{"id":2434,"date":"2011-09-20T13:27:17","date_gmt":"2011-09-20T13:27:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2434"},"modified":"2016-04-03T23:03:17","modified_gmt":"2016-04-03T23:03:17","slug":"alla-ricerca-dello-scopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/alla-ricerca-dello-scopo\/","title":{"rendered":"Alla ricerca dello scopo"},"content":{"rendered":"<p>Swami Veetamohananda<\/p>\n<p>Alla ricerca dello scopo<\/p>\n<p>Traduzione di Franca Mussa<\/p>\n<p>Dopo che ebbe raggiunto l\u2019illuminazione spirituale pi\u00f9 alta, il Buddhasi sedette sotto l\u2019albero della Bodhi per sette giorni e per sette notti, assorbito nella beatitudine di questa esperienza. Poi si alz\u00f2 e dichiar\u00f2: \u201cSono aperte le porte dell\u2019immoralit\u00e0. Voi che avete orecchie per intendere, ascoltatemi e liberate la vostra fede!\u201d<br \/>\nSei anni prima aveva cominciato la sua ricerca con la fede che doveva esistere una soluzione finale ai problemi della vita, e ora queste fede si era trasformata in illuminazione.<br \/>\nDalla fede all\u2019illuminazione, ecco il campo della ricca spirituale dell\u2019uomo.<br \/>\nIl primo grande cambiamento che volgere una persona dalla vita profana verso la vita spirituale \u00e8 la nascita, in lui, di una nuova fede, la fede in una soluzione spirituale finale ai problemi della vita. La semplice credenza nell\u2019esistenza di Dio non basta per essere una persona spirituale. La vita spirituale comincia solo quando la credenza viene stimolata da una fede dinamica nelle possibilit\u00e0 dell\u2019anima e sgorga come una motivazione per raggiungere lo scopo spirituale ultimo. La credenza e la fede sono entrambe il risultato di un processo che si svolge nelle regioni sconosciute dello spirito che gli psicologi chiamano l\u2019inconscio, non ci sono delle differenze fondamentali tra le due.<br \/>\nCome sappiamo la conoscenza ha due funzioni:<br \/>\na) rivelare l\u2019esistenza degli oggetti<br \/>\nb) aiutare nella realizzazione di uno scopo della vita.<br \/>\nLa credenza appartiene alla prima categoria, mentre la fede appartiene alla seconda. La credenza \u00e8 una forma di conoscenza passiva, limitata, senza seguito e sparsa, mentre quella della fede \u00e8 dinamica e totale.<br \/>\nLa fede \u00e8 superiore alla credenza perch\u00e9 desta la volont\u00e0. La fede \u00e8 l\u2019orientamento della volont\u00e0 verso uno scopo ultimo.<br \/>\nNella vita ordinaria, la volont\u00e0 \u00e8 frenata dall\u2019ignoranza e dagli istinti, essa \u00e8 diretta verso i differenti oggetti del desiderio. Una volont\u00e0 limitata mantiene una crescita spirituale limitata. Per ottenere la sua piena dimensione spirituale, l\u2019uomo deve prima liberare la sua volont\u00e0 da tutti i limiti. Quandola volont\u00e0 \u00e8 libera e diretta verso uno scopo ultimo, diventa ci\u00f2 che si chiama in sanscrito \u201cshraddha\u201d, la fede. Ecco perch\u00e9 il Buddha esortava: \u201cLiberate la vostra fede\u201d.Cos\u00ec la vera fede significa un orientamento verso una finalit\u00e0, si definisce come la chiara visione dello scopo ultimo ad operadella mente. Il ben noto teologo scientifico PaulTillich, riprende questa idea quando definisce la fede come \u201cuno stato in cui si \u00e8 interessati alla meta finale\u201d.<br \/>\nIl carattere e la condotta di una persona dipendono dal suo temperamento e dall\u2019orientamento della volont\u00e0. A partire da ci\u00f2, la fede determina tutta la sua attitudine verso la vita e la direzione generale delle azioni che intraprende. E\u2019 ci\u00f2 che ci dice la Gita:\u201cLa natura di una persona \u00e8 fatta dalla sua fede, e come \u00e8la sua fede, cos\u00ec \u00e8 la sua natura\u201d.<br \/>\nNella vita spirituale, la fede sta all\u2019uomo come la bussola sta al marinaio: essa orienta nella giusta direzione.<br \/>\nL\u2019influenza degli istinti e delle impressioni delle esperienze del passato possono allontanare l\u2019anima dalla vita spirituale principale verso scorciatoie legate al mondo. Ma la fede, agendo sotto la superficie della coscienza, riporta senza sosta l\u2019anima errante sulla retta via. Quando vi impegnate in attivit\u00e0 diverse, potete trovare difficile ricordarvi costantemente di Dio o conservare la mente concentrata sul vostro S\u00e9 superore. Ma, finch\u00e9 le vostre azioni sono sostenute da una fede forte e pura, cio\u00e8, finch\u00e9 la vostra volont\u00e0 rester\u00e0 fissata sulla meta ultima, non avrete nulla da temere.<br \/>\nIn effetti, la vera fede \u00e8 il bene pi\u00f9 prezioso dell\u2019aspirante spirituale. \u201cCome una madre amorevole, la sorgente di ogni benedizione, Shraddhaprotegge lo yogi\u201d dice un grande Maestro. Nel mezzo delle prove e delle tribolazioni e delle incertezze della vita, non c\u2019\u00e8 maggiore sostegno e pi\u00f9 grande sorgente di forza, per l\u2019aspirante spirituale, che una fede incrollabile.<br \/>\nE\u2019 ugualmente importante per tutti gli aspiranti che seguono la via dello Yoga, dell\u2019azione (Karma), o della devozione (Bahkti), o della conoscenza (J\u0148ana).<br \/>\nNelle scritture vedantiche, la fede \u00e8 considerata totalmente vitale che agisce semplicemente da s\u00e9, ci\u00f2 evita il conflitto tra fede e ragione. Questo orientamento verso una finalit\u00e0 ultima sopraggiunge in una persona ad un certo punto di rottura della sua vita. Ci\u00f2 succede nella vita del giovane Nachiketa quando, un giorno, vide suo padre distribuire regali senza valore. La KathaUpanishad dice che in quel preciso momento, \u201cla fede penetr\u00f2\u201d il giovane. Il significato di questa frase, \u00e8 che la sua fede fu liberata dai suoi limiti egoici e diretta verso lo scopo ultimo della sua vita.<br \/>\nE\u2019 la fede che gli diede il coraggio di rinunciare al mondo e di mettere a confronto il Re della Morte con delle domande sul destino spirituale finale dell\u2019uomo. La nascita della fede (shraddha) il suo orientamento verso uno scopo, pu\u00f2 sopraggiungere all\u2019improvviso, \u00e8 ci\u00f2 che si chiama &#8220;conversione&#8221;. Oppure, pu\u00f2 essere il risultato di un lento processo disviluppo interiore. Comunque sia, \u00e8 un fenomeno che avviene nelle sconosciute profondit\u00e0 dell\u2019inconscio.<br \/>\nL\u2019orientamento verso una meta comincia con la vaga intuizione di una finalit\u00e0 sconosciuta. Ci\u00f2 provoca naturalmente il desiderio intenso di averne un\u2019idea chiara e di conoscere i mezzi per raggiungerla. E\u2019 qualcosa che si deve imparare non nei libri, ma con un Maestro, un Guru illuminato. Per chiarire la natura di questa muta, e i mezzi per giungevi, gli istruttori religiosi utilizzano diversi paradigmi o modelli di linguaggio. Ogni modello rappresenta una tradizione religiosa particolare. Il Guru inizia l\u2019aspirante alla tradizione a cui egli appartiene. Questi deve, almeno all\u2019inizio, rispettare questa tradizione e seguire questo modello di vita spirituale.<br \/>\nCercare di trovare una soluzione spirituale ai problemi della vita, \u00e8 come voler guarire una malattia.<br \/>\nLa vita, in questo mondo, \u00e8 piena di sofferenze e di difficolt\u00e0, \u00e8 anche chiamata malattia, in sanscrito bhava-roga. Non \u00e8 affatto una metafora, perch\u00e9 la vita che la maggior parte delle persone conduce, non pu\u00f2 essere descritta come completamente sana. Anche se riuscissero a conservare una buona salute fisica, sono lontane dall\u2019essere in buona salute mentale. Avidit\u00e0, odio, invidia, paura, vanit\u00e0 e menzogna sono malattie morali e la mente che ne \u00e8 affetta \u00e8 certamente malata. Rivolgersi alla vita spirituale, \u00e8 cercare di riguadagnare una salute naturale e la purezza dell\u2019anima.<br \/>\nL\u2019antico sistema della medicina indiana, l\u2019 Ayurveda, divide la scienza medica in quattro branche: la diagnostica, l\u2019eziologia, il trattamento e la guarigione.<br \/>\nIl Buddhabasava il suo insegnamento su uno schema analogo con le sue Quattro Nobili Verit\u00e0: l\u2019esistenza della sofferenza, la causa della sofferenza, la soppressione della sofferenza e la via per pervenirvi, contenuta nel Nobile Ottuplice sentiero.<br \/>\nSi ignora molto spesso che il sistema di Yoga di Patanjali segue lo stesso modello e che le \u201cotto branche\u201d ben note nello Yoga non ne sono che una parte. Le quattro divisioni dello Yoga sono:<br \/>\n1) Heya, ci\u00f2 ce deve essere soppresso, cio\u00e8 le future sofferenze;<br \/>\n2) Hetu, le cause della sofferenza, di cui la principale \u00e8 l\u2019ignoranza, avidya;<br \/>\n3) Hanam, la fine della sofferenza o la liberazione, kaivalya;<br \/>\n4) Hanopaya, i mezzi per mettere fine alla sofferenza, astanga-yoga.<br \/>\nGli istruttori del Vedanta dividono la vita spirituale in tre parti:<br \/>\n&#8211; lo scopo da raggiungere<br \/>\n&#8211; colui che vuole raggiungerlo, l\u2019aspirante<br \/>\n&#8211; e il mezzo per raggiungerlo, la sadhana.<br \/>\nQuesto modello \u00e8 ugualmente conosciuto sotto un\u2019altra triade: l\u2019oggetto della conoscenza o Brahman, Colui che cerca di conoscerlo o l\u2019individuo e i mezzi per conoscerlo o le Scritture rivelate.<br \/>\nSriRamakrishna lo presentava con grazia come Bhagavata\u2013 Bhakta \u2013 Bhagavan.<br \/>\nSi pu\u00f2 anche esprimere cos\u00ec:<br \/>\n1) l\u2019Ideale o la natura della Realt\u00e0,<br \/>\n2) la pratica o i mezzi per raggiungere la Realt\u00e0,<br \/>\n3) la realizzazione, valore di compimento che risulta dalla realizzazione della Realt\u00e0.<br \/>\nEd \u00e8 questo schema che vi propongo di seguire, perch\u00e9 ricopre in modo soddisfacente l\u2019intero campo della vita spirituale.<br \/>\nOggi tratteremo il primo punto, l\u2019Ideale o la natura della Realt\u00e0, gli altri due saranno l\u2019oggetto di una prossima conferenza.  Prima di impegnarsi sulla via della ricerca spirituale, l\u2019aspirante deve possedere una visione olistica della vita, una idea chiara della Realt\u00e0 nella sua interezza, Realt\u00e0 di cui egli \u00e8 una parte. Ci\u00f2 che gli \u00e8 necessario, non \u00e8 una conoscenza teorica ottenuta qui e l\u00e0 attraverso i libri. Egli deve essere capace di stabilire un rapporto significativo tra se stesso, il mondo attorno a lui e il principio spirituale superiore chiamato Dio. Ci\u00f2 \u00e8 possibile solo se possiede una chiara comprensione della sua reale natura.<br \/>\nQuesti tre elementi, &#8211; l\u2019anima, l\u2019universo e Dio \u2013 costituiscono il triangolo della Realt\u00e0.<br \/>\nSiccome l\u2019aspirante pu\u00f2 non averne che una conoscenza concettuale all\u2019inizio dell&#8217;esperienza della Realt\u00e0, pu\u00f2 essere chiamato l\u2019Ideale, un\u2019idea astratta della Realt\u00e0 ultima. Lo scopo della sua vita \u00e8 di realizzare la Realt\u00e0 rappresentata dall\u2019Ideale, ci\u00f2 che vuol dire trasformare l\u2019Ideale in esperienza diretta.<br \/>\nIl primo angolo di questo triangolo \u00e8 l\u2019anima.<br \/>\nSiccome il concetto della Realt\u00e0 dipende dal concetto che egli ha di se stesso, l\u2019aspirante deve, in primo luogo, avere una comprensione chiara della sua proprianatura.<br \/>\nSecondo il Vedanta l\u2019anima \u00e8, nella sua reale essenza, eternamente pura, auto luminosa, libera, immortale e parte inseparabile di Brahman, lo Spirito Supremo. Questa dottrina forma la base dell\u2019Etica nel Vedanta, ed \u00e8 fondamentale che l\u2019aspirante costruisca la sua vita spirituale e morale su di essa. Considerarsi come il S\u00e9 sempre puro \u00e8 un\u2019attitudine positiva che permette di giungere alla purezza.<br \/>\nL\u2019attitudine negativa che consiste a considerarsi come un peccatore senza valore, non \u00e8 appropriata per la pratica dello Yoga o del Vedanta. Tuttavia il Vedanta insegna anche che la purezza essenziale e reale e la perfezione del S\u00e9 restano nascoste o limitate nelle persone ordinarie. Come lo Swami Vivekananda ha detto, la divinit\u00e0 inerente dell\u2019uomo \u00e8 allo stato potenziale e lo scopo della vita \u00e8 realizzarla. I testi vedantici descrivono il S\u00e9 come avente molti livelli o dimensioni. Ad ogni livello, la comprensione della realt\u00e0 cambia.<br \/>\nI tre livelli inferiori sono in rapporto con il corpo fisico, le funzioni vitali e l\u2019anima. La vita normale della maggior parte delle persone, \u00e8 limitata a questi livelli. I livelli superiori appartengono al reame dello Spirito. Inoltre, ogni livello possiede altri sotto livelli, per esempio il livello mentale \u00e8 composto dai sotto-livelli del pensiero astratto, dell\u2019immaginazione, della percezione sensibile, delle emozioni\u2026 ecc., alcuni sono completamente immersi nell\u2019inconscio, certi sono in parte nel conscio e altri sono al limite tra il conscio e l\u2019inconscio.<br \/>\nIl centro della coscienza, l\u2019 \u201cIo\u201d di un debuttante nella vita spirituale si sposta senza sosta tra questi differenti livelli. Ma poco a poco, grazie all\u2019introspezione, imparer\u00e0 due fatti:<br \/>\n&#8211; Il primo \u00e8 che esiste realmente un vero centro della coscienza e che ci\u00f2 che cambia, non \u00e8 questo centro ma la sorgente della coscienza. Si pu\u00f2 percepire il centro coscienza a livello del cuore o della fronte tra le sopracciglia. E\u2019 di l\u00ec che la coscienza \u00e8 diretta verso tutti gli altri piani.<br \/>\n&#8211; Il secondo fatto, \u00e8 che, qualunque sia il luogo dove la luce della coscienza \u00e8 concentrata, questo diventa reale per lui. Per esempio, quando la coscienza \u00e8 concentrata al livello delle emozioni queste emozionigli appaiono reali.<br \/>\nCome possonoun filosofo o uno scienziato scoprire nuove idee? Fissano la loro coscienza sulpaino astratto. Immaginate una persona che sta nell\u2019oscurit\u00e0 in cima ad una scala, con una torcia in mano. Ellanon pu\u00f2 vedere che lo scalino su cui dirige la luce. L\u2019anima dell\u2019uomo \u00e8 come una scala, ogni scalino rappresenta un livello o un piano particolare. Il piano su cui la coscienza \u00e8 concentrata diventa reale per lui. Questa concentrazione della coscienza \u00e8 un atto di volont\u00e0.<br \/>\nLa maggior parte dei nostri problemi vengono da un cattivo orientamento della coscienza. I desideri e i problemi ci turbano soltanto se la coscienza \u00e8 concentrata sui piani inferiori.<br \/>\nRimuginarli rinforza la cattiva concentrazione e li peggiora.<br \/>\nQuandola concentrazione \u00e8 portata ai piani superiori, al pensiero di Dio, allora i desideri e le preoccupazioni dei piani inferiori perdono la loro realt\u00e0 e smettono di spaventarci. Ci\u00f2 si pu\u00f2 realizzare esercitando la volont\u00e0.<br \/>\nL\u2019aspirante spirituale deve, in primo luogo, comprendere la differenza che esiste tra il centro della sua coscienza e il luogo dove essa concentrata. Deve in seguito tentare di cercare il suo vero centro di coscienza e conservare la sua concentrazione il pi\u00f9 vicino possibile al centro.<br \/>\nPi\u00f9 concentra la sua coscienza su un piano elevato grazie alla preghiera, il culto, la meditazione e altre discipline, pi\u00f9 la vita spirituale diventer\u00e0 reale per lui.<br \/>\nIl secondo angolo del triangolo della Realt\u00e0 \u00e8 il mondo in cui viviamo.<br \/>\nNoi realizziamo raramente quanto la nostra attitudine verso il mondo influenza la nostra attitudine verso Dio.<br \/>\nLa classificazione ben conosciuta degli aspiranti in quattro categorie:<br \/>\n&#8211; colui che soffre<br \/>\n&#8211; colui che \u00e8 assetato di ricchezza e di potere<br \/>\n&#8211; colui che cerca di comprendere i misteri della vita<br \/>\n&#8211; colui che cerca di realizzare Dio<br \/>\n\u00e8infatti basata sulle differenze di attitudine dell\u2019uomo verso il mondo.<br \/>\nColui chesoffre vuole sfuggire alla sua sofferenza. La sua attitudine verso il mondo \u00e8 l\u2019impotenza e la sottomissione.<br \/>\nColui checerca di comprendere il mistero della vita \u00e8 sempre curioso e si pone sempre delle domande. Il numero senza sosta crescente di scienziati e di intellettuali che tentano ora di studiare lo Zen, lo Yoga e la meditazione con la tecnica della regressione e di diversi gadgets elettronici, entra in questa categoria.<br \/>\nColui chenon cerca che la realizzazione di Dio, sapendo che \u00e8 lo scopo pi\u00f9 elevato della vita, ha un\u2019attitudine di distacco verso il mondo.<br \/>\nUn aspirante spirituale deve sapere a quale gruppo egli appartiene.<br \/>\nIl Signore dice che il quarto gruppo, quello del cercatore della realizzazione di Dio \u00e8 il pi\u00f9 augurabile, e che \u00e8 superiore agli altri tre. Per arrivare all\u2019illuminazione spirituale, dobbiamo avere una comprensione corretta della natura del mondo.<br \/>\nVivendo come facciamo nel mondo moderno, \u00e8 difficile non essere influenzati dalle scoperte della scienza. Grazie ai metodi scientifici, \u00e8 stata acquistata una enorme quantit\u00e0 di conoscenza precise nel mondo fisico. Bench\u00e9 questo sapere sia limitato e incompleto, non sarebbe saggio ignorare il suo valore e la sua utilit\u00e0 pratica.<br \/>\nUn aspirante intelligente far\u00e0 il miglior uso di ogni concezione del mistero della materia e della vita, offerta dalla scienza, al fine di sostenere e completare al visione olistica del mondo proposta dal Vedanta.<br \/>\nSecondo le scuole del Vedanta, la causa ultima dell\u2019universo \u00e8 il principio spirituale Brahmane che l\u2019universo passa attraverso cicli di evoluzione e involuzione. Secondo certe scuole, Brahmanstesso evolve nell\u2019universo, secondo altre, \u00e8 solamente Shakti, il potere di Brahman, che evolve.<br \/>\nI non dualisti affermano che l\u2019evoluzione \u00e8 un\u2019illusione e una realt\u00e0. La maggior parte delle scuole accettano la teoria che non c\u2019\u00e8 nessuna creazione; il mondo sarebbe una creazione della mente individuale. La maggioranza dei non dualisti \u00e8 dell\u2019avviso che la creazione \u00e8 un fenomeno cosmico indipendente dalla mente individuale, bench\u00e9 sia solamente apparente e non reale.<br \/>\nPer un cercatore sincero di Dio, tutte queste teorie sull\u2019origine dell\u2019universo, non hanno altro interesse che quello di proporre un quadro olistico di riferimento. Ci\u00f2 che conta per lui, \u00e8 conoscere gli aspetti del mondo che hanno una portata diretta sulla propria vita spirituale pratica.<br \/>\nTra questi aspetti, se ne trovano tre che ogni aspirante dovrebbe conoscere attentamente, esistono la polarit\u00e0, il cambiamento e l\u2019unit\u00e0.<br \/>\nIl pi\u00f9 evidente e il pi\u00f9 inevitabile aspetto della vita \u00e8 la sua natura contraddittoria. Tutte le esperienze empiriche avvengono a coppie: la conoscenza e l\u2019ignoranza, la fortuna e la sfortuna, il bene e il male, la virt\u00f9 e il vizio, e cos\u00ec di seguito. Questo fenomeno \u00e8 talmente universale ed immutabile che dovrebbe essere considerato come una legge fondamentale, dell\u2019esistenza. Se noi comprendiamo o accettiamo questa legge della polarit\u00e0, non saremo sorpresi dalla sofferenza, dalla sfortuna, la crudelt\u00e0 l\u2019ingiustizia e la debolezza che incontriamo dappertutto nel mondo. Noi impariamo a sopportarli con dignit\u00e0. La forza reale \u00e8 quella della pazienza, la capacit\u00e0 di sopportare tutti gli assalti e di restare calmi all\u2019interno. Senza questa forza interiore, \u00e8 impossibile condurre una vita meditativa.<br \/>\nE\u2019 unicamente accettando la polarit\u00e0 delle vita che noi potremo elevarci al di sopra di queste e coltivare l\u2019attitudine del testimone, indispensabile per una vita spirituale tranquilla. In verit\u00e0, bisogna superare le polarit\u00e0 della vita, non c\u2019\u00e8 altra soluzione.<br \/>\nIl secondo aspetto del mondo \u00e8 ilcambiamento<br \/>\nCi\u00f2 significa l\u2019impermanenza. Ci pu\u00f2 essere disaccordo tra gli istruttori religiosi sulla questione di sapere se il mondo \u00e8 reale o irreale, ma accettano tutti la suaimpermanenza. L\u2019impermanenza degli oggetti e dei piaceri del mondo trova un\u2019espressione commovente nella grande epopea del Ramayana: \u201cTutto ci\u00f2 che \u00e8 guadagnato sar\u00e0 perduto; tutto ci\u00f2 che \u00e8 costruito sar\u00e0 distrutto; tutto ci\u00f2 che \u00e8 unito sar\u00e0 separato e la vita terminer\u00e0 con la morte\u201d.<br \/>\nUna delle prime lezioni che impariamo dalla vita spirituale \u00e8 di ridurre la nostra dipendenza verso ci\u00f2 che \u00e8 impermanente. La Katha Upanishad ci dice: \u201cLa realt\u00e0 permanente non pu\u00f2 essere raggiunta per mezzo di cose impermanenti\u201d (ch.2-10).<br \/>\nLo spirito solo \u00e8 immutabile ed eterno. Un cercatore spirituale dovrebbe imparare a dipendere sempre di pi\u00f9 da se stesso.<br \/>\nIl cambiamento non significa soltanto l\u2019impermanenza; significa anche il tempo. Il tempo gioca un ruolo importante nella vita spirituale e un aspirante deve comprenderne il senso.<br \/>\nBench\u00e9lo Spirito sia immutabile e infinito, finch\u00e9 abita il corpo fisico sotto la forma dell\u2019anima, \u00e8 legato al tempo. L\u2019anima non abita il corpo che per un certo periodo. Ecco perch\u00e9 l\u2019aspirane spirituale deve utilizzare questo tempo al massimo e accelerare quanto pu\u00f2 la sua evoluzione spirituale.<br \/>\nBisogna tuttavia notare che, bench\u00e9 tutti gli esseri viventi siano una parte del movimento universale di evoluzione, la capacit\u00e0 di accelerazione varia da un individuo all\u2019altro. Ogni persona ha la propria velocit\u00e0 di crescita ed \u00e8 difficile accelerarla aldil\u00e0 di un certo limite, praticando semplicemente un po\u2019 pi\u00f9 di japa o di meditazione.<br \/>\nL\u2019evoluzione spirituale, durante la sua fase iniziale, \u00e8 determinata dal karma e lo sviluppo del karma di una persona dipende dal modo in cui ha vissuto nel passato. Ecco perch\u00e9, un\u2019altra lezione da imparare nella vita spirituale \u00e8 la pazienza e la perseveranza.<br \/>\nQui, interviene l\u2019importanza della teoria indiana del cielo e del tempo.<br \/>\nLa vita \u00e8 un vasto sistema di ingranaggi. Noi giriamo lungo una ruota per qualche hanno poi ci spostiamo sulla ruota seguente. Cos\u00ec, noi giriamo e giriamo, nascita dopo nascita, finch\u00e9 l\u2019anima si stacca raggiunge l\u2019oceano della infinit\u00e0 Coscienza. Una certa perdita di tempo e d\u2019energia \u00e8 inevitabile in questo processo. Questa perdita sembra essere una parte dell\u2019economia totale dell\u2019universo in rapporto con la seconda legge della termodinamica e le due leggibiologiche fondamentali dell\u2019evoluzione e dell\u2019omeostasi.<br \/>\nSe noi vogliamo intensificare la nostra pratica spirituale conducendo una vita tranquilla, dobbiamo imparare a mantenere un equilibrio tra la conservazione e lo spreco, tra la costruzione e la distruzione, tra il tempo e il non tempo.<br \/>\nIl terzo aspetto del mondo che deve essere considerato \u00e8 l\u2019unit\u00e0 fondamentale della vita.<br \/>\nLa vita con le sue polarit\u00e0 e i suoi cambiamenti incessanti pu\u00f2 sembrare discontinua quando \u00e8 percepita attraverso i sensi e una mente sparpagliati. Ma dietro tutta questa diversit\u00e0 apparente si trova l\u2019unit\u00e0 fondamentale di coscienza che pu\u00f2 essere realizzata soltanto trascendendo il mondo legato ai sensi. Tuttavia, anche sul piano fisico, questaunit\u00e0 trascendentale trova una espressione parziale nell\u2019amore.<br \/>\nQuando \u00e8 mal compreso e mal diretto, l\u2019amore conduce all\u2019illusione e all\u2019attaccamento, ma quando \u00e8 elevato alla sua dimensione universale, conduce all\u2019illuminazione e alla liberazione. Che segua la vita della conoscenza o quella della devozione, l\u2019aspirante spirituale deve comprendere l\u2019unit\u00e0 fondamentale della vita, cos\u00ec come il senso e l\u2019intento dell\u2019amore.<br \/>\nIl terzo angolo del triangolo della realt\u00e0 \u00e8 Dio, chiamato Brahman nel Vedanta.<br \/>\nSulla natura di Brahman, il Vedanta \u00e8 diviso in scuole dualiste e non dualiste.<br \/>\nNelle scuole dualiste, Dio \u00e8 considerato come la Persona Suprema dotata di numerosi attributi divini e che dimora in ogni attributo \u00e8 considerato come la sola realt\u00e0, l\u2019universo, le anime e anche il Dio personale essendo considerati come una apparenza illusoria.<br \/>\nPrima di lanciarsi verso la ricerca spirituale, un aspirante deve decidere quale di questi concetti egli accetta come Ideale.<br \/>\nNon \u00e8 semplicemente sapere se ama Dio con o senza forma. La scelta deve essere fondata sul concetto che egli ha di se stesso.<br \/>\nSolo una persona che si considera come uno spirito impersonale pu\u00f2 accettare il Brahmansenza attributi per Ideale.<br \/>\nLo stesso, per adorare Dio come la Persona Suprema, non \u00e8 sufficiente considerarsi come un essere umano bisogna anche considerarsi come una personalit\u00e0 spirituale luminosa.<br \/>\nSe l\u2019attitudine verso Dio non \u00e8 in rapporto con l\u2019attitudine che si ha verso se stessi, la pratica spirituale diventer\u00e0 irrealistica e sterile.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un terzo approccio alternativo alla realt\u00e0 che \u00e8 una sintesi di tutti punti che abbiamo visto. In questo approccio, basato sugli insegnamenti di Sri Ramakrishna, Dio \u00e8 considerato contemporaneamente come personale, e impersonale. Personale \u2013 Impersonale e le differenti Incarnazione e Divinit\u00e0, come manifestazioni della Persona divina suprema. Un aspirante comincia a meditare su una divinit\u00e0 particolare, chiamata Ista-devata, la divinit\u00e0 scelta o Dhyana-Devata, la divinit\u00e0 di meditazione presso i Buddisti.<br \/>\nMan mano che la meditazione si approfondisce, egli scopre il centro spirituale, il suo vero s\u00e9, nel suo cuore. Andando pi\u00f9 lontano, quando comincia a sentire la Presenza divina nel suo s\u00e9, realizza la sua Divinit\u00e0 Scelta come la Persona Suprema che sta in tutti gli esseri, il S\u00e9 Supremo.<br \/>\nIl culmine di questi tentativi spirituali \u00e8 raggiunto quando l\u2019aspirante realizza l\u2019identit\u00e0 del s\u00e8 individuale e del S\u00e9 Supremo nell\u2019Assoluto impersonale. In questo approccio sintetico, la concezione che si ha di Dio evolve nella stesa proporzione secondo la concezione che si ha di se stessi. E come ha detto Swami Vivekananda:\u201cl\u2019aspirante progredisce non dall\u2019errore verso la verit\u00e0, ma dalla verit\u00e0 alla verit\u00e0, dalla verit\u00e0 inferiore verso la verit\u00e0 superiore\u201d.<br \/>\nLa totalit\u00e0 della vita spirituale \u00e8 considerata come uno spiegamento continuo della divinit\u00e0 che sonnecchia nell\u2019anima. Siccome, il s\u00e9 individuale nella sua reale natura \u00e8 una parte del S\u00e9 Supremo, pi\u00f9 si realizza la sua vera natura, pi\u00f9 ci si avvicina a Dio.<br \/>\nCos\u00ec la realizzazione del s\u00e9 e la realizzazione di Dio sono le due fasi di uno stesso sforzo.<br \/>\nLa natura integrale dell\u2019ideale spirituale \u00e8 stata magnificamente espressa da SwamiVivekananda: \u201c La religione \u00e8 la manifestazione della divinit\u00e0 gi\u00e0 presente nell\u2019uomo\u201d. Questo punto di vista integrale della realt\u00e0 \u00e8 un ideale che ha cominciato a rimpiazzare, oggi, gli ideali precedenti al punto di vista parziale.<br \/>\nE\u2019 una fortuna eccezionale avere un ideale spirituale che d\u00e0 una unit\u00e0 e uno scopo nella vita. Tuttavia, anche l\u2019ideale spirituale pi\u00f9 elevato non \u00e8 che un simbolo della realt\u00e0 e, bench\u00e9 possa indicare, guidare e dirigere, non pu\u00f2 portarci la realizzazione.<br \/>\nLa realizzazione viene soltanto realizzando la Realt\u00e0 rappresentata dall\u2019Ideale. E ci\u00f2 che trasforma l\u2019Ideale in Realt\u00e0, \u00e8 la pratica spirituale, la sadhana.<br \/>\nLa fede rivela l\u2019Ideale, non la realt\u00e0 che sta dietro. La Realt\u00e0 non pu\u00f2 essere sperimentata che attraverso l\u2019illuminazione spirituale soprasensibile. Il campo intero della pratica spirituale \u00e8 coperto dal termine sanscrito hita che significa letteralmente \u201cci\u00f2 che \u00e8 benefico, conveniente o favorevole\u201d. Ogni aspirante dovr\u00e0 scegliere la forma spirituale che meglio conviene alla sua natura, al suo temperamento, alla sua situazione nella vita e che gli permetter\u00e0 di realizzare lo scopo ultimo pi\u00f9 elevato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Swami Veetamohananda Alla ricerca dello scopo Traduzione di Franca Mussa Dopo che ebbe raggiunto l\u2019illuminazione spirituale pi\u00f9 alta, il Buddhasi sedette sotto l\u2019albero della Bodhi per sette giorni e per sette notti, assorbito nella beatitudine di questa esperienza. Poi si alz\u00f2 e dichiar\u00f2: \u201cSono aperte le porte dell\u2019immoralit\u00e0. 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