{"id":313,"date":"2010-09-16T20:59:15","date_gmt":"2010-09-16T20:59:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=313"},"modified":"2016-04-03T23:06:26","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:26","slug":"guerra-violenza-e-pace-di-karl-renz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/guerra-violenza-e-pace-di-karl-renz\/","title":{"rendered":"Guerra, violenza e pace di Karl Renz"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/renz1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-315\" title=\"Karl Renz\" src=\"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/renz1.jpg\" alt=\"Karl Renz\" width=\"130\" height=\"184\" \/><\/a>3\u00e8me Mill\u00e9narie\u00a0\u00a0 n. 77\u00a0 &#8211;\u00a0 Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p>3\u00e8me: Ieri sera sono stato testimone di una discussione che mi ha turbato. Poi ho letto nel tuo libro \u201cPer finirla con il risveglio e altri errori concettuali\u201d un passaggio riguardo la guerra, e, vedendo ci\u00f2 che succede nella realt\u00e0, sono stato sollevato.<\/p>\n<p>Renz: Finch\u00e9 hai l\u2019idea di essere nel mondo, c\u2019\u00e8 sempre la guerra. E il tiro viene sempre dal proprio corpo.<\/p>\n<p>3\u00e8me: Scusa?<\/p>\n<p>Renz: Poich\u00e9 l\u2019altro non \u00e8 differente da te, il tiro viene sempre dal tuo proprio campo. Ora in Irak i soldati americani tirano sui loro propri soldati. Non sanno su\u00a0 cosa, ma tirano.<\/p>\n<p>3\u00e8me: E\u2019 accidentale.<\/p>\n<p>Renz: Si, si prendono accidentalmente per un nemico, e tirano. In inglese questo si chiama un \u201cfuoco amico\u201d (<em>frienfdly fire<\/em>). Nel mondo, tutti tirano pensando che ci sia un nemico. <span style=\"text-decoration: underline;\">Sii un qualunque \u201cme\u201d e hai dei nemici<\/span>.<\/p>\n<p>3\u00e8me: E l\u2019amore divino?<\/p>\n<p>Renz: L\u2019amore divino \u00e8 gi\u00e0 tirare sul proprio campo senza curarsi degli altri. \u201cIl <span style=\"text-decoration: underline;\">mio<\/span> amore divino!\u201d. Ecco perch\u00e9 Ges\u00f9 ha detto che non ci sar\u00e0 mai pace sulla terra. Finch\u00e9 ci sar\u00e0 un mondo, qualsiasi sia, ci sar\u00e0 la guerra.<\/p>\n<p>Tu sei sempre in guerra con te stesso. Ogni volta che prendi per reale un\u2019immagine senza riconoscere il S\u00e9, \u00e8 guerra. Anche se il mondo \u00e8 in pace, c\u2019\u00e8 sempre la guerra.<\/p>\n<p>Solo Quello che \u00e8 la pace conosce la pace. Ma tutto ci\u00f2 che si manifesta a partire di l\u00e0 \u00e8 la guerra, anche l\u2019amore divino. Allora ti batti per l\u2019amore divino, ti batti per la libert\u00e0. Guarda, il signor Bush manda un gran numero di soldati in Irak unicamente per difendere quell\u2019idea di libert\u00e0 e, in nome di quell\u2019idea, c\u2019\u00e8 la guerra! In nome dell\u2019idea d\u2019amore, c\u2019\u00e8 l\u2019odio. Anche se lo chiami \u201camore divino\u201d\u00a0 c\u2019\u00e8 sempre l\u2019odio. Sebbene tu dica\u2026<\/p>\n<p>3\u00e8me: Ma l\u2019amore divino non ha nulla a che fare con l\u2019odio!<\/p>\n<p>Renz: Qui e ora tu stai facendo la guerra.<\/p>\n<p>3\u00e8me: L\u2019amore non ha niente a che fare con l\u2019egoismo.<\/p>\n<p>Renz: Guarda come ti batti, e per cosa?<\/p>\n<p>3\u00e8me : Per la vera pace.<\/p>\n<p>Renz: Qual \u00e8 questa \u201cvera pace\u201d per la quale ti batti? Anche il signor Bush direbbe: \u201c mi batto per la vera pace, la vera libert\u00e0\u201d. Il cuore del problema \u00e8 che <span style=\"text-decoration: underline;\">tu non puoi volere ci\u00f2 che vuoi e non puoi non volere ci\u00f2 che vuoi prima di volerlo. <\/span>Einstein precisava sempre che la sola ragione per cui poteva sopportare l\u2019umanit\u00e0 era che vedeva che essa non poteva volere ci\u00f2 che voleva. Per questo il suo cuore sensibile poteva sopportare tutte queste guerre, tutti questi disastri, tutte queste cose spaventose e diaboliche\u2026.<\/p>\n<p>E\u2019 vedendo che non poteva volere ci\u00f2 che voleva che ha raggiunto l\u2019accettazione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, <span style=\"text-decoration: underline;\">tutto ci\u00f2 che viene da questa totalit\u00e0 si manifesta come un comando assoluto<\/span>, come un\u2019esigenza. Tu devi farlo, non hai alcuna scelta. Non puoi essere diverso da ci\u00f2 che sei, anche in quanto corpo-organismo. E\u2019 impossibile.<\/p>\n<p>3\u00e8me: Tu dici: \u201cprova ad accettare ci\u00f2 che \u00e8, ma non puoi accettarlo\u201d. Non capisco. Come puoi non accettare ci\u00f2 che \u00e8.<\/p>\n<p>Renz: <span style=\"text-decoration: underline;\">Tu non puoi accettare l\u2019esistenza, perch\u00e9 l\u2019esistenza stessa \u00e8 gi\u00e0 una situazione di crisi. <\/span>A partire da questa prima nozione d\u2019esistenza, il pensiero \u201cIo\u201d, la crisi comincia. Poi viene l\u2019 \u201cio sono\u201d, che genera la crisi \u201cio sono qualcuno\u201d. Perch\u00e9 con l\u2019\u00a0 \u201cio sono qualcuno\u201d sorgono il desiderio, colui che pu\u00f2 desiderare e la possibilit\u00e0 di desiderare. Forse non c\u2019\u00e8 alcun desiderio manifesto, ma potenzialmente il desiderio \u00e8 sempre presente. E questo, tu non puoi accettarlo, ma per Quello che \u00e8 non c\u2019\u00e8 alcun problema, perch\u00e9 Quello \u00e8 l\u2019accettazione stessa. Non c\u2019\u00e8 dunque niente da accettare. Sii semplicemente Quello che non ha secondo. Quando tu sei Quello che \u00e8, e non hai nessuna idea di ci\u00f2 che tu sei, o non sei, quando non c\u2019\u00e8 secondo, tu sei l\u2019accettazione, perch\u00e9 non resta niente da accettare. Perfino l\u2019idea di \u201cesistenza\u201d \u00e8 assente. Perci\u00f2, per Quello che tu sei, non c\u2019\u00e8 assolutamente nessuna necessit\u00e0 di accettazione n\u00e9 pi\u00f9 alcun bisogno, qualunque e esso sia.<\/p>\n<p>E\u2019 perci\u00f2 l\u2019assenza totale di ogni nozione di esistenza o di non-esistenza di Quello; tu sei l\u2019accettazione, ma non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente da accettare.\u00a0 Se dico che tu non puoi mai accettare, \u00e8 perch\u00e9 tu sei gi\u00e0 l\u2019accettazione, e, siccome tu sei gi\u00e0 l\u2019accettazione stessa, non hai niente da aggiungere con una accettazione relativa.<\/p>\n<p>Che fare? Non puoi aggiungere niente a quella accettazione assoluta che gi\u00e0 sei. Anche se accetti, allora? Che succede? Tutte le accettazioni relative vanno e vengono, non sono che ombre effimere di accettazione. Allora sviluppi un sistema di controllo dell\u2019accettazione e della comprensione, ma ci sar\u00e0 sempre un impedimento maggiore. Nessuna scappatoia! Non puoi che accettare in quanto persona, ma, anche l\u00ec, non sar\u00e0 la tua accettazione. Noi non possiamo andare pi\u00f9 lontano. E\u2019 l\u2019ultimo stadio chiamato \u201c<em>satori<\/em>\u201d che \u00e8 uscito da quella \u201cvolont\u00e0\u201d per entrare nella \u201cnon volont\u00e0\u201d. Per\u00f2 tu non puoi spezzare il tuo cuore. Si spezzer\u00e0 quando si spezzer\u00e0. Nonostante tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto prima, malgrado la tua accettazione o non-accettazione, e tutto ci\u00f2 che hai fatto, compreso o no, e non un secondo prima, in quell\u2019istante preciso, si spezzer\u00e0.<\/p>\n<p>3\u00e8me: Per essere onesto, quello che importa \u00e8 di vedere se gli esseri risvegliati si comportano con\u00a0 bont\u00e0 verso gli altri.<\/p>\n<p>Renz: Se sono risvegliati non saranno \u201cgentili\u201d. Spero bene di no. <span style=\"text-decoration: underline;\">Perch\u00e9 il carattere spietato, la mancanza totale di circospezione che viene con la realizzazione non ha niente di \u201cgentile\u201d.<\/span><\/p>\n<p>Quella compassione \u00e8 totalmente cieca, radicale, priva di ogni riguardo. L\u2019assenza di considerazione, l\u2019intransigenza, non \u00e8 \u201camabile\u201d. E\u2019 la grazia senza ringraziamento; in essa, n\u00e9 piet\u00e0, n\u00e9 bont\u00e0, n\u00e9 beatitudine. Non puoi immaginare fino a che punto \u00e8 drastica.<\/p>\n<p>3\u00e8me: Cosa vuoi dire?<\/p>\n<p>Renz: Sarai annientato dalla grazia che tu sei, perch\u00e9 distrugger\u00e0 quell\u2019idea di \u201cte\u201d molto semplicemente.. Allora, certo, questo non ti piacer\u00e0. Non potrai mai volere che la grazia ti uccida. Come potresti? Per\u00f2, tu non hai bisogno di volere la grazia, per esserlo.<\/p>\n<p>Stabilisci dei criteri: \u201cSe avessi la scelta, preferirei che il risveglio avvenisse come una meravigliosa realizzazione, con una grande dolcezza ecc.\u201d. Ma in tutti i racconti di risveglio di cui ho sentito parlare, questo ritorno alla dura realt\u00e0, alla nudit\u00e0 totale dell\u2019essere, somiglia sempre a un disastro, una disperazione, una frustrazione, una despressione. Nessuna esperienza celeste di nettare che verrebbe a scendere nella tua sedicente esistenza\u2026 Solo\u00a0 l\u2019assenza totale di ogni idea di ci\u00f2 che tu sei.<\/p>\n<p>3\u00e8me: Il fatto \u00e8 che mi preoccupo.<\/p>\n<p>Renz: Che tu ti preoccupi \u00e8 proprio quella che la totalit\u00e0 vuole che tu faccia in questo preciso istante. Semplicemente, non ne dubito. Che tu ti preoccupi \u00e8 l\u2019assoluta esigenza della totalit\u00e0 dell\u2019esistenza. E questa inquietitudine \u00e8 esattamente il passo che devi\u00a0 fare, prima del prossimo, qualunque esso sia.<\/p>\n<p>3\u00e8me: Non afferro.<\/p>\n<p>Renz: Non afferri e non hai mai afferrato nulla. Cerchi di comprendere qualcosa che, in ogni caso, tu non puoi capire. Provi a percepire un mistero dell\u2019esistenza, ma non ci arriverai mai.<\/p>\n<p>Quando tu <span style=\"text-decoration: underline;\">sei<\/span> questo mistero, la comprensione \u00e8 perfetta. Solo nell\u2019assenza totale di un \u201cme\u201d che ha l\u2019idea di comprendere, c\u2019\u00e8 la comprensione assoluta, sciolta dal minimo dubbio. Ma in presenza di questo \u201cme\u201d scettico, dubiterai sempre. Il \u201cme\u201d deve dubitare. Indubbiamente. <span style=\"text-decoration: underline;\">Lascia perci\u00f2 lo scettico dubitare di ci\u00f2 di cui dubita.<\/span><\/p>\n<p>Vedi che tutto \u00e8 l\u2019esigenza di quella totalit\u00e0. Se sei madre, devi comportarti da madre. Devi preoccuparti dei tuoi figli pi\u00f9 di chiunque. Cos\u00ec una parte di te \u00e8 tutto amore e l\u2019altra si dibatte, <em>grrr<\/em>! E\u2019 questo essere una madre. E\u2019 il suo funzionamento ed \u00e8 esattamente come deve essere. Allora che fare? Nessuno pu\u00f2 fare in altro modo. La madre non pu\u00f2 non amare il figlio.<\/p>\n<p>3\u00e8me: Le madri sono naturalmente protettive, \u00e8 nei loro geni.<\/p>\n<p>Renz: Sono cos\u00ec, protettive. Per\u00f2, in nome di questa idea di protezione, a volte bisogna uccidere. Il signor Bush deve uccidere gli iracheni per proteggere gli americani, perch\u00e9 questi hanno bisogno di petrolio per far andare le loro auto. Lui \u00e8 la madre degli americani, deve proteggerli.<\/p>\n<p>Tu puoi vedere che niente \u00e8 causato da un\u2019altra persona, qualunque essa sia. E\u2019 il funzionamento di un funzionamento. Infatti questo decolpevolizza del tutto ogni individuo. Cosa fare? Le persone devono essere come sono e non possono essere altrimenti, perch\u00e9 sono il funzionamento di tutto ci\u00f2 che le definisce in questo sistema d\u2019informazioni, come, per esempio, il loro programma genetico.<\/p>\n<p>E\u2019 quella la pace. La sola idea che un giorno troverai aiuto, la sola speranza che qualcuno o qualcosa ti aiuter\u00e0, che un avvenimento o una comprensione qualunque ti renderanno felice per sempre, \u00e8 la guerra.<\/p>\n<p>Ma, <span style=\"text-decoration: underline;\">vedendo che il momento in cui sarai aiutato non verr\u00e0 mai e che tu non potrai mai uscire da ci\u00f2 che sei, \u00e8 la pace.<\/span><\/p>\n<p>Tu sei in guerra perch\u00e9 speri di ottenete qualcosa. Ma se vedi che non c\u2019\u00e8 niente che tu possa ottenere di qualsiasi cosa, sei gi\u00e0 in quella pace dello spirito, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9: \u201ce dopo\u201d?<\/p>\n<p>Per Quello che tu sei, non \u00e8 mai successo niente. Non c\u2019\u00e8 nascita e morte. Tutto \u00e8 successo all\u2019interno di un sistema di credenze, ma solo Quello che tu sei \u00e8 la vita stessa. Perci\u00f2 tutto quello che puoi sperimentare \u00e8 morto, vuoto. Non puoi mai fare l\u2019esperienza di Quello che \u00e8 l\u2019esperienza assoluta della vita stessa. Tu <span style=\"text-decoration: underline;\">sei<\/span> quel S\u00e9 che non pu\u00f2 essere immaginato, n\u00e9 sperimentato, molto semplicemente, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che puoi immaginare \u00e8 unicamente immaginazione. \u201cQuello\u201d indica solo il non-nato assoluto che tu sei, che non ha mai fatto parte di un sistema di sofferenza. Ma dal momento in cui esci da Quello, assumendo una qualsiasi idea, o sistema di credenze credendola reale, incomincia la sofferenza. Per ci\u00f2 che tu sei, \u00e8 inaccettabile che ci sia un secondo. Ma, quando lasci quella pace assoluta, quella libert\u00e0 per sposare l\u2019idea di \u201cun secondo\u201d, \u00e8 la guerra. Quando crei un\u2019esistenza individuale, un essere separato, il sistema di difesa si mette in atto e il bisogno di difendere tutto ci\u00f2 che \u00e8 presente si manifesta.<\/p>\n<p>L\u2019idea d\u2019esistenza individuale diventa assolutamente reale, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 a cui presti attenzione appare reale. Cos\u00ec tutto ci\u00f2 che prendi per reale diventa reale; nel momento in cui prendi la separazione per reale, essa \u00e8 cos\u00ec reale che potr\u00e0 esserlo.<\/p>\n<p>Quando la coscienza pure si ripiega su se stessa, come uno specchio che riflette totalmente Quello che \u00e8 anteriore, \u00e8 come un levar del sole interiore, ma ci\u00f2 non ha causa; ci\u00f2 appare e dispare indipendentemente da ogni sforzo, indipendentemente da tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto o non fatto. Perci\u00f2 al di l\u00e0 di tutti i tuoi sforzi, tu <span style=\"text-decoration: underline;\">sei<\/span>, ma in effetti non puoi impedirti di fare degli sforzi. E questo paradosso non puoi risolverlo.<\/p>\n<p>Mostrare che l\u2019assenza d\u2019aiuto e di non-aiuto \u00e8 il paradiso \u00e8 la ragione per cui sono seduto qui. Indico Quello che tu sei, l\u2019assenza d\u2019aiuto e di non aiuto perch\u00e9 non esiste secondo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Tutto ci\u00f2 che vuoi controllare ti controlla<\/span>. Tutto ci\u00f2 che vedi, di cui fai esperienza, non \u00e8 diverso da ci\u00f2 che sei. Tentare di controllare ci\u00f2 che vedi, pensando di sfuggirgli, che idea sciocca! Perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che vuoi controllare ti chiude, ti imprigiona in un\u2019idea o un sistema di credenze. <span style=\"text-decoration: underline;\">Ogni definizione \u00e8 una prigione<\/span>. Solo l\u2019assoluta assenza di ogni idea di ci\u00f2 che sei o non sei e perfino l\u2019assenza di questo, \u00e8 ci\u00f2 che tu sei. E\u2019 il silenzio, la pace, una pace immensa di cui non puoi fare esperienza, perch\u00e9 tu <span style=\"text-decoration: underline;\">sei<\/span> Quello. E\u2019 per questo che la si chiama la \u201cnudit\u00e0\u201d dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p>3\u00e8me: Hai un\u2019idea di cos\u2019\u00e8 la sofferenza? Ti capita di piangere?<\/p>\n<p>Renz: Spesso. Quando guardo un film triste, per esempio. Come potrei non piangere quando c\u2019\u00e8 un film del genere che fa piangere? Davvero. E\u2019 girato da me, e se si dice che \u00e8 un \u201cmelo\u201d allora devo piangere.<\/p>\n<p>Vedi che non si pu\u00f2 evitare la compassione, perch\u00e9 <span style=\"text-decoration: underline;\">sei<\/span> Quello. Tutto ci\u00f2 che vedi sei tu. Non c\u2019\u00e8 nessuna differenza tra chi fa l\u2019esperienza, l\u2019esperienza e ci\u00f2 che \u00e8 sperimentato. Quando c\u2019\u00e8 tristezza, tu sei la tristezza. Quando c\u2019\u00e8 la felicit\u00e0, sei la felicit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Tutto ci\u00f2 a cui puoi pensare \u00e8 ci\u00f2 che tu sei. Come potresti non provare compassione per ci\u00f2 che sei?<\/span><\/p>\n<p>3\u00e8me: Consideriamo il pianeta intero, in grande scala, l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Renz: L\u2019umanit\u00e0? Prima devi trovare l\u2019umanit\u00e0, poi potremo parlarne.<\/p>\n<p>3\u00e8me: In ogni caso, ogni giorno, ci fanno sempre pi\u00f9 soffrire.<\/p>\n<p>Renz: Hai ragione. Dall\u2019inizio dell\u2019umanit\u00e0, c\u2019\u00e8 la guerra, il dolore, la sofferenza.<\/p>\n<p>3\u00e8me: Allora dici che il dolore e la sofferenza esisteranno sempre?<\/p>\n<p>Renz: No, non c\u2019\u00e8 mai stato dolore n\u00e9 sofferenza. E\u2019 qui il problema. Non puoi fermare ci\u00f2 che non \u00e8 mai stato presente.<\/p>\n<p>3\u00e8me: Ma i fatti sono questi!<\/p>\n<p>Renz: Quali fatti?<\/p>\n<p>3\u00e8me: Noi non siamo felici.<\/p>\n<p>Renz: Hai ragione. Non puoi mai trovare qualcuno felice. Siccome non esiste nessuno, non trovi nessuno che potrebbe essere felice. Prima trova qualcuno, non importa chi \u00e8, e poi ne riparliamo.<\/p>\n<p>3\u00e8me: Qual \u00e8 lo scopo ultimo?<\/p>\n<p>Renz: Lo scopo ultimo \u00e8 che non c\u2019\u00e8 scopo. Finalmente, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 \u201cfinalmente\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9narie\u00a0\u00a0 n. 77\u00a0 &#8211;\u00a0 Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini 3\u00e8me: Ieri sera sono stato testimone di una discussione che mi ha turbato. 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