{"id":2112,"date":"2011-03-09T02:51:40","date_gmt":"2011-03-09T02:51:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2112"},"modified":"2016-04-03T23:03:57","modified_gmt":"2016-04-03T23:03:57","slug":"il-socialismo-illuminato-di-george-sand-di-paul-arnaud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/il-socialismo-illuminato-di-george-sand-di-paul-arnaud\/","title":{"rendered":"Il socialismo illuminato di George Sand di Paul Arnaud"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Luciana Scalabrini.<\/p>\n<p>Nella sua propriet\u00e0 di Nohant, nel 1876, moriva George Sand. Lontano dall\u2019essere unicamente la militante femminista o l\u2019amante incostante che si voglia far credere, George Sand ci \u00e8 rivelata in questo articolo di Paul Arnold una illuminata, una mistica. Egli ci dice per quale cammino la politica l\u2019ha portata a Dio. E a quale Dio. Ed \u00e8 allo stesso tempo per lui l\u2019occasione\u00a0 per illustrare\u00a0 a noi tutti le correnti spirituali che fiorivano attorno al 1848, dall\u2019occultismo delle societ\u00e0 segrete alla franco- massoneria.<\/p>\n<p>Dopo i tentativi senza gloria di Strasburgo e di Boulogne, il principe Luigi Napoleone Bonaparte sembrava aver rinunciato alle sue ambizioni politiche per cercare il mezzo di mettere termine al pauperismo. Pubblicava un piano troppo seducente, l\u2019Estinzione del pauperismo. Lo invi\u00f2 a George Sand che gli rispose subito, per niente ingannata, senza dubbio, dallo stratagemma: \u201cSappiateci difendere dalle seduzioni che il vostro carattere, la vostra intelligenza e la vostra situazione esercitano su di noi, per osare dirvi che mai non riconosceremo altro sovrano che il popolo. Questa sovranit\u00e0 ci sembra incompatibile con quella di un uomo; nessun miracolo, nessuna personificazione del genio popolare in uno solo ci prover\u00e0 il diritto di uno solo (\u2026.). Tale \u00e8 la forza delle leggi provvidenziali che spingono la Francia al suo scopo, che voi non avete missione, voi uomo d\u2019\u2019\u00e9lite, di trarci dalle mani di un uomo volgare, per non dire altro\u201d. Intendete il re Luigi Filippo. Dopodich\u00e9 si congratul\u00f2 col principe di preoccuparsi della \u201c sorte dei proletari\u201d: \u201c Ebbene, si, l\u00ec \u00e8 la vostra grandezza!\u201d.<\/p>\n<p>George Sand, Pierre Leroux e Louis Viardot fondano\u00a0 \u201cla Rivista indipendente\u201d<\/p>\n<p>La lettera rifletteva l\u2019opinione che dal 1842 difendeva la rivista indipendente fondata da gli autori della rivista. Leroux, vecchio carbonaro convinto sansimoniano, ne era il pensatore, il politico appassionato, l\u2019economista impeccabile, il filosofo- teologo. Sand scriveva romanzi, Viardot traduzioni di classici spagnoli e di contemporanei russi.. Leroux provava l\u00ec le sue diatribe antigovernative o metafisiche di cui nessuna pot\u00e9 apparire integralmente; e bisogn\u00f2 attendere il 1848 e il 1849 per leggerne tutto il testo. Attaccando la destra con \u201c appelli ai filosofi\u201d e ai politici, denunciando la plutocrazia, lasciando a Jaques Dupuis l\u2019incarico di dimostrare gli errori del comunismo materialista, Leroux provava come logico che il governo non appartiene che al popolo e col suo estremismo a Dio che solo pu\u00f2 guidare l\u2019uomo.<\/p>\n<p>Una nuova religione: la sintesi della conoscenza umana<\/p>\n<p>Ai politici e alle persone note, come Chateaubriand e Saint \u2013Beuve, che gli rimproveravano l\u2019ostilit\u00e0 al cristianesimo\u00a0 rispecchiato, Leroux, in nome del suo gruppo diceva: \u201c Non accettiamo questo rimprovero. Se si intende ostilit\u00e0 al cristianesimo in cui crediamo la necessit\u00e0 di una nuova sintesi di tutta la conoscenza umana, accettiamo pienamente la responsabilit\u00e0 di quella opinione; perch\u00e9 \u00e8 il nostro pensiero fondamentale, quello che abbraccia e lega tutti i nostri lavori. Crediamo che questa sintesi delle conoscenze sia il lavoro che la societ\u00e0 compie oggi con la politica, la scienza, le arti, senza averne ancora chiaramente coscienza. E di costruire questa piramide sociale e religiosa: dove \u00e8 la sovranit\u00e0? Tre voci si alzano che proclamano la verit\u00e0 e l\u2019errore.<\/p>\n<p>La prima voce\u00a0 dice: \u201c La societ\u00e0 \u00e8 nel popolo, il vero legislatore, \u00e8 tutti: SOCIALISMO<\/p>\n<p>La seconda voce dice: \u201c La societ\u00e0 \u00e8 nella ragione, il vero legislatore, \u00e8 ciascuno: INDIVIDUALISMO<\/p>\n<p>L terza voce dice: \u201c La societ\u00e0 \u00e8 in Dio, il vero legislatore, non \u00e8 ciascuno, non \u00e8 tutti: RIVELAZIONE\u201d<\/p>\n<p>E Lerooux rettifica: \u201c Il vero legislatore \u00e8 ciascuno con tutti per mezzo della scienza e dell\u2019amore\u201d. Prefigurazione della lettera di Sand al principe Napoleone, ma anche spiegazione delle passioni e delle delusioni dell\u2019intero gruppo nel 1848. Mentre Prudhon prendeva le distanze dalla Rivista indipendente e dal sindacalismo mistico, Leroux predicava la libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza fondate sulla Rivelazione.<\/p>\n<p>Per George Sand l\u2019azione politica era una via d\u2019accesso verso la religione<\/p>\n<p>Come tanti altri intellettuali, come Beaudlaire uscito dal dandismo per sfoggiare una cravatta rossa, George Sand scende sulla strada. Dopo avere, il 9 marzo scritto da Nohant: \u201cLa repubblica \u00e8 conquistata, \u00e8 assicurata, moriremo tutti piuttosto che lasciarla\u201d; partecipa alle giornate d\u2019aprile per cercare di salvare quello che pu\u00f2 esserlo ancora. Non tarda a presentire che la battaglia \u00e8 perduta. Assiste, atterrita, al trionfo della reazione: \u201c Temo che la repubblica sia stata uccisa nel suo principio e nel suo avvenire, almeno in un prossimo avvenire. Oggi \u00e8 stata sporcata da grida di morte\u201d .<\/p>\n<p>Rientra a Nohant, delusa, cercando di agire ancora da lontano e s\u2019interroga: \u201c<br \/>\nAllontano da me lo scrupolo quando si tratta di consigliare e di sollevare il popolo sulla strada. Siamo maturi per rendere un buon conto a Dio\u00a0 e agli uomini?\u201d, scrive a\u00a0\u00a0 Theophile Thor\u00e9 in fuga, \u201c Da dove pu\u00f2 venire la luce in mezzo ad un tale conflitto di idee false e di formule menzogniere?\u201d, domanda a Mazzini. Perch\u00e9 per lei la politica non \u00e8 un\u2019ideologia ma la sofferenza e la piet\u00e0 in azione: \u201c Soffro, scrive a Barb\u00e8s detenuto a Vincennes, per tutti gli esseri che soffrono, che fanno il male e lo lasciano fare senza comprendere; per quel popolo che \u00e8 cos\u00ec addolorato e che offre il dorso ai colpi e le braccia alla catena\u201d. Si distoglier\u00e0 dall\u2019azione politica per diventare \u201c la buona signora di Nohant\u201d sempre pronta a soccorrere\u00a0 quelli che individualmente si rivolgevano a lei. E per sollevare la sua pena e la sua tristezza, scrive,in uno stile graffiante, in uno stile\u00a0 alla Rabelais un po\u2019 forzato, il romanzo campestre e non solo, della Piccola Fadette, fattucchiera amorosa.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 tutta quella agitazione condotta con una passione di donna non \u00e8 per lei che la via di accesso\u00a0 di una religione che realizzer\u00e0 il gioannismo, cristianesimo tutto amore, puro, spiritualizzato, arricchito di pitagorismo.<\/p>\n<p>All\u2019inizio di tutto, molto avanti rispetto ai suoi pensatori, i Leroux, i Lamennais, i Fourier, la giovane Aurore Dupin- Dudevant, la futura George Sand conobbe, in convento, una crisi mistica che per poco non la condusse al noviziato. In una delle pagine della storia della sua vita, racconta il suo ravvedimento preparato da un intenso periodo di devozione; apparve \u201c tutta ad un tratto una passione che si accende in una anima che ignora le proprie forze\u201d. Non era una meditazione sulla teologia, e nemmeno l\u2019assorbimento\u00a0 nella preghiera, le due strade che portano alla santit\u00e0 o, se si preferisce, alla conoscenza intuitiva. No, era una via proprio sua, la lettura\u00a0 delle leggende e delle vite dei santi: \u201c La fede, il coraggio, lo stoicismo dei confessori e dei martiri mi apparivano come delle grandi cose e rispondevano a qualche fibra segreta che cominciava a vibrare in me\u201d.Soprattutto questo aspetto calorosamente umano della religione vivente avvolgeva il suo cuore e suscitava l\u2019avvenimento; era restata sola nella chiesa, ardentemente concentrata: \u201c Avevo dimenticato tutto. Non so quel che succedeva in me. Respiravo un\u2019atmosfera di una soavit\u00e0 indicibile e la respiravo con l\u2019anima pi\u00f9 che col corpo. Tutto a un tratto non so che vibrazione si produsse in me, una vertigine in tutto il mio essere, passa davanti ai miei occhi un bagliore bianco da cui mi sento avvolta. Credo di sentire una voce: Tolle, lege. Mi volto credendo che sia suor Maria Alicia che mi parla.<\/p>\n<p>Ero sola Non mi facevo illusioni, non credevo a un miracolo\u2026 Solamente sentii che la fede si impadron\u00ec di me, come avevo sperato, col cuore. Sent\u00ec che amavo Dio, che il mio pensiero abbracciava e accettava pienamente quell\u2019ideale di giustizia, di tenerezza e di santit\u00e0 che non avevo mai messo in dubbio ma col quale non mi ero mai trovata in comunicazione diretta.\u201d<\/p>\n<p>Le mondanit\u00e0 familiari misero un termine a quella tentazione in cui le religiose che la circondavano vedevano un segno da provare. Ma l\u2019avventura dell\u2019anima divorziando dal corpo era la preoccupazione costante della giovane romanziera, con gi\u00e0 i primi echi in L\u00e9lia. Ci vorr\u00e0 per\u00f2 il simonismo e la focosa dialettica di Pierre Leroux a partire dal 1832 per darle un quadro metafisico abbastanza rigido e in apparenza indiscutibile, rassicurante dove appoggiarsi e dove appoggiare l\u2019immaginazione. Leroux prende da Lavater, da Fourier e da altri filosofi scentisti che \u201c non vedono che, in tutti i loro fenomeni, l\u2019Universo o Dio interviene sia come fatto o totalit\u00e0, sia come causa o attrazione, sia come manifestazione presente al movimento\u201d.<\/p>\n<p>Questa affermazione di pura fede suscitava la curiosit\u00e0 della romanziera che si interessava, come tutta l\u2019\u00e9lite, della frenologia e della fisiognomica e del magnetismo attraverso cui si esprimevano allora i rapporti della metafisica e della psicologia con la scienza di osservazione. Perch\u00e9 nessuna di quelle teorie la convinceva e tutt\u2019al pi\u00f9 credeva alle influenze sul sistema nervoso altrui, alle persone simpatiche o antipatiche, \u201c perch\u00e9, confessava, l\u2019ho provato e sono forzata a crederci\u201d.<\/p>\n<p>George Sand e l\u2019occultismo. \u201c C\u2019\u00e8 una scienza occulta di cui mi vanto, ma\u2026\u201d<\/p>\n<p>Doveva ben esserci una conoscenza occulta; il suo stesso segreto suscitava ancor pi\u00f9 diffidenza e ostilit\u00e0, come esempio di ineguaglianza e di copertura del vizio, che non esercitasse la sua curiosit\u00e0. Albert, l\u2019eroe di Consuelo e della contessa di Rudolstadt ( apparsa nella Rivista indipendente) non guida Cagliostro che le fa orrore ed \u00e8 molto reticente per il conte di Saint- Germain che \u201c aveva una grazia e di entusiasmo e di follia\u2026.,se era ciarlatano e perfino gesuita ha molti aspetti, c\u2019era nel fondo di tutto questo una convinzione fanatica che presentava singolari contrasti e gli faceva commettere molte incongruenze\u201d.<\/p>\n<p>Albert- Sand non era vittima della sua magia e le offre questo lucido giudizio: \u201cC\u2019\u00e8 una scienza occulta di cui mi onoro e in cui sono aiutato da una luce superiore. Ma questa scienza non ha niente di soprannaturale, poich\u00e9 \u00e8 puramente e semplicemente quella del cuore umano o la conoscenza approfondita della vita umana\u201d.<\/p>\n<p>Quanto alle societ\u00e0 segrete, esse potevano contenere una grande speranza che giustificava la carboneria: \u201c Non si commette , nelle societ\u00e0 umane una sola ingiustizia, una sola violazione di principio dell\u2019uguaglianza che non si abbia un germe di societ\u00e0 segreta basata nel mondo per riparare quella ingiustizia e punire quella violazione dell\u2019uguaglianza\u201d<\/p>\n<p>Scrivendo Consuelo e preparando la Contessa di Rrudolstadt, George Sand, romanziera che voleva rallegrare il suo pubblico pi\u00f9 che spiritualista in cerca di un rifugio, studia con scrupolo la storia e l\u2019organizzazione, l\u2019ideale della franco- massoneria: \u201c Io sono, scrive a Maurice Sand nel giugno del 1843, nella franco- massoneria fino alle orecchie. Non esco dal kados e dalla Rosa- Croce e dal Sublime\u00a0 scozzese. Ne uscir\u00e0 un romanzo dei pi\u00f9 misteriosi\u201d.<\/p>\n<p>Ne esce una delusione di pi\u00f9; perch\u00e9 Albert \u201c riconobbe l\u2019errore, l\u2019ignoranza, la vanit\u00e0, l\u2019impostura, la frode che cominciavano allora a infiltrarsi in quei santuari gi\u00e0 preda della pazzia a dei vizi del secolo\u201d E la grande decadenza della franco- massoneria all\u2019epoca di Cagliostro giustificava quel giudizio severo. Tuttavia George Sand spera ancora che, dimenticando le rivalit\u00e0 e le meschinerie, tutte le societ\u00e0 segrete riunite faranno nascere, un giorno, una sola fede. La romanziera prefigura quell\u2019ideale nell\u2019utopica Loggia degli Invisibili fondata al castello dei Rudolstadt.<\/p>\n<p>George Sand\u00a0 e la vita dopo la morte: \u201c I morti non lasciano la tomba, ma vivono attorno a noi\u201d\u2026.<\/p>\n<p>Tutti quegli approcci alla spiritualit\u00e0 non soddisfano affatto la sua sete di certezze immediatamente verificabili. Interrogava la credenza sulla metempsicosi che da Saint Germain a Saint Simon, da Nerval a Balzac, da Beaudelaire a M\u00e9nard appassionavano il secolo. Pierre Leroux era l\u2019avvocato e il teorico di ci\u00f2 che chiama \u201c l\u2019eterno imeneo delle anime dei morti\u00a0 con il mondo dei vivi\u201d I morti, sosteneva, prendono possesso di un corpo nuovo e proseguono la loro vita nella nostra. Sand non aveva atteso Leroux per sognare, in L\u00e9lia attorno a quella idea: \u201c Ci sono dei ricordi che sembrano quelli di un\u2019altra vita, dei bambini che vengono al mondo con dei dolori che si direbbe contratti nella tomba, perch\u00e9 l\u2019uomo lascia forse il freddo della bara per rientrare nel calore della culla\u201d. Per\u00f2 non ne \u00e8 convinta.Consuelo vuole cacciare dalla testa di Albert, il preteso reincarnato,\u00a0 quello che ritiene un fantasma. E\u00a0 Spiridion non offre una risposta sicura. Questo racconto piuttosto mediocre sul tema del ritornato, Spiridion, fondatore dell\u2019ordine, che cerca di rivivere e di proseguire la sua opera nel corpo di un giovane monaco, racchiude il pensiero dell\u2019autore? George Sand ha provato sul lettore una credenza metafisica? Non ha pi\u00f9 semplicemente ceduto a un gusto del pubblico sulle storie degli spettri? Che fede dare a quelle parole dell\u2019eroe:\u201dO\u00a0 il mio spirito aveva il potere di rianimare ci\u00f2 che la morte aveva cacciato nel passato, o ci\u00f2 che la morte ha spezzato aveva il potere di rianimarsi per comunicare con me?\u201d . Pi\u00f9 vicino allo scetticismo questa confessione della Sand: \u201c: \u00ab I morti non lasciano il santuario della tomba per venirci ad istruire sotto forma sensibile o a riprenderci, ma vivono in noi e la nostra immaginazione esaltata li\u00a0 risuscita e li mette alle prese con la nostra coscienza\u201d. Sand rester\u00e0 sempre nell\u2019incertezza, come Consuelo dopo la morte di Albert: \u201c Certe facolt\u00e0 restarono incomprensibili ai suoi parenti, come lo sono per lo scrittore che ve le racconta\u201d.<\/p>\n<p>George Sand\u00a0 e l\u2019estasi: \u201c Potenza interdetta! Facolt\u00e0 al tempo stesso naturale e divina! \u2026 \u00bb<\/p>\n<p>Una porta le sembrava aperta sull\u2019al di l\u00e0, l\u2019estasi. Aveva sotto gli occhi un esempio, il suo grande amico Mickiewicz, che nel mezzo delle sue esaltazioni poetiche conosceva degli stati ai margini della coscienza, stranamente contagiosi.\u00a0 Lei ci parla con fervore di una riunione di polacchi dove il poeta cadde in una sorta di delirio: \u201c Si sent\u00ec d\u2019un tratto sollevato dall\u2019entusiasmo al di sopra di se stesso, in una specie di estasi. Ne discute con Pierre Leroux: \u201c Leroux definisce l\u2019estasi tra le alte facolt\u00e0 dello spirito umano\u201d In quel secolo ateo la facolt\u00e0 estatica ha preso la forma di magnetismo.<\/p>\n<p>Si vede da dove \u00e8 uscito questo passo da Consuelo:<\/p>\n<p>\u201c Dio non vuole che l\u2019uomo abiuri il sentimento e la coscienza della sua vita reale per elevarsi troppo spesso a vaghe concezioni di un mondo ideale. La demenza e il furore sono alla fine di quelle specie di ubriacature\u201d, ed \u00e8 tutto il tema del romanzo, come \u00e8 la chiave delle frenesie di Laurent (Musset) in Elle et Lui. E Consuelo e la contessa\u00a0 di Rudolstadt vogliono essere uno studio sulle diverse specie di estasi e sui rapporti tra la demenza e la facolt\u00e0 visionaria, almeno al primo grado dell\u2019opera..<br \/>\nLa gradazione va dall\u2019innocente, ispirato naturale, Zdenko, e da Gottlieb, discepolo di Boheme, che realizza la sorgente prima dell\u2019amore divino secondo san Giovanni, ad Albert, l\u2019eroe, il veggente che vede sulla terra gli scheletri, l\u2019illuminato ai confini della demenza, che sentiva la follia invaderlo, ma aveva anche delle idee egalitarie e era il difensore del proletariato.<\/p>\n<p>George Sand e la religione: tutti gli esseri vivono con la grazia dell\u2019Essere universale<\/p>\n<p>Cos\u00ec si definisce la metafisica di Sand che ci svela Albert identificandosi con Pitagora e con Ermete Trismegisto: \u201c Raccogli pietosamente ci\u00f2 che \u00e8 rimasto di Pitagora\u201d, raccomanda a Consuelo il conte di Rudolstadt. E ancora: \u201cIl nome venerato di Trismegisto, non crediate, amici miei, che abbia osato prenderlo da solo: furono gli invisibili che mi ordinarono di portarlo. Quegli scritti d\u2019Herm\u00e8s\u2026 confermano l\u2019antica scienza egiziana\u201d, a cui si \u00e8 ispirato Platone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Luciana Scalabrini. Nella sua propriet\u00e0 di Nohant, nel 1876, moriva George Sand. Lontano dall\u2019essere unicamente la militante femminista o l\u2019amante incostante che si voglia far credere, George Sand ci \u00e8 rivelata in questo articolo di Paul Arnold una illuminata, una mistica. 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