{"id":2076,"date":"2011-02-27T14:44:51","date_gmt":"2011-02-27T14:44:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2076"},"modified":"2016-04-03T23:03:57","modified_gmt":"2016-04-03T23:03:57","slug":"psicofisica-un-mondo-interiore-quasi-eterno-di-jean-charon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/psicofisica-un-mondo-interiore-quasi-eterno-di-jean-charon\/","title":{"rendered":"Psicofisica, un mondo interiore quasi eterno di Jean Charon."},"content":{"rendered":"<p>(dall\u2019antica serie di 3emillenaire, a cura di Luciana Scalabrini)<\/p>\n<p>A forza di lavorare sul curioso comportamento degli elettroni, Jean Charon ha fatto una scoperta: gli elettroni, immortali, non smettono di arricchire il loro livello di coscienza e di conoscenza. Poi naturalmente non ha tardato ad immaginare che, poich\u00e9 sono immortali, si istruiscono di continuo e che noi siamo fatti di elettroni, e anche noi siamo immortali. \u00c8 quella che ha chiamato la teoria degli Eoni riprendendo il vecchio nome della gnosi cristiana dei primi tempi. Con questa teoria \u00e8 naturale arrivare a pensare che ci\u00f2 che si chiama spirito \u00e8 meno immateriale che non sembrasse poich\u00e9 gli eoni ne sarebbero i portatori.<\/p>\n<p>Ecco dunque come, con il gioco e l\u2019attitudine aleatoria di particelle elementari, lo spirito \u00e8 entrato nei laboratori.\u00a0 \u201c Esso non \u00e8 pronto ad uscirne\u201d, afferma Jean Charon e molti fisici con lui come Olivier Costa de Begauregard, anche se la concezione di quello spirito\u00a0 non \u00e8 affatto simile. Con la sua teoria Jean Charon ridona all\u2019uomo la sua eternit\u00e0 e la sua dimensione cosmica. Sciolta dai dogmi offre una nuova spiritualit\u00e0 all\u2019uomo molto pi\u00f9 credibile, pur offrendogli tutto il suo sapere. Con lui imparate ad ascoltare il canto degli eoni che lega il cosciente, l\u2019incosciente, canta l\u2019 universo eterno.<\/p>\n<p>Scommetterei volentieri che, per le generazioni che verranno, la scoperta pi\u00f9 importante di oggi non sar\u00e0 n\u00e9 quella delle forze nucleari n\u00e9 quella degli sviluppi dell\u2019audiovisivo, e nemmeno di aver creato macchine per andare sulla luna ; ma sar\u00e0 quella della Fisica sul mondo interiore. E i principali progressi\u00a0 della conoscenza si faranno in quel mondo interiore, cos\u00ec come negli ultimi tre secoli avevano visto lo sviluppo del nostro sapere sul mondo esterno.<\/p>\n<p>Questa scoperta della Fisica non data che dagli ultimi anni ed ha talmente sorpreso gli stessi fisici che non sono ancora riusciti\u00a0 a prendere la misura di tutto quel capovolgimento che risulta dall\u2019approccio scientifico dei fenomeni.<br \/>\nDi cosa si tratta?<\/p>\n<p>Dopo Newton la Fisica si \u00e8 costruita affermando che voleva essere una scienza esatta e che per questo non voleva occuparsi che dei fenomeni osservabili, cio\u00e8 direttamente verificabili senza ambiguit\u00e0\u00a0 nel nostro mondo esteriore. Non pretendeva\u00a0 di ignorare completamente l\u2019esistenza interiore, dove si situava qualcosa che si chiamava Spirito, con i suoi sogni, di preoccupazioni metafisiche, di sentimenti. Ma per la fisica tutto quello era troppo evanescente per far parte di una storia esatta, preferiva abbandonare quelle cose alle filosofie, agli psicologi, o ai teologi. E la fisica dell\u2019epoca aveva ragione. Non si pu\u00f2 negare l\u2019enorme progresso\u00a0 nella conoscenza dell\u2019universo compiuto con la nostra conoscenza, grazie a questo approccio esclusivamente osservabile dei fenomeni della natura.<\/p>\n<p>Ma pi\u00f9 la fisica aveva accesso a fenomeni situati al limite dell\u2019osservazione, come quelle piccole particelle che formano tutta la materia, o ancora quegli oggetti cosmici a stento visibili ai confini del nostro universo, pi\u00f9 lo spirito doveva\u00a0 venire a tappare i buchi\u00a0 tra i dati osservabili per assicurare la coerenza di ci\u00f2 che si voleva rappresentare.<br \/>\nVerso l\u2019inizio del 1900 divenne chiaro per i fisici che i meccanismi propri dello spirito interferivano a volte cos\u00ec tanto con la cosa osservata che ci si doveva domandare se questo non era il riflesso del nostro pensiero. Ma dove localizzare i meccanismi dello spirito? Come diceva Paul Valery: \u201cSi avrebbe ben da vagare in un cervello se non si trovasse uno stato d\u2019animo\u201d. Ci sarebbe a lato\u00a0 del mondo esterno osservabile, un mondo interiore invisibile, dove i processi psichici potrebbero essere descritti alla maniera in cui si fosse, fin l\u00e0, descritto i fenomeni del mondo esteriore?<\/p>\n<p>Se quel mondo interiore esiste veramente, dovrebbe essere fatto, come il mondo esterno, di spazio e di tempo. \u00c8 dunque un approfondimento della natura dello spazio e del tempo che dovrebbe permettere agli scienziati di\u00a0 saltare il muro dello spazio interiore.<\/p>\n<p>In effetti, la scoperta del mondo interiore costituisce la terza rivoluzione relativista compiuta dopo l\u2019inizio del secolo scorso.Einstein aveva gi\u00e0 per due volte, rivoluzionato i nostri pregiudizi sullo spazio e il tempo. Nel 1905 mostrava che spazio e tempo interferiscono l\u2019uno con l\u2019altro: tra le conseguenze ricordiamo la celebre E=MC2, ma anche il fatto pi\u00f9 sorprendente, ma vero, che un cosmonauta portato da un razzo con una velocit\u00e0 vicina a quella della luce invecchia meno meno in fretta che se resta sulla terra.<br \/>\nPoi nel1915 Einstein afferma che ogni cosa \u00e8 formata di spazio e tempo pi\u00f9 o meno curvato: cos\u00ec un grano di materia \u00e8 una gobba estremamente curvata e localizzata dello spazio che la circonda. Tutto questo oggi \u00e8 ben verificato. Ma verso gli anni 70, una terza rivoluzione si avvera. In effetti, se lo spazio si curva troppo, finisce per \u2026crepare e passa allora dall\u2019altra parte, all\u2019esterno del nostro mondo esteriore abituale. I fisici sono curiosi e la grande questione fu di sapere ci\u00f2 che c\u2019era dall\u2019altra parte nell\u2019altro mondo. Perch\u00e9, come constatarono rapidamente, era l\u00e0 l\u2019altro mondo, dove i fenomeni non evolvono\u00a0 come nel nostro esterno osservabile, ma in qualche modo complementare. In quello spazio e tempo cambiano il loro ruolo, lo spazio scorre, mentre l\u2019osservatore pu\u00f2 muoversi nel tempo.<br \/>\nPeraltro, mentre le leggi fisiche del mondo esterno portano tutti i fenomeni verso il disordine, le leggi fisiche in questo mondo complementare fanno evolvere le cose verso l\u2019ordine. In breve, la fisica scopriva che dall\u2019altra parte del nostro mondo abituale i fenomeni scorrevano spontaneamente dando prova di memoria(spostamento nel tempo), di ragionamento (evoluzione verso l\u2019ordine) e di un genere di slancio continuo di coscienza(scorrere continuo di informazioni). Dall\u2019altra parte c\u2019\u00e8 il mondo interiore con la definizione che diamo abitualmente, il mondo dello spirito.<br \/>\nQuesta nuova rivoluzione relativista sulla natura dello spazio e del tempo porta il nome di Relativit\u00e0 complessa (1977) Mostra che il campo d\u2019investigazione della fisica non pu\u00f2 pi\u00f9 ormai basarsi solo sul mondo esteriore,come il precedente, bisogna ora tener conto di un mondo interiore, che \u00e8 fatto di spazio e di tempo e pu\u00f2 dunque essere descritto con tanta precisione come il primo.<br \/>\nL\u2019universo totale comprende cos\u00ec mondo esteriore che mostra propriet\u00e0 fisiche e un mondo interiore caratterizzato da propriet\u00e0 di natura psichica. Sono due mondi che formano oggi l\u2019oggetto della nuova fisica, che per questo si chiama la psicofisica.<\/p>\n<p>Ma che si trova nel mondo interiore? Una difficolt\u00e0 per identificare gli oggetti del mondo interiore \u00e8 che , come lo stato d\u2019animo di Valery, non sono visibili. I due mondi interno ed esterno si presentano un po\u2019 come due facce di un foglio di carta posata su un tavolo; la parte visibile si constata coi nostri occhi; ma come non si vede la parte nascosta appoggiata sul tavolo, si tende a dire che non esiste. Ma supponiamo\u00a0 che due piccole calamite siano nascoste sotto il foglia di carta; bench\u00e9 non le si veda si constata la loro presenza\u00a0 perch\u00e9 muovendosi muovono l\u2019ago metallico sul foglio di carta sulla parte visibile. Quegli aghi sono sensibili al campo magnetico delle piccole calamite invisibili nel mondo dietro al foglio di carta.<br \/>\nLe cose accadono in modo simile nel rapporto con i nostri due mondi: il mondo interiore \u00e8 invisibile, ma si indovinano gli oggetti che lo abitano con l\u2019azione indiretta che esercita la loro presenza sul mondo esterno osservabile.<\/p>\n<p>Per il momento sono stati identificati due oggetti invisibili situati nel mondo interno. Su scala cosmica sono i buchi neri, quelle stelle morenti che scompaiono nel mondo interiore quando si avvicinano alla loro fase terminale; e sulla scala delle particelle che compongono la materia, sono gli elettroni. Nel presente articolo, mi occupo solo degli elettroni.<\/p>\n<p>Deve essere chiaro che i fisici che conoscono l\u2019elettrone dopo Faraday( morto nel 1867) non hanno accettato senza prove di considerare l\u2019elettrone come un oggetto del mondo interiore. Qualitativamente l\u2019elettrone era in partenza un candidato eccellente per l\u2019invisibile. Esso possiede una massa, ma un volume osservabile nullo; peraltro gioca al passa- muro con la materia, la attraversa come se non la incontrasse. Conclusione: non \u00e8 nello spazio osservabile (in cui si localizza e dove si localizza la materia),\u00e8 altrove: e di quello la fisica non conosce che il mondo interiore. Ma bisognava avere anche solidi argomenti quantitativi; si mostr\u00f2 dunque che l\u2019elettrone, cos\u00ec localizzato come un oggetto del mondo interiore, soddisfaceva tutte le propriet\u00e0 fisiche che le scienze gli riconoscevano da tempo. Restava, e cosa pi\u00f9 importante, da provare che l\u2019elettrone aveva anche\u00a0 delle propriet\u00e0 psichiche, poich\u00e9 era del mondo interno.\u00a0 Questo era da dimostrare col linguaggio, non della filosofia, ma della fisica. Di fronte a\u00a0 quel problema il piccolo gruppo di fisici che lavoravano con me ha ragionato come segue: se l\u2019elettrone \u00e8 veramente portatore dello spirito, contribuisce anche al nostro spirito, poich\u00e9 entra nel nostro corpo. Ma allora, se il nostro spirito \u00e8 chiuso nel piccolo mondo dell\u2019elettrone, questa particella deve possedere\u00a0 nella sua struttura tutta la meccanica di rappresentazione del mondo, dato che il nostro spirito \u00e8 la sorgente della rappresentazione che la scienza si forma del mondo. Ci si troverebbe un po\u2019 come nella celebre caverna di Platone. L\u2019osservatore chiuso in quella caverna non pu\u00f2 vedere che le ombre del mondo esterno dove non pu\u00f2 andare; allora disegna sui muri della caverna una rappresentazione del mondo, ma questi sono della dimensione della caverna, le leggi sono quelle del mondo, i colori sono quelli della caverna, ecc&#8230;.<br \/>\nSe siamo chiusi nell\u2019elettrone,psichicamente parlando, disegniamo noi il nostro universo con tutto ci\u00f2 di cui disponiamo nell\u2019elettrone, e l\u2019analisi della struttura dell\u2019elettrone deve allora permetterci di calcolare direttamente i fattori di scala che intervengono nella nostra rappresentazione del mondo cio\u00e8 i dati fisici (come per esempio la velocit\u00e0 della luce) che si era creduto fin l\u00ec appartenere al proprio mondo esterno, che invece aveva le caratteristiche del nostro mondo interiore. Una tale analisi dell\u2019elettrone\u00a0 come oggetto del mondo interiore \u00e8 stata fatta ed ha permesso di ritrovare tutte le costanti fondamentali della fisica, cosa che non era mai stata fatta\u2026 e conferma definitivamente che l\u2019elettrone \u00e8 portatore di spirito, del nostro spirito.<\/p>\n<p>Eccoci tutti interessati: la fisica contemporanea conferma la celebre intuizione di Teilhard de Chardin; entrando gli elettroni a miliardi nel nostro corpo, sono portatori di una \u201cpsiche\u201d. Si designa con eone l\u2019antico elettrone della fisica, se si vuole che quella particella sia psichicamente la stessa, ma \u00e8 ormai riconosciuto come che ha propriet\u00e0 psichiche.<br \/>\nCi\u00f2 che ci interessa ora \u00e8 sapere ci\u00f2 che siamo, ciascuno di noi, rispetto a questi eoni psichici. Io sento di essere unico, che mi caratterizzo in quanto persona come un me come senso di unit\u00e0: come \u00e8 compatibile con quei miliardi di eoni che compongono il mio corpo? Si tratta, alla fine, di sviluppare una psicologia ionica che stia alla pari con le nuove scoperte della fisica.<\/p>\n<p>E come sono fatti questi eoni? Sono piccoli corpuscoli sferici che pulsano. Tempo e spazio hanno qui le propriet\u00e0 particolari di un mondo interno che descriveremo. Questo mondo interno non \u00e8 fatto, come lo spazio che ci circonda, con una grande distesa omogenea; il nostro mondo interno\u00a0 si polverizza in una specie di rosa di eoni, essendo ogni eone un piccolo universo in se stesso, che comunica con gli altri eoni e con il mondo esteriore con azioni a distanza. Quelle sferule- eoni racchiudono un gas di luce, che \u00e8 portatore di informazioni psichiche;\u00a0 \u00e8 quella luce che sar\u00e0 capace di memorizzare quelle informazioni, poi di ragionare su di loro, come fa il nostro spirito.<br \/>\nCi si trova con quel ruolo importante della luce come supporto del funzionamento spirituale, quella intuizione millenaria che vuole che la luce sia un elemento essenziale del vivente e del pensante. Sono tali eoni che entrano nella composizione del nostro organismo. Ma essi non si dispongono nel nostro corpo come i grani\u00a0 di sabbia; si ordinano gli uni in rapporto agli altri per fare funzionare la macchina umana, come se prendesse uomini e donne per fare girare un\u2019impresa qualunque. E come nell\u2019impresa si trova un genere di capi d\u2019orchestra che coordinano l\u2019azione di tutti gli altri, cos\u00ec gli eoni del nostro corpo vanno orchestrati da un eone unico, che, per usare la terminologia della teoria degli insiemi, chiameremo l\u2019eone distinto. Questo costituisce quello che chiamiamo il nostro Me. \u00c8 stato presentato nel corpo nell\u2019istante della nostra concezione. Sar\u00e0 ancora presente nell\u2019istante della morte corporale. Durante la vita gioca il ruolo di coordinatore \u2013 capo d\u2019orchestra per i miliardi di eoni del nostro corpo che non hanno la permanenza nel nostro corpo, come le cellule del corpo che cambiano continuamente nel corso della nostra vita<\/p>\n<p>Vi abbiamo rappresentato il Me in relazione con tutti gli eoni del nostro corpo. Sono da sottolineare\u00a0 due aspetti importanti: l\u2019eone \u00e8 l\u2019elettrone della fisica, e questa ci insegna ad essere immortali; d\u2019altronde l\u2019eone possiede una memoria cumulativa, non pu\u00f2 dimenticare niente.Ogni eone del nostro corpo \u00e8 nato (dalla luce) , ha dei milioni d\u2019anni, ha acquisito nel corso delle incarnazioni successive, un saper fare che usa per partecipare utilmente con tutti gli altri eoni del corpo al funzionamento del nostro organismo.Chiameremo memoria innata quel sapere millenario: \u00e9 questa memoria innata che fa battere il cuore, respirare i polmoni, compiere tutte le funzioni che non sono comandate dalla nostra volont\u00e0. Invece chiameremo memoria acquisita quella che si rapporta solo agli avvenimenti vissuti dalla nostra concezione in poi. Queste due memorie , innata e acquisita, si distinguono soprattutto per il fatto che i nostri eoni corporali hanno una memoria acquisita comune ( hanno per la maggior parte vissuto gli stessi avvenimenti dalla concezione), mentre\u00a0 la memoria innata \u00e8 fatta dalla diversit\u00e0 delle vite vissute da ogni eone nei diversi organismi nel corso delle incarnazioni, prima che questi eoni fossero riuniti per un momento nel nostro corpo.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire, schematizzando, che le diversit\u00e0 delle memorie innate\u00a0 non permettono un linguaggio comune tra i diversi eoni, mentre la memoria acquisita comune a tutti gli eoni permette un chiaro linguaggio comunicativo tra gli eoni corporali e il Me.Si parler\u00e0 di cacofonia della memoria innata e della melodia della memoria acquisita.<\/p>\n<p>Per ritrovarsi tra quelle due memorie la natura ha bisogno di utilizzare le due memorie per assicurare il funzionamento armonioso dell\u2019organismo vivente e usa l\u2019alternanza della veglia e del sonno: durante il nostro me si diriger\u00e0 verso la memoria acquisita, durante il sonno si sforzer\u00e0 di mettersi all\u2019ascolto del linguaggio diversificato proprio all\u2019innato, linguaggio che possiede la saggezza che consente di equilibrare i disequilibri della vita cosciente.<br \/>\nRiprendendo il linguaggio junghiano, diremo che durante il sonno il nostro me \u00e8 in relazione con l\u2019inconscio, che si esprime spesso col linguaggio evanescente dei sogni.<\/p>\n<p>L\u2019insieme dei nostri eoni e delle particelle di materia del corpo forma ci\u00f2 che chiamiamo il nostro mondo personale (spirito del corpo). Questo insieme \u00e8 immerso nel nostro mondo esteriore.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 gli eoni si incarnano in quelle comunit\u00e0 complesse che sono gli organismi viventi? Perch\u00e9 non si accontentano di fare la loro esperienza isolatamente? \u00c8 vero che anche isolatamente il livello psichico degli eoni non pu\u00f2 che crescere col tempo; ma l\u2019associazione degli eoni tra loro ha per conseguenza di accrescere il ritmo di acquisizione e la qualit\u00e0\u00a0 delle informazioni scambiate col mondo esterno, esattamente come avviene quando gli umani raggruppano nella stessa impresa diverse specialit\u00e0. L\u2019organismo vivente realizza l\u2019unit\u00e0 nella diversit\u00e0 e una tale incarnazione ha\u00a0 per effetto\u00a0 di alzare il livello psichico di ogni eone che partecipa a una vera universit\u00e0 eonica dove gli studenti- eoni sono nelle migliori condizioni per esercitare le loro propriet\u00e0 psichiche.<\/p>\n<p>Gli elementi accumulati nella vita nella memoria acquisita di ogni eone hanno bisogno di essere in un certo momento coordinati con quelli della memoria eonica innata.\u00a0 Questo aggiustamento l\u2019abbiamo visto, \u00e8 gi\u00e0 realizzato un po\u2019 ogni notte nel corso del sonno. Ma abbiamo anche notato che quella relazione notturna del me e dell\u2019inconscio \u00e8 assai imperfetta, non potr\u00e0 farsi che nel silenzio della inter &#8211; vita, quando tutti gli eoni del corpo ritornano alla polvere per una pausa di riflessione pi\u00f9 o meno lunga nello spazio cosmico.\u00a0 Il mio me diventa allora il me cosmico, \u00e8 solo, non appartiene pi\u00f9 ad un organismo vivente, ha davanti a s\u00e9 il panorama completo delle sue vite vissute nelle sue incarnazioni da milioni d\u2019anni, non solo come uomo, ma in tutto il\u00a0 regno del vivente. Quella memoria innata millenaria che non si distingue che in modo sfumato durante la vita, che si percepisce attraverso le tenebre del proprio inconscio, ecco che pu\u00f2 infine comprenderne la totalit\u00e0 del contenuto, come riposando l\u2019occhio su un vasto paesaggio; dall\u2019oscurit\u00e0 del periodo di vita segue la luce del periodo della morte, che non \u00e8 che una lunga riflessione sulle nostre esistenze passate.<\/p>\n<p>Fino al momento in cui, di nuovo, il mio me cosmico sceglie di ricominciare a partecipare ad un organismo vivente, sia come me di quell\u2019organismo ( se ha un livello psichico sufficiente) sia come un eone corporeo ( di un organismo pi\u00f9 psichico di lui stesso) . E cos\u00ec fino alla fine dei tempi, fino a giungere a un livello di coscienza, per dir cos\u00ec, infinito.<br \/>\nQuello che \u00e8 essenziale \u00e8 capire che l\u2019identit\u00e0 psichica \u00e8 associata ad un eone e a uno solo. \u00c8 quello che ho chiamato me vivente nel periodo della vita, me cosmico nel periodo della morte. E a quel me non corrisponde un vago simbolo ( come un tempo il simbolo dell\u2019anima), ma una particella ben nota della fisica che pu\u00f2 essere localizzata in modo preciso nello spazio e nel tempo. Questo \u00e8 diventato possibile da quando la fisica ha aperto la particella, l\u2019eone &#8211; elettrone \u00e8 indefininibile nello spazio e nel tempo.<br \/>\nCerto, l\u2019eone pu\u00f2 sembrare ben piccolo per contenere il nostro me tutto intero; ma in confronto all\u2019universo intero, il nostro stesso corpo non ha che le dimensioni dell\u2019eone in rapporto al nostro coro, e la nostra piccolezza non ci impedisce di contare in rapporto all\u2019intero universo. Si, sono il mio me, posso identificarmi con quello che sono dall\u2019inizio alla fine dei tempi. Durante un\u2019incarnazione, \u00e8 vero, vivo in comunit\u00e0 eonica, ma approfitto di questa comunit\u00e0\u00a0 per esplorare l\u2019universo molto meglio che se fossi solo. E nondimeno conservo la mia identit\u00e0 tra questa vasta comunit\u00e0 di eoni, sono un piccolo universo, conservo in modo indelebile i miei ricordi personali che datano milioni di anni nel corso di queste alternanze successive di vita ed inter &#8211; vita; c\u2019\u00e8 trasformazione di modo di esistere nelle occasioni di vita e di morte, ma c\u2019\u00e8 discontinuit\u00e0, mai vera morte.<\/p>\n<p>La fisica raggiunge il fondo comune a tutte le religioni venendo a concludere sull\u2019immortalit\u00e0 del me. Ritrova allo stesso tempo le basi della psicologia junghiana, di veglia e sonno, di conscio e inconscio, e il loro intervento nella vita psichica totale. Ma la fisica, aprendosi all\u2019interiorit\u00e0, dopo un lungo investigare sul mondo esterno, non fa che avvicinarsi al suo obbiettivo. Ascoltiamo ancora Teilhard de Chardin: \u201c E\u2019 venuto il momento di rendersi conto che una interpretazione anche positivista dell\u2019universo deve, per essere soddisfacente, coprire cos\u00ec il dentro come il fuori delle cose. Lo spirito come la materia. La vera fisica \u00e8 quella che arriver\u00e0 a integrare l\u2019uomo totale in una rappresentazione coerente del mondo\u201d.<br \/>\nSe ancora non ci siamo, si pu\u00f2 in ogni caso pensare che noi oggi siamo sulla strada.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(dall\u2019antica serie di 3emillenaire, a cura di Luciana Scalabrini) A forza di lavorare sul curioso comportamento degli elettroni, Jean Charon ha fatto una scoperta: gli elettroni, immortali, non smettono di arricchire il loro livello di coscienza e di conoscenza. 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