituale.<\/p>\n<p>La porta della fisica sull\u2019uomo si \u00e8 aperta senza chiasso, all\u2019insaputa di tutti verso gli anni 1930, quando la matematica dei fenomeni atomici ha svelato il mistero apparentemente insolubile e assurdo dell\u2019indeterminazione.<\/p>\n<p>Ecco un elettrone che vola nel vuoto del tubo catodico. Dov\u2019\u00e8 ?Fino a che non \u00e8 arrivato al detector che \u00e8 l\u00ec per segnalarlo, non ne sappiamo niente. E quando \u00e8 giunto e l\u2019ago fa un segno, mostrando l\u2019azione del carico, sappiamo che era l\u00e0, ma che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Con qualche apparecchiatura che si immagina, le diseguaglianze di Heisemberg ci avvertono che non si pu\u00f2 immaginare nessuno che ci dica allo stesso tempo la sua posizione e\u00a0 la sua quantit\u00e0 di movimento. Tutti sanno questo da pi\u00f9 di mezzo secolo. Da l\u00ec \u00e8 nata una discussione dapprima solo fisica, poi filosofica. Ci\u00f2 che si \u00e8 chiamata l\u2019interpretazione di Copenaghen, infinitamente dimostrata ad ogni nuova esperienza, obblig\u00f2 ad ammettere che l\u2019impossibilit\u00e0 di sapere non era da attribuire alla mancanza di sapere, ma alla realt\u00e0 della indeterminazione.<\/p>\n<p>Da quella indeterminazione reale, che \u00e8 nella natura delle cose, tutto ci mostra dal 1930, la generalit\u00e0. Passata una certa piccolezza \u2013 quella dell\u2019atomo, dell\u2019elettrone, del fotone, quella dei fenomeni che si manifestano con l\u2019apparizione delle onde e dei corpuscoli-, tutto si fa in virt\u00f9 di una meccanica unica, misteriosa, che una equazione di Schrodinger permette di calcolare, di descrivere in cifre, ma che la mente \u00e8 impotente a vedere in forma di immagine, e che si chiama il collasso dell\u2019onda \u201cpsi\u201d (che non ha niente a che vedere con la parapsicologia) . Tutto questo \u00e8 stato pi\u00f9 volte volgarizzato, alcuni filosofi vi hanno aggiunto le loro fioriture, e per\u00f2 il senso reale generale dell\u2019indeterminazione\u00a0 non ha che tardi assunto la sua vera dimensione, anche nella mente dei sapienti.<br \/>\nCredo che il caso di indeterminazione pi\u00f9 impressionante per i profani, tra cui io, \u00e8 quello della disintegrazione del nucleo atomico. Ecco un sassolino di radio puro, diciamo di due grammi; \u00e8 formato di un aggregato di atomi tutti rigorosamente identici\u00a0 (che vuol dire la sua purezza: non ci sono che atomi di radio\u00a0 ciascuno \u00e8 identico a ciascuno degli altri). \u00a0Questo sassolino \u00e8 radioattivo cio\u00e8 ad ogni momento, inesorabilmente, un certo numero dei suoi atomi si disintegrano trasformandosi in radiazioni diverse, sempre le stesse anch\u2019esse. Questo \u00e8 di una assoluta regolarit\u00e0 che niente pu\u00f2 far variare sebbene alla fine di1590 anni, il suo periodo, non rimarr\u00e0 che un mezzo grammo. Ad ogni periodo, perde la met\u00e0 della sua massa. Tutto questo sembra semplice, non ci si domanda perch\u00e9, tra tutti quegli atomi identici, certi si disintegrano ora e altri tra 10.000 anni 100.000 secoli.Ogni periodo vede sparire la met\u00e0 del nucleo. Tra mille miliardi di anni, o di secoli, rester\u00e0 ancora la met\u00e0 della met\u00e0 della met\u00e0 . C\u2019\u00e8 qualcosa che resiste all\u2019immaginazione e ad\u00a0 ogni ragionamento: se consideriamo uno tra tutti i nuclei non c\u2019\u00e8 niente in lui che determini se si disintegrer\u00e0 nel secondo che segue o tra cento anni. Forse sar\u00e0 ancora l\u00ec tra mille miliardi di secoli. Qual \u00e8 la differenza tra due nuclei, di cui uno esplode in questo momento e un altro che sopravviver\u00e0 alla fine del mondo? La fisica quantistica ipotizza che esista tra due nuclei una differenza che non percepiamo o che si possa attribuire all\u2019ipotesi dell\u2019indeterminazione reale, cio\u00e8 dell\u2019esplosione che accade senza causa. Questa ultima ipotesi sola rende conto di ci\u00f2 che accade non solo in questo caso, ma nell\u2019insieme di tutti i fenomeni fisici.<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 il collasso?<\/p>\n<p>Dalle prime scoperte di Louis de Broglie, verso il 1923, \u00e8 stata presa l\u2019abitudine di considerare la materia, la luce e le onde elettromagnetiche in generale come delle entit\u00e0 chiuse di \u201crealt\u00e0 complementari\u201d, l\u2019onda e il corpuscolo. Ogni particella comporta\u00a0 anche la sua \u201c nda associata\u201d. Una particolarit\u00e0 strana di quella complementariet\u00e0\u00a0 era che il corpuscolo e l\u2019onda non potevano essere messi in evidenza simultaneamente. La nozione di \u201crealt\u00e0 complementare\u201d\u00a0 \u00e8 allora passata dalla fisica alla filosofia e di l\u00e0 al linguaggio di tutti i giorni.<\/p>\n<p>In fisica si immaginava un\u2019onda che accompagnava realmente uno spostamento della particella materiale. Le due realt\u00e0 complementari\u00a0 erano conosciute come simultaneamente reali, sebbene rifiutassero di farsi vedere insieme. Uno studio di mezzo secolo su quello strano rifiuto, ha condotto gli scienziati ad una nuova presa di coscienza:\u00a0 le realt\u00e0 complementari\u00a0 non erano che un espediente verbale per sbarazzarsi\u00a0 di un fatto incredibile e pi\u00f9 profondo, che si esprime con la teoria quantica dei campi:\u00a0 \u00e8 l\u2019onda sola che esiste se non guardiamo, ma dal momento in cui vediamo l\u2019onda, \u00e8 il corpuscolo che si manifesta; ma nel momento in cui si manifesta, non \u00e8 pi\u00f9, \u00e8 di nuovo l\u2019onda. Il collasso \u00e8 questo evento misterioso, descritto dall\u2019equazione di Srhodinger nel corso del quale l\u2019onda si manifesta sotto forma di corpuscolo, che cessa di esistere manifestandosi, ridiventando un\u2019onda in un campo.<\/p>\n<p>La luce per esempio \u00e8 un\u2019onda finch\u00e9 non si manifesta, ma se urta uno schermo, \u00e8 un fotone che urta, non pi\u00f9 un\u2019onda, il fotone cessa di esistere in quanto fotone e ritorna onda.<br \/>\nSi chiama collasso questa transizione quantica. L\u2019equazione di Schrodinger prevede le probabilit\u00e0 di ci\u00f2 che accadr\u00e0 in una transizione. Ma il fenomeno fondamentale su cui si basa l\u2019intero universo fisico \u00e8 un sfida logica, a cui non si riesce a dare una risposta, se non accettando di uscire dalla fisica stretta.<\/p>\n<p>Il lettore scuser\u00e0 questa reiterata pedagogia; essa ha per scopo di preparare un faccia a faccia con una realt\u00e0 che costituisce il fondo delle cose, poich\u00e9 tutto accade con questa meccanica del collasso, dalla fisica delle stelle alla chimica della digestione, a quella del sistema nervoso, del dolore e dello star bene, a quella del sogno e del sonno. Questo ci fa scoprire nel fondo delle cose una completa a- causalit\u00e0. Il principio di causalit\u00e0 scompare del tutto nell\u2019infinitamente piccolo, da cui nascono tutte le cose esistenti.<\/p>\n<p>L\u2019infinitamente piccolo che genera il nostro essere non agisce con\u00a0 concatenamenti di causa e effetto. E\u2019 un universo escluso dalla necessit\u00e0. Il peggio che pu\u00f2 accadere, ha detto Planck, sarebbe immaginare una filosofia fondata su una fisica che non esiste pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ma bisogna rinunciare a quella filosofia e scrutare quella che ci impone la nuova fisica. Il mondo a- causale che supporta il nostro, cosa \u00e8?<br \/>\nIl lettore noter\u00e0 che non siamo ancora usciti dalla fisica, che, al contrario, ci siamo immersi pi\u00f9 profondamente, ed \u00e8 proprio l\u00e0, nel profondo che siamo forzati ad emergere&#8230;<\/p>\n<p>I fisici da trent\u2019anni hanno cercato di spezzare la frontiera dell\u2019inconoscibile, \u00a0conoscerlo e spiegarlo con delle cause. Ma per la maggior parte quei tentativi\u00a0 sono intellettualmente difficili. Cominciamo da quelli.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 classica \u00e8 la misura. Non ci sono conoscenze scientifiche se non misurabili. Ma il sub &#8211;\u00a0 quantico, per definizione, si rifiuta alla misurazione. Comincia dove il misurabile finisce.\u00a0 In ogni direzione esiste una misura che \u00e8 la pi\u00f9 piccola possibile ed \u00e8 sempre un multiplo della costante di Planck : h.\u00a0 Al di l\u00e0 del misurabile , cosa c\u2019\u00e8? Si \u00e8 obbligati a rispondere alla cieca, senza discernere a cosa porta questa risposta, che al di l\u00e0 del quantitativo esiste solo il qualitativo. Ma cos\u2019\u00e8 quel qualitativo?<br \/>\nLa teoria dell\u2019informazione elaborata soprattutto nel caso particolare da Szilard, Brillouin e Costa de Beauregard fornisce un\u2019indicazione filosofica in risposta a questa\u00a0 domanda Precisiamo: la loro analisi \u00e8 puramente fisica, fa astrazione da ogni speculazione metafisica, si esprime con equazioni. Per\u00f2 orienta il pensiero verso un apprendimento filosofico.<\/p>\n<p>Con il suo teorema Brillouin ha mostrato che ogni acquisizione di informazione si paga in energia. Nessuna informazione \u00e8 energeticamente gratuita Se volete visitare un tappeto di fiori, non lo potreste fare senza calpestare i fiori. Potete, col pensiero, alleggerirvi di tutto l\u2019inutile, non conservare che un piede, un occhio e il vostro cervello sinistro, ci sar\u00e0 sempre qualche fiore calpestato. Togliete il piede, l\u2019occhio, il cervello, i fiori resteranno, certo, intatti, nessuno sapr\u00e0 pi\u00f9 niente! Ci sono solo ancora dei fiori? Qui Costa de Beauregard insiste sul duplice senso della parola informazione. E\u2019 ci\u00f2 che s\u2019impara, ma \u00e8 anche in fisica l\u2019ordine di ogni struttura che si misura in bit (unit\u00e0 d\u2019informazione); \u00a0non si possono acquistare informazioni su un qualunque sistema fisico che distruggendo una parte corrispondente d\u2019ordine, di struttura.<\/p>\n<p>La nuova fisica generalizza ancora queste idee. Nel 1966 J.S.Bell enunciava un teorema che ne \u00e8, possiamo dire, il fondamento: \u201cNon potrebbe esistere una teoria della realt\u00e0 che afferma che avvenimenti separati siano indipendenti senza entrare in contraddizione con la fisica quantica\u201d.<\/p>\n<p>Ricordiamo che l\u2019avvenimento fondamentale in fisica \u00e8 il collasso. Non ci sono dunque nella natura che collassi indipendenti!<\/p>\n<p>Ora, ogni acquisizione di informazioni presuppone almeno un collasso (per esempio \u00e8 per collasso che ogni fotone si manifesta in fondo al nostro occhio). Dunque ogni collasso, e di conseguenza ogni avvenimento nella natura, \u00e8 anche uno scambio d\u2019informazione. Si esita a comprendere.\u00a0 Questo vorrebbe dire che non succede niente nella natura senza che qualcosa ne abbia coscienza? Vediamo apparire per la prima volta la parola coscienza.\u00a0 Ho rimandato l\u2019uso di questa parola pi\u00f9 tardi possibile in questo scritto. Ma \u00e8 quello che vogliono dire i fisici della nuova fisica. Il lettore perplesso si domander\u00e0 se questo vuol dire che anche una sola modifica di una sola particella atomica al centro della pi\u00f9 lontana stella presuppone l\u2019intervento di una coscienza. Ebbene, \u00e8 esattamente quello che i fisici vogliono dire. Non affermano ancora una cosa cos\u00ec enorme, almeno in maggioranza, ma tutti si domandano come si pu\u00f2 sfuggire a questo, tenuto conto della via irrefutabile con cui ci si arriva.<br \/>\nQuesta via \u00e8 astratta e difficile. Ne esiste un\u2019altra che almeno \u00e8 brevissima e luminosa. Ci si potrebbe chiedere se non \u00e8 un paradosso. Esso \u00e8 sotteso a tutte le altre discussioni. Costa de Beauregard la formula cos\u00ec: &#8220;Tutte le meccaniche esistenti descrivono il fenomeno elementare come fondamentalmente simmetrico tra avvenire e passato\u201d.<\/p>\n<p>Il fenomeno elementare \u00e8 il collasso. Ricordiamo che tutti gli altri fenomeni accadono attraverso quello. E vediamo questa simmetria: la mia mano tenendo un sasso \u00e8 tesa sopra uno stagno immobile. Filmate la scena. Lascio il sasso, la pietra cade: apparizione circolare di gocce d&#8217;acqua, ricaduta delle gocce, onde circolari che si allargano concentricamente sullo stagno a partire dal punto di caduta. Continuate a filmare mentre ritiro la mano fino lla quiete delle onde sull\u2019acqua. Fermatevi di filmare quando lo stagno ha ripreso l\u2019immobilit\u00e0 iniziale. Sviluppate il film di cui fate due copie che incollate una di seguito all\u2019altra, ma la\u00a0 prima all\u2019indietro, la fine messa all\u2019inizio. Otterrete cos\u00ec un nuovo film che, proiettato, vi mostrer\u00e0 i seguenti movimenti: stagno immobile, apparizione di onde concentriche che si muovono verso il centro diventando sempre pi\u00f9 alte fino al momento del cataclisma, dove vedrete delle gocce fiorire dall\u2019acqua, la scomparsa improvvisa delle onde al centro, con la comparsa simultanea del sasso che sale dall\u2019acqua e della mia mano che se ne impadronisce. Qui c\u2019\u00e8 il punto di giuntura dei due film e tutto ricomincia al contrario . Nel film avete visto un avvenimento simmetrico. E\u2019 simmetrico in quanto potete passare il film in qualsiasi senso senza la minima differenza.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il collasso, rigorosamente simmetrico nel tempo. A prima vista sembra niente.<\/p>\n<p>Ma ripassate il vostro film. La sua seconda parte non urta il buon senso. Tutto si spiega per via di causalit\u00e0: lascio il sasso, fioritura circolare di gocce d\u2019acqua, ecc. : si comprende molto bene la concatenazione delle cause. La prima parte invece \u00e8 miracolosa in senso stretto: se sapessi, stendendo la mano su uno stagno fermo, produrre delle onde retrograde, trarne un sasso e ripetere la cosa a volont\u00e0, sarei un taumaturgo, perch\u00e9 comanderei agli elementi , come Ges\u00f9 alla tempesta.<\/p>\n<p>I fisici hanno chiamato\u00a0 \u201conde avanzate\u201d ( in inglese precursor) la probabilit\u00e0 crescente che sorge dal niente e che culmina nel collasso. E\u2019 un\u2019inversione del caso, altrimenti detta una evoluzione finalizzata. Abbiamo visto che la sub &#8211; quantica \u00e8 completamente a- causale. E per\u00f2 \u00e8 infinitamente attiva! Ma nel modo di un atto in ogni punto finalizzato, in ogni punto suscitato da una volont\u00e0 elementare, con uno scopo elementare. Ogni collasso realizza l\u2019infinitamente improbabile, \u00e8 l\u2019essenza stessa\u00a0 di ci\u00f2 che al nostro livello definiamo con la parola volont\u00e0. Un fisico americano ha chiamato &#8221; impulso di una volont\u00e0\u201d questo fenomeno elementare, sorgente di tutti gli altri. Non \u00e8 un\u2019analogia, \u00e8, tranne che se la fisica quantica \u00e8 un\u2019enorme illusione, la volont\u00e0 allo stato puro, l\u2019intenzionalit\u00e0 pura, la finalit\u00e0 nella sua assoluta definizione.<\/p>\n<p>L\u2019infinita moltiplicazione dei collassi elementari genera l\u2019universo delle apparenze, quello dove viviamo, quello della statistica, del disordine, del caso e della necessit\u00e0. Ma non c\u2019\u00e8 necessit\u00e0 che nei grandi numeri. Le compagnie d\u2019assicurazione sanno che sabato prossimo tante auto si accalcheranno sulle strade, bench\u00e9 il proprietario di ogni auto abbia scelto liberamente di viaggiare. Il collasso ubbidisce ad una legge rigorosa come la necessit\u00e0 sognata da Monod espressa con l\u2019equazione di Poisson. Ma questa legge \u00e8 statistica e risulta da un\u2019infinit\u00e0 di collassi che sfuggono tutti ad ogni necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Chi non si sente, sapendo questo, preso dalle curiosit\u00e0 fondamentali dei presocratici? Che cosa \u00e8 quel caos primordiale\u00a0 delle volont\u00e0 elementari da cui emerge il mondo delle apparenze? Perch\u00e9 quel caos di pura indeterminazione traduce il suo volere in un fenomeno elementare di una struttura tale che, scorrendo il tempo si organizza irresistibilmente in onde e\u00a0 corpuscoli stabili, in nuclei, atomi, molecole, in galassie, stelle, pianeti, in macromolecole, cellule vive, in esseri organizzati che si evolvono verso il pensiero, che finalmente scopre tutto quello, prendendo coscienza delle leggi da cui esce? Conosci te stesso? Ma la scienza ti risponde: \u201cnon ci siamo\u201d . E doppiamente. Prima lo scacco due volte milionario della filosofia a spiegare il mistero dell\u2019uomo; e soprattutto per l\u2019arrivo della scienza sulle macerie della tua discendenza, o Socrate e la riscoperta della realt\u00e0 spirituale proprio l\u00e0 dove tu avevi voluto farci credere che non c\u2019era.<br \/>\nFinalmente, constata un fisico, e conformemente alla pi\u00f9 alta tradizione filosofica,\u201d la pura coscienza\u201d \u00e8 ora considerata come l\u2019ultima essenza dell\u2019universo, compreso l\u2019universo fisico.<\/p>\n<p>Due millenni e mezzo hanno cambiato il linguaggio. L\u2019interrogazione dell\u2019anima ha preso forma nel rigore delle equazioni. Ma \u00e8 sempre la stessa interrogazione. Ascoltiamo i saggi\u00a0 dialogare:.<\/p>\n<p>\u00ab Il rumore fondamentale \u00e8 senza forma. Il rumore fondamentale \u00e8 pura assenza di struttura. E\u2019 l\u2019oceano primordiale del caos da cui tutte le strutture hanno tratto la loro forma. Tuffarsi in quell\u2019oceano vergine pu\u00f2 essere la prossima avventura della specie umana, nel cuore del mistero dell\u2019essere, in un viaggio senza bussola attraverso la misteriosa profondit\u00e0 dei pre- fenomeni, dietro l\u2019audace carro della fisica.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abN\u00e9 l\u2019acqua n\u00e9 alcun altro elemento \u00e8 il fondamento delle cose, ma qualcosa di differente che \u00e8 senza confini e da dove nascono all\u2019essere i cieli e tutti i mondi che contengono.\u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Il fondamento delle cose (arch\u00e8) non ha origine, ma \u00e8 all\u2019origine di tutto. Abbraccia e dirige tutto.\u00bb (Anassimandro)<\/p>\n<p>\u00abAnassimene dice che l\u2019arch\u00e8\u00a0 \u00e8 un\u2019aria infinita da dove tutto procede, tutto ci\u00f2 che viene, \u00e8 venuto e verr\u00e0 all\u2019essere, anche gli dei e il divino. E\u2019 movimento perpetuo, perch\u00e9 altrimenti la cose che cambiano non cambierebbero\u201d I moderni presocratici dicono, noi l\u2019abbiamo visto, che la coscienza pu\u00f2 essere uno stato quantico macroscopico nel cervello. Ecco ci\u00f2 che insegna Diogene d\u2019Appollonia dopo Simplicio:<\/p>\n<p>\u00ab L\u2019esperienza umana e gli altri esseri viventi vengono dall\u2019aria, compresa la loro anima e la loro mente. Secondo me, possiede l\u2019intelligenza ci\u00f2 che si chiama aria e quella ha potere su tutto, perch\u00e9 \u00e8 questa sostanza che io considero dio\u00bb (Guthrie)<\/p>\n<p>Citazioni parallele potrebbero essere citate ancora in abbondanza. Concludiamo: \u201cL\u2019evidenza che gli oggetti fisici e le essenze spirituali hanno una forma di realt\u00e0\u00a0 molto simile ha molto contribuito alla mia pace interiore e in ogni modo non\u00a0 conosco nessun\u2019altra concezione che soddisfi alla meccanica quantica. \u201c E\u2019 un premio Nobel della fisica, E. Wigner che si esprime cos\u00ec.<\/p>\n<p>L\u2019illimitato, l\u2019a-causale spirituale nella sua essenza, volitivo, cosciente, idea unica, vertiginosa, nello spirito dei greci antichi prima che Socrate cominciasse a convertirsi alla sua psicanalisi, \u00e8 dunque\u00a0 di nuovo davanti a noi come la nostra\u00a0 \u201cprossima avventura\u201d.<\/p>\n<p>Fino a qui, niente mi fa prevedere se questa avventura \u00e8 un limite: \u201cNon andrai pi\u00f9 lontano\u201d, oppure una porta pronta ad aprirsi. Nell\u2019uno e nell\u2019altro caso, l\u2019uomo non sar\u00e0 pi\u00f9 lo stesso.<\/p>\n<p>Quanto a me, vedo una ragione di scommettere per la porta: \u00e8 che la soluzione sta in noi poich\u00e9 noi pensiamo. La porta nascosta attende nel nostro cervello, nella nostra coscienza che ha trovato e definito il problema. L\u2019enigma che la Sfinge si \u00e8 posta, sapr\u00e0 risolverlo.<\/p>\n<p>Aim\u00e9 Michel<\/p>\n<p>A cura di L. Scalabrini<\/p>\n<p>***<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Socrate, abbiamo appreso \u201cfece discendere la filosofia dal cielo sulla terra\u201d. Avendo proposto l\u2019uomo come misura di tutte le cose, la saggezza dopo di lui prese l\u2019uomo come primo oggetto, spesso unico oggetto. O Socrate dalla bocca d\u2019oro! 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