{"id":2623,"date":"2015-03-27T10:57:26","date_gmt":"2015-03-27T10:57:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=2623"},"modified":"2016-04-03T23:01:34","modified_gmt":"2016-04-03T23:01:34","slug":"chiarificazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/chiarificazione\/","title":{"rendered":"Chiarificazione"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">Dayana<\/p>\n<p align=\"center\"><em>\u201cChiarificazione\u201d<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">Traduzione a cura di<\/p>\n<p align=\"center\">Maurizio Redegoso Kharitian<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3M &#8211; Secondo la vostra testimonianza, la nostra vera natura \u00e9 la pura coscienza. Quando questa si riconosce &#8211; certamente fuori dal tempo -, la realizzazione totale non si svolge in una durata?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>DAYANA &#8211; Non vi \u00e9 vita nella temporalit\u00e0. Ogni essere, ogni sguardo vive solo nella spontaneit\u00e0 dell\u2019istante. Detto altrimenti non vi \u00e9 un prima \u201cuna realizzazione\u201d in cui si vivrebbe nella durata ed un \u201cdopo\u201d in cui questo non accadrebbe pi\u00f9. Ci\u00f2 non ha alcun senso. Che lo si abbia riconosciuto o no, la nostra natura \u00e9 ci\u00f2 che \u00e9 e tutto si svolge nell\u2019immediatezza dell\u2019istante.<\/p>\n<p>La differenza fra l\u2019essere che si sa coscienza e l\u2019essere che l\u2019ha \u201cdimenticato\u201d \u00e9 che nel primo caso, vi \u00e9 riconoscenza che tutto si vive nell\u2019eterno presente e ci\u00f2 implica una presenza \u201cabitata\u201d mentre nel secondo caso, lo sguardo \u00e9 fissato sul contenuto mentale e ci\u00f2 implica l\u2019aggancio e l\u2019identificazione ai fenomeni che nascono, si dispiegano e scompaiono. E\u2019 questo che da un\u2019impressione di durata, di evoluzione, di continuit\u00e0. In questo caso, potremmo dire che non \u00e9 la pura presenza che \u00e9 abitata ma la memoria che descrive il va-e-vieni di ci\u00f2 che \u00e9 contemplato.<\/p>\n<p>Anche la temporalit\u00e0 si vive nell\u2019immediatezza.<\/p>\n<p>Il continuum tempo si svolge\u00a0 nel mentale (vale a dire il pensiero) che interpreta e riproduce tutto ci\u00f2 che \u00e9 percepito. In effetti, il mentale \u00e9 come un pittore che riproduce il paesaggio che guarda. L\u2019istante che si vive non pu\u00f2 essere pensato nello stesso tempo. L\u2019istante memorizzato \u00e9 un ricordo dell\u2019istante vissuto, una riproduzione dell\u2019istante finito. In altro modo, non vi pu\u00f2 essere \u201ccopia-incolla\u201d di ci\u00f2 che \u00e9 ad ogni istante, la memoria (o pensiero) dell\u2019istante precedentemente vissuto \u00e9 di fatto un pensiero che per riprodurlo immagina l\u2019istante finito.<\/p>\n<p>Il continuum appare nel pensiero in quanto ogni riproduzione \u00e9 riferita alla precedente e si riferisce alla prossima. E\u2019 ci\u00f2 che crea l\u2019orizzontalit\u00e0 temporale.<\/p>\n<p>Ogni pensiero riproduttore di un istante parla dunque di passato, ma non vi pu\u00f2 essere coscienza del pensiero che al momento in cui essa \u00e9 prodotta, dunque all\u2019istante. Accade allo stesso modo quando vi \u00e9 l\u2019idea del futuro. Ci\u00f2 passa per un pensiero che parla del futuro (estrapolazione di fatto di pensieri che parlano di passato e che servono a costruire dei pensieri del futuro), \u00e9 essa stessa vissuta nell\u2019istante. Quando vi \u00e9 l\u2019impressione del continuum, \u00e9 giusto che vi sia paragone e classificazione dei pensieri che parlano del prima, altri che parlano dell\u2019adesso e dei seguenti che parlano del dopo. Tutto questo \u00e9 espresso in seno ad un nuovo pensiero-sintesi degli altri tre e che si vive per la coscienza che si ha&#8230; nell\u2019istante!<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo sguardo, la coscienza, la vita sono immediatezza qualunque cosa accada.<\/p>\n<p>Se si presenta un progetto, il modo in cui si presenta, vale a dire sotto forma di pensiero, \u00e9 all\u2019istante. Questo pensiero andr\u00e0 forse a generare un movimento, un\u2019azione come quella, per esempio, di prendere l\u2019agenda e di scrivere un appuntamento, o di telefonare per prenotare un hotel, ecc&#8230; Ma tutto si fa nell\u2019immediatezza, il pensiero che parla del progetto, le azioni o le non-azioni che si producono.<\/p>\n<p>La differenza tra riconoscere questo o non realizzarlo viene ancora una volta dall\u2019abitazione dello sguardo stesso (sapersi essere cosciente) o dell\u2019abitazione di ci\u00f2 che guardato.<\/p>\n<p>Nel primo caso ci\u00f2 fa vivere l\u2019immutabilit\u00e0, la lucidit\u00e0, la presenza, la pace, la gioia, l\u2019amore; nel secondo caso ci\u00f2 fa vivere la limitazione, l\u2019incompletezza, la tensione, la separazione, la mancanza, ecc&#8230; tutto questo nell&#8217;immediatezza.<\/p>\n<p>3M: La vostra esperienza, nel quotidiano, \u00e9 ancora un\u2019oscillazione tra questi due modi di \u201cabitazione\u201d, in cui \u201cl\u2019abitazione dello sguardo stesso\u201d \u00e9 diventato il vostro modo di vita interiore?<\/p>\n<p>DAYANA\u00a0 Si, vi pu\u00f2 essere una sorta di assestamento. Vi \u00e9 come ancoraggio della riconoscenza d\u2019essere coscienza ma la memoria, il pensiero sono sempre funzionali ed accade che la distrazione ritorni, vale a dire l\u2019aggancio al pensiero. Ci\u00f2 che constato \u00e9 che lo sconforto generato da questa distrazione riporta l\u2019attenzione a se stessa. Le onde cos\u00ec generate appaiono come un movimento tenuto su un fondo d\u2019imperturbabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Di fatto, tutto \u00e9 visto come espressione di vita. Tutto \u00e9 vita, tutto ci\u00f2 che fa l\u2019istante \u00e9 vita, anche le reazioni egotiche. Vi \u00e9 cos\u00ec riconoscenza dell\u2019essenziale. Questo essenziale ha preso il passo sul non-essenziale in modo quasi permanente ci\u00f2 che fa che anche la distrazione non ha pi\u00f9 veramente importanza.<\/p>\n<p>3M: Per molti di noi, il riconoscimento della coscienza d\u2019essere si perde, si diluisce nel mentale, e l\u2019impressione d\u2019essere una persona separata ritorna poi dimora con tutti i suoi desideri, le sue pene, le sue sofferenze, le sue paure&#8230; Occorre vivere sempre pi\u00f9 spesso questo oblio dell\u2019essenziale per permettere la realizzazione d\u2019un autentico \u201cancoraggio\u201d?<\/p>\n<p>DAYANA: Riconoscere ci\u00f2 che si \u00e9 in modo permanente implica che la produzione mentale non sia pi\u00f9 confusa con la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Fintantoch\u00e9 vi sono delle illusioni che sono prese per la realt\u00e0, il mentale ha un\u2019attrazione prioritaria, \u00e9 cos\u00ec che l\u2019impressione dell\u2019io rif\u00e0 superficie. Dal momento in cui \u00e9 qui tutta l\u2019attenzione gli \u00e9 data distraendo cos\u00ec dalla verit\u00e0 del nostro essere.<\/p>\n<p>Vi sono tre illusioni principali, fondamento delle altre che possono cos\u00ec rifar apparire ed alimentare il sogno.<\/p>\n<p>1) Credere che \u00e9 la persona che pu\u00f2 vivere tutto ed in particolare l\u2019amore, la gioia ecc&#8230; \u00e9 posta cos\u00ec prima di ogni altra cosa;<\/p>\n<p>2) Credere nella realt\u00e0 di oggetti separati;<\/p>\n<p>3) Confondere la sorgente della proiezione con la sua forma proiettata.<\/p>\n<p>La prima illusione \u00e9 quella che concerne l\u2019ego psicologico. Quando l\u2019osservazione del nostro modo di essere e di funzionare mette chiaramente in evidenza che la persona ed i personaggi che svolge sono la fonte di ogni sofferenza, l\u2019attaccamento ad essa si arresta.<\/p>\n<p>La seconda illusione riguarda la credenza nella radice stessa dell\u2019individuo, vale a dire nella separazione. E\u2019 questa che fa credere nella realt\u00e0 del mondo, di tutto ci\u00f2 che \u00e9 percepito in quanto oggetto. Tutto \u00e9 creduto come avente un\u2019esistenza propria al di fuori anche della coscienza. Questo modo di vedere pensa il mondo e gli oggetti, ma non lo vive in diretta. L\u2019ego psicologico pu\u00f2 essere crollato in un primo tempo ma non manca di rinascere dalle sue ceneri prima o poi se la credenza nella realt\u00e0 degli oggetti separati perdura.<\/p>\n<p>E\u2019 realizzando che prima del pensiero vi \u00e9 un vissuto diretto sul quale si innesta in seguito ed anche che in questo vissuto diretto niente \u00e9 separato dalla coscienza e che tutte le percezioni sono uno zampillare spontaneo in se stessa causa ed effetto, che ci si renda conto che \u00e9 l\u2019immaginario mentale che associa in modo fittizio le percezioni tra esse per farne delle cose, degli oggetti separati.<\/p>\n<p>Infine la terza illusione, pu\u00f2 essere la pi\u00f9 pregnante in materia di attaccamento all\u2019illusione dell\u2019io, \u00e9 la confusione tra ci\u00f2 che irradia direttamente dal se con la forma. Questo riguarda la proiezione. Quando \u00e9 visto da vicino ci\u00f2 che \u00e9 importante in ci\u00f2 che \u00e9 percepito, si realizza che ogni volta ci\u00f2 riguarda in realt\u00e0 degli elementi non percettibili. Cos\u00ec per esempio, l\u2019importanza data al fiore \u00e9 eventualmente la bellezza, la delicatezza; quella data all\u2019innamorato \u00e9 l\u2019amore, quella data alla persona che credo essere \u00e9 di esistere, ecc&#8230;<\/p>\n<p>Tutte le esperienze che si vivono attraverso delle cose e delle forme sono di quest\u2019ordine. E\u2019 per confusione che le associamo alle forme e che si finisce per credere che sono queste forme che le producono. Quando la visione si chiarifica, diventa evidente che tutto ci\u00f2 che \u00e9 essenziale non si percepisce ma si vive sapendo di essere. La forma che, essa, si percepisce \u00e9 una messa in atto uscita da questo e non l\u2019inverso. Diventa anche evidente che ci\u00f2 che \u00e9 importante viene da se, \u00e9 in se e questo indipendentemente da ogni forma. In questo modo nella credenza, in questa illusione, la forma, le cose appaiono nutrire ci\u00f2 che siamo. Quando la credenza cade, si constata che la forma non nutre niente in se, non porta niente in se e che \u00e9 l\u2019inverso che si produce: il se la crea e la nutre.<\/p>\n<p>Quando queste tre grandi credenze sono viste pienamente, l\u2019attaccamento all\u2019ego psicologico e alla separazione scompaiono. Anche se il mentale continua a produrre il sogno dell\u2019io ed il sogno del mondo questo non \u00e9 pi\u00f9 creduto e non viene pi\u00f9 distratto dalla riconoscenza della nostra vera natura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dayana \u201cChiarificazione\u201d Traduzione a cura di Maurizio Redegoso Kharitian &nbsp; 3M &#8211; Secondo la vostra testimonianza, la nostra vera natura \u00e9 la pura coscienza. 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