{"id":2618,"date":"2015-02-13T08:28:43","date_gmt":"2015-02-13T08:28:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2618"},"modified":"2016-04-03T23:01:34","modified_gmt":"2016-04-03T23:01:34","slug":"vedere-e-disillusione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/vedere-e-disillusione\/","title":{"rendered":"Vedere e disillusione"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">ANNE &#8211; GAELLE<\/p>\n<p align=\"center\">Vedere e disillusione<\/p>\n<p align=\"center\">Traduzione Maurizio Redegoso Kharitian<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p>\u201cLa persona non realizza il cammino, in essa. E\u2019 il cammino che realizza il proprio silenzio\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3 mill\u00e9naire<strong> <\/strong><\/p>\n<p>Insistete sul fatto che non siete risvegliata, nel senso in cui pretendete di non avere alcuna Realizzazione, e che la vostra scoperta consista piuttosto nel perdere delle illusioni, di vedere sotto la maschera &#8211; come precisate. La vostra scoperta si accompagna di ci\u00f2 che chiamate delle \u201crivelazioni di <span style=\"text-decoration: underline;\">ci\u00f2 che non sono<\/span>\u201d. Abbiamo allora l\u2019impressione che parlate d\u2019una visione dei nostri limiti egoici in seno all\u2019illimitatezza&#8230; o, come dite: che il processo di disindentificazione \u00e9 finito senza inizio n\u00e9 fine, sul fondo della coscienza immutabile. L\u2019osservazione delle manifestazioni e dei movimenti dell\u2019ego vi sembra un prologo necessario ed indispensabile all\u2019effettivo risveglio?<\/p>\n<p>Anne-Gaelle<\/p>\n<p>In effetti, sembra necessario d\u2019insistere su questo punto per salvare due tipi di conseguenze inutili, di cui l\u2019una \u00e9 di lasciar pensare l\u2019idea che colui che condivide non \u00e9 della stessa natura di colui che accoglie questa condivisione.<\/p>\n<p>E che l\u2019attitudine alla discriminazione, essa stessa porta a dissolversi, non firma in alcun modo l\u2019arresto di una fame senza origine che mi distingua nell\u2019esistenza della pura libert\u00e0 di vivere, senza causa. A dispetto di ci\u00f2 che questa libert\u00e0 soffia la gioia sui miei giorni, aggrapparsi a questo riflesso come essere Ultimo, sarebbe l\u2019imprigionamento pi\u00f9 sottile. Mettiamo cos\u00ec che precisamente il concetto di risveglio sarebbe l\u2019ultimo oggetto di separazione con se-stesso, ed \u00e9 cos\u00ec che \u00e9 pi\u00f9 giusto in riguardo alla mia postura interiore di parlare di stato di apertura.<\/p>\n<p>Nel processo mentale di ricerca spirituale, ebbi l\u2019idea che qualcosa di luminoso potrebbe accadere, rivelarsi o prendere il mio posto. Il fatto conosciuto dei ricercatori spirituali che tutto deve essere perso mantiene ancora la nozione di perdere per meglio guadagnare. Se guardiamo verso che cosa punta la parola \u201cperdere\u201d, non vi \u00e9 in realt\u00e0 nessun sottinteso del guadagno ulteriore o conseguenza a questo.<\/p>\n<p>Arriviamo qui nel cuore dell\u2019austerit\u00e0 della ricerca che si avvera essere una effettiva dissoluzione di se e non uno scambio od una negoziazione con l\u2019esistenza.<\/p>\n<p>Mi domandate se occorre osservare l\u2019ego. Devo rispondervi che non ne so nulla. Non posso che constatare l\u2019impotenza del \u201cfare\u201d. Di fatto l\u2019osservazione \u00e9 sempre in atto. Vi \u00e9 coscienza d\u2019essere, coscienza della realt\u00e0. Occorre darsi l\u2019impressione di issarsi fino a questa torre di controllo e sperare che finalmente il falso sprofondi e la verit\u00e0 emerga? Tutto questo non \u00e9 che pensiero.<\/p>\n<p>E\u2019 una forma di sapere alla quale mi aggancio, per mancanza di fiducia, per la paura immensa di affondare nell\u2019insignificante. Il sapere, la credenza, la certezza ed il pensiero, rappresentano qui una boa che mi permette di restare fuori dall\u2019acqua. Solamente, approfondendo questi saperi, si rivelano essere i galleggianti vuoti che impediscono questa discesa in profondit\u00e0 tanto ricercata. La profondit\u00e0 del non-sapere. E\u2019 qui che si parla di abbandono. L\u2019abbandono della propria pretesa a sapere, a conoscere, a credere. E\u2019 qui che si parla di recupero ulteriore per quando \u201cfinalmente sapr\u00f2 la verit\u00e0!\u201d.<\/p>\n<p>Quando manipoliamo i concetti di coscienza e di assoluto, appare molto attraente di accettare la morte di \u201cme\u201d, la perdita di tutto ci\u00f2 che abbiamo. Perch\u00e9 bisogna dirlo, l\u2019epoca \u00e9 rude e sfuggirvi \u00e9 un grande fantasma!<\/p>\n<p>Allora, diciamo \u201csi\u201d, pensando di sapere a cosa diciamo si. Si di morire e di fondersi nell\u2019unit\u00e0. Poi, il telefono squilla e vostra suocera vi spiega che sa meglio di voi come allevare i vostri figli! Qui, la prospettiva ideale si oscura gentilmente, e l\u2019idea di morire a se-stessi, si mette presto in un angolo della testa, perch\u00e9 comunque non ci lasciamo camminare sopra!<\/p>\n<p>Morire all\u2019assoluta verit\u00e0, abbandonarsi in Dio o che cosa, scomparire alla sofferenza, \u00e9 molto sensuale. Ma morire ai vostri piccoli dettagli personali del quotidiano, \u00e9 subito molto pi\u00f9 difficile. L\u2019ego \u00e9 smascherato passando dalla porta di servizio, quando dal suo ruolo di osservatore di se-stesso, adotta il ruolo di commentatore in voi dicendo quanto comunque occorre restare con i piedi per terra e proteggere il proprio pezzo di pane, che la spiritualit\u00e0 possa attendere un\u2019ora o due che il pasto di famiglia si concluda.<\/p>\n<p>Questi piccoli esempi per illustrare la disillusione pi\u00f9 dolorosa che io possa sperimentare, quella che non mi risveglier\u00f2 mai, e che non conoscer\u00f2 quest\u2019istante di grazia e di piacere narcisistico ultimo in cui il mistero della vita sar\u00e0 ai miei piedi per sollevarmi nei cieli!<\/p>\n<p>Pu\u00f2 sembrare che la ricerca si metta in moto da una ricerca del senso. Perch\u00e9 questo, perch\u00e9 quello, e come questo e come quell\u2019altro. Parto quindi in un pseudo-cammino in cui occorre ad ogni costo trovare le risposte. Imparo in cammino che per meritarle devo abbandonare un tanto di elementi che mi caratterizzano. Ma questa passione ultima di cercare di sapere merita tutti i sacrifici. E\u2019 cos\u00ec che non ritorno pi\u00f9 verso questo slancio iniziale, la ricerca del senso. E se fosse questa ricerca che andava giustamente abbandonata per cominciare qualsiasi cosa? Che cosa divento? Che cosa mi anima ancora? Che cosa mi dar\u00e0 lo slancio per tuffarmi nel mondo? Che cosa motiver\u00e0 le mie azioni e le mie emozioni? Che cosa diventano allora il risveglio e la realizzazione?<\/p>\n<p>Un immenso NON SO tamburella il petto, in quanto in verit\u00e0 giustamente, non lo so! Come sapr\u00f2 un giorno conoscere oggettivamente ci\u00f2 che mi precede e mi genera? L\u00ec, la perdita \u00e9 grande. Fa veramente notte in quell\u2019istante, ed \u00e8 l\u2019ora di rimpiangere il suo dolce e luminoso focolare mentale in cui gli elementi si collegano fra loro, offrendo una trama ragionevole e convincente della propria esistenza.<\/p>\n<p>In quel momento, \u00e9 troppo tardi! Il mentale \u00e9 smascherato. Sembra vedersi egli-stesso nella sua totale impotenza. Ecco che cercando il Vero, cado, letteralmente, sul falso. L\u2019inganno e la frode totali del mentale. La spiritualit\u00e0, il risveglio, l\u2019estasi, tutto ci\u00f2 fa parte di questa maglia incessante che tesse dal di sopra della verit\u00e0? In effetti, ci\u00f2 che appare non pu\u00f2 essere l\u2019ultima verit\u00e0 pura. Allora ovunque in cui si porti lo spirito, non vi \u00e9 che illusione. Queste illusioni si perdono poco a poco. Una certa umilt\u00e0, perfino una sottomissione al mistero si afferra lentamente dal mentale. Si \u00e9 visto che \u201cio\u201d non potrebbe in alcun caso raggiungere la verit\u00e0, in quanto questa non esistente. Non vi \u00e9 nulla, niente di niente. Assolutamente niente! Nient\u2019altro che questo puro prodotto dello spirito.<\/p>\n<p>Il giubilo era auspicabile per finalmente vivere l\u2019assenza, il vuoto, il silenzio. Ma l\u2019assenza, precisamente, non apparve. Di fatto, \u00e9 l\u2019assenza! Allora che resta adesso? Ci\u00f2 che \u00e9. Ci\u00f2 che \u00e9, e che accadr\u00e0 molto bene dalla mia accettazione o dal mio rifiuto, dalla mia osservazione e dalla mia dissoluzione, dalla mia estasi o dalla mia depressione, questa pura realt\u00e0 inqualificabile, innominabile, che non \u00e9 ci\u00f2 che credo ma che permette tutto. Togliete (vale a dire constatate) interamente tutto il falso, e la verit\u00e0 non ha pi\u00f9 senso. Rimane grezza, senza nulla che possa commentarla o testimoniarne.<\/p>\n<p>Non resta che l\u2019Assoluto. E l\u2019avrete capito, il pacchetto della non-dualit\u00e0 come via di liberazione e di conoscenza si vende molto meglio in questi ultimi tempi che la semplice onest\u00e0 di ammettere che \u201cio non so nulla\u201d. Qui dove la menzogna si estende non \u00e9 che la stesura della menzogna. Quando la menzogna si tace, la menzogna non esiste pi\u00f9.<\/p>\n<p>Se vogliamo posare uno sguardo un po\u2019 pi\u00f9 profondo sulla natura della ricerca, dal mio punto di vista, la ricerca spirituale \u00e9 la ricerca della trascendenza della paura.<\/p>\n<p>Il desiderio di comprensione non \u00e9 proprio la prima sbarra della scala che mi porta a ricercare la verit\u00e0. Il desiderio di comprensione \u00e9 gi\u00e0 l\u2019effetto del fenomeno della paura.<\/p>\n<p>In effetti, la comprensione \u00e9 il fatto di cercare di dare senso e direzione, di mantenere un controllo intellettuale dei fenomeni, di controllarli e di rendersi illusoriamente maestro.<\/p>\n<p>Come spiegato precedentemente, non capire \u00e9 terrificante, in quanto questo terrore riporta alla paura stessa che sottende questo tuffo nella riflessione. Non giungere a soddisfare, rimanere impotenti, apporta una immobilit\u00e0 mentale insopportabile, prelude la mia propria morte, della morte di \u201cme\u201d.<\/p>\n<p>La paura e me sono indissociabili poich\u00e9 l\u2019uno nutre l\u2019altro, in un solo movimento, e cos\u00ec la paura che anima la mia ricerca non pu\u00f2 portare alla liberazione di \u201cme\u201d, e il \u201cme\u201d costituito dalla paura non pu\u00f2 liberarsi di essa. E\u2019 l\u2019uno e l\u2019altro, come le due gambe del mentale, che sono condotte a fratturarsi in maniera tale che la macchina non funziona pi\u00f9 e che l\u2019intelligenza che gli da vita. Si realizza libera da essa.<\/p>\n<p>Osservare questa paura senza rendersene complice, vale a dire senza sopraggiungervi il rifiuto della paura o la paura della paura, \u00e9 anche osservare l\u2019ego e distanziarsene. In questo, si, osservare l\u2019ego \u00e9 di fatto una liberazione nel mio vissuto, in quanto la visione di questo riporta verso la visione stessa che non pu\u00f2 essere sia visione che ego. E\u2019 questa libert\u00e0 qui che \u00e9 un richiamo attraverso la ricerca, e non la liberazione della paura per uno spirito che vuole comprendere.<\/p>\n<p>Mi chiedete inoltre quali sono le illusioni da evitare nel cammino verso il Risveglio, e vi risponder\u00f2 solo attraverso le lenti del mio sguardo, che l\u2019illusione \u00e9 di credersi una persona in cammino, mentre il cammino \u00e9 fonte di me. Il cammino non si muove, \u00e9 ci\u00f2 che \u00e9. L\u2019apparizione di una persona in lui non condiziona in nulla la sua natura. Guardando questa immagine, l\u2019illusione \u00e9 di credere che la persona possa liberarsi del cammino, mentre da sempre, il cammino \u00e9 rimasto libero da ogni persona, senza partenza n\u00e9 arrivo, senza fenomeno, senza temporalit\u00e0. Solo la persona volge lo sguardo verso qui o l\u00ec e vede un inizio ed una fine che s\u2019immagina dover percorrere. Cos\u00ec giunge la paura di perdersi e di morire. E\u2019 il cammino che realizza il proprio silenzio. In questo, l\u2019illusione \u00e9 inevitabile, in quanto quando partite in cerca di voi-stessi, gi\u00e0 vi lasciate in quanto supporto di tutti i viaggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANNE &#8211; GAELLE Vedere e disillusione Traduzione Maurizio Redegoso Kharitian \u201cLa persona non realizza il cammino, in essa. 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