{"id":247,"date":"2010-09-12T18:04:36","date_gmt":"2010-09-12T18:04:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=247"},"modified":"2016-04-03T23:06:27","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:27","slug":"krishnamurti-e-luniverso-vergine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/krishnamurti-e-luniverso-vergine\/","title":{"rendered":"Krishnamurti e l&#8217;Universo vergine"},"content":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 46<\/p>\n<p>\u201cIl passato e il non-conosciuto non s&#8217;incontrano in nessun punto. Non possono essere legati da nessuna azione. Non ci sono ponti da abbassare e sentieri da percorrere. I due non si sono mai incontrati e mai s&#8217;incontreranno. Il passato deve cessare perch\u00e9 ci sia il non-conosciuto, questa immensit\u00e0\u201d<\/p>\n<p>Krishnamurti, New Delhi 1962<\/p>\n<p>La chiarezza e il carattere incisivo di questa dichiarazione di Krishnamurti ci mostrano l&#8217;ampiezza del lavoro di indagine interiore che si impone ad ogni ricercatore serio. Non basta dare a questo invito una semplice adesione intellettuale che sfiorerebbe appena la solita situazione del nostro confortevole pseudo-addormentamento.<\/p>\n<p>\u201cChi siamo?\u201d ci domanda spesso Krishnamurti; domanda a cui risponde \u201cNon siamo che un pacchetto di memorie\u201d Siamo tutti dei miliardari della memoria. Le agitazioni del nostro cervello e del mentale su questo problema sono poco utili. Ma se abbiamo il coraggio e la qualit\u00e0 d&#8217;attenzione necessarie per non essere turbati da sensazioni provvisoriamente sgradevoli, non potremmo dare la sensibilit\u00e0 del nostro cuore ad un&#8217;esplorazione che pu\u00f2 essere rivelatrice? Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8, nelle profondit\u00e0 del cuore di ogni essere umano una forma d&#8217;amore che possiede la sua propria qualit\u00e0 di lucidit\u00e0. Questa potrebbe orientarci verso un \u201csentire\u201d che va al di l\u00e0 delle parole. L\u00e0 noi potremmo, in pochi secondi, essere al di l\u00e0 del \u201ccontinuo cicaleccio del cervello\u201d. Saremmo infine liberi dal momento straziante, dove siamo capaci di sentire la pesantezza e l&#8217;inerzia delle nostre memorie residue.<\/p>\n<p>Nel memorabile discorso del settembre 1980 a Brockwood, Krishnamurti, dialogando con David Bohm, ha dedicato molte mattinate alla settimana a esporci l&#8217;impasse nel quale ci troviamo nei nostri tentativi di raggiungere lo Sconosciuto con gli abituali mezzi del conosciuto e con le astuzie sottili della memoria. Il conosciuto \u00e8 rappresentato da un muro che forma una barriera al di l\u00e0 della quale si trova il non-conosciuto. Con quale tecnica potremmo sorpassare questa barriera? La nostra educazione e la nostra eredit\u00e0 ci hanno condizionato in tal modo che il nostro comportamento \u00e8 fermo in solchi profondi. Questi generano i nostri atti e il nostro approccio alle situazioni in modo meccanico di fronte al problema del superamento del muro (che non \u00e8 che la cristallizzazione delle vecchie abitudini del nostro \u201cego\u201d); non ci sfiora nemmeno il pensiero di metterci in questione.<\/p>\n<p>Krishnamurti ha avuto l&#8217;iniziativa di creare una nuova parola: \u201cthe otherness\u201d, l&#8217;alterit\u00e0. Una parola che non \u00e8 pi\u00f9 portatrice di false abitudini del passato. E&#8217; ci\u00f2 che \u00e8 al di l\u00e0 del muro e \u201caltro\u201d, totalmente altro dal passato. Siamo l\u00e0 nel Non-conosciuto dell&#8217;Universo Vergine, libero, sempre rinascente. Con i suoi consigli pratici Krishnamurti ci suggerisce di \u201cvedere il falso come falso\u201d. Questa raccomandazione \u00e8 essenziale, ma non ne comprendiamo immediatamente l&#8217;importanza. Il \u201ccicaleccio costante del cervello non \u00e8 che l&#8217;auto-occupazione\u201d dice Krishnamurti. Infatti, di momento in momento, nel campo della nostra mente si presentano pensieri. Non sono che memorie residue che contribuiscono a dare alla nostra vita interiore l&#8217;impressione di un cammino sterile che va \u201cdal conosciuto al conosciuto\u201d Il che costituisce l&#8217;aspetto superficiale e predominante dell&#8217;attivit\u00e0 della nostra mente. La realt\u00e0 profonda di ci\u00f2 che noi siamo veramente \u00e8 il non-conosciuto, lo stato \u201cvergine\u201d per eccellenza.<\/p>\n<p>Tener conto di ci\u00f2 che precede \u00e8 importante per la meditazione. Infatti, essendo stati informati sul carattere artificiale del pensiero, considerato come memoria residua, ci \u00e8 possibile non dar importanza agli echi meccanici del passato. La calma non deve risultare da un atto di volont\u00e0 dell&#8217;ego, ma pu\u00f2 essere \u201ceffetto della nostra presa di coscienza del \u201c falso come falso\u201d. Si pu\u00f2 lasciar svolgere il film delle immagini mentali; essendo percepite nella loro falsit\u00e0, perdono via via la loro vitalit\u00e0. Si produce una calma che ci fa disponibili agli strati pi\u00f9 profondi della nostra psiche.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una sorta di dogana spirituale tra l&#8217;ambito del passato, dei miliardi di campi dell&#8217;inconscio collettivo da una parte e, dall&#8217;altra parte, l&#8217;immensit\u00e0 dell&#8217;universo vergine. La legge qui \u00e8 di un rigore e d&#8217;una severit\u00e0 implacabili. Non si passa. Gli enormi bagagli del sapere, accumulato durante secoli, devono essere deposti. Sono inutili. Non \u00e8 necessario correre e prendere slancio per saltare al di sopra del muro, n\u00e9 aggirarlo con le astuzie del \u201cvecchio uomo\u201d. Oh, semplice e meravigliosa sorpresa: noi siamo il muro stesso! I miliardi di mattoni, dandogli consistenza apparente, sono le nostre memorie residue. Vedere questo con il mentale \u00e8 insufficiente. Ma se questa percezione viene dal cuore, aperto alla pi\u00f9 semplice e pura forma d&#8217;amore, questo rivela improvvisamente una qualit\u00e0 d&#8217;intelligenza immensamente \u201caltra\u201d dalle ceneri del conosciuto.<\/p>\n<p>Sul \u201csentire\u201d Krishnamurti ha scritto: \u201cla parola sentire \u00e8 ingannevole, contiene pi\u00f9 che l&#8217;emozione, pi\u00f9 che il sentimento, pi\u00f9 che l&#8217;esperienza, pi\u00f9 che il toccare e l&#8217;odorare. Malgrado la sua imprecisione, l&#8217;uso di questa parola s&#8217;impone, soprattutto quando si tratta dell&#8217;Essenza. La sensazione dell&#8217;Essenza non passa per il cervello\u201d (Carnet. p.94)<\/p>\n<p>Alla fine delle conversazioni private, incontro Krishnamurti. Straordinariamente felice e radioso. Mi stringe forte le mani e mi domanda ridendo: \u201cCome state?\u201d Rispondo: \u201cMagnificamente bene\u201d Dice: \u201cVeramente?\u201d; il suo sorriso sfuma in modo enigmatico\u2026..<\/p>\n<p>&#8211; Traduzione di Luciana Scalabrini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9naire n. 46 \u201cIl passato e il non-conosciuto non s&#8217;incontrano in nessun punto. Non possono essere legati da nessuna azione. Non ci sono ponti da abbassare e sentieri da percorrere. I due non si sono mai incontrati e mai s&#8217;incontreranno. Il passato deve cessare perch\u00e9 ci sia il non-conosciuto, questa immensit\u00e0\u201d Krishnamurti, New Delhi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[19],"tags":[4],"class_list":["post-247","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-linssen-robert","tag-non-dualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=247"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=247"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=247"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=247"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}