{"id":2550,"date":"2013-11-21T10:06:01","date_gmt":"2013-11-21T10:06:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2550"},"modified":"2016-04-03T23:02:31","modified_gmt":"2016-04-03T23:02:31","slug":"la-passione-nella-musica-vissuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/la-passione-nella-musica-vissuta\/","title":{"rendered":"LA PASSIONE NELLA MUSICA VISSUTA"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">Michael Radulescu<\/p>\n<p align=\"center\">LA PASSIONE NELLA MUSICA VISSUTA<\/p>\n<p align=\"center\">Traduzione a cura di Maurizio Redegoso Kharitian<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3e Mill\u00e8naire &#8211; In quanto compositore contemporaneo di musica sacra, come vi situate in rapporto alla spiritualit\u00e0?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Michael Radulescu &#8211; Leggo attentamente un libro straordinario di Aldous Huxley, La <em>Philosofia perennis, <\/em>Huxley collega le religioni alla spiritualit\u00e0 e, come lui, sono convinto che lo spirituale \u00e8 l\u2019essenziale di ogni religione. Sul piano religioso, ho d\u2019altra parte la fortuna di avere ricevuto una base ecumenica poich\u00e8 mio padre era ortodosso, mia madre cattolica ed avevo un nonno luterano. Tuttavia, nel contesto cristiano, mi sento piuttosto luterano; ma sono anche \u201ccattolico\u201d nel senso dell\u2019<em>universalit\u00e0 <\/em>data a questo termine, in quanto del tutto al di fuori dalla religione cattolica. Per me, essere <em>cattolico, <\/em>\u00e8 allora abbracciare tutta l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Quale relazione pu\u00f2 avere la musica con lo spirituale? E come comprendete la musica?<\/em><\/p>\n<p>Per il musicista, lo spirituale comincia dal silenzio, in quanto senza silenzio, non vi \u00e8 spiritualit\u00e0. E\u2019 questa la mia prima convinzione; e d\u2019altra parte, la concezione che <strong><em>la musica viene dal silenzio <\/em><\/strong>\u00e8 molto antica, la ritroviamo in Sant\u2019Agostino. Non si tratta dunque di comporre una musica che sussurra in permanenza&#8230;In questo modo, il suono potente o l\u2019esplosione acustica che produco, tende sempre ad emergere dal silenzio assoluto. Si tratta della stessa cosa nel disegno dove abbiamo bisogno di un foglio bianco.<\/p>\n<p>Per dei secoli, la musica \u00e8 stata considerata come un simbolo della futilit\u00e0 della vita, del tempo che scorre&#8230;La mia seconda convinzione, \u00e8 che <strong><em>la musica \u00e8 il tempo vissuto. <\/em><\/strong>Di conseguenza, non possiamo conservare la musica perch\u00e8 il tempo evolve. Possiamo del resto stabilire un paragone significativo tra un CD ed un DVD, in quanto fermiamo un CD, e non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla, mentre arrestando un DVD, resta un immagine. Ci\u00f2 vuol dire che la musica ha della realt\u00e0 solo nel movimento&#8230;Per questo rimango molto scettico sul nostro modo di conservare la musica. La registrazione resta valida in quanto semplice documento sonoro segnando un avvenimento ad una certa data, nulla pi\u00f9. Inoltre, mi sembra che l\u2019industria del disco riposi su qualcosa di falso trafficando o modificando il suono. Alla fine, la registrazione non \u00e8 la musica, e ci\u00f2 che mi prende sempre pi\u00f9, \u00e8 la concezione del <em>hic et nunc, <\/em>del <em>qui e ora <\/em>della musica.<\/p>\n<p><em>Ho letto che fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, siete stato chiamato a scoprire la musica di Johann Sebastian Bach.<\/em><\/p>\n<p>In effetti, la prima musica che ho ascoltato \u00e8 stata la <em>Passione Secondo San Matteo <\/em>di Johann Sebastian Bach, diretta da mio padre, in segreto, in condizioni inimmaginabili, in Romania, in quanto in pieno periodo del terrore staliniano. Avevo circa tre anni e sono stato, all\u2019epoca, totalmente affascinato da quest\u2019opera grandiosa.<\/p>\n<p><em>Suonate sempre delle opere di Bach, cosa potete dirci del modo di suonare le opere straordinarie di questo compositore?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 <\/em>Sono persuaso che senza conoscere la teologia di San Paolo, di Augusto e di Lutero, la musica di Bach dimora nella musica antica, con degli ornamenti, ecc&#8230;ma che il fondo resta inespresso. L\u2019interprete deve interrogarsi: \u201cChe cosa voglio dire attraverso questa musica?\u201d&#8230;E capiamo allora che con Bach, la Passione non \u00e8 un dramma che si \u00e8 svolto circa duemila anni fa, ma che \u00e8 il dramma perpetuo della nostra umanit\u00e0. Questo dramma \u00e8 il paradigma di tutte le tragedie, fra cui quelle spaventose che abbiamo conosciuto nel XX secolo. Drammi provocati dalla barbarie delle masse sottomesse ad ogni sorta di fondamentalismo (il nazismo, lo stalinismo, ecc.).<\/p>\n<p><em>La Passione non riporta ognuno a se stesso al di l\u00e0 di ogni ideologia religiosa?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0 <\/em>Nelle Passioni, questo dramma si attualizza nel momento delle arie o dei corali. Ho anche visto, che nelle due Passioni che abbiamo di Bach, la parte di Ges\u00f9, che \u00e8 la parte del basso del primo coro, contiene tutti i cori, tutti i corali e le due arie, anche quelle che evoca dopo la sua morte. L\u00ec, \u00e8 il cantante attuale stesso, la voce di basso stessa che incarna nello stesso tempo Ges\u00f9 e la partecipazione viva, attuale dell\u2019ascoltatore: nel finale, dopo la morte di Ges\u00f9, canta \u201cPurificati mio cuore, voglio mettere Ges\u00f9 nella tomba,\u00a0 seppellirti a me.\u201d E\u2019 l\u2019unione con il Cristo, l\u2019<em>unio mystica <\/em>della teologia luterana del XVII secolo. Si tratta qui di avere come scopo l\u2019imitazione di Cristo, l\u2019<em>imitatio Christi. <\/em>Ma prima di tutto, qui e ora, \u00e8 ad ognuno di noi di vedere che pu\u00f2 essere un Giuda, un Pietro o l\u2019Agnello sacrificato.<\/p>\n<p><em>Parlateci adesso della Passione che avete composto.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 <\/em>Per molti anni, ho dimenticato questo progetto di scrivere una Passione; poi, 13 anni fa, ho ricevuto una commissione dal Coro di Graz. Numerose domande sono nate. Dopo Bach, ed impregnati dalla sua opera, era ancora possibile di mettere in musica i racconti della Passione di Cristo, tratti dal Nuovo Testamento? Come trattare ai giorni nostri in maniera cos\u00ec convincente una tale \u201cazione drammatica\u201d senza avere fatto ricorso al <em>recitativo secco <\/em>dell\u2019Evangelista? Come trovare il mezzo di esprimere l\u2019attualit\u00e0 e la sterminata ricchezza simbolica di questo dramma fondatore senza cadere in una \u201cattualizzazione\u201d primaria e volgare che, per definizione non potrebbe essere che superficiale nel nostro presente? Quali testi scegliere e quale tradizione considerare?<\/p>\n<p>Per il libretto, avevo escluso l\u2019idea di mettere in musica un solo Evangelista, ed ho dunque scelto di combinare i Vangeli sinottici di Matteo, Marco e Luca, che sono di una ottimale complementariet\u00e0. Ed alla fine ho trovato una soluzione ecumenica attraverso due nuove traduzioni, l\u2019una luterana, redatta nel 1900 da Carl von Weizsaecker, teologo a Tubingen, l\u2019altro cattolico (1989), del teologo Fridolin Stier, anch\u2019egli a Tubingen. Le rispettive scelte nel dettaglio sono state dettate dalla melodia ed il ritmo della lingua parlata. Poi, nella maniera del contrappunto testuale, ho inserito il testo (cos\u00ec come il <em>cantus firmus, <\/em>con delle variazioni) del corale luterano \u201cMitten wir im Leben sind mit dem Tod umschlungen\u201d, versione tedesca del \u201cMedia Vita in Morte sumus\u201d gregoriano. Quest\u2019aggiunta rappresenta il legame con la nostra attualit\u00e0, ed \u00e8 confidato alla voce di contralto solo (trattata in <em>vox lamentans) <\/em>molto ben definita da Maria Maddalena che, posta isolata dall\u2019altra parte del coro verso il fondo della chiesa e tra il pubblico, piange sul destino dell\u2019umanit\u00e0. Si tratta qui di un <em>cantus sumus <\/em>antico della met\u00e0 del XV secolo, \u201cMedia Vita in Morte sumus\u201d che significa che nel mezzo della vita siamo abbracciati dalla morte. E\u2019 il contralto che termina l\u2019opera e che interviene nei momenti cruciali dell\u2019azione propriamente detta.<\/p>\n<p>La complessa ricchezza dei testi considerati, talvolta racconti, discorsi diretti, meditazioni o preghiere, ha determinato la composizione dell\u2019insieme vocale e strumentale: due cori misti, due orchestre (risonanza, fondo tonale di musica), e le due voci di solisti che sono il contralto solo piazzato fra il pubblico (<em>vox lamentans) <\/em>ed il basso solo (<em>vox Christi) <\/em>che \u00e8 un basso, come in Bach o nella tradizione del Medio Evo quando la voce di Cristo era cantata o parlata. Allora l\u2019evangelista, o il narratore, cantava in tenore, dunque sulla quarta o la quinta superiore, mentre il volgo cantava all\u2019ottava acuta con un suono piuttosto aspro e brutale.<\/p>\n<p>In omaggio alla San Matteo di Bach, Ges\u00f9 canta nella mia Passione, accompagnato da quattro viole da gamba che sono degli strumenti \u201cdiafani\u201d, molto sensibili, dal timbro luminoso invocante una \u201caura acustica\u201d del Cristo. Dietro le quattro viole da gamba, ci sono quattro tromboni, poi due gruppi di percussioni, uno a sinistra l\u2019altro a destra, e per ogni coro, vi sono due flauti e due contrabbassi.<\/p>\n<p>Il materiale musicale di partenza \u00e8 composto da sette suoni ottenuti per sovrapposizione di due tetracordi simmetrici. Il testo \u00e8 trattato in funzione della sintassi, dell\u2019assonanza, del colore delle vocali, del ritmo naturale delle parole. Il punto di partenza \u00e8 la pratica della lettura dei Vangeli come nell\u2019alto Medio Evo: alternanza di due gruppi, modificazioni del tempo secondo le <em>litterae significativae <\/em>dei manoscritti medioevali.<\/p>\n<p>La struttura stessa del racconto \u00e8 chiarificata dall\u2019integrazione alla musica stessa del titolo principale dell\u2019opera, e dei nomi degli Evangelisti a ciascuna delle loro citazioni.<\/p>\n<p>Tecnicamente come musicalmente, non si tratta per quest\u2019opera di concepire delle belle melodie per esse stesse, ma di rendere bene possibile l\u2019intreccio della parola con il suono sotto forma di risonanza, fino a riscoprire l\u2019antico ed illuminante <em>Mousik\u00e8 <\/em>greco.<\/p>\n<p>Yvette Knoerl\u00e8 <em>\u00a0&#8211; Si parla sempre della spiritualit\u00e0 nella Passione, ma perch\u00e8 non parliamo della spiritualit\u00e0 nella Resurrezione?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 <\/em>E\u2019 un\u2019ottima domanda. Ho scritto, dopo la Passione, un\u2019opera intitolata <em>Resurrexit <\/em>che evoca il mistero dell\u2019incontro di Maria Maddalena, Tommaso e Giovanni quando si trovarono davanti alla tomba vuota. Tuttavia, questa situazione si riduce ad un giubilo che \u00e8 a mio avviso troppo semplicistica. In effetti, occorre vedere questa situazione anche nel suo contesto: \u00e8 la primavera, la Pasqua o la Passa ebraica; \u00e8 anche la sagra della primavera, il rinnovamento della natura, e dunque un rinnovamento interiore di ciascuno di noi. Tuttavia, senza il Venerd\u00ec santo, Pasqua non ha senso, non \u00e8 che in giubilo. Ma questo fenomeno \u00e8 mistico, \u00e8 veramente un miracolo?&#8230;Non possiamo provare niente, e nel frattempo, sul sudario di Torino, non possiamo affatto spiegare come questo corpo crocifisso si \u00e8 impresso nella trama del tessuto &#8211; \u00e8 apparentemente un\u2019esplosione di energia sconosciuta! Mi sovviene Montaigne nel senso che non si arriva a delle vere convinzioni senza passare da dei dubbi preliminari.<\/p>\n<p>Yvette Knoerl\u00e8 &#8211; <em>Quando Ges\u00f9 dichiara che l\u2019ultimo nemico \u00e8 la morte, vuole dire che di fatto la Vita non \u00e8 nella materia, e che \u00e8 puramente spirituale.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 <\/em>Un teologo diceva \u201cSi, vi \u00e8 la Passione, ma alla fine non vi \u00e8 speranza di resurrezione\u201d : \u00e8 il Venerd\u00ec santo, e di seguito gli apostoli erano tutti a cercare Il Maestro, poi, lo vedevano ma non lo riconoscevano pi\u00f9 in quanto era trasfigurato. Vi \u00e8 una dimensione che mi parrebbe pi\u00f9 importante, \u00e8 la dimensione simbolica. E Ges\u00f9 non dice \u201cQuando sar\u00f2 resuscitato\u201d, ma piuttosto \u201cQuando sar\u00f2 risvegliato\u201d. Nello stesso modo davanti ad una vergine al bambino, ci occorre capire che il Cristo prende vita <strong>in noi. <\/strong>Nella <em>San Matteo <\/em>di Bach, l\u2019ultimo corale segna la morte di Ges\u00f9 mentre nel primo corale dell\u2019<em>Oratorio di Natale, <\/em>che utilizza lo stesso corale, il testo della strofa scelta da Bach chiede \u201cCome posso accoglierti in me?\u201d.<\/p>\n<p><em>Avete una profonda esperienza di compositore contemporaneo. Che cosa pensate della musica dodecafonica sulla quale avete lavorato ad un periodo della vostra vita<\/em><\/p>\n<p>Negli anni 60, nel mio periodo del dodecafonismo teorico di tipo weberniano, ho composto una messa per doppio coro e percussioni, un\u2019opera quasi \u201cincantabile\u201d, che \u00e8 stata eseguita due volte. Al mio arrivo, alla prova generale, il maestro del coro, che non mi aveva ancora visto, mi dichiara: \u201cAh! ma siete un essere umano!\u201d. Appartiene a questo periodo di furibondo, estremistico dodecafonismo, un giorno in cui cantavo nel coro, nella inimmaginabile coincidenza di un accordo maggiore completamente puro, ho sentito la mia gola e tutto il mio corpo rilassarsi e vibrare con quello degli altri. Ero in una totale gioia. E\u2019 qui che ho capito il termine di \u201c<em>simpatia\u201d <\/em>verso il prossimo, termine utilizzato nel linguaggio corrente per qualificare delle relazioni tra persone e che ha la stessa origine che <em>\u201csumpatheia\u201d <\/em>in greco per significare \u201cvibrare insieme\u201d. Nello stesso periodo, nel corso di una improvvisazione, avevo suonato &#8211; per errore &#8211; un accordo maggiore in luogo delle mie \u201cschiaccianti\u201d abituali dissonanze; anche qui la sensazione di rilassamento, di profonda distensione fu immediata e totale.<\/p>\n<p>Poi dopo questo periodo abbastanza lungo e poco fruttuoso di dodecafonismo, ho invertito la modalit\u00e0: innanzitutto dividendo la serie dodecafonica in due met\u00e0 identiche, trasportate di una quarta aumentata, poi ho preso la mia ispirazione dai tetracordi simmetrici della Grecia antica. Ho avuto anche la rivelazione da Messiaen, da Carl Orff con la sua forza interiore, ed infine il fascino del Medio Evo con il canto gregoriano cos\u00ec perfettamente integrato alla sua architettura.<\/p>\n<p><em>Alla maniera degli antichi, non possiamo pensare che la musica riporta la nostra umanit\u00e0 al cosmo, e che una stessa fonte collega l\u2019astronomia alla musica?<\/em><\/p>\n<p>Perfettamente, ed ho incontrato Dominique Proust, un astronomo ed organista, autore del libro <em>L\u2019armonia delle sfere <\/em>che richiama Keplero, scoprendo le traiettorie ellittiche dei pianeti, mostr\u00f2 che i rapporti di distanza di ogni pianeta tra il perielio e l\u2019afelio davano un intervallo acustico molto preciso. Di conseguenza, ogni pianeta non era pi\u00f9 definito con un suono, o una nota, come supponeva la concezione antica, ma da un intervallo. Poi, nell\u2019<em>Armonia universale <\/em>di Padre Mersenne, ho visto un quadro rappresentante delle note accompagnate da simboli dei pianeti. In questo contesto, Mersenne considera che la Luna \u00e8 l\u2019ottava, la Terra, la quinta, Venere, la sesta minore che \u00e8 la pi\u00f9 espressiva, ecc&#8230;<\/p>\n<p>Il silenzio \u00e8 sia la fonte dell\u2019astronomia che della musica. In una bella visione, vediamo attraverso il <em>Quadrivium <\/em>antico, che i <em>numeri statici <\/em>costituiscono l\u2019aritmetica mentre i numeri <em>in movimento <\/em>costituiscono la musica; nello stesso modo, le <em>forme statiche <\/em>costituiscono la geometria e, le <em>forme dinamiche, <\/em>l\u2019astronomia. In pi\u00f9, nel barocco luterano, in cui la retorica svolge un ruolo dominante, possiamo discernere il <em>Trivium: <\/em>la grammatica, la retorica e la dialettica (che \u00e8 logica). Tutto questo insieme lo ritroviamo nella struttura dinamica della musica di Bach: da un lato il Trivium, dall\u2019altro il Quadrivium.<\/p>\n<p><em>Per concludere sul vostro modo d\u2019intendere la musica possiamo dire che ha realt\u00e0 solo nel presente?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 <\/em>Per me, la musica \u00e8 un tempo vissuto che viene dal silenzio. La musica, \u00e8 la vita&#8230;la musica \u00e8 \u201cio vivo\u201d&#8230;ed \u00e8 un avvenimento che non aspetta che noi premiamo un pulsante per esistere.<\/p>\n<p><em>\u00a0&#8230;Ma allora la musica, che ha realt\u00e0\u00a0 in un tempo vissuto, \u00e8 una catarsi?<\/em><\/p>\n<p>Assolutamente!<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Michael Radulescu LA PASSIONE NELLA MUSICA VISSUTA Traduzione a cura di Maurizio Redegoso Kharitian &nbsp; 3e Mill\u00e8naire &#8211; In quanto compositore contemporaneo di musica sacra, come vi situate in rapporto alla spiritualit\u00e0? &nbsp; Michael Radulescu &#8211; Leggo attentamente un libro straordinario di Aldous Huxley, La Philosofia perennis, Huxley collega le religioni alla spiritualit\u00e0 e, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[332],"tags":[135],"class_list":["post-2550","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-michael-radulescu","tag-musica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2550","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2550"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2550\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2550"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2550"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2550"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}