{"id":2359,"date":"2011-06-09T04:20:15","date_gmt":"2011-06-09T04:20:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2359"},"modified":"2016-04-03T23:03:18","modified_gmt":"2016-04-03T23:03:18","slug":"come-comportarsi-in-un-ashram-di-swami-vityatmananda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/come-comportarsi-in-un-ashram-di-swami-vityatmananda\/","title":{"rendered":"Come comportarsi in un Ashram di Swami Vityatmananda"},"content":{"rendered":"<p><em> <\/em><\/p>\n<p>Rivista V\u00e9danta n. 133 \u2013 Centre V\u00e9dantique Ramakrishna<\/p>\n<p>(Traduzione a cura della dr.ssa Luciana Scalabrini)<\/p>\n<p>All\u2019inizio del lavoro vedantico in Inghilterra e in America, gli Swami facevano attenzione a non insistere con gli occidentali a imporre i costumi sociali e religiosi dell\u2019India. Non avevano l\u2019intenzione di induizzare nessuno. Fecero pochi sforzi per introdurre le pratiche religiose osservate in India dai devoti e fecero in modo che i santuari e gli altari dei Centri fossero in stanze private lontane da quelle aperte al pubblico, che avrebbe mal compreso quello che vi succedeva. Non fu che nel 1936, quando fu terminato il tempio vedantico a Hollywood che il santuario fu designato a far parte dell\u2019auditorium, paragonabile agli altari delle chiese cristiane, ma dapprima le porte di quei santuari furono chiuse durante i servizi pubblici. Ancora 40 anni fa, la cappella di Gretz era chiusa a tutti quelli che non erano dei veri addetti, perch\u00e9 potevano essere impressionati dalle caratteristiche ind\u00f9.<\/p>\n<p>Ora le cose sono molto cambiate, si vedono spesso\u00a0 orientali in occidente e non impressiona vederli portare il loro abbigliamento tradizionale e seguire i loro costumi. Probabilmente anche perch\u00e9 molti occidentali sono andati in oriente, hanno visto i loro costumi e vi si sono adattati. L\u2019esplosione hippy e il movimento dei giovani degli anni 60 \u2013 inizio 70 confermano quella tendenza. Quei giovani decisero di adottare i valori morali di bont\u00e0, realt\u00e0 e semplicit\u00e0 e lo proclamavano portando vestiti qualsiasi, avendo un comportamento naturale, in sfida a quello che consideravano l\u2019ipocrisia delle generazioni precedenti, il cui vessillo\u00a0 sembrava loro nascondere la presunzione e l\u2019ingiustizia. Gli hippy trovavano\u00a0 ispirazione in quel genere di vita che avevano incontrato nel modo di comportarsi in India.<\/p>\n<p>Per l\u2019adepto del Vedanta in occidente \u00e8 entrato in vigore un codice di comportamento che tiene conto dell\u2019occidente, ma \u00e8 conforme allo spirito delle idee religiose ind\u00f9, un codice di etichetta che \u00e8 evoluta in modo naturale, che deriva dai viaggi, l\u2019interesse verso lo yoga, la presenza di Swami in occidente e una ricerca progressiva degli occidentali verso un comportamento religioso pi\u00f9 impegnato nella vita.<\/p>\n<p>Quelle che chiamiamo discipline\u00a0 d\u2019<em>ashram<\/em>, che guidano i comportamenti nei centri vedantici, \u00e8 il risultato di iniziative di devoti pi\u00f9 che un regolamento degli Swami della Mission Ramakrishna.<\/p>\n<p>La disciplina dell\u2019<em>ashram<\/em> \u00e8 un amalgama di abitudini orientali e occidentali. Le persone che vengono nei centri e <em>ashram<\/em> vedantici si domandano spesso come e perch\u00e9 questo funziona. Da cui l\u2019articolo presente.<\/p>\n<p>Il pensiero hind\u00f9 parte dall\u2019idea che il mondo visibile non \u00e8 che una massa di energie, o di qualit\u00e0 chiamate <em>guna<\/em>. Ci sono tre <em>guna<\/em> di cui si potrebbe dire che sono il bianco, il rosso e il nero, che formano l\u2019interiorizzazione o virt\u00f9, la passione o attivit\u00e0 e l\u2019ignoranza o inerzia. Il mondo a ogni momento \u00e8 la somma totale di tutti i <em>guna<\/em> nelle loro manifestazioni e combinazioni diverse. Nei santi il <em>guna<\/em> della non passione o <em>sattva<\/em> predomina. Nell\u2019ambizioso \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 o <em>rajas<\/em> che predomina. Il pigro, quello che prende tempo, possiede a un alto grado la qualit\u00e0 nera, <em>tamas<\/em>.<\/p>\n<p>I <em>guna<\/em> sono contagiosi; cos\u00ec una persona letargica, in presenza di una persona attiva, pu\u00f2 sentirsi spinto verso lo sforzo o lo spirito d\u2019iniziativa. L\u2019individuo agitato, in presenza della tranquillit\u00e0, pu\u00f2 sentirsi rilassato. Questo apre all\u2019opposto, mentre, per esempio, la felicit\u00e0 che sentiamo si trova diminuita sotto l\u2019atmosfera che emana da un individuo depresso.<\/p>\n<p>Il pensiero hind\u00f9 e la struttura tradizionale e sociale hind\u00f9 fu basata sulla credenza che gli individui si pongono nella vita secondo il <em>guna<\/em> che predomina in essi e devono agire seguendo i comportamenti di quella situazione, cio\u00e8 il <em>dharma<\/em> individuale.<\/p>\n<p>Dio, si dice, \u00e8 al di l\u00e0 dei <em>guna<\/em> e chiunque realizza l\u2019unione con Dio si dice che ha trasceso i <em>guna<\/em> e non pu\u00f2 essere dominato da essi. Essendo lo scopo della vita trascendere i <em>guna<\/em>, nel corso delle vite successive nelle quali lo sforzo \u00e8 di elevarsi pi\u00f9 in alto, l\u2019Hind\u00f9 ha provato a\u00a0\u00a0 sottomettersi all\u2019influenza pi\u00f9 elevata possibile dei <em>guna<\/em> e a evitare le influenze che ritardano il suo progresso. Questo ha guidato il suo comportamento e determinato i costumi che ha seguito. Il suo scopo \u00e8 stato quello di elevarsi sempre pi\u00f9 in alto nella gerarchia dei <em>guna<\/em>, fino a passare interamente al di l\u00e0 di quella gerarchia e giungere a immergersi in Dio.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Dio \u00e8 considerato totalmente adorabile, totalmente degno di un culto. Bench\u00e9 essenzialmente senza forma, per il bene dell\u2019umanit\u00e0, Dio assume diverse forme e aspetti. Le incarnazioni e le immagini sono i ritratti\u00a0 dei suoi diversi aspetti. Come divinit\u00e0 \u00e8 nei templi e nei santuari. Desiderando l\u2019uomo essere protetto da Dio, e desiderando amarlo e rassomigliargli, viene a trovarlo nel suo santuario, mostrandogli rispetto, provando a fare quello che a Lui piace. Con quelle intenzioni l\u2019uomo pu\u00f2 purificarsi sufficientemente e stabilire contatti con Dio. L\u2019uomo pu\u00f2 anche organizzare nella sua casa una succursale del tempio, non con le sue mani, ma col suo cuore\u2026<\/p>\n<p>Dunque, i comportamenti pi\u00f9 importanti da seguire in un <em>ashram<\/em> concernono l\u2019attitudine da avere in un tempio o santuario. La pulizia \u00e8 il primo dovere perch\u00e9 essa contiene un forte elemento di <em>sattva<\/em>. E questo attiene non solo il corpo o i vestiti, ma la purezza mentale. Prima di entrare si lasciano le scarpe, per non portare la sporcizia in un luogo dove le persone sono sedute per terra; d\u2019altra parte piegare le gambe sotto di s\u00e9 per meditare \u00e8 scomodo se si portano le scarpe. C\u2019\u00e8 anche una ragione pi\u00f9 sottile: togliersi le scarpe davanti ad una divinit\u00e0 \u00e8 un gesto di umilt\u00e0 interiore e di rispetto.<\/p>\n<p>Per spezzare di pi\u00f9 ogni legame con la sua posizione secolare e le preoccupazioni del mondo, il devoto pu\u00f2 sentire pi\u00f9 conveniente indossare un abito riservato solo alla cappella e dove sia a suo agio a meditare, o di indossare un <em>chadar<\/em>. Un chadar \u00e8 una specie di uniforme che toglie le differenze individuali che distraggono e attesta una solidariet\u00e0 nello sforzo. Questo suggerisce anche la sensazione di essere separato dagli altri, solo con Dio.<\/p>\n<p>E\u2019 normale entrando nella casa del suo Ideale salutarlo con un gesto di rispetto, una prosternazione chiamata <em>pranam<\/em> o di giungere le mani in un gesto chiamato <em>namaskar<\/em>.<\/p>\n<p>E\u2019 necessario dire che davanti al suo Ideale si deve osservare il silenzio ed evitare i movimenti disordinati. La parola <em>asana<\/em> significa postura ed anche il cuscino su cui ci si siede. Le gambe e le mani giunte, il tronco e la testa dritti sono un atteggiamento di ricettivit\u00e0. Stendere le gambe davanti alla divinit\u00e0 o esporre le membra o afflosciarsi sono considerati mancanza di rispetto.<\/p>\n<p>E\u2019 normale, quando si visita uno che si adora, portargli un regalo. Il pi\u00f9 grande regalo, quello che il Signore ama di pi\u00f9, \u00e8 il sentimento del cuore e nella <em>Gita<\/em> \u00e8 detto che se quel sentimento esiste, una piccola foglia simbolica o un\u2019offerta d\u2019acqua saranno pi\u00f9 che soddisfacenti. Certo, i devoti offrono anche denaro, ma l\u2019offerta abituale consiste in fiori e cibo. I fiori offerti nel rituale chiamato <em>puja<\/em> dall\u2019adoratore chiamato <em>pujari<\/em>, sono restituiti ai devoti dopo il rito, se lo desiderano, e li si conservano come delle sante reliquie, come i cattolici conservano le palme benedette. Quando i fiori sono appassiti, non devono essere gettati nella pattumiera; si devono rendere alla terra, in un luogo dove non siano pestati dai piedi. Ovviamente i fiori offerti devono essere puliti e senza macchie e che non siano gi\u00e0 stati offerti a qualcun altro; abitualmente sono lavati e a volte sono cosparsi di profumo e di pasta di sandalo.<\/p>\n<p>Il cibo offerto ha le stesse regole. Il frutto deve essere fresco e naturale. Benvenuto lo zucchero candito; pu\u00f2 essere offerto pure un cibo cotto, ma deve provenire da una fonte pi\u00f9 pura possibile. In India i bramani\u00a0 sono spesso cuochi, perch\u00e9 essendo bramani si pensa abbiano qualit\u00e0 sattviche.<\/p>\n<p>Ogni devoto, preparando cibo da offrire deve essere mentalmente e fisicamente pulito durante la preparazione, non deve naturalmente assaggiare il cibo n\u00e9 durante la cottura n\u00e9 dopo. La lingua \u00e8 considerata portatrice di impurit\u00e0, o dovrebbe essere in grado di trasmettere qualit\u00e0. Dare le vostre qualit\u00e0 agli altri, trasmettendo qualcosa che \u00e8 stato nella vostra bocca o ha toccato la vostra bocca, costituisce la peggiore delle cattive maniere.<\/p>\n<p>Ne parleremo quando parleremo delle regole a tavola.<\/p>\n<p>Inoltre il Signore, dovendo essere il primo a odorare un fiore, deve essere il primo a gustare il cibo.<\/p>\n<p>Come i fiori offerti nella <em>puja<\/em>, il cibo \u00e8 offerto ai devoti dopo il culto. Essendo stato accettato da Dio, \u00e8 molto sattvico. La parola che lo designa \u00e8 <em>prasad<\/em>, che significa benedetto per l\u2019accettazione di Dio e imbevuto della sua qualit\u00e0 o energia. Un errore che i devoti fanno spesso \u00e8 di designare il cibo che portano per essere offerto come\u00a0 \u201cun apporto di <em>prasad<\/em>&#8220;. Fino a che non \u00e8 offerto, \u00e8 solo un dono di cibo; non \u00e8 che dopo che si trasforma in <em>prasad<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019idea della <em>puja<\/em> fatta in un <em>ashram<\/em> di Ramakrishna in termini molto semplici \u00e8 questa: il Signore \u00e8 l&#8217;invitato d&#8217;onore, un augusto personaggio che ci fa il favore di farci visita. L&#8217;adoratore \u00e8 l&#8217;ospite, ansioso di fare tutto il possibile per piacere al suo invitato, idea che non differisce dal tema della messa cattolica, che \u00e8 un rinnovare l\u2019atto d\u2019amore dell\u2019ultima cena che Cristo ha condiviso con i suoi discepoli prima della crocifissione.<\/p>\n<p>Noi ci ricordiamo della grande importanza dell\u2019ospitalit\u00e0 nei paesi orientali. La <em>puja<\/em> consiste nell\u2019offerta di cose gradevoli, fiori, cibo, incenso, musica, profumi, luce, e anche acqua per bagnarsi e bere.. L\u2019acqua del Gange \u00e8 offerta se possibile. Una volta, a Hollywood, il mio guru, Swami Prabhavananda, mi domand\u00f2 di accompagnarlo da un discepolo che stava morendo.. \u201cPrendete un po\u2019 d\u2019acqua del Gange da portargli\u201d. Andai nella mia camera, vuotai una bottiglia, la lavai, l\u2019asciugai con cura e la riempii di un po\u2019 d\u2019acqua del Gange, presa da un grande recipiente custodito nel santuario. Mentre andavamo verso la casa del morente, dissi a Swami che avevo pulito il recipiente, Lui si mise a ridere. \u201cNon sapete, disse, che l\u2019acqua del Gange purifica tutto ci\u00f2 che tocca?\u201d.<\/p>\n<p>Questo mostra un altro principio del pensiero hind\u00f9. La purezza \u00e8 di due specie, o piuttosto, c\u2019\u00e8 una purezza e una pulizia. La pulizia come igiene \u00e8 molto importante in occidente ed \u00e8 spesso confusa con la purezza, mentre la purezza hind\u00f9 \u00e8 non fisica perch\u00e9 implica la presenza di qualit\u00e0 sattviche. Cos\u00ec un ristorante con tovaglie immacolate e una brillante argenteria, bench\u00e9 pulita dal punto di vista igienico, non pu\u00f2 portare nulla di spirituale in un pranzo in seguito all\u2019attitudine mentale e fisica dei cuochi e camerieri, mentre un pasto molto semplice, se si \u00e8 pensato a Dio durante la preparazione, pu\u00f2 avere un effetto pi\u00f9 sattvico, perch\u00e9 il cibo \u00e8 puro.<\/p>\n<p>I gesti che il <em>pujari<\/em> fa durante la cerimonia sono chiamati <em>mudra<\/em>. Si dice che aiutano la concentrazione, che sono i simboli fisici di idee spirituali e liberano energie spirituali che contribuiscono all\u2019efficacia del rito. Le prole pronunciate in silenzio sono chiamate <em>mantra<\/em>, che sono invocazioni, preghiere, citazioni delle scritture, o formule con il nome divino.<\/p>\n<p>Bisogna notare che una delle idee interessanti della <em>puja<\/em>, \u00e8 che, poich\u00e9 il Signore ha gi\u00e0 tutto, \u00e8 presuntuoso da parte del devoto offrirgli qualsiasi cosa. Cos\u00ec la prima cosa che fa il <em>pujari<\/em> \u00e8 assumere un atteggiamento divino che mantiene per tutta la cerimonia perch\u00e9 in realt\u00e0 il rituale consiste in ci\u00f2 che Dio offre a Dio ci\u00f2 che gi\u00e0 gli appartiene.<\/p>\n<p>All\u2019<em>arati<\/em>, l\u2019ufficio della sera, si offrono a Dio gli elementi dell\u2019universo: terra, aria, acqua, fuoco e etere. Cos\u2019\u00e8 lo spazio, il tempo, la casualit\u00e0, se non una celebrazione cosmica in cui Dio gioisce di ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 suo. Ma si dice anche che, bench\u00e9 Lui sia il possessore di tutto e non abbia bisogno di niente, Dio accetti per grazia ci\u00f2 che l\u2019adoratore gli offre, perch\u00e9, accettando tali atti d\u2019amore, Dio avvicina gli uomini a s\u00e9.<\/p>\n<p>L\u2019uomo ha cinque sensi e, poich\u00e9 la sua comprensione non va pi\u00f9 lontano, suppone che anche Dio abbia cinque sensi. Vuole piacergli con il gusto, offrendogli cibo e scambia per spirituale il suo gusto, condividendo con Dio ci\u00f2 che Dio ha mangiato.<\/p>\n<p>Nello stesso modo, Gli si offre incenso e profumo avendo come risultato un riflesso condizionato che si produce nell\u2019uomo, che fa si che tutto quello che si riferisce al suo odorato lo fa pensare a Dio.<\/p>\n<p>Lo stesso con l\u2019udito Abbiamo gi\u00e0 parlato dei <em>mantra<\/em> e si pensa che pronunciarli provochi delle vibrazioni spirituali. Tutto un repertorio di canti si \u00e8 formato, gradevole alle orecchie di Dio e dei suoi adoratori. I canti (<em>bhajan<\/em>) alla fine della meditazione del mattino e all\u2019arati, sono stampati in un opuscolo che pu\u00f2 essere richiesto al centro.<\/p>\n<p>La serie di <em>jai<\/em> ripetuti alla fine dei canti pu\u00f2 essere interpretata come grida di vittoria indirizzati a diversi eroi vedantici. <em>Jai<\/em> significa \u201csaluto a\u201d o \u201cvittoria a\u201d. La lista dei <em>jai<\/em> e il loro significato si trova nel libro di canti.<\/p>\n<p>Il quarto senso \u00e8 quello di toccare. Ci appelliamo al senso del tatto di Dio nel conforto che gli procuriamo, i vestiti di prima qualit\u00e0, un tempio gradevole, decorazioni di buon gusto. In India, nei giorni caldi si porta Dio a passeggiare in battello o a volte verso padiglioni al centro della parte riservata del tempio. Come devoti, desideriamo toccare l\u2019oggetto della nostra venerazione. Il toccare d\u00e0 in cambio un\u2019energia di vibrazione. E\u2019 per questo che in India le persone non si danno la mano, ma si salutano giungendo le mani (<em>namaste<\/em>). Toccare i piedi di un\u2019immagine o di una persona adorata come un genitore o un guru, \u00e8 un gesto di rispetto\u00a0 e il desiderio di assorbire l\u2019energia spirituale o le qualit\u00e0 d\u2019immagine della persona. I piedi sono considerati convettori efficaci della natura essenziale. Lo scambio di vibrazioni si apre nei due sensi. Un santo pu\u00f2 trovare doloroso lasciarsi toccare troppo i piedi da gente piena di \u201cpeccati\u201d, perch\u00e9 quel contatto prende troppo da lui. Toccare i piedi esprime anche l\u2019umilt\u00e0; \u00e8 una benedizione raccogliere la polvere dei piedi di una persona onorata e portare quella polvere alla propria fronte.<\/p>\n<p>La vista, il quinto senso, \u00e8 considerata un contatto in cui influenze o energie sono trasmesse. La parola utilizzata in quel processo \u00e8 <em>darshan<\/em>. La divinit\u00e0 o il santo d\u00e0 il suo <em>darshan<\/em> a coloro che vengono in sua presenza in una attitudine di adorazione, per gioire della sua vista. Ci appelliamo al senso della vista di Dio sforzandoci di stare in una cappella pulita e in ordine, decorata in un bel modo.<\/p>\n<p>Per quanto concerne la consuetudine di ricordarsi costantemente della preminenza del Signore, i devoti prendono l\u2019abitudine di pensare prima di tutto a lui. Prima di fare qualsiasi cosa, si inchinano a lui alzandosi il mattino. Lo salutano arrivando all\u2019ashram, andando alla cappella, salutando la sua immagine, rendendo omaggio al suo rappresentante, lo Swami in carica. Ogni regalo che ricevono o quello che comprano per se stessi, glielo offrono prima di utilizzarlo. Il cibo e le bevande sono mentalmente offerte prima di essere consumate.<\/p>\n<p>Lasciando la casa o l\u2019ashram, ci si congeda dal Signore e ci si affida alla sua custodia prima di dormire. Partendo per un viaggio, si domanda l\u2019aiuto alla Madre Divina, ripetendo \u201cDurga, Durga\u201d alla partenza.<\/p>\n<p>Gli ashram vedantici venerano molti santi ed eroi spirituali onorando la loro festa con pi\u00f9 o meno importanza; Natale, il giorno di <em>Kalpataru<\/em> (1 gennaio), l\u2019anniversario di Ramakrishna, Pasqua, la nascita di Krishna sono celebrati pubblicamente a Gretz. Ci sono altri giorni festivi chiamati <em>tithis<\/em><em> puja<\/em>, o guru <em>purnima<\/em> che sono celebrati in privato (ma se lo si desidera si pu\u00f2 assistervi). Le date, che cambiano di anno in anno secondo la posizione della luna, sono fornite ai fedeli. Comprendono le date di anniversari dei discepoli importanti di Ramakrishna, la Durga Puja, la Kali Puja, la Shivaratri, e le date di Ram Nam, mentre la storia della vita di Rama e le sue gesta sono celebrate in musica.<\/p>\n<p>Dopo il Signore viene il guru. Alla Mission Ramakrishna, il tipico guru \u00e8 un <em>sannyasin<\/em> hind\u00f9 appartenente all\u2019ordine e designato dalla casa madre a <em>Belur<\/em><em> Math<\/em>. Ci sono <em>sannyasin<\/em> occidentali nell\u2019ordine di Ramakrishna, ma fino ad ora solo due si sono trovati alla testa di un centro e nessuno \u00e8 stato autorizzato a essere un guru.<\/p>\n<p>Un guru \u00e8 considerato un rappresentante speciale di Dio, capace di condurre altri a Dio. E\u2019 versato nelle scritture hind\u00f9 e i rituali ed \u00e8 una persona di certe abitudini e saggezza pratica. Bench\u00e9 si dice spesso che il guru sia Dio, nessun guru ragionevole prende questo alla lettera. Manifesta qualit\u00e0 divine, fa della sua vita un esempio e passa la maggior parte del tempo ad aiutare gli altri senza voler essere ricompensato. La riserva di spiritualit\u00e0 che ha acquisito negli anni di rinuncia e di maturazione, le pu\u00f2 impartire ai discepoli (<em>chela<\/em>) con il rituale dell\u2019iniziazione (<em>diksha<\/em>) nel quale \u00e8 data una formula o <em>mantra<\/em>, contenente il nome divino. Si trovano tutti quei <em>mantra<\/em> nelle scritture e sono appropriati all\u2019una o all\u2019altra delle divinit\u00e0 di scelta o <em>ishtam<\/em>. Il <em>japa<\/em> e la ripetizione silenziosa del <em>mantra<\/em>, utilizzando spesso un rosario di 108 grani, chiamato <em>mala<\/em>. Il <em>mala<\/em> deve essere mantenuto pulito in un sacchetto speciale o una borsa e durante il suo utilizzo deve rimanere coperto. Ogni mostra esteriore di una piet\u00e0 eccessiva \u00e8 considerata di cattivo gusto.<\/p>\n<p>Vi si pu\u00f2 dire che ciascuno pu\u00f2 scoprire un <em>mantra<\/em> conveniente in un libro santo hind\u00f9 e usarlo senza l&#8217;intervento di un guru. Certo, ci sono ora pubblicazioni popolari che contengono l&#8217;indicazione di una pronuncia corretta della maggioranza dei <em>mantra<\/em> importanti. Ma nel pensiero hind\u00f9, l&#8217;iniziazione di un guru aggiunge qualcosa di molto importante, la trasmissione di un potere spirituale con l&#8217;udito, che aumenta le energie latenti del <em>chela<\/em>.<\/p>\n<p>Swami Vidyatmananda<\/p>\n<p>Come comportarsi in un Ashram\u00a0\u00a0\u00a0 seconda parte<\/p>\n<p>Se il <em>chela<\/em> desidera considerare il <em>guru<\/em> come Dio, questo pu\u00f2 aiutarlo. Come amico, confidente, esempio, confessore, il <em>guru<\/em> \u00e8 di grande aiuto. Ma solo nella misura in cui utilizza il tangibile per condurlo verso l&#8217;intangibile. Una eccessiva identificazione con il <em>guru<\/em> fisico pu\u00f2 condurlo al fanatismo, alla dipendenza, alla gelosia, alla formazione di gruppi o sette. Ogni <em>guru<\/em> che si permette di ricevere un culto \u00e8 un danno per il suo benessere e quello dei suoi <em>chela<\/em>.  Questa demarcazione \u00e8 molto sottile, come permettere l&#8217;identificazione  che aiuta il discepolo senza permettere la glorificazione che pu\u00f2  nuocere a lui e alla organizzazione. Gli <em>Swami<\/em> dell&#8217;ordine di Ramakrishna sono consci di questo problema e le autorit\u00e0 di Belur Math sorvegliano sempre le attivit\u00e0 degli <em>swami<\/em> autorizzati a dare l&#8217;iniziazione.<\/p>\n<p>Naturalmente il <em>chela<\/em> deve essere rispettoso, umile, ubbidiente, volonteroso con il suo <em>guru<\/em>, perch\u00e9 \u00e8 un apprendista e quelle qualit\u00e0 prono la sua mente verso l&#8217;arte di apprendere.<\/p>\n<p>Il comportamento dei devoti implica l&#8217;accettazione di una gerarchia; \u00e8 un&#8217;idea dell&#8217;estensione del rispetto per il <em>guru<\/em>. Il fondatore e capo del movimento, considerato sempre vivo, \u00e8 Ramakrishna che \u00e8 spesso chiamato <em>Thakur<\/em> (Signore), il Maestro o <em>Guru Maharaj<\/em>. Per\u00f2 non in senso esclusivo. Ramakrishna  \u00e8 visto come l&#8217;incarnazione ideale del pensiero della religione  universale e della riconciliazione. I devoti possono prenderlo come  ideale di scelta (<em>istham<\/em>) se lo desiderano, ma non \u00e8 necessario. Ogni concetto di personaggio spirituale pu\u00f2 essere scelto come soggetto di adorazione e in quel caso Ramakrishna pu\u00f2 essere considerato come <em>guru<\/em> che facilita la realizzazione di quell&#8217;aspetto particolare dell&#8217;Unico. Sarada Devi \u00e8 riverita come rappresentante del concetto della Madre (<em>Shakti<\/em>) o principio attivo. Swami Vivekananda \u00e8 riverito come colui che ha reso popolare la rivelazione di Ramakrishna, la dottrina insegnata dai <em>sannyasin<\/em> del movimento.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire che il Vedanta d\u00e0 la base razionale di comprensione in un certo limite di Dio e che Ramakrishna ha rivificato i metodi pratici della realizzazione del Divino. Vivekananda combin\u00f2 quegli elementi in modo attraente e diede agli uomini un corso pratico da seguire, adatto alle differenze individuali.<\/p>\n<p>E&#8217; quello che si intende per Vedanta di Ramakrishna.  L&#8217;effigie dell&#8217;ordine rappresenta il Vedanta in forma grafica. Mostra  un loto su di un lago, illuminato dal sole levante e circondato da un  cobra. Sulle onde un cigno bianco. Sopra una frase in sanscrito scritta  da Vivekananda: \u201cChe ci illumini.\u201d E&#8217; un ideogramma potente per l&#8217;equilibrio armonioso e lo sviluppo dell&#8217;aspirante religioso. L&#8217;acqua simboleggia il <em>karma yoga<\/em>, per un progresso spirituale per un lavoro disinteressato, il loto il <em>bakti<\/em><em> yoga<\/em> per lo sviluppo dell&#8217;amore divino, il sole levante <em>l&#8217;jnana yoga<\/em>, la pratica della discriminazione e della conoscenza. Tutti sono legati insieme dal <em>raja<\/em><em> yoga<\/em>,  la concentrazione e la meditazione che risveglia il serpente della  spiritualit\u00e0; il cigno al centro simboleggia l&#8217;aspirante potenziale  all&#8217;Anima Suprema.\u00a0 Supportato da quei mezzi,  l&#8217;uomo ideale deve emergere, sereno nella felicit\u00e0, perfezionato nella  bellezza del proprio S\u00e9. La frase dice lo scopo ultimo di Vivekananda che tutti\u00a0 i devoti devono perseguire e al quale conduce il lavoro, il culto, gli sforzi e le lotte: \u201cpossa illuminarci tutti\u201d.<\/p>\n<p>Il rappresentante di Ramakrishna sulla terra \u00e8 il Presidente dell&#8217;Ordine di Ramakrishna, eletto da un comitato di anziani <em>swami<\/em>, a loro volta democraticamente eletti dai <em>sannyasin<\/em> dell&#8217;Ordine. In India solo il Presidente e il Vicepresidente hanno il potere di iniziare. C&#8217;\u00e8 un Segretario generale e diversi altri funzionari. Ma la gerarchia opera per rango di anzianit\u00e0  d&#8217;anzianit\u00e0 nell&#8217;Ordine cio\u00e8 seguendo la data di entrata nell&#8217;Ordine.  Cos\u00ec \u00e8 possibile che un funzionario sia da rispettare come un superiore,  uno <em>swami<\/em> non funzionario che sia entrato nell&#8217;Ordine prima di lui.<\/p>\n<p>Un parola sul rispetto. Al momento la giovinezza \u00e8 glorificata\u00a0 per l&#8217;aspetto fisico e il suo fascino. Ma sono qualit\u00e0 che non si acquistano  e sono un dono della natura ignorante. I devoti che vogliono progredire  lottano contro la natura e si rendono conto, dopo un certo tempo,\u00a0 come  sia lenta e difficile la purificazione. Vedono che \u00e8 necessario un  lungo lavoro per svilupparla e cominciano a rispettare quelli che la  possiedono. E&#8217; caratteristico che le civilizzazioni orientali abbiano valorizzato gli anziani e i saggi. Il rispetto della grandezza spirituale \u00e8 inculcato nel devoto vedantico e succede mano a mano che l&#8217;ego diminuisce.<\/p>\n<p>Uno <em>swami<\/em> \u00e8 un essere che ha fatto voto di rinuncia, il <em>sannyas<\/em>. Questo \u00e8 dato una volta all&#8217;anno a Belur Man, abitualmente il giorno dell&#8217;anniversario di <em>Thakur<\/em>. I candidati seguono nove o dieci anni di noviziato. Il <em>sannyas<\/em> permette a un essere di essere chiamato <em>swami<\/em> o <em>sannyasin<\/em> e di portare l&#8217;abito di color ocra. Nell&#8217;organizzazione per le donne, Sri Sarada Math, il termine equivalente \u00e8 <em>pravajika<\/em><em>, sannyasini<\/em>. Si raggiunge il <em>sannyas<\/em> dopo essere stati <em>brahmachari<\/em>. Questo stato \u00e8 conferito con una cerimonia ora permessa in occidente (America) come a Belur Math. Questo dopo cinque o sei anni di noviziato. Un <em>brahmachari<\/em> veste di bianco.<\/p>\n<p>La parola monaco \u00e8 riservata a coloro che hanno preso il <em>sannyas<\/em> e quello di <em>brahmachari<\/em> a tutti i novizi che abbiano preso o no il <em>brahmacharya<\/em> formale. La parola <em>sadhu<\/em> \u00e8 un termine generale applicato spesso ai monaci nel loro insieme. Ci si pu\u00f2 indirizzare a un <em>sadhu<\/em> in quanto <em>Maharaj<\/em>. Un <em>Sadhak<\/em> \u00e8 un aspirante e i discepoli spirituali che seguono un <em>sadhak<\/em> si chiamano <em>sadhana<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;ordine di Ramakrishna \u00e8 un&#8217;organizzazione di uomini.  Nei centri vi \u00e8 una mescolanza dei due sessi. Questo si deve svolgere  correttamente. La modestia nel comportamento e nel vestire sono  importanti.<\/p>\n<p>Un <em>ashram<\/em> \u00e8 mantenuto come un ritiro dal mondo, un luogo del mondo non mondano, per quelli che desiderano allontanarsi dal <em>samsara<\/em>. Dunque \u00e8 importante che quelli che vengono aggiustino il loro comportamento in modo da non portare il mondo con loro.<\/p>\n<p>Gli  adepti devono aderire alle pratiche che conducono alla liberazione. Il  parco non deve essere considerato come un camping o una spiaggia. I  rapporti con le persone devono farsi su una base relativamente formale.  Gli incontri si fanno nella parte pubblica della casa, non nel parco o  nelle camere. E&#8217; sconsigliato portare animali, perch\u00e9 portano  un&#8217;atmosfera frivola e distratta e possono essere fonte di difficolt\u00e0,  variando tra gli individui i sentimenti verso di loro. Tra i fedeli deve  esistere purezza nei rapporti, accettazione delle debolezze degli  altri, evitare gli scandali, interiorizzare la parola e l&#8217;azione, una  meditazione regolare, nessuna richiesta da fare.<\/p>\n<p>Una  delle abitudini pi\u00f9 dannose \u00e8 chiacchierare sull&#8217;elevazione spirituale  di un altro o rivelare la vostra. Chi non ha queste qualit\u00e0 disturba la  comunit\u00e0 e ritarda la propria realizzazione.<\/p>\n<p>Mangiare \u00e8 una parte importante nella vita ind\u00f9 ed \u00e8\u00a0 significativa nella vita dell&#8217;<em>ashram<\/em>. La preghiera che precede il pasto, il ventiquattreesimo versetto del quarto capitolo della <em>Bhagavad<\/em><em> Gita<\/em>, dice che il nutrirsi \u00e8 un atto spirituale. Nei centri si \u00e8 creata un&#8217;etichetta che incorpora idee orientali e occidentali.<\/p>\n<p>L&#8217;etichetta  del nutrimento \u00e8 basata su idee gi\u00e0 ricordate: il contatto con la  lingua \u00e8 sporco e nessuno deve portare le proprie vibrazioni agli altri;  il cibo trasmette molto le vibrazioni.<\/p>\n<p>In  India i commensali si siedono e sono serviti da qualcuno che manger\u00e0  pi\u00f9 tardi. Non ci si passano i piatti di un convitato uno con l&#8217;altro e  non ci si serve da soli. Le persone mangiano con le dita e non avendo  tovaglioli, si leccano le dita spesso( \u00a0ben inteso, le mani sono lavate). In occidente ci si passano i piatti e ciascuno si serve. Cos\u00ec la situazione \u00e8 molto diversa e tutti i contatti  tra mani e bocca o leccarsi le dita non \u00e8 auspicabile. Ridere o  scherzare, parlare forte a tavola sono da evitare, per il rischio di  mandare materia estranea nel piatto del vicino o nei piatti di servizio.<\/p>\n<p>A tavola, servendosi si far\u00e0 cadere il cibo nel piatto, evitando di toccare il piatto  con il tovagliolo. Non si user\u00e0 il cucchiaio o la forchetta che si \u00e8  messa in bocca per prendere nel proprio piatto il cibo che viene passato.<\/p>\n<p>L&#8217;abitudine  occidentale di appoggiarsi o sedersi sulle tavole tra i pasti non \u00e8  accettata, perch\u00e9 non \u00e8 delicato posare la parte inferiore del corpo  sulla tavola dove si prendono i pasti.<\/p>\n<p>Ci si domanda a volte: il Movimento Ramakrishna \u00e8 una setta e come gli <em>swami<\/em> che dirigono il centro sono diversi dai personaggi che hanno una cattiva reputazione?<\/p>\n<p>Questo sembra implicare che una setta \u00e8 qualcosa di cattivo. Ma  non necessariamente. Il dizionario definisce una setta come un insieme  di persone che formano un gruppo distinto, unito da credenze e da  interessi comuni. E la parola culto usata a volte per designare una  devozione verso una persona o un ideale pu\u00f2 anche riferirsi a  un sistema o una comunit\u00e0 culturale religiosa i cui motivi sono degni.  Non \u00e8 denigrare dire che la Cristianit\u00e0 ha iniziato come setta  e, quando si separ\u00f2 dal Cattolicesimo, il Movimento Luterano fu  considerato una setta. Nel medioevo l&#8217;immensa devozione alla Madre di  Cristo fu designato come culto della Vergine Maria.<\/p>\n<p>Ogni organizzazione umana pu\u00f2 fare una cattiva strada cio\u00e8 provocare una regressione tra gli aderenti invece di elevarli. E  quando questo si produce in una setta, o un capo stabilisce un culto  per il suo interesse o la sua glorificazione, allora la parola setta o  culto \u00e8 utilizzato in un senso denigratorio che \u00e8 appropriato.<\/p>\n<p>Ma  sette o capi cattivi possono a volte fare del bene ai loro addetti, per  esempio quando giovani drogati o delinquenti sono aiutati a purificarsi  e a trovare un ideale nella vita.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo del Vedanta \u00e8 la liberazione spirituale dei suoi aderenti. L&#8217;organizzazione non \u00e8 che un tutore e lo <em>swami<\/em> in carica il giardiniere utile quando la pianta \u00e8 piccola. Swami Vivekananda diceva: \u201cE&#8217; bene nascere in una chiesa, ma non restarci\u201d. Il programma del centro vedantico parla di dogmi e templi come dettagli secondari, essendo il nostro obiettivo manifestare il divino in noi.<\/p>\n<p>Il Vedanta di Ramakrishna \u00e8 dunque una nuova chiesa? Si e no. Al di fuori dell&#8217;iniziazione, gli <em>swami<\/em> non fanno alcun altro rito come battezzare, fare matrimoni, estrema  unzione o sepoltura. Non considerano l&#8217;Ordine o essi stessi come addetti  alla salvezza. E certamente non \u00e8  un&#8217;organizzazione con un potere temporale, i membri monastici non si  occupano di politica in nessun modo. Ciascuno \u00e8 libero di entrare o  lasciare il centro in ogni momento. Ma il centro vedantico  pu\u00f2 essere considerato come una chiesa, nel senso che fornisce un luogo  dove le persone possono radunarsi per operare per la loro salvezza in presenza di un capo e altre persone alla stessa ricerca.<\/p>\n<p>A Gretz e in certi altri centri ci sono facilitazioni: i capi famiglia possono vivere in stretto contatto coi monaci in ritiri spirituali, che assomigliano alle comunit\u00e0 Esseniane del tempo di Ges\u00f9 e alle comunit\u00e0 pure dell&#8217;inizio del Cristianesimo. Questo implica il suggerimento di Ramakrishna,  che i capi famiglia dovrebbero qualche volta assentarsi dagli obblighi  familiari per passare qualche giorno in santa compagnia.<\/p>\n<p>I\u00a0 discepoli capi famiglia sono chiamati <em>sadhaka<\/em> laici. Hanno un posto onorevole nel movimento. Non figurano nella  gerarchia, ma la sostengono e ne ricevono un profitto spirituale. I  centri, i templi e gli <em>ashram<\/em> sono il risultato fisico della cooperazione tra monaci e laici. Il  ministero spirituale e la direzione quotidiana sono fatti per gli <em>swami<\/em> in carica attraverso gli aiuti monastici e quelli dei laici.<\/p>\n<p>Gli addetti laici hanno un certo lavoro da fare attorno al tempio. I monaci\u00a0 hanno  la loro vita quotidiana assicurata, servendo gli addetti laici, e i  fedeli acquistano un&#8217;affiliazione religiosa aiutando i monaci con il  loro dono e il loro lavoro. Perci\u00f2 \u00e8 uno scambio equo nel quale non ci sono n\u00e9 perdenti n\u00e9 avvantaggiati, n\u00e9 superiori n\u00e9 inferiori. Gli <em>swami<\/em> a volte fanno un lavoro secolare a dimostrazione di questo.<\/p>\n<p>Formulando le regole monastiche che vigono da centinaia di anni,  san Benedetto parla dell&#8217;equipaggiamento quotidiano, di utensili e  forniture, preziosi come i vasi santi esposti sull&#8217;altare, che si  utilizzano e di cui bisogna avere cura con uguale rispetto. Gli abitanti  degli <em>Ashram<\/em> seguono questa regola e l&#8217;estendono anche agli edifici e alle propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Sant&#8217;Agostino visualizz\u00f2 la Chiesa come una citt\u00e0 terrestre di Dio, in cui i Cristiani vivevano insieme in armonia, preparando\u00a0 il loro trasferimento in cielo. Noi abbiamo un&#8217;idea simile nel centro. E&#8217; una comunit\u00e0 di gente virtuosa.\u00a0 Ramakrishna diceva che i suoi devoti formavano una nuova casta o una casta a parte, cio\u00e8 che i membri della Mission Ramakrishna  erano una fraternit\u00e0 per il fatto della loro adesione al proprio  ideale. Il nostro movimento non vive nella speranza di giungere al cielo  nel senso cristiano della parola, ma per la trasformazione di s\u00e9 che  porta alla perfezione in questa stessa vita. Il Vedanta insegna come  realizzarlo; il centro dovrebbe essere considerato un ambiente  spirituale dove tutto deve condurre a quel fine.<\/p>\n<p>La vita in un <em>Ashram<\/em> \u00e8 un&#8217;esperienza nell&#8217;arte di sviluppare la via e la chiarezza. Bench\u00e9  possano essere codificati altri costumi, come ho cercato di chiarire,\u00a0 il reale successo per vivere in un <em>ashram<\/em> si ottiene naturalmente con l&#8217;interiorizzazione. Il carattere si  affina, ci si rende conto che le regole che portano al successo nel  mondo non servono in un <em>ashram<\/em>. E&#8217; una specie di comunit\u00e0 del tutto differente con diversi obbiettivi e diversi  modi di perseguirli. In generale n\u00e9 il guru n\u00e9 nessun altro ve lo dir\u00e0.  Vi occorrer\u00e0 impararlo, sentirlo con l&#8217;intuito, facendo semplicemente  delle sciocchezze, sviluppando la modestia, il silenzio, il rispetto.  Riassumendo, <em>sattva<\/em>, pi\u00f9 <em>sattva<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rivista V\u00e9danta n. 133 \u2013 Centre V\u00e9dantique Ramakrishna (Traduzione a cura della dr.ssa Luciana Scalabrini) All\u2019inizio del lavoro vedantico in Inghilterra e in America, gli Swami facevano attenzione a non insistere con gli occidentali a imporre i costumi sociali e religiosi dell\u2019India. Non avevano l\u2019intenzione di induizzare nessuno. 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