{"id":2018,"date":"2011-02-13T16:32:44","date_gmt":"2011-02-13T16:32:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2018"},"modified":"2016-04-03T23:04:06","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:06","slug":"sofferenza-e-immagine-di-se-di-pascal-de-neufville","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/sofferenza-e-immagine-di-se-di-pascal-de-neufville\/","title":{"rendered":"Sofferenza e immagine di s\u00e9 di Pascal de Neufville."},"content":{"rendered":"<p>A cura di Luciana Scalabrini, dall&#8217;archivio di 3millenaire.<\/p>\n<p>Lettera ad un\u2019amica disperata.<br \/>\nAmica,\u00a0 ora sei separata dall\u2019uomo che amavi. Restano con te due bambini\u2026 Ti ha preso la sofferenza e ti affligge il corpo, anche i figli soffrono.<\/p>\n<p>Attorno a te e a noi tutti vi sono miseria e violenza; la natura \u00e8 violentata. Il tuo sguardo, il tuo udito, il tuo tatto sono aggrediti da ogni parte, cos\u00ec dall\u2019esterno come dall\u2019interno.<\/p>\n<p>Le tue sensazioni, la tua disponibilit\u00e0 sono inquinate dal tuo passato e dalla storia dell\u2019umanit\u00e0 e della vita tutta intera.<\/p>\n<p>Tutto il \u201csentire\u201d in questo momento si trova invaso dalle tue immagini accumulate, sabbie mobili voraci. Ogni sguardo d\u2019amore vero, ogni ascolto silenzioso, ogni gesto libero sono inghiottiti in queste vischiosit\u00e0 che non gli lasciano nemmeno la possibilit\u00e0 di nascere, di respirare.<\/p>\n<p>E tuttavia\u2026 attraverso i fili che hai intessuto tu stessa e che ti isolano dal mondo, danza la luce, quella brezza leggera cos\u00ec pura della libert\u00e0.<\/p>\n<p>Quei fili concatenati e tanto chiusi, quei nodi, abisso senza fondo. Sono le immagini della tua infanzia, dei tuoi bambini, di tuo marito, dei tuoi genitori, dei tuoi paesaggi amati, tutte immagini che ad ogni istante ricreano quella tela, quello specchi liscio e compatto, che \u00e8 te\u2026<br \/>\nEd ogni relazione col mondo, il tuo corpo, ci\u00f2 che lo circonda e lo fa palpitare all\u2019infinito, ad ogni miliardesimo di secondo, si trova risucchiato dalle tue immagini affamate d\u2019oscurit\u00e0. E se, per fortuna, un pallido raggio di luce arriva a filtrare in quel muro opaco in agguato, allora ti ci aggrappi disperatamente invece di lasciare che ti apra, ti riscaldi e ne fai una nuova immagine e la collochi solidamente con le altre con del vischio tenace; cos\u00ec la tela si ispessisce di un altro nodo\u2026 la banchisa invade l\u2019oceano del tuo cuore un po\u2019 di pi\u00f9\u2026<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 te e il tuo cuore, tu sei il cuore, noi tutti siamo il Cuore! Non c\u2019\u00e8 nemmeno te e le tue immagini, tu sei quella tela, quel muro, quella banchisa pietrificata!<\/p>\n<p>Tu non sei un\u2019entit\u00e0 separata da quelle immagini, quella entit\u00e0 \u00e8 totalmente illusoria ed ha una solidit\u00e0 e una continuit\u00e0 apparente risultante semplicemente dalla velocit\u00e0 di quel torrente ghiacciato di visioni e di parole.<\/p>\n<p>Se fai un po\u2019 di attenzione, ti accorgi rapidamente che non sei altro che quel torrente e se si intensifica l\u2019attenzione, cominci a vedere che quel torrente \u00e8 una massa incredibilmente rapida di minuscole gocce distinte le une dalle altre come le perle di rugiada che giocano coi primi raggi del sole dopo una notte scura<br \/>\nE in effetti la luce illumina ogni particella d\u2019acqua!<\/p>\n<p>Cos\u00ec, vivi intensamente quella sofferenza, non vivi accanto a lei, perch\u00e9 tu sei quella sofferenza, tu sei solo questo, in questo momento. Non provare ad addolcirla, a metterla da parte: la dissociazione \u00e8 un miraggio e non fa che amplificare il conflitto.<\/p>\n<p>Al contrario, penetra sempre di pi\u00f9 profondamente in quella sofferenza, vedi sempre pi\u00f9 vicino e chiaramente come essa si comporta. Percepisci, \u00e8 tutto, non giudicare, non spiegare.<\/p>\n<p>La sofferenza si percepisce da sola. \u00c8 un incendio che non vuole mai spegnersi.<\/p>\n<p>Penetra senza paura tra le fiamme purificatrici, accetta di non essere niente altro che quel caos, perditi in lui. Accetta la bruciante solitudine.<\/p>\n<p>E allora forse scoprirai veramente nella sua realt\u00e0 pi\u00f9 cruda la macchinazione perversa di cui sei stata fin qui vittima: tu stessa, le immagini, la sofferenza non sono che una meccanica sterile il cui contenuto trasporta un carico d\u2019immagini morte costantemente rimestate ma la cui forma, il processo di una logica implacabile, sono sempre le stesse, inesorabilmente ripetitive.<\/p>\n<p>Tutte quelle immagini di paesaggi, di visi di uomini, di bambini, amati o odiati, di piaceri, di lacrime, di bellezza, di squallore, tutte quelle immagini di tempo e di spazio, tutte quelle associazioni dolci o deliranti sono il passato, tutto ritorna alla stessa cosa, non c\u2019\u00e8 differenza tra loro perch\u00e9 ci\u00f2 che le riunisce, \u00e8 la loro morte, \u00e8 la loro non- esistenza di fronte a ci\u00f2 che \u00e8, alla vita multiforme ma una, eternamente provocatrice.<\/p>\n<p>Ma come rispondi a quella provocazione sempre rinnovata?<\/p>\n<p>Attraverso le sensazioni; la vita\u00a0 ti interroga da ogni parte e senza posa.<br \/>\nBench\u00e9 le informazioni che i nostri sensi possono raccogliere siano molto limitate, e bench\u00e9 ci\u00f2 che crediamo di vedere , sentire, gustare, toccare non sia il mondo reale, ma solo il prodotto delle nostre scale di osservazioni, dunque una elaborazione interna delle inter-connessioni del nostro cervello, non sei mai veramente cosciente di quella massa di informazioni che sono nel cervello, non ne percepisci che un\u2019infima parte.<\/p>\n<p>E ad ogni istante, come una pioggia di grandine, quelle sensazioni ti interrogano. E la maggior parte del tempo non ci fai attenzione, non ascolti, solo le pi\u00f9 grossolane ti scuotono e tu gli rispondi con immagini morte riattivate\u2026immagini che ne attirano altre, altre e altre\u2026 Ci sono dei poli d\u2019attrazione, nodi attorno a cui gravitano le immagini; ora sono scene della vita passata accanto a quell\u2019uomo che hai amato, i momenti d\u2019armonia, i piccoli gesti quotidiani, i sorrisi, le bugie, le minacce\u2026 Tutte le sensazioni presenti attirano ossessivamente le stesse immagini, polo di sofferenza.<\/p>\n<p>E poi, una fila di impressioni passate ha appena il tempo di formarsi che \u00e8 interrotto da un altro, ancora pi\u00f9 amaro. Non ha avuto nemmeno il tempo di finire la sua corsa.<\/p>\n<p>Allora, amica, accetta di annegare in questo folle gioco elettronico, se hai capito bene che non sei separata da quelle immagini, che tu sei quelle immagini, quelle sofferenze o quei piaceri, che tutte quelle immagini, di qualsiasi natura, hanno un\u2019origine puramente meccanica, che ogni azione\u00a0 in vista di trasformarle n altra cosa \u00e8 perfettamente illusoria poich\u00e9 l\u2019entit\u00e0\u00a0 che vuole trasformare \u00e8 una creazione di quelle stesse immagini e che lo scopo da raggiungere non \u00e8 che una auto proiezione del passato; allora quella terribile solitudine, quel deserto roccioso, saranno la pasta e il lievito di una nuova vita, la banchisa si scioglier\u00e0, lo specchio si incriner\u00e0 e tu lascerai che l\u2019amore riscaldi il tuo cuore .<br \/>\nPercepirai senza intermediario, direttamente che quegli incatenamenti meccanici hanno una fine, che ci pu\u00f2 essere un intervallo tra loro, che non corrisponde a niente che tu conosci, \u00e8 fuori dal tempo e dallo spazio, creato dalle tue proprie scale, e quando lucidamente con la pi\u00f9 grande vigilanza ti trovi fecondata da questo sconosciuto, allora non puoi pi\u00f9 lasciarti ingannare da questa impostura, da quel miraggio che \u00e8 l\u2019entit\u00e0 separata di quelle immagini, \u00e8 te\u2026Tu non sei niente!\u2026<\/p>\n<p>Pi\u00f9 l\u2019attenzione sar\u00e0 senza cedimenti, pi\u00f9 gli spazi si espanderanno oltre i pensieri, andando ciascuna fino allo scopo del loro svolgersi logico, e allora l\u2019amore abbraccer\u00e0 la tua vita.<\/p>\n<p>Non ci sar\u00e0 la tua vita ma tu sarai la vita, quel cuore che batte nella roccia pi\u00f9 dura e vivrai pienamente e non intellettualmente il tuo legame col mondo.<\/p>\n<p>Non penserai pi\u00f9 a dare e ricevere ma non sarai altro che relazione, scambio fluido e sempre rinnovato, fenice che rinasce ad ogni istante purificata dalle sue ceneri.<\/p>\n<p>I rapporti con le persone, gli oggetti, le tecniche, le discipline si ritroveranno incredibilmente rovesciate.<br \/>\nRuolo e limite dello yoga.<\/p>\n<p>Sei insegnante di yoga. \u00c8 una meravigliosa occasione ma anche una grande responsabilit\u00e0\u2026 Perch\u00e9 lo yoga, tecnica efficace, come altre discipline, nel modo in cui \u00e8 presentato \u00e8 spesso un pericolo.<\/p>\n<p>Per la maggior parte di noi, sono le sofferenze, l\u2019insoddisfazione che viviamo, la mediocrit\u00e0 delle nostre relazioni, del nostro quotidiano che ci portano allo yoga. Abbiamo sentito dire o abbiamo letto da qualche parte che la pratica dello yoga pu\u00f2 farci vivere stati straordinari, fuori dal comune e pu\u00f2 alzarci al di sopra delle nostre piccole vite ordinarie.<\/p>\n<p>Abbiamo sete d\u2019ordine, d\u2019armonia, di pace e d\u2019amore, ma ne siamo spesso privati e dei maestri, degli scritti, ci promettono questo se ci avviamo su uno dei cammini che propongono.<\/p>\n<p>Dobbiamo preparare il corpo e la mente con posture, con esercizi di respirazione e di concentrazione su dei punti precisi. Ma tutto questo \u00e8 veramente serio?<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che si propone \u00e8 di\u00a0 attivare attraverso quelle discipline un processo di trasformazione. Ma cosa si trasforma? E chi trasforma?<\/p>\n<p>Siamo infelici, assaliti da pensieri negativi e vogliamo agire su\u00a0 quelli , vogliamo trasformarli per liberarci.<\/p>\n<p>Vogliamo trasformare l\u2019infelicit\u00e0 in felicit\u00e0, la sofferenza in piacere, l\u2019odio in amore, la violenza in dolcezza, il rumore in silenzio.<\/p>\n<p>Ma non possiamo comprendere , capire istantaneamente che quegli stati apparentemente opposti sono nella continuit\u00e0 gli uni dagli altri, che i pensieri negativi sono dello stesso tessuto dei pensieri cosiddetti positivi, che sono il prodotto del passato, della memoria , che producono quel passato e quella memoria, quella entit\u00e0 illusoria che crea il tempo e che desidera agire sui pensieri per mantenersi ad ogni costo nella sua vita precaria e in ogni modo condannata un giorno o l\u2019altro?\u2026<\/p>\n<p>Non possiamo vedere subito, nella nostra solitudine profonda, che quella frammentazione partecipa a ci\u00f2 che \u00e8 trasformato e quello che trasforma \u00e8 una soperchieria che, quando il pensiero \u00e8 passato, \u00e8 superato, finiscono la sofferenza e la disperazione, perch\u00e9 esse non sono che il risultato di questo conflitto che viene da quella dissociazione malsana e che, per estinguere la sofferenza, bisogna che quel processo duale si trasformi, muoia da solo con una percezione acuta e chiara della propria inconsistenza, della propria irrealt\u00e0?<\/p>\n<p>Allora, cos\u2019\u00e8 la meditazione, se non questa percezione, questa attenzione, questa vigilanza ad ogni istante?<\/p>\n<p>La meditazione \u00e8 uno stato che si prepara per lungo tempo prima, non si pu\u00f2 meditare altrimenti che in una postura perfetta o con un loto sulla testa? La meditazione \u00e8 un\u2019altra cosa se non noi in relazione col mondo, fuori dal tempo e dallo spazio, imprigionati dalla nostra immaginazione?<\/p>\n<p>Dunque, amica, devi comprendere bene ora che non si pu\u00f2 voler meditare, che tutti gli esercizi come lo Hata yoga per la prospettiva\u00a0 di arrivarci \u00e8 un grave errore, perch\u00e9 viene da quella scissione interiore illusoria, che porta inevitabilmente\u00a0 ad uno stato di ipnosi auto proiettata, di fissazione di un mentale pietrificato e che quel nirvana o quel samadhi non sono che condizionamenti come gli altri, se non peggiori e pi\u00f9 pericolosi!<\/p>\n<p>Non si potrebbe considerare lo yoga solamente a livello psicosomatico e riconoscere che, immerso nell\u2019oceano di quella coscienza attenta, ci aiuta a conservare una mente sana in un corpo sano, che \u00e8 indispensabile per la qualit\u00e0 sensitiva di relazione col nostro universo? Il nostro corpo deve essere un canale pi\u00f9 fluido possibile e non un ostacolo; quando cominciamo a intravedere con una comprensione giusta e una visione giusta, il funzionamento del pensiero, quando sentiamo la necessit\u00e0 di vivere il nostro corpo molto pi\u00f9 vicino e di captare, di essere\u00a0 le sensazioni alla loro radice prima che siano deformate dalle immagini del passato.<\/p>\n<p>Sentiamo la necessit\u00e0 di unificare il corpo e il pensiero che si erano frammentati; ciascuno aveva la sua vita e il suo punto d\u2019unione, di congiunzione, che erano rari, mentre ormai non dovevano farsi che uno e questo uno non \u00e8 pi\u00f9 separato dal mondo, ma ne \u00e8 una parte indissociabile.<\/p>\n<p>Dunque lo yoga, delle tecniche di rilassamento, di esplorazione sensoriale, di respirazione profonda,fuori da tutte le suggestioni, vi aiuta a ritrovare quella trasparenza che abbiamo perduto fin dall\u2019infanzia.<br \/>\nQuelle tecniche migliorano il buon funzionamento del corpo, ma il suo ruolo finisce l\u00ec, a livello meccanico, a livello di causa e effetto; non cerchiamo di raggiungere ci\u00f2 che non \u00e8 meccanico, senza causa, senza radice con un mezzo meccanico; non \u00e8 che quando il meccanico finisce con la sua propria comprensione, percezione e visione totale, che si rivela la non- meccanicit\u00e0 che penetra ogni cosa ed \u00e8 la sorgente di tutto ci\u00f2 che esiste ed anche di ci\u00f2 che non esiste ancora.<\/p>\n<p>Ritmica e yoga:<br \/>\nLa ritmica \u00e8 una delle pi\u00f9 efficaci per fluidificare\u00a0 gli scambi sensoriali e motori del nostro sistema nervoso, permette una messa a punto, un accordo fine della nostra meccanica equilibrando le due parti del corpo, stimolando l\u2019emisfero destro del cervello e dandogli pi\u00f9 iniziative del solito in rapporto al sinistro troppo saturo.<\/p>\n<p>Facilitiamo con la pratica della poli-ritmica applicata a tutte le parti del corpo, il risveglio delle parti che sono nelle potenzialit\u00e0 del nostro cervello destro, come l\u2019intuizione, la visione olistica, un sentire affinato\u2026 Quelle qualit\u00e0 si sviluppano sempre nel seno di questa attenzione giusta, di una attenzione senza cedimenti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo yoga e la ritmica, aiutandoci a equilibrare gli scambi corpo\/pensiero, pensiero\/corpo, riunificandoci, non sono da dissociare dal gesto quotidiano, dalla relazione con gli altri, che esigono una qualit\u00e0 di sentire altrettanto profonda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Luciana Scalabrini, dall&#8217;archivio di 3millenaire. Lettera ad un\u2019amica disperata. Amica,\u00a0 ora sei separata dall\u2019uomo che amavi. Restano con te due bambini\u2026 Ti ha preso la sofferenza e ti affligge il corpo, anche i figli soffrono. Attorno a te e a noi tutti vi sono miseria e violenza; la natura \u00e8 violentata. Il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[251],"tags":[4,150,106],"class_list":["post-2018","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pascal-de-neufville","tag-non-dualita","tag-sofferenza","tag-yoga"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2018","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2018"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2018\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}