{"id":1926,"date":"2011-01-23T16:32:57","date_gmt":"2011-01-23T16:32:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=1926"},"modified":"2016-04-03T23:04:28","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:28","slug":"conoscenza-non-duale-di-se-secondo-il-tao-te-king-di-shen-ren-xuanpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/conoscenza-non-duale-di-se-secondo-il-tao-te-king-di-shen-ren-xuanpo\/","title":{"rendered":"Conoscenza non-duale di s\u00e9 secondo il Tao-Te-King di Shen- ren- xuanpo"},"content":{"rendered":"<p>Tradotto\u00a0 da 3memillenaire n\u00b098, a cura di L. Scalabrini.<\/p>\n<p>Se tradizionalmente il Tao-te \u2013 king , chiamato \u201c Il libro della via e della virt\u00f9\u201d \u00e8 attribuito a un solo autore, Lao-tseu, vissuto nel quinto secolo a. C., studi recenti hanno mostrato che il libro che ci \u00e8 pervenuto \u00e8 stato probabilmente scritto verso il 300 avanti Cristo. A quell\u2019epoca, l\u2019autore ha ripreso nel suo testo numerosi autori pi\u00f9 antichi. L\u2019ordine enigmatico dei caratteri cinesi del libro lascia, dopo molti secoli di traduzioni e di interpretazioni, nella perplessit\u00e0.<\/p>\n<p>Sguardo non duale sul Tao-te- king.<\/p>\n<p>Come i grandi testi spirituali, il Tao-te- king non \u00e8 leggibile che in termini non duali. Le quattro prime tavole del primo capitolo sono molto significative; presentano sia la via senza via che l\u2019approccio cosmologico che ne deriva. Ecco una traduzione che faremo dal testo originale:<br \/>\n1. La Via che pu\u00f2 essere una via non \u00e8 una via eterna (non temporale)<br \/>\n2.\u00a0 Il Nome che pu\u00f2 essere nominato non \u00e8 il Nome eterno ( atemporale)<br \/>\n3.\u00a0 Il Santo Nome \u00e8 l\u2019origine del cielo e della terra.<br \/>\n4.\u00a0 Il nominato \u00e8 la madre di tutte le cose (dei diecimila esseri).<\/p>\n<p>Il Tao, la Via, non \u00e8 pi\u00f9 la via da che diventa una via. Allora perde\u00a0 la sua dimensione intemporale per divenire una pratica qualunque inscritta nel tempo e nella durata.<\/p>\n<p>Quella idea, apparentemente antica, si trova evidentemente in Cina nel VII secolo attraverso la traduzione cinese\u00a0 del Sutra del perfetto risveglio che dichiara: \u201c Non c\u2019\u00e8\u00a0 risveglio graduale e nessun mezzo\u201d.<br \/>\nLa stessa cosa per il Sostantivo assoluto, il Nome atemporale che non pu\u00f2 essere nominato.<\/p>\n<p>Con gli insegnamenti successivi la percezione dell\u2019Origine del cielo e della terra ci rivela il Senza-nome, il senza sostanza, mentre la sostanza universale, il nominato ( pensabile) rivela la Madre di tutte le cose rappresentabili.<\/p>\n<p>La pratica non duale del Tao-te-king.<\/p>\n<p>I 37 primi capitoli del Tao-te-king sono dedicati alla Via. I successivi 44 sono dedicati alla Virt\u00f9, cio\u00e8 alla pratica spirituale che \u00e8 non duale per eccellenza. Il capitolo 71 \u00e8 abbastanza esplicito a questo proposito. Ignoranti della letteratura non duale, molto presente\u00a0 per esempio nel buddismo, molti traduttori non hanno percepito il senso alchemico della pratica spirituale inscritta in questo capitolo. Eccone una traduzione:<br \/>\n1. \u00a0\u00a0 Conoscere senza conoscere \u00e8 supremo, conoscere conoscendo \u00e8 malato.<br \/>\n2.\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019uomo solo, malato di malattia, \u00e8 col rifiuto della malattia.<br \/>\n3.\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019uomo saggio non \u00e8 malato, \u00e8 con la malattia della malattia.<\/p>\n<p>Il senso della prima tavoletta, apparentemente nasconde, si giustifica alla luce del buddismo che dice con Ananavajra che il nirvana non conosce n\u00e9 \u00e8 oggetto di conoscenza,\u00a0 la sua essenza \u00e8 suprema(\u2026).<br \/>\nQuando non c\u2019\u00e8 contemplante n\u00e9 contemplazione n\u00e9 oggetto contemplato, \u00e8 l\u00e0 ci\u00f2 che si chiama realizzazione della suprema Realt\u00e0. Nessuno, l\u00ec, agisce n\u00e9 gioisce dell\u2019azione perch\u00e9 la contemplazione della Realt\u00e0 \u00e8 al di l\u00e0 di ogni azione ed ogni godimento. Non c\u2019\u00e8 chi d\u00e0 e chi prende, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nulla da dare o da prendere.<\/p>\n<p>Il Tao dichiara che conoscere senza processo cognitivo, soggettivo e temporale \u00e8\u00a0 una Conoscenza diretta, suprema, mentre nell\u2019ignoranza o nell\u2019incoscienza ci\u00f2 che chiamiamo la conoscenza \u00e8 un movimento\u00a0 del pensiero che, rispetto alla Coscienza spirituale, \u00e8 una malattia.<br \/>\nL\u2019uomo solo &#8211; la coscienza separata osservatrice \u2013 \u00e8 identificato\u00a0 con quel processo malsano, precisamente perch\u00e9 rifiuta quella malattia; che non ci creda o che non l\u2019accetti!<\/p>\n<p>L\u2019uomo saggio non \u00e8 malato, proprio perch\u00e9 \u00e8 con la malattia della sua malattia.<br \/>\nLui \u00e8 alla sorgente della malattia e non \u00e8 in conflitto\u00a0 o in una situazione di rifiuto; \u00e8 molto semplicemente con.<\/p>\n<p>Quella idea si avvicina agli \u201c Insegnamenti\u201d di Vimalakirti (V\u00b0 secolo a. C. ) che mostrano come il bodhisattva\u00a0 si comporta con la sofferenza e il male in generale: non lo rifiuta, non si oppone, \u00e8 intimamente con, lo segue.<\/p>\n<p>\u201c Il bodhisattva segue la via dell\u2019errore, ma possiede in ogni cosa la chiaroveggenza della saggezza (\u2026). Segue la via della cattiveria e dell\u2019avversione, ma \u00e8 assolutamente senza cattiveria e fermamente radicato nella benevolenza e nella compassione (\u2026.) Segue la via dell\u2019ipocrisia, ma eccelle nell\u2019esercizio di mezzi salvifici, segue la via dell\u2019orgoglio, ma \u00e8 per il mondo intero un punto fermo, una palizzata. Segue la via di tutte le passioni del mondo, ma \u00e8 assolutamente senza sozzura e naturalmente puro.\u201d<\/p>\n<p>Un celebre aforisma della scuola del Ch\u2019an illustra perfettamente quella pratica spirituale non-duale: \u201c L\u2019illusione e l\u2019assoluto non sono affatto differenti. Finch\u00e9 si \u00e8 nell\u2019errore, l\u2019assoluto \u00e8 illusione; per chi si \u00e8 risvegliato, l\u2019illusione diventa l\u2019assoluto&#8221;.<\/p>\n<p>Nel capitolo seguente, il 72, l\u2019idea di essere\u00a0 \u201ccon\u201d induce l\u2019idea di trasformazione o di crescita interiore.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 bene precisare che il Tao-te-king, come tutti i testi ispirati, pu\u00f2 essere letto, e tradotto, a molti livelli.<br \/>\nI primi traduttori, avendo dato il tono, va da s\u00e9 che numerosi capitoli fossero\u00a0 interpretati e tradotti sia come precetti morali che come riflessioni politiche.<\/p>\n<p>Quell\u2019approccio esoterico rimane per\u00f2 lontano dal senso alchemico del pensiero taoista, cos\u00ec come la conoscenza psicologica dell\u2019uomo. \u00c8 proprio da quella conoscenza che bisognerebbe tradurre!<br \/>\nLa lettura che proponiamo qui \u00e8 di fatto esoterica.<br \/>\nCos\u00ec, quando il libro del Tao evoca il popolo, parla dell\u2019io, costituito da una moltitudine di me, che\u00a0 nello stato ordinario di coscienza si pongono gli uni contro gli altri, si urtano, poi si dominano a vicenda, senza ordine e senza un vero orientamento spirituale, senza una vera Via.<\/p>\n<p>Quell\u2019idea di molteplicit\u00e0 \u00e8 inscritta nei due ideogrammi che significano l\u2019io e il me.<br \/>\nL\u2019uno rappresenta due armi, due alabarde opposte una all\u2019altra e legate all\u2019orizzontale, che simboleggiano il conflitto temporale di guerra interiore.<br \/>\nL\u2019altra rappresenta una bocca, la parola, sormontata dal numero cinque che simboleggia le cinque direzioni, i cinque elementi e tutto ci\u00f2 che costituisce la manifestazione, i mille esseri. Qui l\u2019io \u00e8 rappresentato nei termini di una molteplicit\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco la traduzione del capitolo 72 del testo originale:<br \/>\n1\u00a0\u00a0 Quando la molteplicit\u00e0 dei me ( il popolo ) \u00e8 senza paura del potere ( di cambiare)<br \/>\n2\u00a0\u00a0\u00a0 Allora il grande potere sopraggiunge.<br \/>\n3\u00a0\u00a0 Senza essere intimo con lui (la molteplicit\u00e0 non \u00e8 il grande potere) essa sta al suo posto.<br \/>\n4\u00a0\u00a0 Senza detestare (senza conflitto) essa cresce\u00a0 al suo posto (\u00e8 la crescita interiore);<br \/>\n5\u00a0\u00a0 E l\u2019uomo solo (l\u2019osservatore)\u00a0 non detesta ( non \u00e8 pi\u00f9 in conflitto con ci\u00f2 che osserva)<br \/>\n6\u00a0\u00a0 Essere con \u00e8 non detestare pi\u00f9,<br \/>\n7\u00a0\u00a0 Essere con \u00e8 essere un uomo saggio;<br \/>\n8\u00a0\u00a0 Questo si conosce senza vedersi,<br \/>\n9\u00a0\u00a0\u00a0 Si ama senza valorizzarsi,<br \/>\n10\u00a0\u00a0\u00a0 E cos\u00ec, lasciando questo, prende quello.<\/p>\n<p>Essere con (la sofferenza) \u00e8 la prima condizione di ogni trasformazione e si basa incondizionatamente sulla tranquillit\u00e0 interiore.-<\/p>\n<p>La molteplicit\u00e0 dei me si calma e dal gran Potere, dal grande Fare o Mahamudra (grande gesto sacro) secondo il buddismo tantrico, si opera misteriosamente la crescita interiore.<br \/>\nPerch\u00e9 l\u2019osservatore, l\u2019uomo solo non \u00e8 allora in conflitto con ci\u00f2 che osserva.<br \/>\nL\u2019uomo saggio si conosce senza vedere, cio\u00e8 senza giudicare. La sentenza buddista esprime molto bene quell\u2019idea che per molti traduttori \u00e8 totalmente incomprensibile: \u201c Lo stolto che vede il non-vuoto, poi vede il vuoto. Non avere visioni positive o negative, \u00e8 l\u00e0 veramente il nirvana\u201d<\/p>\n<p>E\u2019 in quel senso che\u00a0 possiamo meditare sull\u2019espressione esoterica di\u00a0 \u201c conoscersi senza vedersi\u201d.<\/p>\n<p>Alla fine l\u2019uomo saggio ama se stesso senza valorizzarsi, aperto e senza giudizio, libero interiormente, lascia e prende ci\u00f2 che viene\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tradotto\u00a0 da 3memillenaire n\u00b098, a cura di L. Scalabrini. Se tradizionalmente il Tao-te \u2013 king , chiamato \u201c Il libro della via e della virt\u00f9\u201d \u00e8 attribuito a un solo autore, Lao-tseu, vissuto nel quinto secolo a. 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