{"id":2218,"date":"2011-04-19T12:49:06","date_gmt":"2011-04-19T12:49:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2218"},"modified":"2016-04-03T23:03:49","modified_gmt":"2016-04-03T23:03:49","slug":"acconsentire-ai-vuoti-e-ai-pieni-di-colette-nys-mazure","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/acconsentire-ai-vuoti-e-ai-pieni-di-colette-nys-mazure\/","title":{"rendered":"Acconsentire ai vuoti e ai pieni di Colette Nys-Mazure"},"content":{"rendered":"<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\" height=\"55\">\n<table border=\"0\" cellpadding=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>La  Meditazione come Via &#8211; Newsletter<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"100%\" valign=\"top\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"104\" height=\"106\"><\/td>\n<td valign=\"top\"><strong>&#8220;Acconsentire ai vuoti e ai pieni&#8221; (Colette  Nys-Mazure)<\/strong><br \/>\nLeggiamo per l&#8217;ultima volta qualche brano  tratto da <em>Celebrazione del quotidiano <\/em>di Colette  Nys-Mazure:<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&#8220;Adesione a s\u00e9. Ricordi precisi di momenti di  pienezza. La gita in bicicletta lungo il fiume o l&#8217;entrata in acqua, con una  sensazione acutissima di piacere fisico e morale di essere al mondo  [&#8230;].<br \/>\nAcconsentire ai vuoti e ai pieni, ai lati oscuri e a quelli chiari,  alla parte sconosciuta di s\u00e9 e a quella troppo nota, e perfino alla parte  detestata. Esiste un modo di coincidere col proprio destino, una maniera di  rassicurarsi: <em>\u00e8 la mia vita e l&#8217;amo<\/em>, che ci fa risparmiare molte energie,  che dispensa da vani combattimenti contro di s\u00e9 e le proprie condizioni di vita  pi\u00f9 o meno soddisfacenti, ma dalle quale si pu\u00f2 quasi sempre trarre profitto.  Non sprecare nulla, in un volgare voler godere a ogni costo, ma vivere nella  massima coscienza [&#8230;].<\/p>\n<p>[&#8230;]<em> Colgo a piene mani l&#8217;istante che mi  \u00e8 dato di vivere. Il suo particolare profumo inebria le mia azioni molto  quotidiane.<\/em><\/p>\n<p>Senza temere i momenti di solitudine, propizi  al raccoglimento per accogliere l&#8217;insperato. Senza tentare di sfuggirli  attraverso le scappatoie della passeggiata, della televisione o del telefono.  Pi\u00f9 che la paura della noia o del vuoto si tradisce cos\u00ec il timore,  l&#8217;inquietudine per ci\u00f2 che potrebbe imporsi, rivelarsi nello spazio intatto. Chi  pu\u00f2 indovinare cosa sta per emergere quando si \u00e8 in ascolto di se  stessi?<br \/>\n<em>Essere per se stessi una presenza amica<\/em>. Coltivare uno spazio  in cui raccogliersi per poter dare senza un ritorno su di s\u00e9, senza provare  l&#8217;impressione d&#8217;essere svuotati, prosciugati. Lasciare uno spazio bianco che non  si riempir\u00e0 artificialmente con spese, acquisti, dolci, cure di bellezza o  visite mediche. Donne permeabili, certo, ma sufficientemente forti e calme per  non lasciarsi danneggiare. Un recinto all&#8217;interno del quale non si lascia  entrare niente e nessuno che possa guastare o indurire. Essere una presenza, una  presenza reale, un silenzio vero che ascolta piuttosto che uno specchio che  riflette o un abisso che inghiotte.<br \/>\nVi scrivo da una solitudine che vorrei  tale. [&#8230;]<em><br \/>\nCadi, ti rialzi<\/em>. \u00c8 un ritornello, a ogni et\u00e0. Esprime lo  sforzo, i fallimenti, le riprese. Sostiene senza negare n\u00e9 schiacciare. Non la  ricerca della perfezione<em> <\/em>orgogliosa e testarda, del tutto o niente, ma  l&#8217;apprendimento paziente e mai compiuto. Dipende dall&#8217;umilt\u00e0 e dal coraggio.<em> <\/em>Celebra la caduta e il riscatto, l&#8217;errore e la redenzione, la fierezza della  condizione umana. Il pi\u00f9 delle volte l&#8217;ostacolo \u00e8 dentro di noi: tracce di  un&#8217;educazione troppo perfezionista; diffidenza, dubbio, apprensione; vergogna e  scoraggiamento.<em><br \/>\n<\/em>Ancor pi\u00f9 delle cadute rovinose, avvertite come tali,  le cadute leggere e insidiose, le sconfitte silenziose, il logorio. Il nemico \u00e8  duro da smascherare. Erosione della sensibilit\u00e0: il semplice piacere di essere  si smorza e l&#8217;istante si scolora. Attorno a s\u00e9, la festa sembra continuare per  altri. Una sensazione di solitudine, di estraneit\u00e0 accresce il disagio. Chi si  preoccupa per me?<br \/>\nSi va nel giorno come un cieco brancolante, si teme ogni  imprevisto perch\u00e9 non ci sente in grado di affrontarlo. [&#8230;] Non sono pi\u00f9  toccata dalla bellezza, dalla bont\u00e0, dalla grazia. [&#8230;]<br \/>\nA ogni et\u00e0,  inspiegabili sensazioni di malinconia, saturazioni e vuoti. [&#8230;] E allora, come  celebrare il quotidiano? Esser presenti a se stessi, all&#8217;azione pi\u00f9 modesta,  quella di alzarsi, conscienti di essere vivi, di lavarsi la faccia, di  prepararsi una tazza di caff\u00e8, di scegliere il colore del vestito da indossare,  di mandare un augurio a chi festeggia il compleanno. Amarmi per quella che sono,  come mi amava mia madre [&#8230;]. Posare su di s\u00e9 lo sguardo che si ha per le  persone amate&#8221; (pp. 127-129, 165-167).<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Meditazione come Via &#8211; Newsletter &#8220;Acconsentire ai vuoti e ai pieni&#8221; (Colette Nys-Mazure) Leggiamo per l&#8217;ultima volta qualche brano tratto da Celebrazione del quotidiano di Colette Nys-Mazure: &#8220;Adesione a s\u00e9. Ricordi precisi di momenti di pienezza. 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