{"id":2508,"date":"2013-01-13T13:36:46","date_gmt":"2013-01-13T13:36:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2508"},"modified":"2016-04-03T23:02:31","modified_gmt":"2016-04-03T23:02:31","slug":"approcci-alla-meditazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/approcci-alla-meditazione\/","title":{"rendered":"Approcci alla Meditazione"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">Approcci alla Meditazione<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\">secondo\u00a0 JEAN\u00a0 KLEIN<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\">(Traduzione di Maurizio REDEGOSO KHARITIAN)<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Verso il nostro \u201cstato naturale\u201d<\/p>\n<p>Una sana ed armoniosa trasformazione della terra e degli uomini sar\u00e0 possibile solo con la conoscenza di noi stessi che ha senso attraverso una \u201cpratica\u201d della meditazione. L\u2019approccio meditativo passa in effetti dalla conoscenza dei nostri \u201cio\u201d, o della nostra persona, fino alla realizzazione del Se (totalit\u00e0 e vacuit\u00e0) che \u00e8 l\u2019aspirazione profonda di tutta l\u2019umanit\u00e0. La meditazione risolve la dualit\u00e0 dell\u2019osservatore che mantiene l\u2019introspezione psicologica. I suoi approcci, che faremo conoscere in questa rubrica, permetteranno ad ognuno di approfondire la via spirituale che gli \u00e8 destinata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel corso di assai numerose interviste, Jean Klein ha insegnato la meditazione senza mai presentarla come una \u201ctecnica\u201d che un \u201cme\u201d, o una persona, potrebbero praticarla e poi trasmetterla su un modo dualista. Si tratta di una liberazione fondata sull\u2019osservazione non-duale dei ricercatori. La via, preconizzata dall\u2019autore, si radica sempre nell\u2019 \u201capproccio corporale\u201d. La corona della \u201clucida presenza\u201d, rivelata da quest\u2019approccio, \u00e8 incontestabilmente \u201cla sensazione periferica del corpo\u201d, o \u201cuna sensazione globale\u201d che, nei contemporanei, resta totalmente \u201cparalizzata\u201d. Le preziose indicazioni, date da Jean Klein, mirano semplicemente alla scoperta del nostro \u201cstato naturale\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Jean Klein:<\/p>\n<p>Rispondo a certe domande riguardanti la nostra natura assiale di cui si \u00e8 parlato questa mattina. Questa natura assiale, ci\u00f2 che abbiamo chiamato la nostra \u201cvera natura\u201d non pu\u00f2 mai diventare un oggetto, una percezione.<\/p>\n<p>Un cercatore ha bisogno di orientamento. Ha bisogno di capire la prospettiva. Quando si rende conto che cercando, pu\u00f2 trovare, anticipare, proiettare unicamente ci\u00f2 che gi\u00e0 conosce, il dinamismo della ricerca lo lascia e un cercatore sprovvisto di ogni dinamismo non \u00e8 pi\u00f9 un cercatore, \u00e8, in quel momento, il \u201cTrovato\u201d. E\u2019 un\u2019esperienza vissuta,\u00a0 ma che non \u00e8 n\u00e9 un pensiero, n\u00e9 un sentimento, n\u00e9 una sensazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D: Dall\u2019approccio corporeo alla globalit\u00e0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un\u2019 altra risposta \u00e8 che il desiderio di raccogliersi, di meditare, ci viene, a un dato momento, come un invito, non \u00e8 un passo intenzionale, n\u00e9 una disciplina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D: Come poter disattivare i meccanismi scatenanti\u00a0 delle\u00a0 nostre\u00a0 abitudini\u00a0 di\u00a0 autodistruzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La questione \u00e8 stata posta \u201cse una certa attitudine corporea\u00a0 favoriva il raccoglimento\u201d&#8230; Certamente, ma di una maniera assoluta, quando si \u00e8 stabilito in questo sfondo, in questa natura assiale, ci\u00f2 non dipende pi\u00f9 da una natura corporea.<\/p>\n<p>Una volta \u201cstabilito\u201d, siamo in questo stato non importa in quale posizione, non importa in quale circostanza della vita, ma, nondimeno, un\u2019attitudine corporea pu\u00f2 aiutare il corpo ed il mentale a distendersi&#8230;<\/p>\n<p>Senza voler parlare di certe posizioni corporali che sembrano, per molte persone, difficili a realizzarsi, si tratta unicamente di sedersi su una sedia, con le estremit\u00e0 inferiori formanti un angolo retto, i piedi aderenti completamente al suolo, la sensazione tattile della pianta dei piedi invadenti allora, in qualche modo, tutto il corpo. Con questa sensazione tattile che aderisce completamente al suolo, la gamba perde tutta la sua pesantezza che diventa, per cos\u00ec dire, vacante.<\/p>\n<p>Nello stesso modo in cui i piedi aderiscono al suolo, la parte posteriore aderisce ugualmente ai punti di contatto e si manifesta, anche l\u00ec, una sensazione tattile.<\/p>\n<p>In tutta la regione lombare, che \u00e8 continuamente in difesa da una reazione che sorge, non appena posiamo il nostro piede al suolo, camminando, possiamo osservare nel momento in cui noi evochiamo la sensazione tattile di tutta la parte posteriore, come tutta la schiena si distende, a destra e a sinistra dei reni, si vuota e diviene vacante.<\/p>\n<p>Quando questa sensazione si risveglia in questa posizione, possiamo ugualmente osservare che il\u00a0 bacino non cade indietro e non occorre portarlo avanti, come se volessimo inarcarci, ma abbiamo l\u2019impressione che il busto pu\u00f2 spostarsi, lateralmente, qualche millimetro in avanti ed in seguito, quando porteremo l\u2019attenzione lungo la colonna vertebrale, sentiremo nello stesso modo all\u2019altezza della regione della settima cervicale, una certa forma di blocco. Occorre risvegliare la sensazione tattile nella nuca e, a quel momento, la testa recede di qualche millimetro indietro, senza che questo sia provocato dal mento. Arriviamo allora ad una posizione perfettamente verticale, ma questa attitudine \u00e8 prodotta da un\u2019energia interna che rettifica e d\u00e0 la posizione giusta del corpo.<\/p>\n<p>A quel punto, potremo dire che tutti i pensieri parassiti, tutti i residui ci lasciano molto rapidamente.<\/p>\n<p>In seguito, l\u2019attenzione deve essere portata verso la totalit\u00e0 del corpo, ci\u00f2 che occasiona una certa difficolt\u00e0 perch\u00e9 quando vogliamo evocare la sensazione del corpo, lo visualizziamo nello stesso tempo e ne possiamo afferrare solo le frazioni. Di contro, quando eliminiamo ogni stato volitivo e lasciamo risvegliarsi il corpo, arriviamo ad una sensazione globale e questa sensazione \u00e8 il nostro oggetto d\u2019attenzione. Diventa sempre pi\u00f9 periferica, si ha l\u2019impressione che il corpo superi i suoi limiti \u201csolidi\u201d, si fa un\u2019immensa dilatazione, il corpo diventa sempre pi\u00f9 vacante, ci inseriamo completamente nella parte, tutti questi fenomeni sono oggetto della nostra attenzione.<\/p>\n<p>Abbiamo la convinzione che non possiamo trovarci in una sensazione, in una percezione. Questa convinzione permette, ad un dato momento, che l\u2019accento che \u00e8 sempre messo sull\u2019oggetto percepito, si cancelli totalmente e ci risvegliamo in questa \u201cattenzione\u201d, in questa \u201clucidit\u00e0 attenta, silenziosa\u201d che non \u00e8 per nulla localizzata, n\u00e9 fissata, \u00e8, se volete, una percezione originale che si svolge completamente al di fuori di ogni spazio-tempo.<\/p>\n<p>Questo \u201cvissuto\u201d non \u00e8 affetto dalla presenza o dall\u2019assenza delle cose.<\/p>\n<p>In questa esperienza, non vi \u00e8 insicurezza a cercare, in quanto questo vissuto \u00e8 sicurezza.<\/p>\n<p>Avete altre domande?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D: Liberazione dalla respirazione<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Parlate di attitudini corporali, ma non vi \u00e8, nello stesso tempo, una respirazione adeguata?<\/p>\n<p>Nell\u2019intervallo tra due pensieri, nell\u2019intervallo tra due percezioni e nel sonno profondo, c\u2019\u00e8 sempre la presenza totale di questa \u201cnatura assiale\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019inspirazione e l\u2019espirazione non sono che un\u2019immagine su uno sfondo di tela, ma quando l\u2019espirazione \u00e8 compiuta, non vi \u00e8 che la tela.<\/p>\n<p>Ogni volta, quando l\u2019espirazione \u00e8 compiuta, possiamo dire che siamo questa \u201clucidit\u00e0 senza oggetto\u201d e non appena l\u2019inspirazione si compie e poi svanisce, vi sono nuove presenze di un oggetto.<\/p>\n<p>E\u2019 molto importante, al momento dell\u2019espirazione, che ci consacriamo totalmente al riposo e che lo rispettiamo totalmente, e non bisogna, in nessun caso, anticipare una respirazione. Questa inspirazione deve effettuarsi dal corpo stesso, ma dal fatto che, per molti fra noi, l\u2019intervallo tra due pensieri o tra due percezioni e dopo una espirazione, non presenta che un niente, ci precipitiamo immediatamente su una inspirazione, ma se osserviamo in noi, molto profondamente, e che abbiamo il \u201csapere\u201d di cui parliamo, dopo avere espirato, miriamo la nostra vera natura in identit\u00e0.<\/p>\n<p>Occorre sempre iniziare, all\u2019inizio, con un oggetto, certamente si tratta di una percezione, ma se vogliamo esprimersi in modo ultimo, si pu\u00f2 dire che l\u2019oggetto \u00e8 unicamente presente per rivelare il \u201cPercepente\u201d, altrimenti, come rivelarlo, \u00e8 l\u00e0, al fondo che si distingue lo scienziato da colui che cerca la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Lo scienziato si perde nell\u2019oggetto, mentre colui che va alla ricerca della sua \u201cvera natura\u201d si perde, se si pu\u00f2 dire, in questo \u201cUltimo Soggetto\u201d.<\/p>\n<p>La vostra attenzione pu\u00f2 essere diretta molto bene verso la respirazione piuttosto che verso la vacuit\u00e0 del corpo, \u00e8 preferibile partire, innanzitutto, da questa vacuit\u00e0 perch\u00e9, di seguito, quando dirigete l\u2019attenzione verso la respirazione, a quel punto, la respirazione deve situarsi in questa estensione del corpo, non deve pi\u00f9 effettuarsi nel corpo.<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 ottenuta la sensazione tattile e la dilatazione del corpo, che il corpo \u00e8 completamente incassato nello spazio, allora la respirazione si fa nelle estensioni del corpo: vi sono sempre degli ostacoli da vincere, ci\u00f2 che non \u00e8 affatto il caso quando si procede in questa maniera.<\/p>\n<p>In fondo, integriamo uno stato naturale mentre sentirsi ridotti, rinchiusi \u00e8 uno stato assolutamente artificiale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D: la questione mentale e l\u2019abbandonare la presa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Avete descritto le condizioni fisiche per la meditazione. Quale posizione mentale possiamo avere quando, improvvisamente sopraggiungono dei pensieri e disturbano questa meditazione? Bisognerebbe porsi profondamente la domanda \u201cPerch\u00e8 meditare? Quali sono i motivi profondi che mi portano, alle cinque del mattino, a raccogliermi per volermi trovare?\u201d E\u2019 molto importante. E\u2019 certamente perch\u00e9 proviamo delle carenze, una insufficienza, una mancanza di se e osserviamo, anche, nella vita di tutti i giorni, che andiamo da una compensazione ad un\u2019altra compensazione.<\/p>\n<p>Effettivamente, una volta ottenuta la cosa desiderata, ci troviamo, temporaneamente, in stato di non-desiderio, in uno stato di totalit\u00e0. Un\u2019altra osservazione, che diamo molto spesso, \u00e8 che nel momento della totalit\u00e0, dello stato di non-desiderio, il cosiddetto oggetto causa di questo stato non \u00e8 presente.<\/p>\n<p>Questo stato di totalit\u00e0 \u00e8 un\u2019esperienza assolutamente non-duale; non vi \u00e8 percipiente, n\u00e9 cosa percepita. Lo viviamo in identit\u00e0.<\/p>\n<p>Dunque, lo stato che chiamo \u201cnon desiderio\u201d o \u201ctotalit\u00e0\u201d \u00e8 in fondo, la nostra natura pi\u00f9 profonda che non ha causa. E\u2019 unicamente, quando attribuiamo questo benessere profondo o i momenti sperimentati dell\u2019Ultima sufficienza, a un oggetto, che corriamo ancora continuamente da un oggetto ad un altro oggetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D: E\u2019 tuffandosi direttamente\u00a0 al cuore dell\u2019irratibilit\u00e0 che il suo potere pu\u00f2 essere dissolto\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 molto importante di vedere che questa cosa &#8211; che non \u00e8 una cosa &#8211; che possiamo chiamare se-stesso, profondamente, non dipenda dalla presenza o dall\u2019assenza di un oggetto.<\/p>\n<p>Occorre vedere questo, evidentemente, nella maniera in cui ne abbiamo parlato prima, e cio\u00e8 totalmente.<\/p>\n<p>A quel punto, nella vostra meditazione, avvicinate diversamente il vostro raccoglimento, vedete il vostro corpo ancora in agitazione, vedete anche i differenti nodi che si sono formati nel vostro corpo e dal fatto che dirigete la vostra attenzione, nelle diverse parti di questo corpo, senza voler intervenire, la sensazione corporea, tattile, si risveglia; \u00e8 solo in quel momento che tutti i nodi, in profondit\u00e0, possono schiudersi.<\/p>\n<p>Se partiamo in un modo muscolare, non potremo mai arrivare a questa distensione totale, possiamo ottenere una distensione relativa, ma \u00e8 con questa sensazione tattile che possiamo ottenerla totalmente.<\/p>\n<p>Vedrete, ad un certo momento, in certe zone come la mascella, le tempie, la glottide, tutti i muscoli molto forti della nuca, che si opera\u00a0 una specie di lasciare la presa.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che avete preso all\u2019inizio per un\u2019attitudine corporale perfetta, cambia completamente, vi renderete conto che le vostre spalle sono sollevate da 3 a 4 cm pi\u00f9 in alto dalla loro posizione naturale, che mantenete la vostra glottide continuamente in uno stato di ansiet\u00e0, che anche lo sterno \u00e8 sempre incastonato di qualche centimetro e mantiene l\u2019ansiet\u00e0 e la paura, ma dirigendo la vostra attenzione in questo modo, vedrete come tutto si abbandoni e che si arrivi ad una strutturazione originale del corpo.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 sempre oggetto della vostra attenzione e cos\u00ec, con questo approccio, vi \u00e8 gi\u00e0 un certo distanziamento che si opera tra l\u2019oggetto visto e \u201cCi\u00f2 che vede\u201d.<\/p>\n<p>Sarete sollecitati, talvolta da delle sensazioni, dei pensieri, lasciateli passare! Non entratevi dentro per modificarli o cambiarli. Non potete cambiarli n\u00e9 modificarli, sono dei dispiegamenti di energie che raggiungono il loro punto culminante ma che hanno anche la loro decrepitezza.<\/p>\n<p>Constaterete, ad un certo punto, che da queste agitazioni &#8211; in quanto per me i pensieri parassiti sono dei residui e fanno parte delle agitazioni &#8211; torniamo ad uno stato di movimento naturale, perch\u00e9 non possiamo mai arrivare a creare un mentale o un corpo vacante, in quanto il corpo ed il mentale sono in movimento, ed essendo osservazione non implicata, avete la giusta prospettiva in quanto avete allora la convinzione che non potete trovarvi in un oggetto, in uno stato&#8230; Presto o tardi, vi troverete in questa \u201cOsservazione\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 un\u2019osservazione che \u00e8 una non-localizzazione, non \u00e8 nulla, n\u00e9 in alto, n\u00e9 in basso, n\u00e9 a sinistra, n\u00e9 a destra, n\u00e9 davanti&#8230; non \u00e8 nulla, il problema di spazio non interviene eppure questa \u201csensazione\u201d \u00e8 pi\u00f9 di una sensazione, \u00e8 una \u201cappercezione\u201d&#8230; ma lasciate venire i pensieri, non occupatevene.<\/p>\n<p>Dovete, in una certa maniera, imparare a guardare, ad ascoltare, a vedere; ci\u00f2 vuol dire \u201cnon progettare\u201d, perch\u00e9 facciamo sempre richiamo alla memoria per rassicurarci e\u00a0 possiamo vedere solo ci\u00f2 che progettiamo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D: La sensazione periferica del corpo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando constatiamo dei nodi, il solo fatto di constatarli pu\u00f2 bastare a snodarli?<\/p>\n<p>Quando pensiamo al nostro corpo, vi \u00e8 un certo riflesso, una certa abitudine, non voglio dire che \u00e8 lo stesso clich\u00e9 che appare ma, nella stessa gamma, vi sono poche variet\u00e0.<\/p>\n<p>Lo vediamo gi\u00e0 al mattino, al risveglio, a mezzogiorno troviamo il nostro corpo forse un po\u2019 \u201cdiluito\u201d ed in un altro tempo, vi \u00e8 ci\u00f2 che chiamiamo \u201cla stanchezza\u201d. Conosciamo una certa variet\u00e0, una certa colorazione del nostro corpo, ma ci\u00f2 avviene sempre al livello quasi \u201cgrossolano\u201d. In generale, proiettiamo il nostro corpo in una certa maniera.<\/p>\n<p>Adesso, vi chiedo di fare appello ad un\u2019altra facolt\u00e0 che \u00e8 completamente paralizzata o, se volete, ignorata e che \u00e8 ci\u00f2 che possiamo chiamare questa sensazione periferica del corpo. Questa sensazione periferica \u00e8 stata paralizzata, se si pu\u00f2 dire, dal corpo grossolano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D: e poi un giorno o visto questa abitudine mentre stava apparendo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel momento in cui lasciate svanire la sensazione tattile del vostro corpo, si produce immediatamente un immenso abbandono di tutta la struttura puramente muscolare.<\/p>\n<p>Se dirigete la vostra attenzione verso queste parti che sono annodate e che lasciate risvegliarsi questa sensazione tattile, osserverete degli \u201csbadigli\u201d che possono essere talvolta come delle scosse e vi \u00e8 allora un abbandonare la presa.<\/p>\n<p>Conosciamo specialmente queste zone che sono molto tipiche: la nuca, questo grosso muscolo che scende e si innesta all\u2019altezza delle spalle; il trapezio e questo muscolo che si aggancia dietro le orecchie e discende obliquamente verso le clavicole.<\/p>\n<p>Sono questi due grandi muscoli che entrano sempre in gioco, nella difesa, l\u2019aggressione. Coinvolgono immediatamente, anche, le tempie, la mascella, la glottide. Sono anch\u2019essi che ci mantengono costantemente in uno stato di prensione, di sequestro&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 proprio l\u00e0 che appaiono certi nodi, nell\u2019esperienza personale certamente, non si pu\u00f2 parlare di un altro!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non valuterete questo per seduta, per snodarvi completamente, ma potete avere la certezza che vi abbandonerete! Potrete dirmi, evidentemente, che \u00e8 una maniera di procedere perfettamente empirica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si, \u00e8 empirica, \u00e8 basata su un\u2019esperienza profonda, certamente, ma \u00e8 cos\u00ec che si vedono certi nodi fissati nel corpo, che sono potuti diventare patologici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si, ma vi sono le posizioni-chiave, non dimenticatelo, vi sono certi nodi che dipendono da altri nodi; evidentemente, per snodarli, occorre vedere le cose un po\u2019 pi\u00f9 nei dettagli, ma potete perfettamente arrivare a questo \u201cstato\u201d&#8230; ci\u00f2 che permette ai pensieri parassiti di non invadervi.<\/p>\n<p>Facciamo conoscenza con noi stessi: di saper osservarsi, di saper avvicinarsi, \u00e8 una cosa molto importante. E\u2019 unicamente questa \u201cLucida Presenza\u201d che pu\u00f2 intervenire come ordinatore, in tutta questa struttura fisica, mentale.<\/p>\n<p>Ogni intervento di qualcuno pu\u00f2 portare unicamente certe modifiche, certe correzioni, sicuro, ma non porter\u00e0 mai una strutturazione, un\u2019integrazione totale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Approcci alla Meditazione secondo\u00a0 JEAN\u00a0 KLEIN (Traduzione di Maurizio REDEGOSO KHARITIAN) &nbsp; Verso il nostro \u201cstato naturale\u201d Una sana ed armoniosa trasformazione della terra e degli uomini sar\u00e0 possibile solo con la conoscenza di noi stessi che ha senso attraverso una \u201cpratica\u201d della meditazione. 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