{"id":1995,"date":"2011-02-10T18:29:50","date_gmt":"2011-02-10T18:29:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=1995"},"modified":"2016-04-03T23:04:06","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:06","slug":"il-mistero-della-congiunzione-di-jean-bies","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/il-mistero-della-congiunzione-di-jean-bies\/","title":{"rendered":"Il mistero della congiunzione di Jean Bi\u00e8s"},"content":{"rendered":"<p>Dall&#8217;archivio di 3millenaire, a cura di Luciana Scalabrini.<\/p>\n<p>CARL GUSTAV JUNG ci dice: \u201cCi\u00f2 che \u00e8 difficile, \u00e8 essere semplici\u201d ; bisogna constatare che quel mistero dell\u2019unione in noi sembra molto difficile. \u00c8 proprio con questa opera, &#8220;Misterium conjuntionis&#8221; ,che Jung disse essere il suo testamento, che siamo condotti attraverso il suo immenso labirinto alla semplicit\u00e0.<\/p>\n<p>Jung dice che il mondo dei simboli dell\u2019alchimia non appartiene ai pesi del passato, ma che al contrario \u00e8 legato\u00a0 nella maniera pi\u00f9 viva alle esperienze e alle scoperte pi\u00f9 recenti della psicologia dell\u2019inconscio. Non esitiamo a mettere in guardia il ricercatore dal pericolo di diventare la vittima della sua soggettivit\u00e0. Per quello gli sar\u00e0 anche chiesto di\u00a0 attenersi sempre alla ragione, pur aprendosi il meglio e pi\u00f9 possibile agli avvenimenti esterni e interni, cos\u00ec come agli incontri che gli offre il cosiddetto caso.<\/p>\n<p>L\u2019alchimia \u00e8 un tesoro. Sta a noi utilizzare le diverse possibilit\u00e0 per aiutarci a vivere in altro modo, pi\u00f9 coscientemente.<\/p>\n<p>Quella unione misteriosa \u00e8 quella dell\u2019anima e del corpo, del conscio e dell\u2019inconscio, della terra e del cielo, dell\u2019amore e dell\u2019odio, \u00e8 l\u2019unione degli inconciliabili. Gli opposti si battono e danno un\u2019energia : non possono fare a meno l\u2019uno dell\u2019altro. Sono nei nostri sogni e nei disegni degli alchimisti che esprimevano cos\u00ec\u00a0 ci\u00f2 che accadeva nel pi\u00f9 profondo di loro stessi.\u00a0 Ma non facciamo l\u2019errore di\u00a0 pensare al posto loro, a quell\u2019epoca in cui la chiesa regnava padrona assoluta. Diffidiamo anche dell\u2019immagine astratta della realt\u00e0 che regna nella mente dell\u2019osservatore. &#8221; Come nella fisica nucleare, l\u2019atto di osservare modifica l\u2019oggetto dell\u2019osservazione &#8220;.<\/p>\n<p>Le coppie di opposti formano il s\u00e9.<br \/>\n\u201c Le coppie di opposti trascendono la coscienza \u201c e formano il s\u00e9\u201d com edice Jung. Si tratta dunque di una quaterna che corrisponde ai 4 elementi e alle quattro funzioni e fanno un tutto vivente e dunque in continuo cambiamento. Il processo del vaso( il nostro corpo) e la sintesi dei quattro \u00e8 una delle preoccupazioni essenziali dell\u2019alchimia. Quella totalit\u00e0 rende l\u2019essere equilibrato perch\u00e9 allora \u00e8 legato ( nel senso religioso ) a se stesso prima di tutto poi agli altri e al cosmo. Jung rileva che la tendenza moderna di rimpiazzare la coesione interiore dell\u2019uomo con la comunit\u00e0 esterna prepara il terreno alla civilt\u00e0 di massa.<\/p>\n<p>Quella unione interiore, che \u00e8 la sola certezza sulla quale l\u2019essere umano pu\u00f2 contare, \u00e8 la Pietra, preziosa tra tutte, che nessuno ci pu\u00f2 togliere. Poich\u00e9 essa \u00e8 orfana( il padre \u00e8 assente) esiste da qualche parte una vedova: \u00e8 questa materia, la materia di ogni cosa, che sar\u00e0 la madre della pietra, del figlio filosofico; un figlio con una madre, senza padre\u2026 Ci \u00e8 presentato\u00a0 l\u00ec un incesto ( classico nel sogno ) . Quella materia prima dai mille nomi \u00e8 l\u2019aspetto femminile, la luna, l\u2019acqua che unisce tutto ci\u00f2 che \u00e8 separato, di cui il duplice aspetto, unificatore e distruttore, \u00e8 ben noto a tutti quelli che fanno un lavoro in profondit\u00e0.<br \/>\nQuella sostanza femminile di trasformazione ha un corrispondente maschile: i due si fondono insieme, poi quel matrimonio si scioglie\u00a0 (solve et coagula ) , perch\u00e9 ogni cosa creata \u00e8 provvisoria . Ritroviamo qui il tempo, quel Mercurio che ci sfugge tra le dita, quel Mercurio luminoso ed oscuro, il conscio e l\u2019inconscio, che sono uno. Jung ci dice : \u201c L\u2019oggetto dell\u2019alchimia \u00e8 cancellare il peccato originale e questo effetto \u00e8 ottenuto con l\u2019aiuto del balsamo di vita, che \u00e8 una giusta mescolanza di calore naturale con la sua umidit\u00e0\u201d. Il Mercurio dunque \u00e8 femminile ( la terra )\u00a0 e maschile ( il cielo ). Dalla loro unione fiorisce una scintilla che dall\u2019oscuro negativo far\u00e0 un\u2019opera d\u2019arte che trasforma quel lato pericoloso in rimedio, in vita.<\/p>\n<p>E\u2019 nell\u2019umidit\u00e0 dell\u2019acqua della vita che troveremo la possibilit\u00e0 della trasformazione, sapendo che il tutto dell\u2019uomo, che Jung chiama il s\u00e9, oltrepassa l\u2019ambito della conoscenza, perch\u00e9 \u00e8 la totalit\u00e0. Della psiche conscia e inconscia. Il sole, il conscio, contiene abbastanza oscurit\u00e0 per formare le proiezioni, perch\u00e9 la base del me \u00e8 l\u2019oscurit\u00e0 della psiche.<br \/>\nLegati a noi stessi<\/p>\n<p>L\u2019unione tra conscio e inconscio produce\u00a0 uno choc che fa male, certo, ma che entra in contatto con le tenebre e la profondit\u00e0. Allora noi siamo non di fronte a noi stessi ( guerre, angosce), ma legati a noi stessi, perch\u00e9 l\u2019inconscio non \u00e8 n\u00e9 buono\u00a0 n\u00e9 cattivo, ma buono e cattivo; \u00e8 la madre di tutte le possibilit\u00e0 ed abbiamo bisogno di lui per \u201cabbracciare tutte le parti del mondo, tutta l\u2019estensione possibile della coscienza\u201d. Ci occorrer\u00e0 dunque senza posa salire verso il cielo e discendere all\u2019inferno per incontrare il nostro centro\/equilibrio; \u00e8 in questo incessante movimento che troveremo la nostra unit\u00e0. L\u2019emozione ( il fuoco) purificher\u00e0 e far\u00e0 fondere i nostri opposti. Le tappe di quel processo sono prese di coscienza dovute ai conflitti, che portano alla morte di una parte di noi divenuta inutile.<\/p>\n<p>Riflettere sul nostro essere interiore meditando sulle immagini archetipiche che vi sono, d\u00e0 vita alla nostra anima e se vi incontriamo la moltitudine dei grani di piombo, un giorno incontreremo l\u2019unit\u00e0 dell\u2019oro, a condizione di riflettere con molto amore sui nostri sogni, immagini eterne, e su tutte le nostre debolezze. L\u2019arte della trasformazione \u00e8 la grande arte, \u00e8 la regina del cuore dell\u2019artista, di colui che lavora e che prega per giungere all\u2019opera, al \u201c processo di individuazione\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019unione del corpo e dello spirito<\/p>\n<p>La trasformazione si opera lentamente, con l\u2019integrazione dell\u2019ombra, del sesso opposto, visto con obbiettivit\u00e0. Provando a non cadere\u00a0 nella semplificazione che crede di sapere tutto. Si tratta\u00a0 di diventare non perfetti, ma un po\u2019 pi\u00f9 completi. Quel matrimonio il cui risultato \u00e8 la conoscenza di s\u00e9 presente a diversi gradi da approfondire cominciando con l\u2019unione di corpo e spirito, l\u2019anima vivificando il corpo e il corpo essendo vivificato dallo spirito.<\/p>\n<p>La nostra esistenza ha un significato. Non dipende che da noi trovarne il senso. Quel senso sar\u00e0 la quintessenza, l\u2019unit\u00e0 che non pu\u00f2 farsi se non a partire da noi stessi.<\/p>\n<p>Tutte le tradizioni utilizzano, sotto diversi nomi, gli stessi simboli dell\u2019alchimia. Non possiamo che ammirare la vista planetaria di Jung in questo ambito cos\u00ec folto e denso. Il grande artista che fu ci lascia con\u00a0 \u201c Misterium conjunctionis\u201d, il suo capolavoro, che riemp\u00ec tutta la sua vita, e ci offre la certezza di aver ritrovato le nostre radici, senza le quali l\u2019albero di vita di ciascuno non pu\u00f2 crescere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall&#8217;archivio di 3millenaire, a cura di Luciana Scalabrini. 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