{"id":2198,"date":"2011-04-14T19:03:50","date_gmt":"2011-04-14T19:03:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2198"},"modified":"2016-04-03T23:03:56","modified_gmt":"2016-04-03T23:03:56","slug":"lo-yoga-dellartista-di-jean-bies","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/lo-yoga-dellartista-di-jean-bies\/","title":{"rendered":"Lo yoga dell&#8217;artista di Jean Bi\u00e8s"},"content":{"rendered":"<p>( dalla prima serie di 3millenaire, a cura di Luciana\u00a0 Scalabrini.)<\/p>\n<p>Dei differenti cammini che conducono all\u2019Essenziale, l\u2019arte non \u00e8 sicuramente uno dei minori. Senza dubbio c\u2019\u00e8 molta distanza tra l\u2019asceta nel senso stretto del termine, che lavora a decrearsi per abolirsi nel S\u00e9, e la poietes (nel senso dell\u2019antica Grecia. Ndt)\u00a0 che costruisce un\u2019opera e tende ad affermarsi con essa. \u00c8 per\u00f2 da notare da una parte che l\u2019artista \u00e8 particolarmente dotato per scegliere e realizzare i principi- germi che sono in lui\u00a0 e lo legano a pi\u00f9 \u2013 di &#8211; lui, d\u2019altra parte che l\u2019atto poetico \u00e8 quello della pi\u00f9 grande libert\u00e0, quello che \u00e8 pi\u00f9 vicino alla gratuit\u00e0 divina.<br \/>\nA questo doppio titolo si pu\u00f2 parlare di uno Yoga dell\u2019artista.<\/p>\n<p>L\u2019ARTIFEX \u00e8 il luogo di convergenza di molti doni in apparenza opposti, in realt\u00e0 derivanti da una stessa natura androgina: la sintesi, l\u2019analisi, la finezza di un pensiero e il rigore di uno stile, la conoscenza teorica e l\u2019intuizione folgorante, lo sguardo ingenuo del bambino e la perspicacia del vecchio, la lunga meditazione solitaria e la vibrante comunione umana, la volont\u00e0 organizzatrice e l\u2019abbandono alla imprevedibile grazia.<br \/>\nC\u2019\u00e8 sempre in lui la memoria d\u2019altro fuori dal lavoro, il lancio alla scalata alle origini perdute, una energia fondatrice d\u2019idee e di forme, che gli detta un canto personale, un amore degli esseri e delle cose che lo fa attento alle metamorfosi della vita, un potere di concentrazione che gli fa convertire l\u2019irreale al reale, il disordine all\u2019armonia, la quantit\u00e0 alla qualit\u00e0, l\u2019oggetto al simbolo; infine una maturit\u00e0 che gli permette di affrancare pi\u00f9 in fretta le tappe della creazione, di usarne meglio l\u2019insieme e l\u2019esecuzione\u2026<br \/>\nIn assoluta solitudine, l\u2019artista illumina il mondo delle sue opere, indirizzandosi a quelli che non sono ancora nati, si fa loro contemporaneo; aprendosi alle profondit\u00e0,\u00a0 riporta sotto i nostri occhi le spoglie opime\u00a0 di un tempo.. . Sta sulle creste del descritto e dello stilizzato, della storia e del mito, dell\u2019immanente e del trascendente\u2026 Tante coincidenze non impediscono di far sospettare il miracolo. \u00c8 lui che la tradizione hindu spiega con un gran numero di incarnazioni anteriori, nelle quali il futuro artista ha duramente lavorato, presentandosi ricco di un patrimonio genetico di esperienze essenziali, estetiche , sapienziali.<\/p>\n<p>L\u2019Artifex ha una vocazione, cio\u00e8 \u00e8 abitato da una voce che lo interpella dal fondo di se stesso come l\u2019irresistibile e lancinante appello di un dio.<\/p>\n<p>Quella vocazione \u00e8 molteplice. Dapprima, scuola evocatrice: il poeta evoca l\u2019altro mondo fondendosi con questo, o celebra questo sotto la rampa dell\u2019altro mondo; la sua opera \u00e8 un inno; &#8211; poi, scuola d\u2019invocazione; si indirizza al Creatore attraverso le creature; la sua opera \u00e8 una preghiera. Questa vocazione \u00e8 anche terreno di trasformazione personale, parallela alla\u00a0 trasfigurazione cosmica: ricreando il mondo attraverso la propria visione, il poeta si ricrea lui stesso, risale verso la propria essenza ritrovando l\u2019essenza di una collina nella sua linea curva, di un rotolare di acqua\u00a0 sui sassi. Infine, quella vocazione \u00e8 rapporto ristabilito tra il visibile e l\u2019invisibile, fa del poeta l\u2019intermediario, il traduttore privilegiato, il cardine, talvolta usurato e doloroso, sul quale gira lentamente la porta del paradiso.<\/p>\n<p>Illuminato, consumato dal fuoco sacro,\u00a0 calamitato dall\u2019Assoluto, che sente della sua stessa natura, l\u2019Artifex pi\u00f9 d\u2019ogni altro, si trova misteriosamente legato alla regione delle Sorgenti vive, delle Energie creatrici la cui circolazione anima l\u2019universo, e di cui eccelle a coglierne le vibrazioni. Lui stesso fa parte di quelle entit\u00e0 mediatrici che trasmettono al mondo delle forme qualcosa del mondo delle essenze. Appare nell\u2019umanit\u00e0 come \u00e8 diventato, l\u2019ultimo uomo a offrire ancora qualche somiglianza con il prototipo; come il santo e il saggio, l\u2019ultimo a fare ancora parte dei veri uomini che si distinguono dal regno animale. Nonostante i suoi limiti, le sue debolezze \u00e8 in un certo modo, la rappresentazione umana del divino quaggi\u00f9; come Brahma o ogni altro progenitore della manifestazione, mostra i movimenti e le forme( modificazioni transitorie di un principio permanente ) senza mai cessare di essere identico a se stesso, l\u2019artista produce ritmi, immagini, azioni, eroi, proiezioni accidentali della sua personalit\u00e0, senza restarne toccato. Come il S\u00e9 si veste di un velo di qualit\u00e0 e fa accedere all\u2019esistenza i possibili indefiniti che porta nel suo fondo; come lui,\u00a0 viaggia e trasmigra attraverso le sue opere, pur restando supremo maestro del gioco.<\/p>\n<p>LA CREAZIONE \u00e8 SACRIFICIO,ORDINE, RIVELAZIONE<\/p>\n<p>\u00abLe opere dell\u2019arte umana sono imitazione dell\u2019arte divina. Come l\u2019attivit\u00e0 del S\u00e9 quella dell\u2019 Artifex \u00e8 insieme sofferenza, diletto, amore. Sofferenza ed anche bruciore, sfinimento sacrificale perch\u00e9 il concepimento e il parto delle opere\u00a0 sono travaglio, tormento, prova. \u201c Quando Prajapati ebbe fatto gli esseri, pens\u00f2 che era stato svuotato ed ebbe paura della morte\u201d. Il poeta, anch\u2019esso, crea a partire dalla sua sostanza psico- mentale, si lascia smembrare, prosciugare, ebbro di volutt\u00e0, di tenerezza e di orrore, come il pellicano della notte di maggio, talora identificato col Cristo\u2026 Ma se c\u2019\u00e8 orrore, c\u2019\u00e8 anche volutt\u00e0, una gioia molto delicata, un sapore di beatitudine metafisica, un\u2019emozione amorosa che ferma il tempo, suscita la meraviglia, la gioia contemplativa dei sentimenti espressi. E c\u2019\u00e8 tenerezza perch\u00e9 l\u2019espressione poetica \u00e8 spogliarsi di s\u00e9, uscito da l\u2019autismo trascendentale, per una creazione dell\u2019altro e offerta di quell\u2019altro a se stesso, condivisione di vita, follia d\u2019amore. Tre componenti fusi nel cuore di una sobria ebbrezza, al punto di incandescenza di un mistico rapimento.<\/p>\n<p>L\u2019ARTISTA FA PASSARE IL NIENTE ALL\u2019ESISTENZA<\/p>\n<p>Come Dio, l\u2019artista comanda d\u2019essere agli esseri ed essi sono; detiene l\u2019imperativo della genesi, lo Esto della vulgata, il Kun del Corano, che fa passare il niente all\u2019esistenza.\u00a0 Come chi ha tutto disposto, l\u2019artista ordina la sua opera secondo proporzioni e ritmi, e pesa l\u2019imponderabile, e ordina l\u2019armonia del tutto.<\/p>\n<p>Il ruolo dell\u2019 Artifex \u00e8 radunare il disperso, captare il sottile, suggerire gli splendori di una trasfigurazione, stimolare le coscienze, pazientemente . La creazione vera non \u00e8 divertimento, fantasia, evasione, ma risveglio, rivelazione, magia operativa.\u00a0 Ha per scopo quello di incarnare in forme sonore o visive gli archetipi primordiali, aprendosi a certi piani sconosciuti dalla coscienza ordinaria, che Aurobindo nomina il mentale illuminato o il sopra &#8211; mentale. Da quei piani nascono le grandi intuizioni spirituali, ma anche i pi\u00f9 sublimi monumenti dell\u2019intelligenza, le frasi musicali pi\u00f9 rare, certe immagini di terra teofanica, che trasudano una luce di gloria.<\/p>\n<p>Siamo alla soglia del mistero, dove, in una totale unit\u00e0 di natura, l\u2019ispirazione, l\u2019immaginazione e l\u2019estasi coincidono e si fondono in modo soprannaturale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>( dalla prima serie di 3millenaire, a cura di Luciana\u00a0 Scalabrini.) Dei differenti cammini che conducono all\u2019Essenziale, l\u2019arte non \u00e8 sicuramente uno dei minori. Senza dubbio c\u2019\u00e8 molta distanza tra l\u2019asceta nel senso stretto del termine, che lavora a decrearsi per abolirsi nel S\u00e9, e la poietes (nel senso dell\u2019antica Grecia. 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