{"id":241,"date":"2010-09-12T18:00:35","date_gmt":"2010-09-12T18:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=241"},"modified":"2016-04-03T23:06:33","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:33","slug":"il-sermone-dei-poveri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/il-sermone-dei-poveri\/","title":{"rendered":"Il Sermone dei poveri"},"content":{"rendered":"<p>Il sermone dei poveri, tradotto qui da Eric Baret, \u00e8 ritenuto \u201cil pi\u00f9 ardito di tutti quelli che ci furono trasmessi da Meister Eckart, mistico domenicano del 13^ secolo.<\/p>\n<p>Tuttavia non sembra che \u201cle proposizioni audaci e paradossali contenute in questo sermone 52 siano state ricordate dagli inquisitori di Colonia per essere inviate al tribunale di Avignone, che obbligher\u00e0 il domenicano a sconfessare 26 articoli contenuti nei suoi scritti o insegnati nelle scuole o nei sermoni. Poco dopo i termine di un lungo processo Meister Eckart morir\u00e0, lasciando una profonda opera, che sar\u00e0 ammirata da menti cos\u00ec diverse come Baader, Hegel, Schopenhauer o Heidegger.<\/p>\n<p>Il suo pensiero fu, pi\u00f9 recentemente, avvicinato all\u2019Advaita Vedanta come la testimonianza di un approccio non \u2013 duale di un cristianesimo autentico.<\/p>\n<p>Dalla bocca della saggezza la felicit\u00e0 annunci\u00f2: \u201cBeati i poveri di spirito perch\u00e9 a loro appartiene il regno dei cieli\u201d. Gli angeli, i santi, tutto ci\u00f2 che nacque deve essere silenzio quando parla l\u2019eterna saggezza del Padre, perch\u00e9 tutta la saggezza degli angeli e di tutte le creature non \u00e8 che puro niente di fronte all\u2019insondabile saggezza di Dio. Questa saggezza ha detto: \u201cBeati sono i poveri\u201d.<\/p>\n<p>Ora, ci sono due generi di povert\u00e0. La povert\u00e0 esteriore, buona e molto lodevole quando l\u2019uomo la vive volontariamente per amore di nostro signore Ges\u00f9 Cristo, come lui stesso l\u2019ha vissuta sulla terra. Ma, secondo la parola di nostro Signore, \u00e8 un\u2019altra povert\u00e0, una povert\u00e0 interiore; poich\u00e9 dice: \u201cBeati sono i poveri di spirito\u201d. Siate, vi prego, questi poveri, per comprendere questo discorso, perch\u00e9 ve lo dico in nome della verit\u00e0 eterna, se non diventate simili a questa verit\u00e0, non potrete comprendermi. Alcuni mi hanno interrogato sulla vera povert\u00e0 e su ci\u00f2 che bisogna intendere come uomo povero. Gli rispondo subito.<\/p>\n<p>Il vescovo Albert dce: \u201cE\u2019 un uomo povero colui che non pu\u00f2 accontentarsi di tutte le cose che Dio ha creato\u201d e questo \u00e8 detto bene. Ma noi andiamo ancora pi\u00f9 lontano e mettiamo la povert\u00e0 a un livello molto pi\u00f9 elevato. E\u2019 un uomo povero colui che non vuole niente, non sa niente e non possiede niente.<\/p>\n<p>Voglio parlarvi di questi tre punti e vi prego, per amor di Dio, di provare a comprendere questa verit\u00e0, se vi \u00e8 possibile. Ma, se non la comprendete, non siate turbati, perch\u00e9 parler\u00f2 di un aspetto della verit\u00e0 che molto pochi, anche profondi, sono in grado di capire.<\/p>\n<p>a) Diremo anzitutto che un uomo povero \u00e8 quello che non vuole niente. Molti non comprendono davvero questo significato. Sono quelli che si danno a penitenze e pratiche esteriori, performance che ritengono importanti, mentre non fanno che autoglorificarsi.<\/p>\n<p>Che Dio abbia piet\u00e0 di conoscere cos\u00ec poco la volont\u00e0 divina! Sono ritenuti santi, per le loro apparenze esteriori, ma dentro sono asini che non distinguono il vero senso della divina verit\u00e0.<\/p>\n<p>Queste persone dicono che povero \u00e8 colui che non vuole niente, ma secondo l\u2019interpretazione che danno a queste parole, l\u2019uomo dovrebbe vivere sforzandosi di non avere volont\u00e0 propria e tendere a compiere la volont\u00e0 di Dio. Sono persone ben intenzionate e siamo pronti a lodarle. Dio nella sua misericordia accorder\u00e0 loro senza dubbio il regno dei cieli, ma, dico io, per la verit\u00e0 divina, queste persone non sono nemmeno da lontano dei veri poveri. Passano per eminenti agli occhi di quelli che non conoscono niente di meglio, sono asini che non capiscono niente della volont\u00e0 divina. Le loro buone intenzioni varranno loro il regno dei Cieli, ma di questa povert\u00e0 di cui vogliamo ora parlare, non sanno niente.<\/p>\n<p>Se mi si domandasse cosa s\u2019intende per un uomo povero che non vuole niente, risponderei: fino a che un uomo vuol qualcosa, anche se \u00e8 di compiere tutta la volont\u00e0 di Dio, non ha la povert\u00e0 di cui vogliamo parlare. Quest\u2019uomo ha ancora una volont\u00e0: compiere quella di Dio, non ha la povert\u00e0 di cui vogliamo parlare. Quest\u2019uomo ha ancora una volont\u00e0: compiere quella di Do, e questa non \u00e8 la vera povert\u00e0. Infatti la vera povert\u00e0 \u00e8 libera d ogni volont\u00e0 personale e, per viverla, l\u2019uomo deve sentirsi come era quando non c\u2019era. Ve lo dico, per l\u2019eterna verit\u00e0: fino a che avete la sete di compiere la volont\u00e0 di Dio, e il desiderio dell\u2019eternit\u00e0 di Dio, non siete veramente poveri, perch\u00e9 solo \u00e8 vero povero colui che non vuole niente e non desidera niente.<\/p>\n<p>Quando ero nella mia propria causa, non avevo Dio ed ero causa di me stesso, allora non volevo niente, non desideravo niente. L\u00e0 io volevo me stesso e non volevo niente altro, perch\u00e9 ci\u00f2 che volevo, io lo ero e ci\u00f2 che ero io, io lo volevo. Ero libero da Dio e da ogni cosa.<\/p>\n<p>Ma quando per mia libera volont\u00e0 assunsi la mia natura creata, allora Dio \u00e8 apparso, perch\u00e9 prima che le creature fossero, Dio non era Dio, era quello che era. Ma quando furono le creature, Dio non \u00e8 pi\u00f9 stato Dio in se stesso, ma Dio delle creature. Ora diciamo che Dio, come quel Dio l\u00e0, non \u00e8 il compimento supremo della creatura, perch\u00e9 essendo essa in Dio, la pi\u00f9 piccola creatura ha la stessa ricchezza di lui. Se accadesse che una mosca avesse l\u2019intelligenza e potesse capire l\u2019eterno da cui viene, diciamo che Dio, con tutto quello che \u00e8, in quanto Dio, non potrebbe soddisfare questa mosca.<\/p>\n<p>Per questo preghiamo Do di essere liberi da Dio e di essere presi da questa verit\u00e0 e di gioirne eternamente, dove gli angeli pi\u00f9 elevati, la mosca e l\u2019anima sono Uno, l\u00e0 dov\u2019ero, dove volevo ci\u00f2 che ero ed ero ci\u00f2 che volevo. Diciamo dunque che l\u2019uomo dev\u2019essere cos\u00ec povero in volont\u00e0 come quando non era. E\u2019 cos\u00ec che, essendo libero da ogni volere, quest\u2019uomo \u00e8 veramente povero.<\/p>\n<p>b) Povero in secondo luogo \u00e8 colui che non sa niente. Abbiamo spesso detto che l\u2019uomo dovrebbe vivere come se non vivesse n\u00e9 per lui stesso, n\u00e9 per la verit\u00e0, n\u00e9 per Dio.<\/p>\n<p>Andiamo ancor pi\u00f9 lontano, dicendo che l\u2019uomo deve vivere in tal modo da non sapere in nessun modo che non vive n\u00e9 per se stesso, n\u00e9 per la verit\u00e0 n\u00e9 per Dio. Molto di pi\u00f9, deve essere a tal punto libero da ogni sapere, da non sapere n\u00e9 da sentire che Dio vive in lui. Meglio ancora, dev\u2019 essere totalmente distaccato da ogni conoscenza che potrebbe ancora sorgere in lui. Quando l\u2019uomo si riteneva ancora l\u2019essere eterno di Dio, non viveva nient\u2019altro in lui che lui stesso. Diciamo quindi che l\u2019uomo dev\u2019 essere libero da tutto il suo sapere, che sia come era quando egli non era e che lasci operare Dio secondo il suo volere, restandone libero. Tutto ci\u00f2 che discende da Dio ha per fine una pura attivit\u00e0. Ma l\u2019attivit\u00e0 propria dell\u2019uomo \u00e8 amare e conoscere. Ora si pone la domanda di sapere in cosa consista essenzialmente la beatitudine.<\/p>\n<p>Alcuni maestri dicono che \u00e8 nella conoscenza, altri nell\u2019amore. Altri ancora che \u00e8 nella conoscenza e nell\u2019amore. Questi ultimi parlano gi\u00e0 meglio. Quanto a noi, diciamo che non \u00e8 n\u00e9 nella conoscenza n\u00e9 nell\u2019amore. C\u2019\u00e8 nell\u2019anima qualcosa da cui derivano la conoscenza e l\u2019amore. Questa profondit\u00e0 non conosce n\u00e9 ama come le altre potenze dell\u2019anima. Colui che conosce questo, conosce la beatitudine. Questo non ha n\u00e9 prima n\u00e9 dopo, \u00e8 senza finalit\u00e0, \u00e8 inaccessibile al guadagno come alla perdita. Questa essenza \u00e8 libera da ogni sapere che Dio agisce in lei, ma gioisce essa stessa, per se stessa come lo fa Dio. Diciamo dunque che l\u2019uomo deve tenersi sciolto e libero da Dio, senza nessuna conoscenza n\u00e9 esperienza che Dio agisce in lui ed \u00e8 solo cos\u00ec che la vera povert\u00e0 pu\u00f2 splendere nell\u2019uomo. Dio non \u00e8 n\u00e9 essere n\u00e9 essere ragionevole, e non conosce n\u00e9 questo n\u00e9 quello. Dio \u00e8 libero da ogni cosa ed \u00e8 per questo che \u00e8 l\u2019essenza di ogni cosa.<\/p>\n<p>Il vero povero di spirito deve essere povero di tutto il suo sapere, in modo da non sapere assolutamente niente di nessuna cosa, n\u00e9 di Dio, n\u00e9 della creatura, n\u00e9 di se stesso.<\/p>\n<p>Libero da ogni desiderio di conoscere le opere di Dio, solo in questo modo l\u2019uomo pu\u00f2 essere povero del suo sapere.<\/p>\n<p>c) In terzo luogo, \u00e8 povero l\u2019uomo che non possiede niente. Numerosi sono quelli che hanno detto che la perfezione era nel fatto di non possedere niente di materiale, e questo \u00e8 vero in un senso, ma io lo intendo in altro modo.<\/p>\n<p>Abbiamo detto precedentemente che un uomo povero non cerca nemmeno di compiere la volont\u00e0 di Dio, ma che vive libero dalla sua propria volont\u00e0 e da quella di Dio, come era quando non era. Questa povert\u00e0 \u00e8 la pi\u00f9 alta. Abbiamo detto in secondo luogo che l\u2019uomo povero non sa niente dell\u2019attivit\u00e0 di Dio in lui. Libero dal sapere e dalla conoscenza, come Dio \u00e8 libero da ogni cosa, questa \u00e8 la povert\u00e0 pi\u00f9 pura. Ma la vera povert\u00e0 di cui vogliamo parlare ora, \u00e8 la pi\u00f9 intima e la pi\u00f9 profonda, quella dell\u2019uomo che non ha niente.<\/p>\n<p>Ascoltate bene! Abbiamo detto spesso e l\u2019hanno detto anche i grandi maestri, che l\u2019uomo deve essere staccato da ogni cosa, da ogni opera, esteriore o interiore, tanto da essere lo stesso luogo dove Dio si trova e possa operare. Ma ora, andiamo aldil\u00e0. Se l\u2019uomo \u00e8 libero da ogni cosa, da lui stesso e anche da Dio, ma se egli rimane un luogo dove Dio possa agire, finch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec, l\u2019uomo non \u00e8 ancora povero della povert\u00e0 pi\u00f9 essenziale. Dio non tende verso un luogo nell\u2019uomo dove possa operare.<\/p>\n<p>La vera povert\u00e0 di spirito \u00e8 che l\u2019uomo dev\u2019 essere tanto libero da Dio e dalle sue opere che, volendo Dio agire nell\u2019anima, dovrebbe essere lui stesso il luogo delle sue operazioni. In questa povert\u00e0, l\u2019uomo ritrova l\u2019essere eterno che \u00e8 stato, che \u00e8 ora e che sar\u00e0 per tutta l\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<p>San Paolo dice: \u201cTutto ci\u00f2 che sono, lo sono per la grazia di Dio\u201d. Ora, il nostro discorso sembra trascendere la grazia, l\u2019essere, la conoscenza, la volont\u00e0 e ogni desiderio. Come comprendere allora le parole di San Paolo? Si risponder\u00e0 che la parola di San Paolo \u00e8 vera. Bisognava che fosse abitato dalla grazia; fu lei che oper\u00f2 perch\u00e9 ci\u00f2 fosse potenziale diventasse attuale. Quando la grazia fin\u00ec, Paolo fu quello che era. Diciamo dunque che l\u2019uomo deve essere cos\u00ec povero che non sia n\u00e9 possieda in lui alcun luogo dove Dio possa operare. Finch\u00e9 conserva una localizzazione qualunque, conserva una distinzione. Per questo prego Dio d\u2019essere libero da Dio, perch\u00e9 il mio essere essenziale \u00e8 al di l\u00e0 della differenziazione; l\u00e0, io ero me, io sono causa di me stesso secondo la mia essenza che \u00e8 eterna e non secondo il mio divenire che \u00e8 temporale.<\/p>\n<p>Per questo io sono non-nato e sono al di l\u00e0 della morte. Secondo il mio essere non-nato, sono stato eternamente, sono ora e sar\u00f2 in eterno.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che sono secondo la mia nascita morir\u00e0 e si annienter\u00e0 nel suo aspetto temporale. Ma nella mia nascita eterna, tutte le cose nascono e io sono causa di me stesso e di ogni cosa. Se l\u2019avessi voluto, n\u00e9 me stesso n\u00e9 alcuna cosa ci sarebbe, se io non fossi, nemmeno Dio ci sarebbe.<\/p>\n<p>Che Dio sia Dio, io ne sono la causa; se io non fossi, Dio non sarebbe. Ma non \u00e8 necessario comprendere questo.<\/p>\n<p>Un grande maestro ha detto che la sua percezione \u00e8 pi\u00f9 nobile della sua manifestazione e questo \u00e8 vero. Quando emanai da Dio, tutte le cose dissero: Dio \u00e8. Ma questo non pu\u00f2 soddisfarmi del tutto , perch\u00e9 cos\u00ec io mi riconoscerei creatura; al contrario, nella percezione, sono liberato dalla mia propria volont\u00e0, da quella di Dio e da tutte le sue espressioni dello stesso Dio. Sono al di l\u00e0 di tutte le creature e non sono n\u00e9 creatura n\u00e9 Dio. Io sono molto di pi\u00f9, sono ci\u00f2 che ero, ci\u00f2 che sono ora e per sempre. Sono preso da un\u2019ascesa che mi porta al di l\u00e0 di tutti gli angeli. In questa ascesa ricevo una tale ricchezza che Dio non pu\u00f2 bastarmi secondo tutto ci\u00f2 che \u00e8 come Dio e tutte le creature divine. Infatti, l\u2019evidenza che ricevo in questa percezione \u00e8 che Dio e me siamo uno. L\u00e0 io sono ci\u00f2 che ero. Non cresco n\u00e9 diminuisco, essendo la causa immobile che fa muovere ogni cosa. Allora Dio non trova pi\u00f9 posto nell\u2019uomo. L\u2019uomo in questa povert\u00e0 ritrova ci\u00f2 che \u00e8 stato eternamente e che sar\u00e0 per sempre.<\/p>\n<p>Qui Dio e lo spirito sono uno ed \u00e8 l\u00ec la povert\u00e0 pi\u00f9 essenziale che si possa contemplare. Che colui che non comprende questo discorso, resti libero nel suo cuore, perch\u00e9, fino a quando l\u2019uomo non assomiglia a questa verit\u00e0, non pu\u00f2 comprenderla, perch\u00e9 \u00e8 una verit\u00e0 immediata e senza veli, fiorisce direttamente dal Cuore di Dio. Che Dio ci venga in aiuto per viverla eternamente. Amen.<\/p>\n<p>&#8211; Traduzione di Luciana Scalabrini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sermone dei poveri, tradotto qui da Eric Baret, \u00e8 ritenuto \u201cil pi\u00f9 ardito di tutti quelli che ci furono trasmessi da Meister Eckart, mistico domenicano del 13^ secolo. 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