{"id":2134,"date":"2011-03-12T09:54:33","date_gmt":"2011-03-12T09:54:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2134"},"modified":"2016-04-03T23:03:57","modified_gmt":"2016-04-03T23:03:57","slug":"panorama-delle-scuole-filosofiche-tibetane-della-trasmissione-orale-dette-della-dottrina-segreta-di-alexandra-david-neel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/panorama-delle-scuole-filosofiche-tibetane-della-trasmissione-orale-dette-della-dottrina-segreta-di-alexandra-david-neel\/","title":{"rendered":"Panorama delle scuole filosofiche tibetane della trasmissione orale dette della Dottrina segreta di Alexandra David-Neel"},"content":{"rendered":"<p>Note di una conferenza fatta a Bruxelles, a cura di Luciana Scalabrini<\/p>\n<p>Molte storie assurde sono state raccontate sulle scuole di un insegnamento detto segreto che sarebbero esistite in Tibet. Ancora oggi circolano in occidente. Pu\u00f2 dunque essere utile presentare a chi interessa un quadro esatto di quello che sono realmente in Tibet le scuole detentrici di dottrine e metodi tradizionali sia intellettuali che spirituali.<\/p>\n<p>Prima di tutto, quando dico Scuola intendo un corpo di dottrine esposte da Maestri\u00a0 successivi. Non si tratta di corsi fatti da professori e seguiti regolarmente da studenti, come in un istituto universitario.<\/p>\n<p>Ci sono infatti in Tibet dei lignaggi di Dottori della Legge che dichiarano di possedere dottrine filosofiche e metodi di sviluppo delle facolt\u00e0 intellettuali e spirituali che dalla pi\u00f9 remota antichit\u00e0 sono state trasmesse da maestro a discepolo, nella setta cui appartengono.<\/p>\n<p>Tutte queste sette affermano di professare il buddismo. Solo i profani ignoranti credono che ci sia una sola specie di buddismo. Non \u00e8 cos\u00ec. La completa libert\u00e0 di pensiero permessa ai discepoli del Budda ha portato i pi\u00f9 intellettuali di questi a elaborare\u00a0 nel corso dei secoli numerose teorie che si presentano come interpretazioni o sviluppi dei principi fondamentali enunciati dal Budda.<\/p>\n<p>Ci troviamo cos\u00ec in presenza di diverse forme di buddismo rappresentate nelle diverse scuole tibetane della tradizione orale<\/p>\n<p>Tuttavia, se vogliamo farci un\u2019idea corretta del carattere di queste scuole dobbiamo sapere che i Maestri si astengono in generale dal proporre teorie ai loro discepoli.<br \/>\nQuesti non devono aspettarsi la rivelazione improvvisa di verit\u00e0 particolari. Ci\u00f2 che otterranno dal Maestro saranno delle indicazioni fatte per permettere loro di coltivare essi stessi, in loro, un certo genere d\u2019energia.<\/p>\n<p>Che genere d\u2019energia? Il Maestro risponderebbe che non esiste che una sorta di energia, ma che quella pu\u00f2 essere impiegata in mille modi diversi per migliaia di scopi.<\/p>\n<p>Nel caso che esaminiamo si tratta per il discepolo:<\/p>\n<p>1) di sviluppare in lui l\u2019energia;<\/p>\n<p>2) di utilizzare quella energia per accrescere le sue capacit\u00e0 di investigare per giungere alla conoscenza;<\/p>\n<p>3) di utilizzarle per agire in conformit\u00e0 con la conoscenza acquisita.<\/p>\n<p>Insomma, lo scopo \u00e8 di operare la trasformazione completa di chi intraprende quel cammino, Di farne un essere diverso da un uomo ordinario. Programma ambizioso\u2026programma ridicolo perch\u00e9 impossibile da realizzare, penseranno molti.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 a molti che l\u2019insegnamento delle scuole della tradizione orale \u00e8 indirizzato<\/p>\n<p>Ma vediamo: conoscere<\/p>\n<p>Conoscere cosa?\u2026 Conoscere una realt\u00e0 nascosta sotto le apparenze. Non essere vittima di queste apparenze come la maggior parte degli uomini. Non accettare senza riflessione le cose sembrano essere\u00a0 a prima vista o come la maggioranza le considera.<\/p>\n<p>Vedere, infine, con questa visione penetrante che va al fondo delle cose e che i tibetani chiamano lags thong, cio\u00e8 vedere prima.<\/p>\n<p>Credo che queste parole &#8220;vedere prima&#8221; riassumano tutto il programma delle scuole. Vedere prima nell\u2019ambito fisico come nell\u2019ambito mentale. E quando si conosce, agire coi mezzi che questa conoscenza procura.<\/p>\n<p>I tibetani distinguono un lato dannoso nella potenza che risulta da una conoscenza profonda delle cose nell\u2019ambito fisico e in quello mentale e nella conoscenza del meccanismo al quale i fenomeni ubbidiscono.<\/p>\n<p>Questa potenza, dicono, pu\u00f2 esercitarsi in molti modi secondo il carattere di chi la possiede. Pu\u00f2 servire al male come al bene. Pu\u00f2 ritorcersi contro quello che l\u2019ha parzialmente sviluppata e che non ne \u00e8 completamente padrone.<br \/>\nSi citano a questo proposito dei fatti incredibili. Bisogna certo tener conto di molte esagerazioni, ma ho buone ragioni di credere che certe storie di apprendisti stregoni che hanno trovato la morte o la follia nel corso dei riti che praticavano siano autentiche.<br \/>\nHo potuto vederne qualcosa da vicino.<\/p>\n<p>Se dico questo \u00e8 perch\u00e9 avete potuto sentirne parlare.<\/p>\n<p>Gli eminenti maestri delle scuole della trasmissione tradizionale sono dei filosofi; non vedono negli effetti anormali che il risultato di un cattivo funzionamento delle funzioni mentali che producono una disfunzione delle funzioni fisiche, ambedue essendo opera dell\u2019individuo stesso che ne \u00e8 la vittima.<\/p>\n<p>Sapere \u00e8 sempre eccellente, dicono, a condizione di sapere davvero, di sapere a fondo. Credono anche che non tutti gli uomini siano adatti a sapere in quel modo.<\/p>\n<p>Nemmeno noi crediamo che siano tutti adatti ad essere grandi matematici e a comprendere le teorie di Einstein o di grandi analoghi scienziati.<br \/>\nEssi credono anche che la maggioranza degli uomini non abbia nessun desiderio di sapere, nessuna curiosit\u00e0 riguardo al come delle cose e della loro natura e credono soprattutto che pochi siano quelli che hanno la volont\u00e0 e la perseveranza necessarie per dedicarsi a investigazioni profonde e prolungate.<\/p>\n<p>Per questo sono riservati, ammettono pochi discepoli ed \u00e8 questo che ha valso al loro insegnamento il nome di dottrina segreta.<\/p>\n<p>Non dobbiamo dimenticare che i Maestri di cui parliamo professano il buddismo. Le teorie, che hanno adottato hanno un fondo solido di buddismo e ricordate che l\u2019ingiunzione fondamentale fatta da Budda \u00e8: \u201c Liberatevi dalle nozioni errate, acquisite delle visioni giuste\u201d.<\/p>\n<p>La salvezza buddista \u00e8 altamente intellettuale Consiste nel vedere ci\u00f2 che \u00e8 invece di contemplare delle fantasmagorie che ci costruiamo noi stessi. Quando perseguono la cultura della perspicacia, della visione acuta, i Maestri sono dunque in perfetto accordo con la dottrina fondamentale del buddismo.<\/p>\n<p>Insistono sul carattere istantaneo e transitorio di tutti i fenomeni; insegnano anche che i corpi che ci appaiono solidi sono in realt\u00e0 composti da particelle in movimento.<br \/>\nL\u2019apparenza della solidit\u00e0 e della durata \u00e8 dovuta alla prodigiosa rapidit\u00e0 con cui si muovono le particelle.<\/p>\n<p>Si trova questa teoria in libri sanscriti, tibetani e cinesi.<\/p>\n<p>In seguito, il Maestro dir\u00e0 ai suoi discepoli: \u201c Voi credete che sia cos\u00ec, ma probabilmente \u00e8 per la fede che avete di ci\u00f2 che \u00e8 scritto nei libri. Questa non \u00e8 vera conoscenza. Avete sentito, visto quella impermanenza, quella mancanza di natura propria delle cose che non sono che aggregati di elementi diversi?<\/p>\n<p>Senza dubbio non avete appreso direttamente quel fatto, quindi non ne avete una conoscenza reale. Non avreste che la fede e la fede \u00e8 l\u2019opposto della conoscenza<\/p>\n<p>Se \u00e8 cos\u00ec uno di questi dottori potrebbe dirvi: \u201c Voi occidentali credete che la luce prenda del tempo per viaggiare. Dovete concludere che i fenomeni, gli avvenimenti che vedete ora hanno gi\u00e0 avuto luogo, appartengano al passato quando li percepite. Avete coscienza di questo ?<br \/>\nAvete compreso che il fatto che contemplate come presente avvenimenti che si sono prodotti in un passato in punti infinitamente distanti dell\u2019universo deve indurvi a cambiare completamente le vostre nozioni riguardanti ci\u00f2 che chiamate il tempo: il passato, il presente. Il futuro?<br \/>\nAi suoi discepoli il maestro domanda semplicemente: Il tempo esiste? C\u2019\u00e8 un presente, un passato, un futuro?<\/p>\n<p>Questa domanda pu\u00f2 sembrarci assurda. Ebbene, sono domande in apparenza ridicole quelle che i Maestri invitano i loro discepoli a farsi. Perch\u00e9? Perch\u00e9 vogliono condurli\u00a0 a fare tabula rasa di tutte le loro nozioni; a prepararsi a una rivoluzione completa di tutte le loro antiche idee.<\/p>\n<p>Il tempo?\u2026 \u00e8 vero che una sorta di panorama sfila davanti ad uno spettatore immobile, mentre questo divide quel panorama in pezzi che chiama ieri, oggi, l\u2019anno scorso, vent\u2019anni fa?<\/p>\n<p>Uno dei Maestri della setta cinese Ts\u2019an vedeva il contrario. Ha espresso la sua concezione in una delle sue dichiarazioni che i membri di quella setta chiamano Kwain in cinese e Koan in giapponese, che vuol dire pressappoco problema.<br \/>\n\u00ab Meraviglia! \u00bb esclama il maestro: \u201cSono sul ponte e, guardate, non \u00e8 il fiume che scorre, \u00e8 il ponte che avanza!\u201d<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 pi\u00f9 di un modo di vedere le cose.<\/p>\n<p>Per usare una immagine possiamo guardarci avanzare tra una serie di avvenimenti, di fenomeni posti lungo la nostra strada. La situazione che attribuiamo a questi \u00e8 dovuta alla nostra velocit\u00e0. Lasciamo dietro a noi certi paesaggi, cio\u00e8 certi aspetti del mondo, certi fenomeni, certi avvenimenti e poich\u00e9 si trovano dietro di noi li chiamiamo passato. Immaginiamo un compartimento speciale del tempo, tiriamo una linea di demarcazione tra l\u2019ambiente dove ci troviamo e quello dove eravamo ieri e quello che \u00e8 dall\u2019altro lato della linea, le riteniamo cose morte, niente.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 cos\u00ec? Quello che riteniamo morto lo \u00e8 veramente? Non esiste sempre, come le montagne o il fiume che nella sua corsa il cavaliere ha lasciato indietro?<\/p>\n<p>Il passato non \u00e8 vivo nel presente e nell\u2019avvenire? Non \u00e8 contenuto nel presente? Esiste un\u2019altra cosa che non sia un perpetuo presente?\u2026Bisogna domandarselo.<br \/>\nPer\u00f2 bisogna guardarsi dal concludere che esistono elementi stabili, delle entit\u00e0 che rimangono immobili sotto i fenomeni che cambiano.<\/p>\n<p>Una tale concezione \u00e8 assolutamente contraria ai principi fondamentali del buddismo come alle dottrine segrete della trasmissione orale.<\/p>\n<p>L\u2019impermanenza \u00e8 la legge generale. La causa muore quando l\u2019effetto si manifesta, o piuttosto \u00e8 la distruzione della causa, la sua trasformazione che \u00e8 l\u2019effetto.<br \/>\nNiente esiste che ha una natura propria, tutto \u00e8 assemblaggio, impermanenza, in tibetano: \u201c Zang zag dag m\u00e9d pa- Tcheu dag med pa\u201d.<br \/>\n\u00c8 la ripetizione della dichiarazione, lapidaria, dei primi buddisti: \u201cSabbe sankhara anicca- sabbe dhamma anatta\u201d.<\/p>\n<p>Tuttavia niente \u00e8 annichilito. Tutto il contenuto di ci\u00f2 che chiamiamo passato rimane attivo.<\/p>\n<p>I fenomeni materiali, gli avvenimenti di ogni genere, le idee, i pensieri fino ai pi\u00f9 piccoli movimenti, dei corpi, degli spiriti di tutti gli esseri, tutto quello rimane allo stato di forze immagazzinate, si pu\u00f2 dire, per usare un\u2019immagine, in un deposito.<\/p>\n<p>I tibetani chiamano questo Kun ji, cio\u00e8 la base di tutto, la coscienza o la base fondamentale.<br \/>\nGli autori sanscriti dicono Alaya vijnana, deposito di coscienza.<\/p>\n<p>Quel magazzino non \u00e8 da nessuna parte, \u00e8 dappertutto, \u00e8 lo stesso universo. \u00c8, approssimativamente parlando, il subconscio dell\u2019universo.<\/p>\n<p>Quel deposito \u00e8 inespugnabile, anche se il suo contenuto scorre continuamente, perch\u00e9 mentre scorre sotto le forme di attivit\u00e0 che costituiscono il mondo, tutti gli esseri e tutte le cose dell\u2019universo vi versano continuamente l\u2019energia che la loro attivit\u00e0 genera.<\/p>\n<p>Se non mi sbaglio, la seconda legge della termodinamica che occupa un posto importante nella fisica, si oppone all\u2019idea di impiegare la totalit\u00e0 dell\u2019energia emessa dai corpi. Ma l\u2019universo a cui si applica questa legge \u00e8 un universo che \u00e8 ritenuto materiale.<br \/>\nIn Tibet siamo su di un altro piano. L\u2019universo come lo concepiscono i Maestri tibetani non esiste che attraverso lo spirito e nello spirito; \u00e8 una creazione dello spirito ed \u00e8 fatto di quella sostanza.<\/p>\n<p>Una idea analoga appare in qualche fisico. Leggo in Eddington: \u201c E\u2019 di spirito che la stoffa del mondo \u00e8 fatta\u201d La dichiarazione appare pi\u00f9 netta nel testo inglese: \u201cThe stuff of the wordl is mind\u201d.<\/p>\n<p>Gli antichi filosofo hindu hanno dato il nome di vasana, memoria a quel magazzino di energia che agisce; quanto al Tibet, qui viene chiamata pagchag, propensione.<\/p>\n<p>Le energie costituiscono la memoria dell\u2019universo, la propensione dell\u2019universo, che tende alla riproduzione di attivit\u00e0 che si sono gi\u00e0 manifestate precedentemente\u2026 Vi tendono tutte, ma non con un uguale vigore. Ne consegue che\u00a0 quelle forze dissimili e talvolta antagoniste si combattono, si neutralizzano o si rinforzano cos\u00ec bene che l\u2019energia produttrice di attivit\u00e0 che emana dal magazzino non genera mai ad attivit\u00e0 esattamente identiche a quelle che l\u2019hanno alimentata.<\/p>\n<p>Niente \u00e8 assolutamente predeterminato. Nonostante tutto si produca in virt\u00f9 di cause, non c\u2019\u00e8 un determinismo rigido che permetta di prevedere esattamente ci\u00f2 che avverr\u00e0.<br \/>\nMai, \u00e8 anche detto un effetto \u00e8 prodotto da una sola causa. \u00c8 sempre dovuto alla combinazione di diverse cause in diverse posizioni nel tempo e nello spazio, alcune vicine, altre lontane.<\/p>\n<p>I tibetano danno una grande importanza alla distinzione tra causa primaria e cause secondarie, queste ultime indeterminate ma sempre considerevoli.<\/p>\n<p>Uno degli esercizi proposti ai discepoli consiste nel districare l\u2019ammasso complicato delle cause secondarie attorno alla causa principale e scoprire il ruolo che hanno avuto negli avvenimenti e i fenomeni che si producono attorno a noi e soprattutto di quelli che avvengono in noi.<br \/>\nBisogna sforzarsi di scoprire le cause che hanno costruito l\u2019individuo che siamo noi oggi.<br \/>\nConoscere queste cause \u00e8 conoscere le proprie vite anteriori.<\/p>\n<p>I Maestri dicono: Spesso nei testi buddisti si tratta di scoprire le proprie vite precedenti. La maggior parte dei buddisti che non comprendono la dottrina riguardante l\u2019inesistenza di un ego hanno ripreso l\u2019antica idea hindu della reincarnazione di uno spirito sempre lo stesso, che trasmigra, il jiva degli hindu.<\/p>\n<p>Non \u00e8 cos\u00ec che la dottrina segreta intende la rinascita. Ci\u00f2 che rinasce, o piuttosto ci\u00f2 che persiste sono le forze, che confluiscono per produrre un fenomeno fisico, un individuo, le disposizioni mentali di quell\u2019individuo, ecc.<\/p>\n<p>La dissociazione di queste forze avviene ad ogni istante e delle associazioni parzialmente o totalmente differenti si formano. Avendo coscienza di questo si pu\u00f2 spiegare la parola del Budda: \u201c Ci\u00f2 che si chiama un uomo, \u00e8 un perpetuo cambiamento\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come tutti i corpi, tutti i fenomeni e l\u2019universo intero, quello che chiamiamo il nostro me \u00e8 un continuo vortice in cui le forze precipitano, attirate e captate da lui, mentre nello stesso tempo quel vortice rigetta altre forze che si aggiungono ad altri vortici.<\/p>\n<p>I Maestri tentano di far comprendere non solo che la via universale \u00e8 fatta di movimento, ma vogliono che i loro discepoli acquisiscano una acutezza di percezione che permetta loro di vedere tutto quello che li circonda e di vedersi loro stessi sotto certi aspetti del gioco continuo dell\u2019energia.<\/p>\n<p>Avendo visto quello, avendo contemplato lo spettacolo della vita universale, vedranno che le idee di nascita e di morte, nel senso ordinario del termine, sono delle pure illusioni prive di fondamento.<\/p>\n<p>Come dice il grande Nagarjuna: \u201c Non c\u2019\u00e8 n\u00e9 venuta all\u2019esistenza, n\u00e9 cessazione dell\u2019esistenza\u201d<br \/>\nE possiamo confrontare questa dichiarazione a quella del Budda: \u201c Un ignorante dice che tutto \u00e8. Un altro ignorante dice che niente \u00e8. Ma per chi conosce secondo saggezza, non c\u2019\u00e8 n\u00e9 Essere n\u00e9 non Essere\u201d.<\/p>\n<p>Per riassumere dir\u00f2 che l\u2019insegnamento dato dai grandi Maestri tibetani delle Dottrine segrete consiste nell\u2019ispirare ai loro discepoli il desiderio di penetrare ci\u00f2 che esiste dietro le apparenze che si presentano ai sensi, dietro le teorie generalmente ammesse e dietro al me a cui l\u2019abitudine fa credere.<\/p>\n<p>Essi li incitano a contemplare altri spettacoli diversi da quelli abituali. E soprattutto\u00a0 a riconoscersi altro da colui che hanno sempre creduto di essere.<\/p>\n<p>Alexandra DAVID-NEEL<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Note di una conferenza fatta a Bruxelles, a cura di Luciana Scalabrini Molte storie assurde sono state raccontate sulle scuole di un insegnamento detto segreto che sarebbero esistite in Tibet. Ancora oggi circolano in occidente. 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