{"id":2026,"date":"2011-02-15T00:02:16","date_gmt":"2011-02-15T00:02:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2026"},"modified":"2016-04-03T23:04:06","modified_gmt":"2016-04-03T23:04:06","slug":"le-ali-del-vivente-di-pascal-ruga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/le-ali-del-vivente-di-pascal-ruga\/","title":{"rendered":"Le ali del vivente di Pascal Ruga"},"content":{"rendered":"<p>Lo scrittore e poeta svizzero Pascal Ruga ci ha inviato il testo molto interessante qui sotto.<\/p>\n<p>(a cura di Luciana Scalabrini)<\/p>\n<p>Avere o non avere le ali del vivente \u00e8 la falsa domanda per eccellenza. Intraprendere il\u00a0 vivente nella sua totalit\u00e0 \u00e8 impegnarsi al di l\u00e0 di ogni logica. Il vivente non \u00e8 mai alla merc\u00e8 di una definizione, tentare di spiegarlo \u00e8 fondare una fissazione.<br \/>\nOra, ogni fissazione (ci\u00f2 che implica un luogo e uno spazio) ci fissa in una illusoria certezza, ci identifica con una forma di cui sappiamo che non \u00e8 che uno strumento passeggero. Il vivente non motiva alcuna condizionale, non si attiene ad alcuna dualit\u00e0; ci\u00f2 che a prima vista sembra impossibile, una cavalcata nei sogni\u2026 Il vivente non appartiene a nessuno e per questo non permette che ce ne facciamo i profeti. Non lasciamo a nessun altro che a noi stessi la cura di scoprirlo e di assumerlo senza cercare chi lo tiene e chi lo completa, perch\u00e9 il vivente non si colloca\u2026.<br \/>\nDa che si situa, o piuttosto si tenta di situarlo, scompare\u2026 Per aprirci a lui, il silenzio \u00e8 il nostro pi\u00f9 sicuro alleato, e non occorre vedere le parole che si allineano su questa pagina che come una sorta di\u00a0 collegamento, mentre di solito dividono.<\/p>\n<p>Ognuno non pu\u00f2 andare per il suo cammino che da solo; pi\u00f9 avanzer\u00e0, pi\u00f9 scoprir\u00e0\u00a0 che approda alla visione del senza- misura, in un oceano dove le cose non si vedono pi\u00f9 nello stesso modo di un tempo, in cui le si perseguiva sempre vanamente.<br \/>\nTutto a un tratto, le cose non sono pi\u00f9 separate dalla infinitezza delle loro forme e dall\u2019antagonismo che mantenevano per sussistere. Non si frammentano pi\u00f9, non sono pi\u00f9 affare di memoria o di coscienza, in loro non c\u2019\u00e8 n\u00e9 arrivo n\u00e9 partenza.<\/p>\n<p>Esse sono autenticamente se stesse e bagnano tutte nel meraviglioso sconosciuto che manifestano in noi ogni volta che ci stacchiamo da una fissazione, ogni volta che consideriamo una cosa al di l\u00e0 della vita e della morte della sua forma.<\/p>\n<p>Se questa visione delle cose \u00e8 la vostra, non c\u2019\u00e8 da sperare che le societ\u00e0 ci seguano o no, sarebbe aggiungere un desiderio agli altri, aggiungere un ideale\u00a0 alla moltitudine di ideali, che, coi loro dogmi, i pensieri e tutte le stagnazioni hanno arricchito gli attacchi della morte.<br \/>\nNon ci lasciamo pi\u00f9 inghiottire\u00a0 nella storia della specie a cui apparteniamo, sorvoliamo quella storia come si sorvola un pianeta\u2026 e scopriremo ci\u00f2 che arriva all\u2019eternit\u00e0 da che un desiderio \u00e8 trasceso col suo distacco.<br \/>\nIl valore che ne risulta necessariamente si manifesta come legge naturale, quel valore \u00e8 l\u2019amore non limitato per una scelta, un amore non possessivo, non passionale.<br \/>\nDa quando l\u2019universo delle cose non ha pi\u00f9 seguito, viene ad esistere l\u2019amore, \u00e8 il vivente, l\u2019armoniosa concordanza di ogni cosa, \u00e8 poesia come il sole \u00e8 d\u2019oro.<\/p>\n<p>Pascal RUGA<\/p>\n<p>Pensieri fondamentali<\/p>\n<p>Qual \u00e8 lo scopo dell\u2019universo?<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 Dio si manifesta?\u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Questa domanda \u00e8 posta in generale per motivi assurdi, poich\u00e9 presuppone l\u2019assimilazione della psicologia umana (con i suoi valori di tempo, ecc.) con una psicologia divina!<\/p>\n<p>\u00ab Perch\u00e9 l\u2019uomo fa qualsiasi cosa? Perch\u00e9 desidera farlo per questa o quella ragione. Ma attribuire a Dio un qualunque desiderio, implicherebbe che Dio potesse mancare di qualcosa, ci\u00f2 che \u00e8 assurdo poich\u00e9 \u00e8 il Tutto. \u00bb<\/p>\n<p>\u00abDio crea la manifestazione, perch\u00e9 la sua natura lo comporta\u00bb<\/p>\n<p>Dr. Hubert Benoit<\/p>\n<p>\u00ab La via della vera felicit\u00e0, infinita, eterna, deve passare per la perdita totale di ogni speranza in lui.\u00bb.<\/p>\n<p>\u201c Tutte le sofferenze sono per noi delle umiliazioni. Queste,\u00a0 dal momento che sono accettate, si trasformano in giusta umilt\u00e0, nella visione del nostro me come se fosse sempre meno.<br \/>\nPoi nell\u2019istante stesso in cui lo vediamo niente, come non essendo affatto, il S\u00e9 si realizza e ci invade tutti interi, svelandoci che, senza averne avuto fin l\u00e0 coscienza, siamo sempre stati lui nella sua realt\u00e0 assoluta\u201d.<\/p>\n<p>Hubert Benoit<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scrittore e poeta svizzero Pascal Ruga ci ha inviato il testo molto interessante qui sotto. (a cura di Luciana Scalabrini) Avere o non avere le ali del vivente \u00e8 la falsa domanda per eccellenza. Intraprendere il\u00a0 vivente nella sua totalit\u00e0 \u00e8 impegnarsi al di l\u00e0 di ogni logica. 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