{"id":2429,"date":"2011-09-18T08:26:06","date_gmt":"2011-09-18T08:26:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2429"},"modified":"2016-04-03T23:03:17","modified_gmt":"2016-04-03T23:03:17","slug":"la-danza-uno-stato-dessere-di-carolyn-carlson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/la-danza-uno-stato-dessere-di-carolyn-carlson\/","title":{"rendered":"La danza, uno stato d\u2019essere di Carolyn Carlson"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Maurizio Redegoso<\/p>\n<p>3\u00e9 Mill\u00e9naire \u2013 Vedere uno spettacolo \u00e8 sorprendente in quanto vi \u00e8 un vero linguaggio che tocca lo spettatore nelle zone che lui stesso frequenta poco. Da dove arriva la forza della danza?<br \/>\nTraduzione<br \/>\nC. C. \u2013 In tutti questi anni in cui ho ballato, ho visto che la danza rende alle persone una memoria, che \u00e8 la loro memoria. La danza apre l\u2019immaginario. La gente pu\u00f2 allora nuovamente sognare. Dopo uno spettacolo, non ci sono due persone che hanno avuto la stessa impressione. Ognuno esce con la propria percezione. E\u2019 in questo che la danza \u00e8 straordinaria. Lascia uno spazio aperto nel quale la gente pu\u00f2 partecipare, almeno nel mio lavoro. Sono pi\u00f9 interessata alle percezioni che dalle emozioni in quanto percepire \u00e8 pi\u00f9 profondo delle emozioni. La mia danza \u00e8 una poesia visiva, senza una storia da raccontare ma con delle impressioni da offrire, delle nuove percezioni.<br \/>\nIl sipario si apre, lo spettacolo ha luogo poi il sipario si chiude. Ma l\u2019impatto pu\u00f2 essere talvolta cos\u00ec forte che qualche spettatore avr\u00e0 voglia di imparare a ballare, e qualcun altro vorr\u00e0 cambiare vita! Eppure la danza \u00e8 effimera. Il lato effimero della danza \u00e8 anche molto legato alla presenza del maestro di danza. Quando egli scompare, resta ci\u00f2 che ha apportato sul piano tecnico, ma la sua compagnia deve sopravvivergli? Per esempio, Merce Cunningham voleva che la sua compagnia si dissolvesse nei due anni successivi alla sua morte. Questo mi parve interessante come attitudine. E\u2019 la bellezza della danza contemporanea.<\/p>\n<p>3\u00e9 Mill\u00e9naire &#8211; Se lo spettatore \u00e8 toccato in modo diretto da questo linguaggio del corpo, questo deriva da uno stato d\u2019essere nel quale i ballerini si trovano in scena?<\/p>\n<p>C.C. &#8211; Si, la danza \u00e8 uno stato d\u2019essere. Ma ogni artista non \u00e8 necessariamente ad un livello d\u2019interpretazione che permette di trasmettere un brivido poetico, e questo dipende anche dalla coreografia. Come fa un artista a trovare questa luce? E\u2019 nato con questo carisma? Questo pu\u00f2 arrivare con i lavoro? E\u2019 difficile rispondere a queste domande in quanto questo dipende da ognuno.<br \/>\nPrima di salire sul palco, ci prepariamo interiormente. Con la mia compagnia, formiamo lungamente un cerchio e ci teniamo per mano. In questo modo, troviamo l\u2019energia del gruppo. Non sappiamo come viene, ma si forma un\u2019unit\u00e0 fra noi che ci permetter\u00e0 di comunicare qualcosa  di profondo agli spettatori. Abbiamo una responsabilit\u00e0 di fronte a loro, e le persone che lavorano con me condividono tutta questa coscienza. L\u2019ego non \u00e8 messo davanti ala nostra compagnia, non sale sul palco. La forma danzata \u00e8 riempita dall\u2019umilt\u00e0.<\/p>\n<p>3\u00e9 Mill\u00e9naire \u2013 Lavorare cos\u00ec, \u00e8 dimenticare?<\/p>\n<p>C.C.- Ci dimentichiamo di noi, ma rimanendo molto presenti in quanto siamo con l\u2019universo. Ne Film \u201cBilly Elliot\u201d, si chiede a Billy perch\u00e9 ama ballare, ed ha questa bella risposta: \u201cperch\u00e9 scompaio\u201d. I ballerini cercano di fondersi nell\u2019energia cosmica. Ballare \u00e8 come una meditazione. Si \u00e8 totalmente presenti ad ogni secondo. Il tempo non esiste pi\u00f9. Nell\u2019istante in cui voi uscite da questa presenza, non funziona pi\u00f9 niente. Veramente, la danza \u00e8 una meditazione\u2026 non pensiamo a ci\u00f2 che andremo a fare pi\u00f9 tardi, agli orari del bus o non so che cosa, la giornata scorre senza che la vediamo passare perch\u00e9 restiamo in questa presenza. Il mio lavoro \u00e8 un cammino mistico, spirituale.<\/p>\n<p>3\u00e9 Mill\u00e9naire \u2013 Siete stata iniziata alla danza, le hanno trasmesso un mezzo d\u2019espressione. Oggi, siete voi che trasmettete. Come intendete trasmettere la vostra arte ai ballerini che vengono a studiare da lei?<\/p>\n<p>C.C. \u2013 L\u2019idea della trasmissione comincia con il mio maestro Alwin Nikolais, a New York. L\u2019incontro con lui fu una rivelazione. Trasmetteva dei concetti: il tempo, lo spazio, la forma, il movimento, e la poesia. Riuniva incredibilmente la mia visione poetica, al mia filosofia. Sono stata con lui per otto anni. Mi ha trasmesso la base di tutto ci\u00f2 che faccio oggi. Per esempio, alzo il braccio fino all\u2019orizzonte, con la coscienza dello spazio, della distanza, delle possibilit\u00e0 offerte da questo braccio. L\u2019alzata diviene un atto pieno di sensi. In questo movimento, lo spazio \u00e8 senza limite, il tempo \u00e8 eternit\u00e0. Il movimento \u00e8 fatto o per sempre. Poi ho scoperto il Tai Chi. Nikolais trasmetteva l\u2019idea della verticalit\u00e0. Il Tai Chi ci situa tra cielo e terra. Questo cambia tutto in quanto sperimentiamo una presenza pi\u00f9 rilassata. Ho allora un po\u2019 trasformato la mia tecnica e trovato una maniera differente di trasmettere la poesia della danza, conservando la base che viene da Nikolais. L\u2019Y King lo dice: \u201cnoi facciamo parte della natura\u201d. Sono convinta della necessit\u00e0 di allargare la nostra coscienza nell\u2019universo. Dimentichiamo che la grazia dell\u2019aria, della terra, del fuoco, dell\u2019acqua sono qui, dove siamo, in noi.<br \/>\nRendo grazie alle acque profonde<br \/>\nRendo grazie ai soffi dell\u2019aria<br \/>\nRendo grazie ai fuochi che riscaldano<br \/>\nRendo grazie alla terra che rinverdisce<br \/>\nRendo grazie a chi s\u2019inchina davanti all\u2019altro<br \/>\nRendo grazie a tutto ci\u00f2 che mi \u00e8 stato dato<br \/>\nRendo grazie a me bambino abolito<\/p>\n<p>Il solo modo di trasmettere la danza \u00e8 da maestro a discepolo. Leggere, guardare delle foto, sono azioni perfettamente insufficienti. I miei allievi mi chiedono perch\u00e9 non scrivo libri di tecnica. Semplicemente, non posso! Ogni corpo \u00e8 differente, e devo dare ad ognuno secondo i suoi bisogni.<\/p>\n<p>3\u00e9 Mill\u00e9naire \u2013 Cosa \u00e8 pi\u00f9 importante per voi della trasmissione? Cosa vi augurereste che i vostri allievi possono comprendere profondamente?<\/p>\n<p>C.C. \u2013 La trasmissione \u00e8 come un regalo. Mi piacerebbe che i miei allievi scoprissero la loro strada. Ho voglia di vederli esprimere se stessi. In un corso, vedo la persona ma anche la sua aura, la sua presenza. Vorrei attirala in ci\u00f2 che \u00e8 veramente. Danzando, pu\u00f2 allargarsi nello spazio, allargare la sua coscienza. Spero che ala fine di un stage, potr\u00e0 partire con uno spirito pi\u00f9 largo, pi\u00f9 ampio. Suggerisco dunque un cammino, nel quale la tecnica non \u00e8 l\u2019elemento fondamentale. L\u2019improvvisazione \u00e8 da vivere, dev\u2019essere, sul momento. Essa supera la tecnica.<\/p>\n<p>3\u00e9 Mill\u00e9naire \u2013  Se ci si orienta verso l\u2019allargamento della coscienza, la prima cosa che incontriamo su questo percorso d\u2019improvvisazione non sono i nostri limiti?<\/p>\n<p>C.C. \u2013 Questo \u00e8 il lavoro. La pratica permette di andare al di l\u00e0 di questi limiti. Scopriamo dove si trova in noi il blocco lavorando nel nostro spazio che \u00e8 limitato. Questa esplorazione non \u00e8 del tempo perso. Occorre dirigere tutto questo, e ricordarsi della libert\u00e0 che avevamo da bambini, mantenere questa innocenza. Fare un passo per la prima volta, alzare la mano per la prima volta. Facciamo un\u2019improvvisazione su questo tema cos\u00ec ricco e sperimentiamo allora questo stato d\u2019innocenza con la coscienza dell\u2019azione.<\/p>\n<p>3\u00e9 Mill\u00e9naire \u2013  Perch\u00e9 date cos\u00ec tanta importanza al trasmettere agli altri? Qual \u00e8 il motore?<\/p>\n<p>C.C. Non posso tenere per me ci\u00f2 che ho appreso. Ho voglia di condivisione. Il mio maestro era molto generoso. Dava tutto. E questa \u00e8 anche la mia personalit\u00e0: d\u00f2 tutto. Ed \u00e8 bello vedere gli occhi di qualcuno illuminarsi: ecco, qualcosa \u00e8 successo, \u00e8 stato capito.<\/p>\n<p>Per essere informati sulle sue attivit\u00e0:<br \/>\nhttp:\/\/www.atelierdeparis.org<br \/>\nhttp:\/\/www.ccn-roubaix.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Maurizio Redegoso 3\u00e9 Mill\u00e9naire \u2013 Vedere uno spettacolo \u00e8 sorprendente in quanto vi \u00e8 un vero linguaggio che tocca lo spettatore nelle zone che lui stesso frequenta poco. Da dove arriva la forza della danza? Traduzione C. 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