{"id":2515,"date":"2013-02-12T14:03:24","date_gmt":"2013-02-12T14:03:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2515"},"modified":"2016-04-03T23:02:31","modified_gmt":"2016-04-03T23:02:31","slug":"ritornare-al-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/ritornare-al-presente\/","title":{"rendered":"Ritornare al presente"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">RICHARD\u00a0 MOSS<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\"><em>RITORNARE AL PRESENTE<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">A cura di Maurizio Redegoso Kharitian<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>3e mill\u00e8naire &#8211; In un momento di tranquillit\u00e0, molte cose sembrano risvegliarsi nel mio corpo, una nuova sensibilit\u00e0, dei movimenti di energia, un rilassamento sconosciuto. In pochi secondi, divento vivo in un modo nuovo. Si manifesta un cambiamento, che non giunge dal pensiero. Ma immediatamente, con tutto ci\u00f2 che devo fare, la vita riparte e questo istante di apertura \u00e8 dimenticato. Divento totalmente identificato a ci\u00f2 che accade. E\u2019 come se due mondi esistessero nello stesso tempo, ma non si causavano. E\u2019 possibile collegarli?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Richard Moss &#8211; Capisco ci\u00f2 che dite. Penso che abbiamo tutti avuto delle esperienze di una realt\u00e0 differente, di uno stato di coscienza pi\u00f9 elevato, stati di coscienza allargati. Stabiliamo una divisione tra la vita quotidiana e la vita spirituale. Nel mio caso, nei primi tempi del mio risveglio, dedicavo la mia vita a provare ad andare sempre pi\u00f9 profondamente in questo stato di coscienza pi\u00f9 elevato e consideravo i bisogni della vita quotidiana come una necessit\u00e0. Non accettavo dunque veramente la vita di tutti i giorni. Maturando, ho preso coscienza che per essere completo, dovevo vivere la vita quotidiana con sempre pi\u00f9 profondit\u00e0. Non vi \u00e8 separazione fra la vita spirituale, le pratiche che ne derivano, ed il modo in cui viviamo ogni aspetto della nostra vita quotidiana. La pratica spirituale non ha vocazione ad ingrandirsi posizionandosi al di sopra della vita di tutti i giorni, ma ad entrare di pi\u00f9 nella vita ed in ciascuno dei suoi aspetti. Il lavoro spirituale \u00e8 di vedere le nostre abitudini, i nostri condizionamenti, le nostre reazioni automatizzate, i nostri modi di proteggerci o di identificarci e dunque di sentirci separati dagli altri e di agire come se fosse il caso. E\u2019 qui la radice della paura e di tutto il conflitto. E\u2019 il modo in cui\u00a0 implichiamo noi stessi nelle cose, la nostra identificazione, il vero problema. E l\u2019identificazione (nel senso in cui ci focalizziamo su noi stessi, in cui ci chiudiamo agli altri ed al mondo attorno a noi) non cessa di amplificarsi quando viviamo nella paura od il timore, che non ci sentiamo a nostro agio.<\/p>\n<p>Il lavoro consiste allora nel riconoscere la nostra identificazione. Non \u00e8 lasciare che ci porti via quando vi \u00e8 minaccia, che questa tocchi le nostre emozioni, che siano fisiche, finanziarie, o che vengano dalla malattia. Se siete ansiosi, se percepite una minaccia, se la pressione che fa pesare su di voi solleva dell\u2019inquietudine, se vivete delle difficolt\u00e0 relazionali, la vostra identificazione si amplifica e vi fate diventare pi\u00f9 \u201cpiccoli\u201d. Se potete ricordarvi dei momenti di gioia, di espansione, questi momenti in cui l\u2019identificazione scompare e dove improvvisamente non resta che unit\u00e0 o sentimento di totalit\u00e0 &#8211; non voglio cercare di caratterizzare questo stato, avendolo ognuno di noi gustato nella vita -, un\u2019opportunit\u00e0 si presenta: quella di scegliere coscientemente di sentire la propria vulnerabilit\u00e0 senza lasciare che le emozioni ci trascinino nell\u2019identificazione. Questa pratica \u00e8 molto importante perch\u00e9 la paura e l\u2019identificazione sono alla radice della crudelt\u00e0, dell\u2019avidit\u00e0, dell\u2019ingiustizia e di tutti i conflitti. Se vi staccate dall\u2019identificazione stessa nei momenti in cui vi sentite in pericolo, o avete paura, avete allora l\u2019occasione di diventare pi\u00f9 compassionevoli, pi\u00f9 tolleranti. Potete accettare di pi\u00f9, perdonare di pi\u00f9, ma senza debolezza, senza rinnegare i vostri bisogni, senza lasciare che nessuno prenda il controllo della vostra vita. Vi ritroverete in una posizione di autenticit\u00e0 e di autorit\u00e0, anche percependo molto intensamente la vostra vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 qui che i due mondi, quello della pratica spirituale &#8211; gli istanti di grazia, di pace e di libert\u00e0 -, e quello della vita di tutti i giorni, si incontrano. Si uniscono nel modo in cui scegliamo di agire ad ogni istante. Una parte di noi ha toccato questo luogo atemporale che \u00e8 al di l\u00e0 del nostro ego, un luogo completamente libero e sempre nella pienezza. Un\u2019altra parte di noi non \u00e8 mai libera, mai riempita; si sente sempre sola, sempre minacciata da qualcosa, sempre separata da tutto, isolata. Non pu\u00f2 essere eliminata; \u00e8 la nostra parte umana. Una vita spirituale che tenta di eliminare il lato umano e cerca solamente di vivere qualcosa di trascendentale non \u00e8 la mia via. Alcuni vogliono forse vivere cos\u00ec, ma penso che questo cammino riposi sulla paura del mondo e non sull\u2019amore del mondo. Ci sono 7 miliardi di persone sul pianeta e pochi vogliono o possono vivere nella solitudine, in una grotta o un monastero, provando ad essere costantemente nello stato di coscienza pi\u00f9 elevato, lo stato d\u2019unificazione. Il cammino \u00e8 per me di imparare ad avere uno spirito spazioso ed un corpo rilassato, pronto, anche nel cuore delle pi\u00f9 grandi tormente.<\/p>\n<p>Talvolta mi sento perduto, ho l\u2019impressione di non sapere niente, e nello stesso tempo sento questo sentimento di essere senza limite, che emerge nel bel mezzo di questa paura e di questa ignoranza. E\u2019 per il fatto stesso di poter guardare la paura in quanto oggetto e non come una realt\u00e0 che ci domina, di vedere la paura come una forza nelle nostre vite senza che governi, che questa via di approfondimento della coscienza ci guarisca. La paura \u00e8 qui, ma c\u2019\u00e8 anche questo grande spazio nel quale siamo coscienti della paura. La nostra identificazione ci rende piccoli e perdiamo la connessione con questo stato di coscienza allargata. E\u2019 per questo che soffriamo veramente. Ma se arriviamo a resistere a questo inghiottimento nell\u2019identificazione, la sofferenza si manifester\u00e0 ancora ma non ci ferir\u00e0 pi\u00f9. Non ci render\u00e0 pi\u00f9 malati, non ci condurr\u00e0 pi\u00f9 a far del male agli altri. Il contesto nel quale \u00e8 vissuta la sofferenza cambia. Cessiamo di aggiungere sofferenza alla sofferenza. Non proiettiamo pi\u00f9 le nostre insoddisfazioni e le nostre paure sugli altri. Ci fermiamo di vivere in un modo costante di difesa e di reattivit\u00e0. La vita continua a metterci di fronte a situazioni difficili; vedremo talvolta le persone diventare violente, riempirsi di collera, di amarezza, di risentimento, di ansiet\u00e0 ma anche in queste situazioni, non dobbiamo lasciare produrre questo in noi. La vita \u00e8 come un teatro. Talvolta, abbiamo l\u2019impressione di vivere una sorta di tragedia greca, ma possiamo decidere di non lasciare la situazione trasformarci in una persona collerica o amara perch\u00e9 \u00e8 la nostra scelta.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 implica dunque una scelta e all\u2019inizio non sappiamo come fare. Ogni nostro condizionamento ci spinge nell\u2019identificazione. Inoltre, imparare a fermare questo meccanismo ed iniziare a detestare la propria identificazione pi\u00f9 di tutto, \u00e8 un passo cosciente essenziale. Non sto dicendo che dovreste giudicarvi per la vostra tendenza ad identificarvi. Dico che ciascuno di noi deve vedere questo, vederlo in se stessi totalmente. Ne diventiamo malati fintanto che questo meccanismo ci distrugge, noi e coloro che ci circondano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>In questo modo non occorre di voler eliminare ci\u00f2 che chiamate la personalit\u00e0 di sopravvivenza, ma integrarla in un insieme pi\u00f9 vasto? Vedo nella mia vita a che punto \u00e8 difficile, a che punto sono incapace d\u2019incorporare questo&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 <\/em>Il problema adesso, e questo \u00e8 sempre stato il caso, \u00e8 la paura. Quando \u00e8 qui, l\u2019identificazione s\u2019imballa e s\u2019inasprisce. Quando si accresce cos\u00ec e si rinforza, ci si polarizza sempre pi\u00f9 su se stessi, ci si sente sempre pi\u00f9 separati dagli altri, e vi sono sempre pi\u00f9 discordie. Ognuno, in quanto individuo, deve assumersi la responsabilit\u00e0 di questo. La certezza non esiste, in nessuna vita, e non vi \u00e8 libert\u00e0 in assenza di tensione dinamica tra la parte trascendente di noi stessi &#8211; il nostro spirito senza limite che \u00e8 veramente una coscienza Una &#8211; e quella che \u00e8 umana, sempre divisa e piena di paure. E\u2019 l\u2019integrazione di queste due parti che ci pone sul cammino del guerriero dell\u2019Amore. Il guerriero \u00e8 qui per superare lo stadio dell\u2019identificazione e per collegarsi profondamente a se stesso, agli altri, ad ogni aspetto della vita. In questo modo, pu\u00f2 iniziare a cominciare a diventare saggio e ad emanare un\u2019energia, una presenza. In questa presenza, le persone scoprono che la loro propria integrazione \u00e8 accelerata. In presenza di una persona che ha fatto qualche passo in direzione di una integrazione pi\u00f9 profonda, le persone scoprono che la paura ed i conflitti si attenuano, si risolvono pi\u00f9 facilmente. Se la paura diminuisce, l\u2019identificazione diminuisce. E\u2019 lei il problema. Non potete liberarvi di lei, ma potete continuare la sua trasmutazione. E\u2019 questo il lavoro, ed \u00e8 un lavoro atemporale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Dicevate che il problema dell\u2019accettazione \u00e8 molto importante. Ci\u00f2 che vedo \u00e8 che, accettando veramente qualcosa, si produce un rilassamento nel corpo&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 <\/em>&#8230;si, e si ride di pi\u00f9&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;<em>e in un secondo, tutto si modifica&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&#8230;Trovare l\u2019accettazione, invitare la possibilit\u00e0 di questo cambiamento istantaneo di realt\u00e0 che \u00e8 come una grazia, \u00e8 una pratica. Continuare a ritornare alla coscienza della vostra respirazione. Continuare a ritornare alla coscienza di ci\u00f2 che vedete ed ascoltate. Ritornare ai vostri sensi ed iniziare ad osservare ci\u00f2 che il vostro spirito vi racconta. Pi\u00f9 voi siete presenti nel vostro corpo, e pi\u00f9 il vostro spirito sar\u00e0 silenzioso. Il vostro stato d\u2019essere improvvisamente si modifica. Vi sentite liberati dalla paura; c\u2019\u00e8 chiarezza. Conoscete con precisione l\u2019azione che dovete compiere. Il nostro mentale pensante, molto spesso, non \u00e8 vostro amico. L\u2019intelletto \u00e8 un amico se dobbiamo concepire una costruzione o un ponte, qualcosa di concreto, di oggettivo. Ma ci\u00f2 che noi siamo nel nostro essere non \u00e8 n\u00e9 concreto n\u00e9 oggettivo; \u00e8 un profondo mistero. Quando il vostro spirito vi dice chi siete,\u00a0 giudica la vostra vita o quella degli altri,\u00a0 cerca di dirvi come dovreste essere, questa parte del vostro mentale non \u00e8 vostra amica. Non abbiate alcuna fiducia in lei. Guardatela, ma non lasciate che vi guidi.<\/p>\n<p>Restare nel corpo, nel soffio, nel presente, ritornare al momento presente, ancora e ancora e ancora, \u00e8 essenziale. Ritornando nel momento presente, vi appropriate di questa coscienza allargata. Ma la vita fa in modo che dobbiate vivere anche nel tempo, nel mondo del \u201cio-voi\u201d, del \u201cil mio-il vostro\u201d, del soggetto-oggetto. E\u2019 il mondo delle necessit\u00e0 dettate dal quotidiano, delle sofferenze di tutti i giorni, quello in cui si diventa vecchi, malati e in cui si muore. Non potete non vivere in questi due universi differenti, l\u2019atemporale ed il temporale, il Senza-nome ed il nominabile. Ma non sono veramente separati, potete ricongiungerli. E\u2019 in questa maniera che il riso scaturisce pi\u00f9 spesso, che il perdono \u00e8 pi\u00f9 spesso accordato, che la pace e l\u2019accettazione crescono. Vi illuminate dall\u2019interno, c\u2019\u00e8 una corrente, una presenza che vi rende sempre pi\u00f9 vicini a voi stessi, e da tutto ci\u00f2 che esiste. Per quanto io possa dire, non vi \u00e8 fine a questo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICHARD\u00a0 MOSS RITORNARE AL PRESENTE &nbsp; A cura di Maurizio Redegoso Kharitian &nbsp; &nbsp; 3e mill\u00e8naire &#8211; In un momento di tranquillit\u00e0, molte cose sembrano risvegliarsi nel mio corpo, una nuova sensibilit\u00e0, dei movimenti di energia, un rilassamento sconosciuto. In pochi secondi, divento vivo in un modo nuovo. 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