{"id":333,"date":"2010-09-16T21:14:23","date_gmt":"2010-09-16T21:14:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/?p=333"},"modified":"2016-04-03T23:06:26","modified_gmt":"2016-04-03T23:06:26","slug":"violenza-di-frank-aubert","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.revue3emillenaire.com\/it\/violenza-di-frank-aubert\/","title":{"rendered":"Violenza di Frank Aubert"},"content":{"rendered":"<p>3\u00e8me Mill\u00e9narie n. 77 \u2013 Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini<\/p>\n<p>Molto evidentemente la violenza non \u00e8 uno stato di serenit\u00e0, n\u00e9 di pace.<\/p>\n<p>Non invita alla comunicazione, alla condivisione, all\u2019equilibrio, al rispetto, alla compassione. Non genera n\u00e9 libert\u00e0 n\u00e9 pace n\u00e9 umanesimo.<\/p>\n<p>In questo, \u00e8 evidente che la violenza si definisce meglio attraverso ci\u00f2 che non \u00e8 piuttosto che attraverso ci\u00f2 che potrebbe essere e portare.<\/p>\n<p>Quando una cosa si definisce meglio attraverso ci\u00f2 che non \u00e8, diviene evidente che questo traduce un vuoto di creativit\u00e0, un\u2019impossibilit\u00e0 di appoggio logico e costruttivo.<\/p>\n<p>Mi sembra inutile fare un elenco della presenza della violenza nella nostra societ\u00e0 tecnologica. Gi\u00e0 da tempo sono state fatte queste constatazioni, numerosi esseri umani di qualit\u00e0 hanno denunciato questo fatto e anche proposto soluzioni palliative a chi decide ed ha l\u2019autorit\u00e0 di manovrare i grandi avvenimenti della nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p>La violenza appare in una societ\u00e0 umana quando qualcosa di profondo ed essenziale non \u00e8 stato colmato, nutrito, valorizzato, coltivato. Arriviamo ad una scadenza, quella di constatare che l\u2019esperienza materialista non ha risposto all\u2019obbiettivo di rendere l\u2019uomo felice e libero. La delusione \u00e8 tragica e il sogno materialista sprofonda dolcemente su se stesso, in un rumore di fine-civilt\u00e0 in crisi di speranze e piena di paure.<\/p>\n<p>Quali sono gli ingredienti che hanno prevalso in questa situazione? Sono numerosi:<\/p>\n<p>Un vuoto di spiritualit\u00e0, il culto e la cultura della paura, minaccia della nostra integrit\u00e0 (fisica, morale, intellettuale, spirituale), bisogno d\u2019identit\u00e0, d\u2019affermazione, egocentrismo nella nozione di sopravvivenza, desiderio di dominio, sessualit\u00e0 senza amore, svalutazione dell\u2019essere, perdita della nostra identit\u00e0 divina, del senso del sacro, senso d\u2019isolamento, esacerbazione degli schemi di potere, rottura con gli elementi e gli altri regni, perdita di coscienza d\u2019essere collegato, tradimento di alcune religioni, assenza di educatori spirituali, addormentamento delle coscienze, paura di mancare, paura di morire, ecc.<\/p>\n<p>Lascio a ciascuno il compito di completare questa lista, perch\u00e9 abbiamo tutti degli elementi personali e collettivi da aggiungere (disgraziatamente).<\/p>\n<p>Abbiamo anche la scelta di nasconderci la faccia, di raccontarci delle belle storie e di non credere alla nostra responsabilit\u00e0 di intellettuali, spirituali,\u00a0 terapeuti o\u00a0 educatori.<\/p>\n<p>La violenza \u00e8 un\u2019energia legata alla vita e anche una verit\u00e0 di vita per molti esseri. Essa non pu\u00f2 essere che una componente logica nell\u2019esperienza duale che \u00e8 la nostra. La violenza fa parte dell\u2019esperienza, che lo si voglia o no. Se si esprime con tanta forza, \u00e8 perch\u00e9 un equilibrio \u00e8 rotto. E che una forza equivalente d\u2019amore \u00e8 assente davanti ad essa.<\/p>\n<p>Le societ\u00e0 sono gli specchi dove si proiettano le nostre individualit\u00e0.<\/p>\n<p>La risposta alla violenza non pu\u00f2 essere che dentro di noi, molto evidentemente.<\/p>\n<p>Allora invito ciascuno a voltare il proiettore verso il centro intimo della sua personalit\u00e0, in un atto di verit\u00e0, di autenticit\u00e0, d\u2019umilt\u00e0, ma anche di compassione verso se stesso.<\/p>\n<p>&#8211; La mia responsabilit\u00e0 \u00e8 l\u00ec e da nessun\u2019altra parte di fronte a quella violenza denunciata. Avr\u00f2 il coraggio di guardare in faccia i miei propri campi di battaglia, i miei conflitti o le mie guerre coltivate con cura nella legalit\u00e0 e nella legittimit\u00e0?<\/p>\n<p>Quanto tempo ho dedicato a identificarle? Perch\u00e9 mi sento incapace di dire a chi mi \u00e8 vicino che l\u2019amo? Perch\u00e9 mi trattengo da prenderlo tra le braccia, di stringerlo, di toccarlo?<\/p>\n<p>&#8211; Perch\u00e9 ho mancato d\u2019immaginazione non coltivando pensieri d\u2019amore per coloro che erano incapaci di ricevere le mie parole? Che vantaggio ho a fare questo, quali paure stanno sotto al mio comportamento?<\/p>\n<p>Lontano da me l\u2019idea di andare a cercare la vecchia leva della colpevolezza per cambiare le\u00a0 cose in profondit\u00e0 in ognuno di noi. Sarebbe come alimentare ci\u00f2 che cerco di sventare.<\/p>\n<p>Ma il lavoro \u00e8 l\u00ec, mi invito a uscire dal vuoto d\u2019amore in me, \u00e8 l\u00ec che\u00a0 miei figli mi aspettano, \u00e8 l\u00ec che sar\u00f2 efficiente attraverso la forza della mia luce interiore, per la forza dell\u2019immagine di pace e di serenit\u00e0 ritrovata e presente in me.<\/p>\n<p>Allora non partecipo pi\u00f9 alla violenza del mondo, rifiuto di darle il mio sostegno. La mia responsabilit\u00e0 non \u00e8 al di l\u00e0 di questo. Che ciascuna delle mie parole, ciascuno dei miei gesti e delle mie intenzioni mostrino questa pace interiore ritrovata e coltivata; allora sono\u00a0 al mio posto nel mondo, partecipo a questo mondo, cambio anche qualcosa per questo mondo.<\/p>\n<p>Mi sento valido e responsabile, dotato di creazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molto evidentemente la violenza non \u00e8 uno stato di serenit\u00e0, n\u00e9 di pace.<br \/>\nNon invita alla comunicazione, alla condivisione, all\u2019equilibrio, al rispetto, alla compassione. 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