{"id":2228,"date":"2011-04-22T14:57:11","date_gmt":"2011-04-22T14:57:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2228"},"modified":"2016-04-03T23:03:49","modified_gmt":"2016-04-03T23:03:49","slug":"morte-e-sopravvivenza-di-leon-delpech","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/morte-e-sopravvivenza-di-leon-delpech\/","title":{"rendered":"Morte e sopravvivenza di L\u00e9on Delpech."},"content":{"rendered":"<p>Tratto dall\u2019archivio di 3millenaire, a cura di Luciana Scalabrini.<br \/>\nDiamo qui qualche frammento del corso del prof. Delpech (1908-1986) su un problema essenziale, quello della morte e della sopravvivenza. Nessuno meglio del nostro collaboratore, filosofo, segretario a 20 anni di Maurice Blondel, il pi\u00f9 grande pensatore cristiano del primo mezzo secolo, para-psicologo discepolo di Charles Lancelin come del prof Calligaris, infine terapeuta del Sogno da svegli guidato e professore di psicologia alla Sorbona, poi a Parigi VII\u00a0 poteva sondare questo delicato problema.<\/p>\n<p>Bergson e la sopravvivenza<\/p>\n<p>Il problema ci riguarda tutti, d\u2019altronde questo \u00e8 stato messo in luce da Pascal in questa frase dei pensieri: \u201c Per quanto bella sia la Commedia in tutto , l\u2019ultimo atto \u00e8 cruento, si getta un po\u2019 di terra sulla testa, ed \u00e8 per sempre\u201d.<br \/>\n.\u00a0\u00a0 E\u2019 leggendo Bergson che mi sono posto il problema. Ascoltiamo le due sorgenti:<br \/>\n\u201c Che trasformazione in una umanit\u00e0 abituata, qualsiasi cosa essa dica, a non accettare per esistente che ci\u00f2\u00a0 crede e ci\u00f2 che tocca! L\u2019informazione che ci verrebbe cos\u00ec riguarderebbe forse\u00a0 ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 di inferiore nelle anime, l\u2019ultimo grado della spiritualit\u00e0, ma non bisognerebbe\u00a0 prima, per convertire in realt\u00e0 vivente e che agisce, una credenza all\u2019al di l\u00e0 che sembra incontrarsi nella maggioranza degli uomini, ma che resta il pi\u00f9 sovente verbale, astratta e inefficace? Per la verit\u00e0, se fossimo sicuri, assolutamente sicuri di sopravvivere, non potremmo pi\u00f9 pensare ad altro; i piaceri sopravvivrebbero ma scoloriti , perch\u00e9\u00a0 la loro intensit\u00e0 non sarebbe che l\u2019attenzione che diamo loro. Impallidirebbero come la luce delle lampade al sole del mattino, il piacere si eclisserebbe in cambio della gioia\u201d(Le due sorgenti della morale e della religione).<\/p>\n<p>Nel 1939,attraverso il mio amico Baruzi, professore di storia delle religioni al Coll\u00e8ge di Francia e amico di Bergson, gli ho chiesto se manteneva sempre quella posizione. La risposta fu affermativa.<\/p>\n<p>Sopravvivenza e bomba atomica.<br \/>\nNel 1946,ero da Gaston Bachelard nel suo piccolo appartamento de la rue de la montagne Sainte \u2013Genevi\u00e8ve con il dott. Francis Lef\u00e9bure che era reduce dalla campagna d\u2019Italia, ed eravamo molto presi dal problema della bomba atomica e ci siamo domandati perch\u00e9 l\u2019umanit\u00e0 che era capace di mobilitare migliaia di sapienti per un\u2019opera di distruzione non poteva fare altrettanto per cercare di risolvere il problema della morte. Dovevo ritrovare la stessa idea nel 1958 in un libro su\u00a0 \u201cl\u2019umanesimo tecnico\u201d del filosofo Gabriel Veraldi. \u201c Lo\u00a0 inconoscibile non esiste, non ci sono che concetti insufficienti. Sono personalmente certo che se si fosse applicato al problema della morte tanto ingegno e tanti sforzi che alla fabbricazione della bomba H, questo eterno mistero sarebbe chiarito pi\u00f9 della met\u00e0\u201d.<br \/>\nIl problema della vita.<\/p>\n<p>Per affrontare il problema della morte, sono naturalmente portato a fare una deviazione: la morte \u00e8 qualcosa di negativo, bisogna dunque concentrarsi su ci\u00f2 che \u00e8 il suo contrario, la vita. Dopo la scoperta della doppia elica da Watson e Crick, conosciamo la struttura vitale biologico- molecolare. ma questo non \u00e8 per il momento il nostro tema. Andiamo a porci da un punto di vista fenomenologico nel senso etimologico del termine, e provare cos\u00ec a determinare alcuni aspetti della vita. Prima di tutto per gli scolastici la vita \u00e8 movimento, ma un movimento imprevedibile. L\u2019essere vivente e pi\u00f9 particolarmente l\u2019uomo \u00e8 autonomo. (Cf. i lavori di Vendy\u00e8s ) .Questo \u00e8 caratteristico in particolare nel movimento degli animali che voi disorientate restando immobili. In senso scientifico, il movimento sono gli scambi dell\u2019essere vivente e del suo ambiente. In altre parole il metabolismo. In questi scambi c\u2019\u00e8 un elemento fondamentale di cui l\u2019uomo non pu\u00f2 fare a meno pi\u00f9 di qualche minuto, la respirazione. \u00c8 da notare che le civilt\u00e0 antiche dell\u2019oriente hanno dato grande importanza alla scienza della respirazione . Fu il caso dell\u2019India con lo yoga di Patanjali e nel taoismo. Maspero ha scritto nel&#8221;ournal asiatique &#8220;del1936 una serie di articoli sulle discipline della respirazione e le ha paragonate alla respirazione del neonato.<\/p>\n<p>Un altro aspetto della vita \u00e8 il sangue. Si sa che nella Bibbia l\u2019autore del Levitico identifica l\u2019anima col sangue e una perdita di sangue\u00a0 importante minaccia di morte il soggetto. Dopo Quinton (1904) si sa che la composizione del sangue \u00e8 analoga a quella dell\u2019acqua di mare. Un altro elemento \u00e8 il calore. I mammiferi hanno bisogno per vivere di un certo calore e le variazioni di calore nel corpo umano hanno un margine abbastanza piccolo, da trenta a quarantadue gradi. Quinton ha provato a studiare l\u2019evoluzione della specie animale in funzione del loro calore interno (manoscritto del 1896, pubblicato nel 1933) Da qualche anno certi tecnici\u00a0 dicono che si pu\u00f2 bloccare il processo vitale col freddo, mettendo in ibernazione un soggetto malato in attesa che la ricerca abbia trovato il modo di guarirlo. Questa tecnica che sembra possibile per i rettili, non \u00e8 mai stata realizzata con successo con i mammiferi.<\/p>\n<p>Vita e elettricit\u00e0<\/p>\n<p>Veniamo infine al processo elettrico. Lakovsky nel 1930 ha fatto una teoria che avvicina la vita ad una oscillazione elettrica. Basandosi su questo punto di vista, ha potuto guarire dal cancro certe piante. Charles Laville alla stessa epoca, ha messo in luce una teoria del metabolismo elettrico dell\u2019essere umano. Il suo discepolo, L. C. Vincent ha stabilito che la vita rispondeva ad una tripla determinazione: 1) il PH del sangue, cio\u00e8 gli ioni liberi\u00a0 d\u2019idrogeno che sono nel sangue. 2) l\u2019ossidoriduzione, cio\u00e8 gli ioni che sono ridotti dal metabolismo e 3) la resistenza elettrica del corpo umano.\u00a0 Grazie a questi tre dati, si pu\u00f2 avere un profilo di vitalit\u00e0 dell\u2019uomo. Nelle esperienze degli astronauti, gli americani controllavano da Huston la vitalit\u00e0 degli astronauti\u00a0 ad ogni momento. Gli studi sul cervello degli esseri viventi \u00e8 cominciato in Italia nel 1812 con\u00a0 Rolando e per gli esseri umani Canton a Londra nel 1870, ma la messa a punto \u00e8 stata realizzata\u00a0 dal tedesco Berger di Iena nel 1926. Dopo l\u2019E.E.G. si sono avuti molti studi, in particolare sul sogno. Attualmente\u00a0\u00a0 il segno della morte legale \u00e8 costituito da due E.E.G.piatti presi a 40 ore di intervallo.<\/p>\n<p>Vita e forma<\/p>\n<p>Si arriva ora ad una definizione classica data da Aristotile nel suo trattato sull\u2019 anima,cio\u00e8 \u201c l\u2019anima \u00e8 la forma del corpo\u201d.\u00a0 Questa nozione \u00e8 emersa dalla sintesi delle teorie\u00a0 pre-socratiche\u00a0 dei quattro elementi e doveva convergere con la medicina di Hippocrate, per la quale l\u2019uomo \u00e8 una sintesi di quattro elementi, la bile, il fuoco, l\u2019aria e l\u2019acqua e dare quattro temperamenti, il bilioso, il nervoso, il sanguigno, il linfatico. Il dott. A .Bayle nella sua tesi sulla \u201c Psicologia del nazionalsocialismo\u201d (1951)\u00a0 dovette sostituire il bilioso con il sintetico. I neo-ippocratici Carton, Perriot e Viart difesero ai nostri giorni questo punto di vista.<\/p>\n<p>Ma l\u2019interesse della nozione di forme \u00e8 che in un cero modo trascende lo spazio-tempo come lo dimostra R. Ruyer nella sua \u201c Genesi delle forme viventi\u201d dove prova che essa non pu\u00f2 sorgere da un accumulo di cellule ma che essa esiste prima di loro. Questo \u00e8 stato confermato dalle esperienze di\u00a0 De Bekker che ricostruisce il membro sezionato di un animale (topo) con una stimolazione molto lunga\u00a0 di una mini corrente elettrica. Un\u2019altra esperienza \u00e8 quella di Paul Weiss .Prelev\u00f2 un rene in un embrione di pollo da 8 a 14 giorni. Organo che ridusse in una poltiglia cellulare. Dopo averla centrifugata fu messa goccia a goccia sulla membrana d\u2019embrione di pollo di 8 giorni. In capo\u00a0 a venti giorni un vero nuovo rene si era formato in quel posto. Le cellule renali isolate avevano dunque, anche fuori dal loro organismo, conservato la facolt\u00e0 di sviluppare un nuovo rene. La forma del rene \u00e8 dunque trascendente.<\/p>\n<p>La nozione di doppio<br \/>\nL\u2019uomo ha scoperto la sua immagine il giorno in cui si \u00e8 specchiato nell\u2019acqua. Che la nozione di specchio permetta all\u2019uomo di scoprire la sua personalit\u00e0 ,come dice Lacan,\u00e8 discutibile, ma \u00e8 una delle basi della nozione di doppio. Nozione ripresa da innumerevoli scrittori come Dostoievski e molti altri ; una nozione correlativa \u00e8 quella d\u2019ombra, infine quella dei gemelli come quella di sosia .Da tutte queste sorgenti convergenti si \u00e8 portati ad ammettere che l\u2019uomo porta in s\u00e9 uno o molti doppi. Ma quello \u00e8 un aspetto fenomenologico. Spingiamoci pi\u00f9 lontano e chiediamoci qual \u00e8 la realt\u00e0 del fenomeno.\u00a0 In quale misura il doppio \u00e8 stato riconosciuto\u00a0 storicamente nella storia delle religioni? E infine vedremo quale \u00e8 la realt\u00e0. In una parola c\u2019\u00e8 nell\u2019uomo un doppio che sopravvive alla morte? Per precisare sar\u00e0 necessaria un\u2019inchiesta storica. Non lo faremo qui. Parleremo invece di una civilt\u00e0 che ci sembra esemplare, quella dell\u2019Egitto.<\/p>\n<p>L\u2019Egitto, la morte e il doppio<br \/>\nL\u2019Egitto era un paese coperto da tombe. Il pensiero della morte e delle vicissitudini buone o cattive della vita dell\u2019al di l\u00e0 \u00e8 una caratteristica della religione egiziana e anche dell\u2019insieme della loro vita. La cerimonia dell\u2019incoronazione del faraone terminava con la proclamazione \u201c ora costruite la mia tomba\u201d.<\/p>\n<p>La psicologia egiziana distingue un certo numero di elementi.<\/p>\n<p>1\u00b0 il Khet o corpo fisico. Non corrisponde esattamente a ci\u00f2 che chiamiamo il corpo fisico. Il Khet \u00e8 ci\u00f2 che si percepisce visivamente e quantitativamente\u00a0 nell\u2019uomo come appare in questa vita. Sono gli elementi fisici di fuori\u00a0 che il dinamismo occulto dell\u2019uomo ha captato, ordinato, organizzato, informato, vitalizzato e di cui si \u00e8 servito per agire nell\u2019ambiente terreno. Il Khet \u00e8 uno strumento d\u2019attivit\u00e0. Come tale \u00e8 provvisorio e al momento della morte il dinamismo dell\u2019uomo lo abbandona. Dopo questo momento, il Khet riveste ancora un\u2019importanza capitale. perch\u00e9 risponde a un uso \u00e8 ancora di una utilit\u00e0 essenziale. Allora \u00e8 la mummia: \u201c Mummia augusta che \u00e8 nella tomba, \u00e8 scritto su una statua funeraria del Louvre, le sostanze, le ossa sono riunite alla carne, la testa \u00e8 unita al tuo collo, il tuo cuore \u00e8 tuo\u201d. Tutto questo si pone sul piano religioso e ne vedremo il senso.<br \/>\n2\u00b0 Il Khat. A Luxor, a Deil-al-o,\u00e8 raffigurato il faraone quando \u00e8 bambino ome un bambino, quando \u00e8 adulto, un adulto, vecchio, un vecchio, ma sempre giovane che la morte non sembra minacciare. Questa entit\u00e0 di doppio \u00e8 raffigurata non solo a lato del faraone, ma anche degli altri personaggi. \u00c8 lo strumento d\u2019attivit\u00e0. Ora, per gli Egiziani il Khat o doppio pu\u00f2 avere un\u2019esistenza indipendente In questa vita ci sono momenti in cui ci lascia, durante certe fasi del sonno , nel corso delle malattie che hanno il coma o gli svenimenti.<\/p>\n<p>Ritornare in s\u00e9 dopo uno svenimento \u00e8 recuperare il proprio Khat. Morire \u00e8 rientrare nel Khat, pensare a lui, ripiegarsi in lui, ritornare a lui.. . Questa nozione era preponderante nell\u2019antico Egitto. La si trova dalle origini fino alla fine.<br \/>\nIl Khat prende il nome di Kaibi quando diventa visibile. Sostegno occulto dell\u2019uomo, si manifesta solitamente come fantasma del vivo come del morto. Per questo si chiama Kaibi. I due termini\u00a0 designano la stessa realt\u00e0, ma in una essa \u00e8 sperimentata, nell&#8217;altra no.<br \/>\n3\u00b0 Il doppio ha un\u2019attivit\u00e0 psichica chiamata il Kou o il luminoso. Il doppio . Pierret a proposito del libro dei Morti, assimila il Khou a ci\u00f2 che chiamiamo intelletto, ragione discorsiva e induttiva. Ma questa facolt\u00e0 non cancella la vita spirituale dell\u2019uomo. Vi aggiungono Ba, o anima. Il Ba \u00e8 rappresentato da un uccello dalla testa umana che il dio Thot dalle ali immense protegge. Quel principio superiore non sembra conoscere le limitazioni spaziali, il cielo \u00e8 suo. \u201c Apritegli le porte del cielo, prendetelo con voi, che\u00a0 viva eternamente \u201ddicono gli dei in una iscrizione della piramide di Pepi 1\u00b0. \u00c8 attraverso lui che l\u2019uomo comunica con la divinit\u00e0. \u201c Vi manifester\u00f2 i miei misteri\u201d dice il dio Ra al Ba dei giusti. Vi dar\u00f2 la mia vita\u201d. Quando un individuo \u00e8 depresso qui in basso, ha come annientato questa capacit\u00e0 suprema. Il dio Ra dice ai cattivi: \u201dAnnienter\u00f2 il vostro Ba nelle torture eterne\u00bb.<\/p>\n<p>4\u00b0 Infine gli Egiziani hanno accordato nell\u2019essenza dell\u2019uomo un posto importante al nome che porta. Quando un bambino nasceva lo si conduceva allo Krihabie ai Rokhou o Kaitou e questi stabilivano il suo tema astrologico. Poi gli davano un nome che era la formula magica del suo destino, della sua vita, del suo essere ed era come un\u2019 entit\u00e0 sostanziale di lui, una evocazione non solo indicatrice della sua persona, ma effettiva e causatrice, e, come dice l\u2019egittologo Lef\u00e9bure, una sorta di sostituto mentale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tratto dall\u2019archivio di 3millenaire, a cura di Luciana Scalabrini. Diamo qui qualche frammento del corso del prof. Delpech (1908-1986) su un problema essenziale, quello della morte e della sopravvivenza. 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