{"id":1887,"date":"2011-01-12T17:44:57","date_gmt":"2011-01-12T17:44:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=1887"},"modified":"2016-04-03T23:04:29","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:29","slug":"la-mascherata-del-secolo-di-aime-michel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/la-mascherata-del-secolo-di-aime-michel\/","title":{"rendered":"La mascherata del secolo di Aim\u00e9 Michel"},"content":{"rendered":"<p>Due personaggi fuori del comune, profetici e visionari Descartes e Cyrano de Bergerac. E\u2019 tutta la differenza che separa quelli che sanno e quelli che vedono.<\/p>\n<p>\u201cIo vado mascherato\u201d, diceva la massima di Descartes. Mascherato per nascondere cosa? Domanda senza risposta se \u00e8 ai suoi pensieri che si riferisce, poich\u00e9 \u00e8 morto senza svelarli. Ma anche domanda vana, perch\u00e9 ci\u00f2 che c\u2019era sotto la maschera, non lo sapeva nemmeno lui. Pi\u00f9 di tre secoli dopo la sua morte, possiamo affermarlo senza presunzione. Descartes ha formulato il quadro fino ad ora indiscutibile della scienza: le tre dimensioni dello spazio, pi\u00f9 il tempo. E per\u00f2 ha creduto e scritto che la natura avrebbe svelato il suo ultimo segreto dopo qualche generazione. Qui c\u2019\u00e8 un paradosso molto profondo che forse \u00e8 l\u2019essenza stessa della storia.<\/p>\n<p>Bisogna prima chiarire in cosa consiste il paradosso. \u201c Ho descritto, dice, tutto il mondo visibile come se fosse solo una macchina in cui non ci fosse niente da considerare che le figure e i movimenti delle sue parti(1)\u201d. Dunque, per Descartes, non c\u2019\u00e8 niente in questo mondo che non si rapporti alle tre dimensioni di spazio pi\u00f9 la dimensione del tempo(2). E non contento di enunciare quel principio filosofico, inventa l\u2019analisi, quella parte dell\u2019algebra che descrive lo spazio designato dalle lettere x, y e z, pi\u00f9 la coordinata del tempo t, sempre chiamate con ragione cartesiane. Da pi\u00f9 di tre secoli e mezzo niente \u00e8 venuto a rifiutare la pretesa di Descartes: \u201cHo descritto tutto il mondo visibile\u201d. Nel 1982 si pu\u00f2 sempre constatarla in qualsiasi equazione fondamentale di fisica teorica, per esempio nella definizione relativista dell\u2019intervallo d\u2019universo: S = c2 ? T2 &#8211; ? y2 &#8211; ? z2, che non \u00e8 necessario comprendere per ritrovarvi le coordinate cartesiane, e niente che esse (c2 \u00e8 una costante: il quadrato della velocit\u00e0 della luce). Si pu\u00f2 credere che Decartes sia stato sorpreso da un\u2019idea tanto astratta e generale che l\u2019intervallo dell\u2019universo, o lo spazio \u2013 tempo, e pi\u00f9 ancora forse dal vederla cos\u00ec elementare nel suo sistema di coordinate. Ma noi stessi non dobbiamo ammirare che un uomo giovane dell\u2019inizio del XVII secolo, a cavallo tra le armate che percorrevano l\u2019Europa centrale, solo, senza biblioteche, senza interlocutore capace di capirlo, fosse andato cos\u00ec lontano nei segreti della natura, che continuiamo a riflettere nel quadro dove mise l\u2019essenza di ogni riflessione scientifica? Jacqueline Pascal ha parlato di \u201ctremendo genio\u201d che era suo fratello. C\u2019\u00e8 anche e pi\u00f9 ancora qualche cosa di terribile nella divinazione cartesiana. Ci\u00f2 che colpiva la sorella di Pascal, era la precocit\u00e0 del genio. Il genio di Descartes fu dai suoi primi colpi d\u2019ala percepito l\u2019essenza di un pensiero scientifico che era totalmente incapace di prevedere. C\u2019\u00e8 qualcosa che fa dubitare della natura umana, voglio dire della sola natura umana, in certi momenti decisivi della storia. Si vorrebbe sapere ci\u00f2 che avviene proprio in tali momenti, rari ma non unici.<br \/>\nRicordiamo ancora alcune circostanze che mostrano la grandezza oscura del genio cartesiano (supponendo che si trattasse di solo genio). Non dimentichiamo le apparenti sorgenti della sua scoperta: da una parte dei sogni, dall\u2019altra la famosa illuminazione della \u201cstufa\u201d, accaduta in un novembre glaciale sulle rive del Danubio nel 1619. Aveva 23 anni. I suoi sogni spesso analizzati ma mai spiegati, gli fecero vedere in modo simbolico ma per lui limpido ci\u00f2 che per lui era il percorso intellettuale. Dico \u201cmai spiegato\u201d, secondo me, perch\u00e9 ogni spiegazione che riceviamo ora deve riferirsi al paradigma cartesiano, salvo a cadere nell\u2019occulto: quel paradigma presuppone che non accada niente nell\u2019universo che con le azioni ritardate, cio\u00e8 per cause anteriori agli effetti.<br \/>\nE\u2019 quel paradigma radicato dopo Descartes e attraverso lui nella coscienza occidentale, che ricaccia nell\u2019occulto dei concetti come quelli delle cause finali, e a maggior ragione, la premonizione, la parapsicologia e tutto quello che le si connette. E\u2019 ancora lui che respinge in blocco ogni forma di pensiero presunto extra \u2013 umano. Quei fenomeni sono impossibili nel paradigma cartesiano dove il tempo deve obbligatoriamente scorrere in modo univoco dal passato verso il futuro poich\u00e9, se qualcosa potesse agire dal futuro sul presente, equivarrebbe ammettere la rottura della causalit\u00e0, dunque la possibilit\u00e0 del miracolo(3).<\/p>\n<p>Ma allora che significano quei sogni (4), che annunciano non solo il piano di una vita, e Descartes lo percepiva chiaramente, ma la chiave di tutto il pensiero scientifico occidentale ulteriore, ci\u00f2 che egli afferma, ma commettendo un monumentale errore sul reale avvenire della scienza, lungo tutt\u2019al pi\u00f9, secondo lui alcune generazioni, dopo di che sarebbe stato detto tutto? Come traccia a 23 anni il piano esatto di un avvenire che non vede?<\/p>\n<p>Poi ha l\u2019illuminazione del Cogito. Sebbene i Discorsi sul metodo ne diano una versione innocente, (\u201csto tutto il giorno chiuso in una stanza riscaldata da una stufa, dove ho tutto il piacere di intrattenermi coi miei pensieri\u201d), l\u00e0 ancora si immagina con pena che la nascita della filosofia moderna possa risultare da circostanze cos\u00ec fragili. Si immagina con pena che la prima parte del discorso non nasconda niente di una educazione intellettuale che non arrivi che al livello di una maturit\u00e0 di oggi, tranne che in latino, greco, che non gli furono quasi di nessun aiuto. Che Descartes non abbia visto il piano dell\u2019avvenire che immaginava, se ne pu\u00f2 avere un\u2019altra prova.<\/p>\n<p>Nella parte che riguarda l\u2019inizio della scienza cartesiana, a parte il suo contributo ai matematici, si sbaglia pressappoco su tutto. E ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 significativo, \u00e8 che i suoi stessi errori ne sono la causa. Nel 1618, un anno prima delle illuminazioni, incontra, in Olanda, l\u2019universale Isaak Beekman che allora rifletteva sulla caduta dei corpi. Beekman \u00e8 un profondo sperimentatore, molto informato dei lavori dei suoi contemporanei, soprattutto di Galileo. Sa esattamente la legge empirica della caduta dei corpi. Ma la legge matematica che si nasconde dietro i fatti gli sfugge. Il suo giornale dove racconta la sua scoperta del giovane francese vagabondo, ci d\u00e0 un\u2019immagine divertente di questo: \u201cmi diceva di non desiderare niente di pi\u00f9 in aritmetica e in geometria, perch\u00e9, diceva, avendo loro dedicato nove anni della sua vita, ne sapeva quello che il genio dell\u2019uomo poteva saperne\u201d( 6 ). Beekman, d\u2019altronde non ne dubita. Gli dice il suo problema. Descartes risponde con due teorie matematiche spiegando ci\u00f2 che si sa, senza concedere il minimo interesse a possibili verifiche, perdendo forse l\u2019occasione, chiss\u00e0, di scoprire la gravitazione universale prima di Newton. Certo, non aveva che 23 anni. Ma \u00e8 lo stesso modo con cui costru\u00ec l\u2019insieme della sua opera scientifica: pretendendo di dedurre dai matematici, senza fare esperienze, la spiegazione di tutto ci\u00f2 che si offriva alla sua curiosit\u00e0. Fondava la fisica teorica, ma scartando dal suo cammino la sorgente di ogni conoscenza teorica, le indagini sulla natura attraverso l\u2019esperienza.<\/p>\n<p>Descartes disegn\u00f2 dunque il piano della riflessione scientifica fino ai nostri giorni con una sicurezza da sonnambulo, come dice Kestler, senza vedere dove conduceva quel piano<\/p>\n<p>Eppure il filo scorreva sotto i suoi piedi, ed ebbe anche pi\u00f9 di un\u2019occasione di vederlo, specie durante i suoi vagabondaggi germanici. Durante le sue \u201cilluminazioni\u201d.<\/p>\n<p>La maggior parte dei fatti che racconto ora non sono stati scoperti o rilevati che recentemente dagli storici. Essi mettono in campo il problema di un possibile aspetto nascosto della storia: in certi momenti decisivi sembra che quelli che sanno non vedono, mentre quelli che vedono non sanno.<\/p>\n<p>Lo stesso anno della stufa cartesiana, 1618, nasceva Cyrano de Bergerac. Quel diverso, ritenuto ancora un secolo e mezzo pi\u00f9 tardi da Voltaire il \u201cre dei pazzi\u201d, non ha scritto niente che possa attirare l\u2019attenzione di uno storico delle scienze. Il Discorso sul metodo appare nel 1637. Cyrano ha 18 anni. E\u2019 esattamente l\u2019epoca della sua vita dove comincia a frequentare l\u2019ambiente \u201clibertino\u201d di Parigi di cui uno dei pi\u00f9 illustri frequentatori \u00e8 il cristiano Gassendi, destinato a diventare uno dei pi\u00f9 eminenti avversari di Descartes. I \u201clibertini\u201d, cio\u00e8 i liberi pensatori, ammirano il pensiero di Gassendi per il suo empirismo: secondo lui la vera conoscenza \u00e8 sperimentale e il mondo si esplica meglio con gli atomi di Epicuro che con i sillogismi scolastici e i teoremi cartesiani. Descartes non accetta che l\u2019evidenza. Gassendi non si fida dell\u2019evidenza, spesso ingannevole. Per\u00f2 Gassendi, come Descartes, ma in altro modo, sa e non vede, sebbene sia disposto a vedere tutto, anche l\u2019irrazionale, che, allora, vede.<\/p>\n<p>Ci sono nell\u2019opera di Cyrano strane cose. Racconta, scherzando, che \u00e8 andato sulla luna. Follie, certo. Per\u00f2 come c\u2019\u00e8 andato? C\u2019\u00e8 andato (7) nel modo pi\u00f9 semplice del mondo, facendosi spingere da un razzo a tre piani, ciascuno con sei pieghe. \u201cDal momento in cui la fiamma ebbe distrutto una fila di razzi,che erano stati disposti sei per sei, per mezzo di un innesco messo ogni mezza dozzina, c\u2019era un altro piano, poi un altro\u201d. Esaurita la loro funzione, i piani ricadono, mentre la cabina prosegue la sua traiettoria: \u201cla materia, essendo usata, fece in modo che l\u2019artificio (il carburante) manc\u00f2 e io sentii continuare il mio percorso di salita e la mia macchina, staccatasi da me, io la vidi ricadere sulla terra\u201d.<\/p>\n<p>E dove Cyrano ha preso questo: dopo avere spiegato la fisica con gli atomi di Epicuro, aggiunge una precisione: \u201cinfine, dice, i primi e indivisibili atomi fanno un cerchio, su cui ruotano senza difficolt\u00e0, le difficolt\u00e0 pi\u00f9 imbarazzanti della fisica\u201d.<\/p>\n<p>O ancora questo, dove descrive certi \u201clibri\u201d che si possono vedere nelle biblioteche extraterrestri. Le copertine, dice, sono delle scatole. L\u2019una \u00e8 come scolpita in un solo diamante, l\u2019altra \u00e8 una \u201c mostruosa perla tagliata in due\u201d. Apre una scatola: \u201ce vi trovai una specie di metallo quasi simile ai nostri orologi, pieno di non so quali piccole macchine impercettibili. E\u2019 un libro, per la verit\u00e0, ma \u00e8 un libro miracoloso che non ha fogli n\u00e9 lettere. E\u2019 un libro dove gli occhi sono inutili, non si ha bisogno che delle orecchie. Quando qualcuno vuole leggere, tende quella macchina con una quantit\u00e0 di piccoli nervi; poi gira l\u2019ago sul capitolo che vuole ascoltare e nello stesso tempo partono come dalla bocca o da uno strumento tutti i suoni distinti e differenti che servono all\u2019espressione del linguaggio\u201d. [8]<\/p>\n<p>La ragione non pu\u00f2 che prevedere il razionale, cio\u00e8 il deducibile. Allora di cosa, di quali principi e con quali ragionamenti si pu\u00f2 dedurre una scatola parlante piena di piccoli oggetti che sembrano un orologio dotato di un ago che si fa ruotare per scegliere ci\u00f2 che si vuole sentire, voce o musica? Alla domanda di sapere da chi Cyrano ha le sue elucubrazioni, risponde senza imbarazzo: le ha dai \u201clunari\u201dstessi che abitano i mondi celesti, che, d\u2019altronde, precisa, si mostrano a volte agli uomini e sono chiamati da loro Ninfe, Larve, Ombre, Spettri, Fantasmi, ecc. Uno di loro apparve a Jerome Cardan (9), un altro fu il demone di Socrate. Ebbero relazioni con Agrippa, l\u2019abate Trit\u00e8me, il dottor Faust ecc (10) e, aggiunge Cyrano, \u201ccon una certa cabala di giovani conosciuti col nome di Cavalieri della Rosacroce, a cui ho insegnato (\u00e8 un lunare che parla) una quantit\u00e0 di segreti naturali che senza dubbio lo avrebbero fatto passare per un grande mago\u201d.<br \/>\nCon la Rosacroce, rieccoci agli anni dei pellegrinaggi di Descartes, a uno dei momenti strani della storia dove si incrociano senza vedersi quelli che vedono e quelli che sanno. Non tenter\u00f2 di resuscitare la leggenda di Descartes Rosacroce! Certamente no, per la ragione sufficiente che nel 1619 la Rosacroce non \u00e8 che una favola che sta prendendo forma.<br \/>\nL\u2019origine di questa favola, diventata mito, poi realt\u00e0, ha dato luogo recentemente ad una affascinante ricerca storica del grande specialista inglese del neoplatonismo, Frances Y.Yates (11). La Rosacroce si manifesta nel 1614 con un testo pubblicato in Germania sotto un titolo interminabile abitualmente sostituito dal latino Fama fraternalis Rosae Crucis. Come si sa, era presentato come una societ\u00e0 segreta di sapienti fondata nel XIV secolo da un certo Christian RosenKreuz. Il testo essendo ritenuto profetico, era stato scritto dal suo fondatore chiaramente eponimo (Rosen Kreuz? Rosa Croce). Annunciava che centoventi anni dopo la sua morte, ci sarebbe stato un altro rinnovamento della specie umana per mezzo della scienza, e invitava tutti i sapienti d\u2019Europa a unire i loro sforzi. Si comprende che quello doveva essere fatto liberandosi dal papa, dalla chiesa cattolica e specialmente dai gesuiti (12).<\/p>\n<p>La vera Europa, quella delle menti, allora esisteva. In alcuni mesi tutti i sapienti e un\u2019infinit\u00e0 di curiosi avevano letto la Fama e si erano messi alla ricerca di quei misteriosi cavalieri. In Francia Gabriel Naud\u00e9 pubblica nel 1623 le Rivelazioni sulla storia dei fratelli della rosacroce; parla di un\u2019opera intellettuale e ritiene la rosacroce un\u2019impostura. Bench\u00e9 ostile, d\u00e0 un\u2019immagine veritiera della rosacroce: quella societ\u00e0, dice che \u201cdopo le novit\u00e0 che ci hanno dato i nostri progenitori, scoperta dell\u2019America, bussola, orologio ecc\u2026 un\u2019era nuova di scoperte \u00e8 vicina\u201d. Ed anche \u201c il rinnovamento delle conoscenze promesso dalle Scritture\u201d. Naud\u00e9 confutava con un tono malevolo e scettico l\u2019interpretazione corrente della Fama e del secondo manifesta di Rosacroce chiamato Confessio Fraternitatis (1616). N\u00e9 Naud\u00e9 n\u00e9 alcun altro di serio credeva a questa nuova era di scoperte. Due specie di individui solo ci credevano: quelli che la posterit\u00e0 avrebbe chiamato i fondatori della scienza moderna: Keplero, Galileo e il giovane Descartes; e gli illuminati della Rosacroce. Ma noi sappiamo che Descartes si trovava sugli stessi luoghi dove si forma la leggenda e da dove partono i manifesti (Germania e Boemia). Nel 1620 passa l\u2019estate a Ulm dove incontra a lungo uno degli illuminati, Johan Faulkaher (13), uomo d\u2019altra parte molto sapiente che stimola la curiosit\u00e0 di Descartes per molti mesi. Ricordiamo che era allora in piena effervescenza creatrice (i suoi sogni si datano nel novembre del 1619, otto mesi solo prima del suo arrivo a Ulm in giugno). Resta nell\u2019Europa centrale tre anni ancora e comincia a passare a Parigi per un Rosacroce. Ci rientra infine nell\u2019inverno 1623, inquieto per quel chiacchiericcio e dichiara dappertuttoche quei Rosacroce sono degli impostori, termine ambiguo a seconda: impostori quando si dicono ereditieri di una antica tradizione (ci\u00f2 che effettivamente non era)? Oppure quando annunciano il \u201cRinnovamento delle Scienze\u201d (rinnovamento di cui Descartes si proponeva di essere il Prometeo)? Coi loro attacchi contro la chiesa, il papa e i gesuiti, i Rosacroce (o piuttosto gli eruditi dell\u2019Europa tedesca che si nascondevano dietro quella misteriosa espressione, soprattutto Johan Valentin Andreae, loro probabile autore) aggiungevano alle tempeste che Descartes temeva nello stretto ambito scientifico, un pericolo supplementare in paesi cattolici, pericolo soprattutto inutile. Ricordiamo che Giordano Bruno \u00e8 bruciato a Roma nel gennaio del 1600 per avere insegnato l\u2019\u201dinfinit\u00e0 dei Mondi e delle Vie\u201d, titolo di uno dei suoi libri e che l\u2019affare Galileo era allo studio nel segreto dell\u2019Inquisizione: denuncia nel 1610, processo pi\u00f9 di vent\u2019anni pi\u00f9 tardi.<\/p>\n<p>Non posso in queste poche pagine seguire il filo sotterraneo dove corre misteriosamente il fuoco della modernit\u00e0 annunciata da coloro che non sanno e abbracciata da quelli che non vedono (14). Sui Rosacroce (che a forza di parlare del mito finirono per esserne gli iniziatori) segnaliamo solo che essi disparvero in Inghilterra ai tempi di Newton, dopo avere fondato, sembra, il Collegio invisibile da dove doveva uscire la Societ\u00e0 Reale, equivalente alla nostra Accademia delle Scienze. I Rosacroce, veri o immaginari, posso dunque dire: \u201cmissione compiuta\u201d. Il rinnovamento delle scienze annunciato fin dal 1614 \u00e8 ormai incamminato.<\/p>\n<p>Un episodio rimasto fino ad ora misterioso ci permette di vedere come in un flash unico questo processo della storia dove forse si trama la mascherata dei secoli.<\/p>\n<p>Cyrano parla vagamente degli \u201cstratagemmi e segreti naturali\u201d rivelati a qualche \u201cvisitatore\u201d terrestre di cui i Rosacroce attraverso i \u201clunari\u201d vennero a conoscenza. Quali \u201csegreti naturali\u201d?<\/p>\n<p>Un contemporaneo di Cyrano, Gabriel Naud\u00e8, nato nel 1600 e molto curioso di Rosacroce), conosce qualcuno di questi segreti e ne nomina uno che attira la nostra attenzione (nel 1625 nella sua Apologia dei Grandi Uomoni cosiddetti di Magia). Tra questi grandi uomini sono anche sulla lista di Cyrano e uno dei \u201csegreti\u201d \u00e8 una \u201ctesta parlante\u201d.<\/p>\n<p>Una \u201ctesta parlante\u201d ecco che non \u00e8 pi\u00f9 serio che la scatola parlante di Cyrano. Per\u00f2 si ha una lettera di san Vincenzo da Paola che riporta il 28 febbraio 1608 la sua prigionia presso i turchi di Tunisi, dove sarebbe, dice, stato informanto dei segrei della natura da un sapiente medico spagirita, di cui fu lo schiavo. La lettera (16) \u00e8 scritta a Roma, dopo la sua presunta prigionia. Vi si legge una lista di questi segreti di cui fa la dimostrazione a Roma presso un funzionario del papa e \u201cera tra quelli che\u2026 avevano un artificio per fare parlare una testa di morto\u2026 e mille altre belle cose geometriche\u201d\u2026 Il soggiorno di Vincenzo da Paola presso i turchi \u00e8 ora considerato una favola. La sola certezza su questo episodio \u00e8 la sua scomparsa inspiegabile dal giugno del 1605 all\u2019agosto del 1606, molto probabilmente in vista di una missione segreta dei suoi superiori). Missione importante, poich\u00e9 fin dal suo ritorno questo figlio di povera gente, di soli 27 anni \u00e8 ospitato a Roma dove vive tra i favoriti del papa fino al suo ritorno in Francia nel 1609 con una missione segreta per il re Enrico IV. Da quella data fino alla sua morte che coincide con la successione di Luigi XIV, far\u00e0 parte dell\u2019entourage della corte di Francia. Una tale destinazione, decisa cos\u00ec in fretta a un\u2019epoca in cui la nascita stabiliva tutto, resta altrettanto inesplicabile che la scomparsa, che ne \u00e8 l\u2019inizio.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 conclusione storica ragionevole ai fatti che ho appena raccontato, se non che l\u2019origine della pi\u00f9 autentica modernit\u00e0 ci rimane nascosta dietro un velo impenetrabile. Sembra che all\u2019inizio del XVII secolo, nel momento decisivo in cui Galileo per la prima volta puntava una lente verso il cielo, non so chi si sia divertito a confondere le acque. A confondere le acque abbastanza perch\u00e9 dubiti, per\u00f2 abbastanza poco perch\u00e9 dubiti del suo dubbio, domandandosi se la storia visibile sia altra diversa da un\u2019ingannevole fantasmagoria.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Quelli che vedono ma non sanno<\/p>\n<p>Lo storico vorrebbe conoscere esattamente l\u2019origine e le azioni di quelli che, in quell\u2019inizio del XVII secolo, vedono ma non sanno, e per primi i Rosacroce. Bisogna, secondo me, resistere alle interpretazioni dei rosacrociani moderni che non possono dare nessuna prova della loro discendenza autentica. La discendenza esiste forse, ma siccome nessuna \u00e8 provata, non si saprebbe prendere per verit\u00e0 storica delle tradizioni che potrebbero essere state inventate di sana pianta. \u00c8 il prezzo pagato da tutte le \u201ctradizioni segrete\u201d di non potersi distinguere dalla fantasia. La logica vorrebbe d\u2019altra parte che la discendenza autenticamente segreta mantenga l\u2019idea stessa di volersi provare pubblicamente come un\u2019eresia, ci\u00f2 che rende sospetta ogni pretesa pubblica di autenticit\u00e0. Atteniamoci a quello che \u00e8 storicamente certo o ragionevolmente probabile:<\/p>\n<p>1) \u00e8 certo che le prime manifestazioni pubbliche che si proclamavano della Rosacroce sono nell\u2019ordine della Fama Fraternalis (Kassel, 1614), la Confessio (Kassel, 1615) e le Nozze Chimiche di Christian Rosencreutz (Kassel, 1616).<\/p>\n<p>2) le Nozze Chimiche sono quasi certamente l\u2019opera di Johann Valentin Andreae e anche, un po\u2019 meno certamente, la Fama e la Confessio.<\/p>\n<p>3) Johann Valentin Andreae era un pastore luterano molto zelante, nato nel 1586 a Wurtemberg, formato da suo nonno paterno, anche lui pastore, e uno dei padri del luteranesimo nel Wurtemberg e Palatinato. Ma la linea degli Andreae ha subito altre influenze prendendo la loro sorgente nelle sventure religiose del Palatinato e della Boemia. Frances Yates fa risalire l\u2019attivismo religioso anti-romano di questa regione all\u2019ambasciata di sir Philip Sidney, mandato nel 1577 dalla regina Elisabetta presso il nuovo imperatore d\u2019Austria Rodolfo II, successore di Massimiliano II. Philip Sidney, che era certamente una personalit\u00e0 notevole, accese le menti della nobilt\u00e0 tedesca e boema, e mor\u00ec al massimo della sua fama lasciando il ricordo archetipico del cavaliere dell\u2019Onore Divino.<\/p>\n<p>4) Con Philip Sidney, Yates confina l\u2019attivismo religioso (centro-europeo) dalla fine del XVI secolo all\u2019ordine della Giarrettiera, investito anche lui di archetipi (ordine cavalleresco, esoterismo, araldico), tutti ingredienti dell\u2019ordine della Rosacroce, \u201crivelato\u201d dalla Fama.<\/p>\n<p>5) Il nome stesso della Rosacroce pu\u00f2 indicare una pista pi\u00f9 antica, che non si lascia che intravedere fino a pi\u00f9 grandi scoperte. \u201cNon \u00e8\u201d scrive il linguista francese Jean-Pierre Foucher nella prefazione della sua traduzione dei romanzi di Chr\u00e9tien de Troyes), \u201ccedere a speculazioni stravaganti mettere l\u2019invenzione della tavola rotonda in rapporto con i miti solari. Si sa il ruolo dei simboli solari nell\u2019arte ornamentale irlandese). La croce celtica non \u00e8 l\u2019imposizione di una croce su un cerchio?)\u201d<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>L\u2019origine occulta del razionalismo moderno<\/p>\n<p>\u00c8 certo strano che \u201cquelli che vedono ma non sanno\u201d diventino in un secolo e mezzo \u201cquelli che sanno ma non vedono pi\u00f9\u201d. L\u00e0 i documenti storici sono sufficienti. Ricordiamo prima che lo zelo mistico luterano in Westfalia, Palatinato e Boemia fu profondamente attuato da quelli che hanno chiamato del \u201crinascimento elisabettiano\u201d, il seguito dell\u2019ambasciata di Philip Sidney.<\/p>\n<p>1) Nel 1619 pareva, a Oppenhein nel Palatinato, la Storia dei Due Mondi di Robert Fludd (1574-1637), esoterista e sapiente, avversario di Keplero, Mersenne, Gassendi\u2026 Fludd \u00e8 l\u2019esatto intermediario tra \u201cquelli che vedono e quelli che sanno\u201d; fervente partigiano dei primi (pubblica una Apologia della Rosacroce), egli \u201csa\u201d, come Descartes, ma non comprende la scienza moderna.<\/p>\n<p>2) Verso il 1640, \u00e8 provata a Londra l\u2019esistenza di un \u201cCollegio Invisibile\u201d, ispirato alla Fama. Questo permette ai sapienti di radunarsi per promuovere la scienza e opporsi a Roma. \u00c8 quello che cominciano a fare i sapienti inglesi tra cui il famoso Robert Boyle, che scopr\u00ec la vera natura della combustione e, indipendentemente da Mariotte, la legge conosciuta sotto il nome di questo ultimo. Si sono conservate molte lettere di Boyle su questo Collegio Invisibile precursore della Royal Society. Ne fa parte ed esprime il suo entusiasmo. In queste lettere in latino, il misterioso collegio \u00e8 chiamato \u201cludibrium\u201d, propriamente facezie, parola certamente scelta male, salvo se si nota che Andreae nominava cos\u00ec lui stesso la Rosacroce.<\/p>\n<p>3) Boyle non designa mai nominalmente la Rosacroce. Per contro John Wilkins, altro personaggio dominante dei movimenti che sfociarono nella Royal Society, ne parla chiaramente nella sua Mathematical Magic, nel 1648, per di pi\u00f9 ispirato alla storia di Robert Fludd (supra).<\/p>\n<p>4) Nel 1654 John Webster, ancora passabilmente occultista (ma non pi\u00f9 di Newton stesso), pubblica un Esame delle Accademie; prevede il rigetto definitivo della scolastica (come Descartes) a favore del \u201cLinguaggio della natura\u201d (come Galileo e i primi sperimentatori), cos\u00ec come dell\u2019Ermetismo, cio\u00e8 indirettamente del Platonismo, contro Artistotele. E come John Wilkins, loda grandemente e apertamente la Rosacroce come sorgente delle sue idee.<\/p>\n<p>5) Si pu\u00f2 seguire il pensiero rosicruciano fino a Newton stesso. Che si sa pass\u00f2 la maggior parte della sua vita non a quello che noi chiamiamo ora la sua opera, la gravitazione e il calcolo integrale, ma a scrutare l\u2019Apocalisse. La discendenza \u00e8 ininterrotta e chiaramente dimostrata. Il razionalismo moderno ha dunque un\u2019origine largamente occulta! Quello che senza dubbio non \u00e8 sufficiente per dare una legittimit\u00e0 al pensiero occulto (non \u00e8 il mio scopo in questo articolo n\u00e9 la mia opinione personale) ma che obbliga chiunque a interrogarsi sui motori della storia ad ammettere la parte oscura, perfino misteriosa, di certe grandi scelte. Perch\u00e9 finalmente il programma tracciato da Andreae su una ispirazione prima di lui stupefacente si \u00e8 realizzata con evidenza nel cuore dei secoli seguenti. Chi dir\u00e0 come lui e i suoi ispiratori sconosciuti poterono cos\u00ec scrutare un futuro cos\u00ec lontano e forse comandarlo?<\/p>\n<p>[1] Principes, IV, 188.<\/p>\n<p>[2]eccetto l\u2019anima che pone fuori dall\u2019ambito della scienza.<\/p>\n<p>[3] Cf. Arthur C. Clarke che dimostra che ogni tecnologia proveniente dal futuro sarebbe non discernibile dalla magia.<\/p>\n<p>[4]\u00a0 nella vita di Monsieur Descartes, di Baillet (1691).<\/p>\n<p>[5] Descartes parla di una stanza riscaldata da un\u2019immensa stufa di Faenza che era spesso messa nelle case dell\u2019Europa centrale e in Olanda<\/p>\n<p>[6] A. Koyr\u00e9 : \u00c9tudes Galil\u00e9ennes. Hermann 1966, p. 107, note 6.<\/p>\n<p>[7] Cyrano de Bergerac, \u0153uvres comiques. Librairie de la Biblioth\u00e8que Nationale, Paris 1879, Tome I, p. 36.<\/p>\n<p>[8] Pages 49 et seguenti<\/p>\n<p>[9] C\u2019\u00e8 nelle memorie di Cardn una storia di fantasmi ripresa da Cyrano (il viaggio sulla luna, apparso nel 1649<\/p>\n<p>[10] Tutti famosi occultisti<\/p>\n<p>[11] France A. Yates : The Rosicrucian Enlightenment (Routledge and Kegan Paul, Londres, 1972).<\/p>\n<p>[12] Che non c\u2019erano all\u2019epoca in cui la Fama\u00e8 detto essere stata scritta<\/p>\n<p>[13]Autore un anno prima della Fama di un\u2019Arte di magia divina, dove a dispetto del titolo si tratta di arti meccaniche e di strumenti matematici<\/p>\n<p>[14] F.A. Yates racconta in dettaglio ci\u00f2 che si sa.<\/p>\n<p>[15] pubblica nel 1623 le sue rivelazioni sulla verit\u00e0 dei fratelli della Rosa.<\/p>\n<p>[16] questa lettera e altre furono scoperte in una tesi universitaria pubblicata in Tunisia nel secolo XVIII.<\/p>\n<p>[17] Cf. dal compianto Pr. Fernand Benoit : \u00ab Le Myst\u00e8re de la captivit\u00e9 de saint Vincent de Paul \u00e0 Tunis \u00bb, istituto storico di Provenza, 1931.<\/p>\n<p>[18] Les Romans de la Table Ronde,tradotto e preparato da J.-P. Foucher (Gallimard-folio), p. 18.<\/p>\n<p>[19] cos\u00ec come in molte valli chiuse delle Alpi : Queyras, Ubaye.<\/p>\n<p>[20] in Ubaye ( M\u00e9olans-Revel),i calvari portano invece del Cristo, un sole.<\/p>\n<p>a cura di L. Scalabrini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due personaggi fuori del comune, profetici e visionari Descartes e Cyrano de Bergerac. E\u2019 tutta la differenza che separa quelli che sanno e quelli che vedono. \u201cIo vado mascherato\u201d, diceva la massima di Descartes. Mascherato per nascondere cosa? Domanda senza risposta se \u00e8 ai suoi pensieri che si riferisce, poich\u00e9 \u00e8 morto senza svelarli. 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