{"id":2240,"date":"2011-04-24T07:19:07","date_gmt":"2011-04-24T07:19:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2240"},"modified":"2016-04-03T23:03:49","modified_gmt":"2016-04-03T23:03:49","slug":"se-tu-non-fossi-immortale-meditazione-di-aime-michel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/se-tu-non-fossi-immortale-meditazione-di-aime-michel\/","title":{"rendered":"Se tu non fossi immortale&#8230; Meditazione di Aim\u00e9 Michel"},"content":{"rendered":"<p>Tratto dall\u2019archivio di 3millenaire ,a cura di Luciana Scalabrini.<\/p>\n<p>E\u2019 un grido penetrante, continuo che sale come un razzo. La gola da dove parte sembra infaticabile. Quale essere di carne \u00e8 capace di un tale grido?<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte della strada, il cui basso si perde in una profondit\u00e0 blu, una finestra \u00e8 aperta. La profondit\u00e0 blu vibra di una minaccia indefinibile. Il grido sale\u00a0 sempre pi\u00f9 acuto.\u00a0 Improvvisamente una donna appare alla finestra, sconvolta, le braccia tese. Il suo viso \u00e8 impreciso; non si distinguono i tratti, che per\u00f2 esprimono terrore e disperazione. Senza rallentare la sua corsa, senza smettere di gridare, essa scavalca la finestra e comincia a cadere rotolando. La profondit\u00e0 blu la inghiotte, mentre il suo grido sale al cielo.<\/p>\n<p>Ansando, l\u2019uomo si risveglia di soprassalto. Per qualche secondo guarda l\u2019oscurit\u00e0 senza comprendere, domandandosi perch\u00e9 il grido dell\u2019incubo scomparso continui a pungere le sue orecchie. Le membra sono doloranti, il cuore batte. Dov\u2019\u00e8? Non si \u00e8 appena addormentato nella foresta, non lontano dal lago, dopo aver a lungo guardato la luna che declinava tra gli alberi? L\u2019odore della resina e del muschio non aleggia ancora sul suo viso?<\/p>\n<p>Improvvisamente gli ritorna la memoria Oh! Dio, no. La notte nella foresta, il lago, il soffio leggero del vento, il muschio, non era adesso.<\/p>\n<p>Era allora, in fondo alla sua giovinezza, quando per la prima volta era andato in vacanza . Quanto tempo fa? Cinquant\u2019anni? Sessanta? Il vecchio uomo si alza insicuro, trattenendo il respiro per non gemere.<\/p>\n<p>Prima di tutto fermare quel grido stridulo. E per questo sedersi, trovare la piccola scatola sul comodino, prendere i due cachet, bere un poco d\u2019acqua. Allora la tensione passer\u00e0, il sangue cacciato dal cuore pazzo, smetter\u00e0 di assordare le orecchie.<\/p>\n<p>La mano cerca il bottone della lampada, lo trova, trema, scivola, rinuncia. La luce non farebbe che accrescere la sua miseria. Un istante, ora, il tempo cancellato gli aveva reso il fine punto della sua vita, quel momento senza eguali, quella notte sotto i pini del lago di Norrkoping, l\u2019odore del muschio, dell\u2019humus, dell\u2019acqua, anche quello del corpo assopito vicino a lui. Come ora, allora si era svegliato. Aveva ascoltato lo sciabordio del lago, la pace breve della notte nordica, il suo respiro, delicato come la notte. La felicit\u00e0 era esplosa in lui, mescolata all\u2019angoscia di sapere che sarebbe passata.<\/p>\n<p>E\u2019 passata. Il vecchio si domanda se non ha sognato, se non \u00e8 uno straniero che per la prima volta si sveglia nell\u2019infinito caos della notte fra le stelle Il caso fa giocare alla lotteria e vincere.Vincere cosa? Un corpo usurato, malato, un\u2019anima disperata, un destino legato al baratro senza fondo della morte.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 che questo .Il vecchio guarda il rettangolo della finestra debolmente illuminato dalla strada. Delle persone passano, delle automobili, soprattutto dei camion. Quanta fatica fanno tutti per arrivare a quello che lui \u00e8 ora! Per cosa?\u00a0 L\u2019avvenire dove si corre, finisce sempre per non esserci pi\u00f9.<\/p>\n<p>Sono un vecchio. E\u2019 possibile? Nessuno mi aveva detto che non si \u00e8 un vecchio, che non \u00e8 uno stato, che i vecchi della mia giovinezza erano tutti stupiti di esserlo, che non avevano l\u2019abitudine, che la loro abitudine era la giovent\u00f9 perduta.<\/p>\n<p>La finestra si mette a girare, come ogni volta che la sua tensione si abbassa troppo in fretta sotto l\u2019effetto della droga. Chiude gli occhi e si allunga dolcemente perch\u00e9 sa che il cuore metter\u00e0 parecchio ad abituarsi. \u00c8 cos\u00ec che morir\u00e0, con un movimento troppo brusco. Pensare\u00a0 Pensare a che? A chi?\u00a0 Quelli che avevano bisogno di lui sono morti. Il suo pensiero non serve pi\u00f9 a niente. Nemmeno al ricordo. Non \u00e8 pi\u00f9 che dolore, pensieri vanamente agitati in una prigione troppo conosciuta.<\/p>\n<p>E ancora il dolore sarebbe sopportabile con la speranza. Non \u00e8 il dolore che fa l\u2019inferno, ma la speranza morta.<\/p>\n<p>L\u2019incubo gli ritorna in mente. Ritorna in lui il desiderio di comprenderlo. Ma al tempo stesso gli pare che il desiderio sia vano Il suo pensiero, come il corpo, gli sfugge. L donna senza volto che spariva nella profondit\u00e0 blu era senza dubbio lui stesso.\u00a0 Lui, ma chi? Il suo essere? La sua anima? E perch\u00e9 donna? Anche se poteva dire io so, la sua conoscenza non sarebbe che una chimera, perch\u00e9 quel qualcosa che crederebbe di conoscere si allontana da lui, come la riva che il naufrago vede perdersi nella nebbia.<\/p>\n<p>Rinuncia a pensare, riapre gli occhi, guarda la finestra. Un\u2019immagine gi\u00e0 tante volte incontrata torna a lui. Si vede discendere un tunnel oscuro. Cammina prima curvo, poi sulle ginocchia. Non pu\u00f2 n\u00e9 fermarsi n\u00e9 ritornare.<\/p>\n<p>Alla fine di tutto, in definitiva cosa c\u2019\u00e8? La solitudine , il dolore.Sempre viene il momento senza testimone di cui non si pu\u00f2 dire: lo racconter\u00f2, qualcuno mi comprender\u00e0.<\/p>\n<p>Il vecchio cerca di ricordarsi un\u2019esortazione che\u00a0 per tutta la vita aveva preparato per quel momento. Quale? Non lo sa pi\u00f9.<\/p>\n<p>Veramente non gli resta niente? Lascia passare qualche secondo, immagina che un assassino entri nella sua camera, che la sua casa prenda fuoco. Se entra l\u2019assassino,\u00a0 gli ride in faccia!<\/p>\n<p>Un istante per verificare la sua indifferenza, spera di vederlo apparire. Poi anche questo desiderio si cancella nella gioia della scoperta: dietro tutto ci\u00f2 che prendeva per lui stesso, c\u2019\u00e8 ancora il testimone che ride in faccia all\u2019assassino. E questo testimone, lo riconosce. Dal fondo della sua giovinezza, viveva con lui. Era lui.<\/p>\n<p>Il suo dolore diventa pi\u00f9 acuto. E intanto si allontana. O piuttosto, prende il suo posto.<\/p>\n<p>\u00ab Entra, gli dice, siediti\u00a0 qua, tu che io fuggivo\u00bb<\/p>\n<p>E lui gli risponde:<\/p>\n<p>\u00ab Tu non soffriresti se non fossi immortale. Perch\u00e9 la macchina non sente ed \u00e8 la macchina che muore. \u00c8 per lei che tu soffri, ma quello che soffre non \u00e8 lei, ma sei tu.\u00bb<\/p>\n<p>\u00ab \u2014 Dimmi: perch\u00e9 non ho pi\u00f9 paura?<\/p>\n<p>\u00ab Perch\u00e9 mi hai riconosciuto<br \/>\n\u201c E\u2019 vero. Ti\u00a0 riconosco. Chi sei?<\/p>\n<p>\u00ab \u2014 Tu lo sapevi quando sognavi. Mi hai gi\u00e0 incontrato , ma ho molti aspetti. Ascolta: non\u00a0 ameresti se non fossi immortale. Perch\u00e9 la macchina non ama, ed \u00e8 la macchina che muore. Il dolore, la gioia, l&#8217;amore, anche la disperazione sono i miei aspetti mortali, \u00e9 con loro che tu ti scopri in questo mondo. Ora che scompaiono, \u00e8 la verit\u00e0 immortale che vedi. \u00bb<\/p>\n<p>Non passeresti se non fossi immortale \u00e8 vero che la macchina passa, ma lei non sa niente. Tu sai che passi, dunque tu non passi.<\/p>\n<p>Questa terra \u00e8 bella , la terra dove sei invecchiato. Lei \u00e8 stata per te come il giardino dove germoglia il fiore.<br \/>\nIl grano non\u00a0 cresce se non morendo nel giardino. Tu lo credevi perduto. Tu l\u2019hai attraversato senza saperlo.<\/p>\n<p>L\u00e0 dove tu vai, non smetterai di divenire pi\u00f9 di te, eternamente. Ama dunque l\u2019onda che ti porta, ama la\u00a0 roccia che la spezza, ama le tenebre,\u00a0 loro ti hanno preso dalle stelle.<br \/>\nLoro sanno ci\u00f2 che tu ignori. L\u00e0 dove vai, ti aspettano da sempre. Prima che tu fossi, esse sono.<\/p>\n<p>E se \u00e8 con la morte che ti fanno, \u00e8 che la morte \u00e8 il cammino della vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tratto dall\u2019archivio di 3millenaire ,a cura di Luciana Scalabrini. E\u2019 un grido penetrante, continuo che sale come un razzo. La gola da dove parte sembra infaticabile. Quale essere di carne \u00e8 capace di un tale grido? Dall\u2019altra parte della strada, il cui basso si perde in una profondit\u00e0 blu, una finestra \u00e8 aperta. 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