{"id":2518,"date":"2013-03-30T09:19:23","date_gmt":"2013-03-30T09:19:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2518"},"modified":"2016-04-03T23:02:31","modified_gmt":"2016-04-03T23:02:31","slug":"il-silenzio-ed-il-canto-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/il-silenzio-ed-il-canto-della-vita\/","title":{"rendered":"Il silenzio ed il canto della vita"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">PAUL\u00a0 PUJOL<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">IL\u00a0 SILENZIO\u00a0 ED\u00a0 IL\u00a0 CANTO\u00a0 DELLA\u00a0 VITA<\/p>\n<p align=\"center\">Traduzione a cura di Maurizio Redegoso Kharitian<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una persona ci ha contattato per sapere se volessimo scrivere un testo sul silenzio. Rispondendo favorevolmente, ci si chiede se questo \u00e8 veramente possibile. Se ogni parola o scritto sul silenzio non fa sfuggire quest\u2019ultimo. Essendo il silenzio per definizione l\u2019assenza del suono, delle parole, la sospensione di ogni rumore esistente.<\/p>\n<p>E\u2019 senza dubbio possibile di vivere il silenzio, ma di parlarne? Esprimersi a suo riguardo non \u00e8 tradire l\u2019assenza stessa del silenzio?<\/p>\n<p>Queste domande legittime si pongono assolutamente in modo logico a colui che accetta la sfida di parlare del silenzio. Se queste domande non sono presenti, \u00e8 perch\u00e8 questo spirito non ha alcuna coscienza della delicatezza del soggetto, non ha alcuna coscienza della fragile e misteriosa percezione del silenzio&#8230; Per un tale spirito, il silenzio non \u00e8 che una parola difficile, una successione di concetti e di luoghi comuni che tutto il mondo utilizza oggi.<\/p>\n<p>Ma siamo degli esseri di relazione, nessuno vive isolato, e se un uomo scopre veramente questa immensa realt\u00e0, tutto il suo essere lo spinge a volere condividere questo con gli altri. Quest\u2019uomo si rende conto rapidamente della difficolt\u00e0 di questa comunicazione. Quando parla del silenzio le persone dicono: \u201c\u00e8 formidabile signore, anch\u2019io ho conosciuto questo\u201d. Allora colui che avrebbe voluto parlare tace e ascolta l\u2019altro, e vede ed ascolta carrettate di parole, delle cascate verbali senza fine. Ascolta mille e una descrizione, ed il suo interlocutore si entusiasma e non finisce pi\u00f9 di parlare. Quasi tutte le persone dicono di conoscere il silenzio, ma si vede semplicemente che per gli uomini tutto questo non \u00e8 che un oceano di parole, pu\u00f2 darsi vi siano state delle esperienze nel passato, ma non vi \u00e8 pi\u00f9 niente di vivo nel presente. Ci\u00f2 \u00e8 molto sorprendente, allora ci si chiede se noi stessi non facciamo lo stesso. \u201cLa mia comunicazione non \u00e8 che un seguito di parole sterili, non \u00e8 che una semplice espressione orale senza alcuna vita?\u201d.<\/p>\n<p>Le parole, o gli scritti sono vivi, vibranti di energia? Questo scorre nelle mie vene come del sangue. Quando parliamo del silenzio, entra in esistenza in noi, nella nostra relazione?\u00a0 Pu\u00f2 esservi una vita in relazione con il silenzio, e colui che vive tutto ci\u00f2 pu\u00f2 anche non trovare le parole per esprimerlo, per provare a comunicarlo, di condividerlo con l\u2019altro.<\/p>\n<p>Dunque che cos\u2019\u00e8 il silenzio? Questa domanda \u00e8 senza dubbio valida, ma occorre veramente guardare allo spirito che la descrizione non \u00e8 la cosa descritta; la parola silenzio non \u00e8 <em>il silenzio<\/em>, la descrizione di un fiore non \u00e8 <em>il fiore<\/em>.<\/p>\n<p>E\u2019 importante fare questa precisazione, in quanto si chiede allora al lettore di non attardarsi su questa o quella espressione, ma di provare a soddisfare al di l\u00e0 delle parole l\u2019intenzione dell\u2019autore, di sentire veramente il profumo di ci\u00f2 che \u00e8 espresso.<\/p>\n<p>Dunque siamo chiari, le parole sono degli strumenti che non hanno fine in se stessi. Una frase pu\u00f2 avere la sua propria bellezza, ma se si resta unicamente l\u00ec, non si \u00e8 in relazione con l\u2019autore, e soprattutto con ci\u00f2 che desidera farci toccare, con ci\u00f2 che vuole farci assaggiare.<\/p>\n<p>Che cos\u2019\u00e8 il silenzio? Se ne crediamo il senso comune, \u00e8 l\u2019assenza di rumore, di suoni. Il silenzio esiste dunque quando il rumore non \u00e8 presente? E\u2019 l\u2019assenza di rumori che crea il silenzio? Il silenzio non sarebbe dunque\u00a0 che un intervallo tra due suoni? Il silenzio nasce dal suono, o l\u2019inverso?<\/p>\n<p>Lo vediamo, il silenzio ha una evidente relazione con il suono, con il rumore. Definiamo il silenzio in relazione al suono, li paragoniamo, li opponiamo. E\u2019 quando non vi \u00e8 rumore che si distingue allora il silenzio, quando un rumore finisce, allora nasce il silenzio&#8230; Un musicista darebbe un\u2019illuminazione un poco differente, ci direbbe che senza pausa di silenzio tra le note, la musica sarebbe di fatto totalmente inascoltabile. Sarebbe giusto una cacofonia senza alcuna armonia n\u00e9 bellezza. Possiamo dire ugualmente che il suono, o il rumore \u00e8 <em>l\u2019espressione <\/em>di qualcosa che esiste: il suono di un flauto, il rumore di un torrente di montagna, lo scricchiolio di un ramo. Se vi \u00e8 un suono, \u00e8 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcosa che produce questo suono. Siamo insieme caro lettore in questa esplorazione?<\/p>\n<p>Dunque il suono \u00e8 l\u2019espressione dell\u2019esistenza, di una cosa o della relazione naturale tra pi\u00f9 cose, come il vento che soffia nei rami degli alberi, o il galoppo di un cavallo su un percorso di terra. Il suono \u00e8 legato all\u2019esistenza, non \u00e8 vero? Intendiamo bene questo? E\u2019 un fatto, non una descrizione od una definizione. Allora si pone la seguente domanda: se il silenzio \u00e8 l\u2019opposto del suono (ci\u00f2 che stiamo esaminando, non diciamo che questo \u00e8 vero, diciamo: \u201c<em>se il silenzio \u00e8 l\u2019opposto&#8230;<\/em>\u201d), allora che cos\u2019\u00e8 il silenzio in relazione all\u2019esistenza?<\/p>\n<p>Vediamo veramente a che punto questa indagine deve essere condotta con molta sottigliezza, possiamo giungere molto presto a dire enormi sciocchezze; dunque restiamo esitanti ed avanziamo dolcemente (insieme) per favore.<\/p>\n<p>In primo luogo, ritorniamo a questa affermazione: Il silenzio \u00e8 l\u2019opposto del suono, del rumore? Sono antagonisti? Ci\u00f2 che \u00e8 certo, \u00e8 che non possono stare insieme nello stesso momento, quando l\u2019uno esiste, l\u2019altro non pu\u00f2 essere&#8230; I due stati possono succedersi, come nella musica, ma non possono vivere insieme. Ma questo ne fa degli opposti? Gli opposti si annullano, o si annichiliscono, l\u2019esistenza dell\u2019uno fa che l\u2019altro non <em>pu\u00f2<\/em> essere. Ma osserviamo pi\u00f9 precisamente, utilizziamo della visione profonda. Il silenzio distrugge veramente il suono? Se non ci fosse il silenzio, udiremmo il suono, il rumore? Questa cosiddetta opposizione non \u00e8 che una vista dello spirito, non \u00e8 vero? L\u2019essenza stessa del silenzio rende percettibile il suono, pu\u00f2 anche trasformare il rumore in suono, e quest\u2019ultimo crea allora la musica. E quando il suono finisce, in quanto tutto ci\u00f2 che esiste finisce, allora il silenzio \u00e8 nuovamente qui.<\/p>\n<p>Qui scopriamo qualcosa. Guardiamo bene per favore, il suono nasce e muore, finisce; <em>ha un\u2019esistenza, con una nascita ed una fine. <\/em>Che ne \u00e8 del silenzio stesso, ha un\u2019esistenza? Qual\u2019 \u00e8 la sua essenza, ha un inizio ed una fine? Oppure il silenzio nasce dalla fine del rumore? Scopriamo insieme cari amici! Il fatto indiscutibile \u00e8 che se non c\u2019\u00e8 silenzio non ascoltiamo i suoni, i canti degli uccelli, le auto che passano; il silenzio permette la percezione dei suoni, non \u00e8 vero? Ora, i suoni permettono la percezione del silenzio? Durante la loro esistenza, evidentemente no, ma quando finiscono, allora si percepisce il silenzio, e secondo l\u2019intensit\u00e0 pi\u00f9 o meno forte di questi suoni, si riceve con pi\u00f9 o meno intensit\u00e0 la presenza del silenzio.<\/p>\n<p>Per percepire il silenzio, il suono deve finire, ma non \u00e8 evidente che il silenzio sia creato dalla fine del suono&#8230; E\u2019 la percezione che \u00e8 resa possibile, non \u00e8 vero?, non l\u2019esistenza del silenzio. Guardiamo il contrario, sembra veramente che il suono nasca dal silenzio, lo percepisce anche grazie al silenzio, ma il suono nasce e muore come abbiamo visto, e non pu\u00f2 nascere da se stesso. Nascere vuol dire venire alla luce per la prima volta, essere vergine da ogni passato, essere nuovo, innocente; se il suono nasce dal suono, allora non \u00e8 una vera nascita, \u00e8 il prolungamento di ci\u00f2 che esiste gi\u00e0. Dunque il suono non nasce da se stesso, entra in esistenza se stesso, non arriva da un\u2019altra esistenza, e<em> l\u2019assenza di esistenza \u00e8 il silenzio.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 <\/em>E\u2019 questa la vera creazione, il silenzio permette la nascita del suono, delle parole, di tutte le sensazioni, di tutte le musiche del mondo, genera il canto delle balene nel profondo degli oceani.<\/p>\n<p>Cominciamo a vedere che cos\u2019\u00e8 il silenzio, dalla sua stessa essenza, permette la creazione, vale a dire l\u2019esistenza delle cose e degli esseri. Possiamo allora dire che esso stesso ha un\u2019esistenza? Qual\u2019 \u00e8 la sua natura reale? Se ha un\u2019esistenza come abbiamo visto, ha un inizio ed una fine, ma ci\u00f2 mi sembra non essere il caso. In maniera pi\u00f9 o meno confusa, sentiamo che il silenzio \u00e8 al di l\u00e0 dell\u2019apparizione e della sparizione, non ha l\u2019aria di essere veramente creata, non possiamo dire che entra in esistenza, ma \u00e8 la sua percezione che si fa giorno in noi.<\/p>\n<p>Vediamo molto profondamente tutto ci\u00f2, esploriamo insieme, questa cosa non nasce, non ha un\u2019esistenza come noi la conosciamo (<em>diciamo questo per semplificare la nostra ricerca), <\/em>e se non c\u2019\u00e8 nascita, esistenza, ci pu\u00f2 essere morte e sparizione? Evidentemente no, non \u00e8 vero? Solo ci\u00f2 <em>che esiste<\/em> muore, scopriamo dunque da questa indagine che il silenzio \u00e8 al di fuori del movimento del tempo. <em>Il tempo, \u00e8 la nascita, la crescita, la decrepitezza e la morte, <\/em>e vediamo adesso che il tempo non \u00e8 legato a questo movimento, ci\u00f2 vuol dire che il silenzio non muore mai&#8230;<\/p>\n<p>Dunque quando la musica esiste, con tutti i rumori della terra, con tutti i dialoghi incessanti dello spirito, con il rumore dell\u2019ego che declama, malgrado tutto ci\u00f2,<em> il silenzio \u00e8 sempre qui, <\/em>sempre presente, inalterabile. Nel momento in cui lo spirito cessa di agitarsi, lo spirito pu\u00f2 toccare questa cosa immutabile, immutata dalla notte dei tempi.<\/p>\n<p>Il silenzio \u00e8 come un\u2019immensa distesa senza fine, \u00e8 l\u2019essenza della vacuit\u00e0. Non abbiate paura di questa parola per favore. La parola vacuit\u00e0 \u00e8 legata alla parola vacante, vacanza, vale a dire avere il piacere di essere disponibile, tranquillo e talvolta percepire e ricevere questa immensit\u00e0. Ed una volta percepita, occorre lasciarla andare via e finire, morire per meglio nascere nuovamente.<\/p>\n<p>Il suono dello spirito, il suo proprio rumore, \u00e8 la credenza nel mio io, \u00e8 la fortissima impressione che esiste un\u2019entit\u00e0 psicologica, o spirituale autonoma, un\u2019anima od uno spirito personale. Questo rumore dello spirito \u00e8 il frutto del movimento del pensiero, e questo movimento fa nascere la sofferenza, l\u2019isolamento e la violenza nei rapporti umani. Un tale spirito pu\u00f2 avere una relazione con questo profondo silenzio? Il baccano del pensiero pu\u00f2 scoprire questa immensit\u00e0? Vediamo bene, sfortunatamente, che per la maggior parte del tempo le persone avvicinano questo terreno con l\u2019ausilio del pensiero. Provano a capire questo, di sentirlo con il loro mentale. Torniamo all\u2019inizio della nostra indagine, confondiamo senza sosta la descrizione e la cosa scritta, &#8211; la parola, l\u2019immagine sono diventati pi\u00f9 importanti dei fatti stessi.<\/p>\n<p>E\u2019 sufficiente di guardare attorno a noi. Tutta la societ\u00e0 valorizza l\u2019immagine, l\u2019apparenza. Le stesse religioni sono in questa trappola, si rappresenta il sacro in magnifici\u00a0 dipinti o icone, e queste immagini diventano esse stesse sacre. Non sappiamo nulla del sacro, ma vi sono delle rappresentazioni, delle immagini, allora si pregano queste immagini, le adoriamo. E lo spirito percepisce solo che \u00e8 lui che ha creato queste immagini, e dunque lo spirito adora se stesso attraverso tutte queste pie immagini. In queste azioni lo spirito dell\u2019uomo si consacra ad un culto a se stesso, penso che non vediamo ci\u00f2. Dunque cercando il silenzio, non cerchiamo di dire che lo spirito che scopre il silenzio diventa questo silenzio, in quanto lo spirito \u00e8 in un movimento fuori dal tempo, che sfugge alla morte&#8230; Sono delle vecchie lune, dei tali luoghi comuni che gli uomini si raccontano da tanto tempo. Visto questo non cadiamo nel tranello dell\u2019autocompiacimento. Non prendiamoci per degli dei. Ci\u00f2 che sappiamo di loro, l\u2019abbiamo inventato noi, non \u00e8 che una proiezione della nostra miseria e della nostra confusione.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 allora lo spirito umano\u00a0 penetrare in questa dimensione di silenzio, fatta di assenza di esistenza (<em>l\u2019abbiamo visto mi sembra<\/em>)? Che il suono esista, il silenzio \u00e8 sempre qui, ma non \u00e8 percettibile. Che il suono esista o no, che vi sia il rumore dello spirito o no, il silenzio \u00e8 qui, \u00e8 solo la sua percezione che si realizza o non si realizza. Diciamo che un contatto pu\u00f2 avere luogo, quando il movimento dei pensieri \u00e8 sospeso, almeno momentaneamente, quando il suono dello spirito finisce&#8230; Capiamo ci\u00f2 che questo vuol dire veramente? Lasciar finire il movimento del pensiero, vederlo nascer e vederlo morire, cosa vuol dire? E\u2019 fantascienza, una irrealistica utopia, o anche un aberrazione distruttrice? E\u2019 anche possibile? Ammettiamo facilmente che nel modo tutto muove, tutto cambia, le stagioni passano, le foglie nascono in primavera e muoiono in autunno, i presidenti ed i primi ministri cambiano. Possiamo perdere il nostro lavoro, la nostra sposa ci pu\u00f2 lasciare per un altro uomo, sappiamo tutto questo ed anche se tutto questo non ci piace, l\u2019ammettiamo come verit\u00e0, possibile e probabile. Allora se tutto ci\u00f2 pu\u00f2 cambiare, perch\u00e9 il movimento dei pensieri sarebbe sempre lo stesso? Quale legame fra il cambiamento e la fine di una cosa? Lo sappiamo molto bene, <em>vediamo bene che un vero cambiamento \u00e8 innanzitutto la fine di ci\u00f2 che \u00e8, <\/em>e dato che siamo attaccati a ci\u00f2 che \u00e8, questo ci pare doloroso e genera la sofferenza nelle nostre vite e noi rapporti con gli altri. Se mia moglie mi lascia, \u00e8 perch\u00e9 la nostra relazione amorosa \u00e8 finita, il nostro rapporto \u00e8 adesso totalmente differente.<\/p>\n<p>Dunque il vero cambiamento, \u00e8 la fine di ci\u00f2 che \u00e8, e logicamente finire totalmente qualcosa, \u00e8 cambiare la nostra maniera di vivere. Allora adesso lo spirito non ha pi\u00f9 paura di lasciar finire il movimento dei pensieri, questo non si produce forse subito, ma lo spirito non ha pi\u00f9 paura di questa eventualit\u00e0. Di fatto senza rendersene conto lo spirito \u00e8 gi\u00e0 cambiato, la paura \u00e8 meno pregnante, domina meno lo spirito, e lo spirito \u00e8 gi\u00e0 diverso. Osservando come funzionano i pensieri, osservando veramente, lo spirito vede direttamente questo movimento del mentale, non vi pensa, lo guarda veramente. Se osserviamo profondamente qualcosa, \u00e8 questa cosa che conta, e non il mio punto di vista o i miei pensieri su questa cosa. Quindi si osserva direttamente il movimento dei pensieri, non si pensa ai pensieri, li si osserva effettivamente, come dei fatti concreti. Se non pensiamo durante questa osservazione, i pensieri (che commentano) sono assenti di spirito, quest\u2019ultimo \u00e8 silenzioso, senza suoni interiori; e se i pensieri sono assenti, vi \u00e8 un pensiero che esiste?<\/p>\n<p>La vera osservazione, profonda, esiste per l\u2019assenza stessa del pensatore, dell\u2019io, dell\u2019entit\u00e0 che parla e che commenta. Vi \u00e8 l\u2019osservazione, lo sguardo vivo, in questa <em>azione <\/em>non ha il suo posto, e l\u2019esistenza del pensatore svanisce come una foglia d\u2019autunno che cade al suolo, semplicemente e con grazia. In questa assenza il silenzio \u00e8 percepito, e non vi \u00e8 nessuno per percepire questo, non vi \u00e8 che la percezione del silenzio ed il silenzio.<\/p>\n<p>Non possiamo risiedere nel vuoto, altrimenti non \u00e8 pi\u00f9 il vuoto, e nello stesso modo non possiamo dimorare nel silenzio, ma esso stesso pu\u00f2 invadere tutta la vita, pu\u00f2 estendersi a tutta l\u2019esistenza dell\u2019essere umano.<\/p>\n<p>Quando il silenzio inonda tutta la vita, allora questa vita diventa una creazione vivente, cangiante. E\u2019, allora, un suono vivente ed il Canto sacro della vita corre sul mondo.<em><\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PAUL\u00a0 PUJOL &nbsp; IL\u00a0 SILENZIO\u00a0 ED\u00a0 IL\u00a0 CANTO\u00a0 DELLA\u00a0 VITA Traduzione a cura di Maurizio Redegoso Kharitian &nbsp; &nbsp; Una persona ci ha contattato per sapere se volessimo scrivere un testo sul silenzio. Rispondendo favorevolmente, ci si chiede se questo \u00e8 veramente possibile. Se ogni parola o scritto sul silenzio non fa sfuggire quest\u2019ultimo. 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