{"id":317,"date":"2010-09-16T21:01:57","date_gmt":"2010-09-16T21:01:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=317"},"modified":"2016-04-03T23:06:26","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:26","slug":"la-morte-di-eric-baret","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/la-morte-di-eric-baret\/","title":{"rendered":"La morte di Eric Baret"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/serpent-montage.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-319\" title=\"Serpent Montage\" src=\"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/serpent-montage-300x249.jpg\" alt=\"Serpent Montage\" width=\"300\" height=\"249\" \/><\/a>3\u00e8me\u00a0 Mill\u00e9narie n. 65 &#8211; Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p>D: Mi piacerebbe sentire qualcosa sulla preparazione alla morte, sul suo senso, sul modo in cui si potrebbe prendere per affrontarla. E\u2019 una domanda troppo pesante per voi?<\/p>\n<p>R: No, \u00e8 leggera. Non c\u2019\u00e8 scelta. Si vive esattamente come si muore e si muore come si vive. Se si vive nella paura, si muore nella paura. Se si vive in modo disponibile, si muore in modo conseguente. Dimenticate la morte e datevi apertamente alla vita. Quando avete l\u2019opportunit\u00e0 di sentire la paura, dite grazie. Se la provate ora, non dovrete subirla pi\u00f9 tardi sul letto di morte. Lasciatela parlare sensorialmente. Voi non avete paura, voi sentite la paura. A poco a poco si svuota. Quando vi capita di avere paura, se tentate con certe tecniche di minimizzarla, la rincalzate un po\u2019 di pi\u00f9 ogni volta ed essa vi raggiunger\u00e0 al\u00a0 momento della morte.<\/p>\n<p>Vivere disponibili. La morte diventa un non-avvenimento e non ci pensate pi\u00f9. Non \u00e8 necessaria nessuna conoscenza. Evitate di leggere il libro tibetano dei morti. Non rimandate pi\u00f9 la vita preparandovi alla morte. Inutile entrare nelle fantasmagorie religiose, culturali o allora, se vi sembra indispensabile, fatelo, ma avendone coscienza che \u00e8 una fantasia. Non c\u2019\u00e8 bisogno di preti n\u00e9 di conoscenze esoteriche.<\/p>\n<p>Morte alla proprie attese, alle proprie angosce, alle proprie inquetitudini. E\u2019 questa morte che \u00e8 importante. Se questa morte prende veramente corpo in voi, constaterete che la riflessione sulla morte del corpo non pu\u00f2 presentarsi.<\/p>\n<p>La vostra cultura \u00e8 localizzata nella vostra memoria e non \u00e8 impossibile che, secondo l\u2019et\u00e0 in cui partirete, la vostra memoria sia intaccata dagli anni.\u00a0 Tutte le cose che avete accumulato, tutto ci\u00f2 che avete letto,tutte le tecniche e le esperienze romantiche a cui vi siete dati, visto il deterioramento del vostro cervello, non vi saranno pi\u00f9 possibili. Quindi tutte le vostre preparazioni sono inutili e non c\u2019\u00e8 niente da sapere.<\/p>\n<p>La disponibilit\u00e0 al presente vi accompagna in ci\u00f2 che \u00e8 importante.<\/p>\n<p>Tutte le riflessioni che potete fare sul tema sono solo una memoria. E\u2019 un ammasso d\u2019informazioni che avete appreso alla televisione o eventualmente assistendo amici morenti. E\u2019 su questo accumulo di nozioni errate che basate la vostra idea di morte.<\/p>\n<p>Dimenticate il grande maestro, il lama, tutte le persone che vorrebbero assistervi.La famiglia che s\u2019ostina a piangere, le persone che dicono di aiutarvi e sono tristi sono una calamit\u00e0. Voi morite tranquillamente, solo, su di un marciapiede o su un letto d\u2019ospedale. Non c\u2019\u00e8 nessun bisogno d\u2019essere circondato. Morire semplicemente, come si vive, liberamente.<\/p>\n<p>Se la situazione comporta che la vostra famiglia in lacrime sia l\u00ec, bisogna accettarlo. Se il suo cattivo karma vuole che un lama tibetano persista a volervi venire in aiuto, o che un prete cattolico tenga a benedirvi, lasciatelo fare.<\/p>\n<p>Ne hanno bisogno per la loro sopravvivenza psicologica.<\/p>\n<p>La loro agitazione ritualizzata permette loro di rimandare la loro paura. Ma queste azioni psicopatiche non vi toccano affatto. Niente vi pu\u00f2 aiutare e questo \u00e8 la meraviglia, perch\u00e9 niente \u00e8 necessario. Come la sera il corpo muore progressivamente nel sonno, il pensiero scompare, la percezione se ne va. Le persone che sono felici di vedervi partire possono restare. Quelli che sono tristi devono essere allontanati dal capezzale di un morente.<\/p>\n<p>E\u2019 una mancanza di rispetto, una mancanza d\u2019amore essere afflitti.<\/p>\n<p>I vostri amici veri gioiranno quando sapranno della vostra morte. Ci\u00f2 che diciamo ora non \u00e8 rivolto a tutti. Lo Yoga \u00e8 l\u2019arte di morire. Quando lavorate col corpo, imparate a morire. Non farlo a livello simbolico, ma in pratica. Imparate a vivere, \u00e8 la stessa cosa.<\/p>\n<p>D: Se capisco bene, non \u00e8 necessario essere coscienti nel momento della morte.<\/p>\n<p>R: Potete scegliere di ricevere un colpo di baseball sulla testa, d\u2019aver un incidente in auto o di essere obbligato a prendere droghe per lenire il dolore che vi sar\u00e0 intollerabile? Cosa che inevitabilmente diminuir\u00e0 il vostro livello di sensibilit\u00e0 cosciente? Non c\u2019\u00e8 scelta. Non ci si prepara alla vita, si vive semplicemente. Non avete niente da conoscere su di voi. Non \u00e8 necessario sapere a cosa dovete fare fronte domani, voi lo vedrete. Prevedere se sarete tristi, pieni di paura, se la vostra casa brucer\u00e0, se ci sar\u00e0 la guerra, se sarete in salute o malato. Questo sapere \u00e8 inutile. Perch\u00e9 caricarsene?<\/p>\n<p>Affrontare la vita momento per momento. La cosa pi\u00f9 straordinaria \u00e8 quello che succede nell\u2019istante.<\/p>\n<p>Come posso interessarmi a ci\u00f2 che succeder\u00e0 domani? E\u2019 una stupidaggine pensare al dopo. Ora \u00e8 troppo ricco per lasciarmi lo spazio di fantasticare su ieri o su domani.<\/p>\n<p>Quando vi siete davvero dati alla sensibilit\u00e0, il domani non esiste. La vita presente \u00e8 troppo bella, troppo intensa, troppo piena per avere l\u2019occasione di scivolare a domani, a un futuro, a una preparazione. Non si prevede niente. La sola vera preparazione \u00e8 la disponibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Nessuna morte \u00e8 ideale, questo non \u00e8 che nei romanzi. Morire con le gambe incrociate, diritti, coscienti\u2026 Non dico che a volte questo non capiti, certo \u00e8 meraviglioso. Ma cosa non \u00e8 meraviglioso? E\u2019 la nostra storia che giudica, che commenta, che dice: \u201c \u00e8 una bella morte o \u00e8 una morte terribile\u201d.<\/p>\n<p>Che ne sappiamo? Che sapete della persona che\u00a0 muore nella sofferenza, sotto tortura, nella difficolt\u00e0, urlando? Sapete se l\u2019istante dopo, quando il suo corpo \u00e8 finito, non \u00e8 tutto l\u00ec per lui? Che ne sapete di quello che muore serenamente, in una specie di sogno prendendosi per un buddista? Sapete se va davvero a incontrare tutte quelle entit\u00e0 che dovrebbero aiutarlo a migliorarsi in una prossima vita, un po\u2019 pi\u00f9 nella seguente e in ogni vita sempre pi\u00f9, poi dopo 950 vite diventate un <em>bodhisatva<\/em>. Tutta questa fantasmagoria \u00e8 dovuta a quella paura di morire. Come si pu\u00f2 pretendere di sapere ci\u00f2 che \u00e8 davvero preferibile? Quello che \u00e8 giusto \u00e8 quello che accade. La morte cosciente \u00e8 molto bella. I praticanti di arti marziali conoscono bene <em>Tesshu<\/em><em> Yamoaka<\/em>, quel grande maestro di <em>Kendo<\/em> che all\u2019inizio del secolo \u00e8 morto seduto con il ventaglio in mano. <em>Tanaka<\/em><em> seiji<\/em>, suo discepolo ne ha composto un\u2019incisione pubblicata in alcuni libri sull\u2019arte del combattimento. Alcuni istanti prima della sua morte, aveva convocato i suoi allievi dicendo loro: \u201cperch\u00e9 sento meno rumore durante il vostro allenamento, meno grida?\u201d; gli allievi risposero che era per rispetto per i suoi ultimi momenti. Allora li riprese spiegando che se volevano davvero rispettarlo, bisognava che si attaccassero pi\u00f9 forte, pi\u00f9 duramente. Poi, dopo aver dato questo ultimo consiglio, quando sent\u00ec le urla degli attacchi,\u00a0 mor\u00ec. Alcuni muoiono cos\u00ec. E\u2019 un simbolo meraviglioso. Questo non si prepara.<\/p>\n<p>Se la vita vi porta a morire tranquillamente, va molto bene, ma se \u00e8 nella violenza, bisogna totalmente far fronte. Non smetterete di battervi dicendo : \u201c ora morir\u00f2 tranquillamente\u201d, no, si\u00a0 combatte fino all\u2019ultimo momento. Morire con le armi in mano o morire seduti, \u00e8 uguale. Su di un altro piano, quando diventate disponibili alle vostre paure, alle vostre ansie, voi preparate la vostra morte. Vi preparate a dire si, ad accettare. Ma non fatelo per questo, bisogna farlo per la gioia di farlo.<\/p>\n<p>D: Voi dite che lo yoga \u00e8 l\u2019arte di morie. In che modo il lavoro corporale prepara alla morte?<\/p>\n<p>R: Voi cambiate il corpo. Nella sensibilit\u00e0 non c\u2019\u00e8 corpo. Solo quella massa di energia \u00e8 presente, il corpo scompare in quella radiazione. Lasciate che gli organi dei sensi diventino vibrazione. Tutto ci\u00f2\u00a0 accade nel vostro silenzio, nella vostra tranquillit\u00e0. Il corpo muore ad ogni istante. Ad ogni espirazione, muore totalmente, ad ogni inspirazione si ricrea. In seguito non rester\u00e0 che l\u2019espirazione, non ci sar\u00e0 pi\u00f9 inspirazione.<\/p>\n<p>Quando avete frequentato scientemente questo lasciar-andare dell\u2019espirazione e sapete darvi totalmente a questo riposo, a questo vuoto, a questa unit\u00e0 dopo l\u2019espirazione, sperimentate veramente l\u2019arte di morire. E\u2019 il passaggio chiaro. L\u2019inspirazione verr\u00e0 su un altro piano. Ma queste sono parole: l\u2019arte di morire, l\u2019arte di vivere. Non ci si deve attaccare a ci\u00f2 che si dice. Non cercate di comprendere ci\u00f2 che qui \u00e8 formulato.<\/p>\n<p>E\u2019 certo che se pretendete di essere e possedere una qualunque cosa, \u00e8 difficile lasciar andare tutto. Quando capite che non avete niente, non siete niente, non fate pi\u00f9 fatica a partire.<\/p>\n<p>D: Ma quell\u2019attaccamento all\u2019altro, alla vita, al corpo, a essere qualcuno o niente\u2026<\/p>\n<p>R: Non c\u2019\u00e8 niente da cercare, la vita si gioca in voi. Per un certo periodo avete bisogno di sentirvi giovane e bello, forte , intelligente, ricco, colto , spirituale, buddista o altro. Come vi \u00e8 necessario un certo tempo far parte di un club di foot-ball, di scouts, d\u2019essere brillante a scuola, d\u2019avere quell\u2019amico, di fare collezione di francobolli. Un giorno non vi identificate pi\u00f9 in un collezionista di francobolli. Non vi percepite pi\u00f9 come membro di questo o di quello. Con l\u2019andar del tempo constatate che inevitabilmente tutte le identificazioni, le esigenze, progressivamente si eliminano. Ci\u00f2 che vi ha reso cos\u00ec felice un tempo, pi\u00f9 tardi vi lascer\u00e0 completamente indifferente. Ma non \u00e8 una cosa da provocare.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 si \u00e8 soddisfatti di avere un\u2019auto rossa, una donna bionda, il corpo forte, un futuro, un passato, d\u2019essere francese, bisogna viverlo. Un giorno quelle cose non vogliono pi\u00f9 dir niente per voi.<\/p>\n<p>Soprattutto non tentare di non essere niente, se no diventa un concetto come un altro. Evitate di diventare uno di quei famosi liberati che vivono in California o da qualche altra parte il cui ottundimento \u00e8 tale che credono di vivere la luminosit\u00e0.<\/p>\n<p>Non essere niente non \u00e8 una qualit\u00e0, \u00e8 una constatazione. Un p\u00f2 come diceva il mio amico Virgil: \u201cnon posso pretendere di essere qualcuno\u201d. La pretesa \u00e8 di essere qualcuno. Non si tratta quindi di decidere di non essere niente. Un giorno, naturalmente, non vi sar\u00e0 pi\u00f9 necessario prendervi per Napoleone. Non avrete pi\u00f9 bisogno di sentirvi esistere per vivere. Ma soprattutto non \u00e8 per avere un\u2019altra idea come: \u201c non sono niente\u201d. Quella \u00e8 un\u2019altra fantasia.<\/p>\n<p>D: Potreste parlarci di pi\u00f9 della rinuncia? Questa settimana \u00e8 la settimana contro il suicidio e mi interrogo molto quando vi sento dire, o cos\u00ec ho capito: \u201cbisogna andare alla guerra e non rinunciare\u201d. Dopotutto, quando si accetta di morire, si \u00e8 portati ad abdicare. Se non voglio pi\u00f9 vivere, rinuncio alla vita.<\/p>\n<p>R: Bisogna accettare anche questo. Se qualcuno non pu\u00f2 pi\u00f9 affrontare la vita, non ha scelta. Certe persone non hanno la capacit\u00e0 di far fronte. Non si pu\u00f2 mantenere in vita qualcuno a\u00a0 tutti i costi, \u00e8 un accanimento terapeutico. Se il suicida \u00e8 disponibile al vostro aiuto, \u00e8 evidente che lo soccorrete. Ma il suicido non \u00e8 un fallimento medico. Si fa fronte come si pu\u00f2. Certe persone hanno bisogno di passare attraverso avvenimenti complessi. La settimana contro il suicidio \u00e8 un simbolo tipico dell\u2019ipocrisia della nostra societ\u00e0 moderna, come la giornata delle donna, della mamma, del bambino, del cane, o la giornata contro la violenza. Questi avvenimenti mediatici presentati come filosofie democratiche di bon ton non servono che a iniettare\u00a0 pace nella coscienza della nostra societ\u00e0, il cui rifiuto di mettere in questione i nostri meccanismi interni non \u00e8 che un\u2019espressione dell\u2019arrivismo economico esistente.<\/p>\n<p>D: Il suicidio non \u00e8 un atto di rinuncia? Dire: \u201c no, non voglio pi\u00f9 vivere\u201d.<\/p>\n<p>R: Essere felici di vivere non \u00e8 una scelta pi\u00f9 che non lo sia rinunciare alla vita. Chi pu\u00f2 sollevare 120 chili di ghisa, non \u00e8 superiore a quello che non ci arriva. Chi \u00e8 incapace di compiere questo sforzo, non rinuncia; non pu\u00f2 farlo. Ci sono persone che non hanno pi\u00f9 la forza di far fronte alla vita, al dolore. In momenti pi\u00f9 o meno lucidi, prendono la direzione del suicidio.<\/p>\n<p>Bisogna essere presenti. Se la persona \u00e8 disponibile, si assiste nella misura del possibile. Alcune persone sono al di l\u00e0 di poter essere aiutate. Quando incontrate persone che hanno certe malattie, non hanno la possibilit\u00e0 di essere aiutate. Il solo modo di aiutarle \u00e8 di portarle in noi, nel nostro cuore. Non \u00e8 perch\u00e9 qualcuno si \u00e8 suicidato che tutto \u00e8 finito, che bisogna pensare a qualcos\u2019altro, andare al cinema\u2026 Si continua a essere con lui. Inutile battersi contro ci\u00f2 che accade. Se c\u2019\u00e8 la guerra, non ci si batte contro la guerra. Si affronta la guerra. Quando qualcuno muore, quando qualcuno si suicida, non lo si rifiuta; lo si accompagna.<\/p>\n<p>D: Conosco una persona che sta per morire. Un membro della sua famiglia vuole assolutamente prendere il suo posto, non vuole pi\u00f9 vivere. Che posso fare?<\/p>\n<p>R: Non c\u2019\u00e8 niente da fare. Quella persona ha una fantasia. Siate presente, amatela, ascoltatela. Se si ha lo spazio di dire, di fare, di toccare, fatelo. Se non \u00e8 il caso, non prendetevela. Non siete responsabili delle persone che vogliono suicidarsi. Se potete aiutare, provate, se non \u00e8 possibile, pazienza. Questo non deve impedire di dormire bene. Bisogna saper accettare i propri limiti.<\/p>\n<p>Dappertutto persone muoiono ogni momento nelle pi\u00f9 terribili condizioni. Forse che soffrirne li conforta? No. Se ci si mette in relazione con la situazione, con la vita nel suo complesso, \u00e8 evidente che si fa ci\u00f2 che si pu\u00f2. A volte non basta a impedire che qualcuno muoia o si suicidi.<\/p>\n<p>Se consultate un astrologo e fa il tema della persona che si suicida, confermer\u00e0 immediatamente l\u2019inevitabile. Se fa il tema di una persona che muore in un incidente d\u2019auto, verificher\u00e0 anche questo. Non si vede alcuna libert\u00e0 d\u2019azione in questi fatti. Chi si suicida non interviene pi\u00f9 di chi \u00e8 investito da un camion. Non \u00e8 una scelta volontaria da una parte e un incidente dall\u2019altra. Non c\u2019\u00e8 n\u00e9 accidente n\u00e9 scelta. Succede unicamente ci\u00f2 che \u00e8 ineluttabile. Non si pu\u00f2 qualificare una situazione normale e un\u2019altra anormale. Tutto \u00e8 normale.<\/p>\n<p>Quando non si crea una storia su di una situazione, si percepisce che ci\u00f2 che succede non \u00e8 il frutto del caso. Il suicidio non \u00e8 un evento eccezionale, non \u00e8 separato dal resto dell\u2019universo come un\u2019anomalia. Le persone che si suicidano pensano che tutto si fermi, questa forse \u00e8 un\u2019idea falsa. A volte le persone non possono comprenderlo.<\/p>\n<p>Quello che potete fare di meglio di fronte a uno che vuole suicidarsi, \u00e8 essere felice, perch\u00e9 la felicit\u00e0 \u00e8 contagiosa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3\u00e8me\u00a0 Mill\u00e9narie n. 65 &#8211; Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini D: Mi piacerebbe sentire qualcosa sulla preparazione alla morte, sul suo senso, sul modo in cui si potrebbe prendere per affrontarla. E\u2019 una domanda troppo pesante per voi? R: No, \u00e8 leggera. Non c\u2019\u00e8 scelta. 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