{"id":251,"date":"2010-09-12T18:07:15","date_gmt":"2010-09-12T18:07:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=251"},"modified":"2016-04-03T23:06:27","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:27","slug":"attitudine-transreligiosa-e-presenza-del-sacro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/attitudine-transreligiosa-e-presenza-del-sacro\/","title":{"rendered":"Attitudine transreligiosa e presenza del sacro"},"content":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9narie n. 43<\/p>\n<p>Basarab Nicolescu \u00e8 un fisico teorico del CNRS, presidente del Centro Internazionale di Ricerche e Studi Transdisciplinari.<\/p>\n<p>Il problema del sacro, come presenza di qualche cosa di irriducibilmente reale nel mondo, \u00e8 incontrovertibile per ogni approccio razionale della conoscenza. Si pu\u00f2 negare o affermare la presenza del sacro nel mondo e in noi stessi, ma si \u00e8 sempre obbligati a riferirsi al sacro, in vista di elaborare un discorso coerente sulla Realt\u00e0.<\/p>\n<p>Il sacro \u00e8 ci\u00f2 che unisce.<\/p>\n<p>Il suo senso risale all\u2019origine etimologica della parola \u201creligione\u201d (religare), ma non \u00e8 di per s\u00e9 l\u2019attributo di una o di un\u2019altra religione: \u201cIl sacro non implica la credenza in Dio o in dei o in spiriti. \u201cE\u2019\u2026 l\u2019esperienza di una realt\u00e0 e la sorgente della coscienza di esistere nel mondo\u201d scrive Mircea Elide. Essendo il sacro anzitutto una esperienza, si traduce con un sentimento (il sentimento religioso) di ci\u00f2 che unisce gli esseri e le cose e, di conseguenza, induce nella profondit\u00e0 dell\u2019essere umano il rispetto assoluto delle alterit\u00e0, unite dalla vita comune su una sola e stessa terra.<\/p>\n<p>L\u2019abolizione del sacro ha condotto all\u2019abominio di Aushwitz e ai venticinque milioni di morti del sistema stalinista. Il rispetto assoluto delle alterit\u00e0 \u00e8 stato rimpiazzato dalla pseudosacralizzazione di una \u201crazza\u201d o da un \u201cuomo nuovo\u201d incarnato da direttori eretti al rango di divinit\u00e0; l\u2019origine del totalitarismo si trova nell\u2019abolizione del sacro. Il sacro, in quanto esperienza di un reale irriducibile, \u00e8 effettivamente l\u2019elemento essenziale nella struttura della coscienza e non un semplice stadio nella storia della coscienza.<\/p>\n<p>Quando questo elemento \u00e8 violato, sfigurato, mutilato, la teoria diventa criminale. In questo contesto, l\u2019etimologia della parola \u201csacro\u201d \u00e8 altamente istruttiva. Questa parola viene dal latino \u201csacer\u201d che vuol dire \u201cci\u00f2 che non pu\u00f2 essere toccato senza sporcare\u201d ma anche \u201cci\u00f2 che non pu\u00f2 essere toccato senza essere sporcato\u201d. \u201cSacer\u201d designava il colpevole destinato agli dei degli inferi. Nello stesso tempo, per la sua radice indo-europea \u201csak\u201d, il sacro \u00e8 legato al \u201csancuts\u201d. Questa doppia faccia sacra-maledetta \u00e8 la doppia faccia della stesa Storia, con i suoi balbettamenti, le sue contorsioni, le sue contraddizioni che a volte danno l\u2019impressione che la Storia sia un racconto di pazzi.<\/p>\n<p>\u201cIl nostro secolo, con la psicoanalisi, ha riscoperto i demoni nell\u2019uomo; la prova che ci aspetta \u00e8 ora di riscoprire gli dei\u201d diceva Andr\u00e8 Malreaux nel 1955. E\u2019 paradossale e significativo che l\u2019epoca pi\u00f9 desacralizzata della Storia abbia fatto sorgere una delle riflessioni pi\u00f9 profonde sulla questione del sacro. Il problema irriducibile del sacro attraversa l\u2019opera di pensatori e creatori molto differenti del XX secolo, artisti e poeti ma anche scienziati ispirati, maestri di vita e maestri di pensiero. Il modello transdisciplinare della Realt\u00e0 getta una nuova luce sul senso del sacro. Una zona di assoluta resistenza lega il Soggetto e l\u2019Oggetto, i livelli di Realt\u00e0 e i livelli di percezione. Il \u201cmovimento\u201d in ci\u00f2 che ha di pi\u00f9 generale, \u00e8 la traversata simultanea dei livelli di Realt\u00e0 e del livello di percezione. Questo movimento coerente \u00e8 associato simultaneamente a due sensi, due direzioni: un senso ascendente (corrispondente a una salita attraverso i livelli di Realt\u00e0 e di percezione) e un senso discendente (corrispondente a una discesa attraverso i livelli). La zona di resistenza assoluta appare come la \u201csorgente di questo doppio movimento simultaneo e non di livelli di Realt\u00e0 e di percezione: una resistenza assoluta appare come la \u201csorgente\u201d di questo doppio movimento simultaneo e non contraddittorio, della salita e discesa attraverso i livelli di realt\u00e0 e di percezione: una resistenza assoluta e evidentemente incompatibile con l\u2019attribuzione di una sola direzione (di salita o di discesa) precisamente perch\u00e9 essa \u00e8 \u201cassoluta\u201d.<\/p>\n<p>Questa zona \u00e8 un \u201caldil\u00e0\u201d in rapporto ai livelli di Realt\u00e0 e di percezione, ma un aldil\u00e0 unito ad essi. La zona di resistenza assoluta \u00e8 lo spazio della coesistenza della trans-ascendenza e della trans-discendenza. Come trascendere \u00e8 legato alla nozione filosofica di trascendenza (trans = al di l\u00e0, ascendere = salire); come trans-discendente \u00e8 connesso alla nozione di immanenza. La zona di resistenza assoluta \u00e8 di volta in volta trascendenza immanente e immanenza trascendente. L\u2019espressione trascendenza immanente mette l\u2019accento sulla trascendenza, mentre immanenza trascendente mette l\u2019accento sulla immanenza. Perci\u00f2 non sono adeguate a designare la zona di resistenza assoluta, che appare come il reale irriducibile, non potendosi ridurre n\u00e9 alla trascendenza-immanente n\u00e9 alla immanenza-trascendenza. Converrebbe, per designare questa zona di resistenza assoluta, la parola \u201csacro\u201d in quanto concilia la trascendenza immanente e l\u2019immanenza trascendente. Il sacro permette l\u2019incontro tra il movimento ascendente e quello discendente dell\u2019informazione e della coscienza attraverso i livelli di realt\u00e0 e di percezione.<\/p>\n<p>Questo incontro \u00e8 la condizione ineludibile della nostra libert\u00e0 e della nostra responsabilit\u00e0. In questo senso, il sacro appare come la sorgente ultima dei nostri \u201cvalori\u201d. E\u2019 lo spazio di unit\u00e0 tra il tempo e il non-tempo, il causale e l\u2019a-causale.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 unit\u00e0 aperta delle domande nella molteplicit\u00e0 delle risposte, perch\u00e9 il \u201csacro\u201d \u00e8 la domanda.<\/p>\n<p>Le diverse religioni, cos\u00ec come le correnti agnostiche e atee, in un modo o nell\u2019altro si definiscono in rapporto alla questione del sacro. Il sacro, in quanto esperienza, \u00e8 la sorgente di un atteggiamento trans-religioso. La trans-disciplinariet\u00e0 non \u00e8 n\u00e9 religiosa n\u00e9 areligiosa: \u00e8 transreligione. E\u2019 l\u2019atteggiamento transreligioso, derivato da una trans-disciplinariet\u00e0 vissuta, che ci permette d\u2019imparare a conoscere e apprezzare la specificit\u00e0 delle tradizioni religiose e areligiose che ci sono estranee, per meglio percepire le strutture comuni che le fondano e arrivare cos\u00ec a una visione transreligiosa del mondo.<\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento transreligioso non \u00e8 in contraddizione con nessuna tradizione religiosa e nessuna corrente agnostica o atea, nella misura in cui queste tradizioni e queste correnti riconoscono la presenza del sacro. Questa presenza \u00e8 infatti la nostra trans-presenza nel mondo. Se fosse generalizzato, l\u2019atteggiamento transreligioso renderebbe impossibile ogni guerra i religione.<\/p>\n<p>La fine punta del trasculturale arriva al transreligioso. Per una curiosa coincidenza storica, la scoperta della \u201cVenere di Lespugne\u201d avvenne nel 1922, due anni solo dopo lo scandalo della \u201cPrincipessa x\u201d di Brancusi, scultore espulso dal salone degli Indipendenti a Parigi, per oscenit\u00e0. I critici d\u2019arte scoprirono stupefatti la somiglianza incredibile tra una scultura paleolitica e quella del pi\u00f9 innovatore dei creatori dell\u2019epoca, che fu poi riconosciuto come il fondatore della scultura moderna.<\/p>\n<p>Venere Lespugne &#8211; Venere di Brancusi<\/p>\n<p>Brancusi come l\u2019autore anonimo della Venere di Lespugne cercavano di rendere visibile l\u2019essenza invisibile del movimento. Tentarono, attraverso la loro propria cultura, di rispondere alla questione del sacro, di rendere visibile l\u2019invisibile. Nonostante i millenni, le forme uscite dal loro essere interno hanno una somiglianza stupefacente. L\u2019atteggiamento transreligioso non \u00e8 una semplice proiezione utopistica: \u00e8 inscritta nelle profondit\u00e0 del nostro essere.<\/p>\n<p>Attraverso il transculturale, che sfocia nel transreligioso, la guerra delle culture, minaccia sempre pi\u00f9 presente nella nostra epoca, non avrebbe pi\u00f9 alcuna ragione d\u2019esistere. La guerra delle civilizzazioni non avrebbe luogo se l\u2019atteggiamento transculturale e transreligioso trovassero il loro giusto posto nella modernit\u00e0.<\/p>\n<p>\u2013 Traduzione di Luciana Scalabrini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9narie n. 43 Basarab Nicolescu \u00e8 un fisico teorico del CNRS, presidente del Centro Internazionale di Ricerche e Studi Transdisciplinari. Il problema del sacro, come presenza di qualche cosa di irriducibilmente reale nel mondo, \u00e8 incontrovertibile per ogni approccio razionale della conoscenza. 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