{"id":2557,"date":"2013-12-17T09:48:53","date_gmt":"2013-12-17T09:48:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2557"},"modified":"2016-04-03T23:02:30","modified_gmt":"2016-04-03T23:02:30","slug":"vedere-al-di-la-della-conoscenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/vedere-al-di-la-della-conoscenza\/","title":{"rendered":"Vedere al di la della conoscenza"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">3e Mill\u00e8naire<\/p>\n<p align=\"center\">Il Filo d\u2019Arianna<\/p>\n<p align=\"center\">VEDERE AL DI LA DELLA CONOSCENZA<\/p>\n<p align=\"center\">Traduzione a cura di Maurizio Redegoso Kharitian<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vedere e sapere: la conoscenza in questione<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sappiamo sempre pi\u00f9 cose, eppure non sappiamo pi\u00f9 semplicemente <em>vedere, <\/em>percepire <em>ci\u00f2 che \u00e8, <\/em>libero dall\u2019alienazione dei saperi ai quali accordiamo inconsciamente creanza. Vedere al di l\u00e0 del conosciuto, vedere al di l\u00e0 della conoscenza, non ha quasi alcun senso,\u00a0 eccetto l\u2019esperienza delle droghe &#8211; potenti condizionamenti &#8211; che eccitano la percezione e distaccano violentemente la coscienza sensoriale della ragione. Eppure \u00e8 vitale di riconsiderare in modo sano il puro atto che \u00e8 la <em>co-nascita <\/em>al mondo e a se stessa, per \u201cimparare ad accedere alle conoscenze differentemente che con il mentale\u201d, constata Andreas Freund. Occorre, sottolinea, che \u201cuna nuova visione superi il pensiero normativo, associativo, inquadrato dai concetti conosciuti e le loro estrapolazioni. Bisogna cercare la connessione ad un mentale, una intelligenza superiore per creare un nuovo paradigma\u201d.<\/p>\n<p>\u00abVedere al di l\u00e0 della conoscenza, \u00e8 innanzitutto vedere ed identificare ci\u00f2 che \u00e8 la conoscenza e poi andare \u201cal di l\u00e0\u201d, constata Patrick L\u00e8vy. Superare la conoscenza per la <em>co-nascita, <\/em>\u00e8 andare verso l\u2019essere, \u00e8 vedere che manca ai nostri saperi, alle nostre conoscenze, l\u2019essere che siamo, la presenza vivente che incarniamo. Come domanda Serge Pastor: \u201cI saperi presenti non guadagnerebbero ad appoggiarsi finalmente sul <em>saper essere, <\/em>senza il quale i saperi ed il saper fare sono forzatamente incompleti?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come\u00a0 \u201cvedere\u201d?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con Dominique Casterman, possiamo interrogarci seguendo la via di una \u201cesperienza\u201d liberatrice: \u201cCome vedere al di l\u00e0 della conoscenza, come essere lucido al punto di vivere ogni istante senza che nulla si sovrapponga alle nostre funzioni di percezioni fisiche, mentali ed affettive?\u201d Poi possiamo comprendere l\u2019importanza dell\u2019immediatezza: \u201cL\u2019al di l\u00e0 della conoscenza \u00e8 per adesso. Se pensiamo che \u00e8 per domani, \u00e8 che siamo sempre nelle nostre antiche abitudini sul piano orizzontale che inesorabilmente va dal conosciuto al conosciuto.\u201d<\/p>\n<p>Il \u201cpragmatismo\u201d spirituale di Eduard Salim Michel pu\u00f2 diventare un cammino: \u201cRimarcherete, dice, che ogni volta che la vostra attenzione \u00e8 aspirata verso l\u2019esterno, il vostro spirito ed il vostro essere divengono scossi e che, ogni volta che la vostra attenzione \u00e8 ricondotta verso l\u2019interno, cominciate a gustare l\u2019inizio di una pace inusuale, ma colpevole di essere compresa ed apprezzata, questa pace non dura molto tempo. In poco tempo, ci si trova trasportati ed intrappolati nuovamente.\u201d Ma il cammino continua&#8230;<\/p>\n<p>Michael Siciliano intravvede un approccio complementare quando ci dice: \u201cIn modo generale, in tutti i cammini della vita, lo sconosciuto fa molta paura. Anche coloro che apprezzano lo sconosciuto nel mondo reale, coloro che amano esplorare i luoghi sconosciuti di essi stessi, si avventurano nei luoghi dove le nuove attivit\u00e0, se sono condotte ad un luogo particolare all\u2019interno di essi, conosceranno delle paure. In quanto di fronte allo sconosciuto, le paure emergono. Precisiamo che lo sconosciuto che evochiamo qui non ha niente a che vedere con la personalit\u00e0. Allora per andare al di l\u00e0 della personalit\u00e0, per poter accettare ed essere con lo sconosciuto, dovete avere la forza di affrontare le vostre paure.\u201d<\/p>\n<p>Imparare a \u201cvedere\u201d, ci conduce dunque a scoprire i \u201cmeccanismi\u201d della <em>personalit\u00e0 frammentata <\/em>\u00a0tra la parte che \u201cosserva\u201d, che analizza, che cerca di capire e le parti che sono conosciute, o restano da conoscere. Ma in quest\u2019ottica, un\u2019osservazione globale di ci\u00f2 che \u00e8 visto e di colui che vede, \u00e8 cos\u00ec espresso da Ligia Dantes: \u201cUna persona che <em>osserva con neutralit\u00e0, <\/em>che <em>cerca con questa neutralit\u00e0, <\/em>pu\u00f2 percepire con chiarezza la sua interdipendenza con la totalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Per Daniel Herbst, \u201cl\u2019osservazione\u201d si esprime perfettamente nei termini dell\u2019 \u201cascolto\u201d: \u201cPi\u00f9 ci lasciamo trascinare dall\u2019ascolto, pi\u00f9 spesso dimenticheremo d\u2019intervenire in modo precipitoso. Diveniamo silenziosi. Quale intelligenza \u00e8 al lavoro! Quale bellezza!\u201d L\u2019intelligenza e la bellezza sono \u201cin ogni cosa\u201d quando lo sguardo, o l\u2019ascolto, trova la sua semplicit\u00e0 funzionale. Eric Baret la precisa cos\u00ec: \u201cDevo guardare in ogni cosa e chiedermi se cerco il mio interesse o se agisco liberamente, senza strategia. Non \u00e8 un esame di coscienza morale, ma un ascolto di una totale precisione. Devo sentirlo in ogni cellula.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019approccio globale non \u00e8 mai frammentario, mai nella separazione di colui che osserva per agire (o piuttosto reagire), di colui che ascolta per afferrare. L\u2019attenzione liberatrice \u00e8 senza \u201ctensione\u201d e senza intenzione. E\u2019 un\u2019eterna \u201cri-scoperta\u201d di ci\u00f2 che vela lo sguardo, di ci\u00f2 che rimescola l\u2019ascolto. \u201cSenza questa percezione globale di base della vita umana, aggiunge Serge Pastor, senza questa coniugazione dei tre saperi, sapere, saper-fare e saper-essere, il \u201cconosciuto\u201d della vita resta frammentato, incompiuto&#8230;\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Co-nascere: la scoperta di Se<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 al di l\u00e0 dei saperi, che possiamo nominare la <em>co-nascita <\/em>alla globalit\u00e0, all\u2019unit\u00e0, \u00e8 la \u201cvera conoscenza\u201d, in quanto per Nicole Montineri, \u201cLa conoscenza \u00e8 unitiva. Si situa fuori dal pensiero. E\u2019 diretta, immediata, visione globale dei fatti. Si trova in ognuno di noi, nel nostro cuore sottile, allo stesso tempo intimo ed universale. In questa assenza di distanza con la realt\u00e0 di ci\u00f2 che dispiega la vita all\u2019istante in cui si trova l\u2019amore. In essa stessa, la conoscenza \u00e8 infinita. E\u2019 l\u2019irradiazione del Cuore divino che si spiega, deborda, manifesta, si rivela, poi refluisce, si riassorbe, di ogni eternit\u00e0. La conoscenza che si elargisce nel nostro spazio interiore fino all\u2019illuminazione &#8211; che \u00e8 conoscenza totale &#8211; \u00e8 la rivelazione in noi della nostra identit\u00e0 in essenza con il divino. La conoscenza si rivela con la vita che diventa poco a poco cosciente di essa stessa in noi\u201d.<\/p>\n<p>In quanto \u201cL\u2019albero della conoscenza, ci dice Patrick L\u00e8vy, niente indica dov\u2019\u00e8, a cosa assomigli, e come lo si riconosce [&#8230;] La conoscenza \u00e8 potenzialmente ovunque poich\u00e8 non \u00e8 precisamente da qualche parte [&#8230;] L\u2019albero della conoscenza, \u00e8 l\u2019Adamo stesso, l\u2019umanit\u00e0 stessa.\u201d<\/p>\n<p>Unmani evoca il gioco paradossale del pensiero \u201cL\u2019insieme della vita \u00e8 qui senza limiti, eppure la natura del pensiero \u00e8 d\u2019immaginare dei limiti e dei luoghi. Che paradosso. E questo paradosso si gioca nel nostro mondo. Giochiamo come se fossimo limitati a dei corpi separati. Tale \u00e8 la natura del pensiero. Gioca come se ci fosse dualit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>Tuttavia, ci inganneremmo gravemente credendo di poter posare i piedi al di l\u00e0 della dualit\u00e0, sul continente sconosciuto della coscienza. Unmani ci ricorda che \u201cNon possiamo mai esprimere il Se. Il Se non \u00e8 un oggetto che pu\u00f2 essere conosciuto in questo mondo dell\u2019esperienza. Ogni esperienza del Se \u00e8 un\u2019esperienza che appare nel Se. La natura del pensiero \u00e8 di continuare a provare di fissarla ad un\u2019esperienza specifica, poi di incrociarsi a questa esperienza. Ma la bellezza del Se, \u00e8 che \u00e8 cos\u00ec misterioso, cos\u00ec assolutamente senza limiti ed atemporale, che non pu\u00f2 mai entrare in un esperienza particolare [&#8230;] Conoscere la natura del Se, \u00e8 esplorare la totalit\u00e0 della realt\u00e0.\u201c<\/p>\n<p>E\u2019 anche ci\u00f2 che G\u00e8rard fa rimarcare: \u201cE\u2019 prima di tutto avanti, a monte- al di l\u00e0\u201d di tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere conosciuto, dunque inconoscibile, indicibile eppure indubitabile grazie alla sua fragranza, questa appercezione impercettibile che tocchiamo quando guardiamo verso ci\u00f2 che conosce l\u2019Essere stato.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3e Mill\u00e8naire Il Filo d\u2019Arianna VEDERE AL DI LA DELLA CONOSCENZA Traduzione a cura di Maurizio Redegoso Kharitian &nbsp; Vedere e sapere: la conoscenza in questione &nbsp; Sappiamo sempre pi\u00f9 cose, eppure non sappiamo pi\u00f9 semplicemente vedere, percepire ci\u00f2 che \u00e8, libero dall\u2019alienazione dei saperi ai quali accordiamo inconsciamente creanza. 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