{"id":209,"date":"2010-09-11T20:53:15","date_gmt":"2010-09-11T20:53:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=209"},"modified":"2016-04-03T23:06:33","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:33","slug":"meditare-e-guardare-per-la-prima-volta-di-jean-bouchart-d-orval","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/meditare-e-guardare-per-la-prima-volta-di-jean-bouchart-d-orval\/","title":{"rendered":"Meditare \u00e8 guardare per la prima volta di Jean Bouchart d\u2019 Orval."},"content":{"rendered":"<p><strong>3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 67 &#8211; Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini <\/strong><\/p>\n<p>D: Avete gi\u00e0 insegnato la meditazione, ma sembra che da qualche anno ne parliate in modo diverso. Cos\u2019\u00e8 meditare per voi? Che genere di meditazione raccomandate?<\/p>\n<p>R: <a href=\"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/jean1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-210\" title=\"Jean Bouchart d'Orval\" src=\"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/jean1-227x300.jpg\" alt=\"Jean Bouchart d'Orval\" width=\"227\" height=\"300\" \/><\/a>diventare un essere realizzato, allora cosa fate di davvero diverso dalla maggioranza degli esseri umani che calcolano e sono inquieti senza tregua?<\/p>\n<p>Invece, se vi dedicate a degli istanti liberi da questo genere di arrivismo e di piccolezza \u2013 e di quei momenti sorgono ogni giorno, basta essere attenti \u2013 allora, uscite dall\u2019abitudine. L\u2019atto che non \u00e8 ostacolato da alcuno scopo \u00e8 pura potenza. La meditazione libera da qualsiasi direzione volontaria, \u00e8 puro splendore.<\/p>\n<p>Come voi dite, a una certa epoca mi \u00e8 successo di tenere \u201ccorsi di meditazione\u201d. Questa infelice formulazione ha forse lasciato credere che ci siano istruzioni speciali, qualche cosa da fare, da imparare, da memorizzare e portare con s\u00e9 per tirarla fuori pi\u00f9 tardi, quando si incontra la difficolt\u00e0 a far fronte alla vita. No. Non ci sono sistemi, non ci sono trucchi. Fate la domanda di un \u201cgenere\u201d di meditazione. Ora, finch\u00e9 la meditazione ha un genere, si tratta di un\u2019attivit\u00e0 mondana. Non \u00e8 questione di meditazione buddista, di meditazione zen, di meditazione dinamica, di meditazione sufi, ecc. Tutto ci\u00f2 \u00e8 fumo negli occhi, spettacolo; non lasciatevi impressionare dalle immagini, per il decoro e la reputazione che si sono con fatica fatti i guru alla moda, i conduttori di <em>ashram<\/em> e i direttori di scuole di meditazione, che siano occidentali o orientali. Vedete, anche i cristiani tentano disperatamente di recuperare questa parola popolare da qualche decennio: dopo duemila anni di inutili chiacchere e la condanna della meditazione dell\u2019attuale papa, c\u2019\u00e8 ora una meditazione cristiana\u2026<\/p>\n<p>La questione di un \u201cgenere di meditazione\u201d \u00e8 quella legata ad un\u2019autorit\u00e0 spirituale e a tutte le stupidaggini che vengono con quello. Sono stato personalmente testimone del desolante spettacolo di esseri umani prigionieri di un sistema di meditazione e di un\u2019ideologia di liberazione personale; ho visto persone, a prima vista molto brillanti, essere completamente soggiogate dal pensiero, un infelice \u201cessere realizzato\u201d, afflitto dal bisogno compulsivo di essere approvato e ammirato. Le ho viste aderire ad una dottrina e seguire la linea del \u201cpartito\u201d con la stessa cecit\u00e0 dei gesuiti o delle guardie rosse cinesi ai tempi di Mao. Bisogna aver visto i romantici adepti di quei gruppuscoli settari invischiarsi per anni in luoghi esotici per concentrarsi. Bisogna aver visto tutte queste persone ritirarsi in questi campi di concentramento e mettersi spesso dei tappi alle orecchie per \u201cmeditare\u201d, per non sentire il rumore del mondo, che altro non \u00e8 che il rumore di Dio. Posso testimoniare che venti, trent\u2019anni pi\u00f9 tardi, questi dormienti fanno sempre le stesse domande e ricevono sempre le stesse risposte, formulate nella stessa maniera, con le stesse parole. Dietro i farfugliamenti psicologici fatti dal loro guru attorno al tema, i credenti si sentono sempre freddolosi davanti alla vita e ai suoi grandi spazi aperti.<\/p>\n<p>Ringrazio gli dei di avermi messo in contatto con quella caricatura, dove il maestro \u00e8 incapace di sentire la minima critica o un accenno ad un altro approccio e dove i discepoli si sentono immediatamente minacciati al suggerimento di un altro sistema o, supremo orrore, all\u2019assenza di sistema. Questo fu per me una grande lezione: ho visto come nascono le sette \u2013 tutte le sette, di cui la pi\u00f9 grande \u00e8 la chiesa cattolica -, i sistemi, gli inquadramenti e le strutture. Ero seduto ai primi posti.<\/p>\n<p>Mettere pesantemente l\u2019accento su una qualsiasi tecnica e su una ideologia per liberarsi, \u00e8 una strategia per non sentire pi\u00f9 la propria vita cos\u00ec com\u2019\u00e8. Questo riflesso patologico di fronte alla paura e alla sofferenza (che non \u00e8 nient\u2019altro che avere problemi con la realt\u00e0) \u00e8, certo, un rimandare. Questo rimandare pu\u00f2 essere necessario quando la nostra traiettoria passata nello spazio-tempo non ci lascia scelta, ma \u00e8 pur sempre un rimandare.<\/p>\n<p>Per favore, siate un po\u2019 seri! Se avete la capacit\u00e0 di capire questo, allora non sarete pi\u00f9 ridotti ad andare a fare la coda per delle ore per ricevere l\u2019abbraccio di una figura esotica, a incentivare le romantiche immagini popolari. Non sentirete pi\u00f9 il bisogno di questo genere di pagliacciate. Sarete liberi da questa \u201cfreddolosit\u00e0\u201d che \u00e8 la religione, sotto qualsiasi forma. Le religioni, le ideologie, i gruppi gerarchici, con i loro leader, la loro autorit\u00e0, i loro dogmi, le loro tecniche e i loro programmi, per evitarvi di sentire la miseria di ci\u00f2 che avete accatastato nella vostra vita, sono delle calamit\u00e0, dalle quali potete liberarvi subito, senza tante storie. In tutti i gruppi religiosi, attorno a tutte le autorit\u00e0 spirituali, si trovano invariabilmente le stesse promesse di stare meglio pi\u00f9 tardi. Dovete accettare di pensare e di vivere in quella maniera, di praticare quel rituale o quella meditazione, di borbottare quel <em>mantra<\/em>, tutte cose che vi insensibilizzano e vi rendono stupidi <span style=\"text-decoration: underline;\">ora<\/span>, allo scopo di liberarvi <span style=\"text-decoration: underline;\">pi\u00f9 tardi<\/span>. Credete davvero che tutte queste sciocchezze vi possano essere di qualche utilit\u00e0 per vedere chiaro e comprendervi? Non dico che non bisogna sentirsi in risonanza con una corrente spirituale quando si presenta un\u2019evidenza, ma identificarsi in un gruppo, voler far carriera nel buddismo o nel cristianesimo, \u00e8 un sintomo di paura o di noia. Sarebbe meglio per voi sentire la vostra paura o la noia della vostra vita e di vederci chiaro, invece di andare a nascondervi e tremare in gruppo dietro una dottrina di liberazione futura.<\/p>\n<p>Quando praticate una tecnica, ripetete sempre la stessa cosa, provate a rivivere la stessa situazione, per esorcizzare tutto ci\u00f2 che rimette in questione il vostro sapere sul mondo e su voi stessi. E\u2019 completamente meccanico. Come potete sperare che un mucchio di condizionamenti vi porti un giorno alla libert\u00e0? E\u2019 questa la grande illusione di questo genere di pratiche spirituali, la cui principale utilit\u00e0 \u00e8 di far girare gli affari di quelli che vogliono salvarvi a tutti i costi, di quelli che vogliono liberarvi senza che siate presenti nella vostra vita, in breve, di tutti quelli che si credono indispensabili nella vostra vita. Si pu\u00f2 comprendere la pratica di tecniche per imparare un\u2019abilit\u00e0 professionale, per imparare il clarinetto o la boxe, ma per vivere la libert\u00e0\u2026..<\/p>\n<p>Cosa c\u2019\u00e8 dunque dietro questa nevrosi ben radicata che consiste nell\u2019affidarsi ad una tecnica, o ad un altro essere umano, o a un modo di pensare, o ad una nuova droga? La paura! La paura di sentire che in fin dei conti non si \u00e8 assolutamente niente, o, almeno, niente di tutto ci\u00f2 che si \u00e8 potuto immaginare, comprese le immagini infantili che ci si crea su \u201cDio\u201d o sul \u201cS\u00e9\u201d. Non \u00e8 un biasimo per quelli credono che una tecnica o un guru li dispensi dal vedersi e dal comprendersi: l\u2019essere umano \u00e8 ridotto a quelle sciocchezze perch\u00e9 non ha scelta, perch\u00e9 non ha la forza e l\u2019umilt\u00e0 di essere semplice, diretto e onesto con se stesso. Cos\u00ec, non potete domandare a un bambino di tre anni di comprendere ci\u00f2 che un adulto pu\u00f2 comprendere. Non si pu\u00f2 imporre niente a nessuno. Non c\u2019\u00e8 alcun giudizio, solo una constatazione. Se invece avete l\u2019umilt\u00e0 di sentire questo senza paura, senza ritornare a dormire davanti a un \u201crisvegliato\u201d, in un gruppo o dietro un\u2019ideologia, allora forse potete scoprire da soli che tutto \u00e8 molto pi\u00f9 semplice e infinitamente pi\u00f9 bello di quello che la vostra memoria vi infligge.<\/p>\n<p>La meditazione non ha veramente niente a che vedere con una tecnica. <span style=\"text-decoration: underline;\">Meditare \u00e8 guardare per la prima volta<\/span>, mentre praticare una tecnica consiste nel ripete per l\u2019ennesima volta. Concentrarsi \u00e8 astrarsi dalla vita, un mancare di rispetto a ci\u00f2 che \u00e8 l\u00ec. Cos\u2019\u00e8 che non volete vedere nella vostra vita, e perch\u00e9? Non c\u2019\u00e8 da concentrarsi, non c\u2019\u00e8 che da ascoltare, guardare. Meditare non \u00e8 fuggire gli oggetti, n\u00e9 andare a pesca per prenderli: sono due facce della stessa mancanza di maturit\u00e0. Tutto ci\u00f2 che ci si attende, tutto ci\u00f2 che si spera, tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 comprendere, sono degli oggetti, cio\u00e8 qualcosa che un osservatore taglia da ogni parte in rapporto ad altri \u201coggetti\u201d e in rapporto allo sfondo silenzioso. Se andate a caccia, o a pesca, nel fitto del bosco rischiate di uccidere un animale o un pesce che, come voi, non domanda che di vivere. Non \u00e8 certo segno di una gran sensibilit\u00e0, ma quando andate ogni giorno alla pesca interiore per acchiappare qualcosa di sostanziale, date prova di una insensibilit\u00e0 ancor pi\u00f9 fondamentale: forse non ucciderete un animale, ma ucciderete, o almeno seppellite, ci\u00f2 che \u00e8 vivo in voi. In capo a qualche anno, ingrosserete le file dei vecchi crostini che galleggiano nella zuppa cosiddetta spirituale del vecchio pianeta. Cercare di distinguere un oggetto, cercare di comprendere, cercare uno stato di coscienza, voler trascendere il mondo, diventare un essere realizzato, tutto ci\u00f2 riflette una mancanza di chiarezza ed \u00e8 ancora un compromesso.<\/p>\n<p>D: Ma, allora, la parola meditare ha un senso per voi?<\/p>\n<p>R: La meditazione \u00e8 il totale rispetto di ci\u00f2 che \u00e8 l\u00ec, il rispetto della vita cos\u00ec com\u2019\u00e8. E\u2019 il rispetto di ci\u00f2 che chiamo la mia vita, con il mio corpo e il mio psichismo, cos\u00ec come sono. \u00c8 la non-violenza perfetta. Vuol dire che non agite pi\u00f9 in un altro posto, o pi\u00f9 tardi. Non <span style=\"text-decoration: underline;\">pensate <\/span>pi\u00f9 alla vostra vita, ma la <span style=\"text-decoration: underline;\">vivete<\/span> direttamente e con chiarezza.<\/p>\n<p>Sapete cosa vuol dire vivere? Vuol dire essere presenti: sentire, gustare, guardare, ascoltare. Non \u00e8 anestetizzare questa sensibilit\u00e0 vivendo in un mondo astratto, intessuto di nozioni fatte di parole. Quando vedete un albero, un cervo, un uomo, vi date veramente alla visione e anche a ci\u00f2 che <span style=\"text-decoration: underline;\">sentite<\/span> in voi, vi abbandonate al tocco inferiore. Non state valutando l\u2019et\u00e0 dell\u2019albero, se \u00e8 un cervo bello, o un uomo simpatico. Certo, tutte queste nozioni vi possono arrivare \u2013 non scegliete! \u2013 ma non mettete l\u2019accento su di loro. Siete troppo occupati a sentire, a toccare, a gustare, per aver il tempo di rincorrere concetti e opinioni.<\/p>\n<p>Manca il tempo\u2026.. In generale, quando si percepisce un oggetto, un viso, o un\u2019energia, cosa si fa immediatamente? Ci si allontana dalla realt\u00e0 per andare verso le immagini suggerite dalla memoria. Cos\u00ec \u00e8 vivere in modo astratto, complesso, virtuale. La vita \u00e8 molto semplice, tranne quando la si guarda attraverso la nebbia della memoria. Osservate bene! Notate ci che accumulate al di sopra della percezione dell\u2019oggetto fisico o mentale. Guardate ci\u00f2 che costruite ancora che soffoca e spegne lo sguardo. Nel momento stesso in cui tuffate la mano nuda nella neve, non c\u2019\u00e8 niente da pensare, da giudicare, da analizzare, n\u00e9 da classificare. Nel momento stesso in cui sentite la tristezza, la collera, o la paura, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 da pensare o da \u201ccomprendere\u201d.<\/p>\n<p>A un certo momento, vi sembra strano cercare qualcos\u2019altro da ci\u00f2 che \u00e8 l\u00ec, un\u2019altra cosa da ci\u00f2 che \u00e8 offerto dalla vita. Veramente, questo sembra molto strano. Guardate i piccoli \u2013 quelli degli esseri umani e quelli degli animali \u2013 guardate come essi non sono che sguardo, ascolto, sensibilit\u00e0, attenzione. \u00c8 universale, \u00e8 innato; ecco la nostra vera natura. Non \u00e8 un segno chiaro? \u00c8 con l\u2019accumulo delle impressioni mentali, lasciate dalle innumerevoli esperienze passate, che ci mettiamo a vivere nell\u2019abitudine. Con il tempo accettiamo l\u2019idea che non \u00e8 la prima volta, la sola volta, che apriamo gli occhi sul mondo. La nozione di oggetto allora si impone e non ci viene pi\u00f9 di dubitare della realt\u00e0 delle nostre immagini. Il nostro cervello, molto presto nella nostra vita, ha eretto un\u2019immagine del \u201cmondo\u201d a partire dalle impressioni dei cinque sensi. Da allora siamo convinti della solidit\u00e0 delle cose \u201claggi\u00f9\u201d e di un me \u201cqui\u201d. Ma se prendete degli allucinogeni, vedete in modo diverso e con la stessa convinzione. \u00c8 davvero necessario drogarsi per vedere l\u2019aspetto falso delle nostre fragili immagini del mondo? Basta essere attenti! Per quanto tempo andiamo a sognare e a sostituire un\u2019immagine con un\u2019altra?<\/p>\n<p>La vita meditativa \u00e8 la maturit\u00e0 dello sguardo, in cui non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la solita corsa bovina verso gli oggetti. \u00c8 un <span style=\"text-decoration: underline;\">persistere<\/span> dello sguardo. \u00c8 per impazienza che ci gettiamo su oggetti e situazioni. L\u2019impazienza \u00e8 la paura e questa paura si fonda unicamente su un pensiero.<\/p>\n<p>Meditare \u00e8 persistere con ci\u00f2 che \u00e8 l\u00ec. Questo implica il rifiuto delle immagini. Non combatterle, non cercare di distruggerle., cosa c\u2019\u00e8 da combattere? No. Consiste nel rifiutare di accontentarsi del pallido riflesso della realt\u00e0 che \u00e8 l\u2019immagine di se stessi. Quando state con \u201cci\u00f2 che \u00e8 l\u00ec\u201d, ad un certo momento questa attenzione diventa silenzio, meraviglia, rapimento, tranquillit\u00e0.<\/p>\n<p>La nebbia delle immagini si dissipa e resta una lucidit\u00e0, nella quale non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 oggetto n\u00e9 soggetto. Meditare \u00e8 vivere senza localizzarsi. Non c\u2019\u00e8 che puro sguardo, pura attenzione.<\/p>\n<p>Vivete nel marasma solo per mancanza di convinzione d\u2019essere puro sguardo, pura luce cosciente. Convinzione vuol dire evidenza diretta, non conclusione intellettuale. Gli intellettuali vivono nella stessa paura degli altri, a causa della stessa deficienza di <span style=\"text-decoration: underline;\">convinzione<\/span>. Senza quella evidenza diretta, la vita sulla terra non \u00e8 che un interminabile errare per tentare di spegnere la sete di esperienze e di comprensione. Finch\u00e9 non siete presenti a ci\u00f2 che \u00e8 l\u00ec nella vostra vita, chiaramente, semplicemente, non potete veder chiare le vostre costruzioni mentali e realizzare ci\u00f2 che hanno di virtuale. La realt\u00e0 sta sempre soffiando sul castello di carte fabbricate da voi, ma, finch\u00e9 fuggite di situazione in situazione, di pensiero in pensiero, siete come l\u2019impaziente che entra in una stanza scura provenendo da fuori in inverno: tutto stordito dal chiarore del sole sulla neve, non vedendo niente per i primi istanti, si ritira da questa stanza, torna fuori, poi rientra di nuovo in un\u2019altra, senza aver mai visto niente. Cos\u00ec rattristati, avete fatto il giro della vostra casa e vi sentite sempre cos\u00ec vuoti. Il nostro sguardo ha bisogno di una certa <span style=\"text-decoration: underline;\">persistenza<\/span> per distinguere. Allora, quella che chiamo meditazione \u00e8 questa persistenza dello sguardo, questa insistenza dell\u2019attenzione, senza scopo, senza proiezione di ci\u00f2 che potrebbe vedere. D\u2019altronde, non c\u2019\u00e8 niente da vedere! Nel cuore di quella attenzione, non sussiste presto che la pura luce cosciente, che \u00e8 la vita stessa.<\/p>\n<p>D: Parlate dello sguardo che si esercita. Non somiglia ad una pratica?<\/p>\n<p>R: Non ci sono elementi tecnici di cui impossessarsi qui. Chi vi pu\u00f2 insegnare lo sguardo? Esistono molte \u201ctecniche di meditazione\u201d sul mercato, ma si tratta di un artificio di marketing. Si pu\u00f2 certo creare uno spazio meditativo, ma ci\u00f2 che ci sarebbe da dire su una tecnica meditativa si riassumerebbe in poche parole. Dette queste, \u00e8 vero che lo sguardo si esercita e diventa pi\u00f9 competente, quando ci si dedica a dei momenti di silenzio senza scopo. \u00c8 quello che vi permette di essere presenti quando soffia il vento della vita sui vostri piani e le vostre certezze. Ma non \u00e8 qualcosa da praticare con lo <span style=\"text-decoration: underline;\">scopo<\/span> di essere presenti <span style=\"text-decoration: underline;\">pi\u00f9 tardi<\/span>. Non \u00e8 da memorizzare e farne tesoro. Questo viene come conseguenza naturale, non come un obiettivo da raggiungere. Quando siete rivolti verso un altro momento, voi dormite, sognate. Per esempio, quando avete finito i lavori della giornata, siete seduti e <span style=\"text-decoration: underline;\">siete l\u00ec<\/span>. Non andate a vedere altrove, non cercate ci\u00f2 che potrebbe distarvi alla televisione, non cercate nel taccuino il numero di telefono di un amico che potrebbe essere il vostro clown di servizio per quella sera. Guardate ci\u00f2 che \u00e8 l\u00ec, sentite il vostro corpo, senza provare niente. In meditazione, non siete tenuti a niente, soprattutto a \u201cmeditare\u201d! State <span style=\"text-decoration: underline;\">semplicemente<\/span>. Non c\u2019\u00e8 niente da seguire, niente da rifiutare. Lasciate venire, lasciate andare. Assistete a ci\u00f2 che \u00e8 l\u00ec, compreso ci\u00f2 che la vostra memoria chiama \u201cniente\u201d. \u201cNiente\u201d \u00e8 un altro concetto. Non c\u2019\u00e8 mai \u201cniente\u201d: voi siete sempre l\u00ec in quanto puro sguardo. Ma non provate a guardare questo \u201cpuro sguardo\u201d! Realizzate che siete persi nei vostri pensieri? E allora? Assistete a questo, soltanto. Da sempre non fate che assistere alle modalit\u00e0 che chiamate la vostra vita. Vedrete presto che tutto \u00e8 vuoto di sostanza, che non ci sono cose separate dallo sguardo, veramente!<\/p>\n<p>D: Che posto riservate alla preghiera?<\/p>\n<p>R: Pregare, nel senso in cui si adopera questo termine nella maggioranza del tempo, non ha un gran senso. Per la maggior parte delle persone, pregare significa domandare, supplicare \u201cDio\u201d di intervenire nella loro piccola vita miserevole. Ma anche questo genere di preghiera \u00e8 almeno il segno di un inizio di umilt\u00e0. Quando le loro solite strategie non sembrano portare guadagni, i superbi e gli arroganti si mettono a pregare. Quando i nazisti hanno invaso l\u2019Unione Sovietica, nell\u2019estate del 1941, e tutto sembrava perduto, perfino Stalin ha fatto riaprire le chiese\u2026..<\/p>\n<p>Per la maggior parte delle persone, pregare \u00e8 un riflesso: tremano quando hanno freddo, tossiscono quando la gola ha il solletico e pregano quando hanno paura e non capiscono pi\u00f9 niente.<\/p>\n<p>Questo riflesso \u00e8 ancora una strategia che mira in direzione di un qualunque se stesso; \u00e8 una attivit\u00e0 mondana e volgare. Vedo bene che, con un modo poetico, ci si rivolge ad una divinit\u00e0 o che, con lo stesso modo, si domanda a volte qualcosa per la propria vita personale, ma allora quella domanda non dovrebbe essere formulata a partire dalla convinzione d\u2019essere un\u2019entit\u00e0 separata. Certo, la letteratura sacra \u00e8 costellata di preghiere che somigliano a delle domande, persino a delle implorazioni. Ma \u00e8 sempre c un modo poetico.<\/p>\n<p>Potete benissimo chiedere, ma con la stessa maniera in cui chiedete il sonno quando andate a dormire. Non potete provocarlo. Certamente, se non vi distendete, non dormirete. Allora <span style=\"text-decoration: underline;\">interrogate<\/span> il dio del sonno. Andate a distendervi per <span style=\"text-decoration: underline;\">suggerire<\/span> il sonno, andate a vedere se \u00e8 l\u00e0. Il resto non \u00e8 nelle vostre mani in quanto persona. In altre parole, il vostro corpo e il vostro psichismo sono i docili strumenti del dio. Non siete l\u00e0 come persona che esige di dormire. D\u2019altronde, cosa succede quando vi distendete con l\u2019idea che <span style=\"text-decoration: underline;\">dovete<\/span> dormire ad ogni costo, che voi <span style=\"text-decoration: underline;\">volete<\/span> dormire\u2026..<\/p>\n<p>Pregare potrebbe essere questo: essere coscientemente lo strumento della vita. Potete allora interrogarvi per vedere se il vostro fegato non potrebbe liberarsi da certe energie, per vedere se il vostro nervo sciatico non potrebbe sciogliersi, per vedere se il vostro amico non potrebbe vedere schiarirsi la sua vita; cose come queste. Ma fatele sempre sperando che succeda quello che deve succedere. \u00c8 il senso della preghiera di Ges\u00f9 nell\u2019orto degli ulivi, che domanda: \u201cPadre, se \u00e8 possibile, che questo calice si allontani. Per\u00f2, non come voglio io, ma come tu vuoi\u201d. In realt\u00e0, \u00e8 il Padre che fa tutto, che \u00e8 tutto. Il Padre, in quanto Ges\u00f9, non dubita di questo e pu\u00f2 dunque \u201cdomandare\u201d senza fuorviarsi, come fanno gli altri esseri umani. Di qui, la potenza delle sue \u201cdomande\u201d. \u00c8 proprio cos\u00ec che i malati guarivano in sua presenza.<\/p>\n<p>Allora, quando pregate, non intervenite in quanto\u00a0 immagine in cui\u00a0 vi siete identificati da cos\u00ec tanto tempo; voi, semplicemente, non ci siete.<\/p>\n<p>Quando pregate cos\u00ec, non mancate pi\u00f9 di rispetto verso Dio, credendo che possa esserci qualcos\u2019altro che non sia Lui.<\/p>\n<p>Potremmo forse terminare con la preghiera di Maitre Eckhart: \u201cE ora, che Dio ci aiuti a raggiungere quella luce eterna!\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 67 &#8211; Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini D: Avete gi\u00e0 insegnato la meditazione, ma sembra che da qualche anno ne parliate in modo diverso. Cos\u2019\u00e8 meditare per voi? Che genere di meditazione raccomandate? R: diventare un essere realizzato, allora cosa fate di davvero diverso dalla maggioranza degli esseri umani che calcolano e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[164],"class_list":["post-209","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-bouchart-d-orval-jean","tag-meditazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/209","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=209"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/209\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=209"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=209"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=209"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}