{"id":2607,"date":"2014-12-02T12:13:45","date_gmt":"2014-12-02T12:13:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2607"},"modified":"2016-04-03T23:01:34","modified_gmt":"2016-04-03T23:01:34","slug":"dallignoranza-alla-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/dallignoranza-alla-liberta\/","title":{"rendered":"Dall\u2019ignoranza alla libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">FRANCIS LUCILLE<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Dall\u2019ignoranza alla libert\u00e0<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">traduzione di<\/p>\n<p align=\"center\">MAURIZIO REDEGOSO KHARITIAN<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3\u00e8 : La vita mi fa svolgere numerosi ruoli: marito, figlio, padre, capo squadra, subalterno. Tutto ci\u00f2 si fa da solo, come se il vento mi spingesse. Nulla \u00e8 stabile, e nello stesso tempo sono totalmente investito in ognuno dei miei ruoli. Ho l\u2019impressione che la mia vita scorra in questo vuoto, in una sorta di strana incoscienza. E\u2019 questa, la vita?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>F.L.: In quanto entit\u00e0 separata, in quanto uomo o donna, in quanto corpo mentale, noi non viviamo. Noi siamo vissuti dalla vita. Noi siamo degli strumenti della vita. Quando una persona che noi amiamo \u00e8 appena morta e siamo davanti alle sue spoglie, ci balza agli occhi che l\u2019essere che noi amiamo non \u00e8 pi\u00f9 qui. Qualcosa ha lasciato questo corpo, si \u00e8 spogliato di questo corpo. La vita non \u00e8 n\u00e9 il corpo n\u00e9 il mentale. Corpo e mentale sono il costume primordiale che la vita svolge. Il primo ruolo che svolgiamo \u00e8 quello di essere umano.<\/p>\n<p>La nostra natura stratificata non \u00e8 quella di essere un essere umano: \u00e8 la coscienza.<\/p>\n<p>In seno al ruolo d\u2019essere umano che svolgiamo esistono delle suddivisioni. Parlavi del ruolo di sposo, di padre e di madre, d\u2019individuo esercente un mestiere. Se ci identifichiamo all\u2019uomo, alla donna, all\u2019essere umano, questa identificazione si prolunga in ognuno dei ruoli che svolgiamo.<\/p>\n<p>Ne risulta una compartizione della nostra vita. Prendiamo spesso troppo seriamente ciascuno dei ruoli che la vita ci attribuisce. Questo porta una forma di rigidit\u00e0, e di sofferenza. Per esempio, ci\u00f2 ci impedisce d\u2019essere l\u2019amico dei nostri bambini poich\u00e9 siamo il responsabile, colui che veglia che non ci si scosti dal giusto cammino, pronti a firmare il ruolo del punitore. La tradizione del teatro dell\u2019India, il <span style=\"text-decoration: underline;\">Katakali<\/span>, \u00e8 considerata come una via verso il risveglio spirituale. Il perfetto attore \u00e8 colui che si \u00e8 spogliato della sua primaria identificazione, quella dell\u2019essere umano. Non identificandosi a nulla, \u00e8 libero di identificarsi a tutto. Se non sono identificato a nulla, divento infinitamente flessibile e questa flessibilit\u00e0 mi permette, quando la situazione lo esige, di passare immediatamente dal ruolo dell\u2019amico a quello del padre. Nelle circostanze della vita, ricordarsi che siamo la coscienza universale e null\u2019altro genera questa flessibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo dimentico tutto il tempo&#8230;<\/p>\n<p>Il solo fatto di occuparsene \u00e8 gi\u00e0 la via verso la soluzione. Ho potuto constatare da solo l\u2019apparizione di questa flessibilit\u00e0 nelle mie relazioni con gli altri. Se non siamo nulla, possiamo essere tutto. Occorre essere nulla in modo che possiamo essere tutto. In questa fluidit\u00e0, occupiamo tutto lo spazio che ci \u00e8 offerto ma senza ingombrarlo, come farebbe un gas in una stanza.<\/p>\n<p>Ho l\u2019impressione che la vita si svolga come un processo binario. Sono preso dai ruoli che la vita mi attribuisce, ed improvvisamente qualcosa si risveglia in me, una sensazione, un sentimento. Gli scopi della vita ordinaria si cancellano e lo scopo diviene di dimorare con ci\u00f2\u00a0 che \u00e8 presente. Ho l\u2019impressione che allora non sono pi\u00f9 svolto, ma che al contrario ho un ruolo da svolgere, attivo e non pi\u00f9 passivo come in precedere.<\/p>\n<p>D: Puoi essere pi\u00f9 esplicito quando parli di dimorare con?<\/p>\n<p>F.L.: Percepisco una sensazione pi\u00f9 piena di me stesso e la mia attenzione \u00e8 sopra. Mi sento vivo, animato da una vita che nel mio stato abituale non risento, ed ho il desiderio di conservare la mia attenzione sopra in quanto se la lascio evadere, \u00e8 come se questa vita scappasse. E questa attenzione mi nutre, come se mi scoprissi assetato, e che potessi soddisfare la mia sete.<\/p>\n<p>Questa sensazione che abbiamo di perdere la pace o di perdere il contatto intimo, \u00e8 gi\u00e0 il prodotto dell\u2019ignoranza. In effetti, non possiamo mai perdere ci\u00f2 che noi siamo. Abbiamo un residuo d\u2019ignoranza, di dualit\u00e0, che ci conduce a preferire uno stato piuttosto che un altro. L\u2019ignoranza, qui, \u00e8 l\u2019identificazione al pensiero \u201cio\u201d. Il saggio Atmananda, vale a dire Krishna Menon [1], stava meditando quando fu disturbato dal rumore della strada. Ci\u00f2 che si present\u00f2 immediatamente fu un ostilit\u00e0 riguardo il rumore. Poi prese coscienza che questo apparteneva anche a ci\u00f2 che \u00e8: tutto \u00e8 il Se. Il problema non \u00e8 il rumore ma la resistenza.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 di considerare che il rumore \u00e8 differente da questo stato profondo che sperimentava. Accogliendo il rumore, le circostanze, gli oggetti, gli avvenimenti, non ci spogliamo dello stato profondo. E\u2019 il passaggio, in termini tecnici, del samadhi senza oggetto o samadhi completo che \u00e8 lo stato naturale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nello stato naturale non dobbiamo aspettare che l\u2019oggetto sparisca per gioire della pace del Se. In presenza dell\u2019oggetto, noi siamo la pace in seno alla quale l\u2019oggetto appare.<\/p>\n<p>D: Il rifiuto di uno stato ordinario considerato come \u201cinferiore\u201d \u00e8 qui senza che io me ne curi!<\/p>\n<p>F.L.: Nella tradizione buddista, viene detto che fintanto che vi \u00e8 differenza tra <span style=\"text-decoration: underline;\">samsara<\/span> [2] ed il nirvana, noi siamo ancora nel <span style=\"text-decoration: underline;\">samsara<\/span>. Jean Klein utilizzava un\u2019altra metafora, quella del bambino che va al negozio di giocattoli con sua madre. Attirato dai giocattoli, nel mezzo della folla, perde di vista sua madre ed \u00e8 afferrato dall\u2019angoscia. Poi la vede nella folla che gli sorride. Rassicurato, ritorna allora verso i giocattoli. La situazione dell\u2019angoscia, della paura, \u00e8 quella dell\u2019ignoranza. Lo sguardo che lancia a sua madre \u00e8 il ritorno alla pace del Se. Il bambino che ritorna verso i giocattoli tranquillizzato dalla presenza della madre non ha pi\u00f9 bisogno di vederla per gioire degli oggetti. Gli basta di sapere che \u00e8 l\u00ec.<\/p>\n<p>D: Ho l\u2019impressione di vivere questo tramite eclissi. Mi perdo negli oggetti, poi sopraggiunge un momento di pace, scompare e mi perdo nuovamente ma talvolta vi \u00e8 come uno sguardo che dimora e rende le cose pi\u00f9 dolci. E\u2019 un\u2019oscillazione.<\/p>\n<p>F.L.: Confondiamo due avvenimenti distinti. Il primo \u00e8 il ritorno degli oggetti, ed il secondo il ritorno dell\u2019ignoranza. All\u2019inizio, il ritorno dell\u2019ignoranza si manifesta con il ritorno degli oggetti. E\u2019 simultaneo, ed \u00e8 per questo che assimiliamo i due.<\/p>\n<p>Dopo un ritorno verso il Se, che \u00e8 coscienza senza oggetto, la rinascita del mondo degli oggetti si produce nella pace che \u00e8 quella del Se. Non \u00e8 dunque problematica.<\/p>\n<p>Di seguito, la caduta si produce nuovamente, almeno apparentemente. Ma vi \u00e8 un intervallo di tempo tra i due avvenimenti, vale a dire il ritorno degli oggetti e la caduta nell\u2019identificazione a questi.<\/p>\n<p>Occorrerebbe provare di stabilire la distinzione, discriminare questi due avvenimenti. Il ritorno degli oggetti \u00e8 naturale. Non sono un ostacolo alla pace del Se.<\/p>\n<p>Restiamo senza problema in presenza del mondo manifesto. Possiamo vedere in seguito come ricadiamo nella paura, nel desiderio, e dunque nella credenza in un individuo separato. Ci\u00f2 avviene con il ritorno di un pensiero, spesso preceduto da una pulsione pre-mentale la cui radice \u00e8 nel corpo, la sensazione. E\u2019 una forma di tensione, di sentimento di mancanza che non \u00e8 stato completamente accettato, accolto. Non gli \u00e8 stato permesso di dispiegarsi totalmente nello spazio della coscienza e di dissolversi al suo interno.<\/p>\n<p>Il cammino naturale verso la stabilizzazione nella pace del Se si trova nell\u2019allungamento dei periodi che si trovano tra il ritorno verso la coscienza senza oggetto e quello dell\u2019ignoranza. Questa, alla fine, non si manifester\u00e0 pi\u00f9. Resteranno allora solo dei periodi di pace senza oggetto e di pace con oggetto.<\/p>\n<p>D: Percepisco solo un pensiero ed una tensione&#8230; non tutti i pensieri. I pensieri provenienti dall\u2019ignoranza sono in effetti delle tensioni. Ma esistono altri tipi di pensieri, che sono liberi dalle tensioni, come per esempio i pensieri creativi.<\/p>\n<p>F.L.: Quelli che vedo sono quelli che ritornano dopo un momento in cui provo una pace. Sono tinti delle preoccupazioni abituali. E\u2019 un po\u2019 come una palla di neve che scorre su una pendenza e diviene sempre pi\u00f9 grossa. E\u2019 una caduta nell\u2019identificazione ed il corpo si tende come un arco mentre, per esempio, sto solamente lavando i piatti!<\/p>\n<p>L\u2019ignoranza ha delle radici profonde nel corpo. L\u2019ignoranza, nel suo stato fondamentale, \u00e8 l\u2019identificazione ad un pensiero, o ad una sensazione? Non lo so. Pu\u00f2 essere la storia dell\u2019uovo e della gallina! Forse noi siamo anche predisposti geneticamente all\u2019ignoranza?<\/p>\n<p>Qualunque cosa si tratti, siamo dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0 in contatto con degli esseri sottomessi alla paura. Questa \u00e8 inscritta nei loro movimenti, i loro visi ed i loro corpi.<\/p>\n<p>Il bambino \u00e8 come una pagina vergine. Adotta per mimetismo gli schemi corporei statici e dinamici del suo ambiente ed in particolare di coloro che ama, i suoi genitori.<\/p>\n<p>In modo subcosciente e ad un et\u00e0 molto precoce, quella in cui la nozione di \u201cio\u201d non pu\u00f2 ancora essere concettualizzato, questi schemi sono gi\u00e0 impregnati. Questa impregnazione, questa integrazione \u00e8 cos\u00ec ben fatta che, quando l\u2019evoluzione mentale raggiunge un livello sufficiente affinch\u00e9 il bambino possa concettualizzare la nozione di un \u201cio\u201d, il letto \u00e8 gi\u00e0 preparato per accogliere l\u2019ignoranza.<\/p>\n<p>Una rete di contrazioni \u00e8 gi\u00e0 presente quando appare il concetto di \u201cio\u201d. I due entrano in coincidenza. Gli schemi pre-condizionati di contrazione sembrano essere la prova vivente che sono un\u2019entit\u00e0 separata! Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 questa coincidenza? Perch\u00e9 questa coincidenza esiste presso i nostri genitori, e ci ancorano in essa in quanto corpo e non in quanto coscienza. Ci vedono come uno psichismo, ma soprattutto come un corpo. \u201cCom\u2019\u00e8 grande, come sono belli i suoi occhi&#8230;\u201d, dicono. Ma non \u00e8 di noi che parlano.<\/p>\n<p>D: C\u2019\u00e8 questa rete di contrazione, e vi \u00e8 possibilit\u00e0 di rilassamento. Talvolta, \u00e8 come se essa potesse non avere fine. Il rilassamento genera un rilassamento pi\u00f9 grande che a sua volta ecc.<\/p>\n<p>F.L.: Si va molto lontano. Queste contrazioni adottate molto presto nell\u2019infanzia e che ci hanno accompagnato per molto tempo mettono spesso molti anni prima di aprirsi. Potrebbe sembrare che la situazione sia disperata ma di fatto, a partire dal momento in cui noi siamo coscienti, esse si disattivano. Se dovessimo attraversare una sala nella quale vi \u00e8 un cobra, esiteremmo ad attraversarla se la luce fosse debole. Ma se vedessimo chiaramente, il problema sparirebbe in quanto potremmo facilmente evitare il serpente.<\/p>\n<p>Quando il problema \u00e8 visto, \u00e8 sempre presente ma perde il suo potere di condurci nell\u2019ignoranza.<\/p>\n<p>Se noi gli accordassimo sufficiente interesse, \u00e8 possibile che si liberi assai liberamente della pi\u00f9 grande massa di schemi di contrazione, anche se restano ancora delle zone refrattarie. Possiamo passare da una situazione in cui siamo infelici al 99% del tempo a quella in cui possiamo essere in pace al 99% del tempo.<\/p>\n<p>D: Vivo il disagio, come una rigidit\u00e0. Quella di non sentirmi adeguato a rispondere ad una data situazione, di sentire una pesantezza, della paura. E\u2019 scioccante di vedere a che punto, sul momento, io creda a tutto ci\u00f2, io creda ai miei personaggi.<\/p>\n<p>F.L: La prima volta che mi sono reso conto di questo, fu al momento del passaggio alla vita professionale. Durante la vita da studente, ero con degli amici. Scherzavamo, facevamo delle sciocchezze, cose simili. Poi cominciammo la vita professionale. La stessa persona, quella con cui scherzavamo cos\u00ec tanto, \u00e8 divenuto terribilmente serioso. Prende il suo ruolo in modo serioso. E\u2019 incredibile a che punto noi possiamo sposare il nostro ruolo sociale, come ogni altro ruolo! La rigidit\u00e0 psicologica \u00e8 legata alla rigidit\u00e0 fisiologica. Alcuni, stringendoci la mano ci rifiutano tanto i loro braccio \u00e8 rigido per mantenerci a distanza. Non sono coscienti di questa rigidit\u00e0. Prendere coscienza delle nostre rigidit\u00e0 \u00e8 un primo passo. L\u2019osmosi tra lo psichismo ed il fisico fa che se noi agiamo sul piano fisico agiamo parallelamente sul piano psicologico.<\/p>\n<p>D: Al di l\u00e0 di tutti i ruoli che \u201csi svolgono in me\u201d, sento pi\u00f9 o meno confusamente che vi \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 grande. Non sono qui per caso. Vi \u00e8 un senso alla vita. Qual \u00e8? Quale ruolo ha la vita?<\/p>\n<p>F.L.: Occorre vedere lo spettacolo straordinario al quale siamo invitati: la vita, i nostri amici, le persone che ci amano o no. Tutto ci\u00f2 non \u00e8 che uno spettacolo. Se andiamo a teatro, non ci chiediamo qual \u00e8 lo scopo degli accadimenti che si svolgono nell\u2019Amleto, o qual \u00e8 il futuro dei personaggi dell\u2019Amleto. Il perch\u00e9 del mondo non \u00e8 nel mondo, come il senso dell\u2019opera di Shakespeare non si trova nell\u2019opera.<\/p>\n<p>Lo scopo del mondo, della vita, \u00e8 di condurci nella saggezza.<\/p>\n<p>Ma una volta nella saggezza, cosa diviene lo scopo della vita? E\u2019 la celebrazione. \u00a0Perch\u00e9 andare a teatro? Per il piacere, per la celebrazione. Lo scopo della vita \u00e8 innanzitutto di condurci verso il Se, la Saggezza, poi di celebrare la vita. E\u2019 un inno alla gio<\/p>\n<p>[1] Krishna Menon (1853-1959) era un saggio indiano della non-dualit\u00e0. Fu conosciuto in Francia essenzialmente grazie a Roger Godel che ritraccia i loro dialoghi riguardanti l\u2019esperienza del risveglio nel suo bel libro \u201cEssais sur l\u2019experience liberatrice\u201d (ripubblicato presso Almora)<\/p>\n<p>[2] Il <span style=\"text-decoration: underline;\">samsara<\/span> e\u2019 il ciclo delle rinascite nel quale sono catturati gli esseri non risvegliati. La sofferenza e l\u2019ignoranza caratterizzano il <span style=\"text-decoration: underline;\">samsara<\/span>, che si compie con il risveglio, il <span style=\"text-decoration: underline;\">nirvana.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; FRANCIS LUCILLE Dall\u2019ignoranza alla libert\u00e0 traduzione di MAURIZIO REDEGOSO KHARITIAN &nbsp; 3\u00e8 : La vita mi fa svolgere numerosi ruoli: marito, figlio, padre, capo squadra, subalterno. Tutto ci\u00f2 si fa da solo, come se il vento mi spingesse. Nulla \u00e8 stabile, e nello stesso tempo sono totalmente investito in ognuno dei miei ruoli. 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